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Full text of "Dizionario latino-italiano secondo la sesta ed ultima edizione tedesca, con prefazione ed aggiunte dell'autore scritte appositamente per l'edizione italiana;"

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C. E. GEORGES 



DIZIONARIO 



DELLA 



LINGUA LATINA 

SECONDO 

LA SESTA ED ULTIMA EDIZIONE TEDESCA 

CON 

PREFAZIONE ED AGGIUNTE DELL'AUTORE 

SCRITTE APPOSITAMENTE PER L'EDIZIONE ITALIANA 



VOLUME I 

DIZIONARIO LATINO -ITALI ANO 

TRADUZIONE CON AGGIUNTE 



CONDOTTA DA 



FERRUCCIO CALONGHI 



Seconda Tiratura 




TORINO 
ROSENBERG & SELLIER 

LI BRUMA INTERNAZIONALE 
3 — VIA BOGINO — 3. 

189 6. 



C. E. GEORGES 



DIZIONARIO 

LATINO-ITALIANO 

SECONDO 

LA SESTA ED ULTIMA EDIZIONE TEDESCA 

CON 

PREFAZIONE ED AGGIUNTE DELL'AUTORE 

SCRITTE APPOSITAMENTE PER L'EDIZIONE ITALIANA. 



TRADUZIONE CON AGGIUNTE 



CONDOTTA DA 



FERRUCCIO CALONGHI 



Seconda Tiratura 




TORINO 
ROSENBERG & SELLIER 

LIBRERIA INTERNAZIONALE 
8 — VIA BOQINO — 3. 

189 6. 



PROPRIETÀ LETTERARIA 



Torino, Tip. e Lit. Camilla e Bertolero. 



41^ 






^6 



PREFAZIONE DELL'AUTORE 



Il presente Dizionario-Manuale della Lingua Latina, tradotto in Ita- 
liano col mio consenso, è dedicato sopratutto ed in particolar modo alle 
scuole, ed io mi sono proposto di registrarvi in genere soltanto quei 
vocaboli, quei significati di essi, quelle frasi e quelle costruzioni, che 
si riscontrano negli Autori latini letti nelle scuole e che servono come 
modelli di stile; così, fra i prosatori, ho tenuto conto di Cornificio (ad 
Herennium), di Cicerone, degli Storici da Cesare fino ad Eutropio, 
eccettuati gli Scriptores Hùtoriae Augustae, dei due Seneca, di Quin- 
tiliano e di Plinio il Giovane; fra i poeti, di Terenzio, Catullo, Lucrezio, 
Orazio, Virgilio, Tibullo, Properzio, Fedro ed Ovidio. E poiché negli 
esercizi di stile latino possono e debbono venir usati vocaboli, frasi, 
costruzioni, ecc., di altri Autori, quali particolarmente Plauto, Varrone 
(de lingua latina), gli Scriptores rei rusticae, Vitruvio, Plinio il Vec- 
chio e Celso; così ho tenuto conto anche di essi, nei casi in cui mi 
sembrò necessario. 

Soltanto ai meno pratici di lavori di questo genere potrà sembrar 
agevole la scelta del materiale contenuto in questo volume, e facil 
cosa l'ovviare alle possibili omissioni. Poiché io non ho potuto, ad 
esempio, tralasciare un vocabolo, una frase e via dicendo, pel solo 
fatto che in tutti i Lessici latini di maggior mole vengano attribuiti 
soltanto a Scrittori, che escono dal numero di quelli indicati di sopra: 
il lungo uso dei Lessici latini mi ha abbastanza dimostrato quanto essi 
siano imperfetti e perciò appunto ho esaminato singolarmente ogni 
vocabolo, ogni frase, significato e costruzione, prima di ammetterli o 
no in questo lavoro. Il .materiale lessicografico, che io stesso vado rac- 
cogliendo da più di cinquantanni e l'uso di buoni Indici mi hanno 

481926 



— VI — 

servito grandemente per questa compilazione e spesso mi hanno con- 
dotto a risultati affatto diversi di quelli a cui giunsero questo o quel 
compilatore di un cosidetto Dizionario ad uso delle scuole, attinto a 
più aride fonti. Questo Dizionario vanta quindi sugli altri lavori di 
simil genere un numero considerevolmente maggiore di vocaboli, che 
hanno ogni ragione di figurarvi. Il materiale lessicografico è elaborato 
come nel mio Lessico Completo; soltanto, dato lo scopo speciale di 
questo libro, la trattazione di qualche vocabolo è talora più ristretta, 
talora più diffusa, a seconda dei casi ; e di più, quando mi parve ne- 
cessario, ho variato del tutto anche la disposizione della materia sotto 
qualche vocabolo. Dei nomi propri ho registrato soltanto quelli che 
occorrono negli Scrittori letti nelle scuole od in qualcuna, delle loro 
opere. 

Le esigenze della scienza m'hanno suggerito numerosi emendamenti 
ed aggiunte, che ho introdotto in questa edizione italiana. 

Possa questo Dizionario, giunto in Germania alla sua sesta edizione 
e tradotto due volte in Olandese, ottenere il favore delle scuole italiane. 

Gotha, Gennaio 1891. 



Prof. D. r C. E. GEORGES. 



PREFAZIONE DEL TRADUTTORE 



Il Dizionario, di cui presentiamo la traduzione italiana, è il Piccolo 
Dizionario Latino-Tedesco di G. E. Georges (1), da non confondersi 
col -Dizionario Completo (2) del medesimo Autore. Abbiamo omesso 
nel titolo la parola piccolo, dietro varie considerazioni della Casa Edi- 
trice e coll'assenso dell'Autore. 

Mi dispenso dallo esporre il metodo seguito dall'Autore nella com- 
pilazione di questo lavoro; chi si occupa con amore di studi classici, 
conosce le opere lessicografiche del Georges e crediamo plaudirà agli 
Editori sigg. Rosenberg e Sellier, che ne vollero fornire una traduzione 
per le Scuole Classiche Italiane. 

Non è che i Dizionari latino-italiani che ora corrono per le mani dei 
giovani, non abbiano i loro meriti; basterebbe la considerazione che 
i più moderni fra essi sono compilati in gran parte sul Forcellini De-Vit. 
Ma appunto per ciò, meritava di essere tradotto in Italiano questo Les- 
sico, condotto con un metodo alquanto diverso, elaborato accuratamente 
e direttamente svile fonti, e che nell'interpretazione dei passi citati ha 
altresì fatto suo prò delle molteplici edizioni annotate ed interpreta- 
zioni sparse di Classici latini stampate in Germania. La parte poi che 
riguarda i nomi propri, sia mitologici che storici e geografici, coi ri- 
spettivi derivati, figura, soltanto in parte, in uno solo dei dizionari 
scolastici latino-italiani: essa, oltre ad essere utile sempre, è talora neces- 
saria, particolarmente per tradurre passi che contengono i cosidetti 
derivati. Lo stesso si dica delle brevi dichiarazioni archeologiche ap- 
poste ai nomi esprimenti cariche, uffici, e specialmente magistrature e 
magistrati; usi speciali, come feste, cerimonie religiose e via dicendo: 
e finalmente dei moltissimi termini tecnici. 



(1) Klemes Latemisch-Deutsehes Handivorterbuch — 6 a edizione, Lipsia, 1890. 

(2) Ausftihrliches Handworterbuch, ecc. — T edizione, Lipsia, 1879-80. 



— Vili — 

Le aggiunte che ho inserito qua e là non hanno la pretesa di col 
mare lacune dell'originale tedesco, ma soltanto di rendere il lavoro 
più chiaro e proficuo per le nostre scuole. Talora ho aggiunto l'intera 
traduzione di passi difficili; di spesso ho apposto l'indicazione nume- 
rica dei passi, particolarmente là ove la traduzione datane dall'Autore 
si scostava dalla comune interpretazione accolta nelle migliori edizioni 
italiane; anzi, in quest'ultimo caso, ho aggiunto spesso tra parentesi 
l'interpretazione comune. Qualche volta ho ritoccato, col consenso del- 
l'Autore, qualche vocabolo, servendomi specialmente del Lessico Com- 
pleto nominato di sopra. 

L'opera mia è stata lunga e faticosa: affinchè la traduzione rispondesse 
bene all'originale, ho dovuto , fra le altre cose, raffrontare la maggior 
parte dei passi nei rispettivi Autori. 

Da parte loro, i solerti Editori non hanno risparmiato alcuna cura, 
acciocché l'edizione italiana non riuscisse inferiore, per la nitidezza della 
stampa e la molteplicità dei caratteri, all'edizione tedesca, in ciò coadiu- 
vati dalla spettabile Tipografìa dei sigg. Camilla e Bertolero. 

Se gli egregi e benevoli Colleglli ci aiuteranno, e vorranno esserci 
cortesi di osservazioni ed aggiunte, ne terrò conto per la seconda edi- 
zione, che, pel bene degli Studi Classici, oso sperare non lontana. 

Intanto ringrazio di tutto cuore i chiarissimi Professori, che mi pre- 
starono il loro valido aiuto nel lungo e difficile lavoro, ed in ispecial 
modo il mio caro e dotto amico Prof. Pietro Rivoire, che cooperò 
altresì grandemente alla correzione delle bozze (1). 

Torino, Febbraio 1891. 



F. CALONGHI. 



(1) Eingrazio i chiarissimi Professori L. V., E. G. e G. G., pei loro benevoli articoli in- 
seriti rispettivamente nella Gazzetta Letteraria (1890, n° 17), nella Biblioteca delle Scuole 
(anno 1°, n. 19), nell'eco delle Scuole (uel numero del 1° luglio 1889 ed in aitri), nonché 
i numerosi Giornali, che, facendo cenno di questa pubblicazione, mentre usciva a dispense, 
ebbero anche per me lusinghiere parole. 



1. A, a, prima lettera dell 'alfabeto latino. 
— Come abbreviazione : a) come sigla di nome 
proprio, commi, corrispondente al prenome 
Aulus. b) nel computo degli anni, Annus, 
rcomun. = Anno, p. es. A. U. C. = anno urbis 
conditae. 

2. ii, ab, abs, prep. colVabì. (affine ad 
ano), col concetto fondamentale di partenza 
da un punto; da (contrapposto allo ad = a), 
IJ di luogo : A) per indicare il punto iniziale 
di un moto, \)propr.,per indicare il luogo o 
la persona da cui si prendono le mosse, da,,, 
via da,,, redire a foro, Plaut., a Caesare, Cic: 
fuga ab urbe, Cic.: quindi ab . . . ad, da,,, fino 
<t,„, Cic: e cosi usque ab . . . ad, ovv. in, Cic 
2) trasl.: a) per indicare la persona da cui 
si prende o si deriva q.c, da, emere ab alqo, 
Sen.: solvere ab alqo, per mezzo di quale, (un 
banchiere, ecc.), Cic: cognoscere e discere ab 
alqo, Cic b) per indicare la stirpe, V origine, 
«sse a M.Tullio, discendere da M. Tullio, Cic; 
ma esse a Zenone, essere della Scuola di Ze- 
none, Cic: legati ab Ardea, Liv.: di origine 
etimologica, nomen invenisse ab alqa re, Cic: e 
per indicare la ragione, il motivo, V impulso, 
per, in causa di, ab giugulari amore, Balb. 
in Cic: ab obsidione, Liv. e) per indicare il 
tutto di fronte alia parte, di, fra, unus ab 
novissimis, Caes. d) per indicare V autore o la 
causa efficiente, di, da, per, per mezzo di; anche 
in seguito a, con verbi passivi ed intransitivi, 
interfici, interire ab alqo, Cic: perire a morbo, 
Nep.: con sost., plaga ab amico, Cic: con ag- 
getta pieni animorum ab pristini diei meliore 
occasione, Liv.: talora coi gerundivi invece 
del datmo, specialmente quando precede già 
un dativo, fortis et a vobis conservandus vir, 
Cic: quibus (civibus) est a vobis consulendum, 
Cic B) per indicare il punto d'inizio, di 
■partenza, di una direzione: \)propr.: a) da, 
spesso anche corrispondente al nostro a, in; 
a supero mari, Cic: a puppi religatus, Cic: 

a labris, Caes. b) dalla parte di, ad, in, da, 

ab Eurota, Cic: a fronte, Caes.: ab occasu 
et ortu solis, ad Occidente e ad Oriente, 
Liv. 2) trasl.: a) per indicare la persona 
per la quale, in prò della quale si fa una 
cosa, stare, facere ab alqo, dalla parte di 
qualcuno, in vantaggio di quale, per quale, 
{contr. coutra od adversus alqm), Cic: così 
anche dicere ab reo, Cic: ab innocentia cle- 
mentissiinus, per, ecc., Cic. bjper una più 



prossima delimitazione o circoscrizione della 

provenienza : a) da parte di, riguardo a, in, 

ab senatu desperare, Cic: timere ab alqo, Cic: 
laborare ab alqa re, Caes.: firmus ab equitatu, 
Piane in Cic: inops ab amicis, Cic: medio- 
criter a doctrina instructus, Cic: ab omni 
laude felicior, Cic: quindi servus a pedibus, 
lacchè, Cic: a manu, scrivano, Suet. P) di 
fronte a, davanti a, custodire ab alqo, Cic: tu- 
tus a periculo, Caes. G)per indicare il punto 
di lontananza nello stato, il punto della di- 
stanza, 1) propr., da, con abesse, distare e 
sim. (V.); coi numerali, distante di, ab milibus 
passuum duobus, Caes. 2) trasl.: a) generic, 
con dissentire, discrepare, alienum esse e sim, 
(V.), nella locuz. non ovv. haud ab re, non 
inutile, vantaggioso, Liv. b) per indicare V or- 
dine ed il grado, dopo, partendo da, partic. 
dopo aggettivi ordinali, quartus ab Arcesila, 
Cic. II) di tempo: A) coli 'indicazione del 
punto di partenza, da, ab hora tertia, Cic: a 
condiscipulatu, Nep.: ab initio, da principio, 
Cic: coli indicazione del punto d'arrivo {con 
ad, in, usque ad), p. es. ab hora septima ad ve- 
speruni,Caes. B) colV indicazione del punto 
d'allontanamento, di lontananza, da, ab urbe 
condita, dalla fondazione di Roma , Cic. : 
tertio abs te die, tre giorni dopo che ci la- 
sciammo, Cic. — In composizione = da, via, 

abaci us, ùs, m. (abigo), il condur via (V ar- 
mento, il gregge), abigeato, Plin. pan. 20, 4. 

ahaeus, i, m. (à(3a£), tavola divisa a 
mo" 1 di scacchiera, originariamente con cifre 
(ABr), opp. asse della tavola colVorlo rile- 
vato, a) come tavoliere, tavola da giuoco, Suet. 
b)come tavola di lusso, a mosaico, posta come 
ornamento nelle camere, per sostenere vasi 
ed oggetti preziosi, Cic 

abaiìenalfo, ònis, f. (abalieno), aliena- 

mento, espropriazione, CÌC top. 28. 

ab-alìcno, avi , atum, are, alienare, IJ 

propr., dar via, allontanare da se, detto partic. 
di un possesso, espropriare, vendere, cedere 
(contr. conservare), Cic. II) trasl.: a) ge- 
neric: abalienati jure civium, privati del di- 
ritto di Cittadinanza, LÌV. b) alietuxre, allon- 
tanare, far ribellare, rendere indifferente (contr, 

alqm amicum facere), alqm ovv. animum, 
Cic: alqm ovv. voluntatem alcjs ab alqo, Cic 
4bà*, bantis, m. ("Apa^, Abante, re di 
Ar : /o, padre di Acrisio, avo di Danae ed 
Atalante. — Ber iv.: A) Abanléu», a, uni 



OeorgesrCalonghi, Dizionario, latino-italiano , 



3 



ibavus 



aleo 



CApàvxetos), pertinente ad Abante, Abanteo. 
B) Umilila Jés, ae, m. ('ApavxtaSyjs), un 
Àbanziade, cioè suo figlio Acrisio e il pro- 
nipote Perseo. 

Stimi U*, i, m. (avi avus), nonno del nonno, 

trisavolo, Cic: talora in significato generale 

=. avo, antenato, Sen. 

I lnliUóii) ii»u>, i, m. ('Ap8aXojvou.o£), 
Abdaionimo, posto come re a Sidone da Ales- 
sandro il Grande. 

.linièra, òrum, n. ("ApSyjpa, toc), Abdera, 
città della Tracia, secondo alcuni oggi Po- 
listilo, famosa per la borghigianeria dei 
suoi abitanti; di qui T espressione hic Ab- 
dera, Cic. = Deri v.: A) Abdèri Ics, ae, 

m. (*A^2yjp{x7]S), di Abdera, Abderite. B) Àb- 

dcrltanus, a, um, Abderitano = stolto. 
abdica Ilo, ònis, f. (I. abdico), u disfarsi 
di q.c. o di quale; di un figlio (filii abdicatio), 
cacciarlo dalla casa paterna (e diseredarlo), 
Sen. rhet. — dictaturae, rinuncia, Liv. 

1. abdtCO, avi, àtum, are, allontanare da 
sé quale. q.c, respingere, id totuill abdico 

atque eicio, Cic. — Partic, a) disconoscere, 
scacciare da sé, abdicare alqm fratrem, Liv.: 
e così abd. fìlium, liberos, Seri, b) cedere una 
carica, deporta prima del termine legale, ri- 
nunciarvi solennemente, magistratum, Sali.: e 
se magistratu, tutela, Cic. 

ab -dico, dixi, ere, rivocare, non per- 
mettere, dar risposta sfavorevole [termine au- 
gurale, contr. ad addicere), Cic. de div, 1, 31. 

abditus, a, ura, part. agg. (abdo), na- 
scosto, occulto, fuor di vista, appartato, remoto, 
I) propr., allo sguardo, in senso materiale : 
vis abdita quaedam, Lucr.: partic. di luoghi, 
pars aedium, regiones, Sali.: loca, ripostigli, 
Sali.: di persone, abstrusus atque abditus, so- 
lingo, lontano dal mondo, Plin. pan.: il neutr. 
sing. con prep., con valore di sost. = a pro- 
fondo, subita ex abdito vasti amnis eruptio, 
Sen.: neutr. plur. come sost., terrai peuitus 
abdita, le viscere della terra, Lucr. II) trasl., 
allo sguardo, in senso morale: res abditae et 
obscurae, Cic: res occultae et penitus abditae, 
Cic: voluntas abdita et retrusa, Cic: abditi 
alcjs sensus, Liv. e Tac. — Neutr. plur., come 
sost., abdita rerum, concetti fino ad ora sco- 
nosciuti, concetti nuovi, idee nuove, Hor. art. 
poét. 49. 

abdo, dtdi, dltum, ere, mettere in disparte, 
porre da parte; perciò togliere dagli occhi, dallo 
sguardo, allontanare, sottrarre allo sguardo, 
ritirare, nascondere, I) in gen.: hinc procul 

abde faces, Tibull.: pedestre* copias ab eo Iocj 
abditas, Caes. : equum domo, mantenere in 
caia, Verg.: virgo abdita (sc.turri), rinchiusa, 
Hor.: argentum abditum terris, ancor nasco- 
sto sotto terra, non ancora scavato, Hor.: 
partescorporis contexit atque abdidit (natura), 
Qic.'.poet., vultus et caput undis, Ov.: caput 
cristatà casside, coprire , Ov.: lateri capulo 
tenus ensem, immergere la spada nel fianco 
sino alV elsa, Vepg.: e così ferrum in armo 
ferae, Ov. : corpus humi, seppellire, Fior.; 
quinìi a) abdere se in alqm locum, nascon- 
dersi, rifugiarsi, ritirarsi in gualche luogo, se 

in rnontes, Verg.: detto partic. per ritirarsi 

uuita società, daWttntuiio consorzio, se in illti- 



mam Macedoniam, Cic: se rus, Ter.: e se in 
bibliothecam ovv. in litteras, Cic: e se litteris,. 
Cic: nel part. perf. pass, (mediale) abditus,. 

lungi dall'umano consorzio, ritiratosi a vivere,- 

in tectis silvestribus, Cic: agro, Hor. p) aiion 
tonare = esiliare, alqm in insulam, Tac IIJ 
col concetto accessorio del nasconder e, nascon- 
dere, occultare, feiTum intra vestem o sempì. 
veste, Liv.: se post maceriam, Liv.: se in pro- 
ximas silvas, Caes.: se in suis tectis, Liv.: ab- 
diti in tabernaculis, Caes.: in silvis abditos la- 
tore, Caes.: in silvani Arduennam abditi, Caes.: 
cultrum sub veste abditum habere, Liv.: Am- 
phiaraé sub terra tu abdite! Cic: ascensus ab- 
ditus a conspectu, Liv.: trasl., tener nascosto, 
occultare q.c. alla mente, alV animo, illum, 
quem abdi-s, Cic: abdenda cupiditas erat, Liv. 

abdÓIUCn, minis, n., ventre, pancia, ad- 
dome, sede dei bassi piaceri sensu:ili,Cic. ed a. 

abd tiCO, duxi, ductum, ere, condur via, ac- 
compagnar via, allontanare {contr. adducere), 

I) propr.: a) ogg. anim.: alqm ab aratro, 
Cic: alqm vi de foro, Liv.: alqm ad cenam, 
Ter.: alqm in servitutem, Cic: armenta, Ov. 
b) ogg. inan.: ritirare, sottrarre, clavem, Plaut.: 
caput retro ab ictu, Verg. II) trasl., a) ge- 
ne rie: alqm ab his hominibus ... ad hanc ho- 

minum licentiam, Cic: b) alienare, inimicare, 

distaccare uno da un altro, alqm ab alqo, Cic: 
ad se, tirar ale. dalla sua, Cic e) rimuovere 
quale, da qualche abitudine, inclinazione, 
atticità e sim., distogliere, alqm ovv. animum 
ab alqa re, Cic: aciem mentis a consuetudine 

OCUlorum, Cic d) abbassare, avvilire qualche 

cosa, rendendola simile a qualche altra, ar- 
tem tantam a religionis auctoritate ad mer- 
cedem quaestumque, Cic. 

A bella, ae, f., città della Campania; ora 
Avella. — Deriv.: Abellauus, comun. 

\\ elianti!*», a, UHI, Avellano, di A. — Plur. 

sost., Abellani, òrum, m., gli abitanti di A., 

Avellani» 

ab-èo, l'i, ttum, Ire, andar via, andarsene, 

partire (contr. adire, redire , manere) , I) 
propr.: a) generic, assol., abire (uscir dal 
sentiero, allontanarsi) C>phen jubet, Curt.: 
illinc, Cic: ab ilio, Plaut.: comitio, Liv.: ex 
Africa, Sali.: ad alqm in Mauritaniani, Sali.: 
hinc domum, Liv.: ex conspectu, di navi, 
Cacs. — qu ndi abi, va, ora per approvare = 
bene, sta bene, bravo, abi, virum te judico, 
Ter.: non es avarus, abi, Hor.: ora con mal 
garbo, va == via, va via, vattene, Ter.: etiam 
tu hinc abis ? non vuoi ancora andartene ? 
Ter.: cfr. quin tu abis in pestem malumque 
cruciatum? Cic: abi hinc cum tnbunatibus 

ac rOgationibUS tuis, LÌV. b) partirsene, venir 

via, riuscire, donatus abeo, Verg. e Plin. ep.: 
partic. dell'uscir da un combattimento, pauci 

integri abeunt, Sali. C) ritirarsi da, lasciare 

un impiego, una carica, consulatu, Cic. d) ab- 
bandonare la vita, e vita, Cic: ad deos, Cic 
e) detto di tempo (anno, mese, ora, ecc.), pas- 
sare, trascorrere, finire, Cic f) di malattie,. 
guarire, passare, cessare {contr. remanere), 
Cic g) di Sentimenti, svanire, sparire, affie- 
volirsi, Cic h) di cose all'osta, air incanto, 
sfuggire, non toccare ad ale, ab alqo, Cic II) 
trasl.: a) generic: ea (Sempronia) luxurià- 



5 abequito 

praeceps abierat, era caduta da una scelle- 
ratezza in un'altra, Sali.: non longe abieris, 
tu non anderai avanti un pezzo, Cic: pre- 
tiam retro abiit, è ribassato, Plin. ep. b) di 
abbandonare q.C, perdere, allontanarsi, a) il 
filo del discorso, sed abeo a sensibus, Cic: 
quid ad istas ineptias abis? perchè ti perdi 
in queste bazzecole ? Cic. p) nélV agire, riti- 
rarsi, ritirarsi da q.c, etiatn tu hincabis? 
Cic: impers., ne irrito incepto abiretur, Liv. 
e) dell'effetto, della riuscita di un'azione, 

andar a finire, finire, riuscire, non SÌC abire, 
Cic d) di condizioni, perdersi, andar per- 
ditto, affievolirsi, svanire, fides abiit, Liv.: Illa 

mea, quae solebas antea laudare . . . abierunt, 
ebbero fine, Cic e) passare, ritornare verso 
quale, o q.c, abit res a Consilio ad vires 
vimque pugnantium, Nep.: abire in avi mores 
et instituta == ritornare, adattarsi ai co- 
stumi, ecc., Liv. f) passare in q.c, oc) passare, 
andare a finire, terminare in, in qU0S SUmptus 

abeunt fructus praediorum ? Cic. p) passare 

in = trasformarsi, in silvas, Ov. 

ab-equìto, avi, àie, andar via, partire, 

fuggire a cavallo, Syracusas, Liv. 24, 31, 10. 

aberra tìo, ònis, f. (aberro), il distogliersi, 
il distrarsi, a molestiis, a dolore, Cic. 

àb-erro, avi, àtuin, are, errar lungi, 
allontanarsi da q.c , I)propr.: a patre, Plaut.: 
ex agmine, Liv.: pecore, Liv. II) trasl.: a) al- 
lontanarsi da un termine, da un punto, sco- 
starsene, venir meno a, ab alqa re, CÌC b) per- 
dere il filo del discorso, passare ad altro, Cic: 
ad alia, Cic e) vagare col pensiero, a) ge- 
neric: essere distratto, Aug. in Suet. Claud. 4. 
P) distrarre, distogliere la mente da q.C di 

triste, a miseria, Cic: usato assol., Cic 
abfore, abforem, V. absum. 
ab-hinc, avv., di qui, di qua, I) di luogo, 

Lucr. 3,953. II) trasl., di tempo, a)coH'acc. 

= fa, da questo momento, abh. triennium, tre 

anni fa, Ter.: abh. annos XIV, Cic. b) colV abl. 

= prima, abh. XXX diebus, Cic 

ab- liorreo, horrui, ère, aborrire, farsi in- 
dietro tremando, I)per isdegno, sdegnare, abor- 

rire, alqm, Cic: alqd, Suet. IIJ per avversione, 
ripugnanza, a) propr., indietreggiare davanti 

a q.C = sentir ripugnanza di q.C, essere av- 
verso, contrario, non lasciarsi menomamente at- 
trarre da una cosa, non volerne sapere, ab alqa re, 

Cic: alqa re, Curt.: assol. (contr. cupere), Cic. 
b) trasl., detto di cosa non compatibile con 

un'altra, contrastare con, non combinare, urtare 
contro q.C., non aver alcuna relazione, non aver 
a che fare con q.C, discordare COn quale, 

esser lontano, dissimile, ab alqa re ed ab alqo, 
Cic: longe ab alqa re, Cic: alqa re, Curt.: alci 
rei, Liv.: inter se, discordare, Liv.: assol., Cic: 
vestrae abhorrentes (inutili) lacrimae, Liv. 
abicio, jèci, jectum, ere (ab e jacio), gettar 

via, lungi; lanciare in distanza, gettar giti dal- 
l'alto, I) propr.: scutura, Cic: tela ex vallo, 
Caes.: se in herba, se ad alcjs pedes, Cic: e 
muro se in mare, Cic: anulum in mare, Cic. 

II) trasl.: 1) gettar là, a) gettarla, trascura- 
tamente, nel discorso, Cic. b) disfarsi di una 
cosa mediante vendita, vendere ad ogni costo 
fa prezzo VÌlissimoJ, Phaedr. e) dar via, ab- 
bandonare q.C, lasciar andare, rinunciare del 



6 
tutto a q.c. di bene, di male, Cic: abiciamus 

ista, lasciamo Star ciò, Cic 2) gettare a terra, 
calpestare, tenere in obbiezione, a) avvilire, pri- 
vare di ogni valore quale o q.c, Cic: partic. 
SOttO il rispetto morale, abbassare del tutto, 
demoralizzare, umiliare, CÌC abic. se, perdere 

ogni vigore morale, rendersi vile, Cic Tusc. 

2, 54 (cfr. SOttO al n° b). b) destinare ad umili 
uffici, degradare, abbassare, ceteras animantes 

ad pastum, Cic: e avvilire colla parola, cioè 
far apparire dappoco (contr. augere, tollere), 
Cic: di carattere, se abic, avvilirsi, Cic pa- 
rad. 1, 14. 

abYcgllllS, a, Um, di legno d'abete, LÌV. 

ed a. 

abies, abietis, f., abete (tanto l'albero che 
il legno), Verg. e Liv. — Meton. = gli og- 
getti fatti di legno d'abete, p. es. la nave, la 
lancia, Verg. 

sibigo, ègi, actum, ere (ab ed ago), condur 

via, lungi, fuori; portar via, cacciar via, a) 

propr., ess, anim.: muscas,Cic: alqm rus, Ter. 
Partic, a) condur via per furto (rubare), pe- 
cus, Cic p) trar fuori, espellere con arte me- 
dica, partimi, Cic y) mandar via, ripudiare, 
Suet. b) trasl.: scacciare, espellere uno Stato, 

una condizione, pauperiem, Hor. 

abltlO; Ònis, f. (abeo), l'andarsene via, di- 
partita, partenza, Comici. 

a Mi lì*, ÙS, m. (abeo), I) l'andarsene, par- 
tenza, dipartita, Cic IIJ meton. uscita (come 
luogo), Verg. e (alplur.J Tac 

abjecté, avv. col compar. (abjectus) in 
modo basso, a) riguardo alla condizione, 

bassamente, in condizione volgare, bassa, Tac 
b) in signi f morale, timidamente, in modo pu- 
sillanime, con pusillanimità, CÌC 

abjectìo, ònis, f. (abicio), il gettar via, 
trasl., debilitata) atque abjectio animi tui, 
l'avvilimento e lo scoraggiamento dell'animo 
tuo, Cic. Pis. 88. 

abjectus, a, um, part. agg. col compar. e 

superi, (abicio), gettato via, in disparte: solo in 
Senso trasl.: 1) trascurato, rozzo, pedestre, sena- 

rius, Cic: o ratio humilis et abjecta {contr, ni- 
mis alta et exaggerata), Cic. 2) vile, basso, 
a) rispetto alla condizione, al grado, basso, 
volgare (contr. amplus), familia, Cic b) in si- 

gnif. morale, timido, pusillanime, abbattuto, 
disperato, Cic e) del carattere = spregevole, 
abbietto, CÌC 

abjicYo, V. abicio. 

ab-jtidfco, avi, àtum, are, togliere ad al- 
cuno, come giudice, per via di giudizio, e in 
genere, la proprietà di una cosa (contr. adju- 
dicare), alqd ab alqo, Cic: sibi libertatem, to- 
gliersi la libertà, Cic 

ab-jtingo, junxi, junctum, ere, slegare, 
I) prop. sciogliere gli animali dal giogo, Verg. 

e Prop. Il) trasl., separare, allontanare, dis- 
giungere, alqm, Caes.: se ab alqa re, tenersene 
lontano, Cic. 

ab-jliro, avi, Stum, are, negare con giura- 
mento, abiurare, alqd, Cic: creditum, Sali. 

ablatlvus, i, m. [con e senza casus] (abla- 
tus da aufero), ablativo, Quint. ed a. 

ablègatfo (onis), f. (ablègo), u mandare 
(via), juventutis ad bellum, Liv. 6, 39, 7. 

ablègOj SVI, àtum, are, mandar via qual- 



7 aMigurio 

crino, mandar lontano, allontanare, relegare, par- 
tic, per liberarsene; costr. colsempl. acc. opp. 
contemporaneam. alla domanda donde? 
(coZZ'ab), ovv. dove? (con ad ovv. in), ovv. 
a che? (col supino in um), Cic. ed a. 
ab-ligurìo (ablìgurrio), ivi, ìtum, ire, 

I) spendere in banchetti, scialacquare, Ter. e 

Seriori. II) in signif. osceno in Suet. gr. 23. 

ab-loCO, are, appigionare, dare in affitto, 

Suet. Caes. 26 e Vit. 7. 

ab-ludo, ere = ànqcSsLv, differire nel 
tono, poet. trasl., haec a te non multum 
abludit imago, conviene assai bene al fatto 
tuo, Hor. sat. 2, 3,320. 

ab-lìio, lui, lutum, ere, portar via 

lav andò, I) lavare, portar via, a) di un 

torrente, villas, inondare, Sen. b) di persone, 
maculas e veste, Plin.: lacrimas, tergere, Tac: 
trasl., del cancellare macchie morali, Cic. 

ed a. II) pulire lavando, lavare, purificare, 

pedes alejs, Cic.: se flumine vivo, Yerg. 

ab-negO, avi, atum, Ere, negare, rifiutare, 
e COSÌ anche ritenere, sottrarre, non concedere, 

alci alqd, Verg. e Quint.: coZZ'infin., Verg. 

ab-nepòs, pòtis, m. (avi nepos), terso ni- 
potè, Sen. ed a. 

al>-neptis, ptis, f. (avi neptis), tersa ni- 
pote, Suet. ed a. 

.4 biloba, ae, m., Abnoba, le montagne 
còlla parte meridionale della Selva Nera 
(dove nasce il Danubio). 

abnocto, are (ab e nox), pernottare, passar 

la notte fuori di casa, Sen. ed a. 

abnormi», e (ab e norma), fuori di regola, 

irregolare, senza norma (di nessuna setta), Hor. 

sat. 2, 2.3. 

ab-nuo, abnui, abnuiturus, ere, accen- 
nare di no, con cenni, gesti, partic. della 
mano, negare, dir di no (contr. annuere, acci- 
pere, concedere, polliceri), a) di pers., assol., 
Cic: alqd, Cic: coWa.cc. e Z'infin., Cic: ra- 
ram. de alqa re, Sali, b) di e. astr., non accon- 
sentire, ricusare, impedire, Tibull. e Plin. 

ab-nilto, are, accennare di no col capo ; 
negare, seg. dàlV acc. e Z'infin., Enn. tr. in Cic. 
de or. 3, 164. 

aboleo, levi, lttum, ère, far andar via 

= ridurre a nulla, distruggere, a) materidlm.: 

'alqd, Verg.: alejs corpus igni, Tac h)politic., 

moral. e spirit., annientare = levare per sem- 
pre, togliere del tutto, mettere in disparte, porre 
in dimenticansa, abolire, Verg. ed a., alci ma- 

gistratum, Liv.: partic. una legge, una costu- 
manza, una consuetudine, un editto e sim., 

abrogare, abolire, sopprimere, Liv. 

abftleSCO, olèvi, ere, andarsene man mano, 
spegnersi sensa accorgersene, sensa traccia, dì 

e. astratte, Liv. e Verg. 

«bollilo, Ollis, f. (aboleo), Vabolire, il rivo- 
care; abolisione, revoca, abrogazione di lina 

legge, ecc., Suet.: con e senza facti = amni- 
stia, Suet. e Quint. 

abolla, ae, mantello a doppio giro, mantello 
erto per ripararsi dal cattivo tempo, Suet. ed a. 

abomino, are, forma arcaica per abomi- 
nor; pass, (perf.) in Liv. (31, 12, 8) e (part. 
perf.) in Hor. epod. 16, 8. 

ab-òniinor, àtus sani, ari, quasi togliere 

Un Oinen, divertire il cattivo augurio, quindi 



abruptus 



8 



abbominare, schifare (contr. optare), LÌV.: quod 

abominor, che Dio tolga, Ov. e Plin. ep.: abo- 
minanda, abbominevole, detestabile, Liv. 

Àb5rTgTnes,um,m.( , Apopcylv£5),gfM^[6o- 
rigeni, il popolo da cui discesero i Latini, orig. 
stanziato nei monti intorno a Beate (Mieti). 

ab-oriOi', ortus sum, ìri, mancare, venir 
meno, perire (contr. oriri), Lucr. ed a. 

abttriscoi', risei, venir meno, perire, Lucr. 

5,731. 

abortlO, Onis, f. (aborior) aborto, Vabortire, 

Cic. ed a. 

aborllvus, a, um (abortus), abortivo, nato 

prima del tempo, fuor di tempo, Hor. ed a. 

abortus, ùs, m. (aborior), aborto, Ter., 
Cic ed a. 

ab-rado, rasi, ràsum, ere, I) raschiar via, 
radere, supercilia, Cic. IIJ trasl., estorcere 
parte dei possessi ad ale, Cic. 

ab-rìpìo, ri più, reptum, ere (ab e rapio), 

strappar via, IJpropr.: a) alqm, trascinar via, 

rapire, Cic: alqm e ovv. a complexu alejs, Cic. 
e Liv.: alqm de convivio in vincula, Cic: abr. 
se, fuggire, sottrarsi, Liv.: abr. se domum, 
entrar precipitosam. in casa, Suet. (5) alqd, 

rubare,portar via, rapire, Ter. e Nep. II) trasl., 

alqm a similitudine parentis, Cic. 

abr O» allo, Ònis, f. (abrogo), abrogazione, 

cassazione, legis, Cic: legis Oppiae, Val. Max. 

ab-rogo, avi, atum, are, I) (t. t. di atti 
pubbl.) in seguito a domanda fatta al po- 
polo, quindi mediante solenne conclusione, 
a) revocare, abrogare una legge preesistente 
(cfr. derogo), Cic. b) revocare alcuno da un 
impiego, da una carica politica, togliere, alci 
magistratum, Liv. II) trasl., togliere, alci 
fìdem, ad alcuno il credito, Cic. 

abrdloniniì (habrotonum), i, n. (àfipó- 
xovov), abrotono, sorta d'erba medicinale, 
Hor., Cels. ed a. — Plur. eterocl., abrotoni 
graves, Lucr. 4, 123. 

ab-rumpo, rupi, ruptum, ere, I) strap- 
pare, sciogliere, spiccare con forza, a) propr., 
alqd, Liv. b) trasl., abr. se, sciogliersi da al- 
cunché = sbrigarsene, liberarsene, latrocinio, 

Cic. II) squarciare, strappar via con violenza, 
a) propr., alqd, Verg. e Liv. b) trasl.: a) offen- 
dere, violare, fas, Verg.: fìdem, Tac. P) tron- 
care = prima del tempo, ovv. d'un tratto, 
inopinatamente, vitam, Verg.: medium ovv. 
inceptum sermonem, Verg.: studia, Quint. 

abrupte, avv. col compar. (abruptus), 
propr. in modo rotto, spezzato, quindi 

trasl. = improvvisamente, repentinamente, a) 

nel discorso, incipere, ex abrupto, senza esor- 
dio, Quint. (3) neir agire, improvvisamente — 
precipitosamente, con precipitazione, sconside- 
ratamente, ineonsideratamente, Justin. 

abruptio, ònis, f. (abrumpo), I) il rom- 
persi, rottura, corrigiae, Cic. de div. 2, 84. 
II) trasl., divorzio, Cic ad Att. 11, 3, 1. 

abruptus, a, um, part. agg. col compar. 
e superi, (da abrumpo), rotto, spezzato, I) 

propr. = erto, ripido, scosceso, dirupato, Ca- 

tull. e Curi: sost., abruptum, i, n., ripida, 

dirtipata altezza o burrone, precipizio, erto pen- 
dio, sing. nei poeti, plur. in Plin. ep. II) 
trasl.: a) in gen., solo sost, abruptum, preci- 
pizio, china, rovina, Tac. b) detto del discorso, 



9 



abs 



absolvo 



10 



spezzato, rozzo, rotto, Quint. e) di carattere, 

duro, rozzo, difficile, sdegnoso, contumacia (V.), 

Tac: e sost., per abrupta, sdegnosamente, Tac. 
abs, V. 2. a (ab, abs). 
abs-cedo, cessi, cessum, ere, andar via, 

andar lungi, allontanarsi e SÌtll. (contr. acce- 
dere), I) propr.: a) generic: a) di pers., a 
curia, e foro, Liv. : Khodum, Tac: partic. 
come t. t. milit., ritirarsi, Sparta, Nep.: ab 

urbe, LÌV. P) di località, scomparire dall'oriz- 
zonte, allontanarsi, LÌV. P) pregn., sparire, di- 
sparire, ritirarsi, jam (cor) abscedet, Cic. II) 
trasl.: a) di pers.: ritirarsi da qualche im- 
presa, da qualche carica e sim., irrito in- 
cepto, Cic: muneribus civilibus, Liv. p) sot- 
trarsi dalla signoria di ale, dal partito di 

ale, allontanarsi, abbandonare, alci, Ov. b) di 
C. inan.: a) di Condizioni, andarsene, sparire, 

Ov.: di stati deli animo, Ter. p) allontanarsi, 
staccarsi, diminuendo (contr. accedere), regno 
(di città), Liv. 

abseessiO, Ònis, f. (abscedo), allontana- 
mento, V andarsene, il ritirarsi (contr. aCCeSSÌo), 

Cic. Tim. 12. §44. 

abscessiis, us, m. (abscedo), dipartita, 

partenza, l'allontanarsi, allontanamento, a) di 

pers., Verg.: continuus, assenza continuata, 
Tac. b) del sole, Cic. 

abscido, elsi, clsum, ere (abs e caedo), 

tagliar via, recidere, troncare, I) propr.: caput, 

Cic: ramos, Caes. II) trasl.: a) disgiungere, 
separare, dividere, exercitum in duas partes, 

Caes. : partic. la VOCe, troncare, far tacere, 

Quint. b) tagliare — togliere, impedire, aquam, 
Liv.: speiiì alci, Liv. 

ab-scindo, scindi, scissnm, ere, distaccare, 

toglier via, I) propr., tagliare, scappare, ve- 

stem, Curt.: vénas, Tac: tunicam a pectore, 
Cic: II) trasl.: a) staccare, dividere mate- 
rialm., terras Oceano, Hor. b) idealmente: 

a) separare, dividere, inane soldo, Hor. P) tron- 
care = togliere del tutto, rapire, reditus 
dulces, Hor. 

abscisé, avv. (abscisus), propr., ta- 
gliando via; trasl. = in breve, ristret- 
tamente, in riassunto (del discorso], breviter 
et abscise, Val. Max. 3, 7, ext. 6. 

abscìsio, ònis, f. (abscido), il tagliar 

via; trasl., il troncare a mezzo il discorso, 

aposiopesi (àuoai(Ó7r7jatg), Cornif. rhet. 4, 67. 

abscisus, a, um, part. agg. col compar. 
(da abscido), tagliato via, trasl., a) di 
luoghi, ripido, erto, Liv. b) di discorso e sim., 
troncato, spezzato (contr. plenus, latus), Quint. 
e Plin. ep. 

abs? ondite, avv. (absconditus), nasco- 
stamente; detto del discorso, a) rispetto 

alla forma, oscuramente, in modo oscuro, impli- 
cite et abscondite (contr. patentius et expedi- 
•frus), Cic. de inv. 2, 69. b) rispetto al conte- 
nuto, oscuramente, in modo recondito, disseri, 

Cic de fin. 3, 2. 

absconditus, a, um, part. agg. (da ab- 

SCOlldo), nascosto, ignoto, celato, segreto, riposto 

e sim., Cic. ed a. 

abs-condo, condì (raro condidi), condt- 
tum ovv. (pia tardi) consum, ere, nascondere, 
occultare, a) mediante scostamento, a) ge- 
neric: gìadios, Cic. p) facendo vela, partendo 



da un luogo, lasciarsi dietro, abbandonare, 

Verg.: fig., pueritiam, Sen. b) coprendo, sot- 
trarre allo sguardo, togliere di vista, occultare, 
nascondere, far sparire, C(.)propr.: sil'OS, Curt.t 

Capreas (del fumo), Plin. ep.: campos (di inon- 
dazione), Sen.: stella absconditur, Verg. P) 

trasl., nascondere, tener celato, una COndiz., lu- 
gani furto, Verg.: miserias, Curt.: pass, opprimi 
et abscondi (contr. eminere et apparere), Cic. 
absens, tis, part. di absum (V.). 

abbonila, ae, f. (absens), assenza, lonta- 
nanza (contr. assiduitas), Cic: trasl., testi- 
moniorum, mancanza di t., Quint. 

alisi Ilo, ire (ab e salio), andar via, fuggire 
saltando, Lucr. ed a. 

ab-sìnailis, e, dissimile, comun. con una 
negaz., Cn.es.: col dat., Suet. 

absinthiàtus, a, um (absinthium), mesco- 
lato con assenzio, assenziato, Sen. SUas. 6, 16. 

abslntllìlim, li, n. (à^tvGlOv), assenzio 
(Artemisia absinthium, L.), Lucr. e Quint. 
— Fig., qualcosa d'amaro, ma salutifero (contr. 

mei), Quint. 3, 1, 5. 

absis (hapsis), sldis, acc. sìda, f. (à^Cg), 
curvatura (di un arco), arco, volta, Plin. ep. 2, 
17, 8. 

ab-sisto,stiti, ere, andar via da un luogo 
= allontanarsi, I) propr., assol., Plaut.: luco, 
Verg.: come 1. 1. milit, ab signis, Caes.: ovv. 
sempl. signis, Liv. e così assol. , Tac: di 
e. inan., ab ore, spiazzare (di scintille), Verg. 
II) trasl., da un'attività, astenersi, obsidione, 
Liv.: sequendo, Liv.: spe, Liv.: cólV infin., 
Liv.: assol, ne absiste, non lasciare, Cic. 
ed a. 

absoliitc, avv. con compar. e superi. 
(absolutus), compiutamente, completane, pie- 
nanu, perfettam., Cic ed a. 

aS>soJutTo,ò"nis, f. (absolvo), lo slegare, 

trasl., I) liberazione, assoluzione ; partic. die- 
tro sentenza (contr. damnatio, condemnatio), 
alcjs, Cic: majestatis, dal delitto di lesa 

maestà, Cic. II) compimento, perfezione, Cic. 

absoliltoi'Tus, a, um (absolvo), apparte- 
nente all'assoluzione, assolutorio (contr. da- 
mnatorius), sententiae, Sen. rhet.: tabella, 
Suet. 

absolutus, a, um, part. agg. con compar. 
e superi, (da absolvo), compiuto, perfetto, 
completo, quindi anche incondizionato, non cir- 
coscritto, assoluto, Cic: adjectivum abs., al po- 
sitivo (contr. adj. comparativum, al compa- 
rativo), Quint. 

ali-solvo, solvi, solùtum, ere, slegare, 
sciogliere, l)propr., Plin. e Seriori. II) trasl., 
sciogliere, a) liberare, se a Fannio, Cic: col- 
Tabi., alqm regni suspicione, Cic: coZgenit., 
timoris, Sen. b) in tribunale, ecc. = assol- 
vere (contr. damnare, condemnare), assol., ovv. 
costruito col genit., Cic, ovv. colVabl., Liv., 
ovv. con de e Z'abl., Cic. e) spicciare, a) al- 
cuno, tanto in gener. quanto in partic. un 
creditore — pagare, soddisfare, Ter. p) nel 
racconto, trattare, spicciare, alqd quam pau- 
cissimis, spicciar un argomento molto in 
breve, Sali.: assol, paucis de alqa re, Sali. 

y) -pregn., sbrigare = compiere, completare, 
render perfetto, condurre a fine, a perfezione 

(contr. inchoare), Cic. 



11 



absonus 



absum 



12 



ab-sonus, a, um, fuor di suono, 

ab SOnO , I) propr. , stonato , discordante , 

aspro, sgarbato, vox, Cic: di per s., voce absoni, 

Cic. IT) trasl., che non è in armonia, sconcor- 
dante, difforme, sconveniente a q.C, absoni a 

yoce motus, Liv.: col dat., Liv.: assoL, Lucr. 

ab-sorbSo, sorbui (anche sorpsi), sor- 

ptum, ère, assorbire, inghiottire, Hor.: di acque, 

Cic: fìg.j assorbire, Cic 

absp . . . , V. asp . . . 

abs-que, prep. colVabl., tolto, I) tolto 
ipoteticamente = se non, in prop. condizio- 
nali, absque te esset, se non fossi tu, se non 
mi assistessi tu, Plaut.: absque hoc esset, se 
non fosse lui, Ter. II) come tolto realmente: 

a) fuorché, eccetto, absque Augusto, Aur. Vict. 

b) senza, absque sententi^, senza volerlo,Qmnt 
abstemìiis, a, um (abs e TEMUM, donde 

temetum, temulentus), che non è dedito a be- 
vande inebbrianti, che non beve vino, astemio 

(contr. temulentus, vinolentus), Varr. ir., Hor. 
ed a. 

abs-tergeo, tersi, tersum, ère, asciugare, 
tergere, astergere, I) propr.: a) mandar via 
tergendo, Cic.: come 1. 1. del linguaggio mari- 
naresco, remos, quasi radersi a vicenda per la 
gran vicinanza delle navi, frangersi (dietro 
sfregamento), Curi b) pregn., pulire tergen- 
do, ripulire, Ter. II) trasl., togliere, cacciar 

vìa q.c. di spiacevole, metum, dolorem, Cic. 

ab$-tei*reO, Ili, ltum, ère, distogliere spa- 
ventando, atterrire, I) propr.: alqm, Cic: ab 
alqa re, Cic. II) trasl., da un disegno, ecc., 
trattenere, distogliere, alqm, Ter. e Suet.: alqm 
ab urbe oppugnanda, Liv.: alqm vitiis, Hor. 

abstinens, entis, part. agg. con compar. 
e superi, (da abstineo), che si tiene lontano 
(dall'illecito), astinente = dis interessato, 
Cic: col genit., Hor. — Deriv. avv. abstf- 
nenlrr, Cic. 

abstfiienlia, ae, f. (abstineo), il tratte- 
nersi da una cosa, a) come atto, col genit., 

Conviciorum, Sen. — Partic, lo astenersi, asti- 
nenza (= il conservar la giusta misura) nel 
mangiare e nel bere, a vino, Cels.: e pregn. 

(assol.), il digiunare, il patir la fame, TaC 

b) come qualità, astinenza dalle cose illecite, 

quindi Ora = spirito disinteressato, disinteresse 

(contr. avaritia, cupiditas), Cic: ora = in- 
tegrità,, vita intemerata (sìnon. di sanctitas), 
Quint. 

abstineo, ui, entum, ère (abs e teneo),«ener 
lontano, trattenere, a) att.: manus a se, Cic: 
alqm a cibo, farlo digiunare, Cels.: vim finibus, 
Liv.: manum, Ter.: pregn., abst. alqm, mettere 

alcuno in dieta, farlo digiunare, Sen. b) riti-, 

abstinere se ovv. sempl. abstinere, tenersi lon- 
tano, astenersi, se ab alqo, Cic: se ostreis, Cic: 
abst. fabà, Cic: injurià, Cic: più raram. 
coli indico z. «da che cosa? » col genit., 
Hor.: collacc, Liv.: colVinhn., Suet.: se abst. 
col ne e il cong.; aegre ovv. non abst. con 
quin o quo minus e il cong., Liv. e Suet. 

ab-sto, are, star lontano, longius (contr. 
propius stare), Hor. art. poèt. 362. 

abs-lralio, traxi, tractum, ere, tirar via, 

strappar via, trascinar via, I) propr.: ju- 

menta, Liv.: naves a portu, Liv.: alqm e sinu, 
alqm de matris complexu, Cic: alqm in ser- 



vitutem, Caes. II) trasl.: a) generic: alqm 
ex comitatu clarissimorum virorum, mandar 
via, escludere, Cic: se a corpore, liberarsi, scio- 
gliersi (detto dello spirito), Cic: colVindicaz. 

del dov e? = condurre (da) a, trascinare (da) 

a, ad bellicas laudes, Cic: a bono in pravum, 

Sali, b) tirar via = rimuovere, allontanare, di- 
stogliere, alqm ab alqo, Cic e) distogliere da, 
a rebus gerendis, Cic. d) distogliere, liberare 

(da un bene o da un male), a bonis, a malis, 
Cic: a servitio, Cic: se a consuetudine, Cic: 
se a sollicitudine, Cic. 
abs'triido, trùsi, trùsum, ere, propr., 

spinger via; quindi occidtar bene, nascon- 
dere, se in silvam, Cic: sese tectum inter et 
laquearia, Tac: trasl., veritatem in profundo 
penitus, Cic. 

abstrustis, a, um, part. agg. (da abs- 

trudo), ben occulto, nascosto, astruso, a) di 

c. inan., insidiae, Cic: disputatio abstrusior, 
Cic, di persone, chiuso, dissimulatore, di ca- 
rattere, Tac 

ab-sìim, abfiii (àfiii), abesse (aggiungi ab- 
forem od aforem, abfore od afore, abfiitùrus 

OVV. àflltùrus), esser lungi, esser via (contr. 

a desse) e preci s.: I) in seguito ad un mov i- 
mento (assenza), A) propr., esser distante, 

non esserci, esser lungi, assente, ab ed ex 

urbe, Cic: ab alqo, Cic: domo et foro, Cic: 
assol., nulla lege abesse (detto di esilio), Cic. 

B) trasl., a) di C. astratte, mancare, esser 

estraneo (div. da deesse = mancare, deside- 
rarsi), col dat., abest historia litteris (dalla 
letteratura) nostris, Cic. b) alci ovv. ab alqo, 

non esserci COI proprio aiuto, mancare, non aiu- 
tare ale. (div. da deesse = abbandonare ale, 
ì 'asciar e), Cic: longe iis fraternum nomenP.R. 
afuturum, non gioverebbe loro nulla, ecc., 
Caes. 

II) riguardo alla posizione (distanza) di 
un dato punto (nello spazio o nel tempo), 

esser lungi, lontano, distare, A) propr., dì 

pers., luoghi, ecc., aequo spatio, Caes.: mi- 
libus passuum quattuor, Caes.: ab Urbe milia 
passuum CC, Cic: bidui (se. iter), Cic: quo- 
niam propius abes, perchè tu sei più vicino, 
Cic. B) trasl.: a) generic, esser lungi, longe a 
spe, Cic: procul seditione, Liv.: ille longe abe- 
rit, ut credat, egli sarà ben lungi dal credere, 
Cic: e così pure impers., haud multum o non 
longe o paulum (non parum) o nihil abest, 

quin, etc, non ci manca molto, ci manca poco, 
nulla; non si è molto distanti da, ecc, Cic, 

Caes. ed a.: così anche abesee non potest. 
quin, etc, Graccb. in Cic: quindi tantum 
abest ut . . . ut, tanto è lontano che, ecc., Cic; 
nella seconda propos., ut etiam, ut quoque, 
Cic: più dirado ut centra, come mLiv. 6, 31, 4. 

b) essere lontano, quindi esente., libero, da q.C. 

di spiacevole, a culpa, Cic: col dat. dolori, di- 
menticarsi, scordarsi un dolore, Ov. e) da 
cose o pers. sconvenienti, spiacevoli, che ap- 
portino dolore, nella forinola desiderativa, 
absit = sia htngi, dìo tolga, carnifex absit a 
corpore civium Rom., Cic: e partic. absit in- 
vidia verbo, Liv., e sempl. absit invidia, Curt.: 
sia detto senz'arroganza, senza superbia, 
d) tenersi lontano, e quindi essere avverso, a 
periculis, Cic: a Consilio fugiendi, Cic. e) esser 



13 



absuir.o 



Acadcmia 



14 



lungi da q.c. e quindi non convenir», a principia 
persona, Nep.: a consuetudine somniorum, Cic. 

f) esser ancor lungi da alcunché, e quindi non 

raggiungere, a nitore Ciceroni*, Quint.: virtute 

alcjs, Hor. g) differire, esser diverso da q.C, 

non longe a scelere, Cic: quindi in paragoni, 

essere più in alto, sollevarsi al disopra, aver 
vantaggio sopra, ecc., esser superiore, ecc., lon- 
gissime a te, Cic. : Opp. esser più abbasso, 
inferiore, star sotto, multum ab ÌÌS, Cic — 

Deriv. t7 partile: absens,tis, assente (contr. 
praesens), a) di pers.: me absente, durante la 
mia assenza, Cic: absente ne bis, Ter.: di al- 
cuni, che quantunque in Roma, non pren- 
devano parte ai pubblici brogli, per concor- 
rere alle cariche, ecc., Cic ed a.: e di alcuni 
che non comparivano davanti al tribunale, 
Cic b) di luoghi ed altre cose, lontano, Hor. 
alt-suino, sumpsi, sumptum, ere, portar 

via, a) consumando, mandar a male, consu- 
mare, dissipare, a)generic.: frngum alimenta, 
Liv.: pecuniam in alqd, Suet. p) il tempo 
(partic. il tempo che sarebbe destinato ad 
altro), perdere, sprecare, tempus dicendo, Cic: 
inter has cogitationes biduum, Curt. b) di- 
struggendo, a) C. inan , distruggere, armil- 
lare, nel pass, anche perdersi, svanire, andar- 
sene, domos, detto del fuoco, Liv. : ungula 
absumitur, Ov. P) strappar via, annientare, uc- 
cidere, nel pass, anche andarsene, perdersi, 

morire, multos, di contagio, Liv.: absumi ve- 
neno, morir di v., Liv. e) rar. nel senso di 
semplice partenza, allontanamento , quindi 
pass, absumi === perdersi, sin absumpta salu?, 
Verg. 

absui'dé, avv. con compar. e superi, 
(absnrdus), in modo stonato, I) propr.: canere, 
cantar stonato (di un musico), Cic. Tusc. 2, 

12. II) trasl., senza senso, assurdamente, inet- 
tamente, respondere, Cic: haud ovv. non abs. 
dixit, seg. dall' acc. e dalVinr\v., Veli, e Tac 

ab-surdus, a, um, agg. con compar. e 
superi., stonato, I) propr., stonato, detto di 
suono e voce, Cic. II) trasl.: a) senza senso, 

assurdo, Cic b) inabile, inetto, Cic 

àbundans, antis, part. agg. con com- 
par. e superi, {da abundo), straripante, sovrab- 
bondante, I) propr., di fiumi, Cic II) trasl., 

abbondante, 1) = fornito a dovizia di q.C, 

a) di ogg. materiali, col genit., lacti«, Verg.: 
omnium rerum, Nep.: assol., cena, Suet.: di 

pers., che possiede a dovizia, che possiede mol'o, 

-ricco, devizioso (contr. egens), Cic b) ricco 
di ogg. immateriali (contr. parcus. inops), col- 
Tabl., rerum copia, ingenio, Consilio, Cic: as- 
sol., di Oratori e di discorsi = largo, concettoso, 

ricco, abbondante (contr. inops), Cic: in cattivo 

SenSO =prolisso (contr. pres^US), Quint. 2) ab- 
bondante, sovrabbondante (in SenSO buono, più 

forte che copiosus), abundante multitudine 
freti, superiorità di Ve forze, Liv.: quindi ex 
abundanti, per un di più, Quint. 

a blindati ter, avv. con compar. e superi, 
(abundans), abbondantemente, in quantità, co- 
piosamente, a) generic. (contr. anguste), Cic 

b) nel discorso, ampiamente, facondamente 

(contr. presse), Cic 

àbundantta, ae, f. (abundo\ lo stra- 
ripare; trasl., abbondanza, copia, sovi ab- 



bondanza, col genit., rerum omnium, Cic: 
amoris, Cic: assai., secondo il contesto, ora 

a) di cibi, indigestione, peso allo stomaco, Suet. 

CI. 44. b) di deh O, di beni, dovizia, ric- 
chezza, Tac e) d< l discorso, sovrabbondanza, 
juvenilis, Quint. 12. 1. 20. 

aitumlàlYo, ònis, f. (abundoì, « sovrab- 
bondare, lo straripare, verni fluminis, Fior. 4, 

2, 27. 

ablindè, avv. (abundus), in sovrabbon- 
danza, abbondantemente, più che a sufficienza, 

ovv. abbastanza, Cic: scst., con e senza ge- 
nit., mihi abunde est, si etc, Plin. ep.: poten- 
tiae abunde, Suet. 

ab-Undo, avi, Stum, are, straripare, tra- 
boccare, scorrer sopra, uscire, I) propr., di 

fiumi, ecc., Ti bull, e Liv. II) trasl.: a) quasi 
venir giù a torrenti, quindi provenire in gran 

copia, de terris abundant herbarum genera, 

Lucr. b) aver qualcosa in abbondanza, in so- 
vrabbondanza, in quantità, maggiore della co- 
mune, esser ben fornito di q.c. (contr. egere), 
caseo, Cic: ingenio et doctrinà, Cic: assol, 
della natura, Cic: e pregn., di pers., aver in 

quantità = esser ricco, Cic e) esserci in abbon- 
danza, Cic. 

jlbiisTo, ònis, f. (abutor), come 1. 1. retor. 

= y.<xxdxpr i ai£, uso d'una parola in signif. im- 
proprio, catacresi, Cic ed a. 

abusive, avv. (abutor), impropriamente, 
per catacresi (contr. proprie), Quint. ed a. 

ab-usque, prep. colV&bl. = usque ab, 
sino da, Verg. e Tac. 

ab-usìis, ùs, m. (abutor), « consumare, 
consumo (contr. usus, Tuso), Cic top. 17. 

ab-ìilor, ùsus sum, ùti, abusare, orig. 
(nelVuso arcaico) colVacc, e, nell'uso classico, 

collabi., I) = consumare, a) dilapidare, scia- 
lacquare, divitias, Sali, b) fare l'uso più com- 
piuto di q.c, usare completamente, usufruire 

del tutto, giovarsi di q.c, otio, Cic: libero menda- 
cio, Liv.: valetudine viri, Justin. II) usando di 
q.c, convertirla a q. scopo, a) usare a q. scopo, 
sagacitate canum ad utilitatem nostram, Cic: 
errore hostium, giovarsi, approfittare, Liv. 

b) (in cattivo senso), abusare, patientia nostra, 
Cic: judicio ac legibus ad quaestum, Cic: hoc 
conventi] prò summa solitudine, Cic e) usare 

in senso improprio, verbo, Cic 

j&bydus (Abydos), i, m. e f. ('A$oZo$, & 
ed ^ ; forma second. Ab^dum), Abido, città 
dell Asia M more sull'Ellesponto, di fronte 
a Sesto; ora villaggio di ATdos od Avido, 
celebre per la leggenda di Ero e Leandro. 
— t)eriv.: %l»jr<!rnu«, a, um ('ApuS^vóg), 

di Abido, Abideno, Come SOSt., UH Abideno, 

detto partic. di Leandro. 

1. ae, corgiunz., V. atque. 

2. ae = ad, in composti davanti a e e q. 

.4eadfm?a, ae, f. ('AvaSvjpsta), Acca- 
demia, I) bosco ameìio, distante sei stadi da 
Atene, sacro in origine all'eroe Academo od 
Echedemo, con un ginnasio, nota scuola di 
Platone; quindi meton., la filosofia accade- 
mica, la setta a., la quale subì varie modifica- 
zioni, A. vetus e nova, Cic: e adulescentior A., 
la nuova Accad.. Cic. II) 'rasi.: sl) il ginnasio 
di Cicerone nella sua villa presso Tusculo, 
che egli, come segua; e della filosofia accade' 



15 



Academus 



accendo 



16 



mica, chiamò cosi ad imitazione deìV Acca- 
demia greca. b) il podere così nomato da 
Cicerone ad imitazione dell 1 Accademia Ate- 
niese, situato in Campania, tra Pozzuoli e 
il lago d'Avemo, dove Cic. scrìsse gli Aca- 
demica. — Deriv : A cadenti cu s, a, um, 

('Avta&Y]{JU;cÓ£), I) appartenente all'Accademia 
Ateniese, Accademico, philosophi, Cic: piar. 
SOSt., Academici, òrum, m v gli Accademici, i 
seguaci della filos. accadem. (platonica), A. ve- 

teres, Cic. II) appartenente, riferentesi al- 
l' Accademia di Cicerone, accademico, quae- 
stio, Cic: plur. sost, Academica, òrum, n., 
titolo di una nota opera di Cicerone, Cic. 

y&cadcitlllS, i, m. ("A%à8Y]|iO£), Aeademo, 
eroe greco, cui in origine era consacrata 
V Accademia in Atene. 

acalanthis. idis, acc. i'da, f. (àxaXavG^), 
cardellino, Verg. gè. 3, 338. 

1. acantlius. i, m. e f. (6 ed -y) ftxavGog), 
I) acanto, brancorsina (Acanthus mollis, L.), 
erba leggiadra, gradita alle api, piantata di 
spesso sull'orlo delle aiuole ed imitata in 
opere d'arte, su colonne ed abiti, Verg. e 
Plin. II) pianta spinosa dell'Egitto, detta 
anche acacia, che i moderni vogliono iden- 
tificare colla Mimosa nilotica (L.), Verg. 
e Veli. 

2. A Cani II MS, i, f. ("AxavGos), Acanto, 

città marittima sulla punta orientale della 
penisola Calcidica (di Macedonia)) oggi 
Hierisso. 

\ earniin, ànis, m. ('Axapvctv), Acamano, 
plur. Acarnancs, um, acc. as, m. ('Axap- 
vavsg), gli abitanti dell' Acarnania, gii Acar- 
nani, amnis Acarnanum, VAcheloo. — Agg., 
Acarnanus, a, um, acamano, Nep. Them. 
1, 2. — Deriv.: Acarnania, ae, f. ('Axap- 
vavCa), Acarnania, regione della Grecia, tra 
VEtolia e l'Epiro, anche oggi Acarnania. 
— Deriv.: ÀcarnanTeus, a, um ('Axap- 

vavi/KÓ^), Acamanico, dell' A. 

Àcastus,i,m.("Axaaxos),^casfo, I) figlio 
del re tessalo Velia, padre di Laodamia, 
fratello di Alceste. II) schiavo di Cicerone. 

Acca Làrentia, Acca Zarenzia, dea del ter- 
ritorio romano (personificazione del terri- 
torio di Roma e de' suoi prodotti), moglie, 
secondo la leggenda, del pastore Eaustolo, 
nutrice di Romolo e Remo, madre dei dodici 
fratelli Arvali. 

aC-Ce<Jo, cessi, cessum, ere, andare, venire 
a, accostarsi, accedere, avvicinarsi ad una 

meta (contr. abscedere, retrocedere, abire, 
I)propr.: a) generic: a) dip?rs.: ad urbem, 
Cic: ad manum, V. manus; in aedes, in 
Apuliam, Cic: in fanus, seguire il corteo fu- 
nebre, Cic: col sempl. acc, Ariminum, Cic: 
scopulos, Verg.: Jugurtham, Sali.: assol, Cic 
p) di e. inan.: accedit ad aures sermo, Ter.: 
nomen famaque ad nos accedit, Liv. : febris 
accedit, viene {contr. decedit), Cic b) rivol- 
gersi, avvicinarsi ad ale, pregandolo, doman- 
dando il suo aiuto, ad Caesarem, Cic. Ravvi- 
cinarsi, appressarsi ostilmente, assaltare, venir 

contro, ad moenia, Liv.: ad has XIV cohortes, 
Pompej. in Cic : muros, Nep.: muris (dat.\ 
Liv.: ad corpus alcjs, Cic: e così ad alqm com- 
mirius, farsi ben vicino ad uno (scherz. = 



importunarlo colle visite), Cic d) comparire 
all'incanto come offerente, ad hastam, Nep.: 
e così ad illud scelus sectionis, Cic. II) trasl.: 

a) generic: a) di per s., has naturae partes, 
avvicinarsi a = ricercarle, Verg., ad amici- 
tiam Philippi, guadagnatasi, Nep.: quo propius 
ad mortem accedam, quanto più m'avvicino 
alla morte, Cic. p) di e. inan.: voluntas vostra 
accedit ad poetam, si volge al poeta, Ter.: ma- 
nus extrema accedit operibus, si dà l'ultima 
mano, Cic: accedunt anni, vien la vecchiaia, 
Hor.: alci animus (coraggio) accedit, Cic. b) 

accedere a q.C, imprendere q.C, darsi, parteci- 
pare a q.c, ad rem publicam, ad causam, ad 
vectigalia, ad periculum, Cic. e) acconsentire 

ad una pers. COSa, adattarsi, accedere, ac- 
contentarsi (contr. abhorrère ab etc), ad alqm, 
Cic: ad condiciones,Cic: col sempl. acc, Tac.r 

col dat.,Quint. d) avvicinarsi, accostarsi, cioè 

esser simile, propius deo ovv. ad deos,Cic: alci 
proximum,Cic e) come aumento, aggiungersi, 

apporsi, accrescersi, crescere (contr. decedere, 

recedere, deminui, auferri), quo plus aetatis ei 
accederet, quanto più invecchiava, Cic: ad 
causam accedit novum crimen, Cic: annus 
tertius accedit desiderio nostro, Cic: pretium 
accedit agris, cresce, Plin. ep.: huc accessit ma- 
nus Ventidii, si aggiunse, Cic: quindi la locu- 
zione huc accedit ovv. eo óvv. eodem accedit 
= a ciò si aggiunge, huc accedit summus ti- 
mor, Cic: eo accedebat hortator assiduus Sal- 
lustio, Cic: accedit eodem vulgi voluntas, 
Cic: e così spesso accedit huc (ovv. huc ac- 
cedit), accedit eo (ovv. eo accedit), e sempl. 
accedit col quod o coll'ut e il cong., Cic: così 
pure ad Appii Claudii senectutem accedebat, 
ut caecus esset, Cic f) toccare (in sorte), alci, Cic 

accelera Ito, ònis (accelero), accelera- 
zione, Cornif. rhet. 3, 23. 

ac-celero, avi, àtum, are, I) tr., accele- 
rare, iter, Caes.: gradum, il passo, Liv. II) 

intr., affrettarsi, dirigersi presto, Cic.t Cremo- 

nam, Tac 

accendo, cendi, censum, ere (ad e *cando, 
causat. di candeo), accendere, porre q.e, (dal 
di fuori) nel fuoco, appiccar fuoco (contr. exstin- 

guere), I)propr. e meton.'. 1 ) propr.: lumen, 
faces, Cic: tus, Liv.: del fuoco stesso, llion 
(incendiare), Hor. 2) meton., a) accendere it 
fuoco su q.c, accendere, foculum, Liv.: aras,Ov. 

b) far splendere, far Uiccicare, luna radiis solis 
accensa, Cic. II) trasl., a) generic: si haec 
accendi aut commoveri arte possint, se ciò si' 
può ridestare o sviluppare colVarte, Cic b) in- 
fiammare, accendere, eccitare l'animo di Clic, 
od ale, clamore invicem suos, Curt.: animum 
alcjs oratione, Sali. : animum ad virtutem, 
Sali.: alqm in rabiem, Liv.: bello (dat.),Verg.: 
alqm invidia, Sem: amore accensus, Liv.: e 
così alqm contra alqm ovv. in alqm, istigare, 
Sali, e Tac. e) uno stato, una condizione, su- 
scitare, accendere, seditionem, proelium, Liv.: 
partic. passioni e sim., spem, invidiam, Liv.: 

Cliram alci, Liv. d) aumentare, accrescere, vim 

venti, Liv.: pretium, Sen.: partic. passioni 
(contr. sedare), discordiam, sobillare, ecci- 
tare, Liv.: fiduciam Tyriorum, confermare, 
Curt.: dolorem, pertinaciam, Tac: vitia, Ov.r 
intempestis remediis delieta, Tac 



17 



accenseo 



accingo 



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a e- consto, ère (ad e census), ascrivere, 

annoverare nel censo, trasl. = associare, ac- 

censeor illi, Ov. met. 15, 546. 

acccnsus, i> m « (accenseo), I) subalterno, 
donzello di magistrato, in Roma e nelle pro- 
vinole, Cic. Il) plur. accensi, òrum, m., sol- 
dati soprannumerari reclutati dalla quinta 
classe, e destinati a seguire V esercito, per so- 
stituire coloro die. cadevano nella battaglia, 

soprannumerari; vestiti, armati alla leggera, 

detti comun. accensi velati, perchè erano solo 
vestiti e non erano armati, se non quando 
prendevano le armi dei caduti, Cic. e Liv. 

accentile, us, m. (ad e cane-), accento, ac- 
centuazione {come vers. del greco TtpocepcSta) di 
una parola, di una sillaba, Quint. ed a. 

acccpliiliis, a, um (accepto), accetto, quo 
sit acceptatius, Sen. ben. 2, 7, 3. 

accepliO, onis, f. (accipio), il ricevere, ri- 
cevimento, Cic: frumenti, Sali. 

acceplo, avi, àtum, are (frequent. di ac- 
cipio), ricevere in bei modo, ripetutamente e 
regolarmente, argentum, Plaut.: mercedes a 
discipulis, Quint. 

acccpliis, a, uni, part. agg. con compar. 
e superi, (da accipio), accetto = ben visto, desi- 
derato, amato, detto di pers. e cose, con e 
senza alci, Cic. 

accerso, ere, in manoscritti ed edizioni, 
invece di arcesso (V.). 

accesSIO, ònis, f. (accedo), Vaccedere, rac- 
costarsi, l'avvicinarsi, I) propr, (contr. absces- 
sio), di pers., ad corpora,Cic: passivo, suis ac- 
cessionibus, colle udienze, che egli dava, Cic: 
di e. inan., morbi, accesso, Suet. II) trasl., 

aggiunta (che accresce), aumento, accresci- 
mento, I)come atto: pecuniae, Nep.: dignita- 
ti«, Cic: virium, Liv. 2) meton., come oggetto 

che Si aggiunge, aggiunta, aggiungimene, con- 
tinuazione, accessione™ adjunxit aedibus, Cic: 
accessio punica belli (di Si face), Liv.: come 
1. 1. fìlos., aggiunta determinante, Cic. A e 2, 
112: come termine di finanza, ciò che ag- 
giungevasi come soprappiit ai tributi che si 
pagavano alla repubblica o al padrone, opp. 

tributo estorto, giunta, tassa pagata in soprap- 
piit (contr. decessio, diffalco, deduzione), Cic. 

acecssìis, US, m. (accedo), V avvicinarsi, av- 
vicinamento (contr. abscessus, decessus, disces- 
sus, recessus), I) propr. e meton.: a)generic, 
di pers., ad urbem, Cic: di e. inan., solis, 
Cic: lunae, aestuum, il crescere, Cic. b) ac- 
cesso, adito ad ale, Ov. e) meton., accesso, come 
luogo,Liv.: ad insulam, Suet. II) trasl.: ad res 
salutares, inclinazione istintiva a, ecc. (contr. 
recessus a rebus pestiferis), Cic: ad causam, 
accessione (contr. recessus, ritirarsi), Cic. 

Acciànus, a, um, V. Attius. 

accidente entis, I) partic. di accfdo (V.). 

II) SOSt., accidens, tis, ri., accidente, circo- 
stanza estrinseca, tò co|ip£py]y.ó<; ; plur. in 
Sen. e Quint. 

1 . accYdo, cidi, ere (ad e cado), cader presso, 

cader sopra, cadere a, I) propr.: 1) in gen., di 
pers., ad terram, Plaut.: di e. inan., in mensas 
(detto di rose), Ov : assol., di armi, di proiet- 
tili, cadere sopra, venir addosso, giunger sopra, 
gravius, Caes. 2) partic: a) di supplicanti 
per ottenere un aiuto, una grazia = cader ai 



piedi di ale. (supplichevole , Supplex), abbrac- 
ciar le ginocchia di ale, (come TCpOOTUTTCeiv), 

ad pedes omnium, Cic: ad alcjs genua, Ter.: 
genibus alcjs, Liv. b) di percezioni sensi- 
bili = colpire i sensi, giungere, arrivare fino 
ad essi, a) coir indicazione del senso a cui 
q.c. arriva, ad aures (di suoni, parole, ecc.), 
Cic: auribus, Liv.: ad oculos animumque, Cic. 
p) collindic. della persona a cui q.c. giunge, 
ut vox etiam ad hostes accideret, Liv. y) as- 
sol. = giungere all'orecchio, venir riferito, cor- 
rere (detto della fama, voce e sim. [come rcpog- 
ithtxeiv]), unde (clamor) accidisset, Liv.: fama 
accidit classem adventare, Liv. II) trasl.: ad 

un oggetto, riattaccarsi, connettersi, come q.c. 

di speciale, riferirsi, appartenere, cetera, quae 
huic generi accidunt, Quint. b) accadere, avve- 
nire, darsi il caso (sempre colVidea di caso, di 
cosa inaspettata, impreveduta, come il npoc,- 

ItiTCTStV greco), col dat. pers. = accadere, ca- 
pitare, negotia, si qua acciderent, se mai si 
presentasse qualche affare, Cic: si qua cala- 
mitas accidisset, Cic: si quid adversi accidisset 
(contr. si quid secundi evenisset), Nep.: accidit 
fortunis omnium pernicies, Cic: si quid gra- 
vius ei a Caesare accidisset, se Cesare si fosse 
comportato severamente verso di lui, Caes. — 

Quindi partic: a) accidit, si da. il caso, avviene, 

colVut e il cong. ovv. col quod, Cic; colVin- 
fin., Cic. p) si quid alci accidat (od accideret 
od acciderit od accidisset), cioè oca) con e 

senza, adversi = se a lui dovesse incogliere 
q.c. di male, un caso triste, un infortunio (in 

guerra, ecc.) e sim., Cic. pp) con e senza 
humanitus, se gli dovesse incogliere q.c di 
ciò che suol accadere agli uomini, modo eu- 
femistico per dire se dovesse morire, se mai 
morisse, Cic. e Veli, e) riuscire, andar a finire, 

bene, Plaut.: hoc quorsum accidat, Ter.: si 
secus ovv. aliter (altrimenti = non secondo 
si desidera) accideret, Cic: contra opinionem 
accidere,Caes.: pejus victoribusSequanis quam 
Aeduis victis accidisse, andò peggio, Caes. 

2. accìilo, cidi, clsum, ere (ad e caedo), 
tagliare, I) propr.: arborem, Caes. : crines, 
tosare, Tac: pregn., dapes, consumar e, Y erg.: 

II) trasl., debilitare, snervare, distruggere, ro- 
vinare, nel passivo anche cadere in rovina, 
andar a fondo, corrompersi, robur jliventutis, 

Liv. : res hostium , Liv. : così pure accisae 
res, Cic 

ac-cingo, cinxi, cinctum, ere, Cic, cin- 
gere, cingere attorno, IJ propr.: a) la spada, 
lateri ensem, Verg. : gladiis accincti, Liv.: e 
pregn., turmas ad munia peditum, apparec- 
chiare, mettere in arnese, Tac: quindi miles 
accinctus, soldato pronto, in arme e bagaglio, 
Tac b) un abito, feminae accinctae pellibus, 

Tac. II) trasl.: generic, armare, allestire, do- 
tare, fornire, a) con, di un {strumento e sim., 
solam. mediale: accingi iisdem armis, facibus, 
Verg. b) di un aiuto, assistenza e sim., alqm 
paternum ad fastigium,Tac: rifl. acc se e me- 
diale accingi, armarsi, fornirsi, adottarsi, a) di, 
con q.c, se juvene, adottarsi un giovane 
(come sostegno della vecchiaia), Tac: studio 
pr>pularium accinctus, Tac: magicas accingier 

artes, Verg. P) accingersi, apparecchiarsi, cor- 
rere pronti ad uno scopo, dirìgersi preparati 



19 



accio 



accipiter 



20 



a q.c, asso!., Ter. e Liv.: con ad ovv. in e 
Tace, Liv.: col dat., Verg.: colVinùn., Verg. 
€ Tac. 

ac-cYo, ivi (li), ìtum, Ire, attirai' e = 

far venire, chiamare a sé, mandar a chiamare, 

a) propr.: pueros, Cic: alqm ex Etruria, Cic., 
a Benevento, Liv. : alqm domum, in curiam, 
Suet.: alqm ad regnandum Eomam Curibus, 
Cic: alqm in regnimi. Liv.: alqm doctorem 
filio, Cic. b) trasl.: mortem conscientià, Veti. 
accTpfo, cèpi, ceptum, ere (ad e capio), 

prendersi, portar via, ricevere (contr. dare, tra- 

dere), I) = 8éxou.oa, detto di accettare cosa 
offerta, ricevere, accettare, A) in gen.: a) in 
mano: a) ogg ». inan.: acci pe, tene argentum, 
Plaut.: acc. pecuniam, ricever denaro, Cic, 
in cattivo senso = lasciarsi pagare, cor- 
rompere, ab alqo, Cic, ab alqo per alqm, Cic: 
come t. 1. commerciale, alqd (alci) acceptum 
ferre, referre o fa cere, accreditare ad ale. una 
somma come pagaia a noi (nel libro dei 
conti), pon-e a credito di ale, (contr. expensum 
ferre, addebitare ad ale, come pagato da 
noi), acceptum ferre o referre in Cic, acc 
facere in Plin. ep.: e fig. — attribuire a conto 

di ale. q.C. di buono O di cattivo, esser de- 
bitore ad ale, di alcunché, riconoscere q.C. da 

quale, acceptum referre, Cic, acc ferre, Val. 
Max., acc fac, Sen.: parim. sponsionem acc 
facere = a sp. discedere, Cic: e partic. sost, 
acceptum, i, n. e accepta, òrum, n., il ricevere, 
Pavere (contr. expensum, expensa, data), co- 
dex accepti et expensi, libro dei crediti e dei 
debiti, l'avere e il dare (nel registro), Cic: 
Tatio acceptorum et datorum, Cic: quindi in 
acceptum referre, mettere nella colonna delle 
entrate, seqnare sul registro nel conto del- 
la ver e, Cic p) di ogg. inan.: puellam mihi 
in manum dat, accepi (V accolsi), Ter.: acc 
puerum in manum, Justin.: cujus abavi mani- 
1)us esset accepta (Mater Idaea), ricevuta, Cic: 
armis obsidibusque acceptis, Caes. b) ricevere 
in, sopra, in un corpo, in un luogo, accogliere, 

far stare, far enfiare, introdurre, a) ogg. inan.: 

«a) propr.: alqd in cervices fsul collo, anche 
fig.),Liv.: sucos ore, Ov.: herbam in potu, pren- 
dere, Jn stin.: auras folli bus, raccogliere, far en- 
trare, Verg.: di segg. inan., acc onus (della 
schiena, delle spalle), Cic PP) trasl., assumersi 
(come un carico) un impiego, un incarico, 
qualche cosa da condurre a termine, da ammi- 
nistrare, alcjs causam,Ter.: decumas,Cic: ovv. 
un incomodo da sopportare, hunc metum, 
Ter. p) ogg. viventi, alqm gremio, Yerg.: mili- 
tes urbe tectisve, Liv.: alqm in sinus suos, Ov.: 
hostem in Italiani, Liv.: trasl., ricevere ale in 
una data relazione, alqm in civitatem,in ami- 
citiam, Cic, in deditionem, Caes.: di luogo, 

die riceve chi in esso entra, ricevere, accogliere, 

tellus fessos portu accipiet, Verg.: pavidos Sa- 
mnites castra sua accepere, Liv. — Partic; 

oca) ricevere, accogliere, trattare ale COme Ospite, 
alqm apnd se, Plaut.: alqm hospitio agresti, 
Cic: alqm regio apparati!, Cic: alqm bene, ele- 
ganter, Cic ^ricevere quale in questo od in 
quel modo == trattare, amichevolmente \ alqm 
leniter clementerque* Cic: e da nemico, acco- 
gliere = trattare, alqm vehementer, alqm male 
verbis, Cic: alqm verberibus ad necem, Cic: e 



come t. 1. milìt., alqm male accipere, dare una 
sconfitta ad ale, Nep. e) ricevere per mezzo 
dei sensi, a) col senso esterno od interno, ma- 
terialmente O moralmente, percepire, accoglier e 
in sé, comprendere, distinguere, accorgersi, sen- 
tire, sensu accipi, Cic: acc. oculis animove sen- 
sum, Cic: alqd auribus,Cic: alqd animo magis 
quam vultu, Liv.: accipite (leggete, richia- 
mate alla memoria) veterem orationem Ar- 
chytae, Cic: accipite nunc quid imperarit,Cic: 
e coli 'indicazione del modo, dello stato d'ani- 
mo, col quale si riceve, si percepisce, si com- 
prende q.c, alqd aequo animo, durius, Cic: 
assol, volenti animo de ambobus, Sali, p) col- 
V intelligenza, colla facoltà comprensiva, com- 
prendere, concepire, capire, quae parum accepi, 

Cic: quindi farsi insegnare q.C, informarsi 
dì q.C, causam, Cic: e imparare, apprendere, 

haec arte accipi posse, Cic: acc celeriter quae 
traduntur, Nep. y) col giudizio, accogliere, 

prendere, comprendere, capire, giudicare, spie 

gare, alqd aliter atque est, Ter.: alqd ad ovv. in 
contumeliam, Ter. e Suet.: alqd in bonam par- 
tem, Cic: alqd in omen, Liv.: con doppio acc, 
beneficium contumeliam (come, ecc.), Cic: con 
prò e Tabi., verisimilia prò veris, Liv. 

B) pregn., accettare = non rifiutare (contr. rei- 
cere, repudiare), a) propr.: usuram numquam 
ab alqo, Nep.: est in non accipiendo nonnulla 

gloria, Cic b) trasl., ricevere, accogliere, non 
respingere = accondiscendere, mostrarsi con- 
tento di q.C, concedere q.c., ammettere (contr, 

abnuere, repudiare), condicionem, Cic: pacem, 
Liv.: orationem, Caes.: omen, Cic: nomen, 
nella lista degli elettori, Liv.: judicium, im- 
pegnarsi in un pronesso, Cic: e spesso nel 
dialogo, accipio, son contento, va bene, Ter. 
e Hor. 

II) in senso più largo =zgentric, ricevere, 
ottenere, avere da quale q.c. che ci si dia, co- 
munichi, tramandi, senza che noi Vabbiam 
cercata (contr. dare, tradere, reddere), a) rice- 
vere q.c. offerta, consegnata, lasciata, adulte- 
rinos nummos prò bonis, Cic: lucrum, Cic: 
litteras ab alqo, Cic: exercitum ab alqo, Caes.: 
stipendium de publico, Liv.: hereditatem a 
patre, Nep.: e così per eredità, sestertium vi- 
cies a patre, Nep.: solis lumen (della luna), 
Cic: venenum (prendere), Quint.: morem a 
majoribus, Cic: plaustìm, Cic h) ricevere, ot- 
tenere, honorem ab alqo, Cic: muneris par- 
tem, Liv. e) ricevere, percepire, a) sentire, 

provare, ricevere, sopportare, soffrire, volupta- 

tem ex alqa re, Cic: vulnus, Cic: detrimen- 
tum, Caes.: dolorem, Cic: injuriam, soffrire 

(contr. facere), Cic. P) ricevere, comprendere, 

udire, sapere, cum optatissimum nuntium ac- 
cepissem, coTVaee. e Tinnii., Cic: quae geran- 
tur, accipies ex Pollione, Cic: partic. venir a 
sapere per fama, per tradizione storica, fama 
atque auditione accepisse, colVa.ce. e Hnfin., 
Cic: accepisse ed a majoribus sic accepisse, 
colVa.ee. e Tinfin., Cic: ut de Hercule accepi- 

mUS, Cic y) i»*P<*>are, apprendere, disciplinam 

ab alqo, Caes. 

accTpYttfr, tris, m. [f. solo in Lucr.] (ac- 
cipio), nibbio, I) propr.: a) generic. = uc- 
cello di rapina, Cic b) partic: a) nibbio, fal- 
cJietto, Col. ed Hor. p) falco, sparviero, Ov. 



21 



accitus 



accumulate 



22 



li) trasl. di pers. avide, rapaci, pecuniae 
acc, Comici. 

accTlìlS (adcìtus),Ù, m. (accio), il chiamare 
a sé, chiamata, CÌC. ed a. 

.4ceTus,Yi, m. V. Attius. 

acclama Ilo, Onis, f. (acclamo), I) il gri- 
dare a, verso, Cornif. rhet. II) partic, gridio, 
fischiata, disapprovazione clamorosa, CÌC. 0VV. 
acclamazione, grida favorevoli (coiltr. plaUSUS), 

Liv., rei narratae vel probatae, esclamazione 
sopra ecc., Quint. 

ac- clamo, avi, àtum, are, gridare a, a) 
con e senza il dat. pers., a) disapprovando, 
alci, Cic. p) applaudendo, acclamare, omnes 
acclamarunt, Liv.: ei acclamatum est, Plin. 

ep. b) C0lVa.CC. pers. proclamare, chiamare, 

alqm servatorem, Liv.: si nocentem acclama- 
verant, se lo proclamavano colpevole, Tac. 

acciaro, avi, are, far vedei'e chiaramente, 
mostrare chiaramente, LÌV. 1, 18, 9 (dove ac- 

clarassis = acclaraveris). 

acclTnis, e, inclinato, piegato verso, appog- 
giato a, I) propr.: trunco arboris, Verg.: pa- 
rieti, Justin. : colla acclinia malo, Ov.: dì 
e. inan., leniter acclini jugo, Ov. II) trasl.: 
accl.falsis animus, reso inchinevole all'errore 
{dalla voluttà), Hor. sat. 2, 2, 6. 

aC'CllUO, avi, àtum, are, inclinare, piegar 

verso q.c, I) propr.: se in illum, Ov.: di luo- 
ghi, castra tumulo sunt acclinata, Liv. II) 
trasl.: haud gravate se ad causam senatus, 
Xiv. 4, 48, 9. 

acclivis, e, ed acclivus, a, um, che ha 
pendìo, che saie, aditus acclivis, Caes.: Collis 
acclivus, Liv. 

acclivllas, àtis, f. (acclivis), pendìo, ripi- 
dezza, collis, Caes. B. G. 2, 18, 2. 

accula, ae, m. (accolo), colui che abita 
vitine, V abitante dei dintorni, ejus loci, LÌV.: 

Cereris (presso il tempio di Cerere), Cic: 
appos. accoìae fluvii, i fiumi tributari, Tac. 

ac-cttlo, colili, cultum, ere, abitare presso, 
abitare, locum, Cic: viam, Liv. 

accommttdàlc, avv. col compar. e su- 
peri., in modo adatto, a proposito, corrispon- 
dentemente, conforme, CÌC. 

accom mtfda tio, ònis, f. (accommodo), 

adattamento, a) il disporre, disposizione, l'ac- 
comodare, l'adattare una cosa giusta ad una 
data altra, alcjs rei ad aiqd, Cornif. rhet. e 
Cic. b) V adattarsi = indulgenza, Cic. Verr. 
3, 189. 

accommttdatus, a, um, partic. agg. col 
■compar. e superi., adatto, conveniente, cor- 
rispondente, acconcio, commisurato, di pers. 

= atto, idoneo, capace, ad alqd, Cic: alci 
Tei, Cic. 

accontili tf do, avi, àtum, are, accomodare 
q.c. a q.c, adattare, I) propr.,0(jg. materiali, 

aggiustare, adattare, acconciare, COronam sibi 

ad caput, Cic: calauticam capiti, Cic: insi 
gnia, Caes. II) trasl., ogg. astr. e pers.: A) 
adattare q.c. a qualche altra, adattare, ag- 
giustare, ordinare a seconda di q.c, confor- 
memente a q.C, commisurare, proporzionare, 

sumptus ad mercedes, Cic: testes ad crimen, 
aggiungere, far venire opportunamente, Cic: 
orationem auribus auditorum, Cic: orandae 



litis tempus, apprestare un tempo favorevole, 
Cic: exordium in plures causas, usare in più 
casi, Cornif. rhet. e Cic: rifl., se acc. == adat- 
tarsi, acconciarsi (sottomettersi) a q.c. o quale, 
secondo q.c. o quale, ad alcjs arbitrium et nu- 
tum totum se fingere et accommodare, Cic: se 
au rem pubìicam et ad magnas res gerendas, 
Cic: se dicenti, Quint.: esempi, accommodare 
alci de habitatione, accordare una dilazione, 
Cic. B) generic: portare a q.c, a) apporre, 
attribuire, diis effigiem, Curt.: alci verba,porre 

in bocca, Quint. b) indirizzare, dedicare, ri- 
volgere, volgere, curam pratis, Quint.: nonnul- 
lam operam his studiis, Quint.: se ovv. ani- 

mum alci rei, occuparsi, incaricarsi di q. C, 

applicarsi, badare, Suet.: e così pure se alci, 
impegnarsi, accordarsi con alcuno, Suet.: e 
se ducem alci, darsi come duce, ecc., Suet. 

aC-COllimttdllS, acconcio, proprio a, alci 

rei, Verg. Aen. 11, 522. 

ac-crédo, crèdtdi, crèdftum, ere, esser 

proclive, inclinato a credere, credere, alci alqd, 

Plaut.: alqd, Lucr.: alci, Hor.: asso?., vii accr., 
Cic, non accr., Nep. 
ac-crcsco, crèvi, crètum, ere, accrescere, 

aumentare, crescere, cioè I) crescere in sé, in- 
grossare crescendo, salire man mano, alzarsi 

(contr. decrescere), flumen subito accrevit, 
Cic: accrescit dolor, Nep.: cum dictis factisque 
vana accresceret fides, crescendo sempre più, 
Liv.: trimetris accrescere jussit nomen iam- 

beis, Hor. II) accrescersi (aumentando), au- 
mentare, aggiungersi, veteribus negotiis nova 
accrescunt, Plin. ep. 

accrctlo, ònis, f. (accresco), il crescere, ac- 
crescimento {contr. deminutio), luminis, Cic 
Tusc h 68. 

aCCUbltlo, Ònis, f. (aCCUmbo), lo Sdraiarsi 

a, il coricarsi, partic a mensa (secondo il co- 
stume romano del triclinium), Cic: epularis, 
Cic. 

ac-CÌÌbo, are, star sdraiato presso, giacere, 
star coricato, I) in gen., Nep.: juxta acc, Verg.: 
di e inan., Sulpiciis horreis, essere, trovarsi 
(detto di un cadus), Hor.: e di luoghi, Tarpejo 
monti, Suet. II) partic: a) stare a tavola, 
giacere a mensa sul triclinium, in convivio, 
Cic: apud alqm, presso quale (alla sua ta- 
vola, come ospite, convitato), Cic: cum alqo, 
presso ale. (come compagno di mensa), Plaut.: 
infra alqm, Liv. b) in signi f. osceno, dormir 
con una pers., usare concubito, Plaut. e Suet. 
— Il perf. accubiti e il supino accubìftum ap- 
partengono ad accumbo. 

ac-cumbo, cubui, cubttum, ere, sdraiarsi 

a, coricarsi, distendersi, I) in gen. (contr. 

sedere, ambulare), cum alqo, Ter.: in acta cum 
suis, Nep. II) partic: a) a tavola, suì tri- 
clinio, sdraiarsi, coricarsi, prender posto, quindi 
anche talora per la continuazione dello stare 
sdraiato, aver posto, giacere, stare, in convivio 
alcjs, Cic: apud alqm, presso di ale (alla sua 
tavola, mensa), come invitato, ospite, Cic: 
eodem lecto, Liv.: assol., Suet. b) giacere con 
una pers., unirsi carnalmente con una pers., 
alci, Tibull. 

accumulate, avv. col superi, (accumu- 

latus da accumulo), cumulatamente = abbon- 
dantemente, largamente, Cornif. rhet. 1, 27. 



23 



accumulato! 



24 



accumulato!*, oris, m. (accumulo), aceto 

mulatore, ammassatole, opum, TaC. ami. 3, 30. 

a c-o ii in ii lo, avi, atum, are, far su a muc- 
chio (cumulus), accumulare, ammucchiare, I) 

propr.: auget, addit, accumulat (pecuniam), 

Cic. II) trasl.: a) concedere, dare, condonare, 

prestare in abbondanza, alienas res, Liv.: alci 
summum honorem, Ov.: e trasl.: provvedere, 
fornire in abbondanza, colmare, alqm donis, 

Verg. b) accumulare, accrescere, aggiungere, 

caedem caede, strage a strage, Lucr.: cu- 
ras, Ov. 

acciipate, avv. col compar. e superi, 
(accuratus), con cura, accuratamente, con accu- 
ratezza, con cautela e sim., CÌC. ed a. 

acciiraliO, onis, f. (accuro), accuratezza, 
diligenza, Cic. Brut. 238. 

accìicatus, a, um, partic. agg. con com- 
par. e superi, (da accuro), fatto con cura, ac- 
curato, diligente e sim., solam. di e. inan., 
Cic. ed a. 

acefiro, avi, atum, are, fare, condurre q.c. 
con cura, trattare con diligenza, amministrare, 
far con accuratezza, alqd, CÌC. ed a. 

ac-cuppo, cucurri e curri, cursum, ere, 

correre a, accorrere, aSSOÌ., Ter. e CÌC: ad 

alqm, Cic: equo admisso ad alqm, accorrere a 
briglia sciolta, Caes.: Roma-m , Cic: in Tuscu- 
lanum, Cic: di idee che si affacciano presto 
alla mente, Cic 

acCUPSlis, US, m. (accurroì, l'accorrere, 
il giungere di corsa, attacco repentino, Tac 

ed a. 

accusa Ini ÌS, e (accuso), accusabile, degno 
di accusa = biasimevole, riprovevole, CÌC Tusc 

4, 75. 

aCCUSatlO, Ònis, f. (aCCUSo), accusa, que- 
rela, querimonia, I) in gen.: rhetorices, contro 
la rett., Quint.: plur., accusationes Hanni- 
balis, contro Annibale, Liv. II) partic, ac- 
cusa pubblica (commi, in cause criminali), 
a) propr. (contr. defensio), Cic. b) meton., ac- 
cusa == accusa scritta (contr. defensio), Cic. 

accusiUTvus, i, m. (accuso), con e senza 
casus, nei Gramm., accusativo, Quint. ed a. 

accusa top, òris, m. (accuso), accusatore, 
I) in gen., Nep. Lys. 4, 3. II J partic, pub- 
blico accusatore, raram. a) in cause civili, come 
in Cic. partit. or. 110; comun. b) in cause 
criminali (contr. reus, accusato, patronus, 
defensor, difensore, judex, giudice), Cic: 
quindi all'epoca imperiale — accusatore di 
professione, delatore, Suet. 

accusatorie, avv. (accusatorius), in tono 

d'accusatore, in modo accusatorio, loqui, Cic: 

agere cum alqo. Cic 

accflsatopius, a, um (accusator). perti- 
nente all'accusatore, accusatorio, da accusa- 
tore, di accusatore, animus, lex, Cic: vox, Liv. 

accusati*! \, tricis f. (accusator), accusa- 
trice, Plin. ep. 10, 59 (67) e segg. 

accuso, avi, atum, are (ad e causa), ac- 
cusare, incolpare, biasimare quale. q.C, I) 
in gen. (contr. excusare, expurgare, laudare), 
alqm liberius, Cic: alqm de litterarum negle- 
gentia, Cic: in quo te accuso, Cic: inertiam 
alcjs, Cic II) partic. come t. 1. giudiziario, 

accusare ale. pubblicamente, chiamare in giu- 
dizio (comun. in cause criminali; contr. de- 



fendere), assol., Cic: alqm Pario crimine, Nep. r 
alqm ambitus, Cic: alqm capitis, di delitto 
capitale, Cic: alqm de venefìciis, Cic: alqm 
inter sicarios, di assassinio, Cic: col quod 
(perchè, di), Nep.: coWacc. e Z'infin., Tac 

Acc, ès, f. ("Av.yj), città della Galilea; 
oggi S. Giovanni d'Acri. 

iicco, ère (dalla radice AC, donde deri- 
vano anche acuo, acies), essere addo, Cato 
r. r. 148. 

1. acci*, ccris, n. (dalla radice AC), acero, 
sorta di albero e legno del medesimo, Ov. 
e Plin. 

2. acce, acris, e, agg. con compar. e su- 
peri, [nel lai. arcaico anche di due sole desi- 
nenze acer, acre, ovv. acris, acre] (dalla radice, 

AC, come aCUO, acies, ecc.), aguzzo, tagliente, 

IJ propr., d'armi, ecc., Tac: acrioribus sti- 
mulis (fig.), Tac. II) trasl.: A) di oggetti 
che colpiscono i nostri sensi e dei sensi 
stessi; a) acre, al gusto, al palato, piccante, 

pizzicante, pungente (contr. mollis, lenis, dul- 

cis), cibus, Celsus: mei, Cic b) al tatto, pun- 
gente, penetrante, e in genere, doloroso, acerbo, 
vivo, tempestates, Caes.: sol, Hor.: dolor, Cic. 

e) penetrante per V udito, di suono acuto, stri- 
dente, tibia, Hor.: flammae sonitus, Verg.: vox 
acrior (contr. jucundior), Quint.: syllabae acres 
(contr. leniores), Quint. d) penetrante, riguardo 

all' odorato, acuto, pungente, soffocante, odor, 

Lucr.: vis fumi acrior, Liv.: unguenta summa 
et acerrima suavitate condita (contr. ung. mo- 
derata, con lieve profumo), Cic e) (come 
ògug), riguardo alla vista, vivo, abbagliante, 
splendor, Lucr.: rubor, Sem: anche del senso 
della vista, acuto, forte, acerrimus sensus 
videndi, Cic. B) di oggetti che colpiscono 
i sensi interni, e dei sensi interni stessi: 
a) di sensazioni, sentimenti = pungente, sen- 
tito, doloroso, vivo, penoso, aere, dolor, Verg.: 
acrem sui memoriam relinquere, Tac b) delle 
forze intellettive e delle loro manifestazioni, 

forte, vigoroso, acuto, penetrante, fine, pronto, 

acies (ingenii), Cic: ingenium acerrimum, 
Cic: judicium acrius, Cic: memoria, Cic. e) 
come qualità morale, a) riguardo alla vo- 
lontà, fervido, vivace, forte, energico, gagliardo, 
zelante, diligente, ardente, acre, acuto, costante, 
perseverante, laborioso, operoso (contr. iners), 

ingenium, Sali.: animus, Cic: investigator, 
Cic: testis, Cic: potor (forte, gran bevitore)^ 
Hor.: ci vis acerrimus, Cic: acrior in rebus ge- 
rendis, Cic: homo ad perdiscendum acerrimus, 
Cic: partic. di guerrieri, Cic: acer in armis, 
Verg.: e così equus (generoso destriero), Verg. 

P) riguardo all'affetto, ardente, intenso, forte, 

vivo, fiero (contr. modestus, quietus, lenis, mi- 
tis, mollis), pater, Ter.: amator, Cic: così 
degli animali, feroce, fiero, ardente, indomito, 
indomabile, furioso, leo, Nep.: canes, Cic: e 
degli affetti Stessi, violente, vivo, forte, veemente, 
appassionato, sfrenato, CUpiditas, luctus, CÌC: 

quindi y) generic: di cose astratte, e nei 
poeti anche di concrete, ora = focoso, ardente, 

energico, acuto, vivo, forte, risoluto, acri ora 

Consilia (contr. cauta), Tac: acerrima Consilia 
(contr. inertissima), Hirt. in Cic: cura dili- 
gentiaque, Cic: poet., pocula, in cui si può 
bere molto = grandi, Hor.: ora = ardente, 



25 



acerbe 



Achaemenes 



26 



impetuoso, violento, fiero, pungente, crudo, or- 
rido, bellum, Cic.: nox, triste, brutta, Cic. : 
supplicium, custodiae, Tac: annona, rincaro 
delle biade, prezzo elevato d. b., Tac. — 
L'acc. neutro acre funziona da avverbio (= 
acriter), Sali. fr. 

acerbe, aw. con compar. e superi, (acer- 
bus), acerbamente, solo trasl., I) attivo = acer- 
bamente, rigidam,, severam,, crudam., aspram,, 
in modo nemico, rozzam., fieram,, crudeli»,, 

(contr. comiter, leniter), Cic. II) passivo = 

■con affanno, con dolore, sdegnosamente, di mal 

-animo, alqd ferre, Cic. 

acerbità*, atis, f. (acerbus), acerbità, l'es- 
sere acerbo, I) propr.l il sapore acerbo di frutti 
non maturi, Cic. IT) trasl.: &) crudezza, acer- 
bità, dissocievolezza, durezza, severità, asprezza 

verso gli altri (contr. comitas, lenitas), inimi- 
corum, Cic: morum, Cic: censoria, Liv.: poe- 

narum, Liv.: ed asprezza, acerbità, durezza, 

mordacità, del discorso, sententiarum, Cic: et 
suppliciorum et verborum acerbitates, Cic: e 
passivo = l'acerbo odio degli altri contro di 
noi, Suet. b) acerbità, tristezza degli avveni- 
menti, della sorte, ecc., angustie, temporis Sul- 
ìani, mortis, Cic. : quindi plur. acerbitates, 

angustie, colpi dell'avversa fortuna, travagli, 
disgrazie, Cic 

acerbo, are (acerbus), esacerbare = far 

parer maggiore, formidine crimen, Verg. Aen. 
11,407. 

acerbus, a, um (dal 2° acer), acerbo, astrin- 
gente, ai sensi, I) propr.: a) che stringe il 

palato, acerbo al gusto (contr. dulcis, mitis, 
sua vis), sapor, Plin.: par tic, di frutti, acerbo, 
maimaturo, pirum, Varr.: uva, Phaedr.: e fìg., 

immaturo, precoce, prematuro, virgo, Ov.: fu- 

nus, Verg. (cfr. n° II, b): partus, Ov.: res, Cic. 

h) spiacevole all'udito, stridulo, penetrante, VOX, 
Comif. rhet. C) acuto al tatto, tagliente, pene- 
trante, intenso, frigus, Hor.: acc. plur. neutro 
poet. come aw., acerba sonans, Verg. d) spia- 
cevole all'aspetto, vultus acerbi, accigliato, 
scuro, Ov.: acc. plur. neutro poet. come aw., 
acerba tuens, torvo, Verg. II) trasl., a) di 

pers., duro, rozzo, severo, austero, rigido, ru- 
stico, burbero, accigliato, scortese (contr. mode- 

ratus, remissus), in exigendo, Cic: inimicus, 
Cic: acerbos e Zenonis schola exire, troppo 
burberi, Cic b) di condizioni e sim., acerbo, 

duro, triste, amaro, doloroso, penoso, incen- 

diura, Cic: supplicium, Cic: funus, Cic: (cfr. 
n° I, a): mors, Nep.: n. plur. sost., acerba, 

amarezze, tristezze della sorte, angustie, Comif. 

rhet. 

acernus, a, um (acer, ccris), d'acero, di 
legno d'acero, trabes, Verg.: mensa, Hor. 

accrra, ae, f., cassetta che conteneva l'in- 
censo (pei sacrifizi), turibolo, Cic ed a. 

jkeerrae, àrum, f., città della Campania, 
vicina a Napoli, sul fiume Clanio (esposta 
spesso alle inondazioni di questo fiume); ora 
Acerra. — Deriv.: Acerràui, òrum, m., 
gli abitanti di Acerra, Acerrani. 

accrvàlis, is, m. (acervus), pel greco 
ocopsixyjs, argomentazione mediante accumu- 
lamento (V. acervus), Cic. de div. 2, 11. 

àcervatiui, aw. (acervo), a mucchi, a 



monti, in molti (contr. singuli), a) propr., Lucr. 

e Auct. b. Alex, b) trasl., alla rinfusa, som- 
mariamente e sim., Cic. 

acervo, avi, atum, are (acervus), ammuc- 
chiare, ammassare, riunire in gran quantità, 
ammonticchiare, 2Ì)propr.: moi'tuos, hiv.'.ftg.: 

alias super alias leges, aggiunger leggi a leggi, 

Liv. b) trasl., nel discorso, ammassare, rac- 
cogliere, Quint. 

acervus, i, m. (dalla rad. AC, donde 

àyo), àystpa)), massa riunita, mucchio, cu- 
mulo (come un sol tutto, o come grande mol- 
titudine di cose), I) propr.: tritici, Cic: pe- 
cuniae, Cic: caecus acervus, del Caos, Ov. 

II) trasl.: a) mucchio, massa, cumulo = quan- 
tità, scelerum, Cic. b) specie di argomenta- 
zione, risultante dall'unione di più sillogi- 
suni, detta sorite (awpetxvjg), Cic ed a. 

aceseo, aciii, ere (aceo), diventar acido, 

inacetire, inacidire, Hor. e Col. 

A cesta, ae, f. ('Axéaxvj), antica città sulla 
costa settentrionale della Sicilia, così chia- 
mata dal re Aceste ; più tardi Egesta; dai 
Bomani chiamata Segesta (V.); oggi Castel- 
lamare. — Deriv.: Àccslenses, ìum, m., 
gli abitanti di Acesta, Acestesi, Acestani. 

Acestes, ae, m., Aceste, re di Sicilia, di 
origine troiana. 

acctàbulum, i, n. (acetum), propr., vaso 
da, aceto, quindi vaso a calice, calice, Quint.: 
plur. = bussolotti, Sen. 

acetum, i, n. (aceo), vino acido e poscia 
aceto, in genere, I) propr., Cic ed a. II) trasl., 

mordacità (di detti), tono satirico, pungente, 

Hor. ed a. 

icliaei, òrum, m. CA^aioi), Achei, così 
chiamati dal loro capostipite Acheo; popolo 
della Grecia, che in origine risiedeva in Tes- 
saglia, e passò in seguito nella costa setten- 
trionale del Peloponneso, che da loro si 
chiamò Achaja. — Appellativo : a,) per Greci 
in gen. b) gli abitanti di una colonia greca 
imbarbarita sul Ponto Eusino, Ov. ex Pont. 
4, 10, 27. — Deriv.: A) Acliaeus, a, 

Um ('A^aióg), pertinente all'Acaia, Acaico, 

B) Achilìa, ae, f. ('A^ata), ovv. in prosa 
Acliaja, ae, f., a) il paese degli Achei, 
TAcaia, nella parte settentr. del Peloponneso. 
b) dopo la conquista di Corinto (146 av. Cr.) 
nome di tutta la Grecia, come prov. romana. 

C) Achaìas, adis, f. ('A^al'a;) , Achea, 
urìAchea. D) Achaicus, a, um ( 'Ayjxtxós), 
acaico, greco, negotium, Cic: homines, persone 
che vanno in Grecia, Cic: E) Achais, Ydis e 

Ydos, f. ('Kyoiìz), un' Achea; poet., il paese degli 

Achei = Grecia. F) Acliaìus, a, um, poet. 

per Achaicus, Acaico OVV. greco, G) AcIlTvi, 

Òrum, m. (da 'AxatFoc), Achivì, i Greci (nei 
poemi Omerici). — Proverò., quidquid de- 
lirant reges. plectuntur Achivi (il popolo), 
Hor. ep. 1, 2, 14. — Agg. Achivus, a, um, 

acJiivo, greco, 

i&cliacmeiiés, is. m. ('Axaciaévyjg), AcJie- 
mene, proavo degli antichi re persiani, capo- 
stipite degli Achemenidi (V. in seguito). — 
Deriv.: A) Acliaemeiiidae, arum, m. 
('AxacfjtsvcSat), Achemenidi, la più illustre fa- 
miglia persiana, dalla quale si sceglievano 



27 



Acliaeus 



acqmesco 



28- 



i re. B) Achaeméiiius, a, um, persiano 

OVV. parto . 

A e li a eus, F. Achaei. 

A< fistia, -ias, -icus, -is, -ius, -ja, 

V. Achaei 

A eli a ni a e, àrum, f. ('Axapvoù), Acarne, 
demo dell'Attica. 

Àdiclòus, i, m. ('AxeXqioc,), Acheloo, il 
più grande fiume della Grecia, che nasce 
dal Pindo, serve di confine tra TEtolia e 
VAcarnania, e si getta nel Mar Ionio ; oggi 
Aspropotamo ; nella mitologia il più antico 
dio fluviale, padre delle Sirene. — Deriv.: 
A) Aclielòìas, adis, f., ed Àclielóis, tdis, 
f. ('AxeXuyìg), Acìieloiade, figlia di Acheloo, 
alplur. = le Sirene. B) Àehélòìus, a, um 
('AxeXcbi'os), dell' Acheloo, Callirrhoè, Ov.: po- 
etila, acqua, Yerg. 

Acheron, ontis, acc. ontem ed onta, m. 
fAxépwv), Acheronte, IJ fiume della Tespro- 
zia, che attraversa la palude Acherusia e si 
getta nel Mar Jonio; oggi Phanariotikos. 
II) (anche Acheros), fiume del Bruttium ; oggi 
Micone, secondo altri Lese. Ili) nella mi- 
tologia, fiume del regno dei morti, che tutte le 
ombre dovevano passare, quindi per VAvemo 
stesso (in prosa Acheruns, V.). — Deriv.: 
A) Acherontìa, ae, f., piccola città della 
Lucania; oggi Acer enza. B) AdierìisYus, 
a, um fAxspoóatos), acherontto, a) dell'oltre- 
tomba, dell'altro mondo; trasl., vita, afflitta, 
piena di dolori, Lucr. 

«4 dièros, V. Acheron, n° IL 

Acheruns, untis, acc. untem ed unta, m. 
(raro f.), forma lat. parali, ad Acheron, 
partic. = l'altro mondo, l'oltretomba (costr. 

con ad, ab, ex, ovv. come i nomi proprii di 
città, ecc., alla domanda dove? [moto a 
luogo] col semplice acc, e donde? col 
sempl. abl.; dove? [stato] col sempl. abl., 
ed anche col locar. Acherunti = nell'altro 
mondo). 

Acliilles, is, m. ('AxiXXsó?), quindi nei 
poeti anche genit. Achillei ovv. Achilli, acc. 
Achillea, voc. Achille, abl. Achilli), Achilie, 
il più illustre eroe della guerra Troiana, per 
valore e per bellezza, figlio di Peleo, re di 
Tessaglia, e della Nereide Teti; padre di 
Pirro (Neottolemo). — Quindi come appell., 
un Achilie = un eroe bello e forte, oppure 
un giovane b. e f. — Deriv.: A) Acliil- 

IcUS, a, Um ('Ax&XstOg), che si riferisce ad 
Achille, Achilleo, B) Acliillldcs, ae, m., 
Achillide, 

4 c«iiì vi ed 4cliTvus, V. Achaei. 

Adi radi il a, ae, f. ('AxpaQtvVj), la parte 
più importante di Siracusa, per grandezza 
e per numero di abitanti. 

AcIdàlTa, ae, f. ('Ax'.SaXCa ), sopran- 
nome di Venere, dalla fonte Acidalia in 
Beozia, dove sì bagnavano le Grazie, figlie 
della dea. 

ìicidus, a, um, agg. con compar. e su- 
peri, (aceo), acido, I) propr., acido al gu- 
sto, spiacevole al gusto ed all'odorato, sapar, 
Plin.: inula, Hor. II) trasl.: a) spiacevole, sgra- 
devole, non accetto al senso interiore (contr. 



dulcis), alci, di e. inan., Hor.: di pers., Sem 
b) mordace, aspro, homo acidae linguae, SeD. 
rhet. 

acTcs, èi, f. (dalla radice AC, donde anche 
acuo, genit. anche acie), acutezza, filo (taglio) r 
I) propr., filo (di una lama), taglio affilato, 
securis, Cic: fig., patimur hebescere aciem 
horum auctoritatis, il valore, Cic. IL) trasl.: 
A) degli occhi: a) acutezza, oculorum, Caes. 

b) forza visiva, a) acutezza della vista, buona 

vista, con e senza oculorum, Cic: forza visiva 
nel moto e nell'azione, mira, sguardo, Catull.: 
poet. = il brillare, il lume delle stelle, Verg. 
P) pupilla, Cic: meton. (poet.) occhio, Verg. 

C) forza, acutezza, acume, dello Spirito, animi,. 

ingenii, mentis, Cic: la forza visiva dello spi- 
rito in azione, mira, sguardo, acies in omnes 
partes intendere, Cic. B) come t. t. milit., 
fronte di un esercito schierato a battaglia, 
mostrando un allineamento simile al filo di 
una lama , esercito schierato (a battaglia) ,. 

a) ordinanza, fila, schiera, Caes.: prima, LÌV. 

b) l'insieme delle file, tutto l'esercito (ordinato 
a battaglia), exercitus nostri, Cic: aciem in- 

striiere^ Cic. e) battaglia, giornata campale,. 

Pharsalica, Cic: in aciem producere, Nep.: 
cadere in acie, Liv.: poet., Vulcania acies, 
Verg. — con altra metaf., di discussione.. 
prodire in aciem, Cic 

iiciiia, V. acinus. 

àcTnaccs, is, acc.em ed en, m.(dbuvóxYjg),. 

sciabola ricurva e corta, scimitarra dei Per- 
siani, Medi ed a., Hor., Tac ed a. 

àcìnus, i, m. ed acìuuiu, i, n. (forma 
second. acina, ae, f., Catull. 17, 4), acino, grano 
delVuva e di altri frutti, uvae, Suet.: ex acini 
vinaceo, Cic. 

acipenser, V. acupenser. 

Àcis, cidis, acc. Acin, voc. Aci, m. (*Axi£),. 
piccolo fiume della Sicilia, che discende dal- 
l' Etna, e corre rasente alla costa: la sua 
acqua è chiara, ma molto fredda; oggi 
fiume di Jaci. 

adis, clldis, f., freccia corta, che si lanciava 
per mezzo di una coreggia, Verg. ed a. 

Acni orna, ae, f. ('Axfjtcovta), Acmonia^ 
città della Grande Frigia, sulla ma da Do- 
rileo a Filadelfia; oggi Ahatkoi. — Deriv.? 
Acmoneiisis, e, di Acmonia; plur. sost. y 
Acmònenses, lum, m., gli abitanti di Acmo- 
nia, gli Acmonesi, 

àcttmlum, i, (àxdvtxov), (erba velenosa), 
acònito; poet. per veleno rapido in genere^ 
Verg. ed a. 

àcor, òris (da aceo), acetosità, acidezza 
gusto acido, Quint. e (plur.), Plin. ep. 

ac-quiesco, qutèvi, qiùetum, ere, acquie- 
tarsi, trovar quiete, giungere a quiete, IJ del 

corpo, riposarsi, a) di ess. anim., Cic: quindi 
a) con e senza somno = dormire, Curt. p) eu- 
fem. = morire, Tac: assol. , Nep. b) di e. inan., 

riposare, giungere a riposo, adminiculo, appog- 
giarsi (della vite), Col.: civitas acquiescens, 
Cic: rem familiarem saltem acquiescere, non 
rimaner intaccata, Liv. II) dello spirito, a) 
generic, riposare, mentis agitatio numquam 
acquiescit, Cic. b) nell'animo, tranquillizzarsi, 

acquietarsi, trovar sollievo, consolazione, con- 



29 



acquiro 



actito 



30 



forto, Cic: in alqa re, Cic. e) ne propri desi- 
deri, ecc., calmarsi = fermarsi con compia- 
cenza, trovarsi soddisfatti di q.C Opp. provar 
piacere, soddisfazione ili q.C, ili adlllescen- 

tium cantate, Cic: Clodii morte, Cic: col 
dat. , Sen. d) calmarsi nei propri dubbi, 
convincersi, quindi generic, fidarsi di ale, 

prestar fede, acconsentire, approvare, col dat., 

Suet. 
acquiro, quìsivi, quìsìtum, ere (ad e 

quaero), 1) guadagnare inoltre, acquisir e, acqui- 
stare (contr. detrahere de etcj, acquirere ad 
fidem, crescere la riputazione, aumentare il 
credito, Cic: gratias, Cic. II) generic. (con 

Sforzo e fatica), guadagnare, procacciare, 
acquistare, procurarsi, Slbi dignitatem, ClC: 

periculum, hostes alci, Justia.: pregn., guada- 
gnare q.c. = arricchirsi, Quillt. 

.-irradisi, a, um (dxpaiog), Acreo (= ono- 
rato nell'alto), epiteto di Giove e di Giunone. 

Arriigàs, Acragauliiius, V. Agri- 
gentum. 

acratopli ìiruui (ove. -oii), i, n. (àxpa- 

to^ópov), vaso pel vino schietto, CÌC ed a. 

arredala, ae, f. (forse da acus, eris ed 
edo, come iìdecula da ficus ed edo), nome 
di un animale, secondo alcuni = rtjetut, 
secondo altri = grillo, Cic poét. de div. 1, 
14 (come traduzione del greco ò\o\oyév di 
Arato). 

acricfilus, a, uni (dimin. di acer), piut- 
tosto aere, alquanto acre, pungente, mordace, 

satìrico, iile acriculus, quell'uomo mordace e 
pungente, Cic. Tusc ò, 38. 

aerini óiiìa, ae, f. (acer), agrezza, gusto 

acre, odore acre, sapore piccante di un cibo 
e Sim., Sci'iptt. r. I.J trasl., acutezza, forza, 

energia, vivacità, nel tratto, neW esporre, ecc., 
Cic: vivacità della discussione, veemenza, 
discorso concitato (contr. senno, esposizione 
calma), Cornif. rhet. 

AcrìSÌUS, li, m. ('AxptOlOg), Acrisia, re 

d'Argo, potare di Danae, avo di Perseo. — 
Deriv.: A) Acrìsldnc, ès, f. ('AxpioicòvYj), 
figlia di Acrisio, Danae. B) Arrisióncus, 

a, um ('Axpiaiwvsioc,), acrisioneo, arces, Argo, 
Ov. C) Acrlsìóiiìades, ae, m. ('Axpta-.w- 
vtàSirjc,), Acrisioniade = Perseo. 

arrìlrr, avv. con compar. e superi. 
(acer), acremente, 1) delle impressioni che ri- 
cevono i sensi esterni, e dell'attività dei me- 
desimi, a) dell'attività del senso della vista, 
acriter intueri soleni, guardar fiso il sole, 

Cic b) dell'impressione SUI tatto, dolorosa- 
mente, acerbamente, con strazio, caedunt acer- 
rime virgis,Cic e) dell'impressione sidi udito, 

forte, ad alta voce, con vigore, gagliardamente, 

pronuntiare, Plin. ep. II) dell'attività del 
senso interiore, di affetti, ecc.: a) della forza 
visiva e comprensiva della mente, acutamente, 
fmem., a fondo, videre vitia, Cic: intelligere, 
Cic b) dell'attività del volere e dell'agire, 

vivamente, energicam,, rigidam., severam,, co- 
raggiosa,^, repugnare, Cic: acerrime egi, Cic 
C) dell'attività degli affetti, fortemente, vivam., 
aererà., dolorosam., crudelm., appassionatam., 

acrius capere, Curt.: acerrime exspectare, aspet- 
ta/e ardentemente, affannosim., Cic: victo- 



riam acerrime in alqm exercere, Sali.: dell'im- 
peto del discorso, rudemente, aspram», fieram., 
superbam., alqd vituperare, Cic d) generic.,. 
acrem. = molto, assai, acerrime occupatus, 
Nep. 

acrttailia, n. (àxpÓap,oc), narratore, parla- 
tore festevole, buffone, CÌC ed a. 

ari'Sasis, is, f. (àxpóaotc,), lezione, rela- 
zione, Cic ed a. 

Acrdceraunìa, òrum, n. ('Axpoxspaó- 
vta, toc), I) come parte dei montes Ceraunii 
ovv. Ceraunia, V. Ceraunius. II) appetì, per 
ogni luogo pericoloso, haec Acroceraunia vita, 
Ov. rem. 739. 

Acrocorinthus, i, f. ('AxpoxdpivOos), 
Acrocorinto, cittadella di Corinto. 

1. aria, ae, f. (àXTYJ,), lido del mare, spiag- 
gia, luogo riposto, ombroso, che porge nella 
calda stagione placido ed accetto soggiorno, 
Cic ed a.: quindi (partic nel plur. actae) 
meton. spesso = lieto soggiorno, luogo di 
gradita ricreazione, non di rado anche = 
vita voluttuosa in riva al mare, in actis esse 
nostris, Cic 

2. acla, òrum, n., V. ago. 
Actacòli, onis, m. ('Axxaitov), Atteone r 

figlio di Aristeo e di Autonoe, nipote di 
Cadmo; trasformato da Diana, per averla 
egli veduta mentre stava bagnandosi, in un 
cervo e dilaniato dai cani della dea. 

Actaeus, a, um, V. Acte. 

Ade, ès, f. ('Axttj), propr. paese co- 
stiero, nome antico dell'Attica. = De- 
riv.: A) Actaeus, a, um ('Axtaiog), poet. 
== attico, ateniese, — Sost., Actaea, ae, f., 
l'Ateniése, di Orizia; plur. Actaei, òrum, m., 
Actei= Attici. B) Arlìas, adis, f. ('AxTias), 

poet. = attica» 

Actltis., adis, f., V. Acte ed Actium. 

actfo, ònis, f. (ago), il porre in movimento, 

movimento, I) movimento di chi espone, unito 
ali analoga modulazione della voce, a) del- 
l'oratore, esposizione, Cic b) dell'artista 
drammatico e sim., esposizione, azione scenica, 
Cic II) movimento dell'azione, 1) in gen., il 

fare, azione, attività, Voperare, Vagire, aperta 

rerum illarum, Cic: gratiarum, ringrazia- 
mento, rendimento di grazie, Cic: honesta, 
Cic: col genit. sogg., corporis, Cic: vitae, 
vita pratica, Cic. 2) partic, l'agire in pub- 
blico e precis.: a) generic, ogni azione po- 
litica = negoziazione, proposta (davanti al po- 
polo, al senato), discorso pubblico, Cic ed a. 
b) azione davanti ai tribunali, a) il trattare, 
condurre un processo (come difensore), difesa 
davanti al tribunale, causae, Cic p) procedi- 
mento giudiziario, azione g,, processo, accusa. 

causa, civilis, Cic: actionem instituere ovv. in- 
tendere, CÌC: quindi oca) accusa = forinola 
d'accusa, CÌC.: e generic, formolo giuridica, 

Hostilianae, sulle eredità, Cic pp) discorso 
d'accusa (accusa pronunciata a voce), accusa 

scritta, CÌC YY) < * t ' r *'*° d'accusa, diritto a pro- 
cedere, Cic 55) disam ina giudiziaria del pro- 
cesso, termine, altera, Cic 

artito, avi, àtum,àre {freq. di ago), trattare 
molto, spesso, causas multas, Cic: tragoedias, 
recitar spesso tragedie (come istrione), Cic. 



31 



Actium 



acuo 



32 



Afflimi, li, n. ("Axxt-ov), Azzio, promon- 
torio dell' Acarnania, prima semplicemente 
con un tempio dedicato ad Apollo dagli 
Argonauti, presso il quale si celebravano 
ogni anno una festa e giuochi in onore 
del Dio ; più tardi con una città di egual 
nome, fondata da Augusto in memoria della 
sconfìtta data colà ad Antonio e Cleopatra 
(31 av. C), con tempio e giuochi rinnovati 
per la medesima ragione ; oggi Punta (pro- 
montorio e città), — Deriv.: A) ActTa- 

CUS, a, UHI ('AttTiaxÓs), azziaco, di Azzio, 

B) fpoet.J A eli us, a, ura ("Axxiog), azziaco, 

di Azzio. 

actiuncula, ae, f. (dimin. di actio), pic- 
cola orazione forense, Plin. ep. 9, 15, 2. 

Aclius, a, um, V. Actium. 

acllvus, a, um (ago), attivo, pratico (contr. 
contemplativi), Seu. ed a. 

actor, òris, m. (ago), I) colui che muove, 
che pone in movimento, che spinge, pecoris, 

pastore, Ov. II) trasl. : A) colui che agisce 
col discorso: a) espositore in genere, Cic. 

b) oratore, espositore, parlatore in senato, Cic. 

de legg. 3, 40. e) colui che agisce sulle scene, 

che recita, che espone, che sostiene una parte; 

attore, secundarum, Cic: alienae personae, Cic: 
quindi assoL, attore drammatico in genere, 

Cic. B) colui che fa, esecutore, a) generic, ese- 
cutore, autore, mediatore, curatore in genere, 

rerum, Cic. : actor auctorque, Nep. b) come 

t. t. giudiz., accusatore, avvocato, procuratore, 
attore, colui che intenta processo, pubblico ora- 
tore, con e senza causae (causarum), comun. 
nei processi criminali (contr. reus), più ra- 
ram. nelle cause civili (contr. possessor, pos- 
sessore dell'oggetto d'accusa), Cic e) cura- 
tore, amministratore, di beni, di possessi, eCC, 
economo, maggiordomo, tesoriere, actor SUm- 

inaruiu, cassiere, Suet. : actor publicus, fi- 
scale, Tac 

Actornles, ae, m. ('Axxopfàyjg), Actoride 
(= discendente di, da A.), come Mene zio, 
figlio di Attore; Patroclo, nipote di A. 

actuàrittla, ae, f. (dimin. di actuaria, 
V. 1. actuarius), barchetta (veloce), Cic. ad Att. 

10, 11, § ed olir. 

1. actuarius, a, um (ago), che vien 
posto facilmente in moto, rapido, navi- 

gium, Davis, barca, brigantino, galera, Cic: 

anche sost., actuaria, ae, f, Cic 

2. actuarius, li, m. (ago), I) tachigrafo, 
stenografo, Seri, ed a. IIJ specie di provvisio- 
niere, direttore dei viveri (all'epoca ìmper.l, 

Eutr. 9, 9 ed a. 

actUOSc, avv., con azione fervida, ap- 
passionata; con passione, appassionatamente, 

non act. , senza passione , Cic. de or. 3, 
102: da 
actìiósus, a, um Cactus), I) pieno di moto 

e di vita, potente, Cic. or. 125. II) (col 
compar.) pieno di operosità, operoso, attivo 

(contr. nihil agens), virtus, Cic: vita, Sen. 

act US, US, m. (actus), il mettere in moto, 
lo spingere, I) in gen. : a) attivo = il con- 
durre il bestiame, Cic: quindi meton. (t. t. 
giurid}, diritto di far passare per qualche 
luogo bestie da tiro o veicoli, e il luogo o la 



via per cui si passa, passaggio, Cic b) pas- 
sivo, moto, rivolgimento, Verg. Il) partici 
A) il moto di chi espone, a) dell'oratore, il 
porgere (V. actio), Quint. b) degli attori, dei 
mimi, azione, moto, gesto, Liv., quindi meton., 
a) rappresentazione di una commedia, ecc., o di 
una parte di essa, Liv.: e p) atto di una com- 
media, ecc., in quocumque actu, Cic: e trasl., 
extremus actus aetatis, Cic. B) il moto di chi 
opera, operosità, atto, faccenda, 1) in gen.: in 
actu mori, esser operoso sino alla morte, Sen.: 
in ceteris vitae actibus, Quint 2) partic: 
a) actus rerum o forensis o sempì, actus, af- 
fari forensi, Quint. b) meton: oc) azione com- 
piuta, fatto, Traj. in Plin. ep. 10, 97 (98), 1. 
P) occupazione, ufficio, Traj. in Plin. ep. 10, 
28 (37). 

actiitum, avv., subito, immediatamente, 
Cic ed a. 

acùla, V. aquula. 

acùleatìis, a, um (aculeus), munito di 

pungiglione, di aculeo, trasl. : a) acuto, pun- 
gente, mordente, litterae, CÌC b) sottile, acuto, 
sophisma, Cic 

acìilctis, i, m. (dimin. di acus), aculeo, 
punta, I) propr.: a) di metallo, punta di armi 
da getto, sagittae aut glandis, Liv. b) di ani- 
mali, pungiglione, apìs, CÌC IIJ trasl., partic 
al plur., 1) aculeo, il pungente, partic : a) acu- 
tezza di conclusioni logiche e del giudizio, 
Cic b) di severo procedere, rigore, severitatis, 

CÌC: e della capacità di danneggiare, aculeo 

amisso. Liv.: cfr. aculeo jam emisso, Cic. e) dì 
mordacità, punta del discorso, oc) riguardo 
all'impressione, spina, aculeos relinquere in 

animis, CÌC (3) detto pungente, puntura, aculei 

orationis, Cic: fuerunt nonnulli aculei in C. 
Caesarem, stoccate, frecciate, frizzi, ecc., Cic. 
d) spina del dolore, sollicitudinum aculei, Cic 
2) cosa commovente, impellente (come stimu- 

lus), spina, sprone, stimolo, CÌC 

àicuuicn,minis, n (acuo), punta, I) propr.: 
scorpii, pungiglione, Cic. poet. : stili (dello 
stilo), Cic: auspicium ex acuminibus, dalle 
punte luccicanti (delle lande), Cic. Il) trasl , 

acutezza dello spirito, a) acume, acutezza, fine 
intelligenza, finezza, ingenii, CÌC : aCUmeu 
tuum, CÌC : plur., Hor. b) spirito, acutezza, 
Cic. de or. 2, 244. e) acutezza, sottigliezza, scal- 
trezza, alsing. e plur., Cic : quindi meretricis 
acumina, arti furbesche, Hor. 

acuo, aVui,acutum, ere, acuire, appuntare, 

rendere aguzzo, aguzzare, (contr. obtundere, 

retundere). I) propr.: serrani, Cic: sagittas 
cote, Hor. IIJ trasl.: a) aguzzare, come 1. 1. 
gramm., svllabam, pronunciarla con tono più 
acuto o più chiaro, accentuare (contr. gravem 

ponere, iuflectere\ Quint. b) addestrare, acuire, 
esercitare, affinare, liDgUam exercitatione di- 

cendi, rendere sciolta, Cic : ingenium, Cic. : 
illos aetas acuet, li renderà assennati, Ter.: 
se ad exagitandam legationem, Cic. e) quasi 
aguzzare = dar V ultima mano, aliquo modo 

acuì et COlTigi posse, Cic. d) render acuto,accre- 
scere una condizione; animare, infiammare, ec- 
citare una passione, industriam, Cornif. rhet.: 
curam, Liv.: alci metum, Verg.: iram hosti, 
LÌV.: iras militum, LÌV. e) spronare, eccitare, 



33 



acupenser 



ad 



34 



animare, spingere quale, ad affetti vivi, pas- 
sioni, sensazioni, sentimenti, ecc., alqm, Cic: 
alqm ad alqd (p. es. ad aemulandas virtutes, 
ad crudelitatem), Cic. 

acu|)cnscr, scris, m. (acus e pesna = 
penna), pesce molto pregiati) dagli antichi, 
probab. storione, Cic. ed a. 

acìis, ùs, f. (dalla radice AC, donde acuo, 
acies, acer ed a.), ago da cucire e da ricamare, 
Cic: acu pingere, ricamare, Verg.: per tener 
insieme i capelli, spillone, forcina, Quint. 

acute, avv. con comp. e superi, (acutus), 
acutamente, trasl., I) coi sensi, cernere, Lucr.: 
di suono, ecc. (contr. graviter, basso), sonare, 

Cic. II) colla mente, acutamente, con acume, 
con ingegno, con ispirilo, e silìl. CÌC. 

aciìtulllS, a, um (dimin. di acutus), medio- 
cremente acuto; alquanto, piuttosto acuto; fine, 

spiritoso, conclusiones, Cic. de nat. deor. 3, 18. 

àciitus, a, um, part. agg. con compar. e 

superi, (da acuo), acuto, aguzzo, appuntato, 

quindi affilato, tagliente (contr. hebes, retusus 
obtusus e sim.), I) propr., sia di oggetto ap- 
puntato ad arte, sudes, Caes.: cuspis, Verg.: 

O per natura : appuntato, terminante u punta, 

angoloso, cornuto e simili, cornua lunae, Cic. 
fi\: pinus, dalle foglie aguzze, Ov. II) trasl.: 
A) acuto per tutti i sensi e pel corpo in gen., 
1) pei singoli sensi, a) per V udito = avuto, 

chiaro, stridente, quindi di suono acuto (conti'. 

gravis, grave, basso), sonus, Cic. : vox, Hor.: 

come t. t. gramm., accentuato, con accento acuto 

(contr. gravis), syllaba, Quint. b) al tatto, 

acuto, tagliente, pungente, penetrante, gelll, sol, 

Hor. 2) che influisce su tutto il corpo, come 
t. t. medico = acuto (contr. longus, vetustus, 
cronico), morbus, febris, Cels.: poet., acuta 
"belli, duri casi, rischi della guerra, Hor. B) 
di acutezza, acume della mente, a) del senso 
interiore, nares, nasi delicati, aguzzi; criti- 
coni, Hor.: cernis acutum, hai vista acuta 
(pei difetti altrui), Hor. b) di pers. e condiz. 

riferentisi a persona, di ingegno acuto, spi- 
ritoso, ingegnoso, fine, profondo, acuto, furbo, 
astuto (contr. retusus, hebes), a) generic: in- 
genia, Cic. : homo, Cic: acutus ad fraudem, 
imbroglione esperto, Nep.: motus aniinorum 
ad exeogitandum acuti, Cic: studia, che ri- 
chiedono acume d'ingegno, Cic p) come 1. 1. 

ret., acuto, profondo, semplice ed efficace, Ol'a- 

tor, Cic: sententiae, Cic 

ad (are. ar) prep. colVa.cc, a, ad, verso 
(contr. in colVa.cc), I) di luogo : A) propr.: 
1) per indicare la direzione nel moto e nel- 
l'estensione ; a) nel moto, a, verso, presso, vi- 
cino, proficisci ad Capuani, Cic: ad Syphacem, 
Liv.: venire ad Cu. Pompeji castra, Cic, ad 
alqm, da ale, Cic, sopra quale., Caes.: ducere 
cohortes ad alqm locum. Caes.: ducere legiones 
ad hostem, contro il nemico, Liv.: mittere le- 
gatos ad alqm, Caes.: mittere librum ad alqm, 
mandare, dedicare, Cic: quindi ellittic, libri 
ad Rhodios (se. missi), ai Rodissi, Nep.: e nelle 
dediche in capo ai libri, M. T. Ciceronis ad 
M. Brutum oratjr e sim.: col genit. dei nomi 
degli Dei, sottintendendo aedem, p. es. ad 
Dianae (se. aedem) venire, Ter.: nel linguag- 
gio famigliare, partic. con pron. pers., per 
indicare la casa, V abitazione e sim., ad me, 



da me = a casa mia (chez moi), Cic. ed a. 
b) in estensione, fino a, a, ad, a Salonis ad 
Oricum, Caes.: con usque, p. es. dona usque 
ad Numantiam misit ex Asia, Cic. 

2) per indicare la vicinanza, la direzione, 
nello stato = a) presso, vicino, a, sedere ad 
latus alejs, jacère ad pedes alcjs, Cic: villa, 
quae est ad Baulos, Cic: pugna ad Trebiam, 
Liv.: adesse ad portarci, Cic: esse ad dextram, 
Cic: esse ad man uni (V. manus), Cic: partic. 
esse ad urbem, detto dei magistrati romani, 
che viaggiavano con seguito, investiti di co- 
mando militare e stabilivano il loro sog- 
giorno in questo od in quel luogo, Cic: e 
esse ovv. remanere ad urbem, esse ad portas, 
dei generali muniti del comando supremo, 
che si trattenevano davanti a Homa, ma non 
erano autorizzati ad entrare in città, Cic: 
esse ad alqm, in casa di quale, (come visita- 
tore), Cic: e spesso ad alqm = presso, davanti 
ad ale, per indicare la persona sotto la cui 
direzione, colla cui compartecipazione, da- 
vanti a cui si svolge q.c, ad judicem agere, 
Cic: ad tibicinem hostias immolare, colVac- 
compagnamento del flauto, Cic: così pure ad 
alqd, presso a q.c, per indicare V oggetto, sotto 
Vin flusso del quale accade q.c, ad vinum, 
ad lumina, ad tibiam, Cic. b) a = in, ad 
forum, Ter.: ad villani, Cic: ad aedem Felici- 
tatis, Cic: e così ellitt., ad Castoris (se. ae- 
dem). Cic: e per indicare il luogo, ad capita 
bubula, al luogo detto, ecc., Suet. 

B) trasl.: 1) della direzione nel moto, neh 
V estensione : a) della direzione nel moto : a) 
generic., coi verbi che significano muovere, 
eccitare, spingere e sim., come movere, indu- 
cere, impellere, hortari, invitare, ed a. (V.). 
P) per indicare desiderio, inclinazione, coi 
sostant. cupiditas, aviditas, alacritas, ed a. 
(V.): cogli agg. avidus, propensus, intensus, 
acer, ed a. (V.): con verbi, summa conten- 
tione ad officia certare, Piane in Cic y) P er 
indicare il termine, lo scopo, il fine, a, per, 
con sostant. (partic. ad col gerundio od il 
gerundivo), mentis ad omnia (a, per tutto) 
caecitas, Cic: adjutorem esse ad injuriam, 
Cic: occasionem ad rem gerendam fore, Cic: 
con agg., come natus, factus, doctus, idoneus, 
utilis, ed a. (V.); dopo i verbi adjuvare, con- 
ferre, facere, conficere, esse (servire) ed a. 
( V.): parim. dopo decernere, deligere ed a. 
(V.J: quid ad rem? che cosa ha a che fare? 
Cic: quid ad me ? come mi riguarda ? che 
me ne importa? Cic: quindi oca) con rimedii, 
partic. farmachi, per, contro a, quae sint ani- 
madversa a medicis... radicum genera ad mor- 
sus bestiarum, ad oculorum morbos, ecc., Cic: 
quindi anche in questo caso dopo verbi come 
esse (essere = servire), valere, posse, proficere 
ed a. (V.). $$)per indicare V ufficio a cui si 
destina quale, o q.c, servos ad remum dare, 
Liv.: argentum ad vescendum factum, posate 
d'argento, servizio (da tavola) d 1 argento, Liv. 
ò) per indicare la relazione tra una cosa ed 

Un'altra, aa) riguardo a, rispetto a, di fronte 

a, con sost., erant huic studio maxima expo- 
sita praemia vel ad gratiam vel ad opes vel ad 
dignitatem, Cic: nomina ad aliquid, relativi, 
Quint.: con agg., insignes ad laudem viri, Cic: 



Georges-Calo righi, Dizionario latino-italiano. 



35 



adactio 



adaquor 



36 



tutus ad ictus, Liv. : vir ad cetera egregi us, 

LÌV. PP) in relazione a, in confronto a, ri- 
spetto a, di fronte a, quid ad primUlìl C013SU- 

latum secundus? Liv.: virum... nihil ad Per- 
sium, Cic. : e di relazione aritmetica, a, 
ut unum ad decera, sic decem ad centum, 
Quint. b) di estensione ed aumento, fino a, 
a) generic: virgis ad necem caedi, Cic: ad 
extremum, ad ultimum, fino all'estremo, al- 
V ultimo = net più alto grado, Liv.: ed ad 
ultimum, air estremo = « quando giunge al- 
l'estremo », Curt.: ad summam, al totale = 
in tutto, in genere, Cic. (3) nelle determin. di 
quantità; scrobem ad medium compiere, Liv : 
ad plenum, Hot. y) nel computo dei numeri, 
dei denari, oca) per indicare il giungere fino 
ad un dato numero e sim., fino a, a, ad assem 
perdere, Hor.: ad nummum convenit, Cic: ad 
unum (unam) omnes, tutti fino ad uno, cioè 
fino all'ultimo, Cic ed a.: ed anche sempl. 
ad unum, Cic: ad impuberes, fino agli impu- 
beri; compresi, ecc., Caes. $$)per indicare 
T avvicinarsi, la vicinanza, prossimità ad 
un dato numero, circa, pressapoco, (fuimus) 
omnino ad ducentos, Cic: cum annos ad L 
natus esset, Cic: quindi anche avv v occisis 
ad hominum milibus quattuor, Caes. 

2) di porre appresso, venir presso, diogg.: 

a) per indicare ciò che si avvicina ad alcun- 
ché, si aggiunge a o presso q.c, a, presso, vi- 
cino, oltre, quod ad jus civile pontificium ap- 
petatis, Cic: hoc unum ad pristinam fortunam 
defuit, Caes.: nisi quid vis ovv. vultis ad haec, 
Cic: quindi ad hoc, ad haec, oltracciò, inoltre 
(arrogi), Sali., Liv. ed a.: ad id quod, oltre 
quello che, Liv.: ad omnia, ad cetera, Liv. 

b) per indicare la ragione ed il seguito, la 
conseguenza, a, sopra, in seguito a, respondere 
ad alqd, Cic: ad famam belli novas legiones 
scribere, Liv.: ad spera diuturnitatis, Cic. e) 
per indicare la norma, la regola secondo cui 
avviene q.c, secondo, conforme a {contr. con- 
tra) ad perpendiculura, ad istorum normam, 
Cic: agere ad praescriptum, Caes.: ad hunc 
modum, in questo modo, Cic: ad teiupus, a 
tempo, secondo le circostanze, Cic (cfr. sotto 
al n° II, 1, b, e n° II, 2, a): ad verbum, alla 
lettera (p. es. ediscere), Cic 

II) di tempo: 1) per indicare l'estensione 
fino ad un dato punto del tempo : a) avuto 
riguardo al tempo passato fra i due mo- 
menti estremi, fino a, ab consulatu ejus usque 
ad extremum tempus, Nep.: ab hora octava 
ad vespertini, Cic: ab condita urbe ad libera- 
tam, Cic: usque ad hanc aetatem, Cic: ad 
summam seneetutem, Cic: ad vesperum, Cic: 
ad id tempus, Caes. ed a., così pure ad id 
locorum, fin qui, Sali, e così sempl. ad id, ad 
hoc, Liv.: ad eum finem, dam, ecc., Cic: quetn 
ad finem ? fino a qual punto, fino a quando? 
Cic. b) riguardo alla durata del tempo, per, 
circa, ad exiguuiu tempus, Cic: ad annos DC, 
Cic: ad tempus, per un tempo, durante un 
certo t., Cic. 

2) per indicare l'entrare in un punto o 
dietro un punto del tempo, a) a, in, alqm ad 
mensera Januarium exspectare, Cic: te Lao- 
diceae fore ad meum ad ventura, al mio ar- 
rido, Cic: ad lucem, al mattino, di mattina, 



, Cic.^ad vesperum, Cic: ad diem dictam, Cic: 

1 ad diem, al giorno, al giorno stabilito, Cic: 

ad tempus, a tempo debito, Cic: ad extremum, 

infine, finalmente, Cic. b) dopo, fra, ad aiinum 

tribuni! ra pi. fore, Cic: ad annos decem, Cic. 

» tinello, Ouis, f. (adigO 1 , lo spingere, il 

costringere a q.c, jurisjurandi, prestazione di 

giuramento, Liv. 22, 38, 5. 

udaclfis, US, m. (adigo), ravvicinare a, 

dentis adactus (plur.), i morsi, Lucr. 5, 1328. 

ml-aequé, avv., egualmente, parimente, 

anche seguito da ut (come, che), Liv. 4, 43, 
5 (dubbio). 

atl-ae<|UO, avi, àtum, are, adeguare, ugua- 
gliare, I) propr.: moles moenibus, Caes.: de- 
vastando, tecta solo, radere, Liv. Zi) trasl.: 

A) uguagliare, pareggiare, confrontare, CUU1 

virtute fortunam, Cic: se virtute nostris, 
Caes.: alqm sibi, Tac: formam, aetatem, ge- 
nus mortis magni Alexa ndri fatis, uguagliare 
paragonando, Tac ann. 2, 73 : alci rei vix 
quidquam adacquare posse, potere a mala, 
pena paragonare q.c. di ugualmente grande r 

LÌV. 1, 56, 2. B) uguagliare, raggiungere ugua- 
gliando, altitudiaem muri, Caes.: alqm gratia 
apud Cae^arem, Caes.: deorum vitam, Cic: 
senatorum urna copiose absolvit, equitum 
ad;;equavit (diede un ugual numero di voti 
di condanna e di assoluz.), Cic. 

adagili 111, li, n., adagio, proverbio, GelL 

l.praef.§19. 
adainaiiious, a, ura (adamas), duro come 

l'acciaio, il ferro; infrangibile, nares, Ov. met, 

7, 104. 
ariamanlTiius, a, um (àSajiàvTivos da 

àSàjj.ag), di acciaio, duro come acciaio, come 
ferro; infrangibile, saxa, Lucr.: tunica, Hor. 

ariani;!», antis, acc. anta, cornuti, m. 
(à5ajxa£), propr. l'indomabile, quindi 

I) il ferro più duro, acciaio, nei poeti generic, 
per metallo duro, minerale saldo, ferrei ceppi, 

Verg. e Ov. — Quindi nei poeti come emble- 
ma di un cuor duro, insensibile, inflessibile, 
lacrimis, voce sua adamanta (i sassi, un cuor 
di macigno) movere, Ov. II) diamante, Plim 

ari-amo, avi, atum, Ere, invaghirsi, inna- 
morarsi, a) amar molto, di amore puro, quale. 
o q.c, alqm, alqd, Cic. b) amare quale di 
amore sensuale, Ov. e Suet. 

iiri-ajK'rio, pcYiii, pertum, Ire, aprire, I) 
come contr. ad operire, velare = scoprire 
una COSa coperta, denudare, render visibile, 
quae velanda sunt, Liv.: caput (come saluto), 
Sem: caput alci (davanti a quale), Val. Max. 

II) come contr. a claudere = aprire una cosa 
chiusa, disserrare, a) propr.: fores portae, 
Liv.: os, Ov. b) trasl.: ad criminationem invi- 
dorurn aures regis, Curt. 

adagiertllis, e (adaperio), che si pu» 

aprire, Ov. trist. 3, 11, 45. 

ari-apio (avi), àtum, are, adattare, galeri- 
culura capiti, Suet.: essedum, disporre accon- 
ciamente, aggiustare, Suet. 

adàquo, are (ad e aqua), condtirre aWab- 

beveratoio, abbeverare; pass, adaquari, andare 

all'abbeveratolo, del bestiame, Suet. Galb. 7. 

atl-aqiior, atus sum, ari, attingere, pren- 
der acqua, Caes. ed a. 



37 



adauctus 



adduco 



adlHK'tììs, US, m. (adtlUgeo), aumento, ac- 
cresci mento, Luci". 2, 1122. 

ad-aiageo, ausi, auctum, ère, aumentare 

ancora, accrescere, bonum, Cic: causam (contr. 

deprimere), Cornif. rhet. 

ad-Jill^esi'O, ere, aumentale, crescere, au- 
mentarsi, Lucide Cic. poèt. 

ad-bìllO, Dlbi, ere, bere, beversi, prendersi 

bevendo, a) propr.: plus paulo, Ter. b) trasl.: 

imprimersi nel cuore, vei'ba pui'O pectore, Hor. 

ade... tutti i vocaboli che cominciano 
così, sì cerchino sotto acc... 

ad- decel, conviene, si addice, seguito dal- 
rinfin., Sen. ed a. 

ad -dt' Il se», ère, addensare, rendere ancor 

più denso, serrato, acies addensent, Verg. Aeu. 
10,432. 

ad-dìCO, dixi, dictum, ere, permettere, ag- 
giudicare, I) come t. t. del linguaggio augu- 
rale, permettere q.C. = notare q.C. come faco- 
t evale, detto dfgli uccelli fatidici (col loro 
volo, ecc.) e degli auspizi; comun. assol, 
mostrarsi propizio, con o senza dat. pers. 
(contr. abdicere), Liv. II) aggiudicare, asse- 
gnare, a) COine giudice, aggiudicare, assegnare, 

a quale, come proprio (partic. del pretore, 
le cui tre azioni sono do, dico, addico), alci 
bona, Cic: liberum corpus in servitutem, Liv.: 
alqm arbitrum, assegnare quale, come arbitro, 
Sen. (quindi fògurat, certis quibusdam senten- 
tiis quasi addictum et consecratum esse, essere 
legato come mediante la sentenza di un giu- 
dice o un vincolo religioso, Cic.) : partic, asse- 
gnare, aggiudicare, come proprio a quale, un 
debitore insolubile, alqm alci, Cic. (quindi ad- 
dictus, il debitore aggiudicato quale schiavo 
al creditore, schiavo per debiti, Liv.: e figu- 
rai, nullius addictus jurare in verba magistri, 
non legato [come uno schiavo per debiti] a 
giurare, ecc., Hor.); e generic. dichiarare, 

condannare quale. COme debitore ver SO UfW, 

addictus erat Ubi? Cic: cupiditati petulan- 
tiaeque addici, debba sottostare alla, ecc., 
Cic b) aggiudicare, di chi mette alVasta 
(partic. i beni dei debitori) o affìtta a chi 
offre di più e di chi dà a cottimo, in ap- 
palto le costruzioni a chi domanda meno, 
fundum alci, Cic: opus HS IDLX milibus, 
Cic: quindi add. alci alqd nummo sestertio 
o sempl. nummo, dare, donare per il mi- 
nimo prezzo, Cic: e come venditore in ge- 
nere, aggiudicare, cedere in vendita, vendere, 

aedes, Cic: regna pecunia, Cic. e) aggiudicare 

Come proprio, a) generic, dare in proprietà, 
in preda f consacrate, cedere, abbandonare, alcjs 

bona in publicum, confiscare, Cic: alqm libi- 
dini alcjs, Cic: alqm morti, Cic: partic. se alci, 

darsi completamente a quale, consacrarsi, di- 
ventar suo aderente fin senso cattivo = farsi 
schiavo), se senatui, Cic: quindi alci ad- 
dictus, obbligato, dedito, saggi tto (o schiavo) a 
quale, Cic P) ascrivere, attribuire UllOSCl'ittO, 

orationes alcjs nomini, Quint. 10, 1, 70. 

addictlO, Ònis, f. (addico), aggiudicazione, 

rassegnare come proprietà, honorum, Cic I. 
Verr. 12. 

ad-di$eO, elidici, ere, I) apprendere inol- 
tre, imparare ancora, alqd, Cic II) appren- 
dete, appropriarsi imparando, Cic. 



addila in e ti tinti, i, n. (addo), aggiunta, 

appendice, trasl., Cic e Sen. 

ad- do, dldì", dltum, ere, I) dare, recare, 

mettere, porre in un luogo quale o q.c. (contr. 
demere, adimere), a) propr.: a) e. inan.: epi- 
stulas in fasciculum, Cic: album in vestimen- 
tum, mettere sopra, ecc., Liv.: soleam pedi, 
Ov. : alci calcar o calcarla, spronare quale, 
(figurai.), Hor. e Plin. ep. p) una pers. = 

associare, aggiungere, dare, alci COmitem, 

Verg.: alci custodem, Tac: his copiis rector 
(come comand.) additus Annius Gallus, Tac: 
Teucris addita Juno, aggiuntaper loro danno, 

COme persecutrice, Verg. b) trasl., dare, ag- 
giungere, ispirare, fidem contioni, Liv.: alci 
animum , Cic. II) aggiungere aumentando, 
accrescere (contr. demere, Ji dimere, detra- 
here), a) prò/ r.: a) generic. : unum gra- 
nuni, Cic: addere gradum, raddoppiare, stu- 
diare il passo, Liv.: addere in spatia, far giri 
su giri, Verg. : ad quattuor priores quintam 
decuriam, Suet. (3) in iscritto, aggiungere or- 
dinando, apporre come appendice, in oratio- 

nem quaedam, Cic: multas res novas in edi- 
ctum, Nep.: in sententiam suam uti, ecc., 
aggiungere alla proposta che, ecc., Sali. 

Y) aggiungere, dar di più, COììie offerta, NoV. 

coni. fr. in Cicer. de or. 2, 250. 5) come 
t. t. di aritmetica = sommare, addizionare 
(contr. deducere, sottrarre), Cic de off. 1, 59. 
b) trasl.: a) generic: paulum alci aliquid, 
sorpassare di un poco, Cic (e così cui nihil 
addi potest, insuperabile, Cic) : ad iter cir- 
cuitum, Caes.: historiae majorem sonum, Cic: 
operi nocteii), valersi anche della notte per 
il lavoro, Verg.: alqm Trojae periturae, coin- 
volgere nella rovina di Troia, Verg. p) ag- 
giungere un tempo come termine, concedere 
ancora, paucos dies ad rem publicam geren- 
dain, Cic: addito tempore, col tempo, Tac. 

Y) aggiungere, apporre ad lina COStt detta, pro- 
seguire con q.c, verbum non amplius addam, 
Hor.: ad hoc maledicta alia, Sali.: addunt 
etiam de Sabini morte, Caes.: quo ego non pos- 
sim qua de re agitur addere, Cic: adde- 
bat se audisse, Ter.: seg.da ut e ti cong., Caes.: 
quindi addito, coli 'aggiunta, Tac: amplitudo, 
addo etiam utilitatem, e, di più, anche Vuti- 
lità, Cic: così partic acide o adde huc col- 
Tacc, aggiungi, arrogi, adde ductus aquarum, 
Cic: adde huc unguentarios, Cic: adde quod 
o adde huc quod, Liv. e As. Poli, in Cic. ep. 

ad-doeeo, ère, insegnare (ancora), artes, 
Hor. ep. 1, 5, 18. ^ 

addormisco, ere (incoat. di *addormio), 

dormire un poco, fare un sonnellino, Suet. CI. 8. 

ad-dubito, avi, atum, are, esser propenso 

a dubitare, nutrire alcuni dubbi, avere alcuni 

scrupoli, indugiare, assol., Cic: de o in alqa 
re o seguito da num, an, utrum, Cic: con 
acc. generale, illud addubito, utrum... an, 
Nep.: res addubitata, indugiata, Cic 

ad-dueo, duxi, ductum, ere, I) tirare q.c. 

vicino, trarre a sé, dietro a sé, a) generic: ra- 

mulum (contr. remittere, lasciare andare), 
Ov.: securim, levar in alto, Ov.: pedem, al- 
zare p. • camminare, Ov. b) partic: a)fcw« 

tendendo fortemente, tendere (contr. remittere), 

funes,Caes.: ballistas vehementius, Cic. P) con- 



;o 



adductius 



adeps 



40 



trarre, raggrinzare, cutem, Ov.: frontem, cor- 
rugare (cupamente) la fronte (per affanno, 
tristezza; contr. remittere frontem), Sen. II) 
prendere quale, seco [come dux) per andare 

in Un luogo O preSSO quale, condurre, tras- 
portare, condur seco, accompagnare {contr. ab- 

ducere), A) propr.: a) ess. anim.: alqm secum, 
Cic: exercitum subsidio alci, Nep.: ad aegros 
medicum, Cic: alqm in jus o in judicium o 
sempl. alqm, trarre in giudizio, Cic: alci 
pueros venales ex Gallia, condurre, Cic P) ogg. 
inan.: aurum secum, Liv.: partic. guidare, 
condurre un corso d'acqua, un acquedotto, 
aquam, Cic B)trasl.: a) generic: introdurre, 
trasportare, philosophiam in corpus eloquen- 
tiae, Quint. h) partic: a) recare in un dato 
sito, porre in una condizione, alqm in sermo- 
nem, in invidiam, rendere oggetto di, ecc., 
Cic: alqm in suspicionem alci, Nep.: res in 
extremum discrimen, Cic: est res jam in eum 
locum adducta, ut, ecc ., è giunta a tal punto, 

che, ecc., Cic (3) condurre, portare, muovere, 
spingere, indurre, destinare quale, ad un'a- 
zione, determinazione, disposizione d'animo, 
alqm ad iracundiam, Cic: in consuetudinem, 
Caes.: o ad consuetudinem, Cic: adduci ad 
suspicandum, Cic: non facile adduci ad cre- 
dendum, Nep.: adducis me, ut tibi assentiar, 
Cic: adductus sum officio, ut, ecc., Cic: ad- 
ductus Bruti precibus, dalle preghiere di Br., 
Cic: adductus mercedula, per una meschina 
ricompensa, Cic: partic. indurre alcuno a 
credere, compiut. alqm adducere ut existimet, 
seg. daira.ee. e Z'infin., Cic: e non possum ad- 
duci, ut putem, o non adducor ut putem, seg. 
dalVa.cc. e Z'infin., Cic, e sempl. adducor, seg. 
dalVa.cc. e Z'infin., Cic: e non ovv. vix posse 
adduci, ut, ecc., Cic: e affatto assol., adducor 
igitur et propemodum assentior, Cic y) appor- 
tare uno stato, una condizione, febres, Hor. 
adductius, avv. compar. (adductus), piti 
aspramente, severamente, Tac hìst. 3, 7 e 

Germ. 43. 

adductus, a, um, part. agg. col compar. 
{da adduco), a) ristretto, angusto, stretto (Africa) 
ex spatio paulatim adductior, Mela: trasl., 
di oratore, pressior et circumscriptior et ad- 
ductior, più breve, più conciso, più serrato 

(nell'espressione), Plin. ep. b) corrugato, in- 
crespato {clella fronte, ecc., come segno di se- 
rietà, ecc.), adducto fere vultu, Suet.: trasl., 
della pers. Stessa, rigido, severo, Tac. 

ad-cdo, Òdi, esum, ere, I) divorare, ad- 
dentare, rodere, jecur, Cic: di sogg. inan., 
alqm, abbruciare (del fuoco), Ov. scopulus 
adesus aquis, corroso, Ov.: adesi lapides, levi- 
gati dall'acqua, lisci, Hor. II) trasl., consu- 
mare in parte, distruggere, rovinare le sostanze, 

peciniam, Cic: bona, Tac 

.4delplii ovv. alla greca JLdclpìioc, 

òrum, m. (àòzXyol), i Fratelli, gli Adetfi, com- 
media di Terenzio. 

adempito (ademtio, ònis, f. (adimo), il 
togliere, privare, civitatis, Cic: provinciae, Ter. 

1. sideo, aw. (ad e eo, il dat. arcaico di 

ÌS, id), fino al jmnto, al segno, I) propr.: 

A) di luogo, nell'espressione figurata, adeo 
res rediit, la cosa giunse al punto (peggio- 
rando), Ter. B) di tempo, finche {rafforzato 



con usque e seg. da dum, donec, quoad), 
Ter. e Cic. II) trasl. , rispetto al grado: 
a) per uguagliare due cose nel paragone, 

Seg. da Ut O quasi = nello stesso grado (mi- 
sura).., in cui o che, Comici, b) per rin- 
forzare il concetto nel paragone = così, 
tanto, in unione con verbi, agg., sost. ed avv., 
e seg. da ut o (quando precede una negaz.) 
da quin e il cong., Cic. ed a.: adeo non 
o adeo nihil, ut, ecc., così punto, così poco, 
che, ecc., Liv.: e rafforzando il concetto, af- 
fatto, così, tanto, Ter. e Verg. e) generic, per 
accrescere il già detto con qualcosa di più 

grande, inaspettato, ansi, di più, persino, ma 

quel che è più, ducem hostium intra moenia 
atque adeo in senatu videmus,Cic d) posposto 
come enclitico ad una parola, per far spic- 
care con speciale importanza una cosa o la 

sua proprietà = appunto, addirittura, affatto, 

massimamente, con verbi sost., agg., Comici 
e Verg.: con avv., Comici e Cic: con pronomi, 
partic. spesso id adeo, p. es. id adeo, si pla- 
cet, considerate, Cic: dopo le cong. condiz. 
si, nisi e sim., se mai, se poi, Comici : colle 
cong. sive, aut, vel, oppure, o piuttosto, anche 
soltanto, Comici e Cic: con atque, e piuttosto, 
e più giustamente, e meglio, Cic e) per conva- 
lidare il già detto (e sempre nel principio 
della prop.), tanto, così, talmente, adeo prope 
omnis senatus Hannibalis fuit, Liv. f) adeo 
non, rinforzando dopo una negazione, tanto 
poco, così poco, Tac: partic. dopo ne... qui- 
dem, Veli.: eziandio adeo (senza non) dopo 
ne... quidem e quoque, tanto più, Tac. 

2. àd-eo, li (rar. ivi), ìtum, Ire, andare, 
venire a o verso q.c. o quale, (contr. abire, fu- 
gere), I) propr.: a) in gen.: ad fundum, ad 
me, Cic: ilio (là), Caes.: Eomam atque in con- 
ventum, Cic: curiam, entrare, Liv.: epulas, 
prender parte, Ov.: quindi adiri, di luoghi = 
essere accessibile, Liv. h) partic: oc) come 1. 1. 
giudiz., adire ad praetorem in jus o sempl. 
adire in jus, andare in giudizio, Cic: e così 

ad Caesarem in JUS, Caes. p) visitare, percor- 
rere (praticare) un luogo, ecc., Lycias urbes, 
Ov.: hiberna, Tac: eas quoque nationes, Caes. 
Y) ricorrere per consiglio, diritto o aiuto a 
quale, rivolgersi a quale o a q.c, alqm de 
filia, Ter.: praetorem, Cic: alqm scripto, Tac: 
quindi interrogare per conoscere il futuro, 
quale o un oracolo, magos, Cic: libros Si- 
byllinos, Liv.: e avvicinarsi pregando, suppli- 
care, mille domos, Ov.: e accostarsi pregando 
a un dio, ad un tempio, venerantem deos, 
Cic: aras, Cic. 6) andar verso una pers. o un 

luogo con intenzione ostile, assalire, azzuf- 
farsi, oppida, Sali.: virum, Verg. II) trasl.: 
a) andare ad un negozio, accedere, intrapren- 
dere q.c, ad causas, Cic: ad rem publicam, 

Cic b) non sottrarsi; sottoporsi, sobbarcarsi ad 

una sorte, ad una condizione, ad pericuium, 
Caes.: o sempl. pericuium, Cic: inimicitias, 
Cic e) come 1. 1. giuridico, adire heredita- 
tem, venire in possesso di una eredità, Cic. 
adeps, dtpis, e, adipe, grasso <he si trova 
nella cavità dell'addome e specialm. nella 
membrana perciò detta adiposa,^ arr.: meton., 
Cassii adipes, la pancia di C, Cic. Cat. 3, 16 : 
trasl., Vampoiioso nel discorso, Quint. 2, 10, 6. 



41 



adeptio 



adirne 



42 



adeptlO, ÒDÌS, f. (adipiscor), acqtu'sto, con- 
seguimento, boni (contr. depulsio mali), Cic: 
comraodi (contr. vitatio incommodi), Cic. 

ad-equilo, avi, àtum, are, I) cavalcare 

verso, correre a cavallo verso, ecc., ad nostros, 

Caes.: in dextrum cornu ad suos, Liv.: col 
dat., portis, Liv.: per armatos, Curt.: ab suis, 

LÌV.: assol., Liv. II) cavalcare accanto, circa, 

juxta, Suet. 

adi*. . . tutti i vocaboli che cominciano 
così, si cerchino sotto aff . . . 

adjt . . . tutti i vocaboli che cominciano 
così, si cerchino sotto agg . . . 

ad-liaereo, haesi, haesum, ère, aderire, 

stare attaccato (fortemente) a q.C, I) propr.: 
saxis (dat.), Liv.: in corpore, Ov. IT) trasl.: 

a) rispetto al luogo ed al tempo, unirai a q.c, 

toccare, confinare, assol., Tac.: COÌ dat. loci, 

Ter.: coll'acc, Cic. poèt.: tempus adhaerens, 
immediatamente susseguente, Quint. b) ade- 
rire fortemente, star vicino aduna pers. COSa, 
non distaccarsi mai da una pers. o cosa, a) di 
pers., da una persona (come compagno co- 
stante, ecc.), lateri adhaerere gravem domi- 
num, stare ai fianchi, Liv.: ad un luogo, 
stativis castris (dat.), Ter.: ad una condizione, 
nulli fortunae adhaerebat animus, adatta?*si, 
Liv. b) di e. inan. : cui Canis cognomen 
adhaeret, è applicato per sempre, Hor. e) es- 
sere attaccato a q.c come appendice, sum- 
musque in margine versus adhaesit, era at- 
taccato, scritto in margine (per mancanza di 

Spazio), Ov.: quindi di pers., formare un'ttg- 

giunta, entrare in q.c, te vix . . . extremum 
adhaesisse, esser riuscito per miracolo, Cic. 
ìid-haereseo, haesi, haesum, ere, rima- 
nere attaccato, confitto, aderire, stare attaccato, 
I) propr.: gravis lateri craterae limus adhae- 
sit, Hor.: e fig., tamquam in quodam incili 
jam omnia adhaeserunt, rimasero stagnate, 
arenate, Cael. in Cic. ep.: di armi, tizzoni 
scagliati, ad turrim , Caes. cfr. fig.. ratio, 
simul ac emissa est, adhaerescit, aderisce, 
resta impressa (nell'animo), Cic: di navi e 
naufraghi, ad saxa Sirenum, Cic: cfr. fig., 
ad eam (disciplinam) tamquam ad saxum, 
Cic II) trasl.: a) attaccarsi in qualche luogo, 

rimanere attaccato, tenersi fortemente aggrap- 
pato, non cedere, a) di pers. e ogg. personif, 
aduna pers. (come compagno costante, ecc.), 
egressibus, Tac: ad un luogo, nactus hoc 
litus adhaesi, Ov.: si potes in his locis adhae- 
rescere, fermarsi, Cic: ad una condizione, 
ad uno stato, justitiae, non dipartirsi da, ecc. 
(contr. j ustitiam deserere), Cic (3) die inan.: 
ad omnium vestrum studium, riuscire, incon- 
trare, Cic: quae prava sunt fastidiis adhae- 
rescere, lasciar un'impressione cattiva, Cic. 

b) fermarsi, interrompersi, del discorso e del- 
l'' Oratore. Cic 

ad!iae*To, ònis, f. (adhaereo), adesione, 
congiunzione, adhaesiones atomorum inter se, 
Cic de fin. 1, 19. 

ad li a e* ìi*, ùs, m. (adhaereo), adesione, 
aderenza, Lucr. B, 381 e altr. 

adlisheo, labili, hìbitum, ère (ad e habeo), 

porgere, I) in f/en., porgere, rivolgere, collo- 
care, sovrapporre, porre a sopra, ecc., vultum 

ad alqm, Ov., medicas manus ad vulnera, Ov.: 



manus genibus, abbracciar le g. colle m., Ov.: 
e fig., manus vectigalibus, metter le mani nei 
dazi, Cic: vincula captis, Ov.: con aqg. astr., 
adhibere animos et mentes vestras ad etc,Cic. 

II) partic: A) prendere inoltre, aggiungere 

q.c, alqd ad panem (come companatico, 
come soprappni, ecc.), Cic: con ogg. astr., ag 

giungere una COSa ad Un'altra, congiungere, 

unire, alqd ad domesticum morem, Cic: quat- 
tuor initiis quintam naturam, Cic. B) pren- 
dere, adoperare per uno scopo determinato, 
cioè a) adoperare un ogg. (cosa o ess. anim.) 

come m,ezZ0 per quale q.C, valersene, im- 
piegare, usare, far uso, presso quale, o q.c e 
usare, mostrare, dimostrare un modo di pen- 
sare o di operare verso quale, o q.c, odores 
ad deos, ut etc, Cic: orationem ad vulgus, 
Cic: diis preces, Cic: aegro medicinam, Cic: 
j udiri motus, Cic: alci consolationem litteris, 
Cic: alci vim, usare, Cic: alteri calcarla, al- 
teri frenos = con uno gli sproni, colT altro 
le briglie (fig.), Cic: offìcium erga alqm, re- 
verentiam adversus deos, Cic: saevitiam in fa- 
mulos, Cic: plus studii, quam ille, ad dicen- 
dum, Cic: morbis remedia, Cic: modum vitio, 
porre una misura, Cic: memoriam contume- 
liae, ricordarsi di, ecc., Nep.: e con in e Tabi. 
= in q.c, iambum in fabulis, Cic: sermonem 
in poculis, introdurre, Cic: in amicorum pe- 
riculisfidem et diligentiam, Cic: e col sempl. 
acc, studium atque aures (amore e gusto per 
le produzioni poetiche, e un orecchio fine e 

Conoscitore), Cic b) invitare, ammettere una 

pers. per q.c. (per aiuto, soccorso, consiglio,, 
servizio), Dianam ad partus, Cic: alqm ad 
ministevium, Liv.: alqm in auxilium, Justin.: 
partic alqm in o ad consilium, ad delibera- 
tionem, Cic. e Caes.: e così consiliis, Curt.: 
alqm in convivium, Nep.: e così cenae, Suet.: 
quindi spesso sempl. adhibere alqm, prendere 

per aiuto, valersi per aiuto, condurre, prender 
seco, recar seco, far venire, invitare ale. (come 

adiutore, consigliere, compartecipe, testimo- 
nio di veduta o di udita, uditore, compagno 
e sim.: contr. removere), medicum, Cic: te- 
stem, Cic: fratrem, Caes.: e con avv. == ac- 
cogiiere,trattare quale in qualche modo, alqm 
liberaliter, severius, Cic: e sic se adhibere in 
potestate, ut etc, comportarsi, Cic 

ad-ltimiTo , Ivi e ti, Itum , Tre, nitrire 
verso, partic per libidine, equo, Ov.: equae, 
Ov.: trasl.: di persone libidinose, Cic Pis. 69. 

adliortatio, ònis, f. (adhortor), esorta- 
zione, Cic: plur. in Liv. e Sen. 

adliortiittfr, òris, m. (adhortor), esorta- 
tore, confortatore, Liv.: operis (al lavoro), Liv. 

ad liortor, atus SUm. 3ri, incoraggiare, 
esortare, invitare; spingere (contr. dehortari), 

di pers. ed ogg. personif., milites, Liv.: omnes 
cohortes ordinesque, Caes.: alqm ad laudem, 
Cic: se adversus alqd, Sen.: alqm in bellum, 
Tac: seg. da ut e il cong., Cic: seg. da ne 
o quo e il conq., Suet.: o col sempl. cong., 
Ter.: seg. dall'inftn., Sen. 

aditile, avv. (ad e huic, contratto Ime), 
sin qui, sino ad ora, dal punto di partenza 
sino ad una meta, determinata (quindi con 
usque), propr. di luogo, ma nelVuso della 
lingua solo più di tempo, I) considerando 



43 



Adiatorix 



aaitus 



44 



come escluso il presente — fin qui, fino ad 
ora, a) il presente reale, Cic ed a.: quindi 
usque adhuc e adhuc semper, sino ad ora, Co- 
mici e Cic: adhuc dum etc, durante tutto il 
tempo, fino ad ora, Cic: unus adhuc, fino ad 
ora il solo, Cic: con negaz., adhuc non o 
neque adhuc, Cic: nihil adhuc, Cic: adhuc 
nullus e nullus adhuc, Cic b) il presente re- 
lativo, finora, fino allora, disertos COgnOSSe 

nonnullos, eloquentem adhuc nerninem, Cic 
II) considerando come non escluso il pre- 
sente, ancora, ancor sempre, a) di CÌÒ che 

dura ancora contro aspettazione o speranza, 
erat adhuc impudens, qui etc, Cic: fluctuans 
adhuc animo, Liv. b) di ciò che dura ancora 
più a lungo, piti oltre, insatiabiiis avaritiae est 
adhuc implere velie, quod jam circumfluit, 
Curt. e) di ciò che accade ancora oltre o ac- 
canto ad un'altra cosa, unam rem adhuc 
adiciam, Sen. d) particella rin forzo Uva col 
comparativo, ancora, si adhuc viliorem raa- 
teriam obtulisses, Sen. e) seg. da ut o qui e 
il COng. = così, . . da, tanto . . . da, Cael. in 
Cicep.^8, 11,3. 

AfITatorix, rigis, m., AdiatoHge, prin- 
cipe dei Comani. 

àdieio, jèci, jectum, ere (ad e jacio), get- 
tare là, gettare sino a o sopra q.c, I) in 
senso stretto: a) propr.: telum, Caes.: adje- 
ctae (auribus) voces, i suoni che urtano, toc- 
cano, Cic. : e prov., alci rei album calcu- 
lum, appr vare una cosa, Plin. ep. 1, 2, 5. 
b) trasl.: a) gittare, rivolgere lo sguardo (bra- 
moso, ecc.) su q.c, alqo imprudentiam oculo- 
rum, per inavvertenza rivolgere uno sguardo 
verso, Cic: oculos cupiditatis ad alqd, Cic: 
oculum alci rei, Cic P) rivolgere V animo, M 
mente = V inclinazione, V attenzione ad una 
pers. o cosa, animum ad alqm, Ter.: ad alqd, 
Liv., alci rei, Liv. II) in senso pia largo, 

porre, collocare, mettere sopra, accanto, in q.C, 

A) in gen.: rogum bustumve novum (ad) aedes 
alienas, collocare, XII tabb. in Cic: capiti 
insignia, Curt.: e f%g., Armeniae manum, 
{assalire VA., Veli.: virus in anguem, instil- 
lare, Ov. : con ogg. astr., animos juveni, 
inspirare, Ov. B) partic, porre, collocare, 
aggiungere, come aggiunta, supplemento, au- 
mento a q.c, a) materiali»,.: aggerem admu- 
nitiones, Caes. b)idealm.: a)generic. (cmtr. 
demere, detrahere): ad belli laudem doctrinae 
^t ingenii gloriam, Cic: muneri agri aliquan- 
tam, Liv.: Democrito perpauca, ampliare al- 
quanto D., Cic: aliquid novi ex etc, Cic: 
centuriones, Liv.: e più tardi (senza acc. del- 

Vogg.J col dat., aggiungere alcunché ad Una 
COSa, aumentarla, ingrandirla, magnitudini 

Pori, innalzare ancora maggiormente, Curt. 

P) aggiungere, unire al gvU detto, nam quid 

ego adiciam, Prop.: his adicio, seg. dalVa.cc. e 
Z'infin., Quint.: quindi huc adice (come huc 
adde), aggiungi (col pensiero), arrogi, natas 
septem, Óv.: adice, quod (che, ecc.), Tac 

Y) crescere il prezzo (negli incanti), aggiun- 
gere, supra adjecit Aeschrio (nom.), Cic. 

a«lT«o, ègi, actum, ere (ad e ago), con- 
durre, spìngere a, verso, IJ propr.: a) besti'aìne 
(contr. abigere), pecus e vicis longiuquioribus, 
Caes. : equos per publicum, Suet. b) persone 



(partic. contro il loro volere, colla violenza), 
vos Italiani, Verg.: alqm fulmine ad umbras, 
precipitare, Verg.: come t. t. giurid., arbi- 
trum o arbitrinm (arcaico per ad arb.) adigere 
alqm, citare, far venire davanti alVarbitro, 
Cic e) cose, triremes per aestuaria, trarre, 
spingere, Tac: turrim, spingere innanzi, 
Caes.: partic, cacciar dentro con un martello 
e sim., tigna fistucis, affondare travi col bat- 
tipalo, Càes.: scagliare, lanciare dardi, ex lo- 
cis superioribus telum in litus, Caes.: e cacciar 
dentro armi da punta, immergere, alci ensem, 
Verg.: scalprum in articulo, Liv.: ferrum per 
pectus, Ov. : fèrrum jugulo, Suet.: quindi 
meton. fpoet.), vulnus, produrre una ferita, 
alte, Verg.: alci, Tac II) trasl., spingere, 

costringere, condurre, determinare, obbligare 

quale o q.c. ad una cosa, &)pers.: alqm ad 
insaniam, Ter.: colVinhn., nei poeti e in Tac; 
assol., acriore in dies adigi cupidine promi- 
scuas scenas frequentandi, Tac: come t. t. di 
atti pubblici e milit., adigere alqm ad jusju- 
randum o sempl. jusjurandum, Caes., o jure- 

jurando e sacramento, LÌV.: costringere al giu- 
ramento, far prestare il giuramento di fedeltà, ; 

cfr. adjurat in quae adactus est verba, egli 
presta il giuramento a cui fu costretto, Liv.: 
così anche adigere alqm in alcjs verba jusju- 
randum e sempl. adigere alqm in verba alcjs, 
far prestar giuramento a quale, nei termini 
voluti da un altro, Caes.: e nel passivo, adigi 
sacramento alcjs o prò alqo e in verba alcjs, 

prestare a quale il giuramento di fedeltà,Ta.C. 

e Suet.: infine sempl. adigere alqm, Tac. b) 
e inan.: in faciem prorae pinus adacta novae, 
recata nella forma, foggiata come, Prop. 

adìmo, èmi, emptum (emtum), ere (ad e 
emo), levare, toglier via, a) generic, partic 
q.c d'importuno, di fastidioso, vincula ca- 
nibus, Ov.: e togli***, alleviare a quale un 
male, curas, Ter.: doiores, Hor.: metum, Ter. 

b) prendere, togliere, rapire un possesso, un 

bene, ecc. ad ale (contr. dare, donare, ad- 
dere, tribuere), alci pecuniam, vitam, Cic: 
munus, Liv.: spem, Cic: alqd ab alqo, Cic: 
poet. coZrinfin., togliere = proibire, vietare, 
Hor. e) strappare una pers. a quale, alqm 

(alci), Cic: partic. della morte, strappare, ra- 
pire, alqm alci, Ter.: quindi ademptus, rapito, 

morto, Hor. 

àdipalUSj a, um (adeps), adiposo, grasso, 

trasl., dictio, gonfia, ridondante, Cic. or. 25. 
adipiscor, deptus sum, dipisci (ad e api- 

SCor), giungere ad avere, I) propr. = raggiun- 
gere nello spazio, alqm, Liv. II) trasl., a) 

raggiungere q.C a CUI SÌ è aspirato, a) rag- 
giungere, conseguire intellettualm., compren- 
dere, Cic Rose Am. 131. (3) conseguire come 
desiderato, ottenere, guadagnare, senectutem, 

laudem, Cic: victoriam, Caes.: jus suum, Liv.: 
col gsriit., Tac: ad. per alqm, seg. da ut e il 
cong., Cic: partic. perf. pass., Sali, ed a. 
b) generic, ottenere, nomen a tonso capillo, Ov. 
adltus, US, m. (2. adeo), avvicinamento, 
accesso (contr. abitus), I) propr.: a) generic: 
litoris, Cic: diffieiles*aditus habere ad pastura, 
Cic. b) partic la possibilità, il permesso, il 
diritto di andare in un Vùogo, adito, accesso, 
in forum, Cic: aditus in domum familiarior 



45 



adjaceo 



icljuro 



46 



(più libero) erat, più Ubero, Liv.: e ad una 
pers., adito, udienza [che quale ottiene; cfr. 
admissio), homo rari aditus, raramente acces- 
sibile, Liv.: aditus ad alqm difficilior, Cic: 
e) meton., adito, entrata, come luogo (contr. 
exitus), insulae, templi, Cic: duo aditus in Ci- 
liciam ex Syria, Cic. II) trasl., a) passo, in- 
grosso in q.c, primus aditus et postulatio 
Tuberonis haec fuit, Cic: qui aditus ad cau- 
sarli Hortensio patuerit, Cic b) adito, accesso 
z= possibilità, occasione, ad alcjs aures, Vinsi- 
nuarsi, Cic: ad honorem, Cic: nactus aditus 
ad ea conanda, Caes.: aditus et causa postu- 
landi, Caes. 

a<l-jaCCO, ère, giacere presso accanto, 

a) delta posizione geograf. di un luogo o di 
un popolo, ad ostium Rhodani, Caes.: mare, 
Nep.: Etruriam,Liv.: agro Romano, Liv.: adja- 
centes populi, i vicini, Tac: quindi adjacentia 
(n. pi.), adiacenze, dintorni, Tac. b) di pers. 
e cose, vallo, Tac: adjacet undis moles, Ov. 

adjcHlO, Ònis. f. (adicio), unione, aggiunta, 

1) in'gen., caloris, Sem: litterarum {contr. de- 
traevo), Quint.: di pers., populi Albani, Liv.: fa- 
miliarum adjectiones, aggregazione di nuove 
f., Tac, nel discorso, verboruni, Quint.: syl- 
labae (contr. detractus), Sen. rhet. II) come 

1. 1.: 1 ) retorico, ripetizione di una parola nella 

prop., greco è7u£so£i£, Quint. 9, 3, 27 e sgg. 

2) commerciale, aggiunta al prezzo, alVin- 

CantO, offerta maggiore, Liv. 38, 14, 14. 

adjeetUS, US, m. (adicio), accostamento, 

avvicinamento, odoris (ad nares), Lucr. 4, 671: 
assol, Lucr. 1, 689. 

ad-jiidìco, avi, atum, are, a) aggiudicare, 
assegnare (come giudice od arbitro) q.c. a 
quale, (contr. abjudicare), &)propr., alci cau- 
sarti, Cic. b) trasl., generic, ascrivere, attri- 
buire q.c. a quale, (come merito, qualità), 
alci salutem imperii, Cic 

ad j UlllOllI II HI , i, n. (adjuvo), mezzo di ap- 
poggio, di avanzamento; appoggio, aiuto, quindi 

anche vantaggio (contr. detrimentum, incom- 
modum), alcjs rei, ad alqd, Cic: alci rei (per 
q.c), Cic: alci esse adjumento ad alqd o in 
alqa re, Cic: alci adjumentum afferre ad alqd, 
Cic: hoc adjumento uti, Cornif. rhet.: di pers., 
Cornif. rhet. e Ov. 

adjunctio, ònis, f. (adjungo), aggiunta, 
trasl.: I) attaccamento, unione, a) generic.: 
naturae ad hominem, Cic: animi vel volun- 
tatis, V inclinazione, Q. Cic. b) come figura 
retor. -— aovsCeoYU-svov, il rapporto di un 
predicato a più concetti, di modo che il pre- 
dicato /"verbo) viene posto al principio o alla 
fine della prop., Cornif. rhet. 4, 38. Cic. de 
or. 3, 206. ITjpartic, aggiunta che aumenta, 
a) generic: virtutis, cooperazione, Cic: ver- 
borum, Cic. b) come 1. 1. retor., aggiunta limi- 
tatrice, che toglie l'assolutezza della prop , 
limitazione, Cic de inv. 2, 171 e sgg.: quae- 
dam cum adjunctionenecessitudines,wecessrtà 
ipotetiche (contr. simplices et absolutae), ibid. 

adjlinotur, Òris, m. (adjung-o), che ag- 
giunge, ille ulterioris Galline, che fece dare a 
Cesare altresì il governo della Gallia Trans- 
alpina, Cic. ad Àtt. 8, 3, 3. 

ad jmu'tiis, a, um, part. agg. (da adjungo), 

strettamente unito, SOSt., a) adjunctlim, i, n., 



carattere, caratteristica, il sostanziale, la na- 
tura di una pers. o cosa, pietatis adjunctum 
esse, Cic: in adjunctis morari, Hor.: propiora 
hujus causae et adjunctiora, Cic. b) comet. t. 

retor., adjuncta, òrum, n., circostanze che ac- 
compagnano , concomitanti; le circostanze di 

tempo, luog", ecc., Cic. 

adjungo, junxi, junctum, ere. annodare, 

congiungere, I) propr.: a) animali = attac- 
care, equos, Ov.: plostello mures, Hor. b) viti 
= congiungere a, ecc., ulmis vites, maritare, 
Verg. II) trasl., generic, congiungere, unire, 
A) nello spazio o nel tempo: a) ogg. inan.: 
a) nello spazio, parietem. ad parietem commu- 
nem, Cicraccessionem aedibus, Cic: litteras, 
Cic.-.partic. al passivo, adjunctum esse, unirsi 

ad Un luogo, toccare, confinare, fundo UXOris 

Cic: adjunctus fundus, Cic $) nel tempo, al- 
terum (anni tempus) hiemi adjunctum est, 
Cic: horum aetatibus adjuncti duo C. Fannii', 
C. et M. filii, fuerunt, Cic. b) pers., congiun- 

get-e, associare, unire, Samnitium exercitum, 

Liv.: e in un paragone, juris scientiam elo- 
quentiae tamquam ancillulam pedisequam- 
que, Cic. B) generic, recare esternamente o 
internamente in una unione, connessione, 

relazione: a) ogg. inan.: Rannodare, ag- 
giungere, nel discorso, a q.c, verba ad nomen 
adjuncta, epiteti, Cic: e aggiungere al già 
detto, congiungere a q.c, similitudines (esempi) 
adjungens, Cic: e aggiungere nel racconto, 
comun. seg. dalVa.cc. e Z'infin., Cic p) nella 

deduzione, annodare, connettere a q.C far di- 
pendere da q.c, rebus praesentibus adjungere 
atque annectere futuras, Cic: sequentia (le 

Conseguenze), Cic y) aggiungere, annettere pò- 

liticam. a qc, Ciliciam ad imperium populi 
Rom., agros populo Rom., Cic: vectigalia (se. 
ad imperium populi Rom.), Cic. ò) aggiun- 
gere q.C a q.C quale. = ascrivere, attribuire, 
prestare, procacciare, fidem visis, Cic: hono- 
rem populi Rom. rebus, Cic: e sibi alqd, pro- 
cacciarsi, guadagnarsi q.c. sibi auxilium, CÌC: 

benevolentiam (se sibi) lenitate audiendi, Cic. 
e) congiungere q.c ad un'altra, come con- 
seguenza, accompagnamento, aggiunta —far 

seguire, aggiungere, accompagnare, unire, con- 
giungere, accoppiare con q.c, ad honestatem 
voluptatem, Cic: verbis solutis numeros, Cic. 
Q congiungere, legare quasi V attività spiri- 
tuale a q.c = tendere deliberatamente e se- 
riamente verso q.c, rivolgere, animum ad ali- 
quod studium, Ter.: crimen et suspicionem ad 
praedam, Cic b) pers.: a) porre quale in uno 
scritto come partecipe di un dialogo, dare 
una parte, alqm ad suos sermones (scritti po- 
litici in forma dialogica), Cic: ei dialogo 
adjunctum esse tertium, aver la terza parte, 
Cic. p) stringere alcuno (se) in rapporti po- 
litici, morali o sociali con quale (sé) o q.c, 

legare, unire, congiungere con q.C, riunire, 

urbem ad amici' iam, Hor., in societatem, 
Nep.: bellicosns nationes (alci), Nep.: alqm 
(sibi) socium, Cic: alqm sibi amicum, Nep.: 
uxorem (se. sibi), prendere, Cic: e se alci rei 
o ad alqd, imirsi a, ecc., se comitem fugae 
alcjs, Cic: se ad causam alcjs, Cic 

1. ad j Ciro = adjuvero, da adjuvo (V.). 

2. adjiìl'O, avi, atum, are, I) aggiungere 



47 



iuljuto 



admiratio 



43 



ancora ad un giuramento, liaec, Liv. 43, 14, 

5. IT) giurare, affermare = assicurare pro- 
mettere con giuramento, COììlUn. seg dall'acc. 

e Z'infin., Cic: parim. per oirrnes alci deos, 
seg. dall'acc. e Z'infin., Ter.: e adjuro Stygii 
caput (per il capo) fontis, Verg. 

adjiito, avi, atum, are (freq. di adjuvo), 

appoggiare, aiutare, assistere una perS. COSCI 

con tutto lo zelo, alqm, Comici: alci onus, 
Ter.: assoh, Comici. 

adjiltOI*, Òris, m. (adjuvo), aiutatore, so- 
stenitore, a) generi e. , m senso cattivo = 
complice, alcjs, alcjs rei, Cic: ad alqd o in 
alqa re, Cic: in psaltria hac emunda, Ter.: 
contra patriarci, Cic: assol, me adjutore, Cic. 
b) adiutore dell'attore principale sulla scena 
(colui che rappresenta una parte secondaria, 
che accompagna col flauto o col canto, ecc.), 
Phaedr.: trasl.,Ter. ed Hor.: come sottomaestro 
(greco Ò7co8i8dccxaXos), Quint.: partic. T adiu- 
tore di un impiegato dello Stato, aggiunto, 
aiutante, (frane, attaché), Cic: gli amici e 
ministri dell'imperatore, Veli, e Suet. 

adiutóri um, Yi, n. (adjuvo), aiuto, soc- 
corso, assol., o col genit. sogg. e ogg., Sen.: 
di una per s., As. Poli, in Suet. 

arijutriv, tricis, f. (adjutor), aiutatrice = 
fautrice, promotrice, Cic: in alqa re, Ter.:tuo- 
rum scelerum, Cic: partic, legio prima adju- 
trix, la legione ausiliaria, costituita da Ne- 
rone, formata di marinai (classici), Tac hist. 
2, 43 e 3, 44. _ 

ad-jìivo, juvi, jutum (raro juvàvi, juva- 
tum),juvàre, aiutare, promuovere, a) generic: 
a) con ogg.pers.: alqm, Cic: alqm opera, Ter.: 
se manibus, appoggiarsi, Liv.: alqm in alqa 
re, Ter. e Cic: alqm ad alqd, Cic: con acc. 
pers. e acc. pron. neutr., quidquam me Con- 
silio, Ter.: con ut e il cong., Cic: con ne e 
il cong., CatulL: nel prov., fortis (= fortes) 
fortuna adjuvat, ai forti soccorre fortuna, 
Ter. Phorm. 203; Cic. Tusc. 2, 11; Liv. 34, 
37, 4. p) con oggetti materiali o astr. = so- 
stenere q.C, promuovere, aiutare, nutrire, man- 
tenere q.c, iguem (contr. exstinguere), Liv.: 
e ignes (trasl. — fiamma amorosa), favorire, 
Ov.: maerorem orationis lacrimis suis, Cic: 
multum eorum opinionem adjuvat, quod (la 
circostanza che, ecc.), Caes. y) assol. = essere 

favorevole, utile, giovevole; contribuire, alqd, 

Cic: non multum, Caes.: e come t. t. filos., 
causae adjuvantes, mediate (<ontr. proximae, 
immediate). Cic: e non haec esse adjuvantia 
causarum, cause cooperanti, Cic. ^moral- 
mente, confortare, incoraggiare, alqm, CÌC 

adi • • • 9 tutti i vocaboli che cominciano 
così, si cerchino sotto ali . . . 

ad-Rliatiil'O, are, accelerare, affrettare, de- 

fectionem, Caes. b. g. 7, 54, 2. 

ad-mclTor, mensus sum, Iri, misurare, 
frumentum exercitui, Cic, militi, Liv. 

/4dlllóllis, i, m. ("A8{XYjxos), Admeto, I) 
principe di Fere nella, Tessaglia, manto di 
Alceste (figlia di Pelia). la quale diede la 
vita per lui. II) re dei Molossi. 

adiiiinicìilo, are (adminiculum), soste- 
nere, vitem, Cic de fin. 5, 39. 

adtiiIiiTcìiliiiiìj i, n., sostegno, I) propr.: 



a) come t. t. dell'agricoltura, sostegno, paio, 

Cic b) generic, appoggio, manico, mezzo (per 

spingere avanti, ecc.), strumento, Liv. II) 

trasl., appoggio, aiuto, soccorso, CÌC. 

ad-lllinister, stli ; m., I) ministro, servo, 

aiuto, victus cotidiani, Cic: nei sacrifizi, 
Caes.; nell'assedio, opus et administros, <l la- 
voro e i lavoratori, Sali. II) trasl., aiuto per 

q.C, partic. in senso cattivo, strumento, com- 
plice, Cic 

ad -ministra, ae, f., serva, aiutatrice, mi- 
nistra, trasl., artes . . . hujus administrae co- 
mitesque virtutis, Cic. de imp. Pomp. 36. 

admìnistralìo, ònis, f. (administro), I) 
aiuto, assistenza, sine houiinum administra- 

tione, Cic. de off. 2, 12. II) amministrazione, 
condotta, cura, governo, maneggio di una COSa, 

navis, Caes.: administrationes portus, libero 
uso, Cic: belli, condotta, Cic: mundi, rei pu- 
blicae, Cic: assol., omnis administratio, l'in- 
tiera cura dell'assedio, Caes.: officia et admi- 
nistrationes, uffici e cariche dello Stato, Tac. 
adininistrativus, a, um (administro), 

inclinato ad operare, pratico (contr. intellectu 

contentus, teoretico), ars, Quint. 2, 18, 5. 
administrator, oris, m. (administro), 

amministratore, reggitore, belli gerendi, CÌC 

de or. 1, 210. 

ad-lllTllÌStrO, avi, àtum, are, ammini- 
strare q.C, condurre, curare, maneggiare, reg- 
gere, governare, intraprendere, a) generic: 

navem, Caes.: negotium, Cic. b) nella guerra, 
a) della suprema direzione, bellum, condurre 
(come generalissimo), Cic: bellum cum Cim- 
bris, Cic: sUmmam rerum, avere il comando 
supremo, Cic: exercitum, Cic: e così rem 
publicam, reggere militarmente lo Stato, con 
o senza exercitu e sim., Caes. e Liv.: atque 
haec ita Caesar administrabat , ut etc, a 
ciò provvedeva, Caes. p) della direzione o 
cura di singole p^rti o del comando (come 
subalterno del comandante supr.), per se 
quae videbantur administrabant, prendevano 
quei provvedimenti, che loro parevano oppor- 
tuni, Caes.: ea, quae amissa sunt, administrare 
et reficere, sotto la sua guida, riparare a ciò 
che s'era perduto, Caes. y) di ogni negozio 

= eseguire, condurre, curare, dextram partenti 

operis, aver cura del lato destro del lavoro 
— espugnare dalla parte di destra, Caes.: e 

asS' l. = maneggiare, por mano, far il proprio 

servizio, lavorare, Caes. e) dell' amministra- 
zione, del governo dello Stato e delle sue 
cariche, rem publicam, Cic: provinciam, Cic: 
quindi anche omnem mundum, Cic. 

admirahiiis, e agg. col compar. (admi- 
ror), ammirabile, meraviglioso (in Senso buono 

e cattivo), Cic: in alqa re, Cic: quindi = ua- 

p&òo^OC,, sor prendente, strano, paradossale, CÌC. 

adttifralrilitas, atis, f. (admirabilis), Tes- 
sere ammirabile, Cic de off. 2, 38 e altr. 

adinlraEiilTter, avv. (admirabilis), mira- 
bilmente, meravigliosamente (in senso buono e 
cattivo), Cic. ed a.: quindi => 7tapa§ó£a)£, in 
modo sorprendente, strano, paradossale, di- 

cere. Cic. 

adniTratMK ònis, f. (admiror), l'ammi- 
rare, a) = ammirazione, meraviglia per una 



49 



adrairator 



admcneo 



50 



pers. o cosa, stima, alcjs, Cic: divitiarum, 
Cic. : admiratione affici, essere ammirati, 
Cic: plur., admirationes, esclamazioni di 
meraviglia , Cic. b) meraviglia, stupore di 
quale, alcjs, Cic: tam atrocis rei, per, ecc., 
Liv.: admirationem habere, movere, destar 
merav., Cic 

ad mira (or, òris, m. (admiror), ammira- 
tore, Sen. ed a. 

ad-iiiTror, àtus sura, ari, a) ammirare, 

stimare, considerare un oggetto con ammira- 
zione (come splendido, grande nel suo genere], 
stimare, res gestas alcjs, ingenium alcjs, Cic: 

alqm, Cic b) meravigliarsi di una COSa, tro- 
varla sorprendente, percepire con sorpresa, stu- 
pirsi di q.c, alqd, Cic: nihil, Cic: alqm in 
alqa re, Cic: e sempl. in alqa re, Cic: e sempl. 
de alqa re. o de alqo, Cic: seg. dalVacc. e 
Z'infin., Cic: con quod, cur, unde, Cic: par- 
tic. fut. pass, admirandns, a, uni, degno di 

ammirazione, meraviglióso, Cic ed a. 

ad-misceo , miscùi, mixtum (mistum), 

ere, I) mischiare, mescolare q.c, a) propr.: 

aquae admixtus calor, Cic : admixto calore, 
Cic b) trasl.: a) generic, mescolare insieme 
= aggiungere, unire, his (legionibus) Anto- 

nianos milites, Caes.: plebejos, Liv.: versus 

orationi, Cic p) immischiare, far entrare, im- 
plicare una pers. in q.c. (come partecipe), se, 
Ter.: alqm ad id consilium, Cic: Trebatium 
nostrum isto (in questa cosa), Cic II) me- 
scolare, mischiare con q.c, a) propr.: aèr 
multo calore admixtus, Cic: quod (genus ra- 
dicis) admixtum lacte, Caes. b) trasl.: urbes 
maritimae admiscentur novis sermonibus ac di- 
scìylmis, prendon famigliarità con, ecc., Cic: 
hoc cum iis rationibus admisceri nolo, Cic 
ad in i s sa r!u s, il, m. (admitto), con o 

Senza equus asillUS, copritore, stallone, 

Scriptt. r. r.: trasl., di pers. libidinose, Cic. 

admissio, ònis, f. (admitto), adito accor- 
dato presso i princìpi, udienza (cfr. aditus), 
Sen. ed a. 

admissum, i, n. (admitto), colpa tirata 

Sopra di sé, misfatto, scelleraggine e sim., Cic. 

ed a. 

admistìo, ònis, f., V. admixtio. 
ad ubi*; tu*, a, um. V. admisceo. 
ad-mitto, misi, missum, ere, mandare 

a, I) = far andare, mandare, spingere, av- 
ventare sopra, in, A) propr.: a) spronare un 

cavallo, far correre addosso, equum in alqm, 
spingere contro, Liv.: equo admisso, a gran 
carriera, Cic b) far avvicinare q.c, man- 
dare, spingere, affrettare il movimento la 
corsa di q.c, suos in verba novissima fluctus, 
Ov.: se (delTondaJ, Ov. : e così admissae 
jubae, ondeggianti in giù, Ov.: admisso passu, 
a passo a ff iettato, veloce, Qv.: admissae aquae, 
che scorrono con impeto, Ov. B) trasl., porre 

q.C. in cammino, lasciar libero, semel admis- 

sum coèrceri reprimique non posse, Cic. de 

fin. 1, 2. II) = lasciare andare o venire verso, 
lasciare entrare, ricevere, A) propr.: a) ge- 
neric. [contr. arcere): alqm ad capsas, in cu- 
biculum, Cic: lucem in thalamos, Ov. b) la- 
sciar passare quale. per Un'udienza, concedere, 
accordare l'ingresso, ammettere (contr. arcere, 

excludere). alqm, Cic. ed a. e) ammettere a 



prender parte ad una, cosa, a) ammettere in 
un consiglio, in un affare, alqm ad consilium, 
Cic: ovv. ad colloquimi!, Caes.: horum in 
numerum, Nep. (3) ammettere come uditore, 
ricevere, alqm, Suet. d) della cortigiana, la- 
sciare entrare un uomo presso di sé, ricevere, 
alqm, Prop. e) far congiungere animali (ma- 
schi o femmine), equum equae, Justin. B) 
trasl.: 1) lasciar giungere q.c (come parole, 
preghiere, un lamento, ecc.), lasciar hiogo, 

adito; ricevere, ammettere, ad animum, ne ad 

aures quidem, Liv.: precationem, Liv.: sola- 
timi!, Plin. ep. 2) permettere, accordare, conce- 
dere, lasciare accadere una COSa (un fatto, ecc.), 

a) generici litem (del giudice), Cic: religio- 
nes, Cic: come 1. 1. del linguaggio augurale, 
admittunt ave^, gli uccellilo permettono, pro- 
mettono un esito favorevole, Liv. b) tirarsi 
addosso q.c. moralmente degno di pena, ren- 
dersi colpevole [con senza in se), commettere, 
in se tantum facinus, Cic: culpam in se, Ter.: 
facinus, Cic: scelus, Nep. 

admixtio, Ònis, f. (admisceo), mescola- 
mento, mistura, Cic ed a. 

admoderatc, aw. (* admoderatus), ade- 
guatamente, in modo corrispondente, alci rei, 
Lucr. 2. 169. 

ad modani, aw. (ad e modus), fino alla 
misura o al grado conveniente, 
per indicare che la misura o il grado ad- 
dotti sono sufficientemente raggiunti, I) 
nelle determinazioni quantitative, esatta- 
mente, per Vappnnto, partic. nelle determina- 
zioni numeriche, almeno, ben, turres adm. 
CXX, Caes.: mille adm. hostium, Liv.: post 
menses adm. septem, Justin. II) nelle deter- 
minazioni di grado, pieìuxmente, in alto grado, 
nel senso piti largo della parola, affatto, del tutto, 

A) in gen.: a) con agg. (partic.) e aw., forma 
adm. impolita et piane rudis, Cic: neque adm. 
sunt multi, Nep.: b) con aw., adm. raro, Cic. 
fr.: satis adm., Liv.: col superi., maxime admo- 
dum, Cornif. rhet.: parim. adm. nihil e nullus 
adm., nessuna cosa, nessuno affatto, Cic. e 
Liv.: e colle parole indicanti il grado di età, 
come adm. infans, Tac: puer adm. adulescens, 
Cic: adm. juvenis, Tac: adm. senex, Eutr.: 
parvulus adm., Justin.: non adm. grandis 
natu, Cic e) con verbi, exacto adm. mense 
Februario, Liv.: me adm. diligunt, Cic. B) 
partic, nelle risposte affermative e di ap- 
provazione, intieramente, perfettamente, certa- 
mente [cfr. Cic. de legg. 3, 26)7LA. Advenis 
modo? PA. Admodum, Ter. 

ad-lliolior, Itus SUm, Ili, fabbricare ap- 
presso, Curt. 8, 10 (37), 24 dubbio {altri 
legge obmol.). 

ad-lllOlleO, Ili, Ytum, ère, far pensare ale, 
rammentandogli una cosa, avvertendolo di 

q.C, avvisare, ammonire, a) col richiamare 

alla memoria = far pensare quale, a q.c, 

richiamare in mente, ricordare, a) generic, 

alqm alcjs rei o de alqa re, Cic. ed a.: coZZ'acc 
gener. di cosa, alqriLhaec (e colVacc. di altri 
pron.). eam rem, multa, Cic. ed a.: rar. col- 
Tace di cosa determinato, come ante actos 
annos, Tibull.: seg. dalVacc. e Z'infin., Cic: 
seg. eia prop. relat. con quantus, qui e sim., 
Cic. (3) come 1. 1. del linguaggio d'affari, ri- 



51 



admonitio 



*dole& 



52 



cordare a quale (vii debito), alqm, Cic: alqm 
aeris alieni, Cic. b) col richiamare alla mente, 
ali 'intelligenza, ricordare a, quale. = a) far 
pensare quale, a q.C, significargli, avvertire 

amichevolmente quale, di una cosa, infor- 
mare, ammonire, avvisare (colla stessa co- 
struzione del n° a), Cic: al passivo, multa 
extis admonemur, Cic; e P) con accenno alla 
risoluzione od azione, cui si mira == am- 
monire ale. di far q.C, esortare, indurre, sti- 
molare (contr. deterrere), assol., Plaut.: seg. 
da ut o ne col cong., Cic: col sempl. cong., 
Cic: cól partic. fut. pass., excedendum potius 
admonebant, Tac: con in o ad e Tace, alqm 
in consilium, ad aleae lusum,Suet.: adthesau- 
rum reperiendum admoneri, Cic: coZ/'infin., 
Cic ed a. — Quindi y) far pensare quale, a 
q.c, cioè avvisare moralm. e materialm. dei 

suoi obblighi, correggere, -punire, castigare, e 

così spingere (ad operare), telo bijugos, Verg.: 
liberos aliquando etiam verberibus, Sen. 

ad moni lì o, ònis, f. (admoneo\ V ammo- 
nire, a) con richiamo alla memoria = il ri- 
durre in mente q.c, ricordo, avviso, CÌC ed a. 
b) con richiamo alV intelligenza = T ammonire 

di q.C, rimostranza fatta ad àie, avvertimento, 
avviso, correzione amichevole, esortazione, Cic 

(anche al plur.) : quindi anche correzione se- 
vera e di fatto, castigo, punizione, Suet. 

admttmtttr, Olis, m. (admoneo), ram- 
mentatore, ammonitore, esortatore a, q.C, Cic: 
opernm, Ov. 

ad ili olitili III, i, n. (admoneo\ avviso, av- 
vertimento, ammonizione, plur. in CÌC de 0T. 

2,64. 

admuRitìis, u, m. (admoneo), avviso, ri- 
cordo, a) con richiamo alla memoria, loco- 
rum admonitu, Cic b) con richiamo alla 
mente, ali intelligenza, a) ricordo, ammoni- 
zione, avvertimento, correzione, alcjs admonita, 
CÌC P) esortazione a q.C, eccitamento, invito, 

levi admonitu. Cic 

ad-mordeo, mordi, morsum, ère, mor- 
dere, addentare, a) propr., Verg. e Prop. b) 
trasl., adm. alqm, cercare di sottrar denaro 
ad ale, spillar denaro ad ale, Comici. 

adlflotlO, Ònis, f. (admoveo), avvicina- 
mento, digitorum, il porre, V appi care le dita 
(nel suonare {strumenti a corda), Cic. de 
nat. deor. 2. 150. 

ad-moveo, movi, mòtum, ère, accostare, 

avvicinare, 1) in gen., recare, dirigere, porre, 
mettere, tenere ogg. inan. esseri anim. in, so- 
pra, presso, ecc. (contr. amovere ab, ecc.), con- 
durre esseri anim. a o davanti a q.c o quale, 
avvicinare, a) generic, a) con ogg. cor por.: 
fasciculum ad nares, Cic: aures ad vocem, 
Cic: alci stimulos, calcar (figurai.), Cic: la 
bra poculis, Verg.: manum operi, por mano 
a, metter mano a, lavorare intorno, Ov.: e 
ostilm., manus nocentibus, metter le mani 
addosso a, ecc., Liv.: così pure manus vecti- 
galibus, Cic: infantes papillae, Suet.: alci me- 
dicum, mandare, Suet.: alci equum, condurre 
avanti, Liv.: angues curribus. attaccare a, ecc., 
Ov.: col sempl. acc, ignem, Cic: aurem,Cic: 
laevam, aiutarsi colla sinistra, Cic P) con 
ogq. astr.: aa) avvicinare, accelerare un mo- 
mento del tempo, diem leti, Curt. pp) far 



seguire, portare uno Stato d animo sopra quale, 

omnes motus illi (animo) suos, omnia lugubria, 
Sen. yy) svolgere V animo a q.c, mentem ad 
alqd, Cic: acumina graecis chartis, Hor. b) 
come 1. 1. milit., accostar macchine da guerra, 

avvicinare, appressare, ecc., Opus ad turrim 

hostium, Caes.: adversus alqm locum, Liv.: 
scalas moenibu«, Tac: opera muris, nel con- 
testo comun. sempl. opera, Liv.: scalas, Caes.: 

e far avvicinar soldati, accostarsi, avvicinarsi 

con questi, exercitum Àriminum (a Rimini), 
Liv.: armatos muris, Liv.: assol., jam admo- 
vebat rex, s'avvicinava. Curt. e) come 1. 1. del 
linguaggio dei sacri f.: filiam victimam aris, 

LÌV.: pecUS aris, Verg. d) portar vicino, avvici- 
nare una locai., ecc., a) mediante un moto: 
Pharos continenti admota est (mediante un 
terremoto), Sen. : mediante avvicinamento, 
una via più breve, relazioni (commercio) più 
frequenti e sim., admoveri lineas, Sen.: terras, 
Plin. ep. p) riguardo alla posizióne, accostare, 
por vicino, urbem ad mare, Cic. II) partic: 

a) far servire un Ogg. come mezzo, adoperare, 
usare, rivolgere a o contro quale, a) mezzo 

materiale, partic. come t. t. medico, herbas, 
Ov.: remedia, Sen.: curationem ad alqm, Cic P) 
ogg. immater., orationem ad sensusanimorum 
atque motus inflammandos, Cic: preces sup- 
pliciter admotae, Curt.: partic, infondere un 
sentimento, ispirare, incutere, alci desiderium 
patriae, Curt.: terrorem oppidanis, Liv. b) 
trarre una pers. verso una cosa come parte- 
cipe, adiutore, amico, signore, ecc., attirare, 

conciliarsi, porre a parte, promuovere, far ve- 
nire, alqm contubernio, ricevere, Suet.: alqm ad 
curam rei pnblicae, Suet. e) al passivo ravvi- 
cinarsi nel tempo ad uno scopo, pervenire ad 
una cosa, oppresso Sejano ad spern successionis 
paulatim admoveri, Suet.: admotus supremis, 
avvicinandosi al suo fine, Tac d) avvicinare 
quale, ad una relaz. intima, mors Agrippae 
admovit propius Neronem Caesari, pose in 
più vicine relazioni con C, Veli., partic se 
admovere ad ecc., avvicinarsi, se applicare et 
propius adm., Cic: se ad id (lumen), Cic. 

ad-lfilUglO, ire, muggire, mugghiare a, 

verso, tauro, della vacca, Ov. art. am. 1, 279. 
ad-itiuriiiuralìo, ònis, f. (admurmuro), 
susurro, mormorio (partic di approvazione o 
disapprovazione) per q.c, Cic (anche al 
plur.). 

ad-lll li l'Ili ììro, avi, atum, are, mormo- 
rare a, verso, far sentire un mormorio, bisbi- 
glio, susurro (partic di approvazione o disap- 
provazione) per q.c, Cic: impers., cum essefc 
admurmuratum, Cic. 

adnascor, V. agnascor. 

ad na to, V. annato. 

adnatus, a, um, V. agnascor. 

ad navigo, V. annavigo. 

adnecto, V. annecto. 

ad ni . . . e adno . . . , tutti i vocaboli 
che cominciano così, si cerchino sotto anni . . . 
e anno ... ; per adnomen, adnominatio, adno- 
sco, V. agno . . . 

adnn . . . , tutti i vocaboli che comin- 
ciano così, si cerchino sotto annu . . . 

ad-oleo, olili (arcaico anche òìèvi, ul- 
tum, ère, far esalare, I) come 1. 1. del 



53 



adolescens 



adoro 



54 



linguaggio dei sacri f.: a) (con e senza flam- 
bisi ridurre in vapore, in fumo — far bru- 
ciare le vittime, le cose offerte come sacrifizio, 
viscera tauri flaramis, Ov.: verbenas, Verg.: 
honores alci, rendere onori ad, ale. col fumo 
dei sacrifizi, venerare ale. col fumo dei sa- 
crifizi, Junoni, Verg. b) far fumar T altare, 
cioè onorare col fuoco dei sacrifizi, colle 
vittime , altaria taedis, Verg.: flammis pena- 
tes, Verg.: cruore captivo aras, Tac. II) far 
salire in fumo, abbruciare in genere, alqd, Ov. 
e Col. 

siilolescens, -ccntia, -centulus, V. 
adulescens, ecc. 

1 . adolesco, olèvi (rar. olili), ultum, ere (ad 
e olesco), crescere, I) propr.: di pers., Cic. 
ed a.: di animali, Verg. ed a.: di piante, ecc., 

Cic. ed a. II) trasl., crescere, aumentare, salire, 

a) rispetto al numero o alla, grandezza, nu- 
merus in tantum adolevit, sali così alto, Veli. 

b) rispetto al tempo, crescere, progredire, ado- 

lescit aetas, Verg. e Tac. e) rispetto alla forza 

interna (politica morale), aumentare, raf- 
forzarsi, Cic: dello Stato, Sali. 

2. ado-lesCO, ere (adoleo), fumare, ardere, 

adolescunt ignibus arae, Verg. gè. 4, 379. 

idòiiis, nidis, dat. ntdi, acc. nYdem e nin, 
voc. Adoni, m. ("AScovi?) e Adon, dònis, m., 
Adone, figlio di Cinira, re di Cipro, e di Me- 
tarme, amato da Venere per la sua straor- 
dinaria bellezza, venne sbranato a caccia 
da un cinghiale, che Marte (secondo altri 
Diana) per gelosia mandò contro di lui, 
ma fu mutato da Venere in un fiore, che ri- 
cevette il nome di Adonium, e ogni anno al 
giorno della sua morte fu da lei compianto; 
immagine della natura che muore e risorge 
a nuova vita. 

ad-operìo, perni, pertum, Ire, coprire, 
(contr. adaperire), I) coprire velando, rico- 
prire, velare, adoperto capite, LÌV. Il) chiu- 
dere ciò che è aperto, serrare, fores, Suet.: 
adoperta lumina somno, Ov. 

ad-opTnor, ari, presumere, congetturare, 

Lucr. 4, 813. 

miopia Ito, ònis, f. (adopto), sinon. di &ào- 

ptio, adozione, l'adottare come figlio, Cic. ed a. 

adoptfo, ònis, f. (ad e 0P0, donde ^7freq. 

opto -, Vadottare nella condiz. di figlio o nipote; 

adozione, partic. di uno il quale era ancora 
sotto la potestà paterna (cfr. arrogatio), Cic. 
ed a. 

adopllVIIS, a, um (adoptio), appartenente 
all'adozione, di cui ha avtito luogo Vadozione, 

adottivo, fìlius (contr. naturalis, vero, natu- 
rale), Suet : sacra, della famiglia in cui uno 
è stato adottato, Cic: nomen, assunto me- 
diante (di) adozione (contr. nomen gentile), 
Suet.: trasl.: di frutti, innestato, Ov. 

ad-oplo, avi, atum, are, scegliere, eleggere 
per q.c, I) in gen.: oc) ogg. anim.: sibi alqm 
patronum, Cic. p) e. inan.: Etruscas opes, 
prendere in aiuto, Ov. II) partic: a) acco- 
gliere quale, come figlio o nipote, adottare 
(partic. uno che è ancor soggetto alla po- 
testà paterna \cfr. arrogo], mediante una 
compra simulata, per as o aes et libram em- 
ptum ; ovv. testamento, facendolo erede delle 
sostanze e del nome), alqm sibi filium, Cic: 



alqm ab alqo (cioè dal vero padre), Cic. : e 
sempl. alqm, Suet.: e alqm in familiam, Suet., 
in regnum, Sali, b) trasl.: a) parlando di 
eredità = render partecipe di un bene, ado • 
ptari in bona libertatis nostrae, Fior. : e della 
prestazione del nome di chi adotta. C. Sta- 
lenus, qui ipse se adoptaverat et de Staleno 
Aelium fecerat, il quale con un auto-ado- 
zione si era aggiunto il nome di Elio, Cic: 
frater, pater adde : ut cuique aetas, ita quem- 
que facetus adopta, fallo tuo, Hor. p) delVin- 
nestare le piante, fac ramum ramus adoptet, 
fa che un ramo s'innesti all'altro, Ov. 

ador, dòris, n., farro, frumento, Hor. ed a. 

addreilS, a, um (ador), di farro, di fru- 
mento, liba, focacce di frumento, Verg. Aen. 
7, 109: sost., adòrea, ae, f., ricompensa in 
grano per il dimostrato valore (nei tempi 

antichi); quindi metOn., gloria della vittoria, 

Hor. carm. 4, 4, 41. 

ad-orior, ortus sum, oriri, farsi sopra 
alzandosi, I) come da un agguato, insidio- 
samente, ostilmente, farsi addosso a quale, o 

q.C, avventarsi contro quale. q.C, assalire 

quale o q.c, a) di fatto, partic come t. t. 
milit., a) coli acc, alqm fustibus, gladiis, 
Cic: alqm a tergo, Cic: imprudentes, Nep.: 
navem, Cic: pagum, Caes. : urbem vi, Liv. : 
di sogg. astr., oppugnatio eos aliquanto atro- 
cior, quam antea adorta est, li assalì, Liv. 
P) assol., assalire, justà pugna, Liv.: ex insi- 
diis, Auct. b. Afr. b) con preghiere, con date 
intenzioni, con ingiurie, rimproveri, ecc., 
alqm, Ter.: alqm tumultuosissime, Cic: alqm 
jurgio, Ter. II) accingersi ad un'impresa 
(partic pericolosa od almeno faticosa), in- 

traprendere q.C, sobbarcarsi a, hoc ipsum, Cic: 

partic seg. dalVinfìn., convellere ea, quae, ecc. 
Cic: urbem oppugnare, Nep. 

adornale, avv. (adornatus da adorno), 

a domai amente ì con eleganza, splendide atque 

adornate declamare (contr. circumeise ac sor- 
dide), Suet. rhet. 6. 

ad-orno, avi, àtum, are, accomodare una 
cosa ad uno scopo, a) per lutile, Vuso = 

provvedere del necessario, allestire, apparec- 
chiare, preparare, ordinare, mettere in ordine, 

naves, Caes.: accusationem, Cic: con ut e il 
cong., Ter. b) per ornamento = provvedere 

di q.C. per ornamento, abbellire, adornare, or- 
nare, a) materialm., fo um magno ornatu, 
Cic: alqm insigni veste et curuli regia sella, 
Liv. p) idealm., justi honores alqm adornant, 
Liv.: benefacta verbis, magnificare, Plin. ep. 

ìid-oro. Svi, àtum, are, rivolgere le proprie 
parole a quale, indirizzare il discorso a quale, 

I) rivolgersi solennemente con parole, cioè 

invocare supplicando Una divinità, supplicare, 
e colVa.cc. di cosa = pregare per q.c, colVacc. 
pers., alqm,Verg.eLiv.:pacem deùm, Liv.: con 
ut e il cong., Liv., o col sempl. cong., Prop. 

II) pregare quale senza parlare, venerare, 
adorare, a) generic. : Phoebum, Ov.: quindi 
onorare, venerare, ammirare, una pers. COSa 

(riconoscendo il suo alto valore), Ennium 
sicut sacros vetustate lucos, Quint. b) = Tipoa- 

XOVSlv, salutare e riverire, secondo il costume 

orientale, quale (partic il signore) colla 
mano destra portata alla bocca e V incurvarsi 



55 adp... 

di tutto il corpo, mostrare la propria venera- 
zione, adorare, alqm Persarum more, Justin.: 
C. Caesarem ut deum, Suet. 

adp... tutti i vocaboli che cominciano 
così, si cerchino sotto app... 

ad-quYescO; ad-quiro, ad-quisltìo, 
V. acqu... 

ad-rado, ràsi,ràsum, ere, radere, rader 
via, partlC. barba e Capelli; mozzare, accor- 
dare rami (contr. abradere), Hor. ed a.: trasl., 
Xsixoópyiov illud... nescìo an satis, circumcisum 
tamen et adrasura est, tolto via (quantunque 
non senza danno) = concluso e definito, 
Plin. ep J 2, 12, 1. 

idruiiiytteum, i, n. ('ASpajióxxsiov), e 
Adramy ttion, li, n. fA8pau.óxxiov), Adra- 
mitteo, città marittima della Misia, non lungi 
dai piedi dell'Ida : ora Adramiti o Edremit. 
— Deriv.: Adramy Itemi*, i. m. (\A5poc- 

fit)XX7]VÓ£), di Adramìtto, Adramitteno. 

Adrastea (ovv. -la), ae, f. ('ASpaoxsta), 

Adrastea = colei cui non si può sfuggire, so- 
prannome di Nemesi. 

Adrasto*, i, m. ("ASpacTog), Adrasto, re 
di Argo, padre di Argia e Deifìle e mediante 
costoro, suocero di Polinice e Tideo ; uno dei 
sette a Tebe, il quale solo per la velocità del 
suo cavallo Arione sfuggì alla morte: Adra- 
stus pallens, pallido come un morto, dal pal- 
lore mortale, perchè om&ra, Verg. Aen. 6, 480. 

adrectus (arrectus), a, um, V. arrigo. 

ad-l*emigO, avi, are, remare verso q.c, 
litori, Fior.: assol, Fior. 

adrepo, V. arrepo. 

Adria, Adriaco*, Adriano*, Vedi 
Hadr ^ 

adrideo, ad rigo, ad ri pio, adrisio, 
adrTsor, adròdo, V. arr 

adrog V. arrog 

adrò*or, adrosus, V. arrosor, ecc. 

Adrumetum (Hadrùmètum), i, n. ('A- 
SpoófiYjxos), Adrumeto, città capitale del By- 
zacium (parte merid. delV Africa), piazza 
mercantile sulla costa del mare; ora Hercla 
o Herclia, secondo altri Susa. — Deriv.: 

Adriillletluo*, a, um, di Adrumeto: plur. 

sost., Adtàmetini, srum, m., gli abitanti di 

Ad., Adrumetini. 

ad* tutti i vocaboli che cominciano 

così, si cerchino sotto ass 

ad*c...., adsp...., adst tutti i vo- 
caboli che cominciano così, si cerchino sotto 
asc , asp , ast 

adi tutti i vocaboli che cominciano 

così, si cerchino sotto att 

Adoatìica, ae, f., castello in mezzo al 
paese degli Eburoni; ora Tongres. 

Adua luci, òYum,Aduatuci, popolo cimbro 
nella Gallia Belgica, nell'odierno Brabante 
meridionale. 

adulali*, lantis, part. agg. {da adulor), 
adulatorio, vei'ba, Plin. pan. 26, 1. 

aduliitio, ònis, f. (adulor), I) carezze 

dei cani, Cic. II) trasl.: a) condotta, por- 
tamento strisciante verso chi è altolocato, 

LÌV.: quindi = 7tpoa%ÓVY]Ot.£, riverenza servile 

verso i principi orientali, Liv. b) generic. 
adulazione, lusinga, servilismo, Cic. 

adulator, òris, m. (adulor), lusingatore 



adultus 



56 



set vile, adulatore, vile piaggiatore, Cornif. rhct. 

ed a. 

adulatorio*, a, um (adulator), apparte- 
nente all'adulazione, adulatorio, exemplar adu- 
latomi dedecoris, esempio di adulazione ver- 
gognosa, Tac. ann. 6, 32. 

5idiilescens,entis, part. agg. col compar. 
(da adolesco), adolescente, giovane, a) agg.: 

homo, Cic.: filia, Cic.: adulescentior Academia, 

Cic. b) SOSt.: a) m., adolescente, giovanetto, 

giovane (contr. puer, grandis natu, senex), 
Cic. ed a.: anche in opposiz. al più vecchio 
od antico dello stesso nome, u giovane, Cic. 

ed a. 3) f., ragazza, fanciulla, vergine, Ter. 

sidìilescentia, ae. f. (adulescens), I) ado- 
lescenza, giovinezza (contr. pueritia, senectus), 
Cic. ed a.: ab adulescentia, Cic: trasl., del 
tempo, Fior, praef. § 6. II) meton., giovenm 
= i giovani, Cic. Arch. 16; de sen. 25 e 48. 

àdìilescentìilii*, a (dimin. di adule- 
scens), a) agg., giovinetto, homo, Ter.: filia, 
Ter.: me admodum adulescentulo,Cic. b)sost.: 

a) adulescentulus, i, m., giovinetto, Cic: ab 
adulescentulo, sin da giovanetto, Cic (3)adule- 

SCentula, ae, f., giovinetta, donzelletta, Comici. 

adulo, avi, àtum, are, strofinare a q.c, 

I) propr., dell'aquila, pinnatà cauda sangui- 
nem nostrum, tergere strofinando, Acc fr.: 
dello strofinarsi per far carezze, proprio dei 

Cani. LUCI'. II) trasl., adulare, lusingare 

quale, Dionysium, Val. Max.: al passivo, nec 
adulari nos sinamus, Cic. 

adulor, atus sum, tiri, strofinarci) accarez- 
zando, far carezze, I) propr., di animali, do- 
minum, Sen.: assol., ferae adulantes, Ov. Il) 

trasl.: a) = TCpoaotovà), riverire strisciando 
servilmente un grande della terra, Dareum, 
Val. Max.: more adulantium procumbere, Liv. 

b) adulare quale, strisciare davanti a quale, 

far la corte ad UYIO, far il piaggiatore con ale, 

alqm, Cic: alci, Nep.: assol, Cic 

adulter, i, m. e adultera, ae, f. e agg. 
ad il Iter, era, crum, I) sost., adultero, adul- 
tera, m., Cic ed a.: f., Hor. e Tac: nei poeti 
anche in senso più largo = drudo, amante, 
in genere, Ov. II) agg.: A) adultero o generic. 
lascivo, impudico, conjux, Ov.: crines, accon- 
ciati lascivamente, Hor. B) falsificato, falso, 
clavis, chiave falsa, Ov. 

ad li Iterili iis,, a, um (adulter), falsificato, 
adulterato, falso, nummus (contr. n. bonus), 
Cic: signum (sigillo), Cic: clavis, chiave falsa 
(contr. ci. vera), Sali. 

adulterìimi, il, n. (adulter), adulterio, 
Cic ed a. 

adultero, avi, atum, are (adulter), I) se- 
durre per Vadidterio , infamare, disonorare, 
stuprare, alqm, Suet. e Hor.: di bastardo me- 
scolamento di pò poli, Fior..* assol. = commet- 
tere adulterio, CÌC: CUU1 alqo, Justin. II) mu- 
tare con elementi estranei fpartic. cattivi), 

falsificare, falsare, adulterare, faciem arte, tra- 
sformarsi, Ov.: jus civile pecunia, Cic 

1. adultus, a, um, V. adoleo. 

2. adulili*, a, um, part. agg. col compar. 
(da adolesco), cresciuto, rafforzato, diventata 

grande, aduli o, I) propr., di pers., animai i 
e piante, Cic ed a. II) trasl.: a) riguardo 
al tempo, avanzato, puer aetate adulta, gin 



57 



adumbratim 



adventus 



58 



mediocremente cresciuto, Cic: aestate jam 
adulta, già avanzata, Tac. b) cresciuto in- 

tensìcam., a) politicarti., rafforzatosi, divenuto 

potente, Athenae, Cic. (3) moralm., adulto, svi- 
luppato, populus, Cic. 

adlllllbrillilll, aw. (adumbratus), gros- 
solanamente, in abbozzo, Luci". 4, 361. 

adumbi*àtio,ò~nis, f. (adumbro), a)«dom- 

bramento, abbozzo di q.C, Cic. or. 103. b) ap- 
parenza, beneficii, Val. Max. 7, 3. ext. 8. 

adumbraliks, a, uni, part. agg. (da 
adumbro), trasl.: a) solo in abbozzo, solo accen- 
nato, ado morato, dii, Cic: imago gloriae (contr. 
eminens effigies virtutis), Cic: quindi quasi 
adumbratae intellegentiae (rerum omnium), 
nozioni ancor solo incompiute, oscure, la- 
tenti, Cic. b) privo di esistenza, finto, esistente 
solo nella fantasia (cO)ltr. verus), reS, Cic.t 
opinio, Cic: e generic. finto, simulato, comitia, 
Cic: vir, mai-ito in apparenza, posticcio, Cic 

ad-umbro, avi, atum, are, fare tm ab- 
bozzo di q.C, uno schizzo; abbozzare, adombrare, 
disegnare, indicare solo nelle linee generali, 

a) propr., alqd, Qumt. b) trasl.: a) ritrarre 

in generale con parole, abbozzare, adombrare, 
accennare, fictos luctus dicendo, Cic. P) imitare 

un'usanza, seguire, Macedonum morem, Curt. 

a<llllicltà«v àtis, f. (adunCUS), curvatura 

ad arco, rostri, Cic. ed a. 

ad-UIlCUS,a, um, piegato in dentro in forma 
di uncino, adunco, uncinato (coiltr. reduncus), 

unguis, Cic: nasus, naso aquilino, Ter. 

ad'ìino, avi, àtum, are, radunare, unire, 

Justin. ed a. (partic nel partic. perf. pass.). 
ad-urgeo(ad-urgueo), ère, incalzare, alqm 
remis, dare la caccia, Hor. carni. 1, 37, 17. 

àd-firo, USsi, UStum, ere, bruciare, abbru- 
ciare, I) propr., cibi (cucinandoli), Ter.: 
capillum, Cic: sine gemitu aduri, lasciarsi 
abbruciare (di pers.), Cic: del sole, sicca 
et adusta erant omnia , Curt. : del gelo e 

del vento, disseccare, danneggiare, Verg. ed a. 

II) trasl., infiammare, della fiamma d'amore, 
Hor. ed a. 

ad-usque = usque ad, I) prep. coIVslcc., 
sino a, inaino a (di luogo, tempo, e nell'indi- 
cazione del grado), Verg. ed a. Il) avv. = 

USque, infogni luogo, dappertutto, Ov. ed a. 

adiislus, a, um, part. agg. col compar. 
(da adliro), adusto, bruciato dal sole, bruno, 

color, Liv. ed a. 

advectlcìiis, a, um (adveho), importato 

da paese straniero, dal di fuori (contr. verna- 

culus), vinum, Sali. Jug. 44, 5. 

advecto, are (intens. di adveho), provve- 
dere continuamente, importare, Tac ann. 6, 13. 

advectus, Ù3, m. (adveho), importazione, 

Tac. hist. 4, 84. 

ad-vr-ho,vexi, vectum, ere, condurre, tras- 
portare, recare, provvedere, procurare, a) attivo: 
frumentum ex agris Romam, Cic: CorcjTam 
peditum mille secum,Liv.: poet., unda advehit 
rates, Ov. b) passivo, advehi, venir condotto 

—- venir trasportato, andare, giungere, venire, 

arrivare, per nave, con o senza navi, in car- 
rozza (con o senza curru, cisio, ecc.): a ca- 
vallo (con senza equo) = venire a cavallo, ca- 
valcare a questa o a quella volta, assol., Ter. ed 



a.: advecta classis, Verg.: e Pompejano navi in 
Luculli hospitium, Cic: ex ca?tris citato equo, 
correre a briglia sciolta, Liv.: cisio ad urbem, 
Cic: col dat. pers., Cic. fr.: colVacc. pers., 
Verg. e Tac. — Partic. sost., advecti, immi- 
grati (contr. indigenae), Tac Agr. 11. 

ad -velo, are, velare, tempora lauro, Verg. 
Aen. 5, 246. 

adieiia, ae, C. (advenio), forestiero, stra- 
niero, I) propr.: a.) di pers. (co ntr. indigena), 
advena quidam, Cic: anus,Ter. b) diuccelli= 
uccello di passaggio, volucres advenae (contr. 
vernaculae), Varr.: adv. grus, Hor. e) di e. 
inan., Thybris, Ov.: amor, amore per una 
ragazza straniera, Ov. II) trasl., straniero, 
novizio, inesperto in q.c, in sua patria, Cic. 

ad-* Olilo, velli, venturo, ire, venire, arri- 
vare, giungere (contr. abire, exire, proficisci), 

I) propr.: a) di pers., assol., advenis modo? 
Cic: a portu, Pìaut.: Athenis Megaram, Cic: 
in provinciam, Cic: col sempl. acc, Tyriam 
urbem, Verg.: col dat. pers., Ter. e Tac: col 
supino in um, me ultro accusatum advenit, 
Ter. b) di e inan., litterae advenere, Suet.: 
del tempo, giungere, interea dies advenit, Cic. 

II) trasl.: a) di condizioni e avvenimenti, 

giungere, avvicinarsi, irrompere, prorompere, 

morbi advenientes et crescentes, Cic: ubi pe- 
riculum advenit, Sali, b) di acquisti, toccare 
in sorte a quale, amicitiam, foedus, Numidiae 
parte m mox adventuram, Sali.: res sua sponte 
mox ad eum advenit, Liv. e) di circostanze, 
advenit id, quod, ecc., a ciò si aggiunge 
che, ecc., Lucr. 3, 823. 

adventlciiis, a, um (advenio), I) che viene 
dai di fuori, a)m gen. (contr. innatus, insitus): 
externus et adv. tepor, Cic: externa atque adv. 
visio, impressione di cose esterne, Cic: neutr. 
plur. sost., assumpta et adventicia (contr. in- 
nata atque insita), Cic. b) partic: a) che 
viene da paese straniero, forestiero, straniero, 
avventizio (contr. vernaculus), genus (avium), 
uccelli di passaggio, Varr.: doctrina transma- 
rina atque adv., Cic. p) ottenuto mediante 
circostanze fuori dei nostri calcoli, straordi- 
nario, fuori del comune, accidentale, strano, res, 

Cic: pecunia, Cic: fructus, guadagno di so- 
prappiù, Liv.: ex adventicio, come felicità ca- 
suale, Sen., o da sostanze altrui (contr. de 

meo), Plin. ep. Il) pertinente all'arrivo (ad- 

ventus), cena, banchetto per V arrivo, Suet. 
Vit. 13. 

advento, avi, atum, are (intens. di ad- 
venio), appressarsi, avvicinarsi, essere in cam- 
mino, partic. colVidea access, di premura = 

accostarsi a passo veloce, prestamente; accorrere, 
sopraggiungere, a) di pers.: assol., CÌC.1 ex 

Macedonia, Curt.: ad Italiani, Cic: Eomam, 
Sali.: col dat. pers., Tac b) di e. inan., ad- 
ventat senectus, mors, Cic: adventante urbi 
clade, Liv. 

adventus, ùs, m. (advenio), I) arrivo, di 

Soldati = ravvicinarsi, raccostarsi (contr. di- 

scessus, decessio), Cic. (anche al plur.): in 
urbem, Cic: ad Pompejum, Cic: trasl., ad- 
ventibus se offerre, andar incontro al venire 
di quale , Cic. ep. 6 , 20 , 1 : di e inan., 
classis adv. Oreum (ad 0.), Liv.: adv. lucis, 
Sali.: adv. in animos et introitus imaginum, 



59 



adverbium 



adverto 



Cic. II) trasl., malorum, il giungere, Cic. — 
Genit. adventi, Ter. Pkorm. 154. 

ad ver blu iti, ìi, n. (ad e verbum), avverbio, 
Quint. ed a. 

ad* ersarius, a, um (adversus), vòlto di 

fronte, dalla parte anteriore; opposto, quindi 

I) in gen., solo sost., ad versarla, òrum, n., libro 

di note, brutta copia, straccio, strucciafoglio (che 

sta sempre aperto, sotto gli occhi; contr. 
tabulae o codex accepti et expensi, libro ma- 
stro, con « dare ed avere », Cic. IIJ pregn., 

che sta di fronte ad uno come avversario, a) 
agg., opposto, contrario, avversario, che con- 
trasta, assol. o col dat., Cic: factio, parte av- 
versaria, Nep. b) sost, a) adversarius, li, 

avversario, nemico, antagonista, rivale, Ter. e 

Cic: adversarii, la parte avversaria in guerra, 
Cic: e adversaria, ae, f., avversaria, Cic. ep. 
2, 4, 2. P) adversaria, òrura, n., affermazioni 

dell* avversario, ragioni contrurie delV altra 

parte, Cic. or. 122. 

adversalrix,trìcis, f. (adversator), avver- 
saria, nemica, contraria, Comici. 

ad versìo, ònis, f. (adverto), il rivolgere a, 
animi, il rivolgere la mente, V animo a q.c, 
Cic. Arch. 16. 

ad versoi* (advorsor), àtus, ari (adverto), 

porsi di fronte a quale, opporsi, fare opposi- 
zione (partic. morale) ad ale. [contr. favere, 
assentari), col dat., Cic ed a.: con in e Vabl., 
Liv.: non adv., seg. da quo minus e il cong., 
Cic: assol, adversante fortuna, Cic. 

1. ad versus (advorsus), a, um, part. agg. 
col superi, (da adverto), vòlto di fronte ; I) 

propr., vòlto di fronte dalla parte anteriore, 
che si trova sulla parte davanti dirimpetto, 
posto davanti, anteriore (contr. avei'SUS, SUpillUS, 

resupinus), et adversus et aversus impudica 
est, davanti e di dietro, Cic: dentes adversi, 
denti anteriori, Cic: manus, palma della 
mano, Cic: adverso corpore, davanti, sul petto, 
Cic: adversa vulnera, adversae cicatrices, sul 
petto, Sali, e Cic: in adversum os vulnera- 
tur, nel volto, Caes.: adversis hostibus occur- 
rere, che fanno fronte, sulla fronte, davanti, 
Caes.: adversos concitare equos, Tun contro 
l'altro, Liv.: itinera adversa, marcia di fronte, 
Tac: hastae adversae cadentes, cadenti sul 
davanti, Liv.: hastis adversis, rivolte contro, 
Verg.: solem adversum intueri,#wan?ar dritto 
verso il sole, Cic: adv. fulgur, lampo che 
guiz» i davanti agli occhi, Suet.: lectus adv.. 
il letto nuziale (che sta di fronte alla porta), 
Prop.: in adversos inontes, Liv.: advorso colle, 
sul colle di fronte, Sali. : adverso flumine, 
risalendo il fiume, la corrente (contr. secundo 
flumine), Caes.: e così adversum amnem sub- 
rectus, Verg.: adversissimi navigantibus venti, 
venti assai contrari, Caes. : neutr. sing. e 
plur. sost., hic ventus adversum tenet Athenis 
proficiscentibus, soffia incontro, Nep.: partic. 
con prep., in adversum, di fronte, Verg. e 
Liv., o Vun di fronte ali 'altro, Prop.: ex ad- 
verso, dirimpetto, Liv., ovv. davanti, Suet. 

II) trasl., 1) che sta di fronte quasi come 
avversario, cioè a) di pers., opposto, di fronte, 

avversario, antagonista (però più riguardo alle 

aspirazioni ed all'azione, che non alla di- 
sposizione dell'animo, quindi spesso uniti 



adversus infestusque, infensus et adversus), 
adversus alci, Cic: col gemt., adversus populi 
partium, Sali.: adverso senatu, adversa patrum 
voluntate, contro il volere del s., Liv. b) di 

C iìian., conti-urlo, C/00 a) sfavorevole, opposto, 

impropizio (contr- secuiìdus, prosperj, adversis 
amibus, Liv.: vuletudo adv., indisposizione. 
Liv.: auspicia adversissima, Suet.: res adver- 
sae, Cic: ovv. casus adversi, Nep., o fortuna 
adversa, Verg. e Nep., avverso destino, sven- 
tura, sciagura, infortunio : col dat., res plebi 
adversa, Liv.: annus frugibus adv., Liv.: neutr. 
sost., adversum, i, n. o comun. plur. adversa r 
òrum, n., sventura, sciagura (contr. secunda. 
prospera), Cic. ed a.: si quid adversi (advorsi) 
acciderit o accidisset, Ter., Cic. e Nep.: res hu- 
manae semper in advorsa mutantur, si cam- 
biano, volgono in male, Sali, p) odioso, odiato, 
quis omnia regna advorsa sunt, Sali. 2) come 
t. t. dialett., opposto ad un concetto, che è o 
ìndica il contrario (contr. par), Cic: adversa 
virtuti malitia, Quint.: neutr. plur. sost., paria 
paribus referunt, adversa contrariis, Cic 

2. adversus (advorsus) e adversum (ad- 
vorsum), propr. partic. di adverto, rivolto 
verso, I) come avv., di fronte, verso, incontro, 

alci adversum ire, andare incontro (partic. 
degli schiavi che vanno a prendere il pa- 
drone), Lucr. e Ter.: adversus arma ferre, Nep. 
IT) prep. coli' acc. (anche posposta all'acc. 
pron. in Sali, e Nep.), A) indica la dire- 
zione; 1) di luogo, incontro, verso, adv. Coiles. 

Caes. 2) riguardo all'agire o sentire, contro 
quale, o q.c. (però senza il concetto access, 
dell' «ostilità», indicando solo l'andare in- 
contro per l'attacco o la difesa), adversus eum 
venit, venne incontro a lui, Nep.: adv. quem 
ilatur, Liv.: adv. alqm dirnicare, Nep.: adv. 
rem publicam facere, Caes.: adv. alqm stare. 
Nep.: e respondere adv. alqd, a q.c, Liv.: così 

pure del Contraddire, Opporsi, contro, in con- 
traddizione «on, adv. legem, adv. rem publi- 
cam, Cic: adversus quod, contrariamente a 
ciò, che ecc., Liv. 32, 2, 5 : e dei mezzi di 
difesa e salvezza, egregium adv. tempestates 
receptaculum, Plin. ep.: quindi invictus, mu- 
nitus adversus alqd o alqm, Sali.: fortis adv. 
alqm, Phaedr. B) indicando la posizione, il 

Sito — dirimpetto, 1) nello spazio, di fronte, 

vis à vis, adv. aedes publicas, Liv. 2) di 
fronte a quale, o q.c, a) = al cospetto di, 

in presenza di quale, davanti, id gratuiti fuisse 

advorsum te habeo gratiam, davanti a te, 
agli occhi tuoi, Ter.: uti excusatione adv. 

eos, Cic. b) nel paragone, contro = in para- 
gone di, accanto a, adv. alqm comparari, Liv. 
e) del procedere, trattare con ale, rispetto, 

di fronte, anche in relazione con ale, quonam 

modo me gererem adversus Caesarem, usus tuo 
Consilio sum,Cic: adversus me omnia audere, 
a mio riguardo, Cic: partic. spesso di senti- 
menti obbliganti, come amore, stima, vene- 
razione verso quale o q.c, est pietas justitia 
adversus deos, Cic: adv. deos impii, Cic: gra- 
tus adv. alqm, Sen. 

ad-verlo (advorto), verti (vorti), versum 

(vorsum), Cie, volgere, rivolture verso (contr. 

avertere), I) ogg. mater.: a) generic: se in 
plateam, Ter.: agmen urbi, Verg. b) come 1. 1. 



61 



advesperascit 



advoivo 



62 



nautico, colla nave, ecc., volgere, rivolgere, 
classem in portimi, Liv.: proras terrae, Verg.: 
notae advertutitur arenae, si dirigon le navi 
a, ecc., si approda a, ecc., Verg.: passivo me- 
diale coWa.cc. della meta, Scy thicas advertitur 
oras, Ov. Il) rivolgere gli organi dei sensi, 
la mente, quale, verso un punto, un oggetto, 
A) verso un altro punto, ad un altro 
oggetto: a) rivolgere gli organi dei sensi <* 

q.C, partic. gli OCChi = guardare a, 
verso q.C. ; le Orecchie = prestar attenzione, 

ascoltare q.c, lumina in quameumque aedis 
partem,Ov.: vultus sacris,Ov.:aure-> ad vocem, 
Ov.: aurem monitis, Prop.: e della divinità, 
niiraen raalis, Verg.:. e senza indicare il dove, 
adv.oculos,Curt. h)V animo, a) animum (ani- 
mos) e (raro) mentem advertere (unito = ani- 

madvertere, V.J = rivolger la mente, l'animo, 
il pensiero, l'attenzione; badare, stare attento, 

osservare q.c, mentem huc, Verg.: animos ad 
religionem, Lucr.: col dat., animos monitis, 
Ov.: seg. da ne e il cong. = « badare di 
non, ecc. » animum advertant, ne quos offen- 
dane Cic: assol., animum adv., Cic: e sempl. 
advertere, come paucis, adverte, docebo, Verg. 
P) animum advertere (unito = animadvertere, 
V.) = (in seguito all'attenzione), osservare 

q.C, notare, vedere, riconoscere, alqm in C011- 

tione stantem, Cic: vitium, Caes.: inter saxa 
repentes cochleas, Sali.: seg. dalVa.cc. e Tin- 
nii., Cic. e Caes.: seg. da prop. relat, Cic.: e 
sempl. advertere (senza animum), seg. dal- 
Z'acc. e sim.,Tàc: e con animo (animis),eome 
ad nos pervenisse animo adverto, Plin.: quae 
dicam animis advertite vestris, ponetevi in 
mente,Verg.: quindi aa) percepire = provare, 
sentire, alqd gr&vitei', prendere in mala parte, 
Ter. heaut. 570. pp) percepire con risenti- 
mento e quindi punire, castigare, durius, Tac: 
in alqm, Tac. y) animum alcjs o alqm adver- 
tere, rendere ale attento, avvertire, acciocché 
faccia una cosa, Tac. B) attirare sopra di 
sé, a) gli organi dei sensi di quale, ge- 
mitus ac planctus etiam, militum aures oraque 
advertere, Tac. b) V animo o quale (col suo 

animo) =^ rivolgere su di sé l'attenzione di ale, 

attrarre, omnium animos in se, Sem: alqm, 
Tac. e) tirarsi addosso un male morale, ve- 
centia veteraque odia, Tac. ann. 4, 21. 

atl-vesperaseJI, avit, ere, comincia a 

farsi sera, si fa buio, Cic. ed a. 

a<l-vIg?Io, avi, atum, are, vegliare presso 

q.c, vigilare, a) miterialm., ad custodiam ur- 
bis, Cic: nepoti, Tibull. b) moralm., dedicare 

la propria vigilanza ad Uìia COSCI, vigilare, ve- 
gliare, stare attento, usar attenzione, Tei'.: pi'0 

rei dignitate, Q. Cic. 

advoeallO, ònis, f. (advoco), il chiamare a 
sé, l'invitare, quindi pregn. Come t. t. = con- 
sulta, consulto generale ili periti su materie dif- 
ficili, intorno a quistioni difficili, I) in gen., 
Cic II. Verr. 1, 129. II) partic: a) astr., 
consulto legale, in advocationibus, Cic. ep. 7, 
10, 2 : e da quando gli advocati nell'epoca 
imperiale comparvero a trattare le cause in 

nome di quale, = trattazione di una causa, 
assistenza davanti al tribunale, avvocatura, 

Quint.: quindi nella locuzione advocationem 
postulare, petere, dare, consequi = occasione, 



permesso, termine legale per avere un consulto 

legale con periti ovv. (nelV epoca imperiale) 

di procurarsi l'assistenza legale, Cic e Seil.: e 
trasl., generici dilazione, sospensione, termine 
legale, Sem ed a. b) concr., meton. == i pe- 
riti chiamati a consiglio, tanto i giureconsulti 
chiamati prima a consiglio privato e poi 
davanti al tribunale, quanto gli amici che 

consigliavano, assistenti in genere, Cic ed a. 

advììcatiis, i, m. [propr. partic. di ad- 
voco), colui che è chi a m ato, pregn. =* 
a) nei tempi della repubblica, amico, perito, 
e segnatam. giureconsulto, il quale chiamato 
a consiglio per una lite, una quistione da 
portarsi in tribunale, sosteneva davanti al 
medesimo una delle parti colla sua presenza, 
Cic ed a. b) nell'epoca imperiale — patro- 
nus causae, colui che conduce il processo 

per quale, difensore, procuratore, patrocina- 
tore, avvocato, Quint. ed a. 

ad-VOCO, avi, atum, are, chiamare, far ve- 
nire a, pregn. = chiamare, invitare, per qual- 
che azione, consiglio; come consigliere, adiu- 
tore, ecc., I) in gen.: a) pers.: contionem 
populi, concilium, Cic: alqm in consilium, 
Cic: populum in ovv. ad contionem, Liv.: e 
senza acc, adv. ad contionem, Liv.: adv. ad 
obsignandum, Cic: adv. eo senatum, Sali.: ad- 
vocari aegro (dat.), Ov.: e così gaudiis, Hor. 
(3) ogg. inan.: omnia arma, Verg.: senatus po- 
pulique Rom. obliterata jam nomina sacra- 
mento, prestar giuramento, in nome di, ecc., 
Tac hist. 1, 55: desiderare iracundiam advo- 
catam, desiderare Valuto, Cic: e così adhi- 
bere oculos advocatos, artem advocatam sen- 
sibus, prendere in aiuto, Cic II) partic: 
a) come t. t. giurid.: a) nei tempi della re- 
pubblica : aa) del giudice, adv. in consilium 
e adv. alqos sibi, chiamare a sé periti per 
un consiglio sopra una causa, Cic. PP) delle 

parti, chiamare, invitare UH amico, UH pe- 
rito, partic. un giureconsulto per consiglio 
in una causa e perchè assista personal- 
mente in tribunale, produrre, alqm, Cic: 
alqm contra alqm, Cic: assol, aderat fre- 
quens, advocabat, Cic. p) nell'epoca impe- 
riale, cercare, prendere un procuratore, un av- 
vocato, hic advocat, hic adest, Sem: contra 
Caesarem adv., Sem: quindi scherzosam., ve- 
rnanti advocandi peto, chiedo tempo (per il 
desiderato lavoro), di prender consiglio, Plin. 
ep. 5, 8, 11. b) chiamare in aiuto una divi- 
nità, deum sibi, Catull.: deos, Liv. 

adi olatus, abl. ù, m. (advolo), volo verso 

qualche luogo, Cic. poèt. TuSC 2, 24. 

ad volo, avi, atum, are, volare a, I) propr., 
di uccelli, ad aves.Cic: in Italiani trans mare, 

Vari'.: in forum, LÌV. II) trasl., volare = affret- 
tarsi, venire, andare velocemente, a) di pers , 

assol, Cic: ad alqm, ad urbem, Cic: ad pabula- 
tores, piombare a (dosso a, ecc., Caes.: Romani 
e Lucania, Eutr.: Larino (da L.) Romam, 
Cic: rostra, volare ^precipitarsi) air, Cic: 
in auxilium, Suet. b) di e inan., ejus eiSooXov 
mihi advolabit ad pectus,Cic: fama mali tanti 
advolat Aeneae, Verg. 

ad-volvo, vi, lutum, ere, volgere a, acco- 
stare, congesta robora foci?, Verg. — Quindi 
advolyi e se advolvere, d/ suppliche voli, cadere, 



63 



idvorsum 



ae dita us 



64 



prostrarsi, genibus o pedibus alcjs,Liv. eCurt.: 

genua alcjs, Sali, fr.: se adv. genibus alcjs, Liv. 

advorsum, advorsus, ad\ orlo, V. ad- 

versum, adversus, adverto. 

adylmti, i, n. (àSmov) e cornuti, plur. 
adyta* òrum, n. (aSoxoc), il non accessi- 
bile = la parte più riposta (interdetta ai pro- 
fani) di un santuario,, partic. quella da cui i 
sacerdoti comunicavano i responsi degli dei, 
recesso, Verg. ed a.: ima adyta, di una tomba, 
Verg.: poet. generic, ex adyto cordis, dal 
più profondo, ecc., Lucr. 

AesIcTdéTus», cìdes, V. Aeacus. 

Aeacus, i, m. (Aìaxóg), Baco, re mitico di 
Egina, figlio di Giove e di Egina o Europa, 
padre di Peleo e Telamone, e così capostipite 
degli Eacidi (V. sotto Aeacides); a motivo 
della sua pietà e rettitudine, dopo la sua 
morte, insieme con Minosse e Radamanto, 
re delle ombre neìl'Averno. — Deriv.: 
Aeacides, ae, m. (AìcmciSyjs), Eacide, discen- 
dente maschile di Èaco, quindi figlio, nipote 
(partic. Achille), pronipote e discendente in 
genere. — Deriv. da questo: Aeacldcìus, 

a, um, appartenente agli Eacidi, degli Eacidi, 

regna, V isola di Egina, Ov. 

4eaee, ès, f. (Aìaiv; vyjaos), Eea, nome 
di un'isola, preso dal mito della spedizione 
degli Argonauti, sede della maga Circe e di 
Calipso. — Deriv.: Aeacus, a, un) (kiaìog), 
di Eea, a) soprannome di Circe,Yerg.: quindi 
Ae. artes, Ae. carmina, arti magiche, parole 
magiche, Ov.: Ae. Telegonus, figlio di Circe, 
Prop. b) soprannome di Calipso, puella, Prop. 

Aebìitlus, li, m., Ebuzio, gentilizio ro- 
mano; quindi Aebìilìus, a, um, ebuzio, di 

tén Ebuzio, lex, Cic. 

Acctì lamini, i, n., città degli Irpini nel 
Sannio, nel Medio Evo Eclano, presso al- 
T odierna Mirabella. 

aedeool, V. edepol. 

aedo* e aedi*, is, f.,propr., fabbrica, 
edifizio come abitazione, quindi I)al sing.: 
A) un'abitazione che consta di uno spazio, 

a) casa, Hor. lo) camera, stanza, Curt. B) san- 
tuario, tempio; ogni volta che il senso non è 
dato dal contesto, coli 'aggiunta di sacra o 
del genit. del nome di una divinità, aedes 
sacra, Cic: aedes Minervae, Cic: plur., com- 
plures aedes sacrae,Cic:duae aedes, Fortunae 
et Mortis, Liv.: aedes deorum, Hor. e Suet.: 
nel contesto sempl. aedes, p. es. del tempio di 
Apollo Palatino (in cui si leggevano pubbli- 
camente i componimenti poetici), Hor.: trasl., 
aedes aurata, edifizio informa di tempio, sotto 
cui era stato collocato il cadavere di Cesare^ 
catafalco, Suet. II) al plur. aedes, tum, f., 
abitazione, casa, come complesso di stanze 
(contr. pergula), unae, Ter.: ruino^ae, Cic: sa- 
lubres, pestilentes, Cic: liberae, abitazione 
libera, Liv.: trasl. = celie delle api, Verg. 

aedlcìila, ae, f. (dimin. di aedes), pic- 
colo e di fiz i 0, I) al sing. = piccolo san- 
tuario, tempietto, piccola cappella, Victoriae, 

Liv.: per lo più solo come nicchia nelle pa- 
reti dei tempi e e delle case o negli angoli 
sporgenti delle case, Cic, Liv. ed a. II) plur. 

aediculae, àrum, f., piccola (meschina) abita- 
zione, elisacela, Cic ed a* 



acdìi'iealTo, ònis, f. (aedifico), costruzione, 
I) astr. = fabbì-ica, consilium aedificationis, 
Cic: aedificationem abicere, deporre il pen- 
siero di fabbricare, Cic. II) concr., meton. 
= edifizio nel suo principio e compimento, co- 

struzione, fabbrica di un edifizio, Cic: plur. edi- 
lìzi, Tac 
t aedìf ìciUiuncula, ae, f. (dimin. di ae- 

dificatio), piccolo edifizio, fabbHchetta, Cic ad 

Q. fr. 3, 1, 2, §5._ 

aedifìcàtoi*, oris, m. (aedifico), costrut- 
tore, I) ingen., fabbricatore, architetto, mundi, 
Cic II) pregn., amante del fabbricare, sma- 
nioso di fabbr., Nep. ed a. 

aedifìcTuiu, il, n. (aedifico) ogni edifizio, 
fabbrica, aedificia publica, privata, sacra, pro- 
fana, Cic: extruere aedificium in alieno, Cic. 

aedi fico, avi, atum, are (aedes e facio), 

edificare, fabbricare, a) ttSSOl. = costruire, eri- 
gere un edifizio, Cic. ed CI. b) coll'acc. = fab- 
bricare, fondare, costruire, creare, domum, UT- 

bem, navem, hortos, Cic: mundum, Cic: rem 
publicam (ut architectus), Cic. 

aedlliciiis, a, um (aedilis), concernente 
Vedile, appartenente ali 'edile, che muove dal- 
l'edile, edilizio, dell'edile degli edili, a) agg.: 

munus, Cic: scriba, Cic: vectigal, imposta de- 
gli edili (tributo che gli edili esigevano dalle 
Provincie per sopperire alle spese dei giochi e 
delle largizioni al popolo), Cic b) sost., aedi- 

licius, li, m., uno che è stato edile, ex-edile, Cic. 

aedilis, is, m. (aedes), edile, ufficiale dello 
Stato, I) in Roma vi erano in principio due 
aediles plebei o plebis oov. plebeji, edili della 
plebe, creati dopo la pace del monte Sacro (260 
di R., 494 av. Cr.) insieme coi tribuni: nel- 
l'anno 388 di Roma si aggiunsero due aedile8 
curulès, edili curali. Gli aediles plebis cura- 
vano soltanto i giuochi della plebe, gli aediles 
curules soltanto i giuochi romani o grandi. 
In comune tutti gli edili erano incaricati 
della polizia, della sicurezza pubblica, ed 
in particolare della sorveglianza sul mer- 
cato (quindi Justin. 21, 5, 7, aediles, come 
traduzione di àyopavdiiot. direttori del mer- 
cato). L'anno 44 av. Cristo (710 di R.), Ce- 
sare nominò ancora due edili di condizione 
plebea, gli aediles cereales, ai quali venne 
affidata esclusivamente la sovr intendenza 
sopra il mercato e il vettovagliamento della 
città, Suet. Caes. 41. II) nei municipii e 
nelle colonie vi erano aediles duumviri, trium- 
viri, ecc., i quali in alcune città costituivano 
la suprema magistratura, ma per lo più 
erano una specie di magistrati inferiori, in- 
caricati come in Roma, per lo più della sor- 
veglianza sulle costruzioni, sui mercati e del- 
l' ordinam. dei giuochi, e che avevano anche 
una giurisdizione a ciò attinente. 

aedilYtas, atis, f. (aedilis), edilità, carica, 
anche funzione dell'edile, Cic ed a. 

aedis, is, f., V. aedes. 

acdìlìuius, i, m., V. aeditumus. 

acdUuens, tis, m. (aedes e tueor), cu- 
stode del tempio, Lucr. 6, 1273. 

aeditumus (aeditlmus), i, m. (aedes), cu- 
stode del tempio, Serv. (iti Cic) ed a. 

aeditìius, i, m. (aedes), custode del tempio, 
Cic ed a.: trasl., aeditui, quasi custodi nel 



65 



Aedi 



Aeg-os Sumeri 



66 



tempio del merito (dei poeti), Hor. ep. 2, 
1, 230. 

Aeiiìtus (Haediius), i, m., Eduo, plur. 
Acdùi (Haediii), òrum, m., Edui, popolo 
della Gallia tra V Arari (ora. Saóne) e il 
Liger fora Loire), la cui città più notevole 
era Bibracte. 

Accia, ae, m. , raro Acclcs, ae, m. 
(Aìyjtyjs), Eeia, re di Ea nella Colchide, figlio 
di Helios (dio del sole), padre di Medea, 
coli 'aiuto della quale gli Argonauti gli ra- 
pirono il vello d'oro. — Deriv : A) Acc- 
tacus, a, uni (AtYjxalos), appartenente ad 
Eeta, eeteo, fiiies, cioè la Colchide, Catull. 
B) AectTa*, adis, f. (Anquas), figlia di Eeta, 
cioè Medea, Ov. C) Accline, ès, f. (Atrjxìvy]) 
= Aeetias, Ov. 

Adula, ae, f. e Adulimi, i, n., Efuia, 
piccola città sui monti degli Equi (nel La- 
zio), a settentr. di Preneste. — Deriv.: 
1 dui sin li*, a, uni, di Efuia. 

Aegaeon, ònis, m. (Aìyauov), V.Briareus. 

Acgacus, a, um (Aìyatog), egeo, a) nome 
dell'arcipelago tra la costa orientale della 

Grecia e VAsia Minore, mare Egeo, Arcipe- 
lago, turco Ak-Denghiz, Aeg. mare, Cic.: 
Aeg. aequor, Ov.: nei poeti anche sempl. 
Aegaeum, i, n. b) pertinente al mar Egeo, 
fluctus, Mela : tumultus, Hor. 

Aeratesi, lum, f., con o senza insulae, 
gruppo di tre isole sulla costa occidentale 
della Sicilia, tra il promontorio Lilibeo e 
Drepanum (cioè le isole Aegusa, Hiera e 
Phorbantia; ora gruppo delle Egadi, Favi- 
gnana, Maritano e Levanzo), nelle cui vi- 
cinanze si diede una battaglia navale, che 
decise le sorti della prima guerra punica 
(2él av. Cr.). 

Ac^cac, firum, f. (Aìystai), Egea, I) città 
dell'Emazia, in Macedonia. II) città della 
Gilicia; ora castello di Ajas Kala. — De- 
riv.: Aegcàtcs, ae, m. (AìysiaxY]?), di Egea, 
egeate, e Acgcàdcs, ae, m. (Aìysia§Yjs), 



aeger, gra, grum, indisposto, I) fisicam., 

indisposto, egro, infermo, ammalato, sofferente 

(contr. sanus), a) di ess. anim., del loro 
corpo, ecc.: a) di ess. anim.: Tiro, Cic.: sus, 
Verg.: graviter aegrum esse, Cic: homines 
aegri gravi morbo, Cic: aeger ex vulnere, Cic: 
aeger pedibus, Sali.: sost., aeger, gri, m., un 

ammalato, Cic: e aegra, grae, f., un'ammalata, 

Ter. p) del corpo e delle sue parti: corpus, 
Cic: stomachus, Hor.: e così di Stati conside- 
rati come corpi, pars rei publicae, malata = 
scompigliata, Cic: res, Liv. y) di condizioni 
o attività fisiche, sofferente, valetudo, Cic: e 

stanco, debole, quindi anche grave, difficile, 

anhelitus, Verg.: balatus, Ov. b) di vegetali, 
seges,Verg. II) moralm., indisposto, eprecis. 
pi?r ogni specie di commovimento della pas- 
sione, malato, egro, infermo, preoccupato, mesto, 
di malumore, malcontento, annoiato, rattristato, 

triste, a) di pers., del loro animo, della mente : 
homines, Verg.: animus, Sali.: municipia, diffi- 
cili, che rifiutano l'ubbidienza,Ta,c: coli' ahi., 
aeger animo, Enn. in Cic, e animi, Liv.: aeger 
animus avari tià, Sali.: aeger amore, Liv.: curis, 
Verg.: e col genit. causae, aeger consilii, ir- 



resoluto, dubbioso, Sali. fr. b) di condiz. mo- 
rali, mentali, o che toccano V animo, la mente, 

penoso, doloroso, gravoso, deplorevole, amor, 

mors, Verg.: senectus, Ov.: aegris oculis intro- 
spicere alqd, di mal occhio, Tac 

Aegéùs, ci, acc. ca, m. (Aìysós), Egeo, 
figlio di Pand ione, re di Atene, padre di 
Teseo. — Der iv.: Aegfilcs, ae, m. (Aìyeì- 
bv\z), Egide = discendente di Egeo, partic. il 
figlio Teseo. 

Aerisi leu s, ci, m. (AìyiaXsós), Egialeo, 
figlio di Eeta, fratello di Medea, chiamato 
anche Ab sirto. 

Aegidés, V. Aegeus. 

Aegim finis, i, f. (Aìytjioupos), Egimmo, 
isola del golfo di Cartagine, circondata da 
pericolose secche e scogli, a 30 miglia da 
questa città; ora Djamur o Zimbra. 

Aegina, ae, f. (A'iyiva), Egina, isola del 
golfo Saronico, tra V Attica e VArgolide. - 
Deriv.: Aeglnenses, Tum, m., e la forma 
greca Aeglnctae, àrum, m. (AìyiVYjicu),#Zi 
abitanti di Egina, Eginesi, 

Achilli uni, li, n. (Aìyiviov), Eginio, città 
dei Timfei in Macedonia, ai confini del- 
l' Epiro; ora Erkinia. — Deriv.: Acgl- 
nieiises, tum, m., abitanti di Eginio, Egi- 
niesi» 

Action (Aegtum), li, n. (Aiyiov), Egio, 
una delle dodici città achee sul golfo di Co- 
rinto; ora Vostitsa. 

aegis, gidis, acc, comun. gtda, f. (atyfe), 
egida, a) secondo la leggenda omerica (da àl£, 
commovimento tempestoso), lo scudo di Giove, 
ch'egli scuote colla sinistra, scagliando il 
fulmine colla destra, per destare tempeste e 
spavento (adunque l'oscuro nembo solcato 
dai lampi), Verg. Aen. 8, 354. b) secondo 
la leggenda pia tarda (da aig, capra), come 
arma speciale di Minerva, talv. come scudo 
nel suo braccio sinistro, ordin. come squa- 
moso usbergo, colla testa di Medusa in 
mezzo, e cogli orli circondati da serpenti, 
V. Hor. carni. 3, 4, 57. Ov. met. 2, 754 e sgg.: 
e 6, 79. Verg. Aen. 8, 435 e sgg.: per respin- 
gere e difendere altrui,Ov. met. 5, 46 : quindi 

trasl. = scudo, riparo, arme, Ov. rem. 346. 

AegTsos, i, f. (A'iyiaaos), Egiso, antica e 
potente città della Mes<.a inferiore, sulle rive 
del Danubio; ora Jsaktschi o Tultscha. 

Acgisthus, i, m. (AiyujQos), Egisto, figlio 
di Tieste, seduttore di Clitennestra, insieme 
alla quale uccise il marito di lei Agamen- 
none; fu poi ucciso da Oreste: appelU un 
Egisto = un adultero, Suet. Caes. 50. 

AegYiini, V. Aegion. 

Aegle, ès, f. (&i*{kr\),Egie, nome di donna, 
partic. della più bella delle Naiadi, resa 
da Helios madre delle Grazie, scambiata da 
òeneca colla maggiore delle figlie, Aglaja. 

aegocerds, ròtis, m. (atyoxépojs), capri- 
corno, come segno dello Zodiaco, lai. puro 
capricorni^, Lucr. ed a. poeti. 

Aegos tifimeli, mmis, n. (Atyò$ TCoxau-ós 
= fiume della capra), Egospotamo, 
fiume e città del Chersoneso Tracio ; ora Ga-^ 
lata; noti per la sconfitta decisiva toccatavi 
dagli Atenitsi per opera di Lisandro (405 
av. Cr.), 



Georges- Calong hi, Dizionario latino-italiano. 



3 



67 



aemulus 



68 



aegrè, avv. col compar. e superi, (aeger), 
X) fastidiosamente, mal volentieri, dolorosamente 

(contr. volup), aegre est mihi o meo animo, mi 
rincresce, mi fa male, mi è grave, e sim., Co- 
rnici: aegre facere alci, far dispiacere, far 
male ad ale, Ter.: aegre alqd ex alqo audire, 
Ter.: aegre ferre, provare affanno, dolore, 

Cic. II) con fatica, faticosamente, con sforzo, 
difficilmente, a stento (contr. facile), a) ge- 

neric: aegre divelli, aegrius depelli, Cic: die- 
bus xx aegerrime conficere alqd, Caes. b) con 

fatica = appena, quasi non (sinon. dì VÌX, 

quindi uniti vix et aegre, vix aegreque), se 

tenere, Cic. e) con fatica = con interna vio- 
lenza, malvolentieri, pati, Liv.: ferre alqd, Cic: 
aegerrime id ferre, Liv.: e aegre ferre colVa.cc. 
e Z'infin., Cic, ovv. col quod, Curt.: aegre ha- 
bere, colla.ee. e Tinfin., Liv.: aegre careo, Cic 

aegreo, ère (aeger), essere ammanto, Lucr. 
3, 106 e 822. 

aegresco (aegrisco), ere (aeger), amma- 
larsi, I)fisicam., di pers., ecc., Lucr. II) mo- 

ralm.: a) di pers., affliggersi, rattristarsi, lon- 

giore sollicitudine,Tac bj di affetti, inasprir si, 
violentia Turni aegrescit medendo, Verg. 
aegr linóni a, ae, f. (aeger), seni mento 

di tristezza, travaglio d'animo, tristezza, do- 
lore (cfr. aegri tu do, n° II), Cic ed a. 

negri sco, V. aegresco. 

negri (fido, dtnis, f. (aeger), condizione di 
chi è sofferente, indisposizione, I) del corpo, 

lo star male, malattia, infermità, TaC, e pilli'., 

Eutr. II) dell animo, travaglio, tristezza, come 

affanno, cordòglio, cura, anche al plur., Cic 

ed a. 

aegror, òris, m. (aeger), maiattia,LucY. 6, 
1130, 

ncgrÓtatlO, onis, f. (aegroto), Tessere am- 
malato, il sentirsi male, indisposizione, ma- , 

lattia, I) del corpo, V. Cic. Tusc 3, 23 e altr. 
(anche al plur.). II) dell'animo, malattia, 

travaglio d'animo, V. Cic Tusc 3, 8 ed altr. 
negróto, are (aegrotus), essere ammalato 

(contr. sanum, saniorem esse), I)propr.: A) 

fisicam., essere ammalato, ammalare, graviter 

(gravius,.gravissime), Cic: vehementer diuque, 
Cic: periculose, Cic: leviter, Cic: mortifere, 
Plin. ep.: graviter aegrotare coepisse, amma- 
larsi gravemente, Cic B) moralm., essere am- 
malato, soffrire, ea res, ex qua animus aegro- 
tat, Cic: quo me aegrotare putes animi vitio? 
Hor. /Jj.trasL, di C astr., scemare, eeclis- 
sarsi, aegrótat fama vacillans, Lucr. 
. ae/gróliis, a, um (aeger), che non sta bene 

(COIltr. S.anus), I) indisposto, infermo, amma- 
lato, sofferente, Cic: di Stati, res publica, in- 
fermaXsconvolta), Cic: dì animali, leo, Hor.: 
sost., a^egrotus, i, m., un ammalato, Cic II) 
twJbato da passioni, malato, infermo, animus, 
malato d'amore, cuore infermo, Ter. 
■ AesynJins, a, um, V. Aegyptus. 
Ae^y Jltus, i, f. (My\ì7ixoc,), Egitto, meton. 

= esercito egiziano, Verg. 8, 687 e 705. — 

D.er.iv.: /legyptìus, a, um (AtyÓTmos), 
egizio,. r ex, Cic/. bellum, Nep.: litterae, gero- 
glifici, Tac: sost., Aegyptius, ii, m., un Egizio, 
un Egiziano, sing. e piar, in Cic 
L aell.no* S> i, rn. (aiXlVOc;), canto lamente- 
vole, Ov. am. 3, 9, 23. ' . :. . 



%elTus, a, um, Elio, nome di una gens ple- 
bea romana (che comprendeva le famiglie dei 
Paeti e dei Tuberones), come agg. = elio, lex 
Aelia (et F una) de comitiis, Cic — Deriv.: 
Aclìanus, a, um, eliano, di Elio, oratiun- 
culae, di L. Elio Tuberone, Cic: jus, le legis 
actiones, raccolte da Sesto Elio, Cic. 

A elio, ùs, f. ('AeXXw = rapida come tem- 
pesta, da asXXa), Aeiio, I) una delle Arpie, 
Ov. met. 13, 710. II) cane di Atteone, Ov. 
met. 3, 219. 

Aemìlianus, a, um, V. Aemilius. 

Aemilius, a, um, Emilio, nome di una 
delle più antiche genti patrizie di Roma, 
dalle sette famiglie più notevoli della quale 
(Barbulae, 'Lepidi; Mamercini, Papi, Pauli, Re- 
gilli, Scauri) uscirono uomini segnalatissimi. 

— Come agg. =EmiUo, Aem. tribus, una tribù 
rustica, Cic: Aem. via (anche sempl. Ae- 
milia), la strada maestra fatta dal console M. 
Emilio Lepido (567 di R.J, la quale distac- 
candosi dalla via Flaminia, conducevi da 
Mimini (per Bologna) fino a Piacenza, Liv. 
ed a.: Aem. ludus, scuola di gladiatori sta- 
bilita da P. Emilio Lepido, Hor.: Aem..ratis, 
nave che portò a Roma il bottino facto da 
Em. Paolo nella guerra con Perseo, Prop. 

— Deriv.: AemTlìanus* a, um, apparte* 
nente alla gente Emilia, Emiliano, P. Scipio 
Aemilianus , Scipione Africano Minore , 
propr. figlio di L. Emilio Paolo, poscia 
figlio adottivo di Scipione Africano Mag- 
giore, Liv. ed a.: sost, Aemiliana, òrum, n., 
sobborgo di Roma, e precis. probab. quello 
della Porta Fontinalis, ove più tardi Traiano 
stabdì un Forum, Suet. 

Aemónia, -nis, -nìus, V. Haemonia. 

aem fila, V. aemulus. 

aem fila lio, ònis, f. (aemulor), I) emula- 
zione, gara, laudis, Nep.: alit aemulatio inge- 
nia^ Veli. II) in s*nso cattivo, invidia, ge- 
losia, rivalità, Nep. ed a.: plur., aemulationes, 
gelosie, Cic 

acmfilator, òris, m. (aemulor), emulo, 
Sen. ed a.: Catonis, imitatore, Cic 

acinfilàtiis, ùs, m. (aemulor) = aemu- 
latio (V.), emulazione, Tac: in senso cattivo, 

invidia, gelosia, TaC 

aeillfilor, àtus sum, ari, sforzarsi di essere 

affatto uguale ad una pers. o cosa, I) in senso 

buono, sforzarsi di raggiungere una pers. O 

cosa, gareggiare con quale, o in q.c, a) di 
pers. collaec. alqm, Nep.ec? a.: ejus instituta, 
Cic: studia alcjs, Liv.: col dat., alci, Quint.: 
assol., Tac b) trasl., di sogg. inan., quasi 

gareggiare con Una COSa nei SUOÌ pregi, ugua- 
gliarla, collaec., illas acclamationes, Plin. pan. 
II) in senso Cattivo, emulare invidiosamente 
U.na p>srs. COSa, essere geloso, invidioso di 
q.C., guardare con occhio invido una pers. 0. 

cosa, collaec.: umbras suas, Prop.: commi, 
col dat., alci, Cic. ed a.: vitiis, Tac: cum ak[o, 
Liv.: inter se, Tac: affatto assol., Cic. ed a. 

acni ìli US a, um, che si sforza di ugua- 
gliare in tutto una pers. o (in) una cosa, I) 
in senso buono, emulo, che emula, che gareggia, 
emulatore, competitore, rivale, a) propr., col 

dat., quae (patria) nunc subit aemula laudi, 



69 



Aemus 



Aeolus 



70 



Verg.: comun. col genit., se aemulum mea- 
rum laudium exstitisse, Cic: coZZ'acc, facta 
consultaque ejus aemulus erat (= aemulatus 
erat), Sali, fr.: sost., aemulus, i, m., alcjs, Cic. 
ed a.: citra aemulum, senza pari, Quint. b) 

trasl., che uguaglia, pareggia neliUSO, nelle 

qualità, un oggetto, tibia tubae aemula, Hor. 

II) in senso CattlVO, geloso, invidioso, rivale, 

competitore, a) generic.: Carthago aemula im- 
perio Komani, Sali.: remoto aemulo, Tac: di 
e. inan., aem. senectus, invidiosa (dei pri- 
vilegi della gioventù), Verg. b) partic, ae- 
mulus, i, m., e aemula, ae, f., il o la rivaie in 
amore (sinon. di rivalis), m. in Cic, f. in Ov. 

Aemus, V. Haemus. 

Aenàrìa, ae, f., Enaria, isola vulcanica, 
con sorgenti calde, sulla costa occidentale 
dell'Italia, dirimpetto alla Campania, così 
chiamata come luogo di approdo di Enea, 
presso i greci Pithecusa (V.), nei poeti lat. 
anche Inarime (V.); ora Ischia. — Alcuni 
distinguono due isole, Aenaria e Pithecusa. 

Acnea, ae, f. (Atvsioe), Enea, città della 
Calcidica sul golfo Tertnaico; secondo la 
leggenda locale, fondata da, Enea. — De- 
riva Aeneates, um, m. (Atvsàxat), abi- 
tanti di Enea, Eneati. 

Aeueades, V. Aeneas. 

Aeneas, ae, m. (Atveiag; acc. greco Ae- 
nean, Aìvstav), Enea, figlio di Anchise e di 
Venere, eroe dell'Eneide, proavo dei Ro- 
mani, onorato dopo la sua morte come Jup- 
piter Indiges ; quindi Aeneae mater, Venere, 
Ov.: Aeneae urbs, Roma, Ov. — Deriv.: 
A) Aenrìidès, ae, m. (AìveóSv]£), Eneade 
(= discendente di Enea), a) sing : a) il 
figlio di Enea, Ascanio. (ì) Augusto, come 
discendente, per immaginaria genealogia, da 
Enea, b) plur., Aeneadae, darum (e -dum), 
m., a) = i compagni di Enea, o i Troiani 
in genere, §) = i Romani. B) Aencis, ì'dos, 
acc. ìda, f., Eneide, il celebre poema di Vir- 
gilio, il cui eroe è Enea. C) Aencius, a, 
um, di Enea, appartenente, attinente ad Enea. 

Ae ii eii Ics, V. Aenea. 

aéneàtóres, um, m. (aeneus), suonatori 
di tube e di bucine, trombetti, Sen. ed a. 

Aencis, -cius, V. Aeneas. 

aéiieìis e alicnetis,a,um (aes), di bronzo, 
bronzeo, I)propr.: a) riguardo alla materia : 
statua, Cic: signa, Hor.: sost., aèneum, i, n., 
vaso di bronzo, Cato e Plin. b) al colore, 
bronzeo, rossiccio, fulvo, barba, Suet. II) poet. 

trasl.: a) bronzeo = impiegabile, invincibile, 

fermo, murus, turris, Hor. b) aenea proles, la 

razza (V età) del bronzo, Ov. met. 1, 125. 

AcnTanes, um, m. (Atviàvsg), Enìani, 

antica popolazione ellenica delVEtea (cioè 
della regione intorno al monte Età, attraver- 
sata dallo Spercheo) nella parte merid. della 
Tessaglia. 

aenigma, matis, n. (alviyjia), I) indovi- 
nello, enigma, Quint. ed a. II) trasl., a) cosa 
oscura, accenno oscuro, enigmatico; enigma, 

somniorum, Cic: aenigma Oppiorum (sugli 
O.J, Cic: pervenit res usque ad aenigma, al- 
lusione, motto, frizzo, Quint. b) esposizione 

oscura, enigmatica, allegorica, Cic. 



acnipcs (àhenipcs), pedis (aeneus e pes), 

dal (dai) pie di bronzo, boves, Ov. her. 6, 32. 

Acnobarbus (Alicnobarbus), i, m., 

Aenobarbo (dalla barba rossa), nome di una 
famiglia della gens dei Domizii. 
Aenos, V. Aenus. 

1. aenus e aliènus, a, um (aes), bronzeo, 
dì bronzo, I)propr., crater,Verg.: sost., aenum 

ahÒnum, i, n. (se. vas), vaso, cratere di bronzo, 

Cato e Verg.: partic. della caldaia dei tin- 
tori, Ov. IIJ poet. trasl., di bronzo == fermo, 
saldo, invincibile, manus, ineluttabile, Hor. 

2. Aenus, i, f. (Atvog), Eno, città della 
Tracia, allo sbocco dell Ebro, di fronte a 
Samotracia; oggi Knos. — Deriv.: Acmi, 
òrum, m. (A'ivioi), gli abitanti di Eno, Eni, 
Liv. 

Aeoles, um, m. (AìoXsìs), Eoli, uno dei 
i-ami principali degli Elleni (così chiamati 
da Eolo, figlio di Elleno, V. Aeolus n° I), la 
quale dalla sua sede originaria in Tessa- 
glia, si estese fino al Peloponneso e poscia 
infine alVAsia Minore ed alla vicina isola 
di Lesbo (patria di Saffo); presso i Latini 
anche Acolii, òrum, ra., gli Eoli dell'Asia 
Min. — Deriv.: A) Acolìcus, a, um (Aìo- 
Xtxóg), eolico, digamma, littera, Quint. B) 
Aeolius, a, um (AìóXiog), eolio, eolico, partic. 
in riguardo a Saffo, nativa di Lesbo, Hor. 
eOv. 

AeolTa, ae, f., I) Eolia, regione dell 7 Asia 
Minore (= 1 . Aeolis, V.). lì) AeolTa (Aìo- 
Xia), ìsola Eolica; plur. Aeoliae insulae, il 
gruppo di isole vulcaniche, a nord della Si- 
cilia (la più grande è Lipara, quindi Aeolia 
Lipare, ancor oggi Lipari) ; secondo il mito, 
sede di Eolo, re dei venti, e di Vulcano ; 
oggi le Zipari. 

AeolXcus, a, um, V. Aeolus. 

Acoliti es, V. Aeolus. 

Aeolii, V. Aeoles. 

Aeolis, lidis, acc. ltda, f. (Alo\l<;), EoHde, 
regione della Misia nell'Asia Minore, a 
Nord del fiume Ermes, sede di dodici Stati li- 
beri, formanti la nota, confederazione eolica. 

2. Aeolis, V. Aeolus. 

Aeolius, V. Aeoles e Aeolus. 

Aeolus, i, m. (AioXog), I) Eolo, figlio 
di Elleno e nipote di Deucalione, re della 
Magnesia T essalica, capo-stipite della razza 
Eolica. II) figlio o nipote di Ippote (chiam. 
quindi Ki^potuàes), signore delle isole Eolie 
(Lipari) da lui denominate (V. Aeolia n° IIJ, 
secondo la leggenda più tarda, re dei venti. 
— Deriv.: A) Aeolidcs, ae, m. (AEoXtòrjg), 
Eolide, a) (discendente di Eolo n° I): a) figli 
= Sisifo ovv. Atamante ovv. Salmoneo. §) 
nipoti — Cefalo (figlio di Deione) od Ulisse 
(la cui madre Anticlea prima del matrimonio 
con Laerte avrebbe avuto relazioni con Si- 
sifo), b) discendente dall'Eolo troiano = 
Miseno. B) Aeolis. lidos, f. (AìoXCg), a) 
Eolide, discend. femmin. di Eolo n° I = la 
figlia di lui Canace, ovv. la figlia Alcione. 
b) (da Eolo, n° II), eolio, eolico, insulae (V. 
Aeolia, n° II). C) Aeolius, a, um (AìóXiog), 

appartenente ad E., di E., a) di Aeolus, n° J ? 

postes, di Atamante, Ov. b) di Aeolus n° II f 



71 



aequabilis 



Aequi 



72 



virgo, Avne, figlia di lui, Ov.: tyrannus, detto 
di Eolo, Ov.: antra, le caverne in cui E. tiene 
chiusi i venti, Ov.: procellae, Verg. 

acqiiakili$, e, agg. coZ compar. (aequo), 
equabile, eguale, uniforme, costante, a) di C. 

ìnan.: partes undique aequabiles, Cic: aequ. 
tributio (ìaovojiCa), Cic: motus certus et aequ., 
Cic.: perennis amnis et aequ., Cic.: del corso 
dell'orazione, aequ. et temperatura genus ora- 
tionis, Cic: di diritto e dell'applicazione di 

esso, equabile, uguale per tutu, jus equ., JUS in 

oranes aequ., Cic: nihil eà jurisdictione aequa- 
bilius, Cic. b) di pers.: cunctis vitae officiis 
aequabilis, Tac: e (come xoivóg), affabile, gen- 
tile nel tratto, cogli altri, in suos, Tac. 

aequàkilitàs, atis, f. (aequabilis), equa- 
bilità, uguaglianza, motus, Cic.: elaborant alii 
in lenitate et aequabilitate (« eguaglianza » 
di discorso), Cic: quindi a) aequ. juris e 
sempl. aequ., T equabilità, T imparzialità nel- 
l'applicazione della legge, nelV amministra- 
zione della giustizia, equità, eguaglianza di- 
nanzi alla legge, Cic: e generic, la conces- 
sione di eguali diritti e libertà cittadine, Cic: 
e il sentimento dì giustizia (politica) da ciò 

derivante, Cic. b) il comportarsi equabil- 
mente, imperturbabilità, CÌC 

acquakilitcr, avv. col compar. (aequa- 
bilis), equabilmente, umformem,, egualm., CÌC. 
ed a. 

acquacius, a, um (aequus ed aevum), 

di eguale età, coetaneo Verg. e Suet. 

acquali*», e, agg col compar. (aequo), 
eguale, conformato egualmente alVestemO ed 

all'interno, I) di eguale superficie, eguale, 
piano, loca, Sali.: terra ab orani parte aequ.,Ov. 
II) generic, di aspetto, grandezza, altezza, 
estensione, contenuto eguali, 1) eguale, cor- 
rispondente, conforme, a) generic. (conti: im- 
par) : tumuli, Liv.: lingua et moribus aequales, 
Liv.: col dat., pars pedis aequalis alteri parti, 
Cic: con inter e Z'acc, virtù tes sunt inter se 
aequales et pares, Cic con cum e Tabi., gloria 
tua cum multis viris fortibus aequalis est, 
Sali, fr.: sost., col genit., creticus et ejus ae- 
qualis paean, Cic b) eguale riguardo alVetà, 

al tempo, a) coetaneo, della stessa età, aa) di 

pers. (contr. natu major, natu minor), soror, 
Nep.: col dat., Àttalus aequalis sibi, Curt.: 
exercitus aequalis stipendiis suis, che contava 
tanti anni dì servizio quanto egli stesso, 
Liv.: col genit., calo quidam aeq. Hieronymi, 

Liv.: e SOSt., aequalis, ÌS, C, compagno, coe- 
taneo, amico d'infanzia, camerata, CÌC e Verg. 

p6) di e. inan.: corpus, Verg.: col dat., Dejo- 
tari benevolentia est ; psius aequalis aetati, 
dura da tutta la sua vita, Cic: con cum e 
Z'abl., aequali tecum aevo, Verg.: col genit., 
sacrifichimi aequale bujus urbis, Cic. p) ri- 

guardù al tempo, contemporaneo, coetaneo, 

{contr. senior, junior), aa) di pers., col dat., 
aequalis illis temporibus scriptor, Liv.: col ge- 
nit., Philistus aequalis temporum illorum, Cic: 

SOSt., aequalis, ÌS, m., un contemporaneo, CÌC 

pji) di e. inan.: memoria, Cic: memoria aequ. 
illius aetatis (contr. memoria senior), Cic 

e) che ha nello Stato una condizione media, 

aequ. civis (contr. eminens, princeps), Veli. 2, 

124, 2. 2ì eguale a sé, coerente, consentaneo. 



corrispondente, a) generic: aequalis ceteris 
meinbris, proporzionato, Suet.: di e. inan.: 
imberaequalioraccidens auribus,Liv. b) eguale 
nel contegno, nel comportarsi, costante, coe- 
rente, equanime, nihil aequale nomini fuit illi. 
Hor.: aequalem se omnibus exhibens, sempre 
gentile con tutti, Eutr. 

a<M| Ila iTtiis. àtis, f. (aequalis), eguaglianza, 

I) di una superficie, eguaglianza, piano, uni- 
formità esteriore, aequalitas illa (maris), Sen. 

II) uguaglianza interiore, 1) di cose e pen- 
sieri altrimenti diversi: a) generic: simili - 
tudo aequalitasque verborum, paronomasia, 
Cic: aequalitas fraterna, eguaglianza di pen- 
siero e di azione, Cic. b) eguaglianza dì età. 
coetaneità, Cic Brut. 156. e) eguaglianza di 
diritti e libertà p 'litiche in Stati lìberi, 

eguale condizione, eguaglianza dei cittadini, 
Tac 2) di una COSa in SO, uniformità, confor- 
mità, congruenza, eguaglianza, congruentia ae- 

qualitasque, Plin. ep.: nel comportar si, aequa- 
litate pensare, Quint. 

acqua lìtèr, avv. col compar. (aequalis), 
egualmente, in maniera eguale, IJ nella su- 
perficie, uniformemente, Collis ab summo aequ. 
declivis, Caes. II) riguardo al contenuto, 

1) rispetto ad altro, conformemente, corri- 
spondentemente, dìstribuere, Cic. 2) in SO, uni- 
formemente, oratio aequaliter constanterque 
ingrediens, simmetrica ed eguale, Cic: nel 
comportarsi, aequalius parere, Tac. 

acquanìmYlas,àtis, f. (aequus e animus), 
I) equanimità, modo equo di pensare e sentire 

verso ale, indulgenza, moderazione, Ter. II) 

imperturbabilità, pazienza, adversus alqd, Sen. 

acquatto, onis, f. (aequo), uguagliamento, 

uguaglianza, honorum, comunismo, Cic: juris, 
Liv. 

aequè,avv. (aequus), I) ugualmente, duae 
trabes aeque longae, Caes.: benevolentia ci- 
vium non aeque omnes egent, Cic. — Quindi 

in paragoni, egualmente, non altrimenti, a) 

colle particelle compar at. et, atque (ac), 
quam, quam ut e sim., eosdem labores non 
esse aeque graves imperatori et militi, Cic: 
tibi sunt aeque noti ac mini, Cic: Egnatii 
absentis rem ut tueare, aeque a te peto, ac 
si mea negotia essent, Cic: ut aeque ju- 
menta nitida ex castello educeret, ac si iu 
campestribus ea locis habuisset, Nep.: nihil 
aeque eos terruit, quam praeter spem robur 
et color imperatoris, Liv.: con cum e Z'abl., 
novi aeque omnia tecum, t mio come te, Ter.: 
poet. anche aeque. . aeque... in confronti re- 
ciproci, aeque pauperibusprodest, locupletibus 
aeque, Hor. b) senza particelle comparative, 
quando il termine di confronto risulta chiaro 
dal contesto, pauci quibuscum essem aeque 
libenter (se ac tecum), Cic: ut postea num- 
quam dextro (oculo) aeque bene usus sit (se ac 

Sinistro), Nep. Ili (COl compar.), giustamente, 

rettamente, bene, sin vis obsistat, ferro quam 
fame aequius (megho) perituros, Sali, fr.: so- 
cietatem condicionis humanae munifice et 
aeque tuens, Cic 

Acqui (anche Acquietili [non Acqui- 
coli]), òrum, m., Equi, antico popolo italico, 
agricolo, predatore e guerriero, fra i Sabini 
e i Alarsi, gli Ernici, i Volsci ed i Latini. 



73 



aequilibris 



aequus 



74 



— Derivi.: a) Aequìeus, a, um, degli Equi, i 

b) Aeqilfeìilus, a, um, equicolo = equico. 

aequilibris, e (aequus e libra), equiii- \ 

Orato, livellato, orizzontale, Vitr. 5, 12, 4. 

aequilibrìtas, atis, f. (aequilibris), legge ! 

dell'equilibrio, ugual distribuzione, Cic. de Iiat. 

de. 1, 109. 

acquili brunii, ti, n. (aequilibris), equi- 
librio, livello, Sen. ed a. 

leqiiiuiclluiti, li, n., luogo disabitato in 
Roma sotto la parte occidentale del Campido- 
glio, poco lungi dal carcere (ora sepolto sotto 
le rovine su cui si estende la via di Martorio), 
mercato partic. di animali pei sacrifizi. 

aequniocliàlis, e (aequinoctium), equi- 
noziale, circulus, l'equatore, Sen.: aestus (ma- 
rea), Sen. 

acqui noeti uni, li, n. (aequus e nox), 
equinozio, eguaglianza de' giorni e delle notti, 
Cic. ed a. 

aequìpero (aequiparo), Evi, atum, are 
(aequus e paro), uguagliare, trasl.: 1) giudi- 
cando, paragonare, confrontare, alqm alci, Liv. 
2) uguagliare, raggiungere, alqm alqS, re, Nep.: 

alqm, Liv. 

acquila*, atis, f. (aequus), uguaglianza, I) 
in sé: a) eguaglianza (opportunità), loci, Auct. 
A b. Hisp. 29, 4. b) proporzione, simmetria, COm- 

moditas et aequitas membrorum, Suet. e) con 

e senza animi, equità, equanimità, pazienza, 
moderazione, rassegnazione, talvolta anche in- 
differenza, Cic. II) rispetto ad altro : a) egua- 
glianza innanzi alla legge, eguaglianza di di- 
ritto, egual condizione rispetto ai diritti e 

alle libertà, Cic. de off. 2, 41 e de rep. 1, 53. 
b) principio di equità proveniente dal ricono- 
scimento di questa eguaglianza di diritti, 
a) generic, contegno, procedere equo e giusto 
dì una pers., equità, giustezza, Cic: causae, 
Cic: belli, Cic: condicionum, Caes. $) partic. 
in contrapp. allo stretto diritto positivo (jus), 
equo contegno secondo il vero stato della cosa, 
equità, servare aequitatem, Cic 

aequo, avi, àtum, are (aequus), rendere 

eguale, eguagliare, I) in sé, appianare, spia- 
nare, locum, Caes.: aream cylindro, Verg.: 
acquata agri planities, Cic: mensa aequata, 
messa diritta o equilibrata, Ov. : aequare 
frontem (frontes) ovv. aciem (t. t. milit.), 
formare una lìnea o una fronte in linea 
retta (contr. sinum in medio dare, promi- 
nere), Liv. II) rispetto ad altro, uguagliare, 
A) q.c. a q.c, e precis.: 1) eguagliare cose 

omogenee fra di loro, pareggiare, distribuire 

equamente, a) rispetto alla materia, al nu- 
mero, ecc.: sortes (t. t.), eguagliare le sorti 
(in modo che a chi tira le sorti non ne 
r/ iunga alle mani una piuttosto che un'al- 
tra), Cic: pecunias, introdurre eguaglianza 
di sostanze, Cic: pedites, metterne altret- 
tanti (quanti gli altri), Liv. b) rispetto 
alla natura (qualità), al grado, ecc., vi- 
res, Liv.: certamen, pareggiare la lotta, o 
le forze da ambedue le parti, Liv. ; cfr. 
aequato Marte, Liv.: aequato omnium peri- 
culo, con eguale pericolo per tutti, Caes.: 
di agguagliameli per conclusione di leghe 
e sim., leges, Liv.: foedera, concordare, Hor.: 
aequato jure omnium, con eguaglianza di 



diritti per tutti, Liv. 2) tiguagiiare una 
cosa ad un'altra, a) rispetto all'altezza: 
aequare solo (dat.) omnia, radere al suolo, 
Liv. : ovv. Numantiam , Veli. : cfr. omnia 
flammis aequata (cioè solo), Liv.: e fig., 
solo dictaturas consulatusque , fare tabula 
rasa della ditt. e del cons., Liv. b) eguagliare 
in numero, quantità, mettere a pari, con cum 
e Tabi, o col dat., numerimi cum navibus, 
Verg.: suas opes cum potentissimis, Caes.: qui 
(libri) se jam ilìis fere aequarunt, pareggiano 
per numero, Cic: e nel tempo e nella durata, 
per somnum vinumque dies noctibus, dor- 
mire e gozzovigliare giorno e notte, indi- 
stintamente, Liv. e) uguagliare, porre ad 
ugual grado nei diritti, nel grado, tenuio- 
res cum principibus aequari se putant, Cic: 
Laelios sibi per omnia, Veli, d) nel giudizio, 

pareggiare, paragonare, confrontare, omnium 

scelera vix cum hujus parva parte aequari 
conferrique posse, Cic: Hannibali Philippum, 

Liv. B) q.C. con SO = raggiungere, pareg- 
giare q.c, a) in altezza : cujus (fluminis) al- 
ti tudo summa equorum pectora aequabat, 
Curt. b) in velocità, cursum alcjs, Curt.: 
alqm cursu, pareggiare alcuno nella corsa, 
Liv.: sagitta aequans ventos, Verg. e) nel va- 
lore, nel grado, nella natura : argenti facti 
pondus L milia talentorum aequabat, Curt.: 
munia comparis aequ., Hor.: Appii odium, 
essere odiato come A., Liv.: alqm equestri 
gloria, Liv.: facta dictis, Liv. ; cfr. haec di- 
cendo, Plin. ep.: alla domanda in che? in 
abl., is triumphus... signis et spoliis ferme 
aequabat (se. Cornetti triumphum), Liv.: as- 
sol., nam qui agit, ut prior sit, forsitan, etiam 
si non transierit, aequabit, Quint. 

aequttr, oris, n. (aequus), piano, pianura: 
= superficie piana, I) in gen.: speculorum, 
Lucr.: e al plur., patula aequora mundi, Lucr. 
II) partic. : 1 ) superfìcie della ca mpagna, pia- 
nura, piano, campi, Verg.: e al plur., campo- 
rum patentium aequora, Cic: comun. senza 
campi, immensum, di deserto, Verg.: agit 
aequore toto, Verg.: quindi per solum. ter- 
reno, suolo, campo, proscissum, arato, Verg. 
gè. 1, 97. 2) la superficie orizzontale dell'ac- 
qua, a) del mare, superficie dei mare e anche 
(al sing. e plur.) mare, vastum maris aequ., 
Verg.: comun. al plur., aequora ponti ovv. 
maris, Lucr., Hor. ed a.: più spesso senza 
maris, ecc., profundum, Curt.: et quoniam 
magno feror aequore, erro sul vasto mare 
(fig. = ho preso a trattare ampia materia), 
Ov. met. 15, 176: al plur., saeva aequora, 
Verg.: penetrare aequora, Val. Max.: meton., 
Vacqua marina entrata nella nave, aequor 
refundere in aequor, Ov. b)diun fiume,Verg. 
Aen. 8, 89 e 96. 

aequoreus, a, um (aequor), pertinente ai 

mare, del mare, marino, genus, di peSCÌ,Yerg.: 

rex, di Nettuno, Ov.: Britanni, circondati 
dal mare, Ov. 

aequus, a, um, agg. col compar. e su- 
peri., eguale, I) in sé stesso, 1) propr.: a) 

della Superficie del suolo, piano, orizzontale 

(contr. superior ovv. inferior, acclivis ovv. de- 
clivis, pronus), aequus et planus locus, Cic: 
in aequum locum se demittere, al piano, 



75 



aeranum 



7S 



Caes.: paulo aequiore loco consistere, Caes.: 
ex aequo loco loqui, in Senato (contr. ex infe- 
riore loco, ai giudici che avevano un seggio 
più alto che Voratore, ex superiore loco, dalla 
tribuna, al popolo), Cic; cfr. ex superiore et 
ex aequo loco sermones habito3, in faccende 
pubbliche e private, Cic: sost., aequum, i, n., 

terreno piano, superficie piana, campo piano, 

libero e aperto, in aequo campi, Liv.: in ae- 
quum descendere, degredi, Liv. (e in aequum 
descendere, fig. = abbassarsi del tutto verso 
ale, Sem): anche sommità duri altura, in 
equum eniti, Tac. ann. 2. 80. b) di altri og- 
getti, eguale, diritto, orizsontale, aequa frons 

(t. t. milit.), linea o fronte diritta, Liv.: sta- 
terà posita examine aequo (in equilibrio), 
Suet. 

2) trasl.: a) piano— equo, favorevole (contr. 
iniquus), di luoghi, locum se aequum ad dimi- 
candum dedisse, Caes.: etsi non aequum locum 
videbat suis, Nep.: ut quibus locus aequior 
esset, più favoriti dalla posizione, Liv.: di 
tempo = favorevole, opportuno, et tempore et 
loco aequo instructos, Liv.: judicium aequiore 
tempore fieri oportere, Cic. fr. b) dell'animo, 

equo, costante, qtiieto, calmo, rassegnato, pa- 
ziente, contento, indifferente, concedo, et quod 

animus aequus est, et quia necesse est, Cic: 
quod adest memento componere aequus, Hor. 
Partic. sjiesso avverbial. nelVabl. aequo ani- 
mo, con pazienza, rassegnazione, calma, indiffe- 
renza; senza dolore, di buon animo, se mo- 

neri pati, Cic: ferre eoZZ'acc. ovv. Z'acc. e 
Z'infin., Cic: aequo animo alqd accipere, Sali: 
al plur., animis lubentibus aut aequis alqd re- 
mittere, Cic 

II) eguale di natura, per qualità, l)propr.: 
a) eguale = egualmente largo, lungo, alto, esteso, 

pesante, a) di e. omogenee : aequà latitudine 
atque ille congesticius agger fuerat, Caes.: 
aequo fere spatio abesse, Caes.: sequitur pa- 
trem non passibus aequis, con pia breve 
passo, Verg. : aequis pedibus procedere (del 
distico), come aequis numeris (dell'esametro), 
Ov. P) di e. eterogenee : urbs erat in summo 
nubibus aequa jugo, Ov.: aequum arcibusag- 

gerem attollunt, Ov. b) eguale = egualmente 
distribuito, egualmente grande, aequis portio- 

nibus o pensionibus (dare, solvere), a rate 
eguali, Liv.: col termine di confronto intro- 
dotto da atque (ac), cum, coWabl., cum 
aequam partem tibi sumpseris, atque populo 
Eomano miseris, Cic: ut ita sortem aequam 
sibi cum collega dent, Liv. 

2) trasl.: a) eguale intrinsecamente, a) ge- 
neric: eguale, in aequa laude ponere, tenere de- 
gno della medesima lode, Cic: aequó et pari 
cum civibus jure vivere, Cic: aequa condicio, 
aequum certamen proponitur,Liv.: e come t.t. 
milit., aequa pugna, indecisa, di esito incerto, 
Liv.: aequo proelio od aequo Marte discedere 
{contr. superiorem esse o discedere), Caes. e 
Justin.: così pure aequa manu discedere (contr. 
superiorem esse o discedere), Sali.: aequo Marte 
pugnare, con egual speranza di vittoria, Liv. 
P) eguale, pari in numero, in forze, nel grado 
(contr. superior o inferior), numerone an vi- 
ribus aequi non sumus? Verg.: in superiores 
contumax, in aequos (eguali) et pares fasti- 



diosa, in inferiores crudelis, Cornif. rhet.; 
quindi y) le espressioni avverb.: ex aequo, 

uniformemente, egualmente, sol ex aeqUO metà 

distabat utràque, Ov.: mundum ex aequo tem- 
perantia, ciò che tiene in equilibrio il mondo, 

Seil.: e in eguali relazioni (politiche), con 

eguali diriui, ex aequo venire in amicitiam, 

LÌV.: in aequo, in pari grado, in eguale valore, 

condizioni, rapporti, diritti, ne in aequo hostes 
vestri nostrique apud vos sint (abbiano presso 
di voi eguali diritti) ac nos socii ; immo ne 
meliore jure sint, Liv.: in aequo eum duarum 
potentissimarum gentium summis imperato- 
ribus posuerunt, uguagliarono, Liv. b) che 
procede egualmente, imparzialmente verso le 
pers., partic. in cose giudiziarie, giusto, equo 

(contr. iniquus), a) di pers., retto, equo, im- 
parziale, judex, Cic: se alci aequum praebere, 
Cic: adeste aequo animo, Ter. (3) di e. inan., 

giusto, retto, equo, conveniente (contr. iniquus), 

judicia, Cic: condicio, Nep.: postulatio, Cic: 
quod aequum sit in Quinctium id iniquum esse 
in Naevium, Cic: partic. spesso aequum est, 
è giusto, è conveniente, at quibus verbis ? modo 
« aequum sibi videri », modo « non iniquum », 
Cic: col dat., sicut aequum est nomini, Cic: 
colV &cc. e Z'infin., aequum est vos ignoscere, 
Ter.: aequum esse eum et officio meo consu- 
lere et tempori, Cic: quas (causas) a vobis 
aperiri aequum est, Tac. dial.: neutr. sost., 
aequum, i, n., giustizia, equità, Vequo, in jure 
aut in aequo, Cic: per aequa per iniqua, con 
ogni mezzo buono o cattivo, ad ogni costo, 
per diritto o per traverso, Liv.: abl., aequo 
col comparai. (= quam aequum est), più dei 

giusto, del conveniente; troppo, soverchiamente, 

gravius aequo, Sali.: largius aequo, Hor.: spesso 
uniti aequum et bonum e aequum bonumque 
o sempl. aequum bonum, il giusto e il buono, u 

retto e l'onesto, la giustizia, Cic ed a.: fit l'CUS 
magis ex aequo bonoque quam ex jure gen- 
tium Bomilcar, Sali.: di qui come 1. 1. la for- 
inola giurid. quod o quantum aequius melius 

melius aequius, come è più giusto e meglio, 

Cic: e così utrumque fieri sit melius atque 
aequius, Quint.: e finalmente la locuz. aequi 
bonique o sempl. aequi boni facere alqd, giu- 
dicare alcunché guardando alla giustizia 

= prendere in buona parte, contentarsi, ag- 
gradire, Ter., Liv. e Cic. e) verso altri, in- 
clinato, favorevole, propenso, proclive, benigno, 
amico (contr. iniquus, inimicus), nobilitate 
inimica, non aequo senatu, Cic: meis aequis- 
simis utuntur auribus, Cic: col dat., aequa 
Venus Teucris, Pallas iniqua fuit, Ov.: con in 
e Z'abl., aequus in hoste fuit, Prop.: plur. 
sost, aequi, gli amici (contr. iniqui), comun. 
! coord. aequi et iniqui ovv. aequi iniquique, 
j amici e nemici, Cic e Liv.: col genit., absen- 
tium aequi, Tac 

acr, acris, acc. comun. aera, m. (àVjp), 

! aria, aere, atmosfera (contr. aether, V etere, 

I aqua, l'acqua), Cic: regione dei fenomeni 
I atmosferici e del clima, aér crassus, purus et 
i tenuis, temperatus, Cic: al plur., aères loco- 
rum salubres, Vitr. — Poet. trasl., summus 
aèr arboris, sommità, alta cima, Verg.: alqm 
obscuro aere saepire, con una nube, Verg. 
acrarium, ti, n., V. aerarius, n° II, B. 2. 



77 



aeranus 



aes 



78 



aerarìus,a,um(aes), I) pertinente aWa.es, 

di rame, di bronzo, bronzeo, metallum, miniera 

di rame, Vitr.: ars, arte di fondere, lavorare 
il bronzo, Justin.: structurae, scavi di mi- 
niere, Caes. II) pertinente al denaro, alla mo- 
neta, A) agg.: ratio, il calcolo e la diminu- 
zione della moneta di rame, la valuta calante, 
Cic: quaestores, tribuni, V. quaestor,tribunus. 
B) sost.: 1) aerarius, li, m., erario, commi, 
al pi. aerarii, òrum, m., gli erarìì, cioè i citta- 
dini di Roma appartenenti all'infima classe, 
i quali, liberi da ogni altro onere di guerra e 
di cariche, erano solo soggetti ad un dato tri- 
buto in denaro (aera)|?e£ bisogni della guerra 
e dello Stato; classe, nella quale dal cen- 
sore, per pena, potevano esser fatti passare 
cittadini di classi più elevate ; quindi aera- 
rium alqra facere, Liv.; ed aerarios fieri, Liv.: 
alqm in aerarios referri {per mezzo degli scri- 
bae) j ubere, Cic. : aerarium relinquere alqra, 

Cic. 2) at'r;ìrTu 111, li, n., erario, tesoro, a) 
T erario di Bontà, la cassa dello Stato (cfr. fi- 

scus), cioè la parte del tempio di Saturno, 
dove stavano il tesoro dello Stato, ed inoltre 
V archivio di Stato e le insegne delle legioni; 
quindi pecuniam in aerarium referre, inferre, 
deferre, redigere, Cic., Liv. ed a.: aerarium 
sanctius (ovv. sanctum), il tesoro segreto desti- 
nato pei casi di urgenti necessità, Cic. ed a.: 
fig., opes (se. dicendi) velut sanctiore quodam 
aerario reconditae, Quint. 10, 3, 3. Una parte 
nuova fu creata da Augusto coZZ'aerarium mi- 
litare (cassa per sovvenzioni ai veterani), Tac 
ann. 1, 78. Suet. Aug. 49. Meton., il denaro 

delV erario, il tesoro pubblico, la cassa dello 

stato, Cic. ed a. b) il tesoro di un re, Cic. ad 
Att. 6, 1, 3: cassa di guerra, per con- 
tribuzione dei singoli Stati Greci collegati, 
commune aerarium, Nep. Arist. 3, 1 e 3: te- 
soro formato per contributo di privati (aera- 
rium privatum), per gli uccisori di Cesare, 
Nep. Att. 8, 3 : a Siracusa, un aerarium san- 
ctius come archivio, Cic Verr. 4, 140. 

aeriitus, a, um (aes), I) fornito di ma- 
tallo, 1) guernito o munito di metallo (bronzo, 
rame), navis, Caes. : classis , con rostri di 
bronzo, Verg.: lecti, con piedi di bronzo, Cic: 
aeratae àcies, poet. == esercito armato, Verg.: 
sost., aeratae, àrum, f. (se. naves), navi da 
guerra, corazzate, Sen. de ben. 7, 20, 3. 

"2) fornito di denaro, ben fornito, ben guernito 

(scherz. = ricco), tribuni non tara aerati, 
quam ut appellantur aerarii, non ricchi, ma 
piuttosto poveri dell'infima classe; con allu- 
sione ad aerarius n° II, B, 1. Cic. ad Att. 1, 

1 6, 3. II) fatto di rame, interamente di rame, 

di bronzo, fores, Tibull.: securis, Verg.: cuspis, 
Ov.: fig., bronzeo, di bronzo = fermo come 
bronzo, nodi, murus, Prop. 

1. aereus, a, um (aes), IJ di rame, di 
bronzo, bronzeo, aerea signa, Liv. : tabula, 

Suet.: ensis,Verg. II) fornito, munito di bronzo, 

puppis, rota, Verg. 

2. aereus (quadrisillabo), a,um, V. aèrius. 
aerile r, fera, forum (aes e fero), portante 

oggetti di bronzo, manus, Ov. fast. 3, 740. 
aeripes, pedis (aes e pes), dai pie di 

bronzo, dai pie di bronzo, epiteto di tori e 



cervi (come immagine della loro resistenza e 
velocità nella corsa), tauri, Ov.: cerva, Verg. 

aerflis, a, um (aèr, àéptog), aereo, apparte- 
nente alVaria, dell'aria, a) che si trova nel- 
l'aria, alterum (animantium genus) penni- 
gerum et aerium, Cic: domus, il cielo, Hor.: 
viae, Varia, Ov.: mei, miele dell'aria = miele 
cadente (secondo la credenza degli antichi) 
nella rugiada dal cielo, Verg. b; alto, eccelso, 
èupfèssus, Catull.: mons, Verg. 

Aerope,è"s,f.eÀeropa, ae, f. fAspÓTwj), 
Aerope, figlia di Catreo (re di Creta), nipote 
di Minosse II, moglie di Plistene o ( secondo 
la leggenda più tarda) del padre di lui, 
Atrco; madre di Agamennone e Menelao, 
druda di Tieste. 

aerìigiiiósus, a, um (aerugo), coperto di 
verderame, rugginoso, lamellae, Sen.: manus, 
tocca dalla ruggine del denaro mendicato, 
mendicante, Sen. rhet. 

aeriì^O, ginis, f. (aes), I) verderame, rug- 
gine, naturale ed artificiale, Cic II) fig., 
1) livore, invidia, che cerca di attaccarsi al 
bene altrui, come fa la ruggine al metallo, 

Hor. 2) cupidigia di guadagno, avidità, ava- 
rizia, che penetra, come ruggine, nel cuore 
dell'uomo, Hor. art. poét. 33Ò. 

aerimi Ila, ae, f., tribolazione, affanno, tra- 
vaglio, dolore, fatica, Herculis perpeti aeru- 
mnas, Cic: incYdere in aerumnam, Cic. 

aerimi n a lui is, e (aerumna), travaglioso, 
calamitoso, Lucr. e Seriori. 

aerumnósus, a, um, agg. col compar. 
e superi, (aerumna), pieno di travagli o di 
affanni = calamitoso, disgraziato, Cic: poet., 

aerumnoso navigare salo, su mare burrascoso, 
agitato, Cic. poet. 

aes, aeris, n., rame, I)propr., tanto rame 
puro, come la lega, bronzo, regio aeris ac plumbi 
uberrima, Justin.: pedestris ex aere statua, 
Cic: multa ex aere fabre facta, Liv.: aes fun- 
dere procudereque, Justin.: poet., dell'età del 
bronzo, Hor. epod. 16, 64 e sgg. II) meton., 
ciò che è preparato con rame : A) in gen. 
fpartic. nei poeti), rame, bronzo = statue, 
vasi, armi e sim., di bronzo, di rame (anche 
di ferro) [plur. soli, nel nominai, ed acc. 
aera), aes cavum, caldaia, Ov.: aera aere re- 
pulsa, cembali, timpani, Ov.: così pure no- 
cturno aeris sono, Veli.: ejus aera refigere, 
tavole della legge, di bronzo, Cic: aere cière 
viros, colla tromba, Verg.: aera unca, ami, 
Ov.: dempto aere, elmo, Ov.: geminant aera, 
armi, Hor.: marmor aeraque, statue di marmo 
e di bronzo, Hor.: illi robur et aes triplex 
circa pectus erat, aveva una corazza di legno 
di quercia e di triplice bronzo = era ben 
impavido, imperterrito, Hor. B)partic, de- 
naro, 1 ) asse di bronzo di rame, in origine 

non monetato (aes rude), consistente in pezzi 
di rame, calcolati secondo il peso, poscia 
fuso in pezzi quadrati od oblunghi; in ori- 
gine assi di una libbra (librales asses); quindi 
aere et libra e sim., V. libra : aes grave, antica 
moneta, cioè l'asse calcolato di una libbra, 
usato più tardi come semplice moneta di 
confronto per riportare coli' uso della bi- 
lancia, al denaro corrente, monete di rame, 



79 



Aesar 



Aesopus 



80 



di diverso peso, che avevano corso le une 
accanto alle altre, dena milia gravis aeris, 
Liv.: e partic. nelle multe, denis milibus aeris 
gravis reos condemnavit, Liv. Spesso il genit. 
aeris ellitticam. per aeris librae o asses, co- 
mun. con milia, come terna o quinquaginta 
milia aeris (assi/, Nep. e Liv.: come pure cogli 
avv. numerali nelle somme in cifre rotonde da 
un milione in su (coir omissione di -centena 
milia), habere aeris millies (100 milioni) o 
tricies (3 milioni), Cic: argentimi aere so- 
lutum est, invece del sesterzio (d'argento) 
Tasse (di rame), ossia invece del tutto, un 
quarto (perche allora 4 assi equivalevano ad 
un s sterzio), Sali: quindi aes, partic. dopo 
l'ultima riduzione dell'asse ( V. as) come mo- 
neta spicciola, pressapoco come il nostro soldo, 
eurque juvent nostras aera vetusta manus. 
Aera dabant olirn, Ov. 2) generic, denaro di 
qualsiasi genere (come pecunia, nummus), 
ancilla aere suo empta, Ter.: meo sum pauper 
in aere, son povero, però senza debiti, Hor.: 
trasl., suo aere censeri, venir stimato secondo 
il valore intrinseco (non secondo circostanze 
esteriori), Sen. Partic, a) aes meum, tuum, 
suurn etc., mio, ecc., proprio denaro, attivo, 
quindi trasl., est alqs in meo aere, appar- 
tiene quasi al mio attivo, mi appartiene, mi 
è obbligato, Cic.: al contrario aes alienum 
(rar. alienum aes), altrui, preso ad imprestito 
(aes mutuum in Sali. Jug. 96, 2), passivo, 
debiti, aes meum alienum, i miei debiti, Cic.: 
aes alienum facere o contrabere, Cic: aes al. 
grande conflare, accumulare immensi debiti, 
Sali.: in aes al. incìdere, Cic: aes al. habere, 
Cic: aere alieno demersum esse, ingolfato nei 
cibiti, Liv.: aere al. oppressum esse, soccom- 
bere sotto il peso dei debiti, Cic: alqm aere 
al. levare, Cic: aere al. exire ovv. expediri, Cic, 
ovv. exsolvi, Liv., liberarsi dai debiti: aes al. 
minuere, Plin. ep., solvere o dissolvere, Cic, 
persolvere,Sall.,exsolvere,Plin.ep.: aeris alieni 
ovv. alieni aeris solutio, Liv.: anche aes solo = 
«debiti», prò aere Tusculanum proscripsisse 
audio, Cic, admonitus hujus aeris alieni, di 
questo debito (della promessa inadempiuta), 

Cic. b) mercede, soldo, paga, per lavoro 
servìzi prestati, a) generic. : quod ad aes 
exit, riesce in denaro = ha prr iscopo il 
guadagno, Sen. (3) soldo dei soldati, stipendio 
(compiut. aes militare), aera militibus consti- 
tnere, dare, Liv.: aera omnibus procedunt, 
Liv.: quindi sarcast, omnia istius aera illa 
vetera, tutte le sue antiche campagne (all'a- 
more ed al giuoco), Cic. 3) plur., aera, denari 
che servivano a fare i conti; quindi anche 
le singole poste di una somma, Cic fr. 

Acsìir, saris, m., fiume presso Crotone 
nel Bruzzio; ora Esaro. — D eriv.: Aesii- 
rciis, a, um, deiv Esaro, flumen, Ov. 

Aeseliincs, is, e i, m. (Aìaxtvyjg), fischine, 
I) filosofo ateniese, discepolo di Socrate, 
chiamato quindi comun. il socratico. II) 
Napoletano, discepolo di Cameade e uno 
dei mar stri della nuova Accademia in Atene. 
Ili) celebre oratore ateniese (nato il 389 
av. Cr.), avversari ■ Hi Demostene. IV) di 
Afileto, oratore asiatico, contemporaneo di 
Cicerone. 



Aescliylus, i, m. (AìoxóXoc,), fischilo, I) 

il celebre poeta tragico (nato nel 525 av. Cr. 
ad Eleusi), che si può chiamare il padre 
della tragedia attica. — Deriv.: Aescliv- 
leiis, a, um (AtaxóXetos), di fischilo, cothùr- 
nus, Prop. II) retore di Gnido, contempo- 
raneo di Cicerone. 

Acscìiiàpius, li, m. ('AgxXyjtiiós), fiscu- 
lapio, figlio di Apollo e della ninfa Coronide, 
discepolo di Chirone nella medicina e nella 
caccia ; ebbe da Epione i figli Podalirio e 
Macaone; dopo la sua morte fu posto tra 
le stelle come Serpentario ('Ocpioox°S> 
Opbiucus, lat. Anguitenens), e a motivo della 
sua grande scienza medica, onorato come dio 
delia medicina, Aesculapii fanum, Cic: Aescu- 
lapii templum, Tac — Deriv.: Aescìilà- 
pTlim, l'i, n. (= 'AcxXyjTtstov), tempio di 
fiseidapio, Liv. 38, 5, 2. 

aesculctum, i, n. (aesculus), bosco d'ischi, 
Hor. carm. 1, 22, 14. 

aeseiìleus, a, um (aesculus), fatto con 
ischio, d'ischio, frons , corona d'ischio, Ov. 
met. 1, 449. 

aeseìiliis (escuìus), i, f., specie di quer- 
cia d'alto fusto che cresce sui monti, sacra 
a Giove, a motivo del suo legno forte (quindi 
rigida, Hor.) e duraturo, usata preferibil- 
mente come legname da costruzione; secondo 
alcuni rovere (Quercus Robur, Willd.), se- 
condo altri ischio (Quercus esculus, L.), 
Verg., Vitr. ed a. 

Aesepus, i, m. (AiayjTtog), fisepo, fiume 
della Misia, il quale forma il confine orien- 
tale della Troade e sbocca nella Propontide; 
secondo V opinione comune chiamato ora 
Satal o Satal Dere; secondo LeaJce, Boklu; 
secondo Prohesch, senz'altro Potamos (il 
fiume). 

A e. sci* nia, ae, f., città del Sannio sul 
Volturno; ora Isernia. — D eriv.: Acser- 
iiTnus, a, um, pertinente ad Isernia, di iser- 
nia; plur. sost., Aesernini, gli abitanti di 
Isernia; e Aeserninus, nome di un celebre 
gladiatore, quindi il proverbio (quando uno 
più debole si vuol misurare con uno più 
forte), cum Aesernino Samnite Pacidejanus 
comparatus viderer (sarebbe stato come se 
Pac. avesse dovuto misurarsi con Es.), au- 
riculam certe abstulisset, Cic. ad Q. fr. 8, 4, 2 ; 
cfr. Lucil. sat. 4, 15 (i cui versi Cic. de opt. 
gen. 17 muta in modo che si adattino ad 
Eschine [<ioè Aes.] e a D mostene [cioè Pac]). 

Aesis, is, acc. im, f., fiume dell'Umbria, 
al confine del Piceno; ora Fiumesino. 

Aes oh, onis, a<-c. ona, m. (At'ooov), fisone, 
figlio di Eretteo e di Tira, nipote di Eolo I, 
fratellastro di Pelia ; padre di Giasone. — 
Deriv.: a) AesonTiiés, ae,m. (AìaovÉòyjc,), 
fisonide (figlio di Esone), di Giasone, Prop. 
ed a. b) Aesonnis, a, um, esonio, di fisone, 
heros, Giasone, Ov. 

Aesopcus, V. Aesopus. 

Aesopus, i. m. (Afoomog), Esopo, I) ce- 
lebre favolisti, greco, della Frigia, dei tempi 
di Creso (verso la metà del 6° sec. av. Cr.), 
dal cui nome più tardi tutte le favola furono 
chiamate csopiche. — Deriv.: Aesopcus 
e Aosòpius, a, um (Aìcdmstoc;), esopiano, 



81 



Aesquiliae 



logi, Sen.: fabulae, Phaedr. II) Claudius o 
Clodius Aesopus, attore tragico in Boma, 
contemporaneo ed amico di Cicerone, nella 
sua sfera altrettanto segnalato, quanto Mo- 
scio nella commedia. 

AesqmlTae, ecc., V. Esquiliae. 

aesflas, àtis, f. (etim. affine ad al'0o> [ar- 
dere] ed aestus), la stagione calda e più serena, 

estate, I) propr.: 1) in senso largo = la 
metà dell'anno che comprende la prima- 
vera e T estate proprio (conir. lriemsì, Arabes 
eampos hieme et aestate peragrantes, Cic: 
partic. come la stagione più adatta alle spe- 
dizioni militari (poiché presso gli antichi 
ordinariamente non si facevano spedizioni 
militari d'inverno), aestas integra, Cic.: totius 
aestatis res gestae, Cic.: inità aestate, Caes.: 
prope exacta jam aestas erat, Caes.: novem 
aestatibus, Veli.: e come stagione dei bagni, 
aestas una (un'' estate, una stagione di bagni), 
non plures. Cic.: anche come il nostro estate, 
per indicar Tanno, septima post Trojae exci- 
dium jam vertitur aestas, Verg. 2) in senso 
stretto = estate propr. detto (= i tre mesi 
dal solstizio d'estate all'equinozio di au- 
tunno, cioè dal 22 Giugno al 22 Seti. ; ma 
secondo il calendario rurale dei Romani, dal 
9 o le Alaggio al 7 o 12 Agosto, aestas nova 
(principio dell'estate), adulta (cuore dell'e- 
state), praeceps {"scorcio), Sali, fr.: ineunte ae- 
state, Cic: aestate nova, Verg.: media aestate, 
Cic: aestate summà, nel cuor dell'estate, Cic: 
affecta jam prope aestate, sul declinar del- 
l'estate, Cic. fr. II) meton. = aria estiva, aere 
sereno, Verg. gè. 4, 59 e altr.: e calore estivo, 
canicolare, Hor. carm. 1, 17, 3. 

aestifer. fera, forum (aestus e fero), che 

porta, che reca calore; ardente, caldo,Yevg. ed a. 

aestìltlàlHÌis, e (aestimo), stimabile, de- 
gno di stima (contr. inaestimabilis), Cic. de fin. 
3, 20. 

aestimatio, onis, f. (aestimo), estimazione, 

stima, I) propr., apprezzamento di una cosa 

secondo il suo valore estrinseco, calcolo, com- 
puto, stima del valore o del costo, aequam 
aestimationem facere, Caes.: in aestimatio- 
nem venire, essere stimato, Liv.: aestimatio- 
nem habere, far la stima, il calcolo, Cic: 
partic, aest. census, estimo delle sostanze 
(nel censo), Cic: aest. frumenti, estimazione, 
calcolo del prezzo delle biade, e precis. per 
parte del Senato, per stabilirne la somma 
che veniva pagata dall'erario al pretore 
(legato o questore), per la compra del fru- 
mento che gli occorreva nella provincia, 
senatus aest., Cic; per parte del pretore, la 
determinazione del prezzo, che gli agri- 
coltori della provincia potevano o (spesso) 
dovevano pagare, invece di provvedere il 
grano, Cic. e Liv.: aest. lìtis, nel contesto an- 
che sempì, aest., estimazione dell'oggetto della 
lite, della multa che deve pagare il reo con- 
dannato, Cic (cfr. aestiuio n° 1); e aest. 
multae, stima della multa, Liv. aest. (posses- 
sionis), estimo di un possesso in quistioni di 
debiti, dove il creditore accettava, in luogo 
di pagamento, un bene stabile stimato un 
tanto da arbitri; quindi meton. = « paga- 
mento in beni stabili stimati», e 



aestimo 82 

la «possessione stimata », aestima- 
tionem accipere, Cic: mibi et res et condicio 
placet, sed ita, ut numerato malim quam aesti- 
matione, preferisco il pagare in contanti, che 
a permuta, Cic: quindi nel contesto anche = 
« pagamento mediante beni stabili valutati 
ad alto prezzo » e « beni stabili valutati ad 
alto 'prezzo », praedia in aestimationem ab 
alqo accipere, dover accettare, come paga- 
mento, beni stabili valutati molto, Cic: ae- 
stimationem aliquam accipere, essere danneg- 
giato (come un creditore dei Cesariani), Cic: 
aestimationes suas vendere non posse, i beni 
ricevuti in pagamento, Cic. II) trasl.: l)«p- 

prezzamento, cioè estimazione, stima e ricono- 
scimento di una cosa o pers. nel suo vero va- 
lore intrinseco, honoris, Liv.: verae magnitu- 
dinis ejus, Liv.: plur^ infra aliorum aestima- 
tiones se meiiens, Veli. 2) come t. t. filos. — 

à£ca degli Stoici, attribuzione di un pregio, 

apprezzamento, stima, Cic: alV incontro, pro- 
pria aest. virtutis, il più proprio apprezza- 
mento = valore assoluto della v., Cic. 
aeslimaltf r, òris, m. (aestimo), estimatore, 

stimatore, apprezzatoti, riconoscitore, I) di una 

cosa secondo il suo valore estrinseco, stima- 
tore, rerum, Cic: frumenti, Cic II) di una 
cosa secondo il sito vero valore intrinseco, 
incautior fidei, Liv.: immodicus sui, Curt. 

a oslTm o (aestumo), avi, àtum, are, sti- 
mare, calcolare, tassare, valutare, apprezzare, 

I) in senso stretto, riguardo al valore in de- 
naro, all' importo: frumentum (V. aestimatio 
frumenti), Cic: domum, Cic: colVahl. o il 
genit. di prezzo, alqd ternis denariis, Cic: 
alqd magno, permagno, Cic: permittite, ut 
liceat, quanti quisque velit, tanti aestimet, 
Cic: mancipia aest. tanto pluris, Liv.: tenuis- 
sime in donationem histrionum, Cic: con ex e 
Tabi, o col sempl. abl. della misura (= se- 
condo), alqd ex artificio, Cic: alqd pecunia, 
Cic: e partic. come 1. 1. giuria., litem alci o 
alcjs, stimare l'oggetto della contesa (il danno 
recato o il possesso acquistato illegalmente), 
insieme alle spese processuali; imporre una 
multa a quale, determinare la multa pel reo 
condannato, Cic: litem capitis, stimare come 
quistione capitale, fare una quistione capi- 
tale, Cic: quindi voluntatis nostrae tacitae 
velut litem aestimari vestris inter vos sermo- 
nibus audio, quasi imporre una multa, voler 
castigare, Liv. II) in senso largo, 1) sti- 
mare, valutare, calcolare, ponderare, apprez- 
zare q.c. in una certa misura, secondo il suo 
valore intrinseco, per pronunciare quindi il 
proprio giudizio {cfr. existimo), Cic: col 
genit. e Z'abl. di prezzo, magni o magno, 
nonnihilo, Cic. : se magno, Liv. : se parvo, 
Sem: minoris, Nep.: unius assis, Catull.: levi 
momento, assai poco, Caes.: con avv., illa 
multo gravius aest., Caes.: levius tempestatis 
quam classis periculum, Caes.: con ex e Z'abl. 
o col sempl. abl. della misura, secondo cui 
si stima, vulgus ex ventate pauca, ex opi- 
nione multa aestimat, Cic : quae pars ex 
tertia parte Galliae est aestimanda, può for- 
mare circa la terza parte (calcolando di di- 
videre la Gallia in tre parti), Caes.: ex ae- 
quo, Liv.: civitatem viribus, Liv.: alqd vita 



83 



aestivo 



aetas 



84 



(secondo la v.), tener caro come la vita, Curt.: 
con dopp. acc, quod carum aestimant, ten- 
gono caro, Sali.: quindi spesso aest. alqm, 

alqd, tenere nel debito conto una pers. COSa 
secondo USUO Valore reale, stimare degnamente 
imparare a stimare, apprezzare e riconoscere, 

est aliquis, qui se inspici, aestimari fastidiat, 
Liv.: electus quem contubernio (ahi.) aesti- 

maret, Tac. 2) ritenere, riconoscere, stimare, 
giudicare, ecc., sicut ego aestumo, Sali.: seg. 
da prop. relat., aestimat quod breve illud spa- 
tiura habeat, Quint.: con prò e Z'abl., Aegy- 
ptios prò sociis, Curt.: con dopp. acc, vitam 
unicum bonum, Curt.: coll'acc. e Z'infin., 
turpe aestimantes alqd commissum a suis, 
Pbaedr. 

aestivo, avi, àtum, are (aestivus), passar 
restate in qualche luogo (contr. hibernare), 
Suet. ed a. 

• aestivus, a, um (aestas), ciò che accade, 
avviene, cresce, dura in estate, estivo, d'estate, 
(contr. hibernus), dies, menses, tempora, Cic: 
feriae, Geli.: sol, Verg.: aura, Hor.: a vis, Liv.: 
saltus, pascoli (boschi) estivi, Liv.: pabulum, 
Sen.: vestimenta, Sen.: cubiculum, Plin. ep.: 
castra, Tac: plur. sost., aestiva, òrum, n., 

a) (se castra), accampamenti, quartieri d'e- 
state dell'esercito (contr. hiberna), Cic: iro- 
nie, praetoris luogo dì delizie, Cic: meton., 

campagna (militare), spedizione (perchè gli 

antichi comun. facevano la guerra soli, d'e- 
state), Cic P) (se. loca) soggiorno d'estate, 
estivo del gregge, pasture, pascoli estivi (contr. 
hiberna, Varr.): e meton., il gregge al pa- 
scolo estivo, Verg. gè. 3, 472. 

aestìiarium , li, n. (aestus), luogo 
dove V acqua ondeggia, ribolle, a) 
laguna, ossia terreno in vicinanza del mare 
e inondato dal flutto di esso, stagno, aestuaria 
ac paludes, Caes.: aestuaria Oceani, Justin.: o 
insenatura naturale o art 'fidale, seno, Tac. 
Agr. 22 : o bassa foce di un fiume esposta alle 
maree, aestuarium Tamesae, Tac. ann. 14, 32. 

b) meton., braccio di mare a guisa di fiume 
o lago, il quale mantiene anche il flusso e 
riflusso, Plin. ep. 9, 33, 2. 

aestuo; avi, àtum, are (aestus), in seguito 

a violento calore interno, ribollire, rumoreg- 
giare, I) del fuoco e de' suoi effetti: a) del 
fuOCO, avvampare, infuriare, aestuat ignis, 

Verg. e Ov. b) degli effetti del fuoco, di cose 
— ribollire per la vampa, avvampare, cuo- 
cere, esser cocente, caldissimo, infocato; ardere, 
exustus ager morientibus aestuat herbis, Verg.: 
di ess. anim. = divampare, ardere, aver caldo, 
provar caldo, essere acceso per il Calore (COìltr. 

algereì, algendo, aestuando, Cic: sub pondere 
aestuat arboreo, Ov. II) di acque ed altri li- 
quidi, 1) propr.: a) delle onde, ribollire, on- 
deggiare, agitarsi, gurges aestuat, Verg.: Maura 
semper aestuat unda, Hor. b) di liquidi in 
fermentazione, fermentare, interea teneris 
tepefactis in ossibus humor aestuat, Verg.: 
stomachus semper aestuans (malaticcio) erat, 
Plin. ep. 2) trasl., dell'animo : a) essere agi. 
tato dalla passione, essere fortemente com- 
mosso, desiderio nostri, Cic: invidia, Sali.: ae- 
stuat ingens uno in corde pudor mixtoque 
insania luctu, Verg.: partic. dell'amore, in 



illa, ardere d'amore per lei, Verg. b) ondeg- 
giare in affannosa inquietudine, fluttuare nei 

l'incertezza, titubare, esser perplesso, travagliato ; 

aestuabat dubitatone, Cic: sic anceps inter 
utrumque animus aestuat, Quint. 

aestuóse, avv. col compar. (aestuosus), 
ardentemente, con ardore, Hor. epod. 3, 17. 

aestìiosus, a, um (aestus), I) ardente, 
caldo, infocato, Syrtes, Calabria, Hor.: via, Cic: 

impotentia astri, Hor. II) ondeggiante, agi- 
tato, procelloso, freta, Hor. carni. 2, 7, 16. 

aestus, ùs, m. (at9(i>), ribollimento pro- 
dotto dal calore interno, I) il bollire, bol- 
lore, exsultant aestu latices, Verg. Aen. 7, 
464: quindi a) calore, ardore, vampa del 
fuoco, propiusque aestus incendia volvunt, 

Verg. b) calore, ardore, vampa, afa, calore in- 
tenso, del sole, del giorno, della stagione, di 
una regione (coni, algor, frigus), fervidus ae- 
stus, Hor.: fervore atque aestu anima inter- 
clusa, Liv.: plur., neque frigora, neque aestus 
facile tolerare,Suet.: aestus medii, Verg.: poet. 

calore estivo, afa == estate, Ov. trist. 4, 1, 57. 

c) bruciore, ardore, delle ferite, nelle malattie, 
aestu febrique jactari, Cic II) il ribollire di 
liquidi, i quali si agitano quasi come l'ac- 
qua che bolle, 1) propr.: a) il rifrangersi 
delle onde, il ribollire; e flutto, maroso, caval- 
lone, onda, ferventes aestibus undae, Ov.: ae- 
stuni secare, Verg. Partic, flusso e riflusso, 
aestus maritimi o marini, Cic: decessus aestus, 
riflusso, Caes.: aestuum accessus et recessus, 
flusso e riflusso, Cic: minuente aestu, Caes.: 

aestus decedit, Liv. b) il ribollire e fermentare 

di un liquido ; quindi in Lucr. = efflusso 
della terra, del fluido magnetico attraverso 
il medium dell'aria, V. Lucr. 6, 824 e altr. 

2) trasl.: &) commovimento delle passioni, ecci- 
tazione, ardore, violenza, impeto, civilis belli, 

Hor.: regum et populorum, Hor.: e dell'amore, 
ut pelagi, sic pectoris adjuvet aestum, Ov. 
b) stimolo interno, potenza interna, che ci 
spinge irresistibilmente, consuetudinis, Cic: 
quasi quidam aestus ingenii tui, Cic: aestus 
quidam insolite adulescentibus gloriae, Cic. 

e) penosa inquietudine, affanno, incertezza, im- 
barazzo, qui tibi aestus, qui error, quae tenebrae 
erunt, Cic: explica aestum meum, Plin. ep.: 
magno curarum fluctuat aestu, Verg. 

lesala, Aesulum, Aesulànus, le- 
zioni erronee in luogo di Aefula, ecc. 

aetas, àtis, f. (sincop. dall'arcaico aevi- 
tas, da aevum), età, I) parte di tempo toc- 
cata in sorte ad una pers. o cosa, a seconda 
della loro natura intrinseca, 1) tempo delia 
vita, vita considerata nella sua durata nel 
tempo (mentre vita = la vita, considerata 
sotto il rispetto di forza vitale), a) generic: 
breve tempus aetatis, Cic: aetatis spatio pro- 
bati, provati da una lunga vita, Cic: volat 
aetas, Cic: aetatem agere nudam, Cic: aeta- 
tem degere inter feras, Cic: aetatem consu- 
mere, conterere in alqa re, Cic: aetatem, un 
secolo, un'eternità, eternamente, Ter. heaut. 
78 : così pure aetate, Fior, b) una età, d'uomo 
(di 30, rar. e soltanto nei poeti, di 100 anni), 
una generazione, tertiam jam aetatem homi- 
num vivebat (Nestor), Cic. 2) l'epoca della 
vita, in cui uno precisamente si trova, età, 



85 



aetatula 



aethra 



86 



della vita, anni, età e singoli gradi di età, a) 
propr.: a.) senza determinazione più esatta: 
aetas succedit aetati,Cic: fìlius id aetatis,Cic: 
anche (di più pers.) in plur., vincunt numero, 
vincunt aetatibus, Cic: e partic ora = gio- 
ventù, propter aetatem ejus, Caes.: dedecora, 
quae actas ipsius (la sua gioventù = egli 
nella sua giov.) pertulit, Cic.: aetatis maxime 
poenitebat, Liv.: carus eris Romae, donec te 
deseret aetas, Hor. : ora = età avanzata o 
tarda, aetatis vacatio, Nep.: morbo atque ae- 
tate confectus, Sali.: aetate gravis, Liv.: ora 
= età matura, virile, cum in aetatem veni, 
pater mihi uxorem fratris sui filiam dedit, 
Liv. : di e. inan., aetatem ferre (del vino), 
sopportare gli anni, poter diventar vecchio 
(e senza guastarsi), Cic. fr.: cosi pure aetatem 
pati, Sen. p) con determinazione più esatta : 
ab initio aetatis, o ab ineunte aetate, Cic: a 
primo tempore ovv. a primis temporibus aeta- 
tis, Cic: a prima aetate, Cic: flos aetatis o flo- 
rens aetas, gioventù, Cic: bona aetas, i buoni 
anni, Tetà buona, Cic: ad petendum (magi- 
stratum) legitima aetas, Liv.: aetas militaris, 
anno legale per il servizio milit. (il 17°), 
Sali.: quaestoria (il 25°, sotto Augusto il 22°), 
Quint.: senatoria (il 25°J, Tac: consularis (il 
45°) , Cic: aetas jam constans, Cic: nondum 
constans, Suet.: firmata, Cic: imbecilla, Sali.: 
infirma, Cic: tenera, Liv.: media, Cic: adulta, 
Cic: grandior, Cic: ingravescens,Cic: extrema, 
exacta, Cic: decrepita, Cic: longissima, Cic: 
aetas interior, superior, Cic: die. inan., aetas 
populorum et civitatum, Cic: aetas arborum, 
Plin. h)meton. =p e rsone di una data 
età, età, puerilis aetas, età puerile = i fan- 
ciulli, Cic: aetas robustior, Liv.: omnes aeta- 
tes, ordines, persone di ogni età, giovani e 
vecchi, Cic II) parte del tempo che tocca 
solo esternamente ad una pers. o cosa, a) in 
senso stretto, età, epoca, tempo, Romuli aetas, 
Cic: clarissimus imperator suae aetatis, Liv.: 
nostra aetate, Quint.: heroicis aetatibus, Cic: 
illustrium hoininum aetates et tempora, Cic: 
meton., età, epoca = uomini di una data età, 
generazione, dura aetas, Hor.: veniens aetas, 

Ov. b) in senso largo, periodo di tempo, tempo 

in genere, sempiternae saeculorum aetates, 
Cic: aurea aetas (età delVoro), Ov.: omnia 
fert aetas, Verg.: quidquid sub terra est, in 
apricum proferet aetas, Hor.: longa aetas, la 
lunghezza del tempo, Hor. — Genit. plur. 
comun. aetatum; però anche aetatium. 

aetatula, ae, f.(dimin. di aetas), fancmi- 
lezza, tenera età,m primis puerorum aetatulis, 
Cic: partic, età o gioventù fresca pei piaceri 
sensuali, vexatores aetatulae tuae, Cic. 

aeternitas, atis, f. (aeternus), eterna du- 
rata, I) eternità, aet. immutabili s, Cic: ex 
aeternitate ovv. ex omni aeternitate, Cic 

II) eterna durata, immortalità, aeternitas aili- 

morum, nel contesto anche sempl. aeterni- 
tas, immortalità, Cic: imperii, Suet.: quindi 
a) eterna durata della memoria, eterna me- 
moria, eternità, alci aeternitatem immortali- 
tatemque donare, Cic b) eterna felicità, ro- 
gatus per aeternitatem tuam salutemque, 
Plin. ep. 

1. adorno, avv. V. aeternus. 



2. aeterno, are (aeternus), rendere eterno, 
eternare, Hor. carm. 4, 14, 5. 

aeternus, a, uni (sincop. da aeviternus 
da aevum), eterno, I) in senso stretto, tem- 
pus, Cic: deus, Cic II) in senso largo, 

a) eterno = di eterna durata, immortale, non 
caduco, che non si spegne mai, indistruttibile, 

duraturo, perpetuo, gloria, Cic: Consilia, che 
vanno all'infinito, Hor.: neutr. plur. sost., 
aeterna moliri, azioni immortali, Cic — 
Quindi le espress, avverb.: a) in aeternum, 

eternamente, per sempre, Liv. ed a. (3) aeter- 
num, eternamente, senza interruzione, sempre, 
Verg. e Tac. y) aeterno, eternamente, perpetua- 
mente, Ov. e Plin. b) eterno = che dura eterno 
nella memoria, di nome immortale, Pergama, 
Verg.: virtus clara aeternaque habetur, Sali. 
aetlièr, eris (raram. eros), acc. era, m. 
(aìGyjp), I) come nom. appell.: A) sfera del 
fuoco, aria più tenue, etere (conti', aèr), Luci'. 

e Cic: nei poeti lo spazio dei cielo che cir- 
conda ogni cosa, nel quale stanno gli astri, 
cielo, etra, partic. come sede degli dei, fama 
super aethera notus, Verg. : stellae sub ae- 
there fixae, Ov. : qiiindi meton.: a) (come 

caelum) cielo = abitanti del cielo, dèi, oneravit 
aethera VOtis, Verg. b) cielo = rivelazioni di- 
vine, responso, Delphosque meos ipsumque re- 
cludam aethera, Ov. B)poet. trasl.: 1)(= 
aèr) aria, in genere, liquidus, Hor.: pervius, 
Ov.: verberare aethera pennis, Verg. 2) altezza 

più serena = mondo superiore (in COìltrapp. 

all'inferno), aethere in alto, Verg.: tanges 
aethera, Ov. II) come nome proprio, Mere, 
figlio delVErebo e della notte, padre del 
Cielo, identificato con Giove come dio fecon- 
datore, marito della Madre Terra. 

aetherìus, a, um(aìGépios), IJ pertinente 
aWetere, etereo, natura, Cic: haustus, Verg.: 

quindi pertinente al cielo, celeste, domus, Hor.: 

arces, Ov.: ignes, celeste, sacra ispirazione, 

Ov. II) poet. trasl.: 1) pertinente all'aria in 

genere, aqua, pioggia, Ov. 2) pertinente al 
mondo (nostro, in contrapp. all'inferno), 
vesci aura aetheria, respirare, vivere, Verg. 

Aetliìttpes, pum, acc. pas, m. (Aì0to7teg\ 
miopi, abitanti dell'Etiopia (in senso stretto 
e largo), neri di colorito ; al sing., A.e- 

tlliops, opis, m. (AìGÓO^), moro, nero, iìl 

genere (contr. albus), Fior.: cum stipite Ae- 
thiope , con uno stolto di un moro, Cic. : 
agg. Aethiopes lacus, laghi delVEtiopìa, Ov. 
— Deriv.: 1) AelhiopTa, ae (AòGioma), 
in senso largo, tutti i paesi sul confine meri- 
dionale della terra : in senso stretto (Aethio- 
pia supra Aegyptum), il paese situato a S. di 
File risalendo il Nilo, limitato dal golfo 
Arabico e che si estende fino alle coste del- 
l'' Oceano indiano, ora « Habesch, Abissinia, 
Ajan, ecc. », sino circa al 10° di lai. sud, 
presso gli antichi diviso in orientale e occi- 
dentale (quindi anche talv. plur.) : per paese 
dei Mori in genere, ex Aethiopia ancillula = 
una mora, una nera, Ter. 2) Àethiopìeus, 
a, um (AiGioTuxós), etiopico. 

1. Aethra, ae, f. (AcGpa), Etra, figlia del 
re Pitteo di Trezene, resa da Egeo madre 
di Teseo. 

2. aollira, ae, f. (oaGpoc), etra, eterea re- 



87 



Action 



affectus 



88 



(fìone delle stelle, sereno azzurro del cielo, aria 
limpida, pura, Verg. ed a. 

ÀetTòn, ònis, m. ('Asxcwv), Aezione, ce- 
lebre pittore greco, vissuto intorno al 350 av. 
Cr., probab. contemporaneo di Alessandro 
il Grande. 

Aetna, ae, f. (Aìxvyj: quindi anche la 
forma greca Aelné, ès, f.), I) vulcano della 
Sicilia ; ancor oggi Etna. — Secondo la fa- 
vola, il monte che Giove rovesciò sopra il 
gigante Tifeo o Encelado; quindi prov. onus 
Aetna gravius, Cic. de sen. 4. — NeWinterno 
le fucine di Vulcano e dei suoi Ciclopi, i 
quali vi fabbricavano i fulmini di Giove. — 
Deriv.: Aelnaeus, a, um (Aìxvoàos), ap- 
partenente alVEtna, a) Etneo, dell'Etna, 
ignes, Cic: fratres, i Ciclopi, Yerg.: pastor, il 
Ciclope Polifemo, Ov.: plur. sost., Aetnaei, 

Òrum, m«, gli abitanti intorno all'Etna, Justin. 

b) meton. = siciliano, tellus, Sicilia, Ov. II) 
città appiè dell'Etna; prima Innesa, ora 
Nicolosi. — Deriv.: Àelnensis, e, ap- 
partenente alla città di Etna; plur. sost., 
Aetnenses, funi, m., abit. della città di Etna. 

Aetoli, òrum, m. (AìtooXoó), Etoii, abit. 
dell' Etolia, i quali più tardisi unirono nella 
lega Etolica. — Agg.: Aetohis, a, um 
(ÀìxwXós), Etoiio, plagae, con allusione a 
Meleagro e alla caccia di Calidone, Hor.: e 
così arma, cuspis, dell' 'Etoiio Diomede, ,Verg.: 
urbs o Arpi, città di Argiripa od Arpi nel- 
VApulia, fondata da Diomede (V. Diomedes), 
Verg. — Deriv.: 1) Aelolìa, ae, f. (Aìtw- 
X£a), Etolia, paese della Grecia occ. tra la 
Locride Ozolia e V Acarnania, a mezzo- 
giorno della Tessaglia e dell'Epiro, ora 
pressapoco Artinia e Lepanto. 2) Aetólì- 
cus, a, um (AixcoXixó?), etoiio. 3) Aetolis, 
lidis, f. (AtT(i)X(s), donna Etolia, Deianira 
(figlia di Eneo, re dell' Etolia), Ov. 4) Aeto- 
iius, a, um (AìxwXtog), Etoiio, heros, V Etoiio 
Diomede, Ov. 

aevitas, atis, f. {arcaico per aetas, da 
aevum), età == parte di tempo che tocca in 
sorte ad una pers., età dell'uomo, XII tabb. 
in Cic. e Seriori. 

acvtlUI, i, n. (aùóv), I) tempo senza li- 
miti, eterno; eternità, Lucr. ed a. poeti: in ae- 
vum, per sempre, Hor. II) etri, A) parte di 
tempo toccata in sorte ad una pers. o cosa, 
secondo la sua intima natura, 1) tempo della 

vita, naturale, durata della vita, vita, a) in 

gen.: imbecilla (natura hominum) atque aevi 
brevis, Sali.: aevum traducere leniter, Hor.: 
di e. inan., perbrevis aevi Carthaginem esse, 
b) par tic, un'età d'uomo (di 30 anni), una 
generazione, ter aevo functus, Hor. 2) epoca 
della vita in cui una persona precisamente 

SÌ trova, età della vita, anni, età, grado di età, 

a)generic: meum, Hor.: primum, Ov.: omnis 
aevi homines, Suet.: integer aevi, nel fior 
degli anni, Verg.: occulto velut aevo, a poco a 
poco, Hor. b) partic, tarda età, aevo confectus, 
Verg.: grandis aevo, Tac. B) parte del tempo 
eterno che tocca in sorte soli, esternamente 
ad una pers. o cosa, 1) tempo = secolo, età, 
ingenia nostri aevi, Veli.: omnibus aevis, Ov. 
2) tempo in genere, veteris non inscius aevi, 



Ov.: sequentis aevi memoria, Tac. — Forma 
second., aevus, i, m. (ò auóv), omnem per 
aevom (arcaico = aevum), Lucr. 3, 603. 

Afer, V. Afri. 

all'abili*;, e, agg. col compar. (affor), af- 
fabile, gentile, Cic. ed a. 

all'a bili las, atis, f. (affabilis), affabilità, 

piacevolezza, Cic. de off. 2, 48. 

aliai»!*!', avv. (ad e faber), con maestria, 
ingegnosamente, factus, Cic. I. VeiT. 14. 

a il a « ini (adf.), avv. (da ad e fatim), abba 

stanza, sufficientemente, vesci, Cic: SOSt. Col 

genit., habetis affatim lignorum, Liv. 

allatìlS, US, m. (affor), il parlare, discorso, 

allocuzione, Verg. ed a. 

alicela tTo, ònis, f. (affecto), I) il tendere, 
aspirare a q.c, sapientiae, Sen.: partic. di- 
Spreg. = affettazione, pretesa di q.c, Germa- 

nicae originis, Tac. II) (t. t. retor.) = affetta- 
zione, smania di essere originale, il manierato, 
ricercato; leziosaggine, Quint. e Suet. 

alicela tftr, Òris, m. (affecto), animato dalla 
bramosìa, dal desiderio di q.C, justi amoris, 

Eutr.: partic dispreg., regni, Quint.: Cicero 
nimius risus aff., troppo amante del ridicolo, 
Quint. 

alleclTo, ònis, f. (affido), I) attivo = in- 
flusso, impressione sopra, ecc., praesentis mali 
sapientis (sopra il s.) affectatio nulla est, Cic. 
Tusc. 4, 13. II) passivo: prelazione, quae- 
dam ad res aliquas aff., Cic. top. 68 e 70. 2) 
stato, natura, caeli, astro rum, costellazione, 

Cic. — Partic, a) stato del corpo, complessione, 

disposizione, firma corporis aff, ferma salute 
del corpo, Cic. Tusc. 5, 27. b) stato della 

mente, animo, disposizione, condizione, sentire. 

con o senza animi, Cic: quindi pregn. « di- 
sposizione affettuosa, tenera » == inclinazione, 

affezione, affetto, amore, tenerezza, vera, Justin.: 

nulla affectione animi, non per predilezione. 
Tac. 

alicelo (adf.), avi, atum, are (affido), IJ 

accostarsi a q.C, prendere, afferrare, viam 

0\ym])o, prendere la via dell' 0., Verg.: e così 
quod iter affectat, videtis, Cic: passivo, gravi 
morbo affectari, esser afflitt^lAv .: poet. assai., 
ubi nulla datur dextra affectare potestas, cioè 
di afferrare le navi, Verg. II) tendere, aspi- 
rare con zelo a q.c, a) generic, in senso 
buono, affluentiam, Nep.: potiundae Africae 
spem, sperar di realizzare il disegno, Liv.: 

in senso cattivo, aspirare a q.C, cercare pazza- 
mente, contro giustizia, immortalitatem, Curt.: 
regnum,Liv.: coll'infin., Ov. e Quint. bì cercar 

di trarre dalla sua, di guadagnarsi quale, CÌ- 

vitates, Sali.: studia militum, Tac e) affettare, 

fare artificiosamente, rem, Quint.: quindi af- 

fectatus, a, um, del discorso, ecc., affettato, 

manierato, ricercato, spesso in Quint. 

1. all'ectus, a, um, part. agg. col superi. 
(da affido), affetto, I) coll'abì. = dotato di 
q.c, provveduto, virtutibus, vitiis, Cic. II) 
assol., affetto, in qualche modo,fisicam. o 
moralm., l)fisicam., che si trova in un dato 
stato, disposto, fatto, accomodato, a) generic, 
manus recte affecta (in buona condizione 
di salute, in istato normale). Cic: oculus 
conturbatus non est probe affectus fnon è 
in uno stato conveniente, buono) ad suum 



89 



affectu3 



affido 



90 



munus fungendum, Cic. : trasl., del cielo, 
quoinodo affecto caeio compositisque sideribus 
(sotto quale costellazione) quodque animai 
oriatur, Cic. b) di affezioni dannose, affetto- 
assalito, sofferente, indebolito, rovinato, corpus 
aff., Liv.: Caesar graviter affectus, Cic: vale- 
tudine affectus, Caes.: aetate o senectute jam 
affectus, Cic: affectà jam aetate, Cic: hinc re- 
miges firmissimi, illinc inopia affectissimi, 
Veli/ trasl., civitas aegra et affecta, Cic: af- 
lecta res familiaris, Liv.: affecta alcjs fìdes 
(credito), Tac e) riguardo al tempo, pros- 
simo alla fine, beli uni affectum videmus et, 
ut vere dicam, paene confectum, Cic: aestate 
jam prope affecta, sul cader dell'estate, Cic. 
fr. 2)moralm., che sì trova in una certa 

disposizione O condizione, commosso, preso, 

disposto, magis affectis animis j udicuin quam 
àoctis, più commovendo che persuadendo ig., 
Cic: eodem modo erit sapiens affectus erga 
amicum, quo in se ipsum, Cic: est miro quo- 
dam modo affectus (disposto), Cic: affectos 
animos recrea vit, gli animi travagliati, Liv. 
2. afll'ectus, ùs, m. (affìcio), stato fisico 
o morale prodotto da impressioni esterne, 

I) condizione fisica, disposizione, corporis, Cels. 
3, 18 extr.: e senza corporis, Cels. 2, 15 extr. 

II) stato dell'animo, disposizione dell'animo, 
1) in gen.: animi, Cic: mentis, Ov.: assol. = 

stato d'animo, disposizione d'animo, commozione 
del cuore, sentimento, tacitus, Ov.: liunc af- 

fectum adversus oames habere, Sen. 2) sen- 
timento VÌVO, appassionato = affetto, com- 
mozione d'animo, passione, avaritiae, Quiiit.: 
affectus erumpunt, Quint. Partic, a) di af- 
fetti VÌVÌ, passione === cupidigia, brama, Plin. 
pan. ed a. b) di affetti miti, passione == incli- 
nazione, tenera inclinazione, propensione, tene- 
rezza, amore, alcjs, Sen.: erga alqm, Plin. ep. 
attero, attilli, allatum, afferre (ad e fero), 

recare, portare, procurare, procacciare, sommi- 
nistrare, I) propr.: 1) e. inan., huc scyphos, 
Hor.: lapidem ad introitum aedis, Nep.: ar- 
gentum alci, Ter.: alci pugionem ab alqo, Cic: 
alqd domo, Cic: alimenta nubibus, recare, 
Ov.: partic, epistulam o litteras ad alqm, re- 
care, Cic: te qui vivum casus... attulerint, 
portarono, condussero, Verg.: quindi se af- 
ferre, recarsi in un luogo = andare, entrare 
in un luogo, Ter. e Verg.: afferri hanc ur- 
bem, avvicinarsi, esser spinti a, Verg. 2) di 

C. inan., recare come provento, portare, pro- 
durre, uvam (di vite), Varr.: fig., magnum 
proventum poètarum (di un'epoca), Plin. ep. 

II) trasl.: A) in gen.: recare, portare, mo- 
strare in q.c, avere, consulatum in familiam, 
Cic: animum vacuum ad res difficiles scri- 
beudas, Cic: nihil ostenta tionis, Cic: alci au- 
xilium, Ter.: manus afferre alci o alci rei, met- 
ter le mani addosso ad una pers. o cosa, 
Cic: manus sibi, uccidersi, Piane in Cic: ma- 
uus suisvulneribus, rinnovare le piaghe, Cic: 
senza dat., prò se quisque manus affert, aiu- 
tare, Cic; alci (virgini, pudicitiae e sim.) vim, 
far violenza, Cic: e parim. vim et manus 
afferre, Cic 

B) partic: 1) recare, portare una notizia, 
voce, ecc., non jucundissimuin vobis nuntium, 
Cic: qui de me rumores afferrautur, Cic. fil.: 



prius quam fama ac nuntius afferretur, Caes.: 
fama affert od affertur, coli' acc. e Rinfili., Liv.: 
più spesso afferre alqd ovv. de alqa re, ripor- 
tare, recare, riferire, raccontare q.c. come no- 
tizia, novità, annunzio, messaggio, fama, 
voce e sim., alqd novi, Ter.: miros terrores (no- 
tizie spaventevoli) ad alqm, Cic: de Hortensii 
morte mihi esc allatum, mi è giunta la nuova, 
Cic: partic. colVa.cc. e Z'infin., Caelium ad 
illum attulisse se quaerere, etc, Cic: cum cre- 
bri afferrent nuntii male rem gerere Darium, 
Nep.: crebri rumores afferuntur (si sono sparse 
voci con una certa insistenza) Belgas contra 
populum romanum conjurare, Caes. 2) ri- 
portare, mettere innanzi, esporre, addurre una 
ragione e sim., ovv. q.c come ragione, as- 
serzione, motivo, obbiezione, negazione, di- 
scolpa, causam, Cic: rationes, cur hoc ita 
sit, Cic: ed assol.: cur credam, afferre possum, 
posso rendere ragione del perchè io creda, 
Cic: nihil afferunt, qui negant, non si mette 
innanzi nulla fin che si dice di non, ecc., 
Cic: hic mihi afferunt mediocri tates, qui ven- 
gono colle loro m., Cic: aetatem, addurre 

COme SCUSa, Cic. 3) portare, recare a =. portare, 
effettuare, cagionare, occasionare, fare, dare, ad 

ovv. in una pers. o cosa, alci mortem, alci 
perniciem, Cic: detrimentum, incommodum, 
Caes.: alci laetitiam, dolorem, Cic: salutem 
alci, Cic: alci rei, Caes.: in re militari nova, 
introdurre novità, Nep. 4) contribuire ad 
un qualche scopo, successo, esito, multam 
utilitatem reipublicae atque socie tati, Cic; 

quindi afferre aliquid, contribuire a q.c, gio- 
vare a q,c, aiutare a, in q,c, aliquid ad COIU- 

munem utilitatem, Cic: ad bene vivendum 
aliquid, Cic: ed il contrario, nihil afferre, non 
portare alcun vantaggio, ad communem fru- 

ctum, Cic. 5) aggiungere, apportare, mettere 

di più q.c, come aggiunta, aumento, multa 
addunt atque afferunt de suo, Cic: ad paternas 
magnas necessitudines magnani attulit acces- 
sionem tua voluntas erga me, Cic: quis at- 
tulerit, chi ha apposto la clausola alla rO' 
gazione, chi ne fu l'autore, Cic. 

allieto, feci, fectum, ere (ad e facio), I) 
fare q.c in aggiunta ad alcunché; 
quindi (come L t. retor. dialett.J = mettere 

in relazione, connettere, collegare, eae res, quae 

quodam modo affectae sunt ad id de quo quae- 
ritur, che sono in certa qual relazione, ecc., 

Cic. top. 8 ed 1 1 . II) influire, fare impressione 

su quale o q.c, e precis.: A) alqm alqa re, si- 
gnifica influire sull'oggetto col mezzo indicato 
dall' ahi.; rendere tale o tal altro, ecc. In ita- 
liano si traduce quasi sempre col verbo deri- 
vato dal sostantivo in ablativo, o con frase 
equivalente, così afficere dolore, addolorare, 
laetitià, rallegrare, e via dicendo. Esempi: 
a. alqm maxima laetitià, Cic: ignominia mor- 
tuum, egestate vivum, Cic: res sordidas deo- 
rum honore, prodigare onori divini, ecc., Cic: 
alqm injurià, far torto ad ale, Ter.: alqm 
maximis praemiis, Cic: victorem exercitum 
stipendio, regalare, Cic: hunc liberum popu- 
lum servitute, ridurre in {schiavitù, Cic: ci; 
ves rom. morte, cruciatu, cruce, Cic: alqm 
sepnìtm-à,, dargli sepoltura, Cic: alqd macula, 
macchiare, Cic: eo nomine, quo etc, dar 



91 



affido 



afflicto 



92 



gli il nome, ecc., Cic: dolorem iisdem ver- 
bis, quibus, etc, esprimere, Cic: tali medi- 
camine vultum, impiastrare, Ov. — e così 
nel passivo, tantis pedum doloribus affici, 
ut etc, aver tanto male, ecc., Cic: morbo 
affectum esse, essere ammalato, Ter.: morbo 
gravi et mortifero affectum esse, Cic: gravi 
vulnere affici, esser ferito gravemente, Caes.: 
magna diffìcultate affici, essere implicato in 
una grande difficoltà, Caes.: beneficio affici, 
esser beneficai -, Cic: pio dolore esse affectum, 
essere preso, Cic: magno dolore affici, provare 
grande dolore, Caes.: admiratione afficiuntur 
ii, qui etc, si meravigliano molto coloro, i 
quali, ecc., Cic. B) alqm, fare impressione 
sul corpo o sull'animo di ale, 1) (p ; ù raro) 

sul corpo, porre in una data condizione, di- 
sporre, tratture, a) generic, exercendum cor- 
pus et ita affieiendum est, ut etc, abituarlo, 
Cic: Syracusanam civitatem, ut abs te affecta 
est, ita in te esse animatam videmus fin doppio 
senso, cioè trattata e disposta), Cic 

b) partic, impressionare con danno, danneg- 
giare, indebolire, aestus, labor, fames, sitis affi- 
ciunt corpora, Liv.: fames affecit exercitum, 

LÌV. 2) porre in una certa condizione (buona 

o no), disporre e sim., ut animos eorum ita 
afficiat, apud quos aget, ut etc, Cic: ut ei, 
qui audirent, sic afficerentur animis, ut etc, 
G'.c: litterae tuae sic me affeeerunt, ut etc, 
Cic: ipsa mea legens sic afficior (mi fa un tale 
effetto, mi suscita tali sentimenti), ut etc, Cic. 
all'ilo, fìxi, fixum, ore (ad e figo), affiggere, 
1) propr.: litteram illam (K) ita vehementer 
ad caput, ut etc, Cic: alqm cuspide ad terram 
ovv. terrae, inchiodare, Liv.: Prometheum ad 
Caucasum, ovv. sempl. Caucaso, Cic: alqm 
cruci, Liv.: arma tempio, appendere, Quint. 

IT) trasl., a) attaccare, incatenare, inchiodare, 
stringere, infiggere, piantare, fermare, tener saldo 

q.c. o quale, a) e. inan.: Ithaca illa in asperri- 
mis saxis tamquam nidulus affixa, Cic: humo 
divinae particulam aurae, Hor.: ed astr., conti- 
nenza cum ipso negotio sunt ea, quae semper 
affixa esse videntur ad rem neque ab ea sepa- 
rari possunt,Cic p) pers.: homines in exigua 
terrae parte affixi, Cic: alqm lecto ovv. lectulo 
(di disgrazie, della vecchiaia, obbligare al 
letto), Hor. e Sem: anus affixa foribus (che ri- 
mane continuamente), Tibull. : alci affixum 
esse tamquam magistro, non scostarsi da lui, 
Cic: affixus lateri sinistro, standogli fermo 

alla sinistra, Verg. b) tener fermo, imprimere, 
far entrare, nel passivo rimaner fermo, entrare, 

memoriae, Quint.: affìgi animis nostris, Cic 
attingo, finxi, fictum, ere (ad e fingo), ri- 
trarre ad imitazione, foggiare, aggiungere for- 
mando, I) propr., di artisti: alci manus, Cic: 
partem corporis,Cic: multa natura aut affingit 
(crea, dà forma) aut mutat, Cic II) trasl., 

1) dare, attribuire, riferire, aggiungere (a torto) 

colla immaginazione, qui nihil opinione affin- 
gat assumatque ad aegritudinem, Cic: quia 
huic generi malorum non affingitur illa opinio 

(pregiudizio), Cic 2) aggiungere inventando, 

fingendo, nel raccontare, quid error affinxerit, 
Cic: multa rumore affingebantur, Caes.: neque 
vera laus ei detracta, neque falsa afficta, Cic: 
homines affingentes vana auditis, Liv. 



aftTnis, e (ad e finis), confinante, I) propr.: 

gens affinis Mauris feonfin. coi Mauri), Liv. 

II) trasl.: 1) imparentato per via di matri- 

monii, parente, alter mihi affinis erat, Cic: e 
poet., vincila affinia, i vincoli di parentela, 
Ov.: più spesso sost. (m. e f.), questo o quel 

parente = cognato, cognata (in Senso Stretto 

e largo), suocero e genero, Cic: cognati et 
affines, parenti (in genere) ed affini (in 
partic), Cic: in tono scherzoso, del marito 
della druda, Cic Verr. 2, 36 e altr. 2) af- 
fine, cioè confidente, immischiato in q.C, con- 
sapevole, partecipe, complice, socio, col genit. r 

rei capitalis, Cic: col dat., facinori, Cic. 

afl'Tmtas, atis, f. (affinis), I) affinità, per 
via di matrimonio, cognazione, affinitate alqm 
attingere, Cic: affinitate conjungi cum alqo, 
Ney.: plur., propinquitatibus affinitatibusque 

COnjuncti, Caes.: meton., cognazione = il co- 
gnato stesso, Justin. 17, 3, 5 (plur.). II) 

stretta relazione, parentela, litterarum, Quint. 

1, 6,24. 

affi rinate* avv. (affirmatus da affirmo) r 

affermativamente, con asseveranza, in modo , sa- 
crosanto, Cic de off. 3, 104. 

aftirmallOj ònis, f. (affirmo), afferma- 
zione, asserzione, conferma, Cic ed a. 

affirmo, avi, àtum, are (ad e firmo) === 

render fermo, duraturo, trasl.: I) confermare , 

assodare, rinforzare, ea res Troianig spem af- 
fìrmat, conferma nei Tr. la speranza, Liv.: 
societas jurejurando affirmatur, vien confer- 
mata, LÌV. II) confermare, convalidare, asso- 
dare q.c. colle parole o coi fatti, come vero, 
giusto, a) generic. {contr. refellere), alqd, 
Cic: transfugarum dieta, Liv. b) affermare, 

asserire, asseverare, sostenere, difendere q.c. 

come vero, come dimostrato (contr. dubitare, 
negare, abnuere), Cic: rem prò certo, Liv.: 
certuni affirmare non ausim, Liv.: omni asse- 
veratione tibi affirmo, colVa.cc. e Z'infìn., Cic: 
si lilla alia de re obscura affirmare possem, 
dire con sicurezza, parlare in modo deter- 
minato, Cic. 

affla tus, us, m. (afflo), I) il soffiare, 
respiro, soffio, vento, che giunge a q.c. od a 
quale., afflatus et vis frigoris, Sem: soffio, re- 
spiro d'un animale, Ov.: esalazione di vapori, 
ex terra, Cic: del fuoco, ignes caelestes adus- 
sisse levi afflatu (con leggiero tocco, sfiorando) 
vestimenti, Liv. : vaporis, Liv. II) trasl., 
soffio, auto dello spirito divino, sine aliquo 
afflatu divino, Cic: sine quodam afflatu quasi 
furoris (di ispirazione), Cic 

affleO, ère (ad e fleo) , piangere a, piangere, 

Hor. art. poet. 101 (secondo lo Haupt). 

afflictatlO, f. (afflicto), afflizione penosa, 
tormento, travaglio, Cic TuSC. 3, 27 e Sen. ad 

Helv. 17, 5 (secondo il Koch). 

afflictio, ònis, come ilprec, Sen. ad Helv. 
17, 5 (16, 11 : forma dubbia invece deZZ'affli- 
ctationis sostenuto dal Koch). 

afflicto, avi, àtum, àre(intens. cfo'affligo), 
I) battere con violenza sopra quale, o q.c, 
1) propr.: afflictare se, battersi il petto (come 
segno di d»hre t ecc.), Sali, e Tac 2) trasl., 
afflictare se ovv. al medio afflictari, affiiggersi- 

darsi pensiero, angustiarsi, Ter. e Cic, de qui, 



93 



afflictor 



affrico 



94 



bus (rebus domesticis) vehementissime afflictor, 

Cic. II) pregn., sbattere, agitare con forza, 

malamente, 1) propr.: onerarias naves (di tem- 
pesta), Caes. 2) trasl., affliggere, colpire, mal- 
trattare, far penare, travagliare, opprimere, gra- 

vius vehementiusque afflictari (se. morbo), 
Cic: afflictari gravi morbo, Liv.: affi. Batavos 
(molestare), Tac.: Italiani luxuria saevitiàque, 
travagliare, Tac. 

afflictor, Òl'is, m. (affligo), abbattitore, at- 
terrato™, dignitatis, Cic. Fis. 64. 

afflictuS; a, um, part. agg. col compar. 

(da affligo), 1) ridotto a mal partito, triste, 

sfortunato, infelice (contr. integer, florens), 
Cic: afflictior condicio, Cic. 2) avvilito, afflitto, 
contristato, aegritudine afflictus (travagliato), 
Cic: afflicti animi bonorum, Cic: afflicti et 
fracti animi fuit, Cic: plur. sost., excitare af- 

flictos, Cic. 3) disprezzato, disonorato, reietto, 

homo afflictus et perditus, Cic 

a''fli£Oj flixi, flictum, ere (ad e fligo); I) 
battere contro, sbattere contro, lanciare contro, 

urtare, battere con violenza, A) in gen.: na- 
vem ad scopulos, Cic: alqm terrae, Óv.: vasa 
parietibus, Liv.: trasl., se affligere, affliggersi, 
Cic de div. 2, 6. B) pregn., gettar ai suolo, 
abbattere, atterrare, 1) propr.: arborem,Caes.: 
statuam, Cic : equi virique afflicti (in batta- 
glia), Sali. 2) trasl.: ubi Mars communis et 
victum saepe erigeret (sollevare) et affligeret 
(abbattere) victorem,Liv. 28, 19, 11. II) dan- 
neggiare, piagare, rovinare, sbattere, sconquas- 
sare, 1) propr.: fasti caput alcjs, Tac: naves, 
quae gravissime afflictae erant (avariate), 
Caes.: fig., cum prospero flatu ejus (fortunae) 
utimur, ad exitus pervehimur optatos et, 
cum reflavit, affligimur, naufraghiamo, Cic 

2) trasl.: a) affliggere = ridurre a mal par- 
tito, trattar duramente, tribolare, recar grande 
pregiudizio , deprimere . umiliare , abbattere , 

alqm, Cic: barbariam, Cic: equestrem ordi- 
nem, Cic: causam susceptam, far cadere ap- 
posta, perdere, Cic: vastatione opes liostium, 
Liv., e nel passivo vectigalia bellis affliguntur, 
si sminuiscono, Cic: uno genere morbi affligi, 

Cic. b) contristare, avvilire, affliggere, scorare 

quale, od il suo animo (contr. levare), alqm, 
Cic: animos affligere et debilitare metu, Cic 

e) perveì'tire i costumi', render peggiore, pili 

triste, saeculi mores, Fior. 

afflo, avi, àtum, are (ad e fio), .1) soffiare 
verso, spirare, k)propr.: a) intx., del vento, eae 
partes, ex quibus ventus afflare solet, Varr.: 

di odori, giungere al naso, emanare, olezzare, 

afflabunt tibi non Arabuni de gramine odo- 
res, Prop.: odores, qui afflarentur e floribus, 
Cic b) tr., del fuoco, calidum membris afflare 
vaporem, Lucr. B) trasl., a) intr. soffiare, 
spirar verso (come il vento che gonfia le vele) 
— esser favorevole, felix, cui placidum leniter 
afflat amor, Tibull.: afflante fortuna, Quint. b) 

tr.: Oi) soffiar e a = apportare, arrecare, Vìimorìs 

nescio quid afflaverat commissione Graecorum 
frequentiam non fuisse, Cic P) ispirare, comu- 
nicare (impercettibilmente), (genetrix) laetos 
oculis afflarat honores, Verg.: e del veleno del- 
l'invidia, si queni reperiat, cui aliquid mali 
faucibus afflare possit, Cornif. rhet. II) spi- 
rare, soffiare (~ commuovere col soffio, collo 



spirare), A) propr., del vento, dell'aria, terga 
tantum afflante vento, Liv.: del respiro, tau 
rorum afflari ore, Ov.: dello sbuffare dei ca- 
valli del sole (— aria del mattino), nosque 
ubi primus equis Oriens afflavit anhelis, Verg.: 
del lampo, del fuoco e del caldo in genere, me 
divùm pater fulminis afflavit ventis, Verg.: e 
così fnlminis telis ovv. fulminum ignibus af- 
flari, esser colpito dal fulmine, Ov.: sauciiaf- 
flatique incendio, scottati, abbruciati, Liv. 
B) trasl., ispirare, afflata est numine quando 
jam propiore dei, Verg. 

affi rt on s, entis, part. agg. col compar. 
(da affluo), I) «he scorre in abbondanza verso, 
che c'è in abbondanza, in sovrabbondanza, af- 
fluente, copiae, Cic: ex affluenti, Tac. II) ab- 
bondante; dotato, fornito, ricco di q.c, opibllS et 
copiis, Cic: amicitia ditior et affluentior, che 
spesso dà più di quel che riceve, Cic. 

affluente!*, avv. col compar. (affluens), 
in abbondanza, copiosamente, con profusione, 

Cic e Nep. 

affi tieniti a, ae, f. (affluens), affluenza, ab- 
bondanza, omnium rerum, Cic: munditiam, 
non affluentiam (non lusso) affeetabat, Nep. 

affilio, fluxi, fluxum, ere (ad e fluo), af- 
fluire, scorrere verso q.C, I) propr.: 1) in 
istretto senso, di fiumi, ecc., Eurotas prope 
affluit moenibus, Liv. 2) in senso largo, di 
altri oggetti: a) come t. t. della filos. epi- 
cur., delV « affluire » di atomi ed immagini, 
necessario ad una percezione, ad deos af- 
fluere, Cic b) di cibi, venir su (nello sto- 
macoj, cibo affluente, Suet. e) di moltitudine 
di pers., affluire, affluente cotidie multi tu- 
dine ad famam belli spemque praedae, Liv. 
Il) trasl.: 1) giungere (impercettibilmente), 
insimiarsì, voluptas ad sensus cum suavitate 
affluit et illabitur, giunge dolcemente ai sensi, 
Cic: nihil ex istis locis non modo litterarum, 
sed ne rumoris quidem affluxit, Cic. 2) af- 
fluire, esserci in abbondanza, cum domi otium 

etdivitiae affluerent, Sali.: ubi effuse affluunt 

opes, LÌV.: quindi alqa re == posseder in ab- 
bondanza, in sovrabbondanza, essere ben fomiti, 

unguentis affluens, pieno di unguenti, Cic: 
voluptatibus, Cic. 

attor (ad-for), fàtus sum, fari, I) v. att., 

parlare ad ale., alloquire, a) in gen.: versibuS 

iisdem alqm, quibus, età, Cic: nomine alqm, 
Verg.: quindi « parlare ad ale. accomiatan- 
dosi, congedandosi », salutare, affari extre- 
mum, Verg.: hos ego digrediens affabar,Verg.: 
e dopo la sepoltura d'un morto, sic positum 
affati discedite corpus (dato il supremo addio), 

Verg. b) partic, alloquire pregando = implo- 
rare, deos, Verg.: precando Vestam, Ov. II) 
v. pass., perfi, affatum esse = esser detto, 
esser stabilito dal fato, seg. da ut e il cong., 
Sen. nat. qu. 2, 38, 1. — Questo verbo siusa 
soltanto nell'indie, pres. 2 a pers.: nella l a 
pers. imperf. indie, nella 2 a pers. delVim.- 
perat., nell'infin. e nel partic. 

all'ore ed afForem, V. assum. 

atl'rieo, frtcui, frictum, are (ad e foco),. 

sfregar contro, stropicciare a, fig. = attaccare 

ad ale. per contatto, alci rubiginem suam, 
Sen. ep. 7, 7. 



95 



affrictus 



Agenor 



96 



aflriclus, ahi. Ù, m. (affrico), lo sfregare, 

lo stropicciare, Sen. nat. qu. 5, 14, 4. 
afl'ìii, V. assum. 
all'ulivo, fulsi, ère (ad e fulgeo), apparire 

splendente a, di fronte; splendere a, I)propr.: 

Venus {come pianeta) affulsit, Ov.: caeli àr- 
dentis species affulserat, il cielo aveva splen- 
duto come un mare di fuoco, Liv. II) trasl., 
a) dello sguardo benigno di una divinità 

che appare, ecc., rifulgere, risplendere, vultus 

ubi tuus affulsit, Hor. b) dell astro, o raggio 
della sorte, della speranza, ecc., rifulgere, 

splendere, arridere, apparire, consuli rei ma- 

joris spes affulsit, Liv.: et mihi talis fortuna 
affulsit, brillò, Liv. 

aitando, fùdi, fusum, ere (ad e fundo), 

infondere, gettar dentro, versare in, spargere in, 

I) propr.: venenum vulneri, Tac.: ei (nido) 
vini genitalem, Tac. II) trasl.: 1) affundi, 
a) del rossore della vergogna : rubor qui gra- 
vissimis quoque viris subito affunditur, sale 
d'un tratto al volto, Sen. b) di moltitudine 

di persone, ecc. = riversarsi dentro, in e siih., 
estendersi, stendersi, equitum tria milia Corni- 

bus affunduntur, Tac. 2) affusum esse, esser 

gettato = esser prostrato, prostrarsi, gettarsi, 

tumulo, Ov.: genibus alcjs, Fior.: amplecti 
pedes affusaque poscere vitam, Ov. 

aft'iHùrus, V. assum. 

afftrem, àfttre, V. absum. 

Afranius, a, um, nome di una gens 
plebea; i più noti membri di essa sono: 
I) L. Afranius, poeta comico di Boma, che 
fiorì probab. intorno al 130 av. Cr., contem- 
poraneo di Terenzio. II) L. Afranius, fido 
■partigiano e abile luogotenente di Gneo 
Pompeo Magno. — De riv.: Afraniànus, 

a, Um, Afraniano, di Afranio, 

Afri., òrum, m., gli abitanti dell'Africa, 
partic, in senso stretto, gli abitanti del ter- 
ritorio di Cartagine ( V. sotto Africa n° 2), 
Afri, Africani (partic. i sacerdoti di Giove 
Ammone nel deserto Libico, Nep. Lys. 3, 
2). — Sing. dirus Afer, _di Annibale, Hor. 
carm. 4, 4, 42. — Agg. Atei*, fra,frum, afro, 
africano, pedites, Liv.: aequora, tra V Africa 
e la Sicilia, Ov.: avis, gallina faraona, Hor. 
— Deriv.: A) Africa, ae, f., anche terra 
Africa, Africa, 1) in senso largo, la parte del 
mondo che i greci chiamavano Ai^óy), an- 
nessa dapprima, ora all'Asia, ora all'Eu- 
ropa, poscia per comune consenso divisa dal- 
l'Asia dall'Istmo di Suez. 2) in istretto senso, 
Africa propria ovv. Africa provincia, il terri- 
torio ove sorgeva Cartagine, più il paese tra 
le due Sirti. B) Àfricanus, a, um, Afri- 
cano, appartenente all'Africa (tanto in senso 
largo che stretto), bellum, Cic: e causae (fac- 
cende), Cic: possessiones, Nep.: sost., Africa- 
nae, arum, f. (se. bestiae), belve dell'Africa = 
pantere, leoni, leopardi e tigri, che servivano 
partic. nei giuochi circensi (ludi circenses), 
Liv.: ed Africanus, come soprannome dei due 
celebri Scipioni, V. Cornelius. C) Africus, 

a, um, africo, d'Africa, africano, ora, Liv.: 

praesidia, Sali.: partic. ventus Africus (Cic), 
ovv. Africus ventus (Liv.) e comun. assol. 
AfrìCUS, i, m., Africo (il vento A.) Garbino, 



vento di SO o di OSO, greco ALty; per tutti 
quelli che abitano al di qua del mar Medi- 
terraneo, esso soffia dalla parte di sera, e 
porta temporali e procelle, creber procellis, 
Verg.: praeceps, protervus, Hor.: anche agg., 
Af'ricae procellae, Hor.: e personif. come dio 
di questo vento, Africus pater, Prop. 

&gamcdcs,is, m. (\AYau.Y]§Yjs), Agamede, 
figlio di Ergino (re di Orcomeno). 

A gii meninoli (Agamemno), onis, acc. 
onem e poet. ona, m. ('Aya|ié|Jiva)v), Agamen- 
none, figlio (o nipote) e successore di Atreo, 
re di Micene, fratello di Menelao, marito di 
Clitennestra, padre di Oreste, di Elettra e 
di Ifigenia, capitano supremo dei Greci sotto 
Troia; ritornato in patria fu ucciso dalla 
moglie e dal drudo di essa, Egisto. — De- 
riv.: AganiemnonTtis, a, um ('Ayaiisiivó- 

VlOg), agatnennonio, di Agamennone, claSSÌS, 

Liv.: puella, Ifigenia, Prop. 

Àganippè, ès, f. ('Ayav^TCYj), Agamppe, 
fonte (e ninfa di questa fonte, figlia del dio 
fluviale Permesso) dell'Elicona in Beozia, 
sacra alle Muse ed ispiratrice dei poeti. — 
Deriv.: a) Aganippeus, a, um di Aga- 
nippe, lyra, dedicata alle Muse, Prop. b) 
AganippiS, ptdos, f., discendente da Aga- 
nippe» 

agaSO, ònis, m. (ago), cavallaro, servo di 
stalla, palafreniere, Liv. ed Hor. 

Agalhocles, is, m. CAyoi.Qoy.Xfic,), Aga- 
tocie, tiranno di Siracusa, nato nel 362 av. C. 
a Terme, da genitori di bassa condizione. 

A^alliyriia, ae, f. ('AyàGupva), Agatima, 
città della costa settentrionale della Sicilia ; 
oggi S. Agata. 

£gàtliyrsi, òram, m. ('AyàGupaot), Aga- 
tirsi, popolo di confine degli Sciti, sul Ma- 
ros ; quindi in una parte della Transilvania 
e del Banato di Temesvar; si dipingevano 
di un color turchino chiaro o si tatuavano 
(quindi picti). 

ilgslvé, ès, f. (\AYauyj), Agave, figlia di 
Cadmo, moglie diEchione, madre di Penteo 
che succedette all'avo sul trono, e che essa 
in un furor bacchico dilaniò, prendendolo 
per ima bestia feroce. 

Agedincuiu, i, n., città capitale dei Se- 
noni nella Gallia Lugdunese; oggi Sens in 
Champagne. 

agclluius, i, m. (dimin. di agellus), cani- 
piceiio,poderetto, Catull. e Seriori. 

agellus, i, m. (dimin. di ager), campi- 
cello, poderetto (povero, da nulla ovv. gra- 
zioso), Cic. ed a. 

agenia, matis, n. (àyYjjia = agmen), nome 
di una schiera di soldati sce Iti (amici, é-caìpoc), 
a cavallo ed a piedi (cetrati, OTtaoTcìaxai), 
usata nell'esercito macedonico da Filippo ed 
Alessandro, Liv. e Curt. 

Agénttr, oris, m. ('Ay^vcop), Agenore, re 
dei Fenici, figlio di Nettuno e di Libia, 
fratello di Bèlo (del padre cioè di Egitto e 
Danao), padre di Cadmo, di Europa e d'al- 
tri, padre o nonno di Fineo (re dei Traci), 
proavo di Didone e quindi anche dei Fenici 
(Cartaginesi), quindi nei poeti Agenoris urbs 
= Cartagine, Agenore natus = Cadmo. — 



97 agor 

Derìv.: 1) ÀgéllorétlS, a, uni, appar- 
tenente ad Agenore, di A., domus, di Cadmo, 

Ov.: bos, quello che portò via Europa (Giove 
trasformato), posto tra le costellazioni, Ov. 
2) Àgenttrìdes, ae, m. ('AyyjvopiSyjs), nome 
patronimico, Agenoride, detto di Cadmo e 
Perseo (discendente di Danao). 

ìiger, agri, m. (àypós), I) ogni pezzo di 

terra, campo, campagna, terreno, podere, ager 

fertilis, Cic: agrum colere, Cic: agrum con- 
serere, Cato. — Quindi in contrapp. a ter- 
reno caseggiato o boscoso, campo, a) in con- 
trapp. a città, campagna in genere, in prosa 
comun. al plur., vastati agri sunt; urbs as- 
siduis exhausta faneribus, Liv.: non solum 
ex urbe, veruni etiam ex agris ingentem nu- 
merum perditorum hominum collegerat, Cic. 
b) in contrapp. a monte, vaile, ignotos mon- 
tes agrosque salutat, Ov. e) in contrapp. al 
mare, in agrum, dalla parte di terra, vergere 
in agrum, Liv.: in agros, Liv. d) come deter- 
minazione di lunghezza, in agrum, in lun- 
ghezza (contr. in fronte ovv. in frontem, in 
larghezza), Hor. II) territorio di una re- 
gione, Tusculanus, Cic: Helvetius, Caes. 

Àgèsilaus, i, m. ('AyYja&aos), Agesilao, 
re di Sparta, figlio del re Spartano Archi- 
damo, vincitore del satrape Persiano Tissa- 
ferne presso il Pactolo in Asia (395 av. Cr.) 
e più tardi dei Greci presso Coronea in 
Beozia. 

aggelilo (ad-gemo), ere, gemere a (con 
quale), Ov. fast. 5, 400. 

aggi* r 9 eris, m. (2. aggero), I) il mate- 
riale, il necessario per argini (pel vallo), la terra 
per l'argine, per fortificazioni, per ripari, per 

riempiere, anzitutto come t. 1. milit., per for- 
tificare il campo fefr. sotto il n° II), agge- 
rem petere, comportare, Caes.: aggere et cra- 
tibus fossas explere, Caes.: rates (injunctas) 
terrà et aggere integere, guernire con terra 
e pietre, Caes.: poet, moliri aggere tecta, por 
mano a fabbricar la città, cingendola di 
un vallo, Verg. 

II) trasl., ogni argine, riparo, diga, forti- 
ficazione, vallo, trincea, parapetto e sitìl., fatto 

di terra ammucchiata, 1) anzitutto commi, 
come t. t. milit., a) argine, formato colla 
terra scavata dalla fossa, per rinforzare il 
campo, su cui si erigeva il valium (fatto 
con palizzate, pali e graticci), bastione di 

terra per fortificazione, aggere, VÌneis, tur- 

ribus oppidum oppugnare, Cic: aggerem 
apparare, instruere, exstruere, facere, jacere, 
Caes.: aggerem ad urbem promovere, Cic: ag- 
geri ignem inferre, Caes. b) argine, vailo, for- 
tificazione, come difesa di un luogo contro 
gli assalti nemici, agger Tarquinii, comun. 
sempl. agger, condotto da Servio Tullio per 
sicurezza della città di Roma, in quella parte 
della città che si estende in piano verso le- 
vante dalla porta Collina sino alVEsqui- 
lina; innalzato poi da Tarquinio il Superbo, 
detto da Cicerone maximus, perchè era lungo 
7 stadi. Inquesti paraggi (attorno all'odierna 
Porta S. Lorenzo) ridotti probabil. da Me- 
cenate ad uso di passeggio pubblico, si acco- 
glieva molta gente, e là quindi esercitavano 
il loro mestiere giocolieri, indovini, ciarla- 



98 



tani, ecc., Hor., Suet. ed a.: quindi poet. per 

vallo, in difesa di una città, muro di cinta, 

aggeres murorum,Verg.: primas in litore sedes 
castrorum in morem pinnis et aggere cingit, 
Verg. e) argine innalzato per difesa contro 
le incursioni dei vicini, Tac ann. 2, 19. 

2) generic, riparo, difesa, argine posto 

contro alcunché; a) per proteggere i campi, 
terreus, Varr.: agrestis, Tac. b) per sicurezza 
di una riva, di un porto, argine, molo (detto 
anche moles), Verg., Tac. ed a.: quindi (nei 
poeti), scarpa della riva e riva (come argine 
naturale), gramineus ripae agger, Verg.: her- 
bosus agger, Ov. e) per assicurare la via 

attraverso luoghi paludosi, argine per pas- 
saggio, pontes et aggeres humido paludum im- 
pone re, Tac d) pavimento d'una strada (anche 
strada) fatto a rialzo nel mezzo, agger viae, 
Verg. e Tac. hist. 2, 24 e 3, 21. 

3) (poeticam.) ogni sorta di innalzamento 
artificiale o naturale sul suolo, come a) 
partic. del suggestus, come bigoncia degli 
oratori, costruita con terra e zolle; come 
queir elevazione di terra che costituiva il tu- 
mulo, tumulique ex aggere fatur, Verg. b) 

avello, tumido, Verg. ed a. e) rogo, pira, Ov. 

ed a. d) di monti e colli come argini na- 
turali, vette, aggeres Alpini, Verg. e) di ogni 
« mucchio » elevato, argine, aggeres ni- 
vei, Verg.: medio ex aggere (di legna), Ov.: 
agger armorum, Tac 

agger/ìlìo, ònis, f. (aggerare), argina- 
mento, arginatura, argine, Plin. 2, 1, 20 (plur.). 

1. aggero, avi, àtum, are (agger), I) 

propr., innalzare, riparare, fortificare come se 

si facesse un argine, arginare, Tac. ann. 1, 

63. IIJ trasl., ammucchiare, ammonticchiare, 

cadavera, Verg.: ossa, Tac, fig., accrescendo, 

aumentare, ingrandire, accrescere, dictis iras, 

Verg. 

2. aggero (ad-gero), gessi, gestum, ge- 

rcre, apportare, metter insieme, partic. in 

quantità e quindi con fatica, portare in un 

luogo, ammonticchiare, ammassare, I) propr.l 

luta et limum, Cic. fr. : aggeritur tumulo 
tellus, Verg. II) generic: 1) aggiungere 
aumentando = accrescere (con fatica), qua- 
drantes patrimonio, Phaedr.: opes opibus, 
Sen. 2) aggiungere in quantità =■ colmare, 
ricolmare quale, di q.c, probra, Tac 

aggesstUS, US, m. (aggerere), ammassa- 
mento, adunamento, provvista, pabuli, ligno- 

rum, Tac: copiarum (vettovaglie), Tac 

agglomero (ad-glomero), avi, atum,àre, 
propr., «far su a gomitolo», quindi 

poet., trasl., stringersi presso quale, unirsi ad 

ale, se, Verg.: se lateri nostro, Verg. 

agglutino (ad-glùtino), avi, àtum, are, 

agglutinare, attaccare, appiccicare e sim., no- 

vum prooemium, Cic: alqd fronti, Cels. 

aggravesco (ad-gravesco), ere, aggra- 
varsi, di malattia, Ter. Hec 337. 

aggravo (ad-gravo), avi, atum, are, ag- 
gravare, render più grave, trasl.: I) render 
grave, opprimente, cioè a) riguardo alVin- 

tensità = aggravare, rendere pericoloso, incru- 
dire, valetudinem, Suet.: dolorem, Curt. b) 
riguardo alla natura, qualità, render oppri- 
mente, grave; aggravare, ridurre a mal par- 



Georges-Calonghi, Dizionario latino-italiano. 



99 



aggredio 



ajnto 



10O 



tuo, inopiam sociorum, Liv.: quo (bello) si ag- 
gravatae res essent, Liv.: sortem alcjs, Curt. 
II) aggravare in genere, a) fisicam., morbo 
quartanae aggravante (se. eum), Suet. b) 

moralm., metter a carico di àie, aggravare, 

di prove, nihil reum, Quint. 5, 7, 18. 

arredi©, ere, forma second. attiva di 

aggredior, andare a, avvicinarsi, 1) propr., 

avvicinare ale. con qualche scopo, p n r gua- 
dagnarselo, cercar di cattivarsi, nel passivo, 
hoc restiterat, ut a te fìctis aggrederer donis, 
Cic. fr. II) trasl., andare a q.c, imprendere, 
accingersi a q.c, facillimis quibusque aggres- 
sis, Justin. 7, 6, 5. 

aggredior (adgredior), gressus sum ; 

gredi (ad e gradior), andare a, avvicinarsi a 

q.c. o quale, I) propr.: \)ingen.: scadale, 
ad alqm e sempì, alqm, Comici, b) andare, 
giungere, metter piede in un dato luogo, non 
repelletur, quo aggredì cupiet, Cic. 2)partic, 
avvicinarsi a quale, o q.c. per iscopi partico- 
lari, a) con intenzioni benigne, avvicinarsi, 

venire ad uno, cercar di guadagnare, di catti- 
varsi, tentare, alqra Romae, Cic: alqm arte 
(astuzia), Liv. : alqm pecunia, Sali. : trasl., 
alcjs modestiara acrius, porre a più dura 
prova, Tric. b) con intenzioni ostili, aggre- 
dire, assalire, arrivar addosso a quale., alqm, 
Cic. ed a.: alqtn ferro, Ov.: muruin, Salì.: per- 
seguire giudiziariam., accusare, chiamar in 
giudizio, alqm, Nep.: alqm legibus (contr. vi), 

Suet. II) trasl., andare a, dirigersi verso q.C. 
Come meta, SCOpO', assumersi, cominciare, in- 
traprendere, ancipitem causam, Cic: facinus, 
Liv.: poet., magnos honores, ricevere, Verg.: 
ad causam, Cic: ad rem publicam, prender 
parte al governo, Veli.: ad injuriam facien- 
dam, Cic: ad dicendum, cominciar a p ir- 

lare, Cic: CoZZ'infin., cominciare, fare il ten- 
tativo di, cercare di, ecc., dicere de etc, 
Cic. 

aggrego (ad-grego), avi, àtum, are, 
propr. « aggiungere al gregge » ; quin li 

trasl., aggregare, accomunare, associare, rifl., 

se aggregare, e jpassivo aggregar!, in signif. 

medio = associarsi, raccogliersi, unirsi, eodem 

ceteros undique collectos naufragos, Cic: ego 
te in nostrum numerum aggregare soleo, Cic: 
filium ad patris interitum, Cic: se ad eorum 
amicitiam, Caes.: se Eomanis, Liv.: assol., 
alius alia ex navi, quibuscumque signis occur- 
rerat, se aggregabat, Caes. 

aggreggio, ònis, f. (aggredior), I) in re- 
torica, assalto dell'oratore forense, Cic. or. 
50. II) in dialettica, sillogismo, Quint. 5, 
10, 4 e sgg. 

agguberno, are (ad e guberno), cercar 
di governare, trasl., sic aggubermnte fortuna, 
ut etc, Fior. 2, 8, 1. 

àgtlis, e, agg. col compar. (ago), agile ; 
quindi I) di C. inan., agile, destro, spedito, 

T) propr.: classis, Liv.: remus, Ov.: sinistra 
manu agiliore et validiore, Suet. 2) trasl., 
pronto, agile, fugace, natura ingenii h umani 
agilis et velox, Quint. Il) di e. anim., del loro 
corpo, dei sensi, ecc.: 1) propr., mobile, agile, 
destro, veloce al corso, ecc., dea, di Diana, Ov.: 
Cyllenius, di Mercurio, Ov.: agile et vividum 
corpus, Plin. ep. 2) trasl., agile nelV operare 



= pronto, vivace, spedito, celere, agile, attivo- 

{contr. tardus), oderunt agilem gnavumque- 
(che lavora s 'editamente e con senno) re- 
missi, Hor.: nunc agilis fio, un uomo d'affari 
(uomo diStato), Hor.: agiliorem mini animum 
credebam, Sen. 

aglilflag, àtis, f. (agilis), agilità, mobilità, 

spedite&za del movimento, na,\'mm,Li\.: trasl.: 
agilitas (movevolezza), ut ita dicam, mollitia- 
que naturae (del carattere), Cic. 

Agis, gtdis,acc. Agim ed Agin, m. ( T Ayts)r 
Agide, nome di re Sp irtani, di cui i più 
noti sono i Proclidi: I) Agide I, figlio del 
re Archidamo II, fratello di Agesilao ; re- 
gnò dal 426 al 397 av. Cr. II) Agide II, 
figlio di Archidimo III, regnò dal 338 al 
3-ìO av. Cr. Ili) Agide III, figlio di Eda- 
mida II, regnò dal 244 al 240 av. Cr. 

agllabliis, e (agito), agile, leggero, facile 
mente movibile, aè'r, Ov. met. 1, 75. 

agII:UÌO, Ònis, f. (agito), agitazione, moto» 

I) propr.: ag (mobilità) et motus linguae,. 
Cic: ag. motusque corporis, Plin. ep.: ag. 
lecticae, Liv.: agitationes fluctuum, Cic. II) 
trasl., 1) dello spirito in istato di commo- 
zione, attività, agitazione, agitatione et motu 
esse vacuus, Cic : mentis ag., esercizio ed oc- 
cupazione dello spirito, Cic. 2) l'occuparsi di 
q.c, esercizio, disbrigo di q.c, rerum magna- 
rum ag. atque adinini-,tratio, il pensare e il 
compiere, Cic: studiorum, Cic. 

agitator, òris, m. (agito), conduttore di 
un animale, aselli, Verg.: equorum, auriga, 
Yerg.ipartic assol. = cocchiere, auriga, nelle 
corse del Circo, Cic ed a. 

agita tus, a, um, part. agg. in compar. 
(agito), agitato, commosso, vivace, vivo, Sen. & 

QMint. 
agile, agivieduui; V. ago alla fine. 
agito, avi, àtum, are (intens. di ago),. 

porre in moto, spingere con vivacità, COll Cele- 
rità, I) propr.: 1) dello spingere animali,. 

veicoli, ecc. = spingere, far andare, e(partÌC, 
nei poeti), condurre, dirigere, guidare in ge- 
nere, a) generic.: currus ad flumina, Verg.: 
equum, esercitare, Verg. e Nep.: navem trire- 
mem, far aggirare (nel porto), Nep.: lanige- 
ros greges hirtasque c&pelìàs, poet., per « aver 
cura », Verg. b) del cacciare le fiere, ecc. = 

cucciare, incalzare, inseguire, feras, Cic: aquila 

insectans alias aves et agitans, Cic: tota urbe 
fi nemici), Verg.: chelydros, scacciare, Verg. 

2) del Vento = agitare, sconvolgere, turbare, 

mare ventorum vi agitari atque turbali, Cic: 
austro agitata Charvbdis,Ov. 3; del moto delle' 

Onde = agitare, scuotere, sbattere, agitata 

fluctibus Helle , Prop. : defluit saxis agi- 
tatus humor, Hor. 4) di rapilo ed instabile 
movimento delie cose in genere == porre iti 

rapido movimento, agitare, agitari in ter se COn- 

cursu, degli atomi, Cic. 5) di ogni sorta di 
moto in contrapp. alla quiete, a) generic, 
porre in movimento, muovere, agitare, quod 

ipsum agitatur aliunde, Cic: quod pulsu agi- 
tatur externo, Cic: mens agitat molem, 
muove il tutto, Verg. Partic b) di moto ra- 
pi Io e frequente, muovere qua e là, volgere qua 
e là, agitare, scuotere, CJrpora huc illue, Sali. 



101 



Agiate 



digitos (nei conti), contar sulle dita, Plin. ep.: 
alas, Ov.: hastam (= thyrsum). squassare, 
agitare, Ov.: habenas manibus, poet. per «gui- 
dare », Ov. e) del moto del corpo (nel correre, 
andare in barca, in carrozza e sim.J, muo- 
vere, far del moto, nunc mari, nunc terrà agi- 
tare corpus, Plin. ep. 

II) tras!.: 1) spronare, spingere, stimolare, 

indurre a q.c. (come se si spronasse una be- 
stia), quem gloria Turni obliqua invidia stimu- 
lisque agitabat ama ris, Verg.: est deus in nobis, 
agitante calescimus ilio, Ov.: in furias agitali- 

tur equae, Ov. 2) dare la caccia, inseguire, per- 
seguitare, tormentare, fastidire, molestare CO me 
se fosse una fiera, a) generici ut eos agitent 
insectenturque furiae, Cic: sceleris poenis agi- 

tatur, Cic. — quindi h) perseguitare, biasi- 
mare, censurare, dileggiare quale. q.C. COVI 

parole, vesanum poetarti, Hor.: personas, Cic: 
alcjs saevis fastidia verbis, Hor. 3) agitare, 

porre in agitazione, sconvolgere, turbare (di ri- 
voluzioni politiche, ecc.), come un mare, tri- 
buniciis seditionibus ovv. procellis agitari,Liv.: 
rebus agitatis, Cic. 4) agl'are q.c. nei discorsi 
= trattare, discutere, res agitata in contioni- 
bus,jactata in judiciis,Cic: per omnes locos de 
facto consulis agit tri, Sali.: agitatum, ut tri- 
buni militum crearentur, Liv. 5) agitare q.c. 
nella mente, nello spirito = esser in pensiero 
per q.c, pensar sopra, meditare, considerare, 

esaminare, e in rapporto a qualche scopo = 

aver in mente q.C, pensare, mirare, tendere a 

q.c, meditare, in animo bellum, Liv.: rem in 
mente, Cic: rem cum animo, Sali, fr.: rem 
animo (animis), Cic: rem mente, Cic: rem 
secum, Sali.: e senza raggiunta in animo e 
sim., res multum agitata, Cic: fugam, Verg.: 
haec multos dies noctesque, Sali.: coli infin., 
ut mente agitaret bellum renovare, Nep.: col 
de e Tabi., de Rhodani transitu, Liv.: col- 
Z'acc. pron. seg. da propis. relat., id plebes 
agitabat, quonam modo etc, Liv.: alla greca, 
col partic, Alexandrum . . . interempturi se- 
ditionibus agitastis, Justin. 14, 4, 12: assol., 
ipse longe aliter animo agitabat, avea ben altri 
pensieri, disegni nella sua mente, Sali. Jug. 

11,1. 6) porre in moto, agitare, eccitare, eser- 
citate lo spirito, quibus (curis) agitatus et 
exercitatus animus, agitato, occupato, come 
di cose che V animo fa scopo de' suoi sforzi, 
Cic: geometria agitari animos et acuì ingenia, 
Quint.: in cattivo senso, in tribunatu Grac- 
chum, assalire a parole, Cic. 7) generic. 
(come ago), porre q.c in movimento = ^fe- 
steggiare, celebrare, condurre feste C solennità 
festive, Dionysia, Ter.: festos dies, Cic: cho- 

ros, Verg. b) condurre, aver a mano, fare, eser- 
citare, agitare, trattare, imprendere on ener- 
gia, azioni e condizioni di og ni genere, cercar 

di condursi secondo esse, conservare, conside- 
rare, aver in mente, imperium, Sali.: justitiam, 
Plin. ep.: mutas artes, Verg.: praecepta pa- 
rentis mei, Sali.: e così nel pass, agitari, esser 

esercitato, eCC = dominare, regnare, luctus 

atque gaudia agitabantur, Sali.: dissensio cum 
jam inveterasset ac multos annos esset agi- 
tata, Cic: ed assol. nel pass, impers., pau- 
corum arbitrio belli domique agitabatur, si 

agiva, Sali, e) condurre, vivere, passare, sub 



agmen 102 

legibus aevum, Verg. : vita hominum sine 
cupiditate agitabatur, Sali.: quindi assol. = 

passare la vita, aver da vivere, vivere, agitandi 

inops, sema mezzi di sussistenza, Sali, fr.: 
(Gallia) nunc malis fructibus ipsa vix agitat, 

S : 11. fr. d) (se. se) volgersi, stare, trattenersi, 

fermarsi, indugiare, laeti, neque procul, Ger- 
mani agitabant, Tac: equitatum omnem . . . 
prò castris agitare jubet, Sali.: consul dum 
inter primores agitat, Liv.: quindi vivere, abi- 
tare, dimorare in qualche luogo, partic di 
popoli nòmadi, Libyes propius mare agita- 
bant, Sali, e) comportarsi, postremo ferocius 
agitare, quam solitus erat, Sali. 

.4glaìe 5 ès, f. ('AyXouy]), Agiaie, nome 
della più vecchia delie Grazie. 

Aglàtfph<~n, ontis, m. ('Ayloi.cy&v), A- 
giaofonte, celebre pittore di Taso (intorno al 
420 av. Cr.J, padre e maestro di Polignoto 
ed A risto fonte. 

Aglauros, i, f. (" A'fXowpot;, comun. "A- 
YpauXos), Agiauro, figlia di Cecrope. 

agmen, mtnis, n. (da ago), tratto, tratta, 
tanto il movimento, quanto la moltitudine o 
la massa in movimento, I)ingen.: ì)diess. 
anim.: a) di pers., moltitudine, schiera, agmen 
perpetuum totius Italiae, Cic: agmen patricio- 
rum, Liv.: mulierum puerorumque agmina, 
Liv.: Eumenidum agmina, Verg.: agmina co- 
mitum, Ov. b) di animali = branco, frotta, 

muta (di Cani), stormo (di pernici), mandra 

(di cervi), rapidum, di cani da caccia, Ov.: 
ferarum, Ov.: cervorum, Verg.: aligerum, di 
cigni, Verg. 

2) di e inan.: a) corrente, corso d'acqua, 
dulci fluit agmine flumen, scorre con placida 
corrente, Lucr. e Verg.: e di rovescio, diluvio 
d'acqua, immensum caelo venit agmen aqua- 
rum, Verg. b) di atomi, Lucr. 1, 606. e) di 
nuvole, Lucr. 6, 100. d) di colpo di remi, 
agmine remorum celeri, con rapido remare, 
Verg. Aen. 5, 21 1 . e) delle spire del serpente, 
extremae agmina caudae, Verg.: illi [dracones] 
agmine certo Laocoonta petunt, s'avviano 
dritti contro Laocoonte, Verg. f) di quan- 
tità d'affari, Plin. ep. 

II) come 1. 1. milit., schiera, cioè 1) astr.: 

schiera, marcia di un esercito, colonna in marcia, 

in agmine, Sali.: citato agmine iter, Liv.: de 
exercitu, de castris, de agminibus dicere, Cic: 
rudis agminum, delle marcie (poet. — della 
milizia), Hor. 2) COncr.: a) esercito, colonna 
in marcia, schiera in marcia, a) di soldati 

a piedi, phalanx, agmen magis quam acies, 
Liv.: agmen suorum,Liv.: agmine, in ischiera, 
agmine ingredi, agmine ire ad Urbem, Liv.: 
agmine instructo, in ischiera allestita, pronta 
alla marcia, Liv.: agmine facto, in ischiera 
serrata, Verg.: agmen pila/tum, Verg.: o ju- 
stum, Tac, schiera che marcia compatta 
in fila, esercito ordinato a battaglia : agmen 
confertum, esercito compatto, serrato, Sen. 
ad Marc 16, 4 (cfr. sotto al n° d il passo 
di Verg. gè. 3, 369 e segg.): agmen qua- 
dratura, l'esercito che m ircia in ordine (così 
da aver la fronte su ogni lato, e procedere 
in ordine di battaglia, col b igaglio nel cen- 
tro, dimodoché tutto intero l'esercito for- 
mava quasi un p'ir allei >gramma, non eguale 



103 



agna 



ago 



104 



dunque ad un bataillon carré); quindi spesso 
agmine quadrato, in ordine, in file serrate, 
in ordine di battaglia, « en ligne », p. es. 
incedere, ire, ingredi, Sali, e Curt.: munito 
agmine, m ischiera coperta, Sali.: e contr. 
agmine incauto, ut inter pacatos, Li?.: agm. 
obliquum, che marcia obliquamente, di fianco, 
Curt.: agm. primum, T avanguardia, testa 
(dell'esercito in marcia), Caes.: medium, il 
centro, Caes.: extremum o novissimum, retro- 
guardia, Caes.: agmen ducere, comandare, 
condurre una schiera, o un esercito, Cic: 
agmen claudere, chiudere e coprire la schiera, 
Caes.: agmen cogere, chiudere V esercito, ut 
nec duces simus nec agmen cogamus (fig.), 
affinchè non siamo né i primi né gli ultimi, 
Cic. p) di cavalieri, agm. equitum, Liv.: agm. 

equestre, Ov. b) schiera di navi, squadra, fiotta, 

navium agmen, Liv. 21, 27, 8 e altr. e) di 
schiera di bagagli, omnium impedimentorum 
agmen cogere, Hirt. b. G.: non minore agmine 
rerum captarum quam suo prae se acto, Liv. 

d) trasl., di schiera, ntandra, stormo di animali, 

che formano, per così dire, un esercito, con- 
ferto agmine cervi torpent mole nova, Yerg. 
gè. 3, 369 e segg. (cfr. sopra al n° a il passo 
di Sen. ad Marc. 16, 4): e pasta decedens 
agmine magno corvorum exercitus, Verg.: e 
di sogg. inan. personifìc, venti velut agmine 
facto, qua data porta, ruunt, Verg.: sic ordi- 
nandi est dies omnis, tamquam cogat agmen, 
sia V ultimo (V. n° a), Sen. 

agna, ae, f. (agnus), ugnella, vetula, Varr.: 
pulla, Hor. 

li; uà Ila, min, n. pi. <=• Agonalia (V.), 
secondo Ov. fast. 1, 325. 

agnascor (ad-gnascor), nàtus sum, nasci 

(ad e nascor), nascer vicino, nascer dopo, partic. 

come t. t. giurid., detto di figli che nascon 
dopo, quindi che vengono al mondo sia du- 
rante la vita del padre che dopo la sua morte, 
avendo già il padre fatto testamento o avendo 
adottato uno come figlio, Cic. de or. 1, 241 
e Caecin. 72. 

agnalio (adgnàtio), ònis, f. (agnascor), con- 
dizione degli agnati, consanguineità da parte di 

padre, agnazione, fondata sulV adozione sidla 
generazione da parte di per s. di sesso masco- 
lino appartenenti alla famiglia, Cic. ed a. 

agnalus (adgnatus), a, um, I) partic. dì 
agnascor (V.), Il) sost., agnatus, i, m., 
A) figlio nato dopo, 6Ìoè che viene al mondo 
quando già (per parentela , adozione o testa- 
stamento) si trova nella famiglia un legit- 
timo erede; alplur. in Tac. Germ. 19 e liist. 

5, 5. B) colui che e parente da parte di padre, 

per nascita o per adozione, agnato, spesso 
(partic. al plur.J in Cic. ed a. 

agnellus, i, m. (dimin. di agnus), agnel- 
lino, come termine vezzeggiativo, nei Comici. 

agninus, a, um (agnus), appartenente ad 

agnello, di agnello, pes, Plin.: sost., agnina, 
ae, f. (se. caro), carne d'agnello, Plaut. e Hor. 

agnilìo, ònis, f. (aguosco), il riconoscere, 
cognizione, conoscenza, animi, Cic: litterarum, 
Vimparare a conoscere le l., Quint. 

agnìtor, òris, m. (agnosco), conoscitore, 
Quint. 12, 8, 13. 

agnóiiien, mlnis, n. (ad e gnomen = 



nomen), soprannome, agnomina bellica, Fior. 
3, 8, 1. 

agno mì natio (adnòminàtio), onis, f. (ad 
e gnomino = nomino), come fig. retor. = 
7rapovouocata, il metter insieme due vocaboli 
somiglianti per suono, ma affatto differenti 
di signific., paronomasia {come ienones e leo- 
nes), Cornif. rhet. e Quint. 

agnosco (ad-gnosco), nòvi, nttum, ere, ri- 
conoscere, I) conoscere, riconoscere, distin- 
guere q.c. nel suo vero essere, riconoscere per 
quello che è da segni, caratteristiche, a) ge- 
neric: timi agnoscit animus illa reminiscendo, 
Cic: jam agnosco Graecum, riconosco, cioè 
mi rammento, Cic: cfr. unde illi versus ? non 
enim agnosco, Cic: accipio agnoscoque deos 
(gli dei =. la mano degli dei), Verg.: col me- 
dium dei sensi, auribus notos ut possis agno- 
scere cantus, Cic poèt.: inde (da ciò) agnosci 
potest vis fortunae, Veli.: deum ex operibus 
ejuSjCic: agnosco ex me, io sperimento in me 
stesso, Cic: cum idem aspexit agnovitque in 
alio, Cic h)un oggetto che si è già ricono- 
sciuto O conosciuto, riconoscere, raffigurare, 
<x)unapers.: quem ut agnovi etc,Cic: nomine 
audito, agnovere virum, Liv.: cultu regio agno- 
sci, Curt. p) ogg. inan.: rem (di giudice), Cic: 
parvam Trojam, Verg.: loca, Quint.: navis D. 
Bruti, quae ex insigni facile agnosci poterat, 
Caes. II) riconoscere come cosavera, effettiva, 
esistente, valida, a) unapers.: sortilegos, Cic: 
filium, quem ille natum non agnorat, eundem 
moriens suum dixerat, Nep.: needum agno- 
verat eum, qui postea regnavit, Liv.: alla do- 
manda come chi? coli' acc. predicai., alqm 
non ducem,Liv.: aliquem regem, alqm filium, 
Curt.: al passivo, alla domanda come chi? 
col nomin. predio., at nunc si quis tanti habi- 
tet, vix ut senator agnoscitur, Veli. $)ogg. 

inan. = riconoscere, confermare, confessare, 
ammettere, constatare, concedere una COSa 

{contr. abnuere), agn. crimen, Cic: facti illius 
gloriam, Cic: deorum cognationem, Cic: alla 
domanda come che cosa? coli' acc. pre- 
die, quod meum quodam modo agnosco, Cic: 
dextros agnovit in alite divos, Phaedr.: col- 
Tace, e Tinnii., et ego ipse me non esse ver- 
borum admodum inopein agnosco, Cic. — 
Agnosse, sincop. = agno visse, Ov.: agnòtu- 
rus = agniturus, Sali. fr. 

agnus, i. m. (àu-vóg), agnello, Cic ed a. 

ago, ègi, actum, ere (àyco), mettere in 
m oto, cioè spingere innanzi q.c, IJpropr., 

nello spazio = far muovere, far andare in- 
nanzi, guidando, conducendo, 1) in gen. = 
far andare innanzi, condurre, guidare, a) ani- 
mali, detto di guardiano, pastore, ecc., mer- 
cede caballum, Hor.: capellas protenus, Verg.: 
bovem Romani, Liv.: bovesad flumina,Verg.: 
pecora per calles, Curi: celso Nysae de vertice 
tigres, Verg.: capellas potum, Yerg.ipoeticam. 
colVinfìn., omne cum Proteus pecus egit altos 
visere montes, Hor. p) persone, come condot- 
tiero, guida, ecc., copula vinctum ante se 
Thyum, Nep.: alqm virgis in urbem, Liv.: 
alqm ad mortem, Tac: quindi anche (come 
àysiv) =• portare, condurre seco, multis mi- 
libus actis armatorum ex ea regione, Liv.: 
come t. t. militi agmen agere, metter in mo- 



105 



ago 



vimento la schiera = porsi in cammino con 
essa, farla marciare, Liv.: cornuti, al pas- 
sivo, agmen agitur, la schiera (V esercito) si 
mette in movimento, in cammino; marcia, 
con aw., come citius, raptim e sim., Liv.: 
e nel linguaggio famigliare, agere se, spin- 
gersi= « andare, venire » , quo bine te agis? 
Ter.: ecce gubernator sese Palinurus agebat, 

Vei'g. y) spingere =3 guidare, condurre, diri- 
gere cavalli sotto un carro, un cocchio; un 
cocchio, un carro, una barca, un veicolo in 
genere, jumenta ovv. currum, guidare le be- 
stie il carro, esser cocchiere, Liv. e Curt.: 
per patris corpus carpentum, Liv.: navim, 
Hor.: in litus naves, sul lido, Liv. 5) ge- 

nerio, -metter in movimento, spingere, muo- 
vere, far andare e. inan., detto di pers., agens 
Carmine quercus (di Orfeo), Verg.: vocem, 
Cic: trasl. di e. inan., longeque (mare) agit 
fluctus , Curt. : duplex agitur per lumbos 
spira, passa attraverso i lombi, Verg.: agen- 
tes frigora venti, che conducono, portano, 
Verg. : corpora agunt contagia late , spar- 
gono, diffondono, Ov. e) come t. t. milit., 

porre in movimento, mandar innanzi, avvicinare 

le macchine da assedio ad un luogo, vineas 
turresque ad oppidum, Caes.: testudineun, 
Sali. 

2) partic: a) spingere a moto più veloce 
(partic. contro volontà, con violenza), cac- 
ciare innanzi, spingere, a) animali e pers., equo 
temere acto, spinto il suo cavallo alV impaz- 
zata, Liv.: proverb., agas asellum, puoi ben 
frustar Vasino (ma esso tuttavia non impa- 
rerà a correr veloce) = tu sei e resti quello 
di prima, Cic. de or. 2, 258 : qua impetus 
egit equos, dove la smania, la furia spinse i 
cavalli, Ov.: qua quemque metus agebat, dif- 
fugerunt, Curt.: quindi al passivo, agi = 
esser cacciato innanzi, sospinto, trascinato, con- 
dotto; correre, muoversi con impeto, volare, 

turba fugentium actus, Liv.: quo multitudo 
omnis agebatur, Liv.: agi per auras, Verg. 
(3) di cose, membris agit atra venena, mandar 
fuori, schizzare, stillar e, V erg.: e partic. ani- 
mam agere, mandar fuori lo spirito vitale == 
essere agli estremi, render l'ultimo spirito, 
V ultimo respiro, CaeJ. in Cic, Liv. ed a.: 
nel bisticcio, eodem tempore et gestum et 
animam agere, cavar fuori, Cic. b) cac- 
ciare innanzi, molestando, cacciando, per- 
seguitando O porre in movimento, a) animali 
e pers. = far andare innanzi a sé, cacciare, dar 
la caccia, perseguitare, cervOS (di Cani), Verg.: 

apros, Verg.: per jnga longa canes, Ov.: glebis 
aut saxis aut fustibus alqm de fundo praeci- 
pitem, Cic: praecipites Pompejanos, Caes.: 
alqm in exsilium, Liv.: Orco (all'Orco), Hor.: 
fugientes hostes ad naves, Justin. p) cosp, 
acta borea pinus, spinto, cacciato qua e là, 

Sbattuto, Ov. e) (come ày£w), portar via, con- 
dili' via, trasportare da qualche luogo, partic. 
come bottino, inde actae boves, Liv.: quindi 
portar via rubando, rubare, redigunt actas in 
sua rura bove?, Ov.: e così praedam praedas 
(pecoris et mancipiorum) agere, portar via, 
come preda, bestiame e schiavi, e generic, 
predare, far bottino, Sali, e Liv.: quindi par- 
tic, ferre et agere (come cpépsiv xaì àysiv) — 



ago 106 

portar via [ferre] e condur via [agere], la 
proprietà viva e morta; ora detto dei proprie- 
tarii (quindi in senso non ostile), res, quae 
ferri agique possunt, beni mobili, Liv.: ora di 
nemici, saccheggiar e, metter a ferro e a fuoco, 
portar via, ferre cuncta atque agere, Liv.: 
ferre agere plebem plebisque res, Liv. d) con- 
durle con un dato sforzo materiale (sbat- 
tendo, spingendo, colpendo, curvando) verso 
qualche luogo, par tic. in modo che stia fermo, 
entri dentro, sublicae oblique agebantur, si 
piantavano, Caes.: pinus ab alto ad terram, 
curvare, Ov.: fundam circum caput, girare, 
vibrar e,Y erg.: hasta alci per armos acta, Hor.: 
quindi in crucem agere, crocifiggere, Cic e) 
condurre, in direzione non interrotta, oc) di- 
sporre nello spazio, tirare, condurre, parietem, 
Cic: aggerem, cuniculos, Caes.: cuniculos ad 
aerarium, Cic: cloacam maximam sub terram, 
Liv.: molem mari (entro il mare), Curt.: così 
partic. come t. t. di agrimensura, limitem 
agere, segnare il confine, Tac: e poet, latum 
per agmen limitem agit ferro, si apre la via 
attraverso, Verg.: e fig., idem limes agendus 
erit, cioè si dovrà usare il medesimo mezzo, 
Ov. (3) di piante = mettere verso T interno 
(del terreno) verso V esterno, radices, Varr.: 
e fig., vera gloria radices agit atque propa- 
gatili', Cic: e così gemmas, folia, florem, fron- 
dam, Scriptt. r. r. e Plin.: ossa robur agunt, 
le ossa diventano di legno duro, Ov.: actae 
ad sidera pinus, cresciuti in altezza, giunti, 

Verg. y) generic. : fare, far comparire, cum 

spumas ageret in ore, colla schiuma alla 
bocca, Cic: rimas, fendersi, spaccarsi, scre- 
polarsi (di legna, alberi, del terreno, ecc.), 
Cic. 

II) trasl.: A) in gen.: a) mettere in moto at- 
tivo, far andar innanzi, condurre, guidare, 

portare, animus cuncta agit atque habet, 
"Sali.: e così alqm transvorsum agere, portar 
via quale, quasi prendendolo a traverso, 
trasportare, Sali. : per reges actum genus 
omnes Latinos, che passò per tutti i re latini, 
Hor.: e Tros Tyriusque milii nullo discrimine 
agetur, saranno trattati, Verg.-.alla domanda 
dove? a che? in che? coll'in ovv. ad e 

Tace, a) condurre, trasportare, portare in una 

data condiz., alqm in furorem, Quint. : si 

quis ad illa te agat, Hor. (3) condurre, spin- 
gere, indurre, determinare, risolvere ad una 

risoluzione, ad un'impresa, poémata dulcia 
sunto et quocumque volent, animum auditoris 
agunto, Hor.: alqm confestim ad certamen, 
Liv.: Latinos falsis criminibus in arma, Liv.: 
alqm in ffkudem, Verg.: poet. coW'mfin., de- 
sertas quaerere terras auguriis agimur divùm, 
Verg. b) porre in movimento disordinato, 

dar la eaccia, perseguitare, tormentare, angu- 
stiare, tribolare, agunt eumpraecipitem poenae 
civium Romanorum, Cic: acerba fata Romanos 
agunt, Hor.: agentia verba, parole che condu- 
cono alla disperazione, Hor. C) porre in mo- 
vimento furioso, eccitare, agitare, ubi (multi- 

tudo) aut studio agitur aut ira, Curt. d) far 
ondeggiare dallo stato d'equilibrio, smuovere, 
perpetua naturalis bonitas, quae nullis ca?ibus 
neque agitur neque minuitur,Nep. e) porre in 
movimento nel senso di «porre in azione», 



107 



ago 



ago 



108 



eccitare, infiammare, mantenere in astone, in 
esercizio, seu te discus agit, Hor. sat. 2, 
2, 13. f) rifl., agere fassol.J ovv. agere se, 
a) agere fassol.) = andar vagando in qual- 
che luogo, condursi, trattenersi, trovarsi, stare, 

essere, apud primos, Sali.: multum et fami- 
lkriter cum alqo, trattare, Sali.: circa muros 
et in stationibus solute ac neglegenter, Liv.: 

quindi abitare, dimorare in qualche luogo, 

Africa, quae procul a mari incultius agebat, 
Sali, p) con se ed assol., condursi in questo 

quel modo, comportarsi, mostrarsi, tanta 

mobilitate Numidae sese agunt, Sali.: negle- 
genter se et avare agentes, Eutr.: e (senza se) 
feroces prò victoribus agere, comportarsi fie- 
ramente da vincitori, Sali. 

B) condurre un'attività, uno stato, una con- 
dizione, 1) di tempo, quasi « far venire ed 
andar via », quintae tempora lucis, Ov.: ver 
magnus agebat orbis, era primavera, Verg.: 
quindi a) con annus ed un numero ordinale 
= essere in un anno (— averlo raggiunto, ma 
non ancora oltrepassato), avere questa o quei- 
l'età, quartum annum ago et octogesimum, 
Cic: sextum et octogesimum annum agens, 
di 86 anni, Liv.: e (di una data sezione del 

tempo), nel passivo agi, volgersi, correre, e 
nel perf. = esser trascorso, passato, essere 

alla fine, mensis agitur hic jam septimus,Teiv. 
ut tunc principimi! anni agebatur, sera al 
principio dell'anno, Liv. (3) passare, vivere, 
condurre un tempo (la vita, gli anni, una 
parte di tempo), aetatem procul a re publica, 
Sali.: aetatem inlitteris, Cic.:vitam ruri,Liv.: 
tolerabilem senectutem, Cic: pleraque tem- 
pora in venando, Sali.; hiemem sub tectis 
suis, Liv.: ibi hiberna, Liv.: noctem metu, 
Curt.: totam eam noctem cum magno animi 
metu perpetuis vigiliis, Liv.: quindi assol. = 

vivere, esistere, essere al mondo, homines, qui 

tum agebant, Tac: sine certis legibus agere,- 
Liv.: incerta pace agere, Liv. 

2) condurre un'azione o condizione, agire, 
riguardo a q.C, curarsi di compiere, con- 
durre a termine, fare, curare, cum SCribaS et 

aliquid agas eorum, quorum consuesti, Luccej . 
in Cic: quod agendum aut faciendum sit, 
id non recusem, Cic: agerent facerentque, ut 
e re publica ducerent, Liv.: multa agendo nihil 
agere, Phaedr.: jucundi acti labores,Cic: nel 
linguaggio famigliare, quid agis? che fai? 
come va? Cic ed a.: quid agitur? che si fa ? 
come va ? Comici : parim. nelle domande de- 
rivanti da dubbio, imbarazzo, paura e sim., 

quid faciam ? quid agam? che (devo) fare? che 

farò? Comici: quid ages ? Ter.: e nelVinter- 
rog. indir., neque satis centurionibus consta- 
bat, quid agerent, Caes.: e la forinola age, age, 
ut lubet, Ter.: assol, se non interfuisse, sed 
egisse (dice di esserci entrato [come testi- 
monio]) dicit, Cic: industria in agendo, ce- 
leritas in conficiendo, Cic: vigilando, agendo, 
bene consulendo prospere omnia cedunt, Sali.: 

partic. con avv., procedere, operare, agire in 

qualche maniera, male, Cic: modice, Cic: 
lenius, Sali.: facile justeque, Tac: quindi male, 
bene, praeclare agere cum alqo, agire, trattare 

male, bene, molto bene con quale, Plaut. e Cic 

e così al passivo, male, bene agitur cum alqo, 



va male, bene, per quale, Cic: e sempl. prae- 
clare agitur si etc, Cic. 

Quindi a) aliquid agere, fare q.c, operare, 
essere attivo, in contrapp. all'ozio, alla quiete, 
alla tranquilla riflessione, aliquid agentes 
imagines (contr. mutae, vagae), Cornif. rhet.: 
e senza aliquid, p. es. quod (che essi) egerunt 
(hanno fattoj. . . quod reliquerunt, Cic: aliud 
agenditempus, aliud quiescendi, Cic: auden- 
dum atque agendum, non consultandum in 
tanto malo esse, Liv.: e il contrapp. nihil 
agere, non far nulla, essere inoperoso, numquam 
se plus agere, quam cum nihil ageret, Cic. b) 

eseguire, effettuare, fare,in dato modo e grado, 

non nihil egisti hoc loco, Cic: nihil agis, Ter.: 
nihil agis, dolor, Cic: quindi potere, decidere, 
influire, in dato modo e grado, multum agit 
sexus, aetas, condicio, Quint. e) eseguire con 
zelo q.c, a) attendere a q.c, hoc age, hoc 
agite, bada, badate, attento(i), Comici ed a.: 
hocine agis an non ? vi attendi o no ? Ter.: 
id ago sedulo, ci penso seriamente, vi at- 
tendo seriamente, Ter.: nisi id agat et adsit, 
se di ciò non si cura, Cic: e il contrapp. 
alias res agere, Ter. e Cic, ovv. aliud agere, 
Cic, occuparsi di cose estranee, aver la 
mente occupata da pensieri estranei, cioè 
essere disattento, negligente, distratto. P) oc- 
cuparsi di q.c, pensare a q.c, mirare a qual- 
che SCOpO, a qualche fine; meditare, incari- 
carsi di alcunché, occuparsi in ispecial guisa 

di q.c, far di tutto, nescio quid mens mea 
majus agit, Ov.:quid agant,quid cogitent, Cic: 
id si egissent, Cic. : in omni vita nihil aliud 
egi, mi proposi sempre come unico scopo, Cic: 
de intranda Britannia, Tac: e partic, id agere 
(raro hoc agere ovv. sempl. agere), ut ovv. 
ne, ecc., agire o pensare con uno scopo, 
prendersi partic pensiero allo scopo di, odi 
non ; occuparsi, pensare a q.c, mirare a q.c, 
aver intenzione di, ecc., far di tutto per, ecc., 
non enim id agit ut insidietur et observet, sed 
jam favet, Cic. : certiorem eum fecit id agi ut 
pons dissolveretur, Nep.: qui agit, ut prior sit, 
Quint.: itaque neque tu multum interfuisti 
rebus gerendis, et ego id semper egi, ne inte- 
resserà, Cic. : tu, dum tua navis in alto est, 
hoc age (guarda) ut mutata retrorsum te 
ferat aura, Hor. 

3) agire, esporre fcol gesto, eCC.J (V. actio 
n° II), a) di Oratore, esporre, recitare, de- 
clamare, haec ille egit, Cic: quae sic ab ilio 
acta esse constabat, oculis, voce, gestu, ut etc, 
Cic: assol., agere cum dignitate ac venustate, 
Cic b) di attore drammatico, a) declamare, 
esporie una monodia, un verso, ecc., accom- 
pagnando la recitaz. colla dovuta mimica, 
canticum aliquanto magis vigente motu, Liv.: 
hunc versum eo gestu, Cic: e così fabulam 
(comoediam, tragoediam), recitare una parte, 
Comici e Cic. : primas partes, la parte di 
protagonista, la prima parte, Ter.: e così 
(fig.) priores partes, Cic P) agere alqm (ser- 
vum, leuonem, Ballionem e sim.), rappresen- 
tare, il personaggio, la parte di, ecc. (sulla 
scena), Ter. e Cic: e partic trasl., sostenere 

una parte nella vita, comportarsi da, conte- 
nersi (seriamente od ipocritamente) e sim., 
nobilem, Cael. in Cic: ministrum imperatoris, 



109 



ago 



ago 



110 



Tac. e) esprimere, rendere ringraziamenti 
e lodi a voce o per iscritto, alci gratias 
ovv. (in tono solenne, di preghiera e sim.J 
grates, Cic: diis laudes gratesque, Liv.; cfr. 
gratia. 

4) condurre, apprestare un apparecchio, UH 

apparato, uno stato, una condiz., a) festeg- 
giare, solennizzare, celebrare una festa, riti fe- 
stivi in genere, festos dies anniversarios, Cic: 
Idus, Hor.: diein festum Dianae per triduum, 
Liv.: choros, dirigere, Prop.: triuinphum de 
alqo, Cic. b) di condizioni d'ogni specie, ce) dà 

■quiete, mantenere, osservare q.C, persistere, 

perdurare in q.c, pacem, Sali, fr.: otia, Ov.: 
alta silentia, Ov. P) di azione, oca) generic. 

= mantenere, provvedere, imprendere, con- 

dui-re, eseguire (partic. come circonlocuzione 
per esprimere V azione espressa dal sostantivo 
■congiunto col verbo), vigilias ad aedes sa- 
-cras, Cic, ovv. in portu, Liv.: stationem, V. 
statio : joca atque seria cum huraillimis, Sali.: 
sua vota, manifestare i propri desideri, Ov.: 
cfr. arbitri uin e cura, PP) di azione direttiva, 

nella Vita pubblica, tenere = disporre, pre- 
parare, ordinare, condurre, eseguire, dirigere, 

senatum, Cic: censum, Liv.: forum ovv. con- 
ventum (giorno d'udienza, d'abboccamento), 
•Cic e Caes.: regnum, Liv.: honorem, coprire, 

Liv.: e di rendite, entrate, amministrare, esi- 
gere, Judaicum fiscum acerbissime, Suet.:^ar- 
tic. agere bellum, condurre una guerra (se- 
condo il piano stabilito), Sali, (ma Samni- 
tium bella, quae continua per quartum jam 
volumen... agimus, delle quali ci occupiamo 
[come scrittori], Liv.): anche levibus proeliis 
cum Gallis actis , combattute , Lir. e) nel 
linguaggio dei sacrifizi = fare, cioè colpire 
la vittima col martello e poscia ucciderla 
del tutto; nel qual caso quando il mini- 
stro dei sacrifizi (popa) domandava: agone? 
faccio? (colpisco?) Ov.; e il sacerdote rispon- 
deva: age ovv. hoc age, fa, colpisci, Suet. 
e Sen. 

5) condurre una trattazione su q.c, a) 
generic, trattare di q.C. con quale., parla/re, 
intrattenersi, conferire, abboccarsi, patteggiare; 
■insistere presso quale, con preghiere, esorta- 
zioni; pregare, sollecitare, spingere, esortare, 
avanzar proposizioni, pretese, offerte, e sim., ut 

agerem cum Leccejo de vestra vetere gratia 
reconcilianda, Cic: quod mecum per litteras 
agis (tratti per iscritto), mallem coram egis- 
ses (ne avessi trattato a voce), Cic: utrum 
per procuratorem ageres, an per te ipsum, 
Cic: egit cum Cimone, ut, ecc., fece a Cimane 
la proposta di, ecc., Nep.: egit mecum ac- 
curate multis verbis, ut, etc, Cic: agere varie, 
rogando alternis suadendoque coepit, ut, etc, 
insistere in tutte le maniere, ora pregando, 
ora persuadendo, ecc., Liv.: is ita cum Cae- 
sare egit (espresse): si pacem faceret, ecc., 
Caes.: quae (patria) sic agit (si fa inten- 
dere), do,.', assol. = farsi negoziatore, agente; 
trattare, agente Servilià , Cic: ilio auctore 
atque agente, Caes.: agendi viam non video, 
-Cic 

b) come t. t. di atti pubbl.: a) presentare 

q.c. davanti al popolo od al Senato, trattare, 
•condurre a conclusione, concludere, discutere, 



in senatu de alqo ovv. de alqa re, Cic: agitur 
in curia de alqa re, Suet.: cum populo de alqo, 
davanti al popolo (con una proposta formale), 
Cic: ut ante, quam rogatio lata esset, nulla 
res ageretur, Cic: de provinciis, de pace, de 
condicionibus, Cic: nihil omnino actum esse 
de nobis, Cic: ed agi per senatum, per po- 
pulum, venir concluso, trattato dal S., dal 
popolo, Cic: così pure multitudinis arbitrio 
res maximas agi, Cic P) agere causam alcjs, 
sostenerne le parti, essere del suo partito, Cic 
e) come 1. 1. giurid., discutere q.c. davanti ai 
tribunali, così in nome proprio che d'altri, 
come difensore od accusatore: a) come di- 
fensore, agere causam ovv. rem, condurre, 

trattare, discutere un processo, difendere una 

causa, causas amìcorum tractare atque agere, 
Cic: causam contra alqm apud consulem, Cic: 
cum proxime res agentur, quando sarà il 
giorno d'udienza, Plin. ep.: assol., agere = 

condurre un processo, discutere un pr,, partic. 
come oratore, procuratore, avvocato, difensore, 

hospes in agendo, estraneo alle cose giudi- 
ziarie, profano, Cic. : princeps in agendo, 
oratore, Cic: ad ovv. apud alqm (judicem), 
Cic: prò se, Plin. ep.: nihil cum Verre de co- 
tidianis criminibus, muovere, far lite a V., 
Cic. p) di accusatore o di parte che vuol far 

Valere i SUOÌ diritti, intentare una lite, una 
causa, un processo, con e senza (ex) jure, lege 
(fondandosi sul diritto, su di una legge) ', 

far valere i propri diritti, prendere le vie legali, 
muovere un'accusa, accusare, processare, liti- 
gare (davanti ai tribunali), quid agas mecum 
ex jure civili et praetorio, non habes, Cic: 
agere ex syngrapha, Cic: a^. suinmo jure, col 
più rigoroso diritto, Cic: ag. lege in heredi- 
tatem, Cic: de eadem re pluribus legibus ag., 
accusare ripetutamente, Suet. e senza lege 
e sim., grave (criinen est) me agente, te accu- 
sante nullum, Cic: cum alqo agere de alqa 
re, Cic: trasl.,agerenttecumlegePythagorei, 
ti accuserebbero, ti citerebbero in giudizio, 
Cic; partic: oca) agere col genit. della colpa 

= accusare, muover lite, accusa ad ale, per ecc., 

con e senza cum alqo (contro alcuno), furti, 
Cic: injuriarum, Cic ed a.: injuriarum cum 
alqo, Quint. PP) alqm reum agere, far com- 
parire quale come acctisato davanti ai tribu- 
nali, citare, presentare accusa contro di alcuno 

davanti ai tribunali, denunciare, Liv. ed a.: 

trasl. = accusare, calunniare, infamare, in 

genere, Ov. e Curt.: e spesso culpae, criminis 
reus ow. rea agor, Prop. ed Ov. y) agitur de 
re ovv. res, dell'oggetto dell'accusa, si tratta 

di, l'accusa versa su, si discute intorno a, OVV. 

per ecc., qua de re agitur ovv. quae res agi- 
tur, il punto della quistione, Cic: non ca- 
pitis ei res agitur, sed pecuniae, Ter.: agun- 
tur injuriae sociorum, Cic: agitur, liberine 
vi vara us, an mortein obeamus, Cic: trasl. e 

pregn., si tratta di q.c. = è in pericolo, è in 
rischio, va a rischio, corre rischio q.C., non 

agitur de vectigalibus, neque de sociorum in- 
juriis, Sali: in quo (bello) agitur populi Ko- 
mani gloria, agitur salus sociorum atque ami- 
corum, Cic: cura fama ejus ageretur, Liv.: nel 
perf., acta res est ovv. comun. actum est, 
propr. la trattazione è fatta, è conchiusa =» 



Ili 



agon 



agrarius 



112 



è finita, è fatta, acta res est, perii, Ter.: si proro- 
gatili-, actum est, Cic: e così pure actum est 
de, ecc., è finita, è spacciata, per ale. o per q.c„ 
è fatta, per quale, o q. e, è perduta, per quale. 
o q.c, de me, Ter.: de Servio, de imperio, Liv.: 
quod scribis £yyìgpap.a, actum de isto est, 
Cic.: e così comeprov., rem actam ovv. sempì. 
actum agere, fare cosa già fatta = affaticarsi 
invano, con parole o fatti, intorno a ciò che 
non si può più cambiare, rem actam ho- 
dierno die agi (si tratterà di cosa già fatta) 
et frustra habiturum orationem, qui, ecc., 
Liv.: Ph., actum, aiunt, ne agas (lascia stare 
quello che non puoi cambiare). D. non agam ? 
(io lasciar stare?) Ter.: e così sed acta ne 
agam us, ma non parliamo di ciò, che non 
può mutarsi, Cic. 

Imperat. age, agite, quasi interiezione 
per invitare, animare (quindi anche age, 
parlando a più), orsù, suvvia, animo (spesso 
rinforz. da altre particelle), partic. da dum 
e sis, quindi le forme agedum, agitedum, age- 
sis, I) in esortazioni stringenti, via, presto, 
suvvia, a) generic; age fiat, Ter.: agitedum, 
ite mecum, Liv.: age nunc refer animum, sis, 
ad veritatem, Cic: en ovv. heia age rumpe 
moras, Verg.: age colla l a pers. plur. del 
verbo, age age nunc jam experiamur, Ter.: 
e colla 2 a pers. plur.,mittite agedum legato?, 
Liv. b) in passaggi, nel discorso, per far no- 
tare con attenzione speciale ciò che segue 
(spesso con nunc, vero, porro), age nunc 
iter... comparate, Cic: age vero considerate, 
Cic: age porro, tu cur... imperasti ? e poi, 
Cic e) apostrofando vivacemente, quasi come 

die, orsù, dimmi, ehi, olà, age SCÌS quid lo- 

quar ? Ter. II) per troncare un discorso e 
passare ad altro : a) come segno di disap- 
provazione del già detto, come il nostro: 
va! lascia stare, ah! age novi tuum animum ; 
va, che ti conosco, ah! ti conosco troppo 
bene! Ter.: sicine agis, Parmeno? age, come 
puoi parlare così? o via! Ter.: age, inepte, 
ah ! baie! Ter.: age hoc malum mihi commune 
est cum omnibus, pur troppo, Cic b) come 
segno di assenso, però col desiderio di pas- 
sar ad altro, sia, va bene, bene, sta bene, sia 

pur così, age sit ita factum, quae causa cur 
Eomam properaret? Cic: Da. quiescas. Si. 
age igitur, ubi nunc est ipsus, Ter.: e d'impa- 
zienza, age age jam ducat, Ter.: quindi age 

sane, bene, benissimo, molto bene, sta bene, ne 

sono (siam) lieto (i), age sane, inquam, Cic: age 
sane, omnes, Liv. e) come segno di assenso 
apparente o forzato, quando non si può ri- 
spondere né sì, né no e si passa sopra alla 

risposta assoluta COn uno sta bene, va bene, 

age, veniam, Ter.: age, age, exponamus adu- 
lescenti, Cic d) quasi come fac, nel supporre 
un dato caso, posto che, age vero laudo ali- 
quem; num offendo? Caecin. in Cic: partic. 
con si, age si paruerit etc, Cic 

Part. pres. agens, entis, I) agg., parlante, 
espressivo, vivace, solo nel contesto del dis- 
corso, come imagines agentes, acres, insigni- 
tae, Cic: acer orator, incensus et agens, che 
ha un'esposizione viva, Cic. II) sost.: 1) = 
actor, attore, Quint. ed a. 2) agens ovv. agens 
rerum (commi, al plur.) agente o commissario 



imperiale, destinato alla revisione in cose 
civili e militari, Aur. Vict. Caes. 39, 44. 
Partic. perf. pass. sost. acta, òrum, n., 

I) azioni, gesta, fatti, atti, opere, COme testì- 

monianze parlanti delV attività di quale, 
(contr. facta, ciò che avviene per mezzo di, 
per opera di quale, in genere; res, ovv. res 
gestae, gesta, imprese, partic. di guerra),he\\i 
domique acta, Ov., acta Herculis, Quint.: nunc 
quàcumque nos commovimus, ad Caesaris non 
modo acta, verum etiam cogitata revocamur, 
Cic II) atti pubblici, in Senato, nei Co- 
mizi, ecc., quindi leggi, editti dei magistrati 
e più tardi degl'Imperatori. Questi acta ve- 
nivano presentati al Senato per essere esa- 
minati, sanzionati o respinti; quindi acta 
alcjs servare, Cic: confirmare, Veli, e Suet. r 
tueri, Suet.: e il contrario, acta alcjs dissol- 
vere, rescindere, Cic e Suet.: in acta principis 
jurare, giurare di volersi attenere in tutto ai 
decreti (atti) dell'imperatore, Tac ami. 1,. 
72: partic. gli atti registrati ; catalogo, re- 
gistro, protocollo di questi acta del Senato e 
del p'polo: a) del Senato, atti ufficiali, acta 
senatus, Suet.: acta patrum, Tac b) del po- 
polo, chiamati acta diurna ovv. sempì, diurna 
populi Eom. ovv. sempì, diurna (Tac e 
Suet.), acta publica (Tac), diurna Urbis 
acta (Tac), acta urbana (Cic e Plin. ep.), 
rerum urbanarum acta (Cic.) e sempì, acta 

(Cic), cronaca giornaliera, specie di giornale, 

pubblicato a cura delio Stato, che dava 
notizie tutti i giorni sopra cose poìitiche 
e private e veniva posto in mostra in 
luoghi pubblici, perchè fosse ietto daìpopoìo, 
talia diurnis Urbis actis mandare, scrivere 
nei giomaìe, Tac: beneficia in acta non 
mitto, non strombazzo ai quattro venti, 
Sem: sic in fastos actaque publica relatum est, 
Suet.: habebam acta urbana usque ad Nonas, 
Martias (quando era in Ciìicia), Cic. 

agon, ònis, acc. sing. òna, acc. pìur. ònas, 

m. (dcycóv), agone, combattimento, nei giuochi 

solenni, portato dalla Grecia in Roma, par- 
tic, da Nerone in poi; lat. puro certamen, 
comun. gymnicus (yojmxóg), per esercizi gin- 
nastici e di destrezza corporale, equester 
(l7zniY.óc,), nella corsa dei cavalli, ecc., mu- 
sicus (jiooatvcóg), nelle arti predilette aiìe Muse 
(cioè suonare iì flauto e la cetra, cantare e 
poetare), Plin. ep.: trasl., nunc demum agon 
est (vuv yap Iotiv àycóv) = ora finalmente 
deve sorgere una lotta, ora è tempo di pro- 
varsi, Suet. 

Àgtlnalìa, ìum ed òrum, festa (romana) 
istituita da JSfuma Pompilio e che si cele- 
brava al 9 Gennaio, al 20 Maggio e al IO 
Dicembre in onore di Giano (come Janus 
Agonius, protettore dei lavori e degli affari). 
— Deriv.: Agonali*», e, che appartiene, 
che si riferisce alle dette feste. 

AgÓllYa, òrum, n., a) vittime pel sacrifizio, 

Ov. fast. 1, 331. b) = Agonalia (V.), Ov. 
fast. 5, 721. 

Agragantlnus, a ^ um __ Acragantinus, 
V. Agrigentum. 

agl'ariUS, a, um (ager) che si riferisce ai 
campi, olle campagne ; campagnuolo, agrario r 



113 



agrestis 



Agyrium 



114 



I) in gen.: parentes, che vivono in campagna, 

Aur. Vict. II) partic. come t. t., agrario, 
che riguarda il terreno pubblico, partic, la 

sua occupazione (possesso) e ripartizione,\ex, 
proposta di legge che riguarda la riparti- 
zione dei campi, Cic. ed a.: largitio, larga 
distribuzione di terre, Cic: facultas, il po- 
tere, la facoltà di fare una ripartizione 
agraria, Cic: triumvir, che presiede alla ri- 
partisi ne, ecc., Liv. : seditiones, tumulti 
collo scopo di provocare una distribu- 
zione, ecc.. Liv. : buie toti agrariae rationi 
adversari (esser contrario al progetto, ecc.), 
Cic: agrariam rem tentare, tentare di pro- 
muovere una distribuzione, ripartiz., ecc., 
Cic: sost, a) agraria, ae, f. = lex agraria 
(V. sopra), Cic ad Att. 1, 18, 6. b) agrarii, 
òrum, m. = alcuni, che mediante le leggi 
agrarie speravano di venir in possesso di 
terre; fautori delle leggi e ripartizioni agra- 
rie, Cic e Liv. 

agrestis, e, agg. col compar. e (negli 
scritt. Seriori) col superi, (ager), che si trova 
nei campi, nella campagna, I) agreste, ville- 
reccio, selvatico, 1 )propr.: palmae, Cic: poma, 

Verg. 2) trasl.: a) fiero, rude, rozzo, ferino, 

brutale, ali 'aspetto, vultus, Ov.: figura, Prop. 

b) selvatico, moralmente, rozzo, crudele, senza 

cuore, dominus, Cic: animus agrestis ac du- 
rus, Cic: quae barbaria India vastior aut agre- 
stior, Cic. II) che si riferisce alla campagna 

= che vive in campagna, che riguarda V agricol- 
tura ì paesano, villano, agreste, campestre (contr. 

urbanus), 1) propr.: hospitium, Cic: vestitus, 
Nep.: Tita, Liv.: Numidae, che si occupano 
dell agricoltura, Sali.: quindi homo agrestis 
ovv. sostant. sempl. agrestis, is, m., paesano, 
villano, uomo di campagna, ecc., Cic, Hor. 
ed a. 2) trasl., rustico, in contrapp. a gentile, 

fine, educato = rozzo, non educato, zotico, in- 
colto, ruvido (dunque sempre in cattivo senso, 
mentre rusticus commi. = semplice, goffo), 
genus hominum, Cic: rustica vox et agrestis, 
Cic: vita haec rustica, quam tu agrestem vo- 
cas, Cic: quindi agrestiores Musae, le Muse 
più rozze, cioè le discipline pratiche, come la 
giurisprudenza, ecc. (in contrapp. alla filo- 
sofìa), Cic — Genit. plur. agrestum {per 
agrestium), Verg. ed a. 

1. agrìcola, ae, m. (ager e colo), agri- 
coltore, paesano, villano, Cic ed a.: deus agri- 
cola, protettore dei campi (Silvano), Tibull.: 
e così pure caelites agricolae, gli dèi protet- 
tori, ecc., Tibull. — Genit. plur. agricolùm, 
Lucr. 4, 584. 

2. Agricola, ae, m., Gnaeus Julius, Agri- 
cola, nato nel 40 dopo C, a Forum Julii 
(oggi Fréjus, in Provenza), figlio di Grecino 
Giulio, suocero dello storico Tacito; morto 
nel 93 dopo C. 

a$;i'ictillio, -cultor, -cult ara, V. cul- 
tio, cultor, cultura. 

Agrìgenlum, i, n. (pei Greci 'Axpocyas, 
quindi anche Ice forma Acragas), Agrigento, 
una delle colonie greche più fiorenti sulla 
costa meridionale della Sicilia, situata su un 
alto e largo pogejio {quindi arduus Acragas) 
sul fiume Acragas {oggi Fiume di San Bia- 
gio); oggi Qirgenti. — Deriv.: AgrTgen- 



tìnus, a, ura, agrigentino, plur. sost., Agri- 
gentini, òrum, m., gli abitanti di Agrigento, 
agrigentini, Cic: e {da Acragas) Aeragan- 
tlnus, a, um ('Axpayavxìvos), di Acraga, 

Acragantino» 

agripnia, ae, m. (ager e peto), che aspira 

a posseder campi, che va in cerca di possessi 
agricoli, cacciatore di terre {quindi fautore 
della legge agraria), Cic ad Att. 15, 29, 3 e 16, 

1, 2: in senso buono (pel greco xXyjpoìixos) 
= colono, Cic de nat. deor. 1, 72. 

Agrippa, ae, m., Agrippa, nome di una 
famiglia romana, i cui membri più celebri 
furono : I) A grippa Menenius, celebre per la 
sua favola del ventre e delle membra. II) 
M. Vipsanius Agrippa, nato nel 63 a. C. (691 
di E.), morto nel 12 av. C. (742 di U.), l'a- 
mico intimo di Augusto fin dalla gioventù, 
marito di Pomponia, figlia di Attico, poscia 
di Marcella, figlia d'una sorella di Augusto, 
indi di Giulia, figlia di Augusto; fu grande 
generale e uomo di Stato. Ili) Agrippa Po- 
stumus, figlio postumo del precedente, man- 
dato in esilio, per raggiri di Livia, da suo 
nonno Augusto (che prima lo acca adottato), 
nelT isola di Planasia; assassinato appena 
Tiberio salì al trono. 

Agrippina, ae, f., Agrippina, nome di 
donna appari, alla famiglia Agrippa; con 
questo nome sono note: I) le figlie di M. Yi- 
psanio Agrippa; a) da Pomponia (V. Agrippa, 
n° II): moglie di Tiberio, h) da Giulia: 
la casta e fedele consorte di Germanico, ma- 
dre di Caligola, esiliata dopo la morte del 
marito, nell'isola Panclataria (30 d. C), 
dove morì dì fame (33 d. C). II) nipote di 
M. Vipsanio A grippa, figlia di Germanico 
e di Agrippina (w" I, b), moglie di Gneo 
Domizio Enobarbo (da cui ebbe L. Domizio, 
che fu poi V Imperatore Nerone) ; poi di 
Crispo Passieno, infine di suo zio Vlmpera- 
tore Claudio; è distinta dalla sua nobile ma- 
dre comun. colV appellativo di « i u n iore». 
Fu da lei promosso Vinvio di una colonia 
alla borgata degli TJbii (oppidum Ubiorum), 
sua patria, nel 50 d. C: quindi Colonia 
Agrippìnensis ovv. Colonia Claudia 
Augusta AgrippTnensiuni ovv. senz'ai-, 
irò Agrippina, capitale della bassa Ger- 
mania, oggi Colonia sul Beno; gli abitanti 
di essa erano detti Agripplnenses, ìum, 

m., Agrippinesis 

AgyTeus, ci ovv. eos, m. ("XymBÒ<;),Agieo, 
soprannome di Apollo, come protettore delle 
vie (àymai) e delle piazze pubbliche ; come 
dio tutelare delle persone al loro uscire di 
casa e al rientrarvi, in onore del quale da- 
vanti alla porta di casa i Giteci ponevano 
colonne a foggia d'obelisco, su cui ardevano 
incensi. 

ilgylla, ae, f. ("AyoXXa), Agiiia, nome an-^ 
tico o greco della citici etnisca di Cere; oggi 
Cervetri. — Deriv.: ÀgylITnus, a, um, 
di A., Agyllina urbs, poet. = Agylla: e sost, 
Agyllini, òrum, m., gli abitanti di A. 

ÌsV riunì, li, n. fAyópiov), Agirlo, città 
della Sicilia sul fiume Clamo suro (oggi Tra- 
chino), di una certa importanza ai tempi 



115 



ah 



alacer 



116 



di Cicerone; patria dello storico Diodoro; 
oggi S. Filippo d'Argiro. — Deriv.: Agy- 
rìnensis, e, di A.; plur. sost, Agyrinenses, 
ìum, m., gli abitanti di A. 

ali, inter., ah! oh! ahi! di meraviglia, di 
sdegno, di dolore, di gioia, ecc., nei Comici, 
Verg. ed a.: ripetuto, ah, ah, Hor. 

Aliala, ae, m., Aaia, cognome della gens 
Servilia. Noto è partic. C. Servilius Ahala, 
colui che in qualità di magister equitum, uc- 
cise il sedizioso Melio. 

jLliarna, ae, f., Aarna, città dell'Etru- 
ria; oggi Bargiano. 

alien..., V. aèn. 

ai (ai), esclamazione di dolore, ahi! Ov. 
mei 10, 215. 

Aiax, acis, m. (= Atag, ma formato da 
Atax-og), Aiace, nome di due celebri eroi 
greci alV assedio di Troia, I) figlio di Oileo, 
re della Locride {quindi Oileus ovv. O'ile'i ed 
Oileos [se. filius], ovv. Locrus ovv. Narjcius 
[dalla sua patria Naryx nella Locride]). 
II) figlio di Telamone, re di Saturnina (chia- 
mato quindi Telamonius), il primo eroe del- 
l' esercito greco, dopo Achille. La sua sorte 
fu spesso soggetto di tragedie; Aiax è il 
titolo d'una tragedia di Ennio e di un altra, 
rimasta incompiuta, delTImper. Augusto; 
fu anche soggetto di pittura ; infatti Aiax è 
un quadro di Timomaco a Cizico. 

aiens, entis, part. agg. (da aio), che dice 
di sì (contr. negans), che afferma, negantia 
contraria aientibus, Cic top. 49. 

aio, verb. difett., I) dir di sì, affermare, 

asserire (contr. negare), Ter. e Cic. II) asse- 
rendo, dire, affermare, sostenere (contr. ne- 
gare), partic. nel citare, riferire le asserzioni 
di un altro nel discorso indiretto (come in- 
quit nel discorso diretto), ptrò anche nel di- 
scorso diretto (partic. nella locuz. ut ait, ut 
aiunt, come dice, come dicono), comun. nel 
corpo del discorso, talora anche preposto (co- 
mun. con una particella come sic), Ter. e Cic: 
nel citare una frase proverbiale, docebo sus, 
ut aiunt, oratorem, Cic: e di leggi, (ut) ait 
lex, (come) dice, vuole la legge, Ùlp. dig.: e 
nelle frasi proprie del linguagg io famigliare : 
a) quid ais ? a) di meravig Ha, che dici ? è 

mai vero? come? ■può mai essere! nei Comici. 
f$) per farsi dire q.c. da quale, che dici tu? 
che ne pensi? nei Comici, b) ain per aisne, 

credi tu? dici sul serio? è possibile? Comici: 

vosi ain tu ? Comici e Cic: e di forte mera- 
viglia, ain vero? Comici; ovv. ain tandem? 
Comici, Cic. ed a. 

Aia* Loquens ovv. Àius Loclitìus, 

m. (aio e loquor) = voce che annunzia, cioè la 

voce che avvertì i Momani prima dell'arrivo 
dei Galli, e che, dapprima non ascoltata, fu 
poi onorata come divinità in un tempio a 
lei dedicato, essendosi avverate le sue pre- 
dizioni. 

àia, ae, f. (da ago, dunque — agla; di qui 
il dimin. axilla, come mala da mando, donde 
il dimin. maxilla, palus da pango, dunque 
= paglus e di qui il dimin. paxillus), aia 
d'uccelli, ecc., come organo del moto (men- 
tre pennae ovv. pinnae = ali, per indicare 



le penne delle ali), I) propr.: galli plausu 
premunt alas, Cic. : movere alas, Ov.: alas 
expandere, Plin.: alas quatere, Verg.: delle 
api, alas eripere regibus apum, Verg.: a per- 
sone, alas accommodare humeris, Ov.: di Mer- 
curio, hic paribus nitens Cyllenius alis con- 
stiti^ Verg.: poet. di barche, navi e sim. (con- 
cepite come uccelli), classis centenis remiget 
alis, Prop. (cfr. alarum remi ovv. remigium, 
delle ali, Verg. ed a.); ovv. la vela, velorum 
pandimus alas, Verg.: e poet. come immagine 
del moto rapido ovv. placido, impercettibile, 
di venti, madidis notus evolat alis, Ov.: del 
fulmine, emicat et ventis et fulminis ocior 
alis, Verg.: del tempo, Sen.: della morte, Hor.: 
del sonno, Tibull. II) trasl.: A) la parte del 
corpo ìimano analoga all'ala degli uccelli; 
ascella, umbonibus incussaque ala sternere ho- 
stes, Liv.: sub ala fasciculum portare librorum 
(sotto il br 'accio), Hor.: partic. la cavità ascel- 
lare coperta dipeli, che manda uno spiace- 
vole lezzo caprino di sudore, gravis hirsutis 
cubet hircus in alis, Hor.: alas veliere, strap- 
pare i peli delle ascelle, Sen. B) come 1. t. 
milit., ala dell'esercito ; dapprima erano le 
schiere della cavalleria romana, di solito di 
300 uomini per ogni legione, destinate a 
proteggere ai due lati la linea dei fanti ; in 
seguito si chiamò così una sezione degli al- 
leati, partic. di cavalieri, che propriamente 
dovevano coprire i fianchi della legione ro- 
mana, ma però anche spesso venivano posti 
in prima linea, comun. di 500 uomini; e 
quando gli alleati ebbero acquistato il diritto 
di cittadinanza, truppe ausiliarie in 
genere (cavalleria e fanteria), che servivano 
nell'esercito romano (comun. alarii equites, 
alariae cohortes o sempl. alarii, V. alarius), 
Campanorum ala, Liv.: alqm alae alteri prae- 
tìcere, Cic: talora anche per schiera di 
cavalleria di 500 o 1000 uomini presso gli 
altri popoli, come della « Guardia del corpo » 
dei reMacedoni mNep. elAsr.:eper schiera 
di cavalieri in gen., ed in partic. di 
« cacciatori a cavallo », Verg. 

A 9 a Ita mia. ae, f. ed òrum, n. (^ e xà. 
'AXà(3av§a), Aiabanda, città della Caria poco 
lungi dal Meandro, fiorente pel commercio 
e l'amore alle arti, ma di cattiva fama pei 
suoi costumi voluttuosi. — D e r iv.: 1) m la- 
haildensiSj e, di Aiabanda: plur. sost.,A\a,- 
bandenses, ìum, m., gli abitanti di Aiabanda. 
2) Àlabaiideus, cos, m. ('AXapavSsus), tia- 
tiuo di Aiabanda; nomin. plur. alla greca 
% Incarnii*. (Alabandeis, 'AXajEavSsls), gli 
abitanti di A. 

AJabarcliès, V. Arabarches. 
àlahasler, stri, m. ed alabastrini!, 
stri, n. (àXàpaaxpos ed -ov), vasetto, boccetta 
contenente unguenti, fatta a foggia di pera, 
liscia, senza manico, di alabastro oppure di 
vera onice orientale, Cic fr., Plin. ed a. 

alacer, cris, ere, agg. col comp. (anche 
nel masch. alacris in Enn., Ter., Verg. e 
Tac), eccitato, commos so, I) in gen., 
eccitato, commosso da dolore, passione, quid 
tu es tristis? quidne es alacris? Ter.: multos 
alacres exspectare (essere in grande, affan- 



117 



alacritas 



Albianus 



118 



nosa aspettazione), quid statuatur, Cic. II) 

gioioso, allegro, vicaee, quindi anche dedito, 

disposto ad agire {contr. tristis, humilis, per- 
territus; e spesso coord. alacer et promptus), 
a) di pers. e del loro animo, Catalina alacer 
atque laetus, Cic: alacres animo esse, Cie.: 
omnium animos alacres videre, Sali.: alacri et 
prompto ore ac vultu huc atque illuc intueri, 
con aspetto e tratto franco e disinvolto, Cic: 
alacer gaudio (di gioia), Curt.: alacriores ad 
malefìcia, Cornif. rhet.: ad bella suscipienda 
Gallorum alacer et promptus est animus , 
Caes.: di e. inan. personific, voluptas, vivo 
piacere, Verg. b) di animali, pieno di vita, 
vivace, focoso, equus, Cic : ferae bestiae, Coi- 
nif. rhet. e) di cose, imprese, clamor, Liv. 

alacritas, àtis, f. (alacer), alacrità, alle- 
grezza, prontezza, vivezza, spirito, partic. ri- 
guardo air agire, a) di pers., ingens, Liv.; 
egregia animi, Cic: alacritas rei publicae 
defendendae, Cic: alacritas studiumque pu- 
gnando gran volontà di combattere, Caes.: 
mira sum alacritate ad litigandum, gran vo- 
lontà di, ecc., Cic: al. perfecti operis, giubilo 
per, ecc., Liv. b) di animali, canum tanta 
alacritas in venando, Cic 

alacriler, avv. col corapar. (alacer), ala- 
cremente, vogliosam., vivant,, prontatn,, Justin. 

1, 6, 10. 

Alamanni, òrum, m., Alemanni, nome 
collettivo di popoli germanici discendenti 
dagli Svevi, tra il Danubio, Valto Reno ed 
il Meno; sing. Alamamius, soprannome 
delVimperat. Graziano, che sconfisse gli Ala- 
manni. 

Alani, òrum, m. ('AXavot), Alani, popolo 
nomade, originariam. caucasico (da Ala, 
che in sarmat. signif. monte), chiamato dai 
Greci e Romani « scitico »; noto ai Romani 
per la sua valorosa cavalleria. 

alàpa, ae, f., schiaffo, ceffone, alapam alci 
ducere (infliggere, dare) grave m, Phaedr.: 
dato dal padrone allo schiavo, come segno di 
affrancamento, multo majoris alapae mecum 
veneunt, presso di me la libertà si vende 
molto più cara, Phaedr. 

alare*, V. alari us. 

àia ri US, a, um (ala), che appartiene alle 

truppe delle ali, equites, Liv.: cohortes, Caes.: 
plur. sost., alarli, òrum, m., i soldati com- 
ponenti le «M,Caes. e Cic: detti anche alares, 
ium, m., Tac 

àlatus, a, Um (ala), provveduto di ali, alato, 

plantae, di Mercurio, Verg.: equi, dei ca- 
valli del sole, alipedi, Ov. 

alauda, ae, f., allodola e precis. allo- 
dola col ciuffo (lat. puro galerita e 
cassita); trasl., nome di una legione gallica 
raccolta da Cesare a sue spese (così detta dal 
pennacchio, che i suoi soldati portavano sul- 
l'elmo), Suet.: quindi i soldati dì quella le- 
gione Alaudae e legio Alaudarum, Cic 

Alba, ae, f. (da connettersi con albus, 
àXcpóg, sabin. alpus, monte coperto di neve), 
Alba, nome di alcune città poste su luoghi 
elevali, fra le quali sono degne di partic. 
■menzione : I) col soprannome di Longa, la 
pia antica città latina, fondata da Ascanio 



(secondo la leggenda), madre -patria dei Ro- 
mani, situata su una lunga e stretta gio- 
gaia {perciò Longa) fra il monte Albano e 
il Lago; presso V odierno convento di Palaz- 
zola. Essa, quand' era fiorente, mandò pa- 
recchie colonie nei dintorni, ma fu distrutta 
per sempre dai Romani, fino dai tempi di 
Tullio Ostilio. — Deriv.: Albanus, a, um, 

albano, di Alba, poet. = romano; plur. SOSt., 

Albani, òrum, m., gli abitanti di Alba, Albani. 

— Partic. mons A., la vetta occidentale degli 
odierni monti Albani; oggi Monte Cavo, 
il monte sacro dei Latini, con un tempio di 
Juppiter Latiaris posto sulla più alta vetta, 
a cui una via selciata conduceva le proces- 
sioni nelle feriae Latinae (festa dell'alleanza 
dei Latini) e così pure i generali romani per 
V ovazione ; là si trovavano gli Albani tumuli 
atque luci e il nemus Albanum; là trovavansi 
le viti, che davano il famoso vinum Albanum. 

— lacus A., lago ameno, ai piedi del mons 
Alb., dalla parte di occidente ; oggi Lago 
Albano, deviato ali" assedio di Veio, mediante 
un emissario, quindi Albana aqua, l'acqua 
del lago Albano. — Albanum, i, n. (se. prae- 
dium), Albano, nome delle grandi ville di 
Pompeo e di altri ricchi Romani, in ispecie 
degli Imperatori Nerone e Domiziano (il cui 
Albanum vien detto anche A. arx ed A. seces- 
sus) da cui più tardi sorse un municipio (Mu- 
nicipium Albanum) ad ovest del lago omo- 
nimo : ne rimangono oggi ruderi interes- 
santi prssso l'odierna Albano sulla via 
Appia. — A. la pidicinae, pezzi di lapis Al- 
banus (detto ora piperino, a Napoli piperno 
o pipiernoì, che scavato nelle vicinanze del- 
l'antica Alba Longa, veniva usato spesso 
per costruzioni, ecc., Vitr.: quindi A. co- 
lumnae, colonne di piperino, Cic fr. e Suet. 
II) Alba Fuceutia o Fucentis o Marsorum, 
origin. città dei Marsi, poi colonia romana 
nel Sannio sul lago Fucino {oggi Celano), 
posta su un alto qioqo, comun. sempl. Alba, 
come anch'ora Albe, fortezza importante e 
prigione di Stato dei Romani. — Deriv.: 
Albensis* e, Aibense, appartenente ad Alba 
Fuc, che si riferisce ad A.; plur. sost., Al- 
benses, funi, m., gli abit. di Alba Fuc. 

1. Albani, V. Alba n° I. 

2. Albani, òrum, m., Albanesi, gli abit. 
dell'Albania, regione asiatica, probab. da 
identificarsi cogli Alani (V.J. — Deriv.: 
Albanus, a, um, appartenente all'Albania, 

Albano, 

Albanus, V. Alba, n° le 2. Albani. 
albàtus, a, um (da albus). vestito di 

bianco, con abito chiaro (contr. atratus, pul- 

latus, in abito nero, da lutto), Cic. ed a. 

Albensis, ed -es, V. Alba, «° II. 

albeo, ere (albus), essere bianco, Verg. ed 
Ov.: quindi albens, Manco, chiaro, Ov. e Tac: 
albente caelo, sull' albeggiare, Caes. 

albesco, ere (albeo), divenir Manco, detto 
anche di capelli, Lucr., Hor. ed a.: partic, 

divenir chiaro, risplendere, per fu0CO,per luce, 

albescit mare, Cic: albescunt flammarum longi 
ì tractus, Verg.: albescit lux, albeggia, Verg. 
Albianus, a, um, V. Albius. 



119 



albico 



Alcathous 



120 



albico, avi, are (albus), esser bianco, bian- 
cheggiare, Hoi\, Plin. ed a. 

albldus, a, um, agg. col compar. e su- 
peri, (albus), bianco, chiaro, Ov., Plin. ep. ed a. 

Albingauni, -mini, V. Inganni. 

Albiaiotaiitis, i,m. ,AWinovano, J^Celsus 
Albinovanus, giovane vanaglorioso, segretario 
intimo di Tiberio : Orazio gli dedica l 'epi- 
stola S a del lib. T e gli raccomanda di essere 
più originale, nello scrivere, in ep. 1, 3, 15 e 
sgg. II) C. Pedo Alb. poeta epico contem- 
poraneo ed amico di Ovidio. 

Alitimi», i, m., Albino, cognome romano, 
partic. della gens Postumia ; è noto partic. 
Anlus Postumius Albinus, console nel 603 di 
Boma, noto come autore di una storia romana 
in lingua greca. 

\!KU, is, m. (antico gemi. Alf, Elf, Elve 
= fiume), Elba, fiume della Germania. 

Alimi*, ii, m., Aibio, nome di una gens ro- 
mana di cui son noti partic: il poeta Albius 
Tibullus (V. Tibullus) e Statius Albius Op- 
pianicus, di Latemio, condannato da giudici 
corrotti; inseguito fu accusato Cluenzio di 
averlo avvelenato. — Der iv.: Albìainis, 

a, Um, di Albio, Albiano» 

Alhsila, V. albulus. 

albulus, a, um (dimin. di albus), Manco, 
candido, Columbus, Catull. — Quindi come 
nom. propr.: I) Albula, ae, f. (cioè aqua), 
nome antico del Tevere. II) Albula, ae, f. 
(cioè aqua) ovv. Albulae aquae ovv. sempì, 
Albulae, arum, f., ruscello formato da parec- 
chie sorgenti sulfuree presso Tivoli, non 
lungi da Boma; si getta nel Teverone e già 
nella remota antichità le sue acque servivano 
per cure, come bagni e bevanda ; anche ora 
Solfatare di Tivoli ovv. acqua zolfa. 

album, i, n., V. albus. 

Albiiuea, ae, f., Aibunea, nome di una 
ninfa profetica (più tardi ritenuta come 
Sibilla) a cui era sacra una delle sorgenti 
sulfuree (Albunea ; cfr. Albula n° II sotto 
albulus) sui colli di Tivoli (forse V odierna 
acqua solforata d'Altieri), come pure una 
grotta (Albuneae domus, probabilm. oggi 
Grotta di Nettuno), un bosco (sotto la cascata 
della fonte con un oracolo di Fauno) ed un 
tempio (che esiste ancor ora) sopra la ca- 
scata delV Aniene. 

Alburnus, i, m., alto e selvoso monte 
della Lucania, dietro a Pesto; oggi Monte 
di Postiglione. 

albus, a, um (rad. ALB, da connettersi 
con àXcpós), bianco (contr. ater, niger), I) 
a gg- a ) generici color, Cic: dentes, Verg.i 
equi (cavalli bianchi pel carro trionfale), 
Liv.: parma, ancor bianco (senza intagli o 
cesellature), Verg. : di abiti (partic. delle di- 
vinità), vestis, Ov. e Curt.: quindi poet. trasl., 
per « bianco vestito, vestito di bianco », Hor. 
sat. 1, 2, 36: proverò., albus aterne sit ignoro, 
non so se sia un bianco od un moro = noi 
conosco affatto di persona, Cic. Phil. 2, 41 : 
equis praecurrere albis, correr innanzi su ca- 
valli bianchi (come in un trionfo) = oltre- 
passare di gran lunga, Hor. sat. 1, 7, 8: alba 
avis, uccello bianco, cioè raro, una mosca 



bianca (detto in genere di q.c. di raro), 
Cic. ep. 7, 28, 2 : album calculum adicere alci 
rei = approvare q.c, Plin. ep. 1, 2, 5. b) 
Manco = canuto, capilli, Tibull.: coma, Ov.: 
asinus, Quinti plumbum,sfa$rw),Caes. c)pai- 
Udo, smunto, macilento per malattia, spavento, 
cure, ecc., aquosus albo colore languor, del- 
Vidropisia, Hor.i albus ora pallor inficit, Hor_ 
d) chiaro, splendido, delle stelle, sol,jubar, Enn.i 
adrnisso Lucifer albus equo, Ov.: quindi me- 

ton. ■— chiaro, che rende chiaro, notus (Xsoxó- 

voxos), Hor.i Japetus, Hor.: e fig. , chiaro =pro- 
pizio, stella, Hor.: genius albus et ater, Hor. 

II) SOSt., album, i, n., 1) bianchezza, color 

bianco, il bianco, alba et atra discernere non 
posse, Cic: alba et atra ignorare, Cic: come 
materia colorante, columnas albo polire, dare 
un intonaco bianco, Liv.: album in vestimeli- 
tum addere, mettere il bianco (colla creta 
bianca), vestir di bianco, Liv.: di macchie 
bianche sulla pelle degli animali (bos) ma- 
culis insignis et albo, Verg.: sparsis pellibus 
albo, colla pelle chiazzata di macchie bian- 
che, Verg.: album oculi, oculorum, il bianco- 
dell'occhio, Cels.i album ovi, chiara d'ovo, Cels. 
2) tavola Manca (XsuxcofJLa), comun. intona- 
cata con gesso (per farvi annotazioni, partic 
da esporre al pubblico), albo, fastos circa forum, 
in albo proposuit, Liv. — Partic. : a) la tavola- 
su cui il Pontefice Massimo notava gli av- 
venimenti deiranno e che conservava presse» 
di sé (gli annales maximij, Cic: referre in 
album, registrare negli annali, Liv. b) album 
praetoris, Talboper V editto, compilato annual- 
mente dal Pretore, all'atto di prender pos- 
sesso della sua carica (colle forinole riferen- 
tisi alle azioni ed alle eccezioni) e per le 
disposizioni transitorie del Pretore; quindi 
ad album sedentes, coloro che sono al cor- 
rente coli 'editto, ecc., cioè che conoscono' 
bene le f or mole giudiziarie, giurisperiti, Sen.i 
se ad album ac rubricas transferre, assumersi 
come unico incarico la conoscenza letterale 
delle forinole dell editto pretorio e delle leggi 
del diritto civile, Quint. e) catalogo, registro,, 
ruolo, album senatorium, catalogo dei Sena- 
tori, che, da Augusto in poi, venne esposto 
in pubblico; da esso venivano cancellati 
(eradi) i nomi di coloro che venivano espulsi 
dal Senato o per altra ragione non eran più 
Senatori, Taci album (judicum), la lista delle 
decurie dei giudici scelti dai questori, Sen. e 
Suet.: albumprofitentium citharoedorum, lista 
dei citaredi, che volevano presentarsi in 
pubblico, Suet. 

Alcaeus, i, m. ('AXxoàos), Alceo, lirico 
greco di Mitilene, nell'isola di Lesbo (fiorì 
intorno al 610-602 av. Or). 

Alcailienes, is, m. ('AXxajisvvjs), Alca- 
mene, il più celebre discepolo eli Fidia, na- 
tivo del demo di Limne in Atene (secondo* 
altri sarebbe nato a Lemno). 

Alcsitlioc, ès, f. ('AXxaGóyj), Alcatoe, la 
rocca di M egara, così chiamata da Alcatoo; 
poet. per tutta la Meg aride, sul golfo di 
Corinto. 

AlcntllOllS, i, m. ('AXxàGoog), Alcatoo, 

figlio di Pelope, colui che ricostruì le mura 
di Megara abbattute dai Cretesi; quindi urbs 



121 



Aìce 



ales 



122 



Alcathoi = Megara, Ov.: così pure Alcathoi 
moenia, Ov. 

Alce, ès, f. ("AXxvj), Alce, città dei Car- 
petani nella Spagna tarragonese ; oggi pro- 
bab. Alcazar. 

alcedo, dtnis, f., alcione, Varr. ed a. 

alces, is, f. (dalVant. tedesco Elch ovv. 
Elk, cioè forza, quindi bestia forte; cfr. 
Passoiv alla voce àX%yj), alce, sorta di qua- 
drupede che vive neipaesi nordici, Caes. ed a. 

Alcestis, ttdis, acc. tin, ovv. tim. f. ed 
Alcestc, ès, f. ("AXxyjaxts ovv. 'AXx^axyjj, 
Aiceste, figlia di Velia, moglie di Admeto, 
signore di Fere, che ottenne dalle Parche 
la vita di suo marito in compenso della pro- 
pria, ma fu a lui restituita da Proserpina, 
e secondo un'altra tradizione, da Ercole, che 
la rapì all'Ade. La sua sorte fu soggetto di 
tragedie presso i greci ed i romani. 

Alceus, ci ed cos, m. ('AXxeóg), Alceo, 
figlio di Perseo, padre di Amfitrione, nonno 
di Ercole. — Deriv.: Alcide*», ae, m., 
Alcide (discend. di Alceo) = Ercole. 

Alcibiade»», is, m. ('AXxi(kdSY]s), Alci- 
biade, ateniese, figlio di Òlinia e di Dino- 
maca f figlia dell' Alcmeonide Megacle), edu- 
cato da Pericle suo padrino (privignus), di- 
scepolo molto caro a Socrate. 

Alcidàmas, antis, m. ('ÀXxi86e|j.as), Ai- 
cìdamante, retore greco di Elea, nell'Eolide, 
discepolo di Gorgia. 

Alcìdès, ae, m., V. Alceus. 

Alciiious, i, m. ('AXxóvoog), Alcinoo, fi- 
glio di Nausitoo, nipote di Nettuno, secondo 
la tradizione (omer.) il supremo principe 
dei Feaci a Scheria (Corcyra, oggi Corfù), 
padre di Nausicaa, celebre per aver accolto 
ospitalmente Ulisse naufrago sulle coste di 
Corcira (cautibus Alcinoi). i" suoi giardini 
erano pieni di frutta d'ogni specie, quindi 
proverb. Alcinoi silvae, frutteti ripieni di 
frutta, Verg.: e poma dare Alcinoo, di cosa 
superflua, Ov.: Alcinoi Juventus, Feaci (= 
molle, lussuriosa), Hor. 

Alcmaeo ed Alcmaeòn, onis, m. ('AX- 
*[iat(Dv), Aicmeone, I) figlio di Amfiarao e 
di Erifile, uccise sua madre, assecondando 
così il desiderio paterno e dell'oracolo e di- 
venne perciò pazzo. II) filosofo greco e me- 
dico di Crotone, discepolo di Pitagora. Ili) 
arconte ad Atene. — Deriv.: Alcmae- 
tiirfus, a, um, Aicmeonio, furiae, le f. che 
perseguitavano Alcmeone (n° 1), Prop. 

Alcman, mànis, acc. mana,m. ('AXx[iàv), 
Alvmane , poeta lirico greco , probab. di 
Sardi nella Lìdia (670-640 av. Cr., circa). 

Alcmcna ovv. Alcutiièiia, ae, f., anche 
Alemeiie, ès, f. ('AXxp/yjvY]), Alcmena, figlia 
di Elettrione, moglie di Amfitr.one in Tebe, 
madre di due gemelli, Ercole ed Ificlo, il 
primo figlio di Giove, il secondo di Amfi- 
trione. 

alcyoiì, onis, f. (àXxucov), alcione (lat. 
puro alcedo, V.), Plin. ed Ov.: diìectae Thetidi 
alcyones (alludendo ad Alcione e Ceice, 
V. Alcyone), Verg. 

Alcyone, ès, f. ('AXxoóvyj), Alcione, figlia 
di Eolb, si lanciò in mare, vedendo il cada- 
vere dello sposo galleggiare sull'acqua fa- 



condo le avea predetto un sogno); e Teti, 
per tanto amor coniugale, li trasformò en- 
trambi in alcioni. 

alea,ae, f., giuoco di dadi, e quindi generic. 

giuoco di fortuna, d'azzardo, proibito a Roma 

dalla lex Titia et Publicia et Cornelia, fuorché 
nel mese di Dicembre all'epoca dei Saturnali ; 
I) propr.: ludere alea, Cic, ed aleam, Suet. : 
alea se oblectare, Suet.: alqd in alea perdere, 
Cic: prosperiore alea uti, Suet.: jacta alea est, 
il dado è gettato, Suet. Caes. 32. II) trasl., ge- 
neric, avventura, rischio, pericolo, incertezza 
dell'esito, fortuna, caso, sorte, repentaglio, belli, 

Liv.: dare in aleam tanti casus se regnumque, 
Liv.: alca est in alqa re,Cic.:inestalci rei, Ov.: 
in dubiam im perii servitiique aleam ire, gio- 
care il gioco incerto del riuscir padroni o 
servi, Liv.: periculosae plenum opusa leae, Hor. 

à Icari US, a, um (diesi), pertinente al giuoco 
dei dadi o d'azzardo, lex, Plaut. mil. 164. 

a Ica t OT, òris, m. (ale.l), giocatore di dadi, 
d'azzardo ; giocatore di profeSS one, biscazziere 

famoso per astuzia; ai tempi di Cicerone 
divenuto sinonimo di infame, Cic. ed a. 
alea lòrius, a, um (aleator), che si riferisce, 

che appartiene al giuoco o al giuocatore di dadi, 

d'azzardo, damna, Cic: forum, tavoliere, Suet. 

alce, V. allec. 

.4 ledo, V. Allecto. 

Àlèìi campi epoet. Àlcia arva (greco 
'AXVjiov nsòlov, xò, da ocXtj, l'andar errando), 
pianura ubertosa della Cilicia, sulla costa, 
dove sorge Mallo, tra i fiumi Piramo e Saro; 
dove, secondo il mito, Bellorofonte precipitò 
già da Pegaso e, accecato dal fulmine di 
Giove, andò lungamente errando. 

A Iemali ni. V. Alamanni. 

Àie mòli, monis, m. ('AX^jjioov), Alemone, 
padre di Miscelo, fondatore di Crotone. — 
Deriv.: Alemonides, ae, m. ('AXrjjjiovC- 
8yjg), Aiemonide (figlio di Alemone), detto dì 
Miscelo. 

alco, ònis, m. (alea), dedito al giuoco (dei 

dadi), giocatore, biscazziere, Cat. 29, 2 ed a. 

ales, litis (ala), «che ha ali e le usa» 
fmentre alatus signif. solo «munito di 
ali »), I) agg., alato, (nei poeti), 1) propr.: 
al. avis (aìóXog opvig), Cic. Arat.: partic. di 
esseri mitologici, Pegasus, Ov.: deus, di Mer- 
curio, Ov.: puer, di Amore, Hor. 2)poet. trasl., 

fuggevole, rapido, veloce, auster, Verg. : pasSUS, 

Ov. II) sost., m. e f., uccello, e precis. di uc- 
celli grossi, mentre avis = uccello, signif. in 
genere un animale che ha ali e penne e fa le 
ova, volucris, animale atto a volare -(quindi 
anche insetto alato), a) in gen., Lucr. ed a.: 
matutinis obstrepit alitibus, Prop. b) partic, 
a) di determinati uccelli, Jovis al., Verg. ed 
Ov.: regia al., Ov., al minister fulminis, Hor., 
aquila; parim. (come stella) sempl. ales, Cic 
poèt: Phoebelus o Phoebea al., del corvo, 
Ov.: Chaonis al., Ov., ovv. al. exterrita pennis, 
Verg., della colomba: Daulias al., usignuolo, 
Ov.: Junonia al., pavone, Ov.: imitatrix e rara 
al., del pappagallo, Ov.: cristatus al., del gallo, 
Ov.: Palladis al., nottola, Ov.: Caystrius al., 
cigno, Ov.: e così albus o canorus al., detto 
del cigno che canta (in cui s'immagina tras- 
formato il poeta), Hor.: quindi a,ìes senz'altro 



123 



Alesa 



alias 



124 



per cantore, Maeonii carminisal., il cantore 
della meonia poesia (degli eroi omerici) ,Hor. 
P) nel linguaggio Augurale, alites = uc- 
celli che servivano ai presagi, col «volo », 
mentre oscines, « col canto », Cic. ed a.: 
quindi ales (come a vis) poet. = augurio, pre- 
sagio (stella), bona ovv. secundà" alite, greco 
aìolap opviGi, Catull. ed Hor.: potiore alite, 
Hor.: mala ovv. lugubri alite, greco àroxiattp 
òpviBi, Hor. — Negli epici si riscontra il 
genit. plur. alituum Lucr., Verg. ed a. poeti. 

4le*a. V. Halesa. 

sileseo, ere (*aleo da alo, come pendeo da 

pendo), cominciar a crescere, crescere, Lucr. C 

Varr. 

.4 lesia, ae, f. ('AXsota), Aiesia, città dei 
Mandubii nella Gallia lugdunese, in forte 
posizione su di un colle, distrutta da Cesare, 
più tardi ricostruita ; nel m. evo St. Rein d' A- 
lise, ma di nuovo rovine fin dal nono secolo. 

4lè*u*#, V. Halesus. 

Aletes, ae, m., Alete, troiano, compagno 
di Enea. 

A le tri uni, li, n., Aietrio, antichissima 
città degli Ernici, sui monti del Lazio, più 
tardi colonia e municipio romano (munici- 
pium Aletrinas); oggi Alatri. — Deriv.: 
AlelrTiias, nàtis, di A., munieipium (V. 
sopra), Cic.: plur. sost, Aletrìnàtes, inm ; m., 
gli abitanti di A. 

alex, V. allec. 

Alexander, dri, m. (\AXé£av5po;), Ales- 
sandro, nome proprio, che si riscontra molto 
spesso nell'antichità. I più noti sotto questo 
nome sono : I) Paride, figlio di Priamo, che 
ottenne più tardi il nome di Alexander 
(\AXé£avSpo£ = protettore di uomini, da 
àvYJp ed àXé£oj±ai), come persecutore dei la- 
droni e protettore dei pastori. II) Alessandro 
di Fere (quindi Pheraeus) tiranno della Tes- 
saglia, noto per la sua crudeltà (regnò dal 
370 al 357 av. Cr.): fu ucciso dalla moglie 
Tebe e dai fratìlidiessa. Ili) Alessandro i, 
figlio di Neottolemo, principe dei Molossi, 
fratello di Olimpia e quindi zio di Alessan- 
dro il Grande; giunse coli 'aiuto di Filippo, 
alla cui corte era stato educato, alla signoria 
dei Molossi in Epiro (342 av. Cr.), e fu uc- 
ciso a tradimento (326 av. Cr.). IV) Ales- 
sandro u Grande, figlio di Filippo e di Olim- 
pia, nato nel 356, morto nel 323 av. Cr., 
salì al trono il 336 avanti Cristo. 

Deriv.: A) Alexandria ovv. éa, ae, f. 
(\AXs£ocv5psia), Alessandria, nome di varie 
città fondate da Alessandro il Grande nelle 
sue spedizioni; le più note tra di esse sono : 

1) Alexandria d'Egitto, soprannominata Ma- 
gna, fondata ad occidente della foce Cano- 
pica del Nilo (332 av. Cr.) ; sotto i Tolomei, 
capitale del regno e residenza di re amanti 
del lusso e delle arti; centro delle scienze, fa- 
vorite straordinariamente da quei principi; 
anche ora Alessandria, e in turco Skanderia. 

2) Alexandria Troas, chiamata anche sempl. 
Troas, situata a mezzogiorno di Troia, sulla 
costa. 3) Alexandria ad Caueasum, al punto 
d'incontro dell'Ariana, India e Battriana, 
sul declivio occii. dei Monti della neve (Hi- 



malaya) che costituiscono a N. 0. il confine 
dell'India, a dieci miglia dalV odierna Ca- 
bul. 4) Alexandria ultima ('AX. èoxccxY]), ul- 
tima città fondata da Alessandro il Grande 
sullo Jassarte, nella Sogdiana; probabil- 
mente l'odierna Khodjend. 

B) .ilexandrlllUS, a, Um, Alessandrino, 

di Alessandria (d'Egitto), rex, re d'Egitto 
(Tolomeo Aulete), Cic.: vita et licentia, vita 
dissoluta, come si conduceva ad Alessandria, 
Caes.: navis, nave della flotta commerciale 
egiziana allestita da Augusto, Sem: bellum, 
guerra di Cesare nell'Egitto dopo la batta- 
glia di Farsaglia, Cic: plur. sost, Alexan- 
dria, òrum, m., gli abitanti di Alessandria, 

Alessandrini» 

lift" imi*, i, m., compiuti?. AlfenusVarus, 
P. Alfeno Varo, di Cremona ; che da umile 
calzolaio divenne ragguardevole giurista, di- 
scepolo di Servio Sulpicio Rufo, console 
sotto Augusto (2 dopo Cr.), celebre per la 
sua lai nità classica. 

4lf Tu*», li, m., Alfio, nome di famiglia 
romana; i più noti sotto questo nome sono: 
I) C. Alfius Flavus, am co di Cicerone. II) 
usuraio famoso a Roma, il cui proverbio 
era: vel optima nomina non appellando flunt 
mala. 

alga* ae, alga, greco epìbeog, usata come fo- 
raggio solo in caso di estrema necessità, Auct. 
beli. Afr., del resto inutile e priva di valore, 
alga inutilis, Hor.: quindi proverb. di q.c. priva 
affati i di valore, vilior alga, Verg. ed Hor. 

algeO, alsi, ère, provar freddo, aver freddo, 
patire, sopportare il freddo, essere agghiacciato 

(contr. aestuare), Cic ed a. 

algeseO; alsi, ere (aigeo), provare s r nso 
di freddo, raffreddarsi, ne ille alserit, Ter. 
adelph. 36. 

1 . algìdus, a, am (aigeo), di natura fredda, 
freddo, ghiacciato, nix, Catull. 63, 70. — Donde: 

2. Aigidus, i, m. (se. mons), Algido, ca- 
tena di monti nel Lazio, da Tusculo e Vel- 
letri sino a Preneste, scabrosa, ma magnifi- 
camente boscosa e ricca di pascoli; antichis- 
sima sede del culto di Diana ; oggi Monte 
Compatri. — Deriv.: a) Algidum, i, n., 
piccola città forte degli Equi su uno dei 
monti della detta catena, probab. presso Vo- 
dierna Cava, b) Unitili*, a, um, dell'Algido, 
terra, la terra detta di sopra, Ov. 

algor, gòris, m. (aigeo), freddo, I)soggett. 
= il senso del freddo, freddo intenso, acuto, 
Sali, ed a. Il) oggett. freddo, che fa agghia- 
dare (= frigus), Lucr. 

algus, ùs, m., preclass. = algor (V.), 
Lucr. ed a. 

1. alla, avv. (alius), se. via, per altra via, 
Liv. ed a. 

2. Alia, ae, f., V. Allia. 
Ilìacmoii. V. Haliacmon. 

alias (se. vices), avv., I) in altro tempo 

(diverso da ora), un'altra volta, tanto riferito 
al futuro che al passato, sed alias jocabimur, 
Cic: in contr app. a nunc e sim., sed alias 
pluribus: nunc etc, Cic: si impetro, quid 
alias malìm quam hodie has fieri nuptias? 
Ter.: unito con altre particelle, si uraquam 
alias ante, tum etc, Cic: neque tum solum, 



125 



alibi 



alienus 



126 



sed saepe alias, Nep.: semper alias, Suet.: non 
alias, in nessun altro tempo, Liv.: alias... alias, 

allevolte... alle volte, ora..» ora, non potest quis- 

quam alias beatus esse, alias miser, Cic: alias 

aliter, ora ad un modo, ora ad un altro, Cic: 

alii sunt alias, di pensare diverso, Cic: alias 

aliud, ora questo, ora quello, Cic: e COSÌ alias 

in aliam rem, Cic. II) trasl.: 1) in un altro 
luogo, altrove, in altro luogo, nusquam alias 
tam torrens fretum, Justin. 2) per altri rispetti, 
del resto, sermone graeco alias promptus et 
facilis, Suet. 3) non alias quam, per nessutfal- 

tra ragione, circostanza, causa; in nessun altro 
caso, che,' non altrimenti che, non alias magis 

sua contumelia indoluisse Caesarem ferunt, 
quam quod etc, Tac. 

al!l>T, avv. (alius), I) altrove, in altro luogo, 

rarum alibi animai, Curt.: alibi... alibi (anche 
più volte ripetllt '), in un luogo... in un altro,' 

qua,,, la; anche talora hic ovv. illic . . . 
alibi, p. es. alibi pavorem, alibi gaudium in- 
gens facit, Liv.: alibi primum, alibi postre- 
mum agmen, alibi etc, Liv.: alibi alius ovv. 

aliter, uno qua, l'altro là; Vuno in questo, l'altro 

in quel modo, Lucr. e Liv.: con negazioni, nec 
alibi, Verg.: nusquam alibi, Cic: alibi quam, 
paragonando, altrove che, comun. colle negaz. 

non, nusquam al., in nessun altro luogo che, 
Liv. ed a. II) trasl.: 1) in altro, in altra cosa, 

Comici, Liv. ed a. 2) di pers., presso altra 

persona, Ter. e Liv. 3) per alioqui, del resto, 

Curt. ed a. 

allea (haltca), ae, f., spelta (come ptisana 
= orzo), e la bevanda che si prepara con 
essa, Sen. ed a. 

alìcukT, avv. (aliquis ed ubi), in qualche 
luogo, hic al. parare, Cic: hieprope adesse al., 
Ter. 

alien mie, avv. (aliquis ed unde), da qual- 
che luogo, IJpropr.: aut decedere nos al. cogit 
aut prohibet accedere, Cic. II) trasl., da 
qualche luogo, a) = da qualcuno, al. quaerere, 
audire, Cic. b) da o in q.c, Ter. e Cic 

alìd = aliud, V. alis. 

a Uè natio , ònis, f. (alieno), alienazione, 
allenamento, I) come t. t. giudiz., il cedere 
la proprietà di u. e. ad un altro, espropria- 
zione, alienazione, vendita, Sen.: quindi al. sa- 
crorum, alicnamento e trasporto dei sacra 
gentili eia ad un'altra gens, per mezzo di ima 
fìnta vendita, Cic. II) trasl.: 1) l'alienarsi 
colV animo da ale, con cui prima si era d'ac- 
cordo, il distaccarsi, l'allontanarsi , alcjs ab 

alqo, Cic: consulum, Cic: exercitus, Caes.: 
quindi avversione, inimicizia, in alqm, Tac 
2) come t. t. medico, al. mentis e sempì, al., 

delirio, alienazione mentale, Cels. e Sen. 

alienigéna, ae, m. (alienus e geno = 

giglio), nato altrove, forestiero, straniero, SOSt., 
un forestiero, uno straniero [contr. indigena, 

dome^ticus, suus), Cic. ed a. 

àliéiiigeiius, a, uni (alienus e geno = 

gigno), I) che contiene elementi stranieri l'uno 
all'altro, eterogeneo, Luci', ed a. II) forestiero, 
non del paese, Sdì. ed a. 

alieno, avi, àtum, are (alienus), trasferire 

la proprietà, alienare, I) propr.l 1) in gen., 
dar via, cedere, allontanare, espropriare, respin- 
gere; dare, mettere in mano altrui, in potere 



altrui (al passivo = giungere in mano altrui), 

me falsa suspicione alienatimi, rigettato, Sali.: 
pars insulae prodita atque alienata, Liv.: cum 
velut occisos alienasset, avendoli allontanati 
(nascosti), Justin. 2) partici a) come 1. 1. 
giudiz., cedere, vendere q.c. ad un altro me- 
diante la juris cessio (e coord. vendere atque 
alienare), vectigalia, Cic. b) un bambino, uno 

Schiavo, allontanare dalla famiglia, dare in 

possesso ad altri, cacciare, alqm (contr. alqm 
suum facere, adottare come figlio), Ter. e Liv. 
e) (come 1. 1. medico) alienari, del corpo e delle 
sue parti = morire, atrofizzarsi alienatur cor- 
pus, Sen. d) alcjs mentem, intorpidire, intontir 

la mente ad ale. = togliere il senno ad ale, pri- 
vare della ragione, dell'intelligenza, far uscir di 
senno, far impazzire ale, render pazzo, stolido, 
Junonis iram ob spoliatum templum alienasse 
mentem, Liv. Più spesso al pass. — alie- 
natas discordia mentes hominum (affatto ac- 
cecate) eo piaculo compotes sui fecisse, Liv.; 
quindi anche delle pers. stesse , alienata 
mente, uscito di sé, impazzito, pazzo, deli- 
rante, Caes.: velut alienatus sensibus, come 
un pazzo, Liv.: ed alienatus ad libidinem 
animo, fuor di sé per la sfrenata libidine, 

Liv. II) trasl. : 1) in gen., allontanare, ri- 
trarre, rendere estraneo, indifferente ; distogliere 

la mente, Vanimo, i sensi, da q.c, alienati^ 
a memoria periculianimis, dimenticando, Liv.: 
velut alienato ab sensu animo, indifferente, 
Liv. 2) partici &) allontanare, riguardo al 
sentimento, da sé, oppure da alcun altro = 

respingere, alienare, rendere avverso, disaffezio- 
nato, mal disposto e sim., nel pass, (particol. 
nel partic. perf.), inimicarsi, cessare di essere 
amici, diventare avversari, discordare e SÌm. 

(contr. conciliare, reconciliare, allicere e sim.), 
omnes a se bonos, Cic: alcjs voluntatem ab 
alqo, Cic: omnium suorum voluntates (se. a 
se), Caes.: sibi alqm, Liv., ovv. alcjs animum, 
Veli.: insulae alienata e (ribelli), Nep. b) alie- 
nari ab alqa re, tenersi lontano da q.c, cioè 

sentire una naturale avversione, rifuggire da 

q.c, a falsa assensione ed ab interitu, Cic. 

alienus» a, um (alius), appartenente ad 
un altro, proprio di un altro, altrui, d'altri 
(contr. meus, tuus, suus, proprius), I) propr.: 
1) in gen.: puer, Ter.: mos, Ter.: pecuniae, 
Ter.: aes alienum (denaro altrui), debiti (V. 
aes, n° II, B, 2, a), Cic: nomina, altrui, de- 
biti fatti da altri, Sali.: pavor, altrui, cioè la 
paura che hanno gli altri, Liv.; ma metn 
alieno, per vaura degli altri (che noi ab- 
biamo, ecc.), Ter.: alienis mensibus aestas, 
nei mesi che non appartengono all'estate (cioè 
nei mesi invernali), Verg.: sost., alienum, gli 

altrui beni, gli altrui possessi, l'altrui (cOVitr. 

suum), alieni appetens, sui profusus, Sali.: 
largiri ex ovv. de alieno, Cic. e Justin.: ex 

alieno praedari, Liv.: territorio, terra altrui, in 

alieno aedificium extruere, Cic: plur., aliena 

= cose, interessi, faccende, affari altrui, aliena 

curare, Ter. 2) partic.: a) estraneo rispetto 
alla famiglia, persona, patria di ale, a) ri- 
spetto alla famiglia, parentela o persona, 

estraneo, forestiero, non congiunto, non avente 
alcuna parentela, relazione, intimità; non appar- 
tenente (contr. meus, tuus, suus e propinquus, 



127 



Alife 



aliorsuni 



128 



affinis, sanguine conjunctus, amicus, fami- 
liaris), assol., ille alienus, Ter.: heres alienior, 
Cic: homines alienissimi, affatto estranei, Cic: 
col dat v non alienus sanguine regibus, Liv.: 
con ab e Tabi, alienissimus a Clodio, Cic.: 
sost., alienus, i, m., forestiero, cives potiores 
quam peregrini, propinqui quam alieni, Cic: 
se suaque omnia alienissimis crediderunt, in 
mano di persone straniere affatto, Caes. p) ri- 
spetto alla patria, straniero, domi atque in 
patria mallem, quam in externis atque alienis 
locis, Cic b) rispetto a proprietà fisiche, ete- 
rogeneo, contrario, fìt quoque, ut (nebula) cae- 
lum corrumpat reddatque sui simile atque 
alienum (contrario a noi), Lucr. II) trasl.: 
a) dipers.: a) nelle opinioni, nel modo di ve- 
dere, non indipendente, non originale, in phy- 
sicis totus alienus est, Cic de fin. 1, 17. P) nel 
sentire, nel pensare, nella disposizione delVa- 

nimo, nel modo di Vivere, estraneo, alieno, mal 
disposto, avverso, contrario, ostile, indifferente 

verso quale, o q. e. (contr. amicus, familiaris, 
conj unctus), voluntates populi, Cic: homo, Cic: 
neque solum illis aliena mens erat, Sali: con 
ab e Tabi., alienus ab alqo ovv. ab alqa re a- 
nimus, Cic: col dat., alienus alci animus (contr. 
animus in alqm pronior),Tac:homo mini alie- 
nissimus, Cic: col genit., domus non aliena 
consilii, non straniera alla congiura, Sali. 
Cat. 40, 5 : joci non alienus, non nemico degli 
scherzi, Ov. b) di e. inan. (ogg. concr. ed 
astr.), estraneo alla natura, o qua lità propria, 
alle condizioni, alle circostanze, allo scopo; 

non rispondente, non connine, non appropriato, 
disadatto, svantaggioso, dannoso, a) assol. : tnalis 

ridere alienis, con riso simulato, mefistofelico. 
Hor.:alieno loco proelium committere, attaccar 
battaglia in un luogo svantaggioso, Caes.: 
alieno tempore, fuor di tempo (contr. suo tem- 
pore), Cic: aliena ovv. alieniore aetate, Plaut. e 
Ter.: suo a'ienoque Marte pugnare, in modo 
solito ed insolito, Liv.: aliena verba, improprie 
(contr. propria), Cic, e coord. translata et 
aliena verba, Cic: e non alienum esteoZZ'infìn., 
non è fuor di luogo, non è fuor di propo- 
sito, non alienum esse arbitror breviter expli- 
care, quae mihi sit ratio etc, Cic: neutr. 
plur. sost., aliena loqui, dire sciocchezze, stra- 
nezze (di pazzi), Cels. ed Ov. §)con ab e 
Tabi.: navigationis labor alienus non ab aetate 
solum nostra, veruni edam a dignitate, Cic. 
Y) col sempì, abl.: aut sua persona aut tempore, 
Cic: dignitate imperii, Cic. 5) col dat.: alle- 
nissimo sibiloco, contraopportunissimohosti- 
bus conflixit, Nep.: quod maxime huic causae 
est alienum, Cic: si id non percipitur accomo- 
datumne naturae sit an alienum, secondo na- 
tura o contrario a n., Cic: e parim. col- 
rinfin., non putavi alienum essemeis institutis 
haec ad te scribere, Cic s) col genit.: omnia 
quae essent aliena firmae et constantis assen- 
sionis a virtute sapientiaque removit, Cic. 
£) con ad e Tace, (riguardo a): omnium au- 
tem rerum nec aptius est quidquam ad opes 
tuendas quam diligi, nec alienius quam ti- 
meri, Cic. 

Alìfae, AfiTanws, V. Allifae. 

ti I igei*, gora, gerum (ala e gero), che porta 

le ali, che ha le ali, alato, agmen, uccelli, 



Verg.: Amor, Verg.: axis, del Carro di Ce- 
rere, tirato dai serpenti, Ov. 

sii intenta ri um, a, um (alimentuin), ali- 
mentario, che si riferisce, appartiene alV ali- 
mentazione, lex, probab. sulla distribuzione 
dei mezzi di sussistenza ai cittadini poveri, 
Cael. in Cic ep. 8, 6, 5. 

alimentimi, i, n. (alo), commi, al plur., 
alimento, nutrimento, I) in gen., Cic ed a.: al. 
ignis, Liv.: alimenta igni dare, Curt.: trasl., 
addidit alimenta rumoribus adventus Attali, 
Liv. II)partic. (come 1. 1. giurid.), alimenta, 
aiimenti,vitto, tutto ciò che uno dà ad un altro 
per mantenerlo, come ciò che i genitori danno 
ai loro figli e viceversa , Plin. pan. ed a.: 
quindi meton., spese necessarie per mantenere 
ed educare un ragazzo, Quint. 7, 1, 4; 9, 2, 
89 : e, come xpocpsla e GpsTmjpia, « mercede 
di nutrici e di educatori », Cic de rep. 1, 8. 

a li IllOlll UHI, li, n. (alo), alimento, alimen- 
tazione, Suet. ed a. 

alio, avv. (alius), di moto a luogo, in un 
dato luogo, altrove, I) propr.: si offendet me 
loci celebri tas, alio me conferam, Cic: Romam 
aliove quo mitterent legatos, Liv.: alius alio, 
Vano qua,. ,, Vaitro là, Cic e Liv.: aliunde alio, 
da questo luogo a quello, Sem: alio atque alio, 
quaelà,Sen. ll)tra.sh: 1) altrove— ad un'al- 
tra persona, ad altri, a te causam regiam alio 
transferebant, Cic: quo alio nisi ad nos socios 

COnfugerent ? LÌV. 2) altrove, a qualcos'altro = 

ad altro oggetto, sermonem alio transferre, 
Cic: hic alio res (familiaris), alio ducit huma- 
nitas, qua ... là, Cic. 3) « qualcos'altro = ad 
altro scopo, cupiditatis nomen servet alio, Cic: 
hoc longe alio spectabat. Nep.: colla n^gaz., 
nusquam alio natus,quam ad serviendum, Liv. 
alioqui, ovv. alioquin, avv. (alius e 
quoi ovv. qui ed alius e quoine ovv. qulne), 

per altri rispetti, nel resto, del resto, altrimenti, 

I) come eccettivo e concessivo : 1) in senso 
stretto : a) eccettivo, nunc pudore a fuga con- 
tineri, alioquin prò victis haberi, Liv.: vitiis 
mediocribus ac mea paucis mendosa est na- 
tura, al. recta, Hor. b) concess.: triumphatum 
de Tiburtibus, al. mitis Victoria fuit, Liv.: 
quindi anche quamquam al., Suet.: cum al., 
Plin. ep. 2) generalizzando il concetto: &)dei 

resto anche, altrimenti, al di fuori di ciò, tot. 

al. negotiis districtus, Quint. b) del resto, in 
genere, in generale, Asiana gens, tumidior al. 
atque jactantior, Quint.: Caesar validusal. sper- 
nendis honoribus, Tac: quindi con et; et 

alioqui, Plin. ep.: et alioqui. . . et, tanto in ge- 
nere . , , quanto anche, et al. opportune situm, 
et transitus eà est in Labeates, Liv.: e così 
cum alioqui . . . tum, come in genere. . . così 

ecc., LÌV. e) senz'altro, di per sé, corpus, quod 

illa(Phryne) speciosissima al. diducta nuda- 
verat tunica,Quint. II) condizionale: altri- 
menti, in caso contrario, del resto, se, no, sed 
credo minimam ohm istius rei fuisse cupidi- 
tatem; alioquin multa extarent exempla majo- 
rum, Cic: ut illorum officium est docere, sic 
horum praebere se dociles; alioqui neutrum 
sine altero sufficiet, Quint. 

ti li or su in, sincop. da aliovorsum (alio- 
versum), avv., altrove, trasl. = in altro verso, 
in altro senso, altrimenti, vereor ne alior- 



129 



alipes 



aliquis 



130 



sum atque ego feci, acceperit (lo abbia preso), 
Ter. eun. 82. ^ 

àlìpcs, pcdis (ala e pes), I) alipede, che 
ha ali ai piedi, deus alipes e sempl. alipes, 
Mercurio, Òv. : equi, i cavalli di Febo, 
Ov. IIJ poet. trasl., veloce, pie-veloce, equi, 
Verg.: anche sost. sempl. alipede», di cavalli, 
Verg. 

Àllpliac, llipliauus, V. Àllifae. 

A liplicra, ae, f. ('AAicpVjpa oyy.'AXócpscpa), 
AUfera, città forte dell'Arcadia, posta sopra 
un monte dirupato, non lungi dal confine 
dell'Elide, al sud delVAlfeo. 

alipllus, i, m. (ala e pilus), significò in 
origine lo schiavo die levava ai bagnanti i 
peli sotto le ascelle, poi in genere a tutto il 
corpo, Seri. ep. 56, 2. 

aiiptè*, ae, m. (àXeforojs), lo schiavo che 
strofinava ed ungeva il padrone nel bagno, 
e di più gli ordinava la dieta e gli esercizi 
del corpo ; una specie di medico particolare, 
Cic ep. 1, 9, 15. 

siliqua, avv. (aliquis), I) in qualche parte, 

in qualche luogo, e volare, Cic: evadere, Liv. 

IIJ trasl., in qualche modo, per qualche via, Q 

mezzo, resciscere alqd, Ter.: nocere, Verg. 

aliquaimliii, avv. (aliqui e diu), I) di 
tempo = un certo tempo, anche pr?qn. = 
lungo tempo, Aristum Athenis audivit al., 

Cic: ubi al. certatum, Sali.: aliqu deinde 

ovv. postea, Caes.: aliqu... postremo ovv. tan- 
dem, Liv. II) trasl., di luogo == per un certo 
tratto, Rhodanus al. Gallias dirimit, Mela. 

alTqtiaiiiiiiiiltus , ovv. aliquam (se. 
partem) multii*, alquanto, parecchio, vestrùm 
aliquam multi, Cic. Verr. 4, 56. 

alfquandiù, V. aliquamdiu. 

aliquando, avv. (aliquis), I) in contr. 
ad un tempo determinato, a) una volta, un 
tempo, riferito al passato, presente e futuro; 
al passato, quis civis meliorum partium al. ? 
€ic: al futuro, illucescet al. iile dies, Cic: al 
presente, sero, verum al. tamen, almeno una 
volta (in contrapp. a « mai affatto »J, Cic: 
si forte al., Ter.: ovv. si al., Cic, se mai, opp. 
di un tempo lontano, ma indeterminato = se 
mai, se mai una volta, se mai un tempo» Ali- 
quando talora indica anche, in contrapposto 
ad in praesentia, adhuc, nunc (realmente 
espressi, o sempl. pensati), un caso reale in 
tempo indeter minato, passato o futuro, altre 

volte, un tempo, una voi tu, Cic ed a. b) nel 

linguaggio famigliare, per indicare che q.c. 
deve accadere in qualche occasione, una volta, 
dicendum al. est, Cic. e) in esortazioni e de- 
sideri, una buona volta, una volta, scribe al. ad 

nos, quid agas, Cic. d) di ciò che avviene 
dopo lungo indugio od aspettativa, spesso 

unito Con tandem, una buona volta, una volta 

finalmente, Cic: e così al. jam, Cic. II) in 
contrapp. a ciò che non avviene mai, di rado, 
spesso o sempre, talvolta, talora (contr. nuni- 
quam, raro, semper, saepe), Cic ed a.: quindi 
in propos. partitive: aliquando... aliquando 
ovv. aliquando... nonnunquam, talora... talora, 
ora... ora, Sem, Quint. ed a. 

àliquanlisper, avv. (aliquantus e per), 

per alquanto tempo, per un po' di tempo, Co- 
mici, Justin. ed a. 



aliq untilo, V aliquantus. 

alfquaiiiulum, i, n. (dimin. di aliquan- 
tum), un poco, al. suspicionis, Cic. al. aeris 
alieni, Cic: con verbi ed agg., al. progredì, 
Cic: al. tristis, Ter. 

aliqiianliis, a, um (alius e quantus), in- 
| dica una via di mezzo tra il troppo ed il 

troppo pOCO, alquanto, in discretu quantità, di- 
screto, sufficiente, alcuno, numerus, Sali.: iter, 
Liv.: spatium, Liv. : nettarci* latino, plur. 
= aliquot, alquanti, aliquauta oppida, Eutr.: 

SOSt., aliquantum, i, n., una discreta, buona, 
certa parte, quantità, grandezza, pezza, un di- 
screto grado (contr. aliquid, niliil), in re ali- 
quantum, in gubernatoris inscitia nihil est, 
Cic: partic. col genit. partit., al. aeris alieni, 
Cic: al. itineris, Caes.: al. noctis, Cic: al. tem- 
poris, Piane in Cic: al. laudis, Cic: Tace, ali- 
quantum e Tabi, aliqiianto = alquanto, discre- 
tamente, non poco, notevolmente, a) COn verbi: 

qui processit aliquantum ad virtutis aditum, 
che s'avvicinò non poco alla v., Cic: epula- 
mur... intra legem et quidem aliquanto, non 
poco, Cic. p) coi comparativi per accrescere o 
diminuire il grado, a seconda del contesto, 

alquanto, piuttosto, non poco, parecchio, discreta- 
mente, aliquantum ad rem est avidior, Ter.: 
melius aliquanto, Cic: carinae aliquanto pla- 
niores, Caes. g) coi concetti di tempo: aliquanto 
post ovv. post aliquanto, alquanto dopo, Cic: 
aliquanto ante, alquanto prima, Cic 

aliqua temi*, avv. (se. parte, da aliquis 
e tenusj, fino ad un certo putito, I) propr., 
nello spazio, per un certo tratto, Mela ed a. 

II) trasl., fino ad un certo grado, Sen. ed a. 

aliqui, allquae, aliquod, plur. aliqui, alt* 
quae, aliqua, pron. inief. agg. (alius-qui), 
quasi alius nescio qui, qualche (per indicare 
un oggetto solamente riguardo alla sua qua- 
lità, mentre aliquis, aliquid, pron. sost., al- 
cuno, indica un oggetto riguardo alla sua 
personalità, al suo nome), a) in contrapp. ad 
un oggetto determinato, impiobis saepe aliqui 
scrupulus in animis haereat, Cic: sive plura 
(argumenta) sunt, sive aliquod unum, o sola- 
mente quale, Cic: qui alicui rei est, che serve 
a q.c, Cic b) in contr. a « nessuno », alcuno, 
qualche, aliquo pacto, Ter.: aliquà ex parte, 
in qualche modo, Cic: aliqua re publicà, 
in circostanze tollerabili dello Stato, in uno 
Stato tollerabile, Cic: talora = qualche altro, 
irà aut aliquà perturbatione, Cic. e) con nu- 
merali, come in greco xìg, p»r un calcolo ap* 
prossimativo, tres aliqui aut quattuor, Cic. a) 

al neutr. plur. SOSt. == aliquid, qualcosa, alcuna 

cosa, alcunché, in narratione aliqua eicienda, 
Quint.: quindi anche come aliquid col genit., 
trium rerum aliqua consequemur, Cic 

aliquis, aliqua, aliquid, plur. altqui, 
pron. indef. sost. ed agg. (alius-quis), propr. 
= alius nescio quis, questo ovv. quest'altro 
fra i molli, alcuno, qualche, alcuna cosa, nel 
plur. anche, alcuni, qualcuno, certuni, I) in 
gen.: a) solo : quisquis est ille, si modo est ali- 
quis, Cic: aut ipse occurrebat aut aliquos mit- 
tebat, Liv.: vellem aliquid Antonio praeter illum 
libellum libuisset scribere, Cic : fem. aliqua, 
Ov.: agg., aliquis deus, un dio, un qualche 
dio, Cic: aliquis error, Verg. b) rinforzato 



Oeorges-Galonghiy Dizionario latino-italiano. 



131 



aliquo 



alius 



132 



da alius, alcun altro, qualcos'altro, sin, ut SCri- 

bis, evanuerunt, aliquid aliud videbimns, Cic. 
c)rinforz. da unus, qualche, un qualche, aliquis 
unus pluresve divitiores, Cic: unum aliquem 
diem, un qualche giorno, Cic. d) partitivo 
con ex, de ovv. col genit., aliquis ex vobis, 
Cic: aliquis de tuis, Cic: aliquis meorum, Cic 
e) aliquid col genit. di. un sost. ovv. di un 
agg. neutr. della 2" declin., come Z'aggett. 
aliqui, p. es., aliquid virium, Cic: falsi ali- 
quid, Cic f) anche con agg. qualific, aliquis 
imbecillior, imo più debole, Cic: aliquid divi- 
nura, q.c. di divino, Cic: in quo est aliquid 
extremum, dove c'è qualcosa di estremo, Cic: 
anche pel comune tale quid con maggior de- 
terminai zza, aliquid in sonino tale, quale, ecc., 
Cic: cfr. aliquid hujus modi, Cic g) in prò- 
pos. condiz. con si, nisi, etc, Cic ed a. h) 
colla 2 a pers. sing., exoriare aliquis, Verg.: e 
collettivam. colla 2 a pers. plur. (come xlc,), 
a perite aliquis actutum ostium, Ter. i) Tace. 

aliquid — in q.c, in qualche modo, un po', si 

in me al. offendistis, Cic: sublevare alqm al., 
Caes. perlucensjam al. lux, Liv. II) partici 
A) facendo spiccare un indeterminato singolo 

in mezzo a molti altri, qualcuno, qnalcheduno, 

alcuno, dixerit hic aliquis, Catull.: est aliquis, 
qui se inspici, aestimari fastidiai, Liv. B) 

pregn., q*c. d'importante, qualcosa di grande, si 

nunc aliquid as^equi se putant, Cic: quindi a) 
esse aliquem ovv. aliquid, come in greco xivà 

OVV. lì elvat, esser qualcosa, cioè essere di un 
certo valore, aver un certo diritto, valer qualcosa, 
poter dire q.c, aver qualche importanza, voler 
dire, contare q.c, est aliquid DUpsisse Iovi, è 

qualcosa, non è poco, Ov. b) dicere aliquid 

COme XéystV XI, affermare q.c d'importanza, non 

senza fondamento, Cic e) nel linguaggio fa- 
migliare, aliquid, qualcosa = qualcosa d'im- 
portante, segnatamente q.c. di desiderato, 
accetto, fiet aliquid, succederà q.c, Ter.: e 
così Vestono aliquid signifìces, digli q.c di 
bello, di accetto, un complimento, Cic: ed 
aliquid, in linguaggio metaforico, per go- 
dimento sensuale, si de Amelia aliquid aut 
Lollia, Cic. 

aiiquó, avv. (aliquis), I) (di moto a 
luogo), in qualche luogo, alqm secum rus ali- 
quo educere, Cic: migrandum Khodum aut 
aliquo terrarum arbitror. Brut, in Cic ep. 
II) enfaticam., altrove, in qualche altro luogo, 

proficisci al., Ter.: concedere al. ab eorum 
oculis, Cic 

alTquol, num. indecl., alcuni, alquanti, 
più di uno, al. amici, Ter.: al. epistulae, Cic: 
id aliquot de causis accederai, Caes. 

alìquotics (aliquoliciis) , avv. (ali- 
quot), quulche volta, alcune volte, rispondente 

a Ila domanda : quante volte? al. ex alqo 
audisse, Cic: al. jam a te iste locus tactus est, 
Cic 

alìs, alid, genit. alis. dat. ali od alei (forma 
arcaica di alius, donde aliter, aliquis, ecc.), 
un altro, Catull. e Lucr. 

Al iso, ònis, m., Alisone, castello alla 
confluenza della Lippe e della Lise (Lupia 
et Aliso), fabbricato da Druso, secondo alcuni 
presso V odierna Elsen. secondo altri alla con- 
fluenza dei due delti fiumi presso Liesbom. 



al il or, avv. (dall'arcaico alis), altrimenti T 

in altra maniera, I) propr.: A) in (jen.: a)ge- 

neric: non fuit faciendum aliter, Cic: non ali- 
ter, haud aliter, non altrimenti, proprio così, 
Hor. e Verg.: fieri aliter non potest, Ter., 
ovv. fieri non potest aliter, Cic: aliter... ali- 
ter, distrib., sed al. leges, al. philosophi tol- 
lunt astutias; e così si trova tre, quattro, 
cinque volte in Cic, Quint ed a.: aliter atque 
aliter, ora in questa, ora in quella maniera, 
in diverse guise, Sem: aliter alius, Tuno in 
questo, V altro in quel modo, Vuno così, l'al- 
tro così, quoniam al. ab aliis digerantur, Cic 
b) inpropos. comparai., affermative e nega- 
tive: aliter... atque (ac), altrimenti... che, di- 
versamente... da, al. rem cecidisse atque opi 
natus sis, Cic: ne sim salvus, si al. scribo ac 
sentio, Cic: e così aliter... quam, Cic. ed a.: 
non (haud) aliter, non altrimenti, cioè ugual- 
mente, seguito da quam si, quam cum, ac su 
non altrimenti... che se... da, con quam si e 
quam cum in Ov., Liv. ed a., con ac si anche 
in Cic: non aliter... nisi, non con altri mezzi, 
a nessurìàltra condizione, non altrimenti 
che se non, Cic ed a. B) pregn.: 1) altrimenti, 
riguardo alla qualità (proprietà, natura) r 
nella locuz. aliter esse, di pers., ego isti nihilo 
sum al. ac fui, Ter.: di e inan., quod certe 

SCÌO longe aliter esse, Cic. 2) altrimenti, in moda 

opposto, al contrario (contr. eodem modo), al- 
evenire, Sali.: qui al. fecerit, abbia agito in 
modo contrario, Sali.: cum videres al. fieri, 

Cic. IlJ trasl., altrimenti, in caso contrario, 

del resto (come àXXoog), jus semper est quae- 
situm aequabile; neque enim al. jus esset, Cic: 
neque aliter Carnutes iaterfìciendi Tasgetii 
consilium fuisse capturos, neque Eburones, etc r 
Caes. 

aliti!»?, avv. (alius ed ubi; stato in luogo)* 
altrove, Sem: aliubi... aliubi, qua... là, Sem: 
aliubi atque aliubi, qua e là, ora qua, ora là> 
in diversi luoghi, Sen. 

alluni, V. allium. 

allumi T-, avv. (alius ed unde ; di moto da 

luogo), d'altronde, da altro luogo, da altra 

persona o cosa, Cic. ed a.: alii aliunde coibant, 
Vuno veniva di qua,V altro di là, Liv.: perpetua 
aliunde alio commigratio est, Sen.: aliunde stai 
semper, aliunde sentit, sta con un partito e 
tiene dall'altro, Liv.: aliunde... quam, da altro 
luogo... che, ecc., Cic: contr. aut sumptum 
(verbum) aliunde ut mutuo aut factum ab 
ipso, Cic. 

alni*, a, ud, genit. alius, dat. alti, acc. 
alTum, ara, ud, ecc. (V. alis; da connettersi 
con uXXoc,), un altro, altro (e precis. « altro » 
fra molti, mentre alter — altro, fra due; V. le 
eccezioni al n° II, 2), I) propr.: A) in gen.: 
Labeonem seu quem aliuui arbitrum, Cic: 
alius vir erat, Liv. Si osservi quanto segue : 
a) alius ripetuto più volte nelle proposiz. di- 
stributive, talora anche con non nulli (non- 
nulli), quidam, ceteri, partim e sim., l'uno..* 
l'altro; gli uni, gli altri, alii... alii..., Cic ed a.: 

alii... reliqui, Cic: alii... alii... non nulli, Cic: 
aliae... aliae... quaedatn, Cic: alii... quidam. 
Liv.: pars... alii, Sali.: alii... pars, Sali.: talora 
manca una volta alius; virgis caedi alii . alii 
securi subici, Liv.: aliud... aliud, parte... parte, 



133 



ali... 



allegoria 



134 



aliud tua gratià, aliud nostra ; all'incontro 
aliud est maledicere, aliud accusare, altro è... 
altro è, Cic. b) ripetuto in un altro caso e 
co 1 suoi derivati alio, aliorsum, alibi, aliunde, 
aliter, alias, locuzione ellittica come in greco, 
alius alium, Vun V altro, Cic: alii alio in loco, 
altri in uno, altri in altro luogo, Cic: aliud 
alii muneratur, ad uno dona questo, ad altri 
quello, Cic: aliud alio dissipavit, disperse, 
gettò qua e là, Cic: jussit alios alibi fodere, 
Liv.: alii aliunde coibant, convenivano chi da 
questo, chi da quel luogo, Liv.: aliter cum 
aliis loqui, con altri una cosa, con altri un'al- 
tra, Cic: illi alias aliud sentiunt, ora questo, 
ora quello, Cic: quindi alius (aliud, etc), 
ex alio, Cic: alius super alium, Liv., alius post 
alium, Sali., uno dopo V altro; alius atque alius, 
Cic, alius, deinde alius, ovv. alius post alium, 
Sali., l'uno e V altro, ora questo, ora quello, 
separati, e) lo seguono le particelle ac, atque, 
et, più di rado nisi ovv. quam (nei buoni 
scrittori solamente dopo ima negazione od 
una interrogazione ipotetica, perchè sorge 
in entrambi i casi una relazione compara- 
tiva), longe alia ac tu scribis, Cic: alius essem, 
atque nunc sum, Cic: lux longe alia est solis 
et lychnorum, Cic: nihil aliud nisi, Cic: nihil 
aliud quam, Nep.: segue talora anche Tabi., 
o praeter in luogo di quam, nec quidquam 
aliud libertate quaesisse, Cass. in Cic. ep.: nec 
quidquam aliud philosophia est praeter stu- 
dium sapientiae, Cic: alius quam in propos. 
affermative, soltanto in Plin. ep. e Suet.: e 
così rinforzando, nihil aliud nisi ovv. quam, 
seguendo un verbo di modo finito, nient'aitro 
se non che (dove è da supplire il tempo del 
verbo ago o facio che risulta dal contesto), 
tribunatus Sestii nihil aliud nisi meum nomen 
causamque sustinuit, Cic: parim. quid aliud 
quam? che più ? che altro, quibus quid aliud 
quam admonemus, cives nos eorum esse, Liv. 
d) aliud sost., Cic. de rep. 1, 69 ed altr.; col 
genit., aliud commodi, Cic: aliud praecipui, 
Cic. B) partici 1) come 1. 1. del linguaggio 
augurale, alio die « in un altro giorno, oggi 
no », per indicare, chei Comizi doveano essere 
riman lati ad altro giorno, per cattivi prono- 
stici avuti, Cic. 2) pregn. = dì altra, cioè dì 

diversa natura (proprietà), alium fieri, diventar 

un altro, cambiarsi affatto, Cic: e 1. 1. par- 
lamentare, in alia omnia ire ovv. discedere, 
esser dell opposizione (nel Senato romano), 
Cic: aliud ovv. alias res agere, non badare, 
pensare ad altro, Cic. iJ^trasl.: l)Vaitro = il 
rimanente, Divitiaco ex aliis Gallis maximam 
fìdem habebat, Caes.: al. acies, Liv.: al. vulgus, 
Liv. 2) (come alter) = V altro di due, partic. 
(come sopra al n° I, b) con alius ripetuto in 
un altro caso, alia, alii, Sali.: alius alia via, 
Liv.: duo Romani super alium alius corrue- 
runt, Liv. : e in enumerazioni ordinat>'ve, 
unam... aliam... tertiam, Caes. : quindi con 
un nome proprio posto come appellativo, un 
altro =a un secondo, al. Ariovistus, Tac 3) 
Vaitro = u vicino (contr. ipse), Cic de or. 2, 
211. — Genit. fem. aliae, Lucr., Cic. e Liv. 

al-l..., in composizione per ad-I (mediante 
assimilazione del d colli seguente), come al- 
labor per adlabor e così via. 



al-labor, lapsus sum, labi, con impercet- 
tibile O dolce movimento, arrivare a* volare a, 
scorrere «, sdrucciolare a, strisciare a, ex oc- 
culto (di serpi), Liv.: extrinsecus (di umi- 
dità), Cic: crescenti aestu (del mare), Verg.: 
col dai. od acc. dello scopo, antiquis oris, 
approdare, ecc., Verg.: fama allabitur aures, 
Verg. 

al-labòro, are, I) affaticarsi intorno a q.c, 
COlVut ed il COng., Hor. epod. 8, 20. II) ag- 
giungere con fatica un lavoro, Hor. carm. 1, 

38, 5. 

al-laci'i iiians, antis (ad e lacrimo), pian- 
gente per g.c., Juno, Verg. Aen. 10, 628. 

allapsus, ùs, m. (allabor), Vatto dello ac- 
costarsi a, strisciar vicino, serpentium, Hor. 
epod. 1, 19, Val. Max. 1, 6, 8. 

ai-la tro, avi, àtum, are, latrar contro, trasl. 
di persone, apostrofare gridando, insultando, 
assalire con ingiurie, alqm, Quint.: magnitu- 
dinem Africani, detrarre, sparlare del grande 
Scipione (l'Africano), Liv. 

al lai us, allaifirtis, V. afferò. 

al-lau<lal>ili$, e, molto lodevole, Lucr. 
5, 158. 

alleo (hallec), ècis, n. e allex, ecis, m. e 
f., salsa di pesce (non salamoia), specie di 
consumato che si preparava colle ostriche ed 
altri testacei, nonché pesci di mare, special- 
mente colle triglie (mullus), Cato, Hor. ed a. 

alleclatlO (allecto), l'allettare, alletta- 
mento, Quint. 1, 10, 32. 

1. Allecto (Alecto), f. ('AXXyjxxcò, oog), 
Aietto, una delle tre furie (si trova solo nel 
nom. ed acc). 

2. allecto, avi, atum, are, allettare, ade- 
scare, Cic ed a. 

allectus, i, m. (part. del 2° allego), scelto, 
innalzato, nuovo eletto, aggregato ad un qual- 
che collegio, ali epoca imper. = chi veniva 
elevato per favore dell'imperatore ad un 
alto grado, saltando le cariche interme- 
die (per es. al grado pretorio, senza aver 
amministrata la pretura), allectus interprae- 
torios, Plin. ep. 1, 14, 5. 

alle gatto, ònis, f. (allegare), il mandar 

via, lo spedire, V allegare una persona (come 

mediatore e sim.) ad ale, omnes ad istum al- 
legationes, Cic IL Veri*. 1, 136: e in bisticcio, 
quibus allegationibus illam sibi legationem 
expugnavit, Cic. H. Verr. 1, 44. 

1. ai-lego, avi, atum, are, I) mandare, 
spedire, deputare ale. come messo, media- 
tore (e precis. in faccende private, mentre 
per pubbliche, legare), 1) in gen.i amicos, 
Cic: alqm ad alqm ovv. alci, Cic 2) partic, 
disporre, subornare ale ad una frode, Co- 
mici. II) trasl., quasi far parlare q»e* per sé, 
allegare, riferirsi ad alcunché, chiamare in te- 
stimonio q.c., far valere, addurre, patrOCÌnii 

jus, Plin. ep.: hoc Senatui, presso il S., Plin. 
pan.: munera, preces, mandata regis sui Scyro- 
themidi allegant, portano innanzi a, Tac 

2. ai-légo, lègi, lectum, ere, scegliere, ag 
gr egare t eleggere a scelta in lina associaz ione , 

in un collegio, ecc., omnes de plebe, Liv.: 
alqm in Senatum, Suet. 

allégoria, ae, f. (àXkrflopioC), fig. retor., 
allegoria, Quint. 5, 11, 21 ed altr. 



135 



allevamentum 



Allobroges 



136 



allevameli lU 111, i, n. (allevo), allevia- 
mento, sollievo, Cic. Sull. 66. 

allevatio, ònis (allevo), IJ il tirar su, il 

levare; alzamento, humerorum allevatio et 
contractio, Quint. 11, 3, 83. latrasi., alle- 
viamento, grado debole di U. C, doloris diutur- 

nitatem allevatio consoletur, Cic. de fin. 1, 40. 
al-levo, avi, atum, are, levar su, alzar su, 

sollevare, tirar via, tener su, tener dritto, ap- 
poggiare, sostenere, I) propr.: velum (la por- 
tiera), Sen.: se clipeo, Curt. : quibus (laqueis) 
allevati milites facilius ascenderent, Sali.: ocu- 
los, Curt.: faciem alcjs manu, Suet. II) trasl.: 
1) in gen., hic deprimitur alternis et extollitur, 
ac modo in caelum allevatur, modo defertur 
in terram, orasi innalza al cielo, ora striscia 
verso terra, Sen. ep. 72, 9. 2) partici a) alle- 
viare le sofferenze fisiche e morali, sollicitu- 
dines meas, Cic: ed alleviare la parte malata, 

O la persona sofferente, sollevare, recar con- 
forto, sollievo; consolare, a) fisicam., nel pas- 
sivo == riaversi, de allevato tuo corpore, Cic: 
nec viribus allevor ullis, Ov. p) moralm., 
abjectos aut submittentes se, Quint.: animum 
a maerore, Curt.: passivo allevari, ricrearsi, 

trovar conforto, consolarsi, allevor, CUm loqUOl' 

tecum absens, Cic: colVacc. di relaz., allevatur 
animum, prende coraggio, Tac b) mitigare, 
menomare V importanza il di q.c, e la cosa 
stessa, notas (note vergognose), Tac. e) soste- 
nere, appoggiare, alqm, aiutare, Tac: alqd 
summis eloquentiae viribus, Quint. 

Allìa (Alia), ae, f., Ama, fiumicello del 
Lazio, che nasce nei monti a nord di Crustu- 
merio nei Sabini, e si getta nel Tevere, sei 
miglia sopra Roma; celebre per la sconfìtta 
toccata dai Romani contro i Galli nel 390 
av. Cristo (Alliensis pugna ovv. clades) ai 18 
di luglio, il qual giorno (dies Alliensis) in 
seguito fu ritenuto nel calendario romano 
come infausto (nefastus). — Deriv.: Al- 
liensis, e, appartenente alVAllia, presso 
aWAilia, Alliense, pugna, Cic: clades, Liv. : 
dies, Liv. 

allieefiieio, feci, factum, ere (alliceo e 

facio), allettare, invitare, Sen. e Suet. 

allieto, lexi, lectum, ere (ad e *lacio), al- 
lettare, adescare, guadagnare, attirare, trarre 

a sé (contr. alienare), oratione benigna multi- 
tudinis animos ad benevolentiam, Cic: homi 
num studia ad nostras utilitates ali. atque 
excitare, Cic: dicendo mentes, Cic: adule- 
scentem, Cic: trasl., di sogg. inan., magnes 
lapis, qui ferrum ad se alliciat et attrahat, 
Cic: nihil (est), quod magis alliciat ad diligen- 
dum (se. quam virtus), Cic 

alitilo, lisi, llsum, ere (ad e laedo), urtare 

q,C COn violenza, gettar contro, percuotere, 

(s)battere contro, I) propr.: alqd pilae, al pila- 
stro. Lucr.: allidi ad scopulos, Caes. II) trasl., 
recar danno a q.c, virtutem, Sen.: quindi 
allidi = incontrare una disgrazia, in daiuna- 
tionibus, Cic. 

AlITcnsis, e, V. Allia. 

4E1IÓIMISI AiTènus),i, m., Ameno, cognome 
romano, sotto cui è partic. noto : Q. Allienus, 
pretore Va. di R. 705 (49 av. Cr.) 

AIITfae, àrum, f., nei tempi antichi già 
citta fio ente dei Sano-iti, sulla sponda sini- 



stra del Volturno, non lungi dal suo sbocco 
nel Sabato: ora Alife in Terra di Lavoro. 
— Deriv.: JJlìfTinus, a, um, di Alife, 

ager, Cic: sost., Allifana, òrum, n.(sc. pocula), 
coppe di terra, piuttosto capaci, fabbricate 
ad Alife, boccali, Hor. 

al-ITgO, avi, atum, àie, legare, attaccare a 

(contr. solvere), I) propr., 1) in gen.: canem, 
Phaedr.: anulum, Quint.: alqm ad statuam, o 
ad palum, alcuno (come condannato) prima 
dell'esecuzione, Cic: quis generum meum ad 
gladium alligavit? chi ha legato il mio genero 
alla spada ? (scherzo sulla lunga spada del 
piccolo Lmtulo), Cic 2) colVidea accessoria 

del movimento frenato, tener fermo, trattenere, 

legare, ancora (Rhodiae navis) unco dente ve- 
lut manu ferrea injectà alligavit alterius pro- 
ram, Liv.: unco non alligat (naves) ancora 
morsu, Verg.: poet., unda alqm, trattenere, 
rinserrare, Verg. 3) stringere mediante un 
legame o una fasciatura, a) cingere, avvol- 
gere una parte sofferente del corpo o una fe- 
rita COn una fasciatura, bendare q.c, porre 
una benda SU q.C, fasciare, vulnus, Liv.: OCU- 

lum, Cic: brachium, crus, Sen. b) cingere con 
ceppi, incatenare, alqm, Sen. rhet.:leones, Sen.: 
alligare se ac venire patitur, Tac II) trasl.: 

1) in gen., legare, vincolare, mantenere, tener 

fermo, in modo che sia immobile, non si 
muova dal suo posto, videas civitatis volun 
tatem solutam, virtutem (forza di operare, 
attività) alligatam, Cic: cedendum celeriter, 
ne forte alliger, Cic: torpor gravis alligat ar- 
tus, Ov.: quindi a) 1. 1. nel ludus latruncu- 
lorum, alligatus calculus, chiuso, Sen. ep. 
117, 30. b) di combinazione chimica, arenae, 
quae humore alligantur, Sen. ep. 55, 2. 2) 

partic: a) legare, affezionare ale (ad ale.) 

mediante amicizia, benefizi, ecc., alci fllium, 
Ter.: nuptiis alligatus, Cic: non modo bene- 
ficio, sed etiam benevolentiae significatione 
alligali, Cic b) come 1. 1. retor., legare me- 
diante certe leggi, oda certe leggi del ritmo, 
e così limitare mediante q.c. od a q.c, ut verba 
neque alligata sint quasi certa lege versus, 
neque ita soluta ut vagentur, Cic: (poesis) 
alligata ad certam pedum necessitatem, Quint. 
e) vincolare e limitare moralmente il volere 
con giuramento, patto, promessa, dovere e si- 
mili, legare, impegnare, obbligare, alqm, CÌC.1 

alqm stipulatione, Cic: foedere alligari, Liv.: 
sacris alligari, obbligarsi ai sacra gentilicia, 
Cic : ad omnia verba se alligare, attenersi 
verbalmente a cose imparate a memoria, 
Quint. d) alligare se, legarsi ad un fallo, cioè 

rendersene colpevole, colVabl., se scelere, Cic: 
col genit., se furti, Ter. : quindi alligatus, im- 
plicato inun fallo, in un delitto, complice, Cic 
al- lino (adi.), levi, lltum, ere, ungere a, 

tingere, segnare, attaccare, schedam , Plill. : 

incomptis (versibus) atrum transverso calamo 
signum, cancellare con un tratto sopra, Hor.: 

trasl., macchiare, intaccare con q.C, attaccare. 

alci vitia sua, Sen.: sordes sententiis, Cic. 

All'phae, V. Allifae. 

allYuin (alTum), ti, n., aglio, Scriptt. r. r. 
ed a. 

Allobroges, um, m., Aiiobrogi, popolo 
di montanari molto bellicoso e potente nella 



137 



allocutio 



Alpicus 



138 



Gallia Narbon., la cui sede principale era 
tra risarà (ora IsèreJ, il Rhodanus (Modano), 
il lacus Lemanus (lago di Ginevra) e le Alpi 
Graie, nell'odierno Delfinato e Savoia, colla 
capitale Vienna (ora Vienna sul Eodano), e 
di fronte agli Elvezi colla città di frontiera 
Gene va (ora Ginevra). — Il nomin. sing. 
Allolirox in Hor. epod. 16, 6. — Deriv.: 

Allolu'O^ICUS, a, uni, AUobrogico. 

alldcullo, ònis, f. (alloquor), allocuzione, 
discorso, Plin. ep. e Suet. — Par tic, come il 
greco uapau.o0ùx, il parlare consolante, conso- 

lamento, conforto, Catllll. e Sen. 

alloqillUlll, li, n. (alloquor), il parlare con 
un altro, discorso, esortazione, conforto, conso- 
lazione, Liv. ed a. 

al-lo<|Uoi*, locùtus (loquùtus) sum, loqui, 
parlare a quale, partic salutando, pregando 
amichevolmente, confortando e consolando, 

confortare quale, Cic. ed CI. 

al-IliceO, luxi, ère, far lume, risplendere, 

col dat., Suet. Vit. 8: assol, Sen. ep. 92, 5. 
alliicTnatìo, alliiciiior, V. aluc . . . 

al-liido, lìisi, lÙSUm, ere, giocare, scher- 
zare, perdere il tempo, celiare con quale. q.C, 

Dpropr.: a) dipers., ad id (scortum),Ter.: Tre- 
batio, Quint.: quasi alludens, quasi scherzando, 
Suet.: Galba alludens varie et copiose, mo- 
strando la sua arguzia in tutta la sua va- 
rietà ed abbondanza, Cic: nec plura alludens, 
non scherzando piti oltre, Verg. b) delle onde 

= battere contro q.C, scherzare contro, allu- 

dentibus undis, Ov.: coli" acc, quaefluctus salis 
alludebant, Catull. II) trasl.: genus eorum, 
qui sapientiae alludunt (che si accostano 
alla sapienza), Sen.: prope posita speique no- 
strae alludentia sequamur, ciò che si offre 
alla nostra speranza, Sen. 

al-ltio, llli, ere, bagnare q.C, scorrere vicino 

a q.c, di mari, fiumi, fluvius latera haec 
nlluit, Cic.: amnis moenia alluit, Tac: moenia 
alluuntur a mari, Cic: urbs mari alluitur, Liv.: 
eorum ossa ita jactantur fluctibus, ut num- 
quam alluantur, esser bagnate da loro, cioè 
toccate, Cic: in doppio senso, Massilia cum... 
barbariae fluctibus alluatur, dal mare Africo 
e dai flutti della barbarie e della rozzezza, 
Cic Place. 63. 

allìivìcS, èi, f. (alluo), inondazione, allaga- 
mento, luogo allagato, Cic ed a. 

alili vTo, ònis f. (alluo), incremento che su- 
bisce a poco a poco un tratto di terreno, per 
deposito di terra, cagionato partic da un 
fiume, alluvione (contr. abluvio), alluvionum et 
circumluvionum jura, Cic. de or. 1, 173. 

al III US, a, um (da alo), che dà. vita, nutri- 
mento; almo, benefico, benigno, buono, che con- 
forta, ristora, Venus, Hor.: e (della medes.) 
alma parens, Verg.: sol, Hor.: ager, Verg. 

a In iis, i, f., alno, ontano, Cic fr. ed a.: 
meton. (poet.) = nave, barca di legno di on- 
tano, Verg. ed a. 

àio, allii, altum e (dopo Aug.) alYtum, 

ere, alimentare, nutrire = mantenere COn 

mezzi di sussistenza di ogni genere, sosten- 
tare, far crescere, allevare (mentre nutrire, nu- 
trire = dar da mangiare), I)propr.: agellus 
eum non satis alit, Cic: exercitum, Cic: ele- 



phantos, equos, mantenere, Cic: latrociniis se 
suosque, Caes.: publice ali, Nep.: panico ali, 
Caes.: alere n'ammani, Quint.: bellum se ipsuni 

alit, Liv. II) trasl., alimentare, promuovere, 
raffoi'zare, rinvigorire, aumentare, honOS alit 

i artes, Cic: civitatem, Caes.: spem, audaciam, 
Cic. ^ 

aloe, es, f. (àÀÓYj), aloè, Cels. ed a. 

ÀJòeìis (trisillabo), ei,m. fAXwsóg), Aioeo, 
gigante, figlio di Nettuno e di Canace, ma- 
rito di Ifimedia, la madre degli Aloidi — 
Deriv.: .4lo?dae, arum, m. CAXweiSai), 
Aloidi, cioè t o ed Efialte, così chia- 
mati da Aloeo, ma figli di Nettuno e di Ifi- 
media, moglie di Aloeo; essi, come i Giganti, 
vollero dar la scalata al cielo, e per punizione 
vennero nel Tartaro legati dorso contro dorso 
ad una colonna e tormentati dal grido inces- 
sante di una civetta. 

àlogìa, ae, f. (àXoyLcx.), irragionevolezza, 
mancanza dì senno, e precis. al plur. = idee 

stolte, pazze, Sen. apoc. 7, 1. 

Alòidae, arum, m., V. Aloeus. 

Alpe*, pium, f. (celtico alb, alp = « al- 
tura, alto monte»; nei poeti anche nel sing.: 
genit. Alpis, acc. Alpem, e abl. Alpe), le Alpi, 
la grande catena di monti che circonda 
Tolta Italia, e si spinge con molteplici rami- 
ficazioni verso Settentrione ed Oriente, in 
mala fama presso gli antichi, a motivo del 
clima rigido, delle tempeste, della neve e 
come luoghi inospitali, quindi infames fri- 
goribus Alpes, Liv.: A. hibernae, Hor.: A. 
ventosae, Ov. — Deriv.: a) Alpicus, a, 
um, alpino, sost., Alpici, òrum, m., gli abitanti 
delle Alpi, Alpigiani, Nep. Hanu. 3, 4. b) Al 
plnus, a, um, alpino, delie Alpi, amnis, Liv.: 
nives, Verg.: hostes, i Galli, Ov.: caseus, cacio 
delle Alpi o svizzero, Aut. Seriori: gentes, 
Liv. ed a. ; quindi Alpinus, il cantore delle 
Alpi, epiteto di scherno dato da Orazio al 
poeta tronfio ed esagerato M. Furius Biba- 
cuuls, a motivo di un suo cattivo verso sulle 
Alpi, Hor. sat. 1, 10, 36. 

Alphciàs, adis, f., V. Alpheus. 

Alphesihoea, ae, f. fAAcpscKpoia), Aife- 
sibea, figlia di Fegeo, re di Psofide in Ar- 
cadia, prima moglie di Alcmeone; abbando- 
nata da lui per Callirroe, vendicò V uccisione 
di Alcmeone compiuta dai suoi fratelli, colla 
morte di entrambi. 

Alpheus od Alphcos, i, m. ('AXcps'.óg), 
Aifeo, fiume principale del Peloponneso, il 
quale, secondo gli antichi, nasceva come 
ruscello presso a Filacc II suo frequente 
apparire e scomparire sotterra, diede origine 
al mito, secondo il quale, esso, come dio del 
fiume, figlio dell'Oceano e di Teti, per amore 
di Aretusa (V.), scorresse sotto il fondo del 
mare fino alla fonte Aretusa in Ortigia, nel 
porto di Siracusa, per quivi congiungersi con 
lei. — D e r iv.: a) Alphelas, adis, f. (**AX- 
cpsudg od *'AX^Y]tdg), Alfeiade, soprannome 
della ninfa e fonte Aretusa (V. sopra), b) 
Alpheus, a, um, appartenente ali Alfe o, 
Pisae (in Italia), fondata dagli abitanti di 
Pisa nelV Elide (ove scorre VAlfeo), Verg. 

Alpicus ed Al piti iis, a, uni, V. Alpes. 



13<J 



Alpis 



altera us 



140 



Alpis, V. Alpes. 
AUìViisis,, e, V. Àlsium. 

A Ulti in, ìi, n., aìsìo, una delie più an- 
tiche città delVEtruria, tra il lago di Brac- 
ciano e il mar Tirreno, a JSF.O. di Boma; 
ora villaggio di Palo, nelle cui vicinanze 
Pompeo e altri Bomani ragguardevoli pos- 
sedevano poderi. — Deriv.: AlsTensis, e, 
aisiense, villa, Cic: populus, Liv.: sost, Al- 
siense, is, n. (se. praedium), il podere di Pom- 
peo ad Al sto, Cic. 

alsius, a, um (aigeo), freddoloso, alsia cor- 
pora, Luci*. 5, 1013. 

alsilS, a, um (aigeo), refrigerante, fresco, 
rinfrescante, che reca conforto, solo nel neutr. 
compar., nihil alsius, Cic. ad Q. fr. 3, 1, 

2, § 5. 

aliarla. ìum, n. (altus) (preclass, e class. 
soli, al plur.J [quindi anche unito soltanto con 
numeri distributivi] , aitare fornito di un 
piano, destinato agli olocausti, ab altaribus 
fugatus, Cic: altaribus admotum jurejurando 
adegit, Liv. 

alle , avv. (altus) , 1) in alto, aito, a) 
propr.: extollere pugionem, Cic: cadere, dal- 
l' alto, Cic: se tollere a terra altius, Cic: 
altissime evolare, dell'aquila, Suet. b) trasl.: 
alte spectare, innalzare lo sguardo = ten- 
dere ad una meta elevata, Cic: ingenium al- 
tissime asSUl'git, Plin. ep. II) profondamente, 

a) propr.: ferrum haud alte in corpus descen- 
disse, Liv.: sulcus altius impressus, Cic b) 
trasl.: verbum transferre altius, troppo ardi- 
tamente, usare in metafora troppo astrusa, 
Cic : alte petere, prendere da lontano, Cic: 
altius prima repetere ab origine, risalir su 
alla prima origine, Verg.: altius (più ad- 
dentro) disserere, Tac: altius perspicere, pe- 
netrar più addentro), Cic. 

alter, torà, terum, genit. alterius (poet 
alterius), dat. alteri (da alis), l'uno dei due, 
Vaitro (all'incontro alius, Vaitro, infra molti), 
I) propr.: A) in gen.: necesse est, sit alterum 
de duobus, Cic: mihi cum viris ambobus est 
amicitia, cum altero vero magnus usus, Cic: 
alter exercitus, Liv.: alter consulum, Liv.: alter 
ambove (dei consoli), Cic: absente consulum 
altero ambobusve, Liv.: alter ex censoribus, 
Liv.: binas a te accepi litteras, quarum alteris 
mihi gratulabare, Cic: utrique alteris freti, 
Sali.: tuis uuis et alteris litteris, Cic: duplices 
similitudines, unae rerum, alterae verborum, 
Cornif. rbet.: hos libros alteros quinque, Cic 
Distribuì., alter . . . alter, l'uno . , , l'altro, alter 
perdidit, alter vendidit, Cic: alter . . . hic, Cic: 
alter . . . iste, Cic, plur., di più o di tutte le 
parti, alteri dimicant, alteri victorem timent, 
Cic Finalmente il secondo alter in un caso 
diverso, alter alterius ova frangit, Cic: alteri 
alteros aliquantum attriverant, Sali. J$)par- 
tic: 1) Vaitro = secondo (secundus), a) ge- 
neric: proximo, altero, tertio die, Cic: qua- 
driennio post alterum consulatum, Cic: eris 
alter ab ilio, il secondo dopo lui, Verg. Colle 
decine e centinaia, altero vicesimo die, il 
giorno 22, Cic: anno trecentesimo altero, 
Vanno 302, Liv. b) unus et (od atque o aut 
o vel) alter, unus alterque, l'uno e l'altro, a) 
determinato = uno o due, unus et alter dies, 



Cic p) indetermin. = l'uno e l'altro, questo e 

quello = alcuni, alcuni pochi, Cic ed a. e) al- 
terum tantum, altrettanto, Cic: altero tanto 
longior, altrettanto lungo, Nep.: e così altero 
tanto major, Cic. 2) coi nomi appellai, ed i 
proprii usati come appellai. = mi» altro, un 
secondo, cioè « simile nelle sue qualità, al- 
l' appellativo enunciato », me sicut alterum 
parentem diligit, Cic: alter Verres, Cic: e 
così alter ego, un secondo io (di amici molto 
intimi), Cic: e tamquam alter idem, quasi un 

secondo lui, Cic. 3) l'altro = posto di fronte, 

opposto, ripa, la sponda opposta, Caes.: pars, 
la parte opposta, contraria, Cic: parim. 
factio, Nep.: acies, Liv.: fortuna, Liv. Quindi 

poet., altro = diverso, mutato, rispetto alla, 

cond zione antecedente, metuit secundis al- 
teram sortem, Hor.: e quoties te speculo vi- 
deris alterum, un altro, del tutto mutato (cioè 
« brutto »), Hor. II) trasl.: 1) — alteruter, 
uno di due o dei due, non uterque, sed alter, 
Cic: non in alterius favorem inclinati, verso 
nessuno dei due, Liv. 2) l'altro = u vicino, 
prossimo, qui nihil alterius causa facit, Cic. 
Quindi alter con una negazione o una prop. 
negativa e il comparativo, rinforza come un 
secondo per «nessun altro» in genere ; 
nil obstet tibi, dumne te sit ditior alter, Hor. 
— Dat. femm. più spesso alterae, Comici, 
Caes. ed a. 

altercatio, ònis, f. (altercor), alterco, con- 
tesa di parole, disputa, I) in gen.: Lentuli et 
Caninii, Cic: dialogorum, Sen.: altercationes 
in senatu factas audio, Cic. II) t. t. giudiz., 
le repliche e controrepliche più brevi fatte 
dopo la reciproca dimostrazione dalle parti 
contendenti e dai loro avvocati, in cui si 
potevano ancora una volta raccogliere i 
punti principali, disputa, discussione, Cic e 
Quint. 

alterca tor, òris, m. (altercor), altercante, 
contendente (come t. 1. giudiz., cfr. altercatio. 
n° II), Quint. 6, 4, §§ 10 e 15. 

alterco, avi, are, forma attiva per la seg., 
cum patre, Ter. Andr. 653. 

altercor, atus sum, ari (alter), avere una 

contesa di parole, altercare, contendere, parlare, 

(o ciarlare), disputare, I) in gen.: cum alqo. 
Caes.: inter se, Liv.: poet. trasl., altercante 
libidinibus pavore, contende con, ecc., Hor 

II) come t. t. giudiz., contendere, disputare. 

replicare, colV avversario ( V. altercatio n° II), 
in altercando invenit parem neminem, nella 
discussione, nelle repliche e controrepliche. 
Cic 

allenile, V. alternus. 

alterno, avi, Etani, are (alternus), IJ tr. ? 

fare, produrre q.C. alternando, alternare; avvi- 
cendare con q.c, fidem, ora far credere, ora 
no, Ov.: vices, alternare, Ov. 11) intr., alter 

nare, avvicendarsi, Verg.: trasl., ponderare una 
COSa dopo V altra, essere infra due, Verg. 

alternus, a, um (alter), l'uno dopo l'altro, 
alternato, alterno, 1) in gen:: alternis trabibus 
ac saxis, Caes.: alternis diebus, Liv.: alternis 
paene verbis, quasi ad ogni terza parola, 
Liv.: alternis versibus, anche sempl. alternis, 
in canti alternati, Liv. e Verg.: alterni ser- 
mones, dialogo, Hor.: alterni metus, Liv.: 



141 



alteruter 



alucinatio 



14! 



colVabl., signa peregrinis ubi s-unt alterna 
columnis Belides, dove alternate con colonne 
straniere vi sono le staine ecc., Ov. II) 
partici A) come t. t. della metrica = alter- 
nante, tra esametri e pentametri, in versi 
elegiaci, elegiaco, pedes, Cic: versus, Cic ., Car- 
men, Ov. ~B)comct. t. giurid., reicere alterna 
Consilia o alternos judices o alternas civitates 
(che erano stabilite come giudici), rifiu- 
tare, ricusare i giudici tratti a sorte, re- 
ciprocamente, vicendevolmente, ciò che pote- 
vano fare per una volta accusato e accusatore, 

CÌC. C) Tabi, plur., alterni?, alternativamente, a 

vicenda, Liv. ed a.: alternis... alternis, ora... 
ora, Sen. 

alter-ìitcr, altcr-iilra (più frequente 

che altera utra), aller-ìitriini {più fre- 
quente che alterum utrum), genti, aller- 
iilrTus(pu< frequente che alterius utriusetc), 
dat. ali crìi tri, «»»<> di due o dei due, col- 
l'esclusione dell'altro, ne alteruter alterum 
occuparet, Nep.: alteruter vestrùm, alteruter 
de filiis, Cic: altera utra Victoria, Liv. 

alticinctu*, a, um (altus e cingo), suc- 
cinto, Phaedr. 2, 5 (6), 11. 

aitili», e (alo), che può venire o viene 

ingrassato, da ingrassare, ingrassato, grasso, 

boves, Varr.: plur. sost., altilia, ium, n., vo- 
latili (uccelli, polli) ingrassati, Hor., Sen. 
ed a. 

alti «£01111$, a, um (alte e sono), altiso- 
nante, che risuona dall'alto, CÌC. poét. ed a. 

poeti. 

altitonaiis, antis (alte e tono), altito- 
nante, che tuona dall'alto, CÌC. poét. ed a. 

poeti. 

altltiido, dinis, f. (altus), I) altezza, 1) 

propr.: montium, Cic: muri, Nep.: in altitu- 
dinem pedum XV effectis operibus, Caes.: 
plur. , impendentium montium altitudines , 

Cic: e meton., altezza = altura, punto elevato, 

Val. Max. 7, 6, 5: plur. altitudines moenium, 
Cic. har. resp. 49 : altitudines montium, Liv. 
21, 30, 6: altitudines, quas cepissent hostes, 

LÌV. 27, 18, 9. 2) trasl., altezza, elevatezza, 

fortunae, orationis, Cic: animi, grandezza 
d'animo, alto sentire, Cic. part. or. 77. Cic 
<ep. 3, 10, 10. Liv. 4, 6, 12 (diverso da sotto 
al n° II, 2). II) profondità, 1) propr.: flu- 
minis, maris, Caes. e Cic: plur., speluncarum 
conca vae altitudines, Cic. 2) trasl., altitudo 

animi, arte (facoltà) di dominare e nascondere 
i proprii sentimenti, tranquillità diplomatica, 
taciturnità (greco {3a0ótY]s ), Cic. de off. 1, 
88. Tac ann. 3, 44 (diverso dal n° I, 2): 
detta pure altitudo ingenii, Sali. Jug. 95, 
3 : in altitudinem conditus, raccolto, in sé 
stesso, in profonda dissimulazione, Tac. hist. 
4, 86. 

altiusculus, a, um (dimin. cfo'altius), al- 
quanto (troppo) alto, Suet. Aug. 73. 

altivolans, antis (altus e volo), aitivo- 

lante, che vola in alto, Lucr. ed a. poeti. 

altOl*, Òris, m. (alo), nutritore, balio, ali- 
mentatore, mante-nitore, Cic ed a. 

altri* , trìcis, f. (altor), attrice, nutrice, 

allevatrice, terra, Cic: terra altr. Ulixi, pa- 
tria, Verg. — PartlC, nutrice, balia, Cic poét. 
ed a. 



alili*, a, um, part. agg. col compar. e 
superi, (da alo), divelluto grande, grande : 
quindi secondo il punto di veduta dell'osser- 
vatore, aito o profondo, I) aito, A) conside- 
rato dal basso in alto (contr. humilis, pro- 
fundus), 1) propr.: ripa, Caes.: mons, Caes.: 
altissima nix, Caes.: columella tribus cubitis 
non altior, Cic: altissimus caeli complexus, 
Cic: altiorem fieri, farsi più alto, cammi- 
nando sulla punta dei piedi, camminare pet- 
toruto, Cic: altus = oiinòc, (eccelso), come 
epiteto di grandi città (a motivo della loro 
posizione elevata o dell'altezza delle loro 
mura), Carthago, Roma, Verg.: urbes, Hor.: 
coll'acc. della misura, signum (statua) septem 
pedes altum aut majus, Liv.; con tenus e il 
genit., aqua ferme genu tenus (fino al ginoc- 
chio) alta, Liv.: sost., altum. i, n., altezza, a) 
in gen.: in altum editae arces, Sen.: ordo sena- 
to rius quasi editus in altum, Cic: altiora pe- 
trae, la parte superiore (contr. ina e summa), 
Curt. b) partici oc) l'altezza, Volto del cielo, 
ab alto, Verg. $) altezza = aito mare, in altura 
provehi (fig.), Cic: in portum ex alto invebi, 
Cic: in alto constitui, Caes. 2) trasl.: a) dei 
gradi di condizione, di dignità, di carica, 
altior ordo, Sen.: altior, altissimus dignitatis 
gradus, Cic: sost., in altum fcjrado elevato) 
sublati homines, Sen.: excelsa et alta sperare, 
mirar in alto (= alte dignità), Liv. b) della 
voce, ecc., aito, chiaro, acuto, altiore voce, 
Catull.: altissimus sonus, Quint. e) delle divi- 
nità e persone altolocate, anche di personi- 
ficazioni, augusto, sìibiime, Apollo, Verg.: 
Caesar, Hor.: Roma, Ov.: e alto per nascita, 
di stirpe illustre, Aeneas, Hor. d) riguardo al 
tono, allo stile, elevato, sublime (contr. humi- 
lis), oratio, Cic. or. 192. e) riguardo all'animo 
e alla mente, elevato, magnus et altus vir, vir 
altus et excellens, Cic: homo alta mente prae- 
ditus, Cic: qui altiore anime sunt, Cic. B) mi- 
surato in ampiezza, cdto = ampio, lontano, 

distante, soli, fig., alqd ex alto (da lontano) 
petere, Verg., repetere, Cic. II) profondo, A) 
considerato dall'alto in basso, 1) propr. 
(contr. summus) : aqua, flumen, Caes.: radix, 
Cic: sost., altum, i, n., la profondità del- 
l'acqua, ecc., puteus in altum actus, Sen.: ex 
alto emergere, Cic. 2) trasl.: a) profondo, di 
r poso, quiete, silenzio, ecc., somnus, Liv.: 
silentium, Verg. b) profondo, interno; che è 
posto, radicato, aderisce profondamente, alta 

mente, Verg.: altior sollicitudo, Quint. e) pro- 
fondo = nascosto, occulto, dissimulatio,Curt.: 
si altior istis sub precibus venia ulla latet, 

Verg. d) che va a fondo = astruso, profondo, 

altiora studia artesque, Plin. ep.: altissima 
eruditio, Quint. e> sost., altum, i, n., profon- 
dità, interno, fondo dell'anima, ingentem mo- 
lem irarum ex alto animi ciere, Liv.: ex alto 
(profondamente) dissimulare, Ov. B) misu- 
rato in ampiezza, a) profondo, che si estende 
profondamente, portus, Verg.: pectus, petto 
profondamente arcuato, Verg.: sost, altum, 

i, n., profondità, altezza (della casa, eCC.),Vin- 

terno, in altum concedere, Lucr. b) trasl., se- 
condo il tempo, l'età, antico, nobile, venerando, 
sanguis, Verg.: Clausus, Ov. 

aliicìnàtìo, ònis, f. (alucinor), discorso 



14: 



alucinor 



amaij s 



144 



privo di senno , sciocchezza , sogno, allucina- 
zione, Sen de vit. beat. 26, 6 (al pìur.). 

al fieni or. àtus sum, ari (da connettersi 

COn àXÓto), parlar vanamente ciarlare agire 
{trattare) vanamente, dire senza senso, sognare, 

Cic. ed a.: collacc. pronominale, quae Epi- 

curus alucinatus est, Cic. 

si lumen, mYnis, n., allume, Vitr. ed a. 

silumna, ae, f., V. alumnus, n° IL 

il I uni n us, a, ura (alo, almus), par tic. nei 

poeti e sost. — chi è od è stato nutrito, 

Curato ed allevato, alunno, allievo, I) 

alumnus, i, m., allievo, a) propr., Verg. ed a.: 
contr. nutricula, Hor.: contr. paedagogus, 
Quint. Partic. col genit. o coli' agg. del paese 
o luogo, ove uno cresce o crebbe, figlio, alunno, 
Italia alumnum suum . . . videret, Cic: Pae- 
ligDi ruris al., Ov.: al. legionum, allievo delie 
legioni = educato nel campo, Tac: di ani- 
mali, parvi alumni, i piccini del gregge, Hor. 

b) trasl., di scolari = allievo, discepolo, alunno, 

Platouis, Cic: quasi al. disciplinae meae, Cic: 
ego pacis, ut ita dicam, alumnus, Cic II) 
alumna, ae, f., alunna, allieva, a) propr., Ov., 
Suet. ed a.: di animali, aquai dulcis alumnae, 
di rane, Cic. poè't. b) trasl.: bene constitutae 
civitatis quasi al. quaedam eloquentia, Cic. 
III) neutro: numen alumnum, Ov. 

ÀIuntTum(Hal.),ii,n.('AXoì)vuov), Aiun- 
zio, città sulla costa settentrionale della Si- 
cilia, non lungi dall' 'odierna Caronia, sopra 
un erto colle, nota pei suoi vigneti. — De- 
riv.: A In ii li fi iis (Hai.), a, uni, di Aiunzio; 

SOSt., AluntinUS, i, m., abitante di Aiunzio» 

aliila, ae, f. (alumen), I) cuoio sottile e 
morbido, preparato e colorito con allume e 

noci di galla, cuoio d'allume, cuoio di Santo, di 

Cordova, dell'Atlante, Caes. ed a. II) meton.: 
ciò che è preparato come cuoio di allume : 

I) correggie delle scarpe (corrigiae), quindi 
anche scarpa, Ov. ed a. 2)neo, Ov. art. am. 
3, 202 L 

allarmili, ìi, n. (alvus) = alvearium (V.), 
Cic fr. ed a. 

alveare, is, n. (alveus) = alvearium (V.), 
Quint. ed a. 

alvearium^ ìi, n. (alveus), I) luogo ove 
si serbano gli alveari (alvei), Varr. e Plin. 

II) alveare, Scriptt. r. r. ed a. 
alvetflus, i, m. (dimin. di alveus), pic- 
cola cavità a foggia di ventre, quindi I) pic- 
colo vaso, secchia, tinozza, piccolo truogo, Liv. 
ed a.: partic, inaffiatoio, Phaedr. 2, 5, 15; 
gabbione, Liv. 28, 45, 17. II) tavoliere mu- 
nito di un alto orlo, su cui venivano gettati 
i dadi da una coppa in cui si erano prima 
agitati, Cic ed a.: meton., tavoliere == giuoco 

dei dadi, CÌC Ardi. 13. Ili) piccolo letto di 
un fiume, Clirt. 6, 4 (10), 4. 

alveus, i, m., cavità a foggia di ventre, 
oblunga, quindi I) recipiente in forma di 
tinozza, tinozza, truogo, Scriptt. r. r. ed a. 
II) albero incavato in forma di burchielìo, 
barca, piroga (jjlovóEìoXov), Liv. ed a.: poet. 
per navicella, barchetta, in gcn., Verg. ed a.: 
e la cavità inferiore della nave, fondo delia 

nave, scafo, carena, Sali, ed a. Ili) bacino, 

catinella, di forma allungata, Ov. met. 8, 



653: partic. bacino, vasca da bagno, Cic. ed a. 

IV) alveo, letto di un fiume, alv. fluminis r 

Verg.: ex medio alveo, Liv, V) alveare, amia, 
Scriptt. r. r. ed a.: vitiosae ilicis alveo, della 
cavità di un albero, in cui stanno, s'annidano 
le api, Verg. VI) tavoliere per i dadi, prov- 
veduto di un alto orlo, Suet. ed a.: meton., 
giuoco dei dadi, Val. Max. 8, 8, 2. 

alvus, i, f., volta, cavità; quindi I) ca- 
vità inferiore del ventre, basso ventre, alveo, 

pancia e canale intestinale, A) propr.: pur- 
gatio alvi, Cic B) trasl.: \)utero, Cic ed a 
2) stomaco e apparato digerente in genere, 
CÌC ed Ov. II) alveare, arnia, Scriptt. r. r. 

ed, a. Ili) scafo, ventre della nave, Tac hist. 
3, 47. 

Alyalles, is o ci, m. ('AXuocttyjs), AUatte, 
re della Lidia, padre di Creso. 

4iy/Va, ae, f. fAXo£óa), AUzia, piccola, 
città dell' Acarnania, con un tempio dedicato 
ad Ercole e un porto; ora Porto Candello. 

ani, V. amb. 

ama, V. hama. 

amàbili*, e, agg. con compar. e superi, 
(amo), I) amabile (contr. invisus), di per s., 
Cic. ed a.: col dat., turbae, Sen.: di e. astr., 
mores, Cic: Carmen, grazioso, Hor. II) atto 

a destar l'amore, CÌC de off. 1, 56. 

si ma bili ter, avv. (amabilis), I) amabil- 
mente, Hor. ep. 2, 1, 148. II) amorosa- 
mente, benignamente, am. in alqm cogitare, 
Anton, in Cic ep.: spectat amabilius juve- 
nem, Ov. 

iniallliea, ae, f. fAficcXBsta), I) Amai- 
tea, ninfa, figlia del re Melisso di Creta, la 
quale col latte di una capra allevò Giove. 
Secondo altri, quella capra stessa si chia- 
mava Amalthea, e un corno di essa rottosi a, 
caso contro un albero, venne più tardi posto 
da Giove come cornu Amaltheae o Copiae ( V. 
cornu,w° I) frale costellazioni. Quel coni , 
che stillava nett ire ed ambrosia, era quin^ . 
imagine dell'abbondanza; quindi Am&ìthèn, 
ae, f. ( , A|JuxÀ0£!.a) eAmalthèum (Amalthìum), 
i, n. ('AfJtaXOsIov), probab. antico santuario 
della ninfa Amaltea. nelle vicinanze del 
podere di Attico nell'Epiro, sul fiume Thya- 
mis. Sul modello di questo, se ne fece un > 
simile Cicerone nel suo Arpino. II) un-> 
Sibilla. 

à ina mia ito, ònis, f. (amando), aiiontana- 

n^ento, esilio, relegazione, rusticana (in villa), 

Oic. Rose Am. 44. 

à-niamlo, avi, atum, are, ordinare ad 
alcuno di recarsi in un luogo lontano, ban- 
dire quale, mandar fuori del paese, esiliare, 

siaper motivo di sicurezza, Cicerones in Grae- 
ciam, Cic: sia per allontanare quale, dalla 

nostra presenza vicinanza, mandar via, esi- 
liare quale, in un luogo, alqm Lilybaeum, 
Cic: alqm extra Italiani aliquo, Liv.: alqm in 
ultimas terras, Cic: quindi trasl., res similes 
procul (porre lontano) a sensibus, Cic. de 
nat. deor. 2, 141. 

luta ;tie ii^e*, V. Amanus. 

stillane, antis, part. agg. (tfaamo), amante, 
che ama quale. oq.c, ben disposto verso quale, 

affezionato a lui, amico e sim., I) agg.: 1) 

propr.: col genit., amans tui, Cic: patriae, 



145 



amanter 



amb 



146 



Cic: tui amantior, Cic: amantissimus rei pu- 
blicae, Cic. 2)»i*fow., di cose mediante le 
quali si manifesta amore, amorevole, amiche- 
vole, affettuoso, caro, amantia, amantissima 
verba, Ov. e Cic: nomen amantius, Cic. 

Il) SOSt., amante, innamorato, amatore, Cic. 

ed a. 

ànianter, avv. con compar. e superi. 
(amans), amorevolmente, affettuosam,, amiche- 
volm., Cic. ed a. 

A mniitia, ae, f. CAjiavTta), Amanzia, città 
delVIlliria greca, alquanto lontana dalla 
costa; ora Nivitza, col paese omonimo; 
i suoi abitanti Amanita ni, òrum, m., 

Amati ziani, 

àmanìicnsis, is, m. = a manu servus, 
schiavo che serviva come scrivano, ama- 
nuense, scrivano, segretario, Suet. Ner. 44 
ed a. 

4niànus, i, m. ("Afiavog), Amano, ramo 
del Tauro nell'Asia minore, il quale cor- 
rendo da N. E. a S. 0. fino al golfo d'Isso, 
divide la Cilicia dalla Siria e la Cataonia 
dalla Commagene; ora Alma Dagh. Gli abi- 
tanti del monte Amano, AmànTetiscs, 
fruii, m. 

a in ara ci il m, i, n. (dptapdcxivov), amara- 

cino, profumo di maggiorana, Luci*. 2, 847. 

àmàràciis, i, e. e àmàraciim, i, n. 

(àflàpaxo^ e -OV), amaraco, maggiorana, erba 

e fiore odorosi, Catull. ed a. 

a ni ara ii Ins. i, m. (àfidpavxo^, che non 

appassisce), amaranto, sciamito, Tibllll. ed a. 

amare, avv. con compar. e superi, (ama- 
rus), amaramente, trasl. -= con amarezza 
aspramente, acerbam., Sen. ed a. 

àmàrTtirs, èi, f. (amarus), amarezza, 
Catull. 68, 18. 

a mari ludo, dtnis, f. (amarus), I) ama- 
rezza, come proprietà naturale e inoltre gusto 
amaro, Varr. e Plin. II) trasl., ciò che desta 
un sentimento amaro, acerbo, a)?o spiacevole, 

il disaggradevole, Quint. 1, 3, 20: quindi lo 

spiacevole, ciò che in una voce offende V orec- 
chio, TUXpÉoc, Quint. li; 3, 169. b) amarezza 
dell'animo, sentimento amaro, cura acerba, 

Val. Max. 4, 4. prooem. extr. e) amarezza di 
una mente malata, irritata, inasprimento, ara. 
odii, odio acerbo, Val. Max.: cui sententiae 
tantum bilis, quantum amaritudinis inest , 

Plin. ep. d) amarezza, asprezza del discorso, 

decretorum, Justin. 

amàrai*, òris, m. (amarus), amarezza = 
gusto amaro, Lucr. e Verg. 

amarus, a, um, amaro (contr. dulcis), 
I) propr.: a) al gusto, salix, Verg.: calices 
ainariores, vino piti piccante, piti vecchio, 
Catull.: sost., amarum, plur. amara, l'amaro, 
l'aspro (contr. dulce, dujcja), Cic. b) all'odo- 
rato, amtto, pungente, ft&ItlUS, Verg. JZ) trasl., 
1) spiacevole, ripugnante, acerbo, sgradevole, 

amaro, casus, Ov.: rumor, Verg.: sost. amara, 
orum, n., l'acerbo, amaro (= cura acerba, ecc., 
contr. dnlcia), Hor.: e così amara curarum, 
Hor. 2) (come rcixpóg) dell'indole e à%l com- 
portarsi dirvlii sfoga volentieri contro altri 

i SUOÌ sentimenti irritati, amaro, pungente, ir- 
ritabile, violento, mulieres, Ter.: amariorem me 



senectus facit, Cic. 3) delle parole in cui si 
manifesta l'amarezza del sentimento, amaro, 

mordace, pungente, acerbo, sermo, Hor.: sales,' 

I Quint.: lingua, Ov.: hostis amare! Verg. 

Imaryntllis, ldis, f., Amarintide, so- 

prannome di Diana, da Amarynthos, vil- 
laggio delVEubea, con un tempio sacro a 
Diana. 

ImasenuS; i, m., fiume del Lazio; ora 
Amasene 

jtmastris,trrdis, f. CA\maxpiQ),Amastri f 
città della Patagonia, situata sopra una 
penisola, con doppio porto ; ora Amasserah. 
— Deriv.: A mastri ante, a, um, di Ama- 

stri, orae = coste del Ponto, Ov. 

/Ini àia, ae, f. (propr. l'amata), Amata, 

moglie del re Latino, madre di Lavinia, la 
prima sacerdotessa di Vesta a Lavinio. 

imàlli fis, thuntis, acc. thunta (' A\uxQou<;} , 
Amatunte, IJ m., figlio di Aerias, secondo la 
leggenda fondatore di Amatunte e del tem- 
pio di Venere, che ivi si trovava. II) f., an- 
tichissima città sulla costa meridionale di 
Cipro; ora « Paleo-Limisso », celebre per il 
tempio e per il culto di Venere, chiamata 
quindi inialhusia CAnocGooaia). De- 
riv.: AmatlliisiàcilS, a, um, di Amatunte, 

auiàtòr, òris, m. (amo), amatoie, cioè 
I) amico, amante di q.C. quale, pacis, Cic: 

antiquitatis, Nep.: amator tuus, Cic. II) colui 

che ha relazioni amorose, amante, innamo- 
rato, adoratore, partic. in Senso cattivo, drudo, 

adulter an amator, Cic: e pregn. = amator 
mulierum, propenso all'amore, amante dell'al- 
tro sesso, donnaiuolo, aliud est amatorem esse, 
aliud amantem, Cic: vinosus amator, Hor. 

amatòrie, avv. (amatorius), amorosa- 
mente, teneram., Cic Phil. 2, 77. 

a ma tòri us, a, um (amator), pertinente 
all' amator o all'amore (sensuale), amatorio, 

amoroso, tenero, galante, lezioso, sermo, Cic: 

poèsis (Anacreontis), di argomento erotico, 
Cic: voluptas, Cic: medicamentum, Suet., lo 
stesso che il sost. amatoria m, ii, n., « filtro, 
pozione amorosa, ecc. », Sen. e Quint. 

4m;ì/<m. zonis, acc. zona, f. fAu.a£cóv), 
Amazzone, comun. plur. 4mà%òn<>s, um, 
acc. onas, f. ("A-ia^óveg), le Amazzoni, I) po- 
polo mitico di donne guerriere, le quali, go- 
vernate da una regina, non soffrivano alcun 
uomo tra di loro; la leggenda le fa venire dal 
Caucaso nell'Asia occidentnle, partic. nella 
contrada dell'odierna Trebisonda, sul fiume 
Termorìonte (ora Termeh), nei campi di Te- 
miscira, ma anche nelle isole di Lesbo e Sa- 
motracia, e persino nella Grecia (Beozia, 
Atene). II) trasl., eroina dell'amore, la quale 
milita, per dir così, sotto le bandiere di A- 
more, Ov. art. am. 2, 743. — Deriv.: 1) 
Àmàzunieiis, a, um fAfia^ovixós), delie 

Amazzoni, da Amazzoni. 2) Alllàzoilis, 111- 

dis, f. ('Ajia^ovig), comun. plur. Amazonides, 
forma second. poet. di Amazones, Amazzoni. 
3) Amàzoniiis. a, um ('Afia^dviog), Ama- 
zonio, pharetra, Verg.: quindi vir, cioè Ippo- 
lito, figlio di Teseo e di un'Amazzone, Ov. 
ami», propr. ambi, anche am ovv. an (efr. 



147 



ambactus 



ambio 



148 



à[i,cp{), prepos. inseparabile, intorno, anche in 
cerchio, cioè da due o più o tutte le porti (i 
punti), come mambedo, amplector, anquiro,ecc. 

aillbai'tllS, i, m., servo stipendiato, Caes. 

b. g. 6, 15,2. ; 

ambagcs, is, f. (nel sing. solo in abl., al- 
l'' incontro nel plur. in tutti i casi) [amb e ago], 
lo sping ere , V andar e , il correre 
intorno a qualche cosa, giro, e in 
quinto non va o non viene condotto allo 

SC r >po per la diritta via, tortuosità, giravolta, 
strada storta, labirinto , I) propr., partlC. 

di « andare errando », ambage remissa, 
Ov.: e degli « andirivieni » del labirinto, 
variarum ambage viarum, Ov.: dolos tecti 
ambagesque resolvit, Verg. II) trasl., del di- 
scorso che non va diritto al suo argomento, 

ma VÌ gira intorno, a) ambagi, giro di parole, 

amb. alci narrare, Ter.: missis ambagibus, per 
dirla in breve, senza arzigogoli, Hor. b) oscu- 
rità, facilmente prodotta colVaggirarsi in- 
torno ad una COSa, enìmma, ambiguità, equi- 
voco, parole misteriose, enimmatiche, velate; 
discorso , espressione , sentenza enimmatica ; 

della Sibilla, Verg.: della Sfinge, Ov.: degli 
oracoli, Tac: e di « fatti enimmatici, ve- 
lati» come « rappresentazione simbolica» 
di un pensiero, tacitis ambagibus, mediante 
le significazioni enimmatiche, simboliche, 
Liv.: per ambages, come imagine simbolica, 
Liv. e) detti o fatti ambigui che velano la 

Verità e la giustizia, tergiversazioni, pretesti, 

sotterfugi, inganni, vix pueris dignae ambages, 
Liv.: falsi positis ambagibus oris, senza le cir- 
conlocuzioni di un discorso ingannatore, Ov. 

.4lllbai*l*i , Òriim, m., Ambarri, popolo 

della Gallia, sull" Arari (Saóne), ad oriente 
degli Edui, e con essi affini ed alleati. 

aitlh-eclo, èdi, ÒSUm, ere, mangiare intorno, 
rosicchiare, quindi consumare intieramente, 

Verg. e Tac.: trasl. : del fuoco, Lucr. e Verg. 

ami»!, V. amb. 

Ambiati!, òrum, m., Ambiani, popolo 
belga sulla costa, nell'odierno dipartimento 
della Somma, colla capitale Samarobriva {ora 
Amiens). 

4lllljil>nrii, Òrum, m., Ambibarii, popolo 

gallico, appartenente alle civitates Armo- 
ricae, nell'odierna Normandia (ove esiste an- 
cora la città di Ambières). 

ambilo, ere (amb ed ago), condurre una 
cosa da due parti, solo trasl. = riflettere da 
due parti intorno a q.c, cioè essere discorde, 

IJ COn Un altro, 1) essere di parere dubbioso 
contrario intorno a qualcosa, addurre un 
dubbio una difficoltà, disputare, contendere, 
dubitare di q.C, combatterla, e partic. alpaSSWO 
= essere dubbioso controverso, a) att.: haud 
ambigam, hicine fueiit Ascanius, an, ecc., vo- 
glio lasciar indeciso, Liv. b)pass.: a)person.: 
ìd jus quod ambigitur inter peritissimos, Cic: 
omnis res eandem habet naturarli ambigendi, 
richiede sempre uguale maniera nel dispu- 
tare prò e contro, Cic. p) impers.: cum de 
vero ambigetur, Cic: ambigitur, quànam Han- 
nibal Alpes transierit, Liv.: ambigitur quoties, 
uter utro sit prior, Hor.: aspici aliquando eam 
volucrem non ambigitur, Ter.: id ambigitur, 
belline .... an, ecc., Liv.: neque ambigitur, 



quin, ecc., Liv. ^litigare, contrastare, conten- 
dere intorno ad un diritto o possesso (contra- 
stabile o dubbio), anzitutto a parole, partic. 
in tribunale, ma anche coi fatti, ii, qui ambi- 
gunt, le parti contendenti, Cic: cum eo, qui 
heres est, Cic: de hereditate, Cic II) essere 

discorde con sé Stesso = essere in dubbio, in- 
deciso, irresoluto, incerto, intorno a qualcosa, 

(Alexandrum) regnum Asiae occupaturum esse 
haud ambigere, Curt.: quaenam post Augu- 
stum militiae condicio, ambigentes, coloro che 
vivevano in apprensione dubbiosa, Tac 

ambigue, avv. (ambiguus), IJ ambigua- 
mente, in modo equivoco, dicere, scribere, Cic: 
agere, Tac II) irresolutamente, indecisamente, 

Liv. e Tac 

ambiguità^, atis, f. (ambiguus), ambi- 
guità, equivoco, oscurità, doppio senso, Cic. ed a.: 
plur. in Sen. e Quint. 

a tubigli u$, a, um (ambigo), /) die si piega 
da due lati, per ambiguum favorem, cercando 
di non perdere il favore dei due, Liv.: na- 
tum (esse) ambiguo inter inarem ac feminam 
sexu infantem, ermafrodito, Liv.: ambiguus 
fuerit, modo vir, modo femina, Scython, di 
aspetto variabile, mutabile, Ov.: Proteus, il 
quale assume ora questa, ora quella forma, 
mutabile, Ov.: in virum soliti vultus mutare 
ferinos ambigui prosecta lupi, che ora ha Va- 
spetto d'uomo, ora di lupo, lupo mannaro, 
Ov.: virgo, Sirena e Sfinge, Ov.: viri, Cen- 
tauri, Ov.: Salamis, una seconda Salamina, 
Hor.: aquae, operanti ora in un modo, ora in 
un altro, di doppia efficacia, Ov. II) trasl.: 

A) vacillante, dubbio, incerto, non sicuro, a) pas- 
sivo: si dudum fuerat ambiguum hoc mihi,Ter.: 
haud ambiguum regem alterum mea morte fa- 
ciam, Liv.: sost., ambiguum, i, n., cosa am- 
bigua, incerta ; dubbio, incertezza, relinquere in 

ambiguo, Lucr.: rumor in ambiguo est, dà 
luogo a doppio giudizio, Ov. b) attivo = di- 
scorde con sé, vacillante, indeciso, irresoluto, in- 
certo, col genit., imperandi, Tac: futuri, Tac 

B) del discorso, ambiguo, equivoco, e generic, 

enimmatico, confuso, oscuro, verba, Cic: VOCes, 

dieta, Ov.: oracula, Cic: sost., ambiguum, i, 

n., espressione ambigua, ambiguità, CÌC ed a. 

c) ambiguo = su cui non si può fondare, 

di cui ale. non si può fidare, incerto, malsi- 
curo, dubbioso, 1) in gen.: ictus fcolpo), Liv.: 
fides, Liv.: auctor (messo), Ov.: domus, Verg. 

2) partic: a) dubbioso, dubbio, incerto, malsi- 
curo, riguardo al possesso (contr. certus), 
ager, Liv.: ambiguae domi res, strettezze do- 
mestiche fi debiti), Tac: sost., ambigua, an- 
cipitia (contr. certa), Tac: non sane alias ma- 
gis in ambiguo Britannia fuit, Tac b) incerto, 
vacillante, riguardo al seguito, fine, esito, res 
ambiguae, avversa fortuna (contr. res secun- 
dae, buona fortuna), Tac. ann. 1, 64. 

Àmbilareli, òrum, m., Ambiiareti, po- 
polo gallico, alleato degli Edui, probabil- 
mente a N. di questi; forse identico agli 
Ambluareti. 

Ambii iati, òrum, m v Ambilìati, piccola 
nazione della Gallia, sulla Samara(Somma). 

AmbidYix, rìgis, m. ; Ambiorige, principe 
degli Eburoni nella Gallia Belgica. 

ambio,, Ivi e li, ìtum, ire (da amb edeo); 



149 



ambitio 



ambitus 



150 



benché non si coniughi secondo eo, ma segua 
regolarmente la quarta coniugazione ; solo 
nelV 'imperf. si ha anche ambibat), I) andare, 
girare intorno a q.c, k)propr.: ut terram 
lunae cursus proxime ambiret, Cic: partic, 
girare intorno ad un luogo, evitandolo, deviis 
plerumque itineribus patriam, Tac. B) trasl.: 

a) girare intorno, correre intorno = circondare 

q.c, insula quara amnis Euplirates ambiebat, 
Veli, b) far girare, correre una cosa intorno 

ad un altra — circondare, cingere con <£.C,pla- 

gis silvas, Ov.: cljpei oras ambiit auro, fregiò, 
Verg. II) andare intorno come supplicante, 
A) presso molti, i quali hanno qualcosa da 
decidere, per ottenere il loro voto, la loro ap- 
provazione, ricorrere, accostarsi ad essi, vica- 
tim, Oic: singulos ex senatu, Sali.: seg. da ut 
o ne e il cong., Suet.: partic. dei candidati, 
i quali andavano da un cittadino ali 'altro 

per farsi dare il VOto, brogliare, brigare, 

assol., Cic. Phil. 11, 19: nel passivo, am- 
biuntur, rogantur, Cic: populus facit eos (sce- 
glie per le cariche), a quibus est maxime 
ambitus, Cic. B) andare attorno a ciascuno 
separatamente con preghiere, con lusinghe, 

ricorrere a quale, avvicinarsi a lui, rivolgersi 

a lui, per ottenere qualcosa, ricercare quale. 
di q.c, pregare, reginam affata, Verg.: conubiis 
Latinum, fare a Latino la richiesta della fi- 
glia,Veig.: ille unus ambiri, coli, Tac: seg. 
dalVinfìn., donec ultro ambiretur consulatum 
accipere, Tac 

aill 1)1 II O, ÒUÌS, f. (ambio), V andare intorno 

come supplicante, IJpropr., come t. 1., bnga 
per ottenere una carica onorifica, ricor- 
rendo personalm. al popolo, istanza per una 
carica, concorso, sing. e plur. in Cic ed a.: 
ambitio annua (della dignità reale presso i 

Veienti), Liv. II) trasl. : a) l'aspirare ad 
onori, e precisam.: ce) il tendere, l'aspirare 
ad onori e gradi nello Stato, l'ambire, mire 
ambiziose, sforzi e progetti ambiziosi, ambizione, 

brama, di onori, me ambitio quaedam ad 
honorum studium duxit, Cic: in Scipione am- 
bitio major, Cic: misera ambitione (trista am- 
bizione) laborat, Hor. p) V aspirare agli onori 

preSSO altri in gen., ambizione, vanagloria, in 
gen., quindi anche studio di comparire, va- 
nità, pompa, fasto, ambitio et luxuria, Sem: 
ambitione relegata, senza vanagloria, Hor.: 
magna eura (Platonem) ambitione Syracusas 
perduxit, con molta magnificenza, con gran 

pompa, Nep. b) il tendere, aspirare al favore, 
il vagheggiare il favore della moltitudine 

di sing ole pers., di cui si fa uso per uno scopo 

determinato, desiderio di ottener favore, con- 
seguimento di favore, l'ottener considerazione, 
riguardi, procedere riguardoso, attenzione con- 
discendenza o indulgenza piena di riguardi, 
riguardi verso la persona, riguardi egoistici, 
buoni servigi, parzialità, ambitio popularis, Ju- 

stin.: ambitione labi, Cic: jus sibi per am- 
bitionem dictum non esse, Liv. e) generic, il 

tendere con ardore, V aspirare a q.C, V ambire, 

il vagheggiare q.c, gloriae, Tac: conciliandae 
provinciae ad spes novas, Tac: assol. — sup- 
plica, istanza, magna ambitione admitti non i 
poterat, Justin. 

a in 1>T lìosc, avv. con compar. e superi. ! 



(ambitiosus), a) ambiziosamente, vanagloriosa- 
mente, per ambizione, per vanagloria, petere 

regnum, Liv., provinciam, Quint.: e per desi- 
derio di brillare, per o con vanità, fastosamente, 

con affettazione, eum casum ferre, Tac b)**u- 

diosamente, per desiderio di favore, di grazia, 
con istanza, con uffizi, per o con riguardi, per 
riguardi egoistici, in modo partigiano, con par- 
zialità, de triumpho agere, Cic: non amb. seri- 
bere, Cic: amb. corrigere o'ràtionem, con in- 
dulgenza piena di riguardi, Cic 

ambitiosus, a, um (ambitio), letteralm. 
disposto ad andare intorno, quindi 

I) in gen., che va sempre intorno, circonda, 

avvince, lascivis hederis ambitiosior, che av- 
vince Famante più stretto che, ecc., Hor.: 
amb. ornamenta, lussureggianti, ricercati, 
Hor. II) pregn., che si adopera volentieri 
per conseguite onori; quindi trasl.: a) che 

aspira molto agli onori, e precis.l a) che ago- 
gna onori e grado nello Stato, ambizioso, avido 

di onori, imperator, e plur. sost., ambitiosi, 
Cic p) che aspira molto a segnalarsi in 

genere, ambizioso, avido di onori, superbo, va- 
naglorioso, homo minime ambitiosus, Cic: di 
oratori, vano, affettato, Quint. : e trasl., di 

C inan., ambizioso, vanaglorioso, sontuoso, fa- 
stoso, mors, che agogna alla gloria futura, 
Tac: exsequiae, Sem: del discorso, Quint. b) 
che aspira ai favori nella vita pubblica, am- 
bizioso, che mira ai favori, che vagheggia favore, 
quindi anche pieno di riguardi, partigiano, 

venale, dux indulgens ambitiosusque, Liv.: qui 
ita sit ambitiosus, ut etc, Cic: e trasl., di e 

inan.: ambizioso, prodotto dall'ambizione, fon- 
dato sull'amb,, per riguardi egoistici, rogatio- 

nes, amicitiae, Cic. e) generic, che tende, che 
mira ardentemente ad una cosa, che briga per 
o ambisce una cosa, Musa nec in plausus am- 
bitiosa mea est, Ov : prò guato mater ambi- 
tiosa sua fuit, Ov.: trasl., di e inan.: no- 
ster in has omnes (puellas) ambitiosus amor, 
Ov.: amb. preces, preghiere calde, interes- 
sate, Tac. 

1. ani hi tu*; a, um, V. ambio. 

2. ambitus^ ÌÌS, m. (ambio), l'andare in- 
torno, I) in gen.: 1) astr., ambito, giro, corso, 

siderum, Cic: saeculorum, Tac. 2) concr. : 
a) giro — la via che descrive ciò che gira in- 
torno, circuito, orbita, incurvatura, sinuosità, 

secundus supra terram, Cic: properantis aquae, 
Hor. Trasl., a) = ambages, ambagi, multos 
circa rem unam ambitus facere, Liv. p) = 

7CSpicppaat,£, perifrasi, circonlocuzione } alqd per 
ambitum enuntiare, Suet. b) giro = incurva- 
tura che gira intorno a q.c, cerchio, circolo, 
orlo, lembo, extremit&tem caelirotundo ambitu 
circumicere, Cic: partic, amb. aedium, an- 
gusto spazio o sentiero lasciato intorno ad 
una casa, pel quale si può camminare, Cic 
top. 24; trasl. === nepioòoc,, periodo del di- 
scorso (come 1. 1. retor.), V. partic Cic. Brut. 
162 e or. 204. e) giro= spazio che un oggetto 

OCCUpa nella SUa estensione, estensione, am- 
piezza, caeli, Suet.: castra lato ambitu, Tac: 
e dei confini del tempo, totam pueritiam ani 
bitu suo astringere, Sem: e amb. orationis, 

corso, delineamento (discorso), Val. Max.: e 

così non imagine et ambitu rerum, sed rebus 



151 



Ambivarìti 



amburo 



152 



incendit, Quint. IT) pregn., V andare intorno 
come supplicante, l)propr., sollecitazione il- 
legale, tentativo di ottenere in qualunque modo 
Cariche ed Onori, caccia agli impieghi, broglio, 

partic. mediante la corruzione, lex de am- 
bitu, Cic: ambitus alqm accusare, damnare, 
Cic: amb. suffragiorum, compra di voti, Tac. 

2) trasl.: a) V aspirare, il tendere agli onori, 

partic. in modo eccessivo, vanaglorioso, V am- 
bire gli onori, ambizione, COSI nella vita pub- 
blica che nella privata, caret ambitu, Plin. 
ep.: hic erit alendus ambitu, Quint.: quindi 

anche generic: bramosia di brillare, vana- 

gioria,ambizione,qmà&m intellegendi ambitus, 
vanagloria di conoscitori, Quint. b) lo smo- 
derato tendere, aspirare al favore, il vagheg- 
giare il favore, nella vita pubblica e pri- 
vata, potentium, Tac: ne hoc munus meum 
ambitu corrumperetur, Plin. ep.: quindi anche 

Vusar riguardi, il comportarsi troppo pieno di 
riguardi, indulgenza o condiscendenza piena di 
riguardi, riguardi egoistici, partigianeria, sine 

ambitu, Cic: judicum ambitu evaserat, Tac 

e) il tendere, T aspirare smoderato a q.C, Vam- 
bire, il brigare, il vagheggiare q.C, UXOrius, 

gli sforzi pieni di raggiri di una donna, 
Tac: uxor magno ducta ambitu, Sen.: col 
genit., ambitu remanendi aut eundi {suppl. 
in provinciam), Tac 

Anihivarhi, orum, m., Ambivarìti, na- 
z ione gallica sulla Mosa, nella contrada del- 
V odierna Breda. 

A m hi vi ii s Tur pio (I^.)> Zucio AmUvio 
Turpio, attore noto in Roma per la natura- 
lezza del suo porgere, contemporaneo di Te- 
renzio, di cui recitò le commedie. 

Aimliliiarcli, V. Ambilareti. 

amlio, ae, o (ajicpco, àficpóxepoi), ambiane, 
amendue, entrambi (operanti insieme o nello 
stesso tempo, mentre uterque = « entrambi» 
distinti in luogo e tempo), Cic ed a. 

Ani Iti» itela, ae. f. ('Ajippaxia), Ambracìa, 
città (e contrada) sul confine meridionale 
dell'Epiro, sw?Z'Arachtus od Aretho; oggi 
Arta. — Deriv.: 1) 4ml»raeTeiisis, e, di 
Ambracìa; plur. sost., Ambracienses, ium, m., 
ali abitanti di Ambracìa. 2) 4 mbracias, 
adis, f., dì Ambracìa. 3) 4iiil»raciòtcs 9 ae, 
acc. am, m. ('Au^pootuÓTyjs), nativo, oriundo 
di Ambracìa. 4) 4ml*raciiis, a, um ('Ajjl- 
Ppobuoc;), Ambracio, sinns, golfo Ambracio ; 
ora Golfo di Arta, Liv. 

4.llll>l*dllCS, um, m., Ambroni, popolo 

celtico, il quale aveva probabilmente la sua 
sede nella contrada di Embrun. 

ambrosia , ae, f. (àjiPpoota), ambrosia, 
I) cibo degli Dei (come nectar « bevanda degli 
Dei »),Catull. e Cic: orator ambrosia alendus, 
di un oratore eccellente, Cic: come cibo dei 

cavalli del Sole, Ov. IT) unguento degli JJei, 

olio profumalo, usato come mezzo per con- 
servare la bellezza del corpo; atto a rendere 
i mortali immortali, Verg. e Ov. 

ambrosìus, a, um (fyippóaiog), di am- 
brosia = divino, di natura divina, come epìteto 

di tutto ciò che possiedono gli dei, e di ciò 
che per la sua bellezza, soavità, ecc., si in- 
nalza al disopra delle cose terrene, Verg. ed 
a. poeti. 



aiiihiìbajac; arum, f. (dal siriaco abub, 
anbub = tibia), specie di baiadere, cioè 
ragazze siriache, le quali in Moma si gua- 
dagnavano il vitto cantando canzoni dei 
loro paesi e conducendo mala vita, Hor. e 
Suet. 

ambìilàlìO; ònis, f. (ambulo), il cammi- 
nare, V andar su e giù, qua e là, I) in qen., 

p. es. dell'oratore sidV arringo, Quint. 11, 3, 
126. II) partic, V andare a spasso, per fare 

un po' di moto, il passeggiare, passeggiata. 
Cic: meton., passeggio, passeggiata, luogo di 

passeggio, ora coperto, ora no, Cic ed a.: 
Magni, il Portico di Pompeo, Catull. 

a mutilatili ne ti la, ae, f v piccola passeg- 
giata, due passi, Cic ep. 2, 12, 2 : meton. = 

piccolo luogo di passeggio, tecta (coperto), Cic 

ad Att. 13, 29, 2. 

aiiihiif o, avi, atum, are (dimin. di am- 
bio), camminare con passo naturale, non af 

fettato, camminare, andare intorno, su e giù, 

qua e là, I) in gen.: a) intr., contr. cubare, 
Plaut.: contr. sedere, Cic: contr. currere, 
Sen.: contr. salire (di uccelli), Plin.: contr. 
incedere (avanzarsi), Sen.: dell'oratore sulla 
tribuna, Quint 11, 3, 127 e 130: e del passo 
trascuratamente grave del superbo e del 
ricco, Hor. epod. 4, 5 : partic .del passo natu- 
rale, non affettato di chi è affaccendato e 

di chi viaggia, ecc., viaggiare, camminare, av- 
viarsi, andare, si recte ambulaverit, se ha cam- 
minato oè andato di buon passo, Cic: am- 
bula, ora muoviti, vattene, Ter.: ambulare in 
jus, andar dal giudice per litigare, Ter.: e 
fìnnlm. come marciare, di soldati, eoàem modo 
autem ambulat Caesar, ut etc, egli fa tali 
marcie, Cic: milites bellum, ambulando, con- 
fecerunt, solo con marcie e contro-marcie, 
Cael. in Cic. p) trans. colTacc. dello spazio 
che viene percorso, cum (Xerxes) Hellesponto 
juncto, Atlione perfosso, maria ambulavisset, 
terra m navigasset, avendo marciato sul mare 
e navigato sulla terra, Cic: o coll'acc. del 
tratto che vien lasciato indietro, biduo aut 
triduo septingenta milia passuum, Cic. II) 
pregn., per prender sollievo, ricrearsi, far 

del moto, passeggiare, andare a spasso, in hor- 

tis cum Galba, Cic: pedibus per urbem, Suet.: 
satis jam ambulatum est, Cic 

amli-uro, ussi, ustum, ere, far consu- 
mare tutto intorno, sull'intiera superfìcie, od 
almeno in molti punti di essa, al fuoco, bru- 
ciare, abbruciare, incendiare, ecc. tutto intorno, 

di fuori, o metà (in parte) (mentre aduro = 
soltanto in alcuni luoghi, comburo invece ed 
exuro = incendiare intieramente), I)propr.: 
1) del fuoco, sociorum ambustus incendio, 
Cic: magna vis frumenti ambusta, Tac: ut 
pars vesti? arribureretur, Suet.: dell incen- 
diare mediante il fulmine, ambustus Pliaè- 

thon, Hor. 2) del gelo, danneggiare, far gelare, 

ambusti multorum artus vi frigoris, a molti 
le membra assiderate dal, ecc., Tac II) 
trasl.: A) in gen.: tot circum me jactis ful- 
minibus quasi ambustus, Plin. ep. 3, 11, 2. B) 
partic: a) di danni che si soffrono nelle so- 
stanze, qui ambustas fortunarum mearum 
reliquias suas domos coni portali juberent, i 
manomessi avanzi delle mie sostanze, Cic. de 



153 



amcisus 



amicus 



154 



domo 113. b) di colui il quale non è stato 
condannato in giudizio, ma nemmeno dichia- 
rato innocente, damnatione collegae et sua 
prope ambustus evaserat, salvatosi appena la 
pelle, uscitone pel rotto della cuffia, Liv. 22, 
35, 3: e così ambustae, coloro che sono 
state assolte dall' « Istanza », Val. Max. 8, 1, 
p. 380, 3; ediz. Halm. 

amcTsus, a, ura, V. ancisus. 

amclliis, i, m., ameiio, sorta di pianta 
e fiore grato alle api, Verg. e Col. 

JLllléliailUS, i,m. ('Auivavogì, Amenano, 

torrente della Sicilia, il quale scende dai 
fianchi meridionali dell'Etna e passa per 
Catania; ora Indicello; poet. Amenana flu- 
mina. 

iimciis, entis, agg. con compar. e superi, 
(a e mens), privo di mens (di mente, di ra- 
gione), che non opera secondo la mens, o 
senza mens, aniente, demente, mentecatto, 
dissennato, pazzo, fuor di sé (per Orrore, 
paura, ecc.), fuor di senno, forsennato, àcpp(i)V 

(cfr. demens), a) dipers.: ne trepides amens, 
Lucr.: amens metu o terrore, Liv.: e di chi 
agisce da insensato, insensato, delirante, amens 
animi, Verg. b) meton. di e. astr., privo di 
senso, insensato, consilium, Cic. 

amciitalus, a, um (amentum), provveduto 
di una correggia, hastae, Cic. Brut. 271 e 
(figurat. = le armi pronte), Cic. de or. 1, 
242. 

amenità, ae, f. (amens), mancanza di 

mens, cioè demenza, pazzia, frenesia, il com- 
portarsi da insensato, da demente, ecc., CÌC. 

ed a. 

ameiitinii (ammentum), i, n. (propr. 
agimentum, mezzo per muovere, spingere), 
correggia in forma di cappio, nei giavel- 
lotti, fermata alla metà dell asta, per dare 
al giavellotto scagliato un impeto maggiore; 
greco a.yy.oXvi, Caes. ed a.: amenta torquent, 
poet = scagliano giavellotti colla correggia, 
Verg. 

lineria, ae, f. ('Afispta), Ameria, antico 
e notevole municipio delV Umbria, non lungi 
dal Tevere; ora Amelia, non lungi da Spo- 
leto. — Ber iv.: Amori un*, a, um, appar- 
tenente ad Ameria, di Ameria, Amerino ; plur. 
sost, Amerini, òrum, m., gli abitanti di Ame- 
ria, Amerini. 

àllieS, mttis, probab. m., staggio, stanga 

per le reti da uccellare, Hor. epod. 2, 33. 

4mcsti»atus, i, f. ('Aji^axpaxog), Ame- 
strato, città sulla costa settentr. della Sicilia, 
sul fiume Alesa; ora Mistretta. — Deriv.: 
imeslralìiius, a, um, di Amestrato; plur. 
sost. Amestratini, òrum, m., gli abitanti di 

Amestrato. 

amelhystiis, i, f. (àjaéOocTog, r\), ame- 
tista, pietra preziosa di color violetto, Ov. e 
Plin. 

amica, ae, f., V. amicus n° II, B. 

aillICC* avv. (amicus), amichevolmente, 

affeuuosam., favorevoim., am. facis, Cic: ami- 
cissime loqui de Caesare, Caes.: col dat., vi- 
vere vitae hominum amice, vivere come amico 
degli uomini, Cic. 

si micio, mYcui, e mixi, mictum, ire (amb. 



e jacio), avvolgere, mettere indosso, vestire, co- 
prire, e rifl. se amicire o passivo amichi, met- 
tersi indosso, avvolgersi, velarsi (il termine pro- 
prio dell'indossare, vestire la sopravveste ; 
all'incontro induere dell indossare un abito 
e vestire del coprire, vestire il corpo in gen.J, 

I) propr.: simulacrum amiciebatur cotidie 
veste, Suet.: se toga, Brut. fr. (e amictus toga, 
laenà e pallio, Cic): anche senapi, se amicire 
— vestirsi, Suet.: e pregn., amicitur (di un 
oratore che compare siili arringo), egli dà 
alla toga le convenienti pieghe (cfr. amictus 

n° IJ, Plill. ep. 2, 3, 2. II) trasl., velare, rive- 
stire, coprire, nube candentes humeros, Hor.: 
amicta vitibus ulmus, Ov. 

amicilia, ae, f. (amicus), amicizia (contr. 
inimicitia, simultas), I) propr.: a) in rela- 
zioni civili, sociali, vetus, Cic: intima, Nep.: 
est mihi amicitia cum alqo, Cic: amicitia est 
inter alqos, Cic: amicitiam facere, jungere, 
gerere, dimittere, Cic: amicitiam renuntiare, 
Cic: esse in amicitia cum alqo, Nep. b) in re- 
lazioni politiche, vincolo d'amicizia fra dite 
popoli o i loro governanti, Caes. ed a. Stor. 

II) meton., amicìzia = amici, sm$r. , Domitius 
Celer, ex intima ejus amicitia, Tac: plur., 
amicitiae et dignitates, amici e magistrati, 
Cic. — Il lat. arcaico ha la forma secon- 
daria amlcillcs, èi, f., Lucr. 5, 1017. 

amictus, ùs, m. (amicio), l'avvolgersi la 
sopravveste; quindi I) il modo di gettarsi 
attorno e di portare la sopravveste, partic. 

la toga, l'avvolgersi, pieghe, foggia di Vestire, 

partic. la toga, am. neglegentior, Quint. : 
amictum alicujus imitali, Cic. II) meton. so- 
pravveste = vestito che serve come sopravveste, 
A) propr.: a)generic: amictui esse, Cic. Tusc. 

5,90. h)mantello a guisa di scialle, soprav- 
veste, soprabito, duplex, doppio vestito (=3 ve- 
stito di duplice stoffa), Verg.: purpureus, 
Hor.: e della foggia della yXcàycc nei giuochi 
pubblici, Graeci amictus, Tac. B) trasl.: a) 
velo del capo usato nel pregare, velo di varie 
specie, Verg. e Ov. h)ogni velame, velo, veste, 
caeli, Lucr.: nebulae, Verg. 

amicìila, ae, f. (dimin. di amica), cara, 

piccola amica, amanza, CÌC. ed a. 

;l ili H* lì III ili. i, n. (amicio), mantello, so- 
pravveste (sopra l'abito), portato da persone 
dei due sessi, partic. anche dalle cortigiane, 
Cic. ed a.: agreste duplex am., doppio (grosso, 
spesso) mantello da contadino, Nep. 

amlcùlus, i, m. (dimin. di amicus), pic- 
colo amico, caro amico, CÌC ed a. 

ami! us, a, um (radice AM, donde anche 

amo e amor), I) agg., amico, legato in ami- 
cizia, affezionato, benevolo, propizio, favorevole 

(contr. inimicus), a) di pers.: tribuni amici 
sunt nobis, Cic: amicior libertati omnium, 
Nep.: successor ainicissimus, Cic. b) di e. inan.: 
ventus, Ov.: nec dis amicum est nec mihi, seg. 
dalVa.cc. e Vintivi., piace, è caro, Hor.: amici 
animi est, coll'infin., denota amicizia, Cic. 
II) sost.: A) amicus, i, m., a) amico, con 
cui si scambiano i sacri sentimenti dell'amore 
e della stima, il buon amico in genere = 
colui, che è buono con noi, bonus, Nep.: in- 
timus, Cic: vetus, Cic: magnus, Cur. in 
Cic: fidus, infidus, Cic: verus, Cic: Cato ami- 



155 



amigro 



amo 



156 



cissimus meus, il mio carissimo am., Cic: per 

patronus, patrono, Hor.: per socius, compa- 
gno, camerata, Ov.: e COme il nostro amico = 

veneratore di q.c, veritatis, Cic. b) in rela- 
zioni politiche, amico politico [il quale non era 
sempre socius, alleato, mentre il socius era 
sempre amicus), Cic, Liv. ed a. e) nome dei 

consiglieri, cortigiani, ministri dei principi, 

Nep. e Liv. d) amici = éxaìpot watèìg, guar- 
dia del corpo, a cavallo, presso i Macedoni, 

Curt. B) amica, ae, amica, a) amica, com- 
pagna, Comici e Ov. b) amante, concubina, 

druda, Comici, Cic. ed a. 

ii-migro, are, migrare, Bomam, Liv. 1, 
34, 7. 

A in il car* V. Hamilcar. 

4iiiinaeiis e ÀiiiTiièus ('Ajjuvatog.'Ajit- 
vsiog), &, um, di Viminea, contrada dell Italia 
nell'agro Piceno, che produceva vino eccel- 
lente, Amineo, 

Amiscni, V. Amisus. 

AmìsTa,ae,m. (ó ''A[iioioi.<-),Amisia, fiume 
della Germania settentr., ora Ems. 

amissio, ònis (amitto), perdita, oppido- 
rum, dignitatis, amicorum, Cic: partic, per- 
dita mediante la morte, carissimorum, Sen.: 
tanti viri, Plin. ep. 

amisstis, ùs, m. (amitto), perdita, Siciliae, 
Nep. Ale 6, 2. 

Jkimsiis (od -os), i, f. ("Afnaog), Amiso, 
ragguardevole città marittima del Ponto, 
ora Samsun. — Deriv.: 4mi$cni, ò"rum, 
m., gli abitanti di A., Amisenù 

amila, ae, f., sorella del padre, zia paterna 
(contr. matertera, sorella della madre), Cic. 
ed a. 

AiiiTlerniim, i, n., Amiterno, antichis- 
sima città della Sabina, ove ora sorge S. Vit- 
torino, patria dello storico Sallustio. — 
Deriv.: a) AiiiTleriiTmis, a, um, amiter- 
nino; plur. sost., Aniiternini, òrum, m., gli 
abitatiti di Am., gli Aniiternini. b) (poet.) 
Ami tennis, a, um, dì Amitemo. 

a-lllilt0,mìsi, missum, ere, mandar (lungi) 
da sé, I) (= faire aller), mandar via, licen- 
ziare, fur andare, Dpropr.: erum hinc domum, 
mandare a casa, Plaut.: pactione amisso Pu- 
blio legato, Sali. hist. fr. 2) trasl., fare andar 
q.C. a bella posta, lasciar andare (impunito) 
q.C, rimettere, rinunziare a q.C, UnaiU hanc 

uoxiam, Ter.: fortitudinem, deporre il valore, 
Cic: omnes has provincias, Cic: matrimo- 
nium, Tac: fidem, rompere la data parola, 
Nep. Eum. 10, 2 (diversam. in Phaedr., V. 
sotto al n° II, 2, b) vitam, Cornif. rhet. e Cic 
(cfr. n° II, 2, b): animanti, Lucr. e Cornif. 
rhet.: spiritum ante quam ultionem, Tac. II) 

(== laisser aller) lasciar andar via, lasciar ca- 
dere, lasciar andare, lasciar (s) fuggire, 1 )propr. : 

anulum, Ter.: alqm prope e manibus inter 
tumultum, Liv.: praedam de manibus, Cic: 
exoculis manibusque,Liv. 2) trasl.: a) trascu- 
rare, lasciar passare senza profitto q.C, per 
trascuranza, leggerezza, inettitudine, occa- 
sionem, Ter. e Cic: tempus (il momento op- 
portuno), Cic b) lasciarsi sfuggire, perdere 
una cosa che si possiede già (con o senza 
propria colpa, per inavvertenza, per caso, 



ecc.), esser privato di una cosa (contr. retinere), 
praedam omnem, Liv.: arma et impedimenta, 
Nep.: messem, Cic: classes, Cic: oppidum, 
Sali.: multos suos, molti dei suoi, Nep.: oculos, 
Caes.: lumina oculorum, Nep., e sempl., lu- 
mina, Cic: aspectum, Cic: patrianr, Liv.: exer- 
citum, Liv.: vitam, Cic: animam, Cic: opti- 
mates, il favore degli ottimati, Nep.: causam, 
litem, Cic: jus imperii, Cic: consilium cum 
re, Ter.: fidem, credibilità, credito, Phaedr. 
1, 10, 2. — Quindi partic, perdere in causa 
della morte, uxorem, Nep.: filium consularem, 
Cic: liberos, Sulpic in Cic ep.: magnam par- 
tem exercitus fame aut frigore, Liv.: luget 
amissam, Ov. — Partic. sost., amissa, òrum. 
n., il perduto, Nep. Timoth. 3, 2. — Perfl 
sincop. amisti, Ter. Eun. 241; Hec 251. 

ammentum, V. amentum. 

Ammon (Hammòn), mònis, m. ("Ajifxcov), 
Ammone, divinità egizia e libica, originar, 
venerato in Tebe nell'Alto Egitto, poscia 
partic nel deserto di Libia nell'oasi chia- 
mata ora Siwah, con un tempio di faìna 
mondiale ; anche nelV Etiopia , poi nella 
Grecia (come Zsùg "Ajifjicov) e più tardi in 
Boma (come Juppiter Ammon), venerato 
sotto la figura di un ariete o di un uomo con 
una testa d'ariete e colle corna ricurve. 

amai cola, ae, e. (amnis e colo), che sta, 

vive presso un fiume, salix, Ov. met. 10, 96. 

amnicìilus, i, m. (dimin. di amnis), fiu- 
micello, Liv. 36, 22, 8. 

amnis, is, m.,propr. ogni acqua corrente, 
partic. corso d'acqua di una certa grandezza 
e forza, fiume, navigabile e che sbocca diret- 
tamente nel mare (all'incontro fluvius e flu- 
men <= fiume ordinario), Cic. ed a.: amnis na- 
vium patiens, Liv.: amnis piscosus, Ov.: come 
flumen (astr.) = corrente, prono amni, Verg.: 
secundo amne, secondo la corrente, Verg.: 
adverso amne, contro la corrente, Curt: poet. 
delle coibenti dell'Oceano, con o senza Oceani 
(come 'Sxsavòg 7toTajjtÓ£, Omero), Verg. e 
Tibull.: e di torrente, Verg. : come pure di 
piccoli fiumi, affluenti, ruscelli, Hor.: final- 
mente « corrente d'acqua » per « acqua », 
Verg. Aen. 7, 465 e 12, 417. — Abl. sing. 
comun. amne; nei poeti, raram. in prosa, 
anche amni. 

amo. avi, àtum, are (radice AM, donde 
anche amor e amicus), amare, per inclina- 
zione o passione, contr. odisse (all'incontro 
diligere = « amare » per alta stima, rive- 
renza, ammirazione, ecc., contr. neglegere e 
spernere), I) amare per inclinazione, voler 
&ene, aver caro, amare alqm, amari ab alqo, 
Cic: amare alqm singulari amore, Cic: inter 
se, amarsi (l'un l'altro), Cic Quindi a) l'e- 
spressione asseverativa, ita (sic) me dii (bene) 
ament od amabunt, così mi venga Dio in 
aiuto; gli è vero, come è vero Dio, Ter. b) 
amare se, di pers. vanitose, essere invaghito 

di sé stesso, compiacersi di sé stesso, stimarsi, 

Cic: quin teque et tua amares, Hor. e) amare 
alqm de o in alqa re o quod, ecc., sapersi ob- 
bligato a quale per q.C, essere obbligato, vin- 
colato, saper grado, de raudusculo multum te 
amo, Cic: anche col sempì. acc. pers., merito 
te amo, Ter.: e così credo ioritur hunc me non 



3 57 



amoene 



amoveo 



158 



amare (non sia contento di me), Cic Quindi 
V espressione ellitt. dello stile epistolare, 
amabo o amabo te (ma non mai amabo 
vos, ecc.), propr., ti sarò molto obbligato (se 
tu mi dirai, farai ciò, ecc.), con preghiere 
(= oro, quaeso, precor), sii così buono, ti 
prego, fammi il piacere, di grazia, id, amabo, 

adjuta me, Ter.: amabo te, advola, Cic.: seg. 
da ut e il cong., amabo te, ut transeas, Ter.: 
amabo te ne assignes, Cic. d) amare q.c, aver 
caro, compiacersi di q.c. (così momentanea- 
mente come durevolmente, per inclinazione, 
per un impulso, per il piacere di possedere, 
per affinità elettiva), litteras, Cic.: amat janua 
limen, rimane volentieri chiusa, Hor.: amas 
dici pater, ami, Hor. carm. 1 , 2, 50 : quindi 

amare COZZ'infin., amare = far volentieri q.C, 

essere avvezzo a fare, solere, quae ira fieri amat, 
ciò che Vira fa volentieri, Sali. : e quibus 
unus amet quavis aspergere cunctos, Hor. II) 
amare quale, con passione, sensualmente, es- 
sere innamorato di ale, alqm, Comici, Verg. 
ed a.: e par tic. assol., come il nostro amare 
— « avere, mantenere un'amante, una ra- 
gazza » ed eufem. = godere dei piaceri del- 
Vamore, Ter., Sali, e Hor. 

amot'iif*, avv. con compar. e superi. 
( amoem|s), in modo gradevole ai Sensi, deli- 
ziosamente, piacevolmente, Plin. ep. ed a. 

amoeiiiliis, atis, f. (amoenus), piacevo- 
lezzaper i sensi, a) anzitutto di luoghi, ame- 
nità, delìzia ; sito, posizione, dintorni ameni, 

hortorum, Cic: domus, Nep.: plur. anche = 
amene contrade, Cic b) di altre cose, piace- 
volezza, delizia, diletto, voluttà, vitae, Tac 
ilIIIOenim, a.Um, ameno, delizioso, ridente, 

caro, piacevole, a) anzitutto di luoghi, ri- 
guardo al loro aspetto, locus, Cic: rus, Hor.: 
amoenissimus Italiae ager, Liv.: sost., amoena, 

òrum, m., contrade amene, belle, ridenti, Asiae, 

litorum, Tac: per plana et amoena exercitum 
ducere, Quint. b) di altre cose, piacevole ai 
sensi, dilettevole, gradito in genere, consita 
magis amoenis quam necessariis fructibus, 
Liv.: cultus amoenior, vestito troppo elegante 
(di una Vestale), Liv.: ingenium (indole), Tac 
à-mòlior, mòlìtus sum, ìri, rimuovere con 

uno sforzo, mettere da parte, allontanare, IJ 

propr. : objecta onera, Liv.: quindi ri fi., amo- 
liri se, rimuoversi, andarsene, levarsi d'in- 
nanzi, Ter. II) trasl.: 1) una pers., togliersi 
d'intorno, rimuovere, cacciare dal suo posto, vìa, 

uxorem, Tac: alqm specie honoris, Tac 2) una 

COSa, a) levar via, allontanare, rimuovere, to- 
gliere qualcosa di sgradevole, dannoso, ecc., 
dedecus, Tac: invidiarci crimenque ab alqo, 
Tac: e così dell'oratore, colla sua dimostra- 
zione, levar via, respingere, dissipare, rimuo- 
vere, confutare qualcosa di dannoso alla pro- 
pria parte (come sospetto, mala fama, punti 
d'accusa, ecc.), alqd prooemio, Quint. b) nel 
discorso, lasciar da parte qualcosa, amolior et 
amoveo nomen meum, Liv. 

amolilTo, òìlis, f. (amolior), il rimuovere, 

allontanamento, Fior. 4, 7, 15. 

aiiiòmiim o amomoii, i, n. l'àfitoptov), 

pianta aromaHca dell'India, Media, Arme- 
nia e (neipoeti) Assiria, col frutto della quale 
si preparava un balsamo prezioso, amomo, 



Sali. fr. ed a.: quindi meton.: a) il frutto del- 
l' amomo, detto pure amomo, Verg. ed a. b) 

balsamo di amomo, preparato Col frutto di 
eSSO, amomo, Ov. ed a. 

amor, òris, m. (dalla radice AM, donde 
anche amo e amicus), amore per inclinazione 
o passione (contr. odium), I)pròpr. e meton.: 
1) propr.: amor novus, vetus, Cic: fraternus, 
Cic: noster in te amor, Cic: amor in patriam, 
Nep.: tuus amor erga me singularis, Cic: amor 
adversus eandem libertam, Tac: amor juve- 
num (per i giov.), Cic: amplecti o prosequi 
alqm amore, Cic: in amore esse alci, essere 
amato da quale, Cic: habere amorem erga 
alqm, Cic: habere alqm in amore, amare, Cic: 
in senso ignobile, am. primus, prima prova 
d'amore, sfogo amoroso, Prop.: dell'a- 
more degli animali, Verg.: al plur. amores 
hominum in te, Cic: amores puerorum (per i 
fanc), Nep.: mihi est in amoribus, è amato 
dame, Cic: e in senso ignobile, di amorazzi, 
amor eg giumenti, tresche, amores et hae de- 
liciae, quae vocantur, Cic: nutrit amores Cyn- 
thia, il fuoco d'amore,Fvop.:p>ersonif., Amor, 

dio dell'amore, Amore, Cupido, Verg., Ov. ed a.: 
al plur., dèi d'amore, Amorini, Ov., Hor. ed a. 

2) meton.: a) oggetto amato, amore, favorito, 
amor et deliciae generis humani, Suet.: e 
partic. al plur., amores et deliciae tuae, Cic: 
e in relazione coli' amore sessuale, amore = 

l'amato, l'amata, Ov. b) poet., oggetto che pro- 
duce, concilia amore, matri praereptus amor, 
escrescenza d'amore, strappata via alla ca- 
valla madre, Verg. Aen. 4, 516. II) trasl., 

amore, ci'ìè VÌVO, appassionato desiderio di 
q.C, concupiscenza, brama, voglia, desìo, COn- 

sulatus, Cic: cognitionis, Cic: (per cui poet. 
amor cognoscere, in Verg.) e col genit. del 
gerundio, am. habendi, Hor. 

Amor «jos e -us, i, f. ('Au.opYÓ<;), Amorgo, 
una delle isole Sporadi nell'Arcipelago; ora 
Morgo. 

a inolio, Ònis, f. (amoveo), il rimuovere, al- 
lontanamento, doloris, Cic de fin. 1, 37 e 2, 9. 

à-movt'O, movi, mòtum, ère, rimuovere o 

spinger lontano da qualche luogo, portar via, 
condur via, metter da parte, allontanare, sot 

trarre (contr. admovere), I) propr.: A) in 
gen.: a) ogg. inan.: frumentum, Cic: cotidia- 
num victum ab alqo, Nep.: scripta et imagines 
ex bibliothecis, Suet.: Porcia lex virgas ab 
omnium civium Eom. corpore amovit, Cic b) 
pers., nebulonem istum ex his locis, Cic: testem 
hanc a se, Ter.: custodem, Prop.: amoto patre, 
in assenza del padre, Tac: quindi rifl. se amo- 
vere = togliersi, levarsi, allontanarsi, Ter., 
Liv. ed a. B) partic: a) (eufem. = furari), 

portar via, condur seco, metter da parte, invo- 
lare, rubare, boves per dolum, Hor.: pyxidem 
veneni, Suet. b) (eufem. = relegare) allonta- 
nare una pers. dalla corte in un'isola, rele- 
gare, bandire, esiliare, in insulam, Tac II) 
trasl.: A) in gen.: togliere, rimuovere, allon- 
tanare, distornare, levar via una cosa sgrade- 
vole, inquietante, dannosa, ecc., metum, Ter.: 
bellum, Liv. : ab se culpam, Liv. B) partici 

a) Ogg inan.: a' 1 togliere O lasciar da parte q.C. 
nel discorso. In citar fuori, abbandonare, amo- 
lior et amoveo nomen meum, Liv.: amoto ludo, 



Amphiaraus 



159 



lasciati gli scherzi, Hor. (3) tener lontano q.c. 
come recante danno, comitas adsit, assentatio 
procul amoveatur, Cic: sensum doloris mei a 
sententia dicenda amovebo, Cic. b) allonta- 
nare una persona da una carica, ecc., Satur- 
ninum quaestorem a sua frumentaria procura- 
tone, Cic. de har. resp. 43. 

ini pilla rau*, i, m. ('Apcpiapocog), Am- 
fiarao, eroe, vate e interprete eli sogni, della 
stirpe elei Melampodidi in Argo, figlio di 
Oicle (od Apollo) e di Ipermnestra; marito di 
Erifile, padre di Alcmeone, Amfiloco ed a., di 
Euridice e Demonassa; contro sua volontà, 
prese parte alla spedizione dei Sette contro 
Tebe, e fuggendo Policlimeno che lo insegui- 
va, fu, per volere di Giove, inghiottito dalla 
terra insieme coi cavalli e col cocchio, e reso 
immortale. — Deriv.: a) Ani pillar cla- 
des», ae, m., di Amfiarao (discendente mascol. 
di Amfiarao) = Alcmeone. b) Ampìila- 

raciIS, a, um (\ApcptapàsiO£), di Amfiarao* 
ailipllTIlolìa, ae, f. (àjlCpl(3oXia), anfibo- 
logia, equivoco, lat. pui'o ambiguitas, Cic. ed a. 
ani pili brachys acc.yn, m. (àpcpcppaxos 
= breve davanti e di dietro), come 1. 1. della 
metrica — il piede anfibraco w - w (contr. ani- 
phimacrus - u -), Quint. 9, 4, 82 e 105. 
/Impilici yoiii's, um, acc. as, m. ('Ajiqpi- 

"XTUOVSg , Amfèzioni o lega degli Amfizioni, a 

Delfo e presso alle Termopili, confederazione 
di dodici popoli (dapprima per lo più tessali) 
con iscopi religiosi e politici. 

inipliilochi , Orum, m. ('AjxcptXoxoi), 
Amfiiochi, popolo di stirpe epirota, stanziato 
nelVAca mania (ad Est del golfo a" Ambra- 
eia) ; il loro paese, AmphifoHua, ae, f. 
CApcpiXo^ia), Antfiiochia, come pure il loro 
capoluogo Argo* impili Mollili in, i, n. 
("Apyos xò 'A|icpiXoy v cxóv), oggi Philokia. 

ÀllipliilocllUS, i, m. ('A{J.cptXoxos)> Am- 
filoco, figlio di Amfiarao, il quale con Mopso 
fondò parecchie città greche (come Mallo 
ed a.) sulla costa della Cilicia. 

ani plitiu acrn», i, m.(<xiLyi\icxxp°c,Jungo 
davanti e di dietro), t. t. della metrica, il 
piede amfimacro - w - (detto anche creticus; 
contr. amphibrachys u -y ), Quint. 9, 4, 81. 

/Impili nonni*, i, m. ('Au.cpovou.og), Am- 
finomo, giovane di Catania, il quale col fra- 
tello Anapo salvò i suoi genitori attraverso 
il fuoco dell'Etna. 

Amplil«ln, ouis, m. fAp-tpùov), Amfione, 
figlio di Giove e di Antiope, figlia del Te- 
bano Nitteo; fratello gemello di Zete, col 
quale divise la signoria di Tebe, e fortificò 
la città con una rocca, seguendo i sassi del 
Citerone i suoni magici della sua lira, e 
ordinandosi da sé stessi in un muro (quindi 
Amphionis arces, le tebane rocche, Ov.). Am- 
fione sposò Niobe, figlia di Tantalo, la quale 
gli partorì parecchi figli e figlie ; per questa 
sua fecondità essendosi Niobe anteposta a 
Latona, i suoi figli vennero uccisi dalle 
saette di Apollo e Diana. Per il dolore ca- 
gionatogli dalla perdita de' suoi figli, Am- 
fione si tolse la vita colla propria spada. 
Niobe venne sulla solitaria rupe del Sipilo 
mutata in un sasso e anche come sasso sen- 
tiva ancora il dolore inflittole dagli dei; 



amplius 



160 



Pacuvianus Amphio, Amfione nella tragedia 
di questo titolo, composta da Pacuvio. — 
Deriv.: Ampli iòni us, a, um, di Amfione* 
Amphlpolis, acc. im, f. ('Aji^mwXis), 
Amfipoii (originar, colonia ateniese), città 
della Macedonia, situata tra due bracci dello 
Strimone poco prima della sua foce (donde 
j il nome), sotto i Romani città libera e 
j capoluogo della Macedonia prima (orien- 
tale); ora rovine presso Neokhorio, turco 
Yenikiuy. — D e r iv. : A m pili poli lànus, 

a, Um, di Amfipolù 

Ampìiissa, ae, f. ("Ajicpiaaa), Amfissa, 

antica capitale dei Locresi Ozolei nella Fo- 
cide, presso all' 'odierna Salona. 

aiiiphìtheàfriim, i, n. (dcjicptGéatpov), 
anfiteatro, luogo per gli spettacoli presso i 
Romani, con uno spazio vuoto nel mezzo, 
detto arena, in cui si davano gli spettacoli 
delle fiere e dei gladiatori, Tac. ed a. 

AniphilrTlc, ès, f. ('Au.cpt.Tp£TYj), Amfi- 
trite, Nereide o Oceanide, moglie di Nettuno, 
dea del mare (par tic. del Mediterraneo): 
poet. appellai, per Mare (Oceano in genere). 

impilili yòn e arcaico iuipliilruo, 
ònis, m. ('AjlcplTpÓtov), Amfitrione, figlio di 
Alceo, re di Tirinto, nipote di Perseo, ma- 
rito di Alcmena, la quale a lui partorì 
Ificle ed a Giove Ercole. — Deriv.: Ani- 
pliitry «lilla «Ics, ae, m. ('Au/;piTpoà)vict8Yjs\ 
discendente di Anfitrione, cioè Ercole. 

amphora, ae, f. (àpcpopsóg), I) anfora, 
grande vaso di forma cilindrica, fatto pa- 
lo più di terra, ma anche di vetro, commi, 
per conservare il vino, dopo che aveva finito 
di fermentare nei doliis {contr osseejnate coi 
nomi dei consoli sotto i quali erano state po- 
ste in serbo, notae), spesso in Cato, Hor. ed a. 
(meton. per « vino », Hor. ed a.): per riporvi 
il miele, Cic. ed Hor.: metallo fuso, Nep.: 
come sarcofago , Prop. II) trasl. , come 
misura : 1) per i liquidi (detta anche qua- 
drantal) = 2 urnae o 8 congii o 48 sextarii, 
cioè = litri 26, Cic. ed a. 2) per indicare la 
portata di una nave, inquantochè Tamphora 
in gen. doveva pesare 80 libbre romane (qui 
per lo più il genit. plur. amphorùm), naves 
onerariae, quarum minor nulla erat duùm mi- 
lium amphorùm, Lentul. in Cic. ep.: navis plus 
quam trecentarum amphorarum, Liv. 

imphryso*, i, m. ('Apcppoaós), Am friso, 
fiumicello costiero della Tessaglia, il quale 
sbocca nel golfo Pagaseo, presso cui (se- 
condo il mito) Apollo custodì per nove anni 
il gregge del re Admeto (quindi pastor ab 
Amphryso, Apollo), Verg. — Deriv.: Am- 
phryxlus, a, um, amfrisio, poet. = Apol- 
lineo, sibillino. 

ampie, avv. (amplus), I) ampiamente, no- 
tevolmente, amplissime dare agrum, Cic. II) 
grandemente, magnificarli», splendida m*, exor- 

nare triclinium, Cic: amplissime efferri, Cic: e 
nel discorso, sublate ampleque dicentes (contr. 
attenuate presseque die), Cic - Partic: 

amplius, avv. compar. I) (partic. nel lin- 
guaggio famigliare) della maggior compren- 
sione di un'azione, più ampiamente, cioè piti, 

ancor più, più fortemente, invitare, con mag- 
gior insistenza^Ter.: amplius aequo lamentari, 



161 



amplector 



ampliatio 



162 



Lucr. II) trasl., di rapporti locali, rispetto 
ulta comprensione ed estensione nel tempo 
e nel numero, più oltre, più (adunque di 
grandezza estensiva, come magis d'inten- 
siva, plus di quantitativa), a) asso?., del 
■tempo o della durata di un'azione nel tempo, 
a) generic; più a lungo, più oltre, più, non 
luctabor tecum ampi., Cic: proelio ampi, non 
lacessit, Caes. Quindi come t. t. giudiziario, 
amplius pronuntiare, cioè colla f or mola AM- 
PLITI S, più oltre o più tardi, pronunciata 
dal presidente, rimandare ad un termine 
convenuto la sentenza decisiva intorno ad 
una cosa non ancora sufficientemente chiara 
a tutti o alla maggior parte dei giudici, i 
quali perciò avevano dichiarato Non Liquet 
[sulle tavolette N. L.], Cic: trasl., ampi, de- 
liberandum censeo, Ter. P) in compre, paga- 
menti e sim., amplius non peti, la cautela 

che più tardi non si possa sollevare alcuna ul- 

teriore pretesa, Cic. b) di tempo determinato 
e poi generic. di quantità numeriche, di più, 
ancor più, più di, ecc.; oltre, oraposposto, Ora 

anteposto al numerale, oc) come apposizione 
del caso richiesto dalla costruzione speciale, 
col nom., acc, genit. (solt. non col dai.), 
ampi, sunt sex menses, Cic.: triennium ampi., 
Cic.: ampi, centum cives Romani, Cic: septin- 
gentos jam ampi, annos, Cic: non ampi, pe- 
dani DC, Caes. p) con quam, p. es. reiciundi 
ampi, quam trium judicum potestas, Cic: non 
ampi, quam terna milia aeris, Nep. y) c on 
abl. dipendente, triennio ampi., Cic: non 
ampi, quinis aut senis milibus passuum inte- 
resse, Caes. S) ossoL: binas aut ampi, domos 
(due o più) continuare, Sali.: quindi anche 
come più = più spesso, Ter.: nec ampi., Suet. 
e) di ogni accrescimento, il quale come con- 
tinuazione di una serie di oggetti od azioni, 
ne aumenta l'estensione, di più, ancora di 

■più = oltre a ciò, inoltre, ancora, più oltre, 

quid est, quod jam ampi, exspectes? Cic: quid 
vis o quid vultis ampi. ? Cic: quid quaeris 
ampi.? Cic: et alia ampi., Sali. Quindi le 
locuz.: a) non dico amplius e nihil dico (o di- 

cam) amplius, non divo più nulla, taccio, non 

dico altro, quando quale, non esprime la sua 
opinione, partic. per non offendere, Cic. 

P) hoc amplius, ancora, inoltre, oltre a ciò, Cic 

ed a.: e così eo ampi.. Suet.: his ampi., Quint.: 
quindi t. 1. di coloro che votavano in Senato, 
i quali volevano accompagnare il loro as- 
senso ad un'opinione altrui con un'aggiunta, 
come Servilio assentior : et hoc ampi, censeo, 
e oltre a ciò sono di questo parere, è questa 
ancora la mia opinione, Cic. f) nihil o nec 

amplius quam, niente di più o altrimenti, 
che, ecc., nient' altro, soltanto, CÌC ed a.: COSÌ 

ellitt., nihil amplius quam o nec quidquam 
amplius (agit), quam, ecc. Suet. 8) ellitt., 

nihil amplius, soltanto ciò, nienValtro, non altro, 

Ter. e Cic: parim. si nihil amplius (se. effi- 
ciam), Ov. 
amplector, plexus sum, plecti (ara e ple- 

Cto, TtXéxo)), 1) propr., intrecciarsi avvitic- 
chiarsi intorno a una cosa o pers., quindi A) 
colle braccia o mani, avvincere q.c. o quale, 

abbracciare, cingere, stringere ; tenere abbrac- 
ciato, stretto, avvinto, a) generic: aram, Tac: 



saxa manibus, Liv. b) partic, abbracciare 
quale, amichevolmente o amorosam., Comici, 

Ov. ed a. B) avvincere, cingere, come COH brac- 
cia mani, attorniare, circondare, arboris 

stirpem (di un serpente), Lucr.: ansas circum 
acantho, ornare, Verg.: hostium aciem, Liv.: 
e luoghi, locum munimento, Liv.: del fuoco, 
appiccarsi, proxima quaeque et deinceps con- 
tinua, Liv. II) trasl.: A) in gen., cingere 
q.c. come colle braccia o tener fermo colle 

mani, Cioè afferrare q.c. con piacere, accettare, 
accogliere, cogliere, prendere, alqm tamquam 

obsidem consulatus mei, Cic: victoriam prò 
sua, Liv.: occasiones obligandi mei avidissime, 

Plin. ep. B) partic: 1) abbracciare con amore, 
chiudere nel cuore, prendere botto la sua spe- 
ciale protezione, pregiare altamente, onorare, 

coltivare, Octaviam, Tac: alqm amore, alqin 
amicissime, Cic: quindi hoc se amplectitur 
uno, di ciò si vanta, Hor. 2) abbracciare 
q.c. con amore, prender viva parte ad una 

COSa, incaricarsi specialmente di una COSa, 
interessarsi, pregiare altamente, dar molto 
grande valore ad Una COSa, tenere in pregio, ri- 

conoscere q.c, tanto amore suas possessiones, 
Cic: artem, Cic: rem publicam, Tac: nobili- 
tatem et dignitates hominum, Cic. 3) abbrac- 
ciare e ritenere coli' animo, meditare, conside- 
rare, ponderare, non omnia Consilio, Cic: 
cogitationem toto pectore, Cic. 4) compreìidere 

q.C, raccogliere sotto q.C, racchiudere in una 

cosa, idem (honestum) interdum virtutis no- 
mine, Cic: ceterorum suppliciorum omnes 
acerbitates (se. sententià sua), Cic: quindi 

trasl. di cose, abbracciare = racchiudere in 
sé, comprendere, contenere, illae (tabulae) per- 

petuae existimationis fidein et religionem ara- 
plectuntur, Cic. 5) abbracciare nell'esporre, 
cioè a) compiere, trattare, ragionare, argU^ 
mentum pluribus verbis, Cic: omnes res per 
scripturam , Cic. b) comprendere , trattare 
sommariamente, omnes oratores qui ubique 
sunt aut fuerunt, Cic: omnia communiter, 
Liv. 

amplexor, atus sum, Sri (intens. di am- 
plector), I) avvicinare, pur tic. cingere amorO- 
samente ale, abbracciare, Comici, Cic. ed a. 

II) trasl.: 1) cingere con amore, ut dixi, Ap- 

pius totum me amplexatur, si mostra teneris~ 
simo con me, mi soffoca quasi colle sue ca- 
rezze, Cic. 2) tener fermo q.C. con predilezione, 
afferrare come Un bene desiderato, stimare 
altamente, far gran conto di una COSa, attri- 
buire un gran valore, riconoscere q.C, volupta- 

tem, Cic: otium, cercar di promuovere il 
mantenimento della quiete, della pace (nello 
StatoJ, Cic: species mirifice, sprofondarsi 
intieramente nelle idee, Cic — Forma im- 
perat. attiva amplexato, Cic. Clu. 124. 

aiiip'«'\us, ùs, m. (amplector), Vawincere, 
cingere, I) colle braccia, a) amichevole, amo- 
roso = abbracciamento, amplesso, Verg., Veli. 
ed a.: quindi meton., come il nostro amplesso, 
(eufem.) = coito, Ov. ed a. b) ostile, nella 
lotta, Ov. met. 9, 52. II) ogni avvincere, cin- 
gere, serpentis, spire, strette, Cic: terrarum, 
circuito, Liv. 

ani pila Ilo, ònis, f. (amplio), come 1. 1., di- 
lazione, proroga della sentenza giudiziaria in 



Georges-C alonghi, Dizionario latino -italiano. 



6 



163 



ainplificatio 



ampulla 



164 



una quistione non ancora chiara per i giu- 
dici ( V. amplio n° II, b, p), Sen. contr. 1, 3, 9. 

amplifica tifo, OIIÌS, f. (amplifico), allarga- 
mento, ingrandimento, accrescimento, I)propr., 
pecuniae, rei familiaris, Cic. II) trasl.: a) in- 
grandimento, accrescimento intensivo, honoris 
et gloriae, Cic. b) come t. 1. ret., amplificazione, 

spiegazione che da- rilievo ad un oggetto in 

iene o in male, esposizione che cerca di ecci- 
tare le passioni, di commuovere gli animi, 

ricca di esuberanza e di slancio, Cic. e Quint. 

amplificali»!*, òris, m. (amplifico), am- 
plificatore, ingranditore, acci >escitore t trasl., 

rerum, Cic: dignitatis, Cic. 

amplifico, avi, atum, are {amplus e facio), 

render piti grande, più ampio; ampliare, allar- 
gare, ingrandire, I) propr.: a) in circuito, ur- 
bem, civitatem, Cic. b) in numero, forza, 

ingrandire, accrescere, rafforzare, divìtias, Cic: 

fortunam, migliorar le circostanze, le condi- 
zioni, Cic: sonum, Cic. II) trasl.: a)generic. 
ingrandire, accrescere, rafforzare, elevare, in- 
nalzare intensivam. (cohtr. minuere), volu- 
ptatem,Cic: auctoritatem, Cic: gloriam, Cic: 
pauci honore et gloria amplificati, Cic h)come 
1. 1. retor., a) dar maggior rilievo ad un og- 
getto in bene in male, porre in più chiara 
luce, ingrandire, amplificare (contr. attenaure, 

minuere), alqd dicendo aaipl. atque ornare, 
Cic: ampi, rem ornando, Cic: alqd ampi, et 
augere (contr. infirmare atque frangere), Cic. 

P) innalzare, ampliare V esposizione Stessa, 

darle forza e slancio, orationem, Cic e Quint. 
amplio, avi, atum, are (amplus), far più 

grande in comprensione, ingrandire, ampliare, 
allargare, accrescere, aumentare, IJ propr '.; a) 

in circuito, estensione: templum, Suet. b) in 
grandezza numerica, in forza, ingrandire, 

aumentare, innalzare, numerum, Plin. pan.: 
rem (le sostanze), Hor. IIJ trasi., intensiv.: 
a) generic: insequenti praeturà ampliato ho- 
nore, Auct. b. Hisp. b) partici a) innalzare 
COlV espressione, far spiccare, magnificare, Han- 

nibalis bellicis laudibus ampliatili virtus Sci- 
pionis, Quint. (3) come t. t. giudiz., del pre- 
sidente, prorogare, rinviare ad Uìl termine 

convenuto il giudizio definitivo, la sentenza 
in una causa, la quale non è ancora ch'ara 
a tutti o alla maggior parie dei giudici (in 
cui essi dichiaravano »on liquet), strvendosi 
della formola AMPLIUS (V. sotto ampie): 
(ciò poteva accadere più volte in un pro- 
cesso; all'incontro coniperendinare, rinviare 
la sentenza, in una quistione già chiarita, 
al « terzo giorno », come secondo termine), 
causam, Cic: causa septies ampliata, Val. 
Max.: hominem nefarium, la sua causa, Cic 
amplitùdo, dìhis, f. (amplus), proprietà 
deZZ' amplus, I) propr., grandezza imponente 

per la sua estensione, ampiezza, estensione 
grande, rilevante, ragguardevolezza, simulaci'Um 

modica amplitudine, Cic: ampi, corporis, per- 
sona alta e ùen fatta, Plin. ep.: urbis, Cic 
II) trasl.: 1) grandezza che si estende in com- 
prensione, amplitudiiies quaedam honorum 
excitabantur, certi ampliamenti dei beni ve- 
nivano sollecitati, sorgevano, Cic. 2) gran- 
dezza imponente par ragguardevolezza este- 
riore, sublimità, elevatezza, splendore impo- 



nente, magnificenza, nominis, Cic: rerum 
gestarum, Nep.: animi, grandezza d'animo, 
Cic. 3) grandezza che s'impone facendosi va- 
lere presso gli altri e pel suo grado elevato, 

elevatezza, alta dignità, posto ragguardevole 

nello Stato, majestas est ampi, ac dignitas 
civitatis, Cic: ad summam amplitudinem per- 
venire, Cic 4) come t. t. retor., ampiezza e 

dignità, altezza, sublimit/i^jnagnificenza del- 

l'espressione o del porgere, Cic. ed a. — 
Partic, amplitùdo Platonis, ricca, magnifica 
esuberanza, Cic 

ampliti*., V. ampie. 

amplus, a, Um, estaso, ampio, spazioso, 
vasto, rilevante, grande (contr. exigUUS, parvus), 

I) propr.: a) riguardo al circuito esterno ed 
allo spazio interno, capra, Varr.: curia, domus, 
Cic. b) che abbraccia molto in numero, quan- 
tità, altezza, lunghezza, durata, ecc., grande, 

rilevante, abbondante, ricco, notevole, esteso, 

largo, pecunia amplissima, Cic: numerus am- 
plior, Sali.: copiae ampliores, Caes.: anche nel 
compar. neutx. amplius sost. (da non confon- 
dersi COll'avv. amplius, V.), di più, maggior- 
mente, non daturus sum amplius, Cic: impo- 
nebat amplius, quam ferre possent, Cic: e seg. 
dal genit., ancora di più, amplius negotii, 
Cic: amplius obsidum dare, Caes. II) trasl.: 

a) generic, intensivam., grande, significante, 
importante, riguardo alla comprensione, oc- 
casio, Cic: ovv. riguardo alla forza interna, 
forte, potente, impetuoso, amplior morbus, Ter.: 
ampia spes, Sali, b) grande, riguardo allo 
splendore esterno od al valore intrinseco, 

magnifico, splendido, maestoso, mirabile, onore- 
vole, praemia, Cic: res gestae, Cic: funus, 
Nep.: e così amplum est « è onorevole », am- 
plum Tuscis ratus, trovandolo onorevole per 
i Tusci, Liv. e) grande, riguardo al valore 
presso altri e ali alta condizione, posizione 

esterna, alto, altolocato, altamente onorato , 
ragguardevole, segnalato, homo VÌl'tute Cognita 

et spectata fide amplissimus, Cic: amplae et 
honestae familiae, Cic: amplissimo genere 
natus, Caes.: amplissimi cives, Caes.: neutr. 
compar. sost., ego (ero) aedilis, koc est paulo 
amplius quam privatus, Cic: e amplissimus,- 
come titolo delle alte cariche dello Statò 
(consoli, senatori, decemviri, ecc., collegi 

Sacerdotali), chiarissimo, illustrissimo, colle- 

gium decemvirale, Cic: honor, il consolatOj 
Cic: ordo, l'ordine senatorio, Plin. ep.: ma 
amplissimorum ordinimi viri delecti, dall' or - 
dine o grado dei senatori, cavalieri e tribuni 
erarii, Cic: amplissimum sacerdotium, Cic 

Ampsancli (se. lacus), rur. Ampsan- 
clus» (Ams.),i, m., piccolo lago negli Irpini, 
non lungi da Aeculanum (ora Frigento), far 
moso per le sue esalazioni mefitiche; vicino 
ad esso si trovava un santuario della dea Me- 
phitis con una spelonca, dalla quale esala- 
vano vapori soffocanti (quindi presso i poeti 
considerato come luogo d'accesso all'inferno), \ 
ora lago mofetico d'Amsanto. 

ampulla, ae, f., I) vaso di forma allun- i 
gata con collo stretto e due manichi, di vetro, " 
di terra ed anche di pelle per conservare i , 
liquidi, partic. unguenti, belletto, olio, am- j 
polla, boccetta, Plin. ep. ed a.: partic. (come \ 



165 



ampullor 



XifooGos), vasetto di unguento o belletto, Cic. 
de fin. 4, 30. II)jpoet. trasl. {come traduzione 

di X^ttoGog), parole pompose, stile ampolloso, 

ampollosità, Hor. art. poèt. 97. 

ampullor, ari (ampulla n° II) , come 

Versione di XvjXO0t£(!), parlar gonfio, ampolloso, 

Hor. ep. 1, 3, 14. 

ampiitàtio,ònis, f. (amputo), troncamento, 
potamento, amputazione, taglio, sarmentorum 
(contr. iramissio), Cic: linguae, Yal. Max. 

am-pìitO, avi, àtum, are, tagliar via, tron- 
care, mozzare, mediante un taglio fatto alVin- 
torno, le parti inutili o nocive in un corpo, 

1) propr.: 1) come 1. 1. dell'agricoltura: a) 

potare, tagliar via, troncare legno SeCCO 

germogli inutili, rami e sim. (contr. immit- 
tere, lasciar stare e crescere], falce ramos 
inutiles, Hor.: circumcldat (tagli [il tutto]), 
amputet (tagli via, poti [parti inutili o dan- 
nose dell'albero]), Cic. b) pregn., liberare 
un albero dai suoi germogli o rami inutili, 

rimondare, ripulire, potare, vitem ferro, Cic. 

2) recidere, troncare, mozzare una parte del 
corpo, a) generic, alci manus, Sen.: alci 
caput, Suet.: aurem alcjs, Tac: pregn., ca- 
strare, evirare, exoletos su os , Seri. rhet. b) 
come t. t. della medicina, tagliar via parti, 

membra malate, amputare, segare, mozzare, 

a) propr., in corpore quidquid est pestiferum, 
Cic. (fig.J. II) trasl., scemare il tutto, ta- 
gliando via le parti superflue ; limitare, rac- 
corciare, diminuire, a) generic, sententiarum 
circumeidere et amputare multitudinem, Cic: 
legionum numerimi, Tac. b) come t.t.diretor., 
infra età et amputata loqui, parlar rotto e 
tronco [cioè senza continuità armonica), Cic 

jftiiipycidcs, V. Ampycus. 

Ampycus, i, m. ("A|i7iuxog), Ampico, uno 
dei Lapiti, figlio di Pelia, padre del celebre 
indovino Mopso. — Deriv.: Ampycidès, 
ae, m., Ampicide (discendente di Ampico), 
cioè Mopso. 

itnisanctij V. Ampsancti. 

4 in fi lì ti s, ti, m., Amuiio, figlio di Proca, 
re di Alba Long a, il quale cacciò dal trono il 
fratello maggiore Numitore , ne uccise il 
figlio e fece esporre sul Tevere i nipoti Ro- 
molo e Remo, nati dalla figlia di lui (Ve- 
stale) Rea Silvia (quindi Ani. dirus, Ov.). 

ani urea, ae, f. (àjxópyyj), impurità acquosa 
che si separa nello spremere le ulive, morchia, 
feccia dell'olio, Verg., Col. ed a. 

iuiyelae, àrum, f. ('AfióxXoci), Amicle, 
città della Laconia, non lungi da Terapne. 
20 stadi a S.E. di Sparta, sede di Tindaro, 
patria dei Dioscuri, di Elena e di Cliten- 
nestra, con un santuario e un colosso di 
Apollo Amicleo, presso cui ogni anno si ce- 
lebravano le feste in onore di Giacinto (Hya- 
cinthia). — Deriv.: 7%BiiycEaeu$, a, uni, 
appartenente ad Amicle, amicleo, fratres, i 
Dioscuri, Verg".: quindi poet. = spartano, ca- 
nis, Verg.: ahena, porpora della Laconia, Ov. 

ÀmfclaTdcs ovv. Àmyclldcs, ae, m., 
VAmiciide (discendente da Amicla, fonda- 
tore di Amicle, cioè suo figlio) Giacinto. 

amy^dala, ae, f., I) (àu.uySdXYj), man- 
dola, amygdalanux, Plin.:amygdalae amarae, 



an 166 

Plin. IT) (àfiuySaX^), mandorlo, Scriptt. r. r. 
e Plin. — Deriv.: amygdalìnus, a, um 
(à|iuYSàXcvog), di mandorle, oleum, Plin. 

auiygdalum, i, n. (ajiuySaXov) , man- 
dorla, frutto del mandorlo, Ov. e Seriori. 

A III y Ilio Uè,, ès, f. ('AfJLOjJKtìVYj), Amimone, 

figlia, di Danao, amata da Nettuno, il quale 
in premio, le fece scaturire da una rupe 
(presso Argo) una triplice fonte. 

Aniyntas, ae, m. ("Ajióvxag) , Aminta, 
nome greco di uomini, par tic. di parecchi re 
di Macedonia, fra cui è noto « Aminta I », 
figlio di Arrideo, padre di Filippo il Mace- 
done, avo di A lessandro ti Grande. — De- 
riv.: Amyntìadcs, ae, m., discendente di 
Aminta, cioè Filippo. 

tuiyfitor, toris, m. ('Afióvxwp), Amin- 
tore, re dei Dolopi, padre di Fenice. — D e- 
r iv.: A in y u li» ride*, ae, m., figlio di Amin- 
tore = Fenice. 

aitiystis, ttdis, f. (cCflUCXlc;), il vuotar la 
coppa in un sol fiato, in un sorso, quando 

senza chiudere una volta le labbra, si versa 
il vino nella bocca, come facevano i Traci, 

il tracannare, Hor. carm. 1, 36, 14. 

Jkmytliaou, onis, m. ('Au-oGà dv), Ami- 
taone, Eolide, indovino di Argo, padre di 
Melampo, Biante ed Eolia. — Deriv.: 
Ainytliaonìus, a, um, Amitaonio. 

ìin, cong. [non da àv e nemmeno da au o 
da autne, ma primitivo), rinforz. anche con 
ne in anne, introduce il « secondo » membro 
di una prop. disgiuntiva, in cui sì esprime 
« dubitando » o « interrogando » il proprio 
giudizio indeciso e si aspetta o richiede la 
decisione da un altro, come il nostro o, o se, 
I) in proposiz. dubitative di sg iunt iv e, 
dopo tutti i verbi eh? esprimono dubbio, in- 
certezza e simili, come dubito, dubium o in- 
certum est, nescio etc, refert, interest, anche 
video, scio, doceo, disco etc, e precis.: ì)in 
una disgiunzione completa: a.) se- 
guendo come antitesi al primo membro an- 
teposto con utrum, utrumne ; od anche ne od 
assol, desinite dubitare, utrum ... an, Cic: 
ut nescias, utrum . . . an, Cic: honestumne 
factu sit an turpe, dubitant, Cic: refert etiam 
qui audiant, senatus an populus an judices, 
Cic; quindi b) in una frase accorciata, senza 
un verbo di dubbio e sim., quasi interrogando, 
o piuttosto, od anche, senza particella nel primo 
membro e anche senza influsso sul verbo, 
Cn. Octavius est, an Cn. Cornelius quidam, 
Cic: non plus duobus an tribus mensibus, Cic: 
e così e) come sive, anzi scambiandosi con 
questo, quando uno, non certo di una cosa, 
non osa decidere, e la ritiene almeno per in- 
differente, o, ovvero, sive fatali vecordià, an . . . 
ratus, Tac. 

Spesso 2)ellitticam., quando mediante 
lo speciale rilievo dato al secondo membro, 
il primo, facile a supplirsi, viene in certo 
modo omesso, se non, così in primo luogo : 
a) nella locuzione dubito an (in tutte le 
persone e tempi), e nella formola liaud scio 
an ovv. nescio an, come espressione ur- 
bana e modesta della convinzione soggettiva, 
io dubito, non so bene, se non, cioè io credo 
quasi, prestano, suppongo, che, eCC, OVV. COU 



167 



Anaces 



anadema 



168 



riservatezza ancor maggiore, dubitem ovv. 
dubitaverim an, haud sciam an, dubiterei, non 

saprei se, se non, quindi spesso == forse, pro- 
babilmente, verosimilmente, a quanto credo, du- 
bito an hunc primum omnium ponam, Nep.: 
tamenne dubitemus an ei nos etiam cum peri- 
culo venditemus, Cic: vir sapientissimus atque 
haud scio an omnium praestantissimus, Cic: 
extremum illud est, quol nescio an tu pri- 
mum putes, Cic. — S'intende che la nega- , 
zione della propos. dipendente da dubito an 
e haud scio an o nescio an deve venire espressa 
con non e (dopo i due ultimi) con ne . . . 
quidem, nullus, nemo, nihil, numquam, 
minus, etc, dubitet an turpe non sit, Cic: 
quod haud scio an non possis, Cic: haud scio 
an ne opus quidem sit, Cic: meà sententià 
haud scio an nulla beatior esse possit, Cic: 
haud scio an minus hoc vobis probaturus sim, 
Cic: parim. b) generic, in frasi che espri- 
mono dubbio, non sapere e sim., moriendum 
enim certe est, et id incertum an eo ipso die, 
se in, ecc., Cic 

3) senza riguardo al senso disgiuntivo 
(non mai però in Cicerone, molto spesso 
nella prosa dopo Augusto), dubitando in ge- 
nere, come num, se, e con disposizione al ne- 
gare, dubito an idem tibi quod tunc mihi sua- 
deam, Plin. ep.: quis scit an adicianthodiernae 
crastina summae tempora di superi? Hor.: e ri- 
petuto se »,. se, hunc tu ignorantem an sedeat 
putas scire, an vivat, an videat, an otiosus 
sit, Sem: partic. nescio an, in bocca di chi 
dubita significa piuttosto ciò che gli sembra 

inverosimile, non so se, cioè non credo che, 

ecc.; forse non, difficilmente, nescio an tibi 
gratius opportuniusque accYderit, Caecin. in 
Cic ep.: an profecturus sim, nescio, Sen. 

II) in propr. interrogativo - dis- 
giuntive: 1) in doppia interroga- 
zione compiuta, a) nella reale indeci- 
sione di chi domanda Vuna cosa o T altra; 
precedendo una propos. con utrum, utrumne, 
ne o assol., a) nelV interrogazione diretta, o, 
ovvero, utrum ea vestra an nostra culpa est ? 
Cic: Komamne veniam, an hic maneam, an 
Arpinum fugiam? Cic. (3) nell'interrogazione 
indiretta, o se, o, id utrum Eomano more lo- 
cutus sit, an quo modo Stoici dicunt, postea 
videro, Cic. b) precedendo mia decisione per 
Vuna o T altra cosa, e precis.: oc) per affer- 
mare il primo membro anteposto con non o 
ne, non manum abstines, an tibi jam mavis 
cerebrum dispergam hic? Ter.: me certiorem 
facias, P. Crassus vivone patre suo mortuus 
sit, ut ego meminisse videor, an post? o se non, 
oppure se, Cic p) per affermare il secondo 
membro, dove poi la minore probabilità del 
primo viene significata con num o ne, num 
Homerum, num Hesiodum . . . coégit in suis 
studiisobmutesceresenectus? an in omnibus 
his studiorum agitatio vitae aequalis fuit? Cic: 
unum illud nescio, gratulerne tibi, an timeam? 
Cic. e) an non o annon, o non, come colla ri- 
petizione, così anche colTomissione del verbo 
del primo membro, dove c'è vera disgiunzione 
o si è disposti ad affermare il secondo membro, 
nell'interrogazione diretta, pater ejus rediit, 
annon? Ter.: num tabulas habet, annon? Ter. 



2) eli itti cam., quando è espresso solo 
il secondo membro con an, mentre il primo 
membro, facile a supplirsi dal contesto, viene 
omesso (non mai nelVinterrog. diretta sem- 
plice), e precis.: a) quando si interroga con 
ironia, presupponendo una risposta contra- 
ria (negativa), ma col tono di chi aspetta 
risposta affermativa, o, o piuttosto, ovvero, 
o forse? {dove, senza ironia, n'interroghe- 
rebbe con num o ne), an etiam id dubium 
est? Cic: an putas? Cic: quindi an non (non 
annon) con valore affermativo (dove, senza 
ironia s' interrogherebbe con nonne), quo 
fretus sim? an non dixi esse hoc futurum? o 
n n h > io detto ? Ter.: an haec ab eo non di 
cuntur? Cic: partic. b) quando si desidera o 
si presuppone il contrario, e farebbe meravi- 
glia, quando la cosa dovesse venire affermata, 
foì-se che? forse? (quindi anche insieme alle 
esclamazioni eho, amabo, obsecro), an cen- 
ses, nihil inter nos convenire ? Cic e) quando 
per confutare un'opinione altrui, o sostenere 
la propria, si pone innanzi interrogando una 
proposizione generale notoriamente vera, od 
anche si vuol dimostrare un caso discutibile 
con un altro simile indiscutibile (argumen- 
tum a minore ad majus) (non di rado rin- 
forzando con vero) o forse, o, quae tandem id 
ars non habet? earum dico artium, quae con- 
jectura continentur et suntopinabiles.An me- 
dicina ars non putanda est? Cic. d) quando, 
in genere, si vuol confutare l'opinione con- 
traria od esporre la propria come indiscuti- 
bile, o forse, forse che, ora, in domiuos quaeii 

de servis iniquum est. Anne quaeritur? Cic: 
an potest quis dubitare, quin etc? Cic. e) 
spesso dopo un'altra interrogazione, alla 
quale si contrappone qualcosa come propria 
congettura, o, o forse, sed quid Curio ? an illam 
orationem non legit? Cic: quindi anche i) in 
semo affermativo, dove in proprio nome 
e senza riguardo ad opinioni diverse o d'altri 
si porrebbe il nonne, o ... non? dunque non? 
forse non? partic. in contrapp. ad un'inter- 
rogazione precedente, quidnam beneficio pro- 
vocati facere debemus? an imitari fertiles 
agros etc, Cic 

Infine 3) (per esprimere Tincertezza in 
genere) anche nell'i nter rog az ione in- 
diretta semplice = num. se, in obscuro 
est, an didiceris, Plin. ep.: tria sine dubio 
spectanda sunt: an sit, quid sit, quale sit, 
Quint.: consuluit an etc, Curt. 

Anaces, uni, m. ("Avaxeg, antico plur. 

di àva£) = signori, protettori, difensori, epiteto 

de> Dioscuri. 

Aiiacliarsis, sìdis, m. ('Ava^apatg), Ana- 
carsi, scita di famiglia principesca, il quale 
ai tempi di Solone, per desiderio d'istruirsi, 
venne in Atene e vi acquistò grande cre- 
dito pe' suoi semplici costumi e pel suo in- 
gegno. 

inaor i'ón, ontis, acc. onta, m. ('Ava- 
xpéoov), Anacreonte, celebre poeta lirico, na- 
tiv > di Teo nella Jonia (559 av. Or.); m>r\ 
il 478 av. Cr. — Deriv.: Anacreon- 
tlUS a, uni ('AvootpsóvTSios), anacreontico. 

aiisidcllia , matis, n. (àvocSyjfia), benda 
per i capelli, del capo, come ornamento delle 



169 



Anagnia 



Anchises 



170 



donne, sinonimo di mitra (V.), in Lucr. 
4, 1121. 

4nagnia, ae, f. ('AvayvÉa), antichissima 
città del Lazio, capitale degli Emici, in una 
contrada fertile e amena sopra un'altura, 
appiè della quale convergevano la via La- 
vicana e Praenestina (compitum Anagni- 
num); ora Anagni. — Deriv.: ;4nagnf- 
ntis, a, um, di Anagni; sost., a) Anagninus, 
i, m., abitante di Anagni, b) Auagninum, i, n., 
Anagnino, podere di Cicerone nel territorio 
di Anagni. 

anagiiostcs, ae, m. (àvayvwoxYjs), let- 
tore, latino puro lector (schiavo o liberto), 
Cic. ed a. 

ìinalecla, ae, m. (da àvaXsyco), raccogli- 
tore di rimasugli o di briciole, titolo di uno 
schiavo, il quale aveva durante il pranzo da 
togliere ciò che rimaneva sulla mensa, e ciò 
che cadeva dalla tavola, Sen. ep. 27, 7. 

anàieptris, trtdi?, f. (da àvaXafiPaveo), 
cuscinetto per le spalle, Ov. art. ani. 3, 273. 

analogìa, ae, acc. an, f. (àvaXoyta), I) 

ugual rapporto, proporzione fra due più 
cose, analogia (lat. puro comparatio prc- 
portiove), Sen. ep. 120, 4. II) come t. 1. 
gramm.: 1) conformità di casi simili nella for- 
mazione delle parole, analogia (contr. anoma- 
lia), Quint. 1, 5, 13. 2) (nella stilistica) unità 

e simmetria dell' 'esposizione, analogia, come lo 

scritto di Cesare de analogia, Suet. Caes. 56. 

anapaestiiSj a, um (àvdtaaiaxos, riper- 
cosso), anapesto, pes, il piede « anapesto » 
kj \j - (simile a un dattilo battuto indietro, 
cioè inverso), Cic. ed a.: sost, a) anapaestus, 
i, m., a) = pes anap., un anapesto (V. sopra), 
Quint. 9, 4, 48 e sgg. (3) verso composto di 
anapesti, Cic. or. 190. b) anapaestum, i, n. 
poesia (canto) in anapesti, CÌC. TUSC. 3, 37 
e altr. 

jknaplic, ès, f. fAvàcpyj), Anafe, isola di 
origine vulcanica, a levante di Tera, una 
delle Sporadi; ora Namfi od Anafi. 

£napis, V. Anapus n° IL 

4 ufi pus, i, m. ("Avowtoc), I) V. Amphi- 
nomus. II) (anche Anapis) fiume della Si- 
cilia, che si getta nel mare a sud di Siracusa 
attraverso a paludi ; ora Anapo: come dio 
del fiume, amante della ninfa Ciane, il cui 
ruscello riceve poco prima della foce. 

Anartes, Tum, m. ("Avapxot), Anarti, 
popolazione della Dacia al nord del Tibisco. 

1. Alias, ae, m. ("Avag), Ana, fiume 
della Spagna; oggi Guadiana. 

2 anas, natis, f., anitra, anatum ova, Cic. 

ànatìcula, ae, f. (dimin. di anas), ani- 
trino, Cic. de fin. 5, 42. 

ànattfcismus, i, m. (àvaxoxiou.Ó£), inte- 
resse sopra interesse, frutto dei frutti, CÌC. ad 
Att. 5,21, 11 e sgg. 

Anaxagtfras, ae, m. ( 'Avagayópot£ ), 
Anassagora, celebre filosofo della scuola io- 
nica antica, nato a Clazomene (verso il 500 
av. Cr.J, amico e maestro di Pericle e di 
Euripide. 

4na\aroliu*, i, m. ('AvdgapxogJ), Anas- 
sarco, celebre filosofo di Abdera, discepolo 
di Metrodoro di Chio, seguace di Demo- 



crito, compagno di Alessandro il Grande 
nelle sue spedizioni. 

inax mia mici», dri, m. ('Ava£ijiav8pos), 
Anassimandro, celebre filosofo ionico di Mi- 
leto, il pili prossimo discepolo di Talete. 

.4na.\inienes,is,m.('Ava£t|iévY]s),-4ntts 
simene, I) celebre filosofo ionico, di Mileto, 
discepolo o almeno continuatore prossimo di 
Anassimandro (verso il 500 av. Cr.). II) re- 
tore e storico di Lampsaco, discepolo del ci- 
nico Diogene (verso il 365 av. Cr.). 

anceps, cYpttis (an e caput; abl. sing. co- 
mun. ancipiti), bicipite, bifronte, I) propr.: 
Janus, Ov.: ancipiti mirandus imagine Janus, 
Ov.: poeticam. acumen montis, con doppia 
vetta, Ov. II) trasl., che ha due parti, 1) o 
doppio taglio, a due tagli, securis, Ov. 2)gene- 
XlC.'.cheva da due parti opposte, a) nello spazio, 
che va od è volto da due parti, che è gettato, corre 
da due parti o da due direzioni opposte, da fronte 

e da tergo, munimenta, Liv.: tela, Liv.: anci- 
pites ad ictum, presentando ambo le parti 
(petto e spalle) ai colpi (di persona), Liv.: 
cum anceps hostis et a fronte et a tergo ur- 
geret, Liv.: ancipitibus locis premi, Nep.: e 
così pure anc. proelium, Caes. (diverso dal 
n° 3, e, a), certamen, Justin. (cfr. al n° 3, a), 
parim. anc. periculum, Sali.: anc. malura, 
interno ed esterno, Sali.: anc. metus et 
ab cive et ab hoste, Liv.: e così pure terror, 
Caes. b) rispetto alla natura, che è propenso 

ad ambedue le parti, doppio, anfibio, bilaterale, 

bestiae quasi ancipites, anfibi, Cic: anc. di- 
cendi faciendique sapientia, Cic. 3) che oscilla 
fra due parti, che ha due lati, che si volge da 
una o dall'altra parte, a) generic. fatorum 
via, Cic: disputationes, Cic: cam ipsa per se 
res anceps esset, Liv. b) Uie ha due lati = 
ambiguo, di doppio senso, anc sententia, ora 
culum, Liv.: anc. jus, diritto controverso, 
Hor. e) che oscilla = sospeso, incerto, dub- 
bioso, a) riguardo al successo, all' 'esito, belli 
fortuna, Cic: aicjs ancipites variique casus, 
Cic: anc. proelium, Liv. (diverso da sopra al 
n° 2, a) : ancipiti Marte pugnare, bellum ge- 
rere, Liv. p) che dubita rispetto al parere, in- 
certo, perciò anche indeciso, senza consiglio, 
Lucanus an Apulus, anceps, non si sa se, ecc., 
Hor.: animum inter Fidenatem Romanamque 
rem ancipitem gessisti, Liv.: e così pure ma- 
tres, Verg.: epoeh, formido, Verg. y) i^erto 
rispetto al sentimento, dubbio, volubile, fides, 
Curt. d) pregn., incerto rispetto al lato dan- 
noso, pieno di danni, pericoloso, rischioso, sca- 
broso, ancipites viae (maris), Ov. : bellum du- 
bià et interdum ancipiti fortuna gestum, Veli.: 
vox ipsi anceps, Tac: eoZZ'infin., quia revocare 
aut vi retinere eos anceps erat, Liv.: neutro 

sost . = condizione incerta, pericolosa, in anceps 

trahi, Tac: in ancipiti esse, Veli, e Tac: inter 
ancipitia, Tac. 

AiH'Iiìalos (-iis) i, f. ('AyxtaXos), An " 
chiaio, piccola città degli Apolloniati in Tra- 
cia sul Ponto ; ora Akiali. 

AncliTsés, ae, e Ancliisa, ae, m. ('Ay- 
xCotjs), Anchise, figlio di Capi e di Temi, ni- 
pote di Assaraco, signore di Dardano, pa- 
dre di Enea (ch'egli ebbe da Venere), il 
quale lo salvò dall'incendio di Troia. — 



171 



ancile 



anethum 



172 



Deriv.i 1) Ancliiscus, a, um, ancidseo, di 
AncMse. 2) Anchìsiadcs 5 ae, m., l'An- 
chteìade (discendente di Anchise) = Ènea. 

ancile* is, n. (non da àyyiùXog, rotondato, 
oblungo, ma da ancilis per ancisilis, da amlb, 
e caedo, incavato da ambedue le parti, I) 
scudo sacro, piccolo, oblungo, rientrante nel 
messo come la cassa di un violino; esso cadde 
dal cielo nell'ottavo anno del regno di Numa, 
e per preservarlo dai furti, insieme con altri 
undici copiati consimili, veniva conservato 
come una reliquia. I sacerdoti Salii ogni 
anno nel mese di mar so li portavano in giro 
in solenne pompa per la città, cantando e 
dansando (ancilia ferre, movere), poi li ripo- 
nevano nel sacrario (ancilia condere), Liv. 
ed a. 11) poet. trasl., ogni piccolo scudo 
oblungo, quando si parla di armi di stampo 
antico, targa, Verg. Aen. 7, 188. — Genit. 
plur. comun. ancilium; poet. eteroclito, an- 
ciliorum. 

anelila, ae, f. (dimin. di ancula), ancella, 
addetta ai lavori domestici, serva, schiava, 
fantesca (contr. servus, puer), Cic. ed a.: ap- 
posisione mulier ancilia, Sali.: e di chi è ver- 
gognosam. servile, Fufidius ancilia turpis, 
Sali.: orat. Lepidi, § 21. 

ancillariolus, i, m. (ancilia), colui che 

tien dietro alle serve, innamorato di serve, 
cacciatore di grembiali, Sen. ben. 1, 9, 4. 

anelllaris, e (ancilia), che appartiene a, 
che è proprio delle serve, artificium, Cic. Tusc. 
5,58. 

ancillula, ae, f. (dimin. di ancilia), gio- 
vine ancella, serva, schiava, Cic. ed a. 

anclsus, a, um (amb e caedo), tagliato in- 
torno, tagliato alVintorno, Luci". 3, 658. 

4ncòn, ònis, f. ('Ayxwv) e Ancona, ae, 

f., antica città (colonia dorico-siracusanaj 
nel Picenum sul mare Adriatico, con un 
tempio di Venere; ancor oggi Ancona. — 
Deriv.: Aiicóniìànus, i, m., nativo di 

Ancona, Anconitano. 

ancora, ae, f. (àyxopa), ancora, ancoram 
jacere, Caes. : ancoram tollere (levare), Caes.: 
ancoram praecldere (tagliare), Liv.: ancoram 
moliri (salpare), Liv.: navem in ancoris tenere, 
Nep.: navis in ancoris constitit, Caes., in an- 
coris stat, Liv.: stare ad ancoram, Liv.: consi- 
stere ad ancoram, Caes.: resolutis oris in an- 
coras evehi, Liv. 

ancorale, ÌS, n. (ancora), gomena dell'an- 
cora, Liv. ed a. 

ancorarius, a, um (ancora), apparte- 
nente all'ancora, dell'ancora, funis, gomena, 
Caes. b. e. 2, 9, 4. 

incus. V. Marcius. 

Ancjpra, ae, f. ("Ayxopa), Andra, capo- 
luogo dei Tettosagi, più tardi capitale della 
Galasia, soggiorno favorito degli impera- 
tori bisantini (partic. di Arcadio) ; ora An- 
gora. 

andahala, ae, m., andabata, gladiatore 
romano, che portava un elmo senza aperture 
per gli occhi e così come un cieco, per diletto 
degli spettatori, per lo più colpiva in fallo, 
Cic. ep. 7, 10, 2. 

Andes, ìum, m., indi, tribù gallica sulla 
bassa Loira. 



Andrigcus, i, m. ('Avdpiaxog). Andriseo, 
schiavo di nascita oscura, il quale sotto il 
nome di Filippo (quindi comun. detto Pseu- 
dophilippus, WevòoyiXnnzos), si spacciò per 
figlio di Perseo, re di Macedonia, e suscitò 
la tersa guerra maced., la quale finì Vanno 
147 av. Cr. colla ridusione della Macedonia 
a provincia romana, per opera di Metello 
(il cui trionfo Andrisco stesso adornò come 
prigioniero). 

Andrlus, a, um, V. Andros. 

Androclus, i, m. ("AvòpoxXos), Androclo, 
schiavo, il quale nella sua fuga nel deserto 
africano, sanò un piede ad un leone : ripreso 
più tardi e condannato alle belve, venne per 
gratitudine riconosciuto e accaressato nel 
Circo dal leone ch'egli avea curato. 

Androgeòs ovv. -geus, i, m. ('Av&pd- 
Ysoos), Androgeo, figlio di Minosse e di Pa- 
sifae, il quale vinse tutti i suoi rivali nelle 
gare panatenaiche, ma venne poscia ucciso, 
per la qual cosa Minosse guerreggiò cogli 
A teniesi e impose loro il tributo per il Mi- 
notauro. — Forma second.: Andrdgeòn, 
ònis, acc. òna, m. ('Avòpóystov), donde 4n- 
drogeòneus, a, um, di Androgeo, 

aiidrdgynes, acc. en, m. (àvSpOYÓvyjg), 
androgine = virago, eroìna, Val. Max. 8, 3, 1. 

androgynus? i, m. (àvòpÓYovog), uomo 

donna = androgino, ermafrodito, Luci'., Cic. 

ed a. 

A iid roiii aeliò, ès, f. e -cha ae, f. ('Av- 

òpo\x<xyr}), Andromaca, figlia di Eesione, re 
di Tebe nella Cilicia, moglie di Ettore ; dopo 
la presa di Troia, prigioniera di Pirro, a 
cui partorì tre figli, ma più tardi maritata 
al compagno di schiavitù Fieno, fratello 
di Ettore. — Andromacha è anche il titolo 
di una tragedia di Ennio, imitata da quella 
di Euripide. 

Andromede, ès, f. e -da, ae, f. ('Av- 
Spojiédyj), Andromeda, figlia di Cefeo , re 
di Etiopia, e di Cassiopea; esposta in preda 
ad un mostro marino, fu salvata da Perseo 
che la sposò. Essa venne come il marito e i 
genitori, posta in cielo tra le costellazioni 
settentrionali, 

andron, Ònis, f. (àv'5p(óv), androne, andito, 

corridoio, tra due pareti o mura di edifizi, 
cortili o giardini, Plin. ep. 2, 17, 22. 

AlldroillCUS, i, m. ('AvSpÓVLXOg), Andro- 
nico, nome (di uomo) greco, sotto cui è partic. 
noto L. o T. Livius Andronicus, nato a Ta- 
ranto, prigioniero di guerra e schiavo di 
M. Livio Salinatore (intorno al 340 av. Cr.), 
il primo poeta drammatico (anche epico) di 
Poma. 

Andro* e Andrus, i, f. (f\ "AvSpog), 
Andro, la più settentrionale delle Cicladi, 
a S. E. dell' Eubea, ancora attualm. Andro, 
con una città dello stesso nome, la quale aveva 
un tempio sacro a Bacco. — Deriv.: An- 
drìus, a, um ("Avdptoc.), dì Andro; partic. 

SOSt., Andria, ae, f., fanciulla di Andros, An- 

driotta; titolo d'una commedia di Terensio. 
aneliti*, i, m. (dimin. di anulus), piccolo 

anello, anellino, Hor. ed a. 

alleluimi, i, n. (ccvyjGov), aneto, pianta 
odorifera, Verg. e Plin, 



173 



anfractus 



angustiae 



174 



anfractus (amfr.), us, m. (an e frango), 

rottura intorno = incurvatura, tortuo- 
sità, I) propr.: nihil incisura angulis, nihil 
anfractibus, Cic: partic. del moto circolare 
del sole (secondo V opinione degli antichi), 
solis, Cic: animus, giro annuale del sole, 
volger di un anno, ecc., Cic: partic. spesso 
giravolte della via e di altre località, cur- 
vus vallis, Verg.: rectà regione, si nullus 
anfractus intercedere^ Caes.: plur., anfr. via- 
rum, montium, litorum, Liv. II) trasl.: 1) 
del diritto, vie tortuose, raggiri, rigiri, per CUI 

deve l'avvocato cercare di ottenerlo, judi- 
ciorum, Cic: juris, Quint.: e delle diverse vie 
per trattare una causa, quae omnia infinitos 
anfractus habent, Quint. 2) nel discorso, pro- 
lissità,, ambagi, raggiri, CÌC e Quint.: oratio 
sit circumscripta non longo anfractu, pe- 
riodo, Cic 

a n £i portimi, i, n. e angiportìis, us, 
m. (angO e portus), via stretta, secondaria; 
chiassetto, Ter., Cic ed a. 

A n giti a, ae, f. (angO = colei che strozza), 
Angizia, divinità delle popolazioni intorno 
al lago Fucino {ora Lago di Celano), dei 
Marsi e dei Marrubi, a cui insegnò l'uso 
dei contravveleni; di qui il nemus Angitiae, 
sulla sponda occidentale del lago Fucino; 
ora Selva d'Albi. 

ansio, anxi, ere (dalla rad. ANG, gr. ArX 
donde anche angulus, augustus, ayx^)» re- 
stringere, I) propr., stringere corporalm., 

stringere insieme, comprimere, partic. la gola, 

soffocare, oculos, guttur, Verg.: sues, Verg.: 

generic: COrporalm., tormentare, opprimere, 

alqm aestu ac vigiliis, Liv. II) trasl., strin- 
gere a quale, il cuore, rendere angoscioso, an- 
gustiato; affliggere, angustiare, affannare, in- 
quietare, tormentare, alcjs animum e alqm, 
Comici, Cic. ed a.: me illa cura sollicitat an- 
gitque, Cic: angunt alqm Sicilia Sardiniaque 
amissae, Liv.: al pass., angi animo e animi, 

COmun. Sempl. angi, tormentarsi, addolorarsi, 
inquietarsi, sentirsi oppresso, angustiato, esser 

mesto, Cic: angor intimis sensibus, Cic: angi 
alcjs decessu, Cic: angi de Statio manumisso 
et nonnuliis aliis rebus, Cic: seg. da quod, 
coIVslcc. e Z'infin., Cic. 

angor, òris, m. (ango), I) lo stringere do- 
lorosamente la gola, lo strozzare, il soffocare, 
aestu et angore vexata, soffocata dal caldo, 
Liv. 5, 48, 3. II) trasl., affanno del cuore, 

angoscia, inquietudine, Cic: plur., angores = 
affanni, melanconia, confici angoribus, CÌC 

anguicomus, a, um (anguis e coma), an- 

guicrinito, anguichiomato, Ov. met. 4, 699. 

anguicìilus, i, m. (dimin. di anguis), 
serpentello, CÌC. de fiu. 5, 42. 

anguifcr, fera, forum (anguis e fero), por- 
tante serpi, Prop. ed a. 

anguigena, ae, e. (anguis e geno o gi- 

gno), nato da serpente, Ov. met. 3, 531. 

anguilla, ae, f. (anguis), anguilla, Sen. 
#d a. 

anguimanus, i, m. (anguis e manus), 

dalle mani, dalle braccia di serpente ; detto del- 
l' elefante, a motivo della pieghevolezza della 
sua proboscide (manus), Lucr. 2, 537 e altr. 



anguìneus, a, um (anguis), serpentino, 

di serpente, comae Gorgonis, Ov. trist. 4, 7, 12. 

anguìnus, a, um (anguis), serpentino, 

proprio del serpente, di serpente, cervice an- 

guinà, col collo di serpente, Pacuv. fr.: ca- 
pillus, Catull. 

anguipéSj pedis, m. (anguis e pes), dai 
piedi di serpente, dei Giganti, Ov. met. 1, 184. 

anguis, is, e. I) serpe, serpente di ogni 
specie fin quanto si avvinghia intorno e sof- 
foca), ma partic. grande, spaventoso, Cic. 
ed a.; prov., come immagine di ciò che mi- 
nacciapericolo, frigidus latet anguis in herba, 
Verg. ecl. 3, 93; e di ciò che è contrario, 
odiato, odioso, cane pejus et angue vitare, 
cioè colla massima cura, Hor. ep. 1, 17, 30. 
II) trasl., come costellazione : 1) === Draco, 
a Dragone , tra le due Orse, fra le costella- 
zioni settentrionali, Verg. e Ov. 2) il Serpente, 
che il Serpentario ('Ocptoo^os, Anguitenens) 
tiene nella mano, intorno a cui si avvince, 
Cic. poét. e Ov. 

anguitenens, entis, m. (anguis e teneo, 
traduzione del greco 'Ocptoo^os), Serpentario, 
Cic. denat. deor. 2, 108 e altr. 

angìilatus,a, um (angulus), provveduto di 
angoli, angoloso, corpuscula, Cic de nat. deor. 
1,66. 

angulÒSUS, a, Um (angulus), pieno di an- 
goli, angoloso, angolato, folium, gemma, Plin. 

angulus, i, m. (dalla radice ANG, greco 
ArX, da cui ango, àyxw, angustus), angolo, 
I) ogni spazio fra due linee che si toccano 

nel loro punto estremo, angolo, vertice, punta, 

anguli omnes aedium, Plaut.: bujus lateris 
alter ang. ad orientem solem spectat, Caes.: 
extremus ang. Italiae, Liv.: extremus ang. e 
saxo, canto, lembo, Ov. II) partic: 1) nella 
matemat., angolo, ang. obtusus, Lucr.: pares 
anguli, Cic: recti anguli, Sen. 2) colVidea 
accessoria di luogo lontano, solitario, come il 
nostro angolo, nascondiglio, in angulum aliquo 
ire,Tac: in ullo angulo Italiae, Cic: termine 
dispregiai, riferito alle scuole, in opposi- 
zione alla vita pratica, quas (res) isti in an- 
gulis personant, Cic: fòg., me ad omnes litte- 
rarum angulos revocas, ad una discussione 
minuziosa stelle parole e sulle sillabe, Cic 

anguste^ avv. (angustus), strettamente, 
scarsamente (contr. late, laxe), I) propr.: a) 
riguardo allo spazio: sedere, scribere, Cic: 
angustius pabulari, Caes.: angustissime Pom- 
pejum continere, Cic. b) riguardo al numero 

ed alla quantità, scarsamente, parcamente, in 

misura limitata (contr. abundanter), ang. uti 
re frumentarià, provare scarsezza di viveri, 
Caes.: frumentum angustius prò venerat, Caes.: 
angustius occurrere, Cic II) trasl.: a) ge- 
neric, in stretti confini, angustius se habere, 
trovarsi più alle strette nel disputare, Cic: an- 
gustius apud Graecos valere, solo in un senso 

più Stretto, limitato, Cic. b) concisamente, 
neir esporre, brevemente, semplicemente, dicere, 

Cic: neque id faciat tam presse et ang., 
quam etc, colla medesima brevità e conci- 
sione, Cic. 

angustiae, arum, rar. sing. angustia^ 
ae, f. (angustus), angustia, strettezza, I) propr.: 
locorum, stretti passi, Nep.: itineris, Caes.: 



175 



angusticlavius 



anima 



176> 



fretorum, Cic: spesso assol. = passi stretti, 
passi, Caes. ed a. Stor.: spiritus, strettezza di 
fiato, Cic. J7) trasl.: 1) ingerì.: angustia con- 
clusae orationis, stretti confini di un asserto 
contenuto in brevi raziocina, Cic. de nat. 
dcor. 2, 20. 2) partici a) del tempo, ristret- 
tezza, brevità, angustia, partic. in causa degli 
affari, temporis, Cic: assol., Cic. Marc. 27 b) 

di possesso, strettezza, angustia, mezzi limitati, 
mancanza di mezzi, povertà, penuria, indigenza, 

di q.c, peetmiae, Cic: rei frumentariae, Caes.: 
assol., ex meis angustila sustento illius tenui- 
tatem, Cic fil. in Cic ep. e) di contingenze 

della vita, strettezza, incertezza, imbarazzo, bi- 
sogno, petitionis, congiunture sfavorevoli per 
la petitio, Cic: in angustias adduci, Cic: in 
angustiis esse, Caes. d) dell" animo, bassezza, 
viltà, pectoris, Cic: invidiae, Cornif. rhet. 
a ligustici 5 v?us, a, um (angustiis e cla- 

VUs), con una stretta striscia di porpora sulla 

tunica, colla quale i tribuni militari di con- 
dizione plebea si distinguevano da quelli del- 
l'' ordine equestre (laticlavii), Suet. Oth. 10. 
angusto, avi, àtum, are (angustus), I) 

render stretto, stringere, serrare, Catull., Sen. 
ed a. II) trasl., restringere = limitare, fre- 
nare, gau dia, patrimonium, Sen. 

angustus, a, uni {dalla radice ANG, 
greco Arx, donde aneli" ango, àyxw, an " 

gulus), angusto, stretto, Ijpropr.l &)dÌluoghÌ, 
angusto, stretto, ristretto, non spazioso [<ontr. 

latus), pons, Cic: iter, Sali.: fauces portus an- 
gustissimae, Caes.: sost., angustimi, i, n., stret- 
tezza, per angustimi, Lucr.: plur., angusta 
viarum, Verg. e Tac b) di altre cose, stretto, 

angusto, scarso, breve (contr. latus, ampllis), 
conus, Lucr.: spiritus angustior, respiro più 
stretto, più corto, Cic: clavus, stretta striscia 
di porpora sulla tunica (contr. latus ci.), 
Veli. IIJ trasl.: 1) in gen.: in angustum con- 
cludere, adducere, deducere, restringere, li- 
mitare q.c, Cic 2) partic: a) del tempo, ri- 
stretto, limitato, scarso, misurato, breve, 110X, 

dies, Ov.: tempus, Quint. b) di possessi, so- 
stanze, spese, ecc., scarso, limitato, povero, 
parco, tenue, res frumentaria, Cic: liberalitas 
angustior, Cic. : tenuis et ang. ingenii vena, 
Quint. e) di altre contingenze esterne della 

vita, limitato, ristretto, scabroso, incerto, res 

angustae, Cic: fidts angustior, credito più 
indebolito, più scarso, Caes.: sost, angustum, 

i, n., angustia, strettezza, condizione critica, 
scabrosa, imbarazzo, bisogno, res est in angusto, 

Caes.: in angustum venire, esser ridotto alle 
strette, Cic. d) del sentire, limitato, sensus, 
(plur.), Cic. e) dell'animo e carattere, piccolo, 
meschino, basso, vile, animi angusti e_t, di- 
mostra animo basso, Cic: alii minuti et an- 
gusti, Cic. f) del modo di esporre, delVora- 
z ione, ecc., a.) riguardo alla «forma», ri- 
stretto in poche, in brevi proposizioni ; stringato, 
conciso, breve, laconico, semplice, ang. et Con- 
cisa oratio (contr. collatata et diffusa), Cic. 
P) riguardo al « contenuto », limitato nelle 
vedute, meschino, e quindi anche penoso, 
fastidioso e sim., minutae angustaoque concer- 
tationes, piccole e meschine alterazioni, 
discussioni, Cic: interrogatiunculae angu- 
stae, interrogazione elle no' ose, Cic 



àllìlèlftìlS, US, m. (anhelo), I) respirazione 
aggravata, grave,- respiro difficile, V ansare, re- 
spiro affannoso, anhelitus moventur, il respiro 
divien concitato, Cic. II) meton., 1) anelito, 

fiato, respiro, Ov. 2) esalazione, vapore, odore r 

terrae, vini, Cic. 

anhelo, avi, atum, are (am e baio), I) 

intr., respirar e fortemente, a stento, prender fiato, 
ansare, respirare affannosamente, A) propr., 

Ter. ed Ov.: anhelans spiritus, Cornif. rhet. 

B) trasl., di C inan., spirare, esalare, forna- 

cibus ignis anhelat, spira fuori la vampa, 
Verg.: anhelans inopia, stringente penuria, 

Justin. II) tr., spirare, esalare, A) propr.: 
ignes, Ov. B) trasl., spirare q.c, anelare ad 

una cosa, scelus (infamia), Cic: crudelitatem 
ex imo pectore, Cornif. rhet. 

anlièlus, a, um (anhelo) = anhelans, 
I) spirante, ansante, affannoso, equi, Verg. 

IIJ meton., che produce difficoltà di respiro 

O affanno, che fa ansimare, affannoso (faticoso), 

tussis, Verg.: cursus, Ov.: Mars (zuffa), Verg. 

4 melanti*, a, um, appartenente ad un 
Anicio, nominato da lui, di Anicio, lectica, 
Cic: nota, etichetta di un vino, la cui età ri- 
sale fino al consolato di L. Anicius Gallus 
(594 di B. = 154 av. Or.), Cic 

allietila, ae, f. (dimin. di anus), vecchietta, 

vecchierella, Cic ed a. 

4nién, èni% V. Anio. 

4n¥ensis, 4 ilio n us, V. Anio. 

inigrfts, i, m. fAviYpos), Anigro, fiumi- 
cello nella costa della Trifilia (Elide), con 
acque puzzolenti; secondo alcuni ora Mau- 
ropotamo. 

ailllis, e (anus), (senile), da vecchia, da vec- 
chierella, proprio delle vecchie, della vecchia, 

vultus, Verg.: rugae, Ov.: prudentia, di una 
vecchia, Plin. ep.: partic col concetto acces- 
sorio di superstizioso, stolto, loquace, super- 
stitiones, Cic: ineptiae paene an., Cic: fa- 
bella e, Cic. 

ànllìtas, àtis, f. (anilis), vecchiezza delle 
donne, Catull. 61, 162. 

anllf ter, avv. (anilis), da vecchia, come le 
vecchie, Cic de nat. deor. 3, 92. 

anima, ae, f. (cfr. &(o,ay]jju, spirare, sof- 
fiare), propr. ciò che alita, soffia, spira; 

quindi aria, spirar dell'aria, vento, I) propr.: 

A) in gen.: impellunt animae lintea Thraciae, 
• venti settentrionali, Hor.: quantum ignes 
animaeque valent, del mantice di Vulcano, 
Verg. B) partic. 1) aria, come elemento na- 
turale, contrapposto al fuoco, all'acqua, ecc., 
Cic e Verg. 2) Varia aspirata, respiro, soffio 
(concr., all'incontro spiritus, originar, il re- 
spiro in astr , che alternativamente assorbe 
Varia e la manda fuori), animam ducere^ 
respirare , Cic : animam continere (tratte- 
nere), Cic: animam recipere, riaver il fiato, 
Ter. II) trasl.: A) principio vitale (perchè 
concepito come determinato dal respiro), 

soffio vitale, forza vitale, spirito vitale, anima 

(e precisamente anima è il principio vi- 
tale puramente animale, all'incontro ani- 
mus il principio spirituale, intelligente, cu- 
picnte), 1) propr.: a) generic, Lucr. ed a.: 
neque in nomine im-sse animum vel animam 
nec in bestia, né un'attinia spirituale né fi- 



177 



aiiimabilis 



animatus 



178 



sica (separabile dal corpo), Cic : quindi 
delle anime separate, spiriti, ombre nel mondo 
inferiore, i Mani, nei Poeti e in Suet. Caes. 88 : 
anche di altre materie organiche, a cui viene 
attribuita un'anima come ragione del loro 
muoversi da sé, del crescere, anima amphorae, 
vapore del vino. Phaedr. b) vita animale, fìsica, 
in quanto è determinata dall'esistenza dell'a- 
nima nel corpo, animam relinquam potius, 
voglio piuttosto morire, morrei piuttosto, Ter.: 
animam edere, Cic, od effiare, Nep., o depo- 
nere, Nep., spirare, lasciare V anima, la vita: 
animam agere, rendere V anima ( V, ago n" I, 
2, a, p), Cic: dum anima est, finché respira 
(vive), Cic: e secondo Videa che il sangue sia 
sede della vita, purpuream vomit animam, 
Verg.: animam debere fprov.)di chi ha grandi 
debiti, Ter. 2) meton., creatura dotata di 
anima, anima, servientium animae,Tac: e come 
vezzeggiativo, vos, meae carissimae animae, 
Cic: egregiae animae, Verg. B) (come animus) 

animo (ragionevole) dell' UOmo, spirito, anima 

rationis consiliique particeps, Cic: animae 
morte careni, Ov. — a) Genit. sing. arcaico, 
animai, Lucr.ed a. b) dat. e abl. plur. in Ci- 
cerone, ecc. regolarmente animis. 

ammanili*, e (animo), vivificante, Cic. de 
nat. deor. 2, 91, ediz. Schoemann. 

amuiadversio, ònis, f. (animadverto), il 
rivolgere lo spirito a qualcosa ; quindi Ij os- 
servazione, considerazione, attenzione, Cic: no- 
tatio naturae et animadversio, Cic. II) trasl., 
Tosservare q.c. con dispiacere, a) riprensione, 

biasimo, castigo, punizione, alla quale Uno è 

autorizzato come pubblico magistrato, cen- 
soria, censoris, Cic: Dolabellae in audaces 
sceleratos, Cic: eufemist. = «pena di morte» 
con capitalis o capitis, Suet.: assol, Cic. ad 
Att. 12, 21, 1. b) generic, riprensione, bia- 
simo, patema, Cic: effugere animadversionem 
non posse, Cic 

aiiìmadversor, òris, m. (animadverto), 

osservatore, scrutatore, vitiorum, CÌC de off. 

1, 146. 

aiiliiiadvei*lo(anlmadvorto),verti(vorti), 
versum (vorsum), ere (da animum adverto, 

V. adverto, il II, A, b), Ij rivolgere l'animo, 
la mente, l'attenzione a g,c; osservare* conside- 
rare, percepire, rem suam, Ter.: non animad- 
verti in pace, Cic: seg. da prop. relat., ut 
anima dvertam quae fiant, Cic: cos'ut o il ne 
e il cong., illud me non animadvertisse mo- 
leste ferrem, ut ascriberem, etc.,se io non avessi 
posto mente = se avessi tralasciato, Cic: ani- 
madvertant, ne callida assentatione capiantur, 
Cic. — Quindi come t. t., a) del littore, il 
quale doveva osservare, invigilare, che si fa- 
cesse posto al console al suo apparire egli 
si dimostrasse il dovuto rispetto, consul licto- 
rem animadvertere jussit, Liv. b) del pub- 
blico, al quale il littore comandava di stare 
attento, di badare, consule theatrum introeunte, 
cum lictor animadverti ex more jussisset, 
Suet. II) trasl.: A) come conseguenza dell'at- 
tenzione rivolta a q.C, osservare, scorgere, 

percepire, notare (in senso più generale che 

sopra), vedere, ravvisare, riconoscere, congettu- 
rare, milites ex oppido, Caes.: discessum ho- 
stium, Caes.: horum silentium, Cic: alqm scri- 



bentem, Nep.: qua re animadversa, his rebus 
animadversis, Caes.: colVacc. e Hnfin., ani- 
madverti et didici ex tuis litteris te omnibus 
in rebus habuisse rationem, ut etc, Cic: seg. da 
prop. relat, quoa quidem quale sit etiam in 
bestiis quibusdam animadverti potest, Cic: 
con cum e il cong., animadversum saepe est,, 
cum cor animantis alicujus evulsum ita pai- 
pitaret, ut ecc., Cic B) pregn., osservare con 
mal animo q.c. contro quale, cioè, ripren- 
dere, biasimare, punire, castigare, a) in virtù 
dell'autorità ufficiale o patema, ecc.,comun. 
con in alqm senza Voggetto della colpa, in 
judices quosdam, Cic: patrio jure in filium, 
Liv.: il partic. anche in relazione colla man- 
canza, res animadvertenda, Cic: multa ani- 
mad versa severe, Suet.: eufemist. = punire 

uno di morte, giustiziare, in alqm, Tac e Suet. 
b) generic, riprendere, biasimare q.c, inju- 

riam, Ter.: in qua ("voce) nihil animadverti 
possit, Quint. 

animai, malis, n. (per animale da anima), 

Ij Ogni creatura animata, essere vivente con Un 

corpo, animale, nel più largo senso della pa- 
rola, quindi dell'uomo (contr. inanimimi),, 
inanimum et animai, Cic: animalia inanima- 
que, Liv.: sive animai sive terrà editum (ve- 
getale), Cic: animalia et sata, Sem: e dell' u- 
niverso come essere animato, Cic Tim. 3, § 10 
e 4, § 11 M. II) in senso più stretto, animale, 
in oppos. dlVuomo, malum aliquod aut noxium 
animai, Sem: alia animalia gradiendo, alia 
serpendo ad pastum accedunt, Cic: quindi 
= belua, detto per isprezzo di un uomo, fu- 
nestum illud animai, mostro, Cic. 

animàiis, e (anima), I) che consta d'aria, 
aereo, natura, Cic: duae partes, una ignea, 
altera animalis, Cic. II) appartenente alla 

vita, 1) attivo, che mantiene e dà la vita, ani- 
mante, vivificante (contr. inanimus, inanimalis), 
cibus, aria che fa vivere, Cic: intellegentia, 
forza vitale dello spirito, Cic. 2) passivo = 

animato, vivificato, vivente, COrpora, Luci'.: exenK 

plum (originale), Cic 

amm.m«. antis, parr. agg. (da animo), 
animato, vivente, I) agg.: animans est mundus 
composque rationis, Cic: an. imagines, Cic: 
II) sost., animans, antis, m. f. e n., ogni 

creatura, essere animato, vivente (originar, in 

senso più largo che animai, poiché com- 
prende in sé uomini, animali e piante, ma 
comun. uguale a questo, per animale (infe- 
riore, in opposizione all'uomo), Cic ed a.: 
come neutro solo al plur., animantia omnia r 
Cic. 
aniniatfo, ònis, f. (animo), il vivificare, 

dar vita; animazione, meton. = animai, es- 
sere animato, CÌC. Tim. 10, § 35 M. 

anìitialus, a, um, part. agg. (da animo), 

I) vivente, animato (contr. inanimus), Cic. ed a. 

II) disposto, intenzionato, a) generic: bene, 
Nep.: male, Suet.: socios infirme animatos r 
i sentimenti degli alleati non essere certi r 
non potersi far assegnamento sugli ali., Cic. 
ep.: Pornpejus au. inelius qusm paratus, Cic: 
quem ad modum in se quisque sit, sic in 
amicum sit animatus, Cic : videbatur erga 
nostros Vjpcoag ita fore, ut nos vellemus, ani- 
matus, Cic. b) dotato di coraggio, coraggioso,. 



179 



animo 



animus 



180 



animoso, pariter, Lucr.: cum sic animatum 
reges exercitum viderent, Justin. 

animo, avi, atum, are (da anima e animus), 

I) (da anima ) animare, vivificare ; dar V anima, 

la vita, Cic. ed a.: guttas in angues, Ov. II) (da 

animus), dotare, provvedere di un tempera- 
mento o senso, perinde utcumque temperatus 
sit aèr, ita pueros orientes animali atque for- 
mali, Cic: nisi quod (Mattiaci) ipso adhuc 
terrae suae solo ac caelo acrius animantur, 
sono dotati di un temperamento più focoso, 
Tac. — Animans e animatus come agg., V. in 
joartic. 

animóse, avv. con compar. e superi. 

{animosus), I) animosamente, coraggiosamente 

(contr. timide, humiliter), an. et fortiter fa- 
cere alqd, Cic: an. vivere, senza timore, Cic. 

II) con zelo, ardentemente, appassionatamente, 

Sen. e Suet. 

aminomi*, a, um (animus), I) animoso, 

coraggioso, in senso Cattivo focoso, impetuoso 

(contr. timidus, formidolosus), vir, Cic: ani- 
mosior senectus, Cic: signa (statue), Prop.: 
dictum alcjs, Sen.: poet. trasl., di venti, Verg. 

e Ov.: COÌl'àbl. = baldanzoso, superbo per 

q.c, spoliis, Ov.: vobis creatis, superbo di 
avervi dati alla luce, Ov. II) appassionato, 
ardente, avido di ottenere una cosa, corru- 
ptor, Tac 

aiiliiììila, ae, f. (dimin. di anima), IJpic- 

<cola vita, piccola anima, Sulpic in Cic ep. ed a. 

II) un po' di vita, tuae litterae quae mihi quid- 
<lam quasi animulae instillarunt, mi ha messo 
in cuore un po' di spirito, Cic. ad Att. 9, 71 
ed. Wesenb. 

animus, i, m. (forma masch. di anima e 
come tale indicante il principio vitale ed 
operante, pia alto ed indipendente ; come 
anima, congiunt > etìmolog. con Stvéfiog), I) 
animo, anima, come principio della vita spi- 
rituale, spirito (contr. corpus, corpo, o anima, 
forza vitale fìsica o anche animica), unde 
anima atque animi constet natura, Lucr.: 
credo deos immortales sparsisse animos in 
porpora umana, Cic: più raram. di animali, 
bestiae quarum animi sunt rationis expertes, 
Cic 

II) animo come compendio di tutte le fa- 
coltà dell'anima o come principio del sentire, 
desiderare e pensare, spirito, V. Cic. Tusc. 2, 
47 e de div. 1, 61 : quindi A) animo come 
facoltà sensitiva, 1) in gen.: a) generic, 
animo, cuore, mente, anche sentimento (greco 
Gujiós), mala mens, malus animus, cattiva 
mente, cattivo cuore, Ter.: animo aequo, ini- 
quo, V. aequus e iniquus : anche quasi pleo- 
nast. coi sost. che indicano una disposizione 
d'animo, come animi metus, angoscia, Cic: 
e così animi timor, Sali.: lubido animi sui, 
passione, Sali.: e animo od animi coi verbi di 
sentire (come in greco 0o{jlco), animo treni ere, 
Cic: animi e animis pendere, Cic b) animo = | 

indole, tempra, modo di pensare, di agire, di sen- 
tire; sentimento, carattere, principii, magnUS et 

excelsus, Cic: belli ingens, domi modicus, Sali.: 
pusilli animi est, Cic: poet. trasl. della natura, 
qualità degli alberi, exuerint silvestrem ani- 
mum, la natura silvestre, selvatica, Verg. 2) 
in par tic. una qualche disposizione, condi- 



zione, commozione dell 'animo e precis.: a) 

animo, disposizione, sentimento verso Contro 

quale, bono o alieno animo esse in alqm, Caes.: 
inimico animo esse, Caes.: qui quo animo inter 
nos simus, ignorant, Cic: prò mutuo inter nos 
animo, Cic: in animo principis, nel favore, 
nelle grazie del Pr., Tac: quindi meton. nel 
linguaggio famigliare, come espressione amo- 
rosa rivolta all'amato o all'amata, mi anime 
o anime mi « cuor mio, anima mia », Comici. 

b) cuore, animo = ardimento, coraggio, fiducia 

in sé stesso, fiducia (anche spesso al plur. par- 
lando di una pers. sola), fac animo magno 
fortique sis, Cic: animum addere, far corag- 
gio, Ter.: animus alci accedit, Cic: crevit 
extemplo Eomanis animus, Liv.: e parim. al 
plur., animi iis accedunt, Cic: animi cadunt 
(vien meno), Cic: bono animo es, Cic, o bono 
sis (fac sis) animo. Comici: licet tu mihi bo- 
num animum facias, Plin. ep.: quare bono 
animo sint et tui et mei familiares, Cic: ani- 
mum bonum habe, Sali.: cum Poeno recens 
Victoria animo esset, dando ardire, Liv.: trasl. 
della « vivacità, vivezza » del « fuoco del 
discorso », et consilii et animi satis, Quint.: 
poet. del moto della trottola, dans animos 
plagae, Yerg. Quindi a) speranza, magnus 
mihi animus est fore, io ho o nutro grande 
fiducia, che avvenga, ecc., Tac Agr. 30. p) 

(partic. nel plur.) sentimento che tende in 
alto, frutto dell'esuberanza dell'ardire, pre- 
tese, desideri elevati, alterigia, superbia, or- 
goglio, tracotanza, arroganza, cui inerat COn- 

temptor animus et superbia, Sali.: Damarata 
uxor inflata adhuc regiis animis ac muliebri 
spiritu, Liv.: cum divitiae jam animos face- 
rent, Liv.: comprimant animos suos, Cic. e) 

animo eccitato, veemenza, impeto, ardore, ira 

(comun. al plur.), animum vincere, iracun- 
diam cohibere, Cic: alcjs animos atque impe- 
tus retardare, Cic: e poet. di Eolo, Dio dei 
venti, mollit animos (la loro fierezza) et tem 
perat iras, Verg. d) animo desideroso, desi- 
derio, cupidigia, bramosia, inclinazione, e me- 

ton. voglia, piacere, animo obsequi o morem 
gerere, darsi bei tempo, Ter.: explere, soddis- 
farsi, Ter.: exple iis animum, rendili con- 
tenti, Ter.: amico quae dederis animo, al caro 
Io, Hor.: partic. animi causa, per diletto, 
per piacere, per ispasso, Cic ed a. 

B) animo come facoltà del desiderare, del 

volere = volontà, desiderio, bramosia, disegno, 

proposito, intenzione, sin aliter animus vester 
est, Ter.: ad omnia et animo et Consilio para- 
tus, Cic : cuneatim con^titerunt hoc animo, 
ut, ecc., coli' intenzione di, ecc., Caes.: bono te 
animo (con buona intenz.) dicere existimavit 
ea, quae sentiebas, Cic: partic. habeo inanimo 
e est mihi in animo coZZ'infìn. = « ho in 
mente, in animo, ho l'intenzione, son deciso, 
voglio, ho di mira, ho voglia, mi piace, Cic. 
ed a.: parim. est animus (mihi) coZZ'infìn., 
Suet., Verg. ed a. Poeti: e fert animus coZ- 
Z'infìn.,, Ov. ed a. Poeti: ed ex animo «di 
cuore » = volentieri, liberamente, sponta- 
neamente, e quindi anche « seriamente, sin- 
ceramente (contr. simulate) », Cic ed a. 

C) anima come facoltà pensante, principio 
ragionevole, 1) in gen , animo, spirito in senso 



181 



Anio 



annona 



182 



stretto, pensieri {coordinato a mens, « intel- 
letto, ragione»), omnium mente» animosque 
perturbare, tutti gli animi e tutte le menti, 
Caes.: semper in animo habui (ho sempre pen- 
sato) te in meo aere esse, Cic. 

2) partic.: a) * pensieri = coscienza, seìiso, 
animus alqrn relinquit, Caes.: linqui animo, 
Curt.: deficientibus animis, Liv. : linquentem 
animura revocare, Curt.: animus rediit, Ov. 
b) i pensieri = la memoria, ex animo effluere 
(uscir di memoria), Cic: memor in bene me- 
ritos animus, Cic.: omnia fert aetas, animum 
quoque, Verg. e) pensieri, meton. — giudizio, 
convinzione, meo quidem animo, « secondo il 
mio pensiero » = « a mio giudizio o parere, 
secondo la mia opinione o convinzione », Cic. 

lino, ònis, e comun. (dall' originaria 
forma sabina Àmen), ènis, m.,poet AiiTè- 
nus, i, m., Amene, il noto affluente del Te- 
vere, il quale scaturisce dalle montagne di 
Trevi nel paese degli Umici, e sbocca nel Te- 
vere presso Antemne. — Deriv.: a) .4nieu- 
sis, e, appartenente alVAniene, tribù», tribù 
nel territorio di Tivoli, attraverso il quale 
scorre V Aniene. b) .4 mentis, a, um, appar- 
tenente ali Aritene. 

a insani, i, n. (àviaov), anice, Cels. ed a. 

an-n... in composizione per ad-u... (me- 
diante assimilazione del d colVn), come an- 
nato per adnato e così via. 

Amia Perenna, ae, f., Anna Perenna, 

divinità romana, probab. dea della luna e 
personificazione delle fasi di essa. Agli Idi 
di Marzo si celebrava una festa in suo onore, 
con giuochi e gozzoviglie, Vorigine della 
quale viene narrata diversamente in Ov. 
fast. 3, 523 e segg. 

liiiiaeus, i, m. e Annaea, ae, f,, An- 
neo (a), gentilizio romano. 

aillialis. e (annus), I) agg., che riguarda 
Vanno, delVanno, mutuale, annuo, lex, che pre- 
Scriveva Vetà necessaria per giungere alle 
magistrature, Cic. Phil. 5, 47 e altr. II) sost., 
annali*, is, m. (se. liber) o comun. plur. 
annales, ìum, m. (libri), annali, in cui ve- 
nivano registrati i fatti più importanti del- 
Tanno; compilati nei tempi più antichi dai 
pontefici (detti quindi annales pontificum o 
annales maximi), più tardi dai cosidetti an- 
nalisti (come Q. Fabius Pictor ed a.), Cic. 
■ed a.: liber Ennii annalis sextus, il sesto libro 
degli annali di E., Quint. 

annaseor, V. agnascor. 

an nato (adn.), avi, àtum, are. nuotare 
verso q.c, ad manum hominis, Plin.: assol., 
adnatantis (delphini) tergo insilit, Plin. ep. 

anne, V. an. 

an-necto, nexiii, nexum, ere, annettere, 

attaccare, congiungere, unire, I) propr.: sto- 

machus ad linguam annectitur, Cic: cadavera 
saxis aut amphoris annexa. Liv.: assol., scapha 
annexa, Cic: resolutis,quibus(coz'2MG^ratis 
leviter annexa erat, vinculis, Liv. II) trasl.: 
a) congiungere, tmire con q.c, annexae saxis 
arenae, attaccate a, ecc., Curt.: rebus prae- 
sentibus futuras adj ungere atque annectere, 
congiungere, connettere strettamente il pre- 
sente col futuro, Cic: di vincolo di paren- 
tela, magnis domibus annexa, imparentata 



con, ecc., Tae. b) aggiungere nel discorso, 
coll'acc. e Z'infin., o col cong., Tac 

annextìs, abl. ù, m. (annecto), vincolo 

Sociale, legame, congiungimento, TaC. hist. 

3,34. 

li) ni a n 11«.. V. Annius. 

1 multai. V. Hannibal. 

Amiieerìi, òrum, m. ('Avvtxépsiot), An- 
nicerii, setta filosofica cirenaica, così chia- 
mata dal suo capo Anniceride. 

amiìeùlus, a, um (annus), di un anno, 
taurus, Varr.: neptis vix ann., Nep. 

an-iiìtor, nìsus e nixus sum, nìti, appog- 
giarsi a q.c, I) propr.: ad aliquod adminicu- 
lum, Cic: Latoaa oleae annisa, Tac II) trasl., 

sforzarsi, fare sforzi, affaticarsi, adoperarsi, 

procurare con isforzo, paululum, maxime, Liv.: 
porro, Liv.: cum alqo, Sali.: de triumpho, Cic: 
non temere prò ullo aeque, Liv.: adversus eam 
actionem summà ope, combattere, Liv.: ad ea 
patranda summo studio, Sali.: con acc. prò- 
nom. neutr., hoc idem, Liv.: quod ego anni- 
tar, Plin. ep.: con ut o ne e il cong., Liv.: 
omni ope anniti, ut ecc., Liv.: o ne ecc., Plin. 
pan.: colVinftn., vincere, Liv. 

A il ni iis, a, um, Annio, nome di una gens 
romana, di cui il più noto è T. Annius Milo 
Papianus, V. Milo. — De riv.: Iniiìaiius, 
a, um, concernente un Annio o urìAnnia, 
caput Ann. de mulierum hereditatibus, luogo 
concernente Annia (figlia di P. Annius 
Asellus), Cic 

anniversari tis, a, um (annus e verto), 

annuale, anniversario, che torna annualmente, 
rinnovato ogni anno, sacra, Cic: festi dies, 

Cic: arma, Liv.: di per s., assidui et anniver- 
sarii hostes, Fior. 

1. an-no, avi, àtum, are, I) nuotare a, 
verso, colVa.cc, naves, Caes.: col dat., navibus, 
Liv.: quindi trasl., nuotare con nave verso 
= giungere per nave, di prodotti, ad eam 
urbem, Cic II) nuotare accanto a q.c, equi- 
tes annantes equis, Tac. ann. 14, 29. 

2. Anno. V. Hanno. 
annòniinatio = agnominatio (V.). 
annon, V. an. 

annòna, ae, f. (annus), annona, provvi- 
gione dell'anno, attuale, in prodotti naturali, 
in quanto ne dipende il prezzo del mercato, 

I) propr., prodotti naturali = viveri, vettova- 
glie, partic. grani, biade, mercato dei grani 
(z= il grano portato al mercato), a) generic, 
annonae pretium, Cic: annonae caritas, vili- 
tas, Cic: si annona carior fuerit, Cic: annonae 

difficultas, Cic: pregn., mancanza di grano, di 

frutti, carestia, annonam queri, Liv.: annona 
premente, Liv. b) come t. t. milit. dell'epoca 
imperiale = cibus castrensis, vettovaglie, vi- 
veri, provvigioni da bocca, Plin. pan. ed a. II) 
meton., prezzo corrente dei prodotti naturali, 
prezzo corrente dei mercato, macelli, Suet.: 
salaria, prezzo del sale, Liv.: partic, prezzo 

attuale dei grani, delle biade, vetus, Liv.: gra- 

vis, gravior, Suet. e Veli.: annonae varietas, 
Cic: annonae gravitas, Tac: annonam excan- 
defacere o incendere, Varr., o flagellare, Plin., 
contr., annonam levare, laxare, Liv.: annona 
laxat, Liv. : annona convalescit, Suet.: fig., 
vilis amicorum annona, è a buon prezzo la 



183 



annosus 



anquiro 



184 



derrata degli amici, Hor.: pregn., alto presso 
del mercato, carestia, annonae perfugia, Cic. 

annósus, a, um (annus), annoso, vecchio, 
eìie ha molti anni, cornix, Hor.: vinurn, Ov. 

annttlatlO, Ònìs, f. (annoto), nota, anno- 
tazione, Quint.: plur. annotationes, osserva- 
zioni scritte, Plin. ep. 

annotatiti', òris, m. (annoto), osservatore 
maligno, critico, Plin. pan. 49, 6. 

annotatila, ahi. ù, m. (annoto), menzione, 
Val. Max. 9, 12, ext. 1. 

annotinus, a, um (annus), vecchio di un 
anno, dell'anno precedente, naves, Caes.: fru- 
ctus, Plin. 

an-noto, avi, àtum, are, IJ in gen., anno- 
tare, osservare per iscritto, quindi anche noti- 
ficare, riferire, per iscritto, de quibus in or- 
thographia pauca annotabo, Quint.: librum 
tuum legi et annotavi, quae, ecc., Plin. ep.: 
haec ann., coIVslcc. e Z'infin., Quint.: annota- 
tum est, colVa.cc. e Z'infin., Tac: annotatus 
est miles (si è riferito di un soldato) praeri- 
guisse manus, Tac: pregn., ann. exemplaria, 
provvedere di annotaz., Suet.: librum, fare 
(per sé) osservazioni sopra un libro, Plin. 
ep.: trasl., prender notizia di q.C, osservare 
q.c. colla mente, percepire, insculptum monu- 
mento "militem Gallum, Suet.: coir acc. e Z'in- 
fin., Plin. pan. II) partic. come t. t. giurid., 
notare per la punizione uno già condannato, 
Plin. pan. e Suet. 

annìilarius, V. anularius. 

annulus, V. anulus. 

an-ntìinero, avi, àtum, are, I) nume- 
rare, contare, argentum, Ter.: alci pecuniam, 
pagare, Cic: non ann. verba, sed appendere, 

Cic. IT) annoverare (aumentando), mettere nel 

numero, alqm his duobus, Cic: alqra vivis, 
Ov.: alqm patronorum in grege, Cic. 

an-UUntlO, avi, àtum, are, annunziare, far 

sapere, riferire, caedem Galbae, Suet.: annun- 
tiatur, coll'acc. e Tinfin., Curi; con prop. 
relat. o interrog. indir., Aur. Vict. e Suet. 

annuo, nui, ere (ad e *nuo,ere), far cenno, 
accennare col capo, IJ in gen.: simul atque 
ille sibi annuisset, al primo cenno, Cic: an- 
nuentibus et vocantibus suis evadit, Liv. II) 

pregn., A) dare il proprio consenso accennando 
Col Capo, annuire, assentire, acconsentire, ap- 
provare, dir di sì, confermare (coiltr. abnuo), 

assol., dare il proprio assenso, concedere, 
Ter. e Cic: con acc. pronom., Cic. e Nep.: o 
colV&cc. di un agg. neutro, falsa, Tac: col 
dat., legibus impositis, Sali, fr.: praemiis, Liv.: 
coeptis audacibus, favorire, Verg.: colV&cc. e 

Rinfili., LÌV. e Verg. B) concedere, accordare, 
promettere, destinare q.c. a quale, caeli ar- 
cem, Verg.: annuite nutum numenque ve- 
strum invictum Campanis, accordate il vo- 
stro assenso, Liv. C) alqm, indicare quale. 

con un cenno, additare, designare, Cic II. Verr. 

1, 158. D) far intendere (domandare) con un 
cenno, an etc, Tac ann. 15, 58: ut etc, Curt. 
5, 2 (9), 22. 

annus, i, m. (radice AN, donde anus, 
anulus), propr., il giro del tempo, il ritorno 
periodico, quindi anno, I) propr.: 1) generic, 
anni tempus, Caes.: anni principium, Liv. : 
principio anni, initio anni, Liv.: exitu anni, 



Tac: ineunte anno, Suet.: exeunte anno, Cic: 
anno superiore, Cic: postero anno, Cic: extre- 
mo anno, Liv.: anno vertente, Cic: abhinc 
annos D, Cic: anno ante, Liv.: lex anno post, 
quam lata sit, abrogata, Cic: nondum centum 
et decem anni sunt, cura (da che) lex lata est, 
Cic: omnibus annis, Caes.: multis annis, Cic: 
indutiae annorum octo, Liv.: multorum anno- 
rum laetitia, Cic: superioris anni (dell'anno 
prima) munitiones, Caes.: consul anni priori» 
(contr. consul novus), Liv. — JEsp ressioni 
avverbiali: a) anno, nello spazio di un 

anno intiero, un anno intiero, LÌV., OVV. ogni 

anno, annualmente, Liv.: spesso anche in anno, 
quando si indica quante volte una cosa ac- 
cade in un anno, per es. ter in anno, Cic. 

b) annum, durante un anno, ma anno intiero, 

Cic e Liv. e) in annum, per un anno, Liv.: 
così anche in hunc annum, per quest'anno, 
Cic: in annos, per anni, Caes.: e così in mul- 
tos annos, Cic d) ad annum, di qui ad un anno, 

l'anno venturo, Cic e) ante annum, un anno 

prima, Plin. ep. 2) degli anni della vita u- 
mana, annos LXX natus, Cic: Hannibal an- 
norum ferme novem, fanciullo di circa nove 
anni, Liv.: habere annos viginti, Cic: annum 
agere quartum et octogesimum, Cic. : centum 
complevisse annos, Cic: quindi anni = gli 
anni che uno ha, Tetà, anni pueriles, Quint.: 
juveniles, Ov. (in questo senso, di rado al 
sing., come rugis integer annus, Prop.): e 
come aetas = gli anni = età avanzata, con- 
fectus annis, Sali. : gravis annis, Liv. 3) Veta 
in cui per la prima volta si poteva aspirare 
alle cariche onorifiche, annus meus, tuus, 
suus, Cic 4) Vanno in relazione alle sue qua- 
lità, ai suoi avvenimenti, sterilis aut fertilis, 
Sen.: gravissimus et pestilentissimus, Cic: 
nati melioribus annis, Verg. 5) annus magnus, 

il grande anno del mondo, periodo di circa 

25800 anni comuni, Cic II) meton.: 1) sta- 
gione, frigidus, Verg.: hibernus, Hor. 2) rac- 
colto, provento dell'anno, Cic 1. Verr. 40, Tac 
Germ. 14 e Agr. 31. 

annuii»:, a, um (annus), IJ annuo, annuale, 
che dura un anno, che raggiunge un anno, limi- 
tato ad un anno, d'un anno, tempus, Cic: ma- 
gistrata, Caes.: aera (stipendioj, Liv.: ut si- 
raus annui, affinchè siamo per un sol anno 

(nella provincia), Cic II) che ritorna od ac- 
cade ogni anno, annuale, annuo, COmmutatio- 

nes, il mutarsi delle stagioni, Cic: labor, 
Cic, sost., annuum, i, n., e comun. plur. an- 
nua, Òrum, n., annata, provvisione annuale, 

alci annuum praestare o annua praebere, Sen. 
e Suet.: annua accipere, Plin. ep. 

anquiro, qulsìvi, qulsìtum, ere (an e 

quaero), cercare intorno a q.C. quale, spiare 
intorno, ricercare, investigare, riguardare at- 
torno, I) propr.: alqm, quem diligamus, Cic: 
omnia, quae sunt ad vivendum necessaria, 
anqu. et parare, Cic: II) trasl.: A) tr., ricer- 
care indagando, indagar e,investigare, da tutte le 

parti per curiosità, desiderio di sapere, mens 
semper aliquid aut anquirit aut agit, Cic: 
nihil praeter suum negotium agere, nihil de 
alio anquirere (darsi cura di), Cic B) intr., 
come 1. 1. dei processi criminali rom., inqui- 
sire, esaminare le circostanze di un'accusa 



185 ansa 

e poscia fare una formale proposta di una 

data pena [in seguito a che veniva la ro- 
gatio]; proprio del magistrato presidente e 
partic. dei tribuni della plebe, de perduel- 
lione, Liv.: de morte alcjs, Tac: colV abl. o 
genit. della pena, capite e capitis, di morte, 
Liv.: pecunia, Liv. 

ansa, ae, f., manico, per cui si prende q.c, 
I) propr. (di una brocca, di un vaso, ecc.), 
Verg. ed a.: crepidae, occhiello sulVorlo della 
suola, attraverso cui sì tiravano i legacci, 

Tibull. II) appiglio, ansa, occasione, oppor- 
tunità ad una cosa, plures dare alci tamquam 
ansas ad reprehendendum, Cic: habere repre- 
hensionis ansam aliquam, Cic. 
Ansancti, V. Ampsancti. 

1. anser, seris, m., oca (sacra a Giunone), 
greges anserum, Varr.: pastum jecur anseris, 
Hor.: clangor anserum, Liv.: anseres clamant, 
Cic. 

2. Anser, seris, m., Ansere, poeta inso- 
lente ed osceno, amico del triumviro Antonio, 
che gli regalò il podere di Falerno, Cic. Phil. 
13, 11 (dove in scherz. equivoco il plur. An- 
seres). 

ansìila, ae, f. (dimin. di ansa), piccolo oc- 
chiello alle suole delle scarpe, Val. Max. 8, 
12 ext. 3. 

Antandros (-us), i, f. ("Avxavopos), An- 
tandro, città della Misia sul golfo Adirami- 
teno, appiè dell Ida; ancora oggi Antandro. 
— Deriv.: AnlandrTiis, a, um, di An- 
tandro» 

ante (forma arcaica antt, donde antidea, 
da connettersi con àvxa, àvxó, avxvjv) avanti, 
innanzi, davanti (contr. post), avv. e prep., 

1) avv.: A) di luogo (contr. post, a tergo), 
ante aut post pugnare, Liv.: coronatus stabit 
et ante calix, Tibull.: nel moto (contr. retro), 
ante ingredi, Cic: ante ferre gressum, Verg. 

B) di tempo: 1) in relazione con un altro 

tempo trascorso, avanti, innanzi, prima (dove 

poi V esatta indicazione del tempo sta ora in 
abl., ora in acc, secondo Vuso comune di 
questi casi nei rapporti di tempo), ante ad 
te falsum scripseram, Cic: multis ante saecutis, 
Cic: paucis mensibus ante, Caes.: ante annum 
Trojanae cladis, un anno prima della caduta 
di Troia, Justin. Con vari avv.; multo ante, 
Ter., o ante multo, Cic: ionge ante, aliquanto 
ante, paulo ante, Cic Spesso ad ante segue 
quam (in espressioni meno energiche vengono 
congiunti in una parola sola: antequam), 
prima «he (coZZ'indicat. e il cong.), anno 
ante, quam mortuus est, Cic: nec ante nos 
hinc moverimus, quam patres acciverint, Liv. 
Nei poeti talv. quam ante, Lucr., Tibull. ed 
a.: parim.nei poeti talv. pleon. prius... ante- 
quam, Verg.: e prius... quam... ante, Prop. 

2) in relazione col futuro o col presente, 

per Vaddietro, prima, una volta, Ov. fast. 1, 

337. S)molto rar. agg. (come ^ yjòk% •Tjnipa), 
neque ignari sumus ante malorum, dei mali 
di prima, Verg. 

II) prep. C0IV3.CC, davanti, innanzi, A) di 

luogo, 1) propr.: post me erat Aegina, ante 
me Mesrara, Sulpic. in Cic. ep.: ante pedes, 
Ter. e Cic: ante oppidum, Cic: alqm vinctum 
ante se agere, JSTep. : causam ante alqm di- 



186 



cere, davanti a quale, come giudice, Cic. 2) 
trasl. , per indicare la preferenza nel giu- 
dizio nel grado, innanzi, quem ante me di- 
ligo, più di me, Balb. in Cic. ep.: ante Jovem 
haberi, essere al di sopra di Giove, Curt.: 
ante alqm alqd esse, sorpassare una pers. 
cosa, Sali, ed a. — Quindi spessissimo a) 
nelle locuzioni ante alios, Liv. e Verg.: ante 
omnes, Tac: per indicare relazioni di para- 
gone, quindi anche talv. pleon. scelere ante 
alios immanior omnes, Verg.: unus ante alios 
carissimus, Nep. b) ante omnia a) prima di 
ojni altra cosa, Liv. ed a. (3) comparativo, so- 
pratutto, Liv. ed a. y) prima di tutto, in prin- 
cipio, sino dalie prime, parlando di cose che 
si devono trattare, di argomenti che si deb- 
bono introdurre, Quint. 

B) di tempo (contr. post), ovanti, prima, 

ante lucem, Cic: ante hunc diern, Ter.: ante 
brumam, Ter.: multo ante noctem, Liv.: paulo 
ante lucem, Sulpic in Cic ep.: talv. posposto 
(partic. con qui) al suo caso, diem statuo, 
quam ante, Cic Spesso anche Vindicazione 
del tempo è compresa in una pers., qui 
honos togato habitus ante me est nemini, 
Cic: in un oggetto, che cade in un dato 
tempo, ante has meas litteras, prima d'aver 
ricevuto questa mia lettera, Cic: ante aedili- 
tatem meam, Cic: ante hanc urbem conditam, 
Cic. e Liv. Espressioni particolari sono an- 
cora : a) ante rem, prima della lotta, Liv. 9, 
40, 5. b) ante fiuem, prima della fine, Plin. ep. 

1, 12, 2. e) ante annum, un anno prima, Plin. 
ep. 8, 23, 7: così pure ante quadriennium, 
quattro anni innanzi, Tac. Agr. 45: ante 
aliquot dies, alcuni giorni prima, Nep. Dat. 
11,2. d) ante tempus, cioè oc.) prima del tempo 

debito, Liv. 31, 36, 3. P) prima dei tempo sta- 
bilito, fissatOfCic. e Suet. e) ante diem (poet.), 
Cioè a) prima del tempo, Ov. (3) prima del 
tempo destinato dalla sorte, Verg. e Ov. : e COSÌ 

ante annos suos, Ov. f) ante id tempus, fino 
a questo tempo, Caes. ed a.: e ante hoc, fin qui, 
Tac: ante hunc diem numquam, finora mai, 
Ter. g) ante certam diem, prima dello scadere 

di un giorno stabilito, entro un termine stabilito, 

Cic h) ante unito con dies (abbreviato a. d.) 
e un numero ordinale per indicar la data, 
e non già del giorno precedente, ma di que- 
sto stesso giorno, p. es. a. d. Vili Kalendas 
Decembres, il giorno 8'\ non il 9°, prima 
delle calende di Dicembre, cioè il 24= No- 
vembre, Cic: in ante diem (differre e sim.), 
Cic e Liv.: ex ante diem, dal giorno, ecc., 
' Cic. ed a. 

antea, avv. (da ante e Z'abl. eà), per lo 
innanzi, anteriormente, per Vaddietro, prima, 

Cic ed a.: seg. da quam, p. es. te antea, quam 

tibi, ecc., Cic: non antea ausi, quam, ecc., Liv. 

aiìléaiiibulo, ònis, m. (ante e ambulare), 

anticorriere, battistrada, servo parassita, Che 

andava innanzi ad un personaggio ragguar- 
devole, perchè gli si facesse largo; commi, 
dispregiativo come il nostro lacchè, Suet. 
Vesp. 2. 

Ante-canis, is, m., traduzione di izpo- 
xóo)v (Procyon), Anticane (costellazione), Cic 
Arat. 22 (= de nat. deor. 2, 114). 

anle-caplo, cèpi, ceptum e taptum, ere, 



187 



antecedere 



antemeridianus 



188" 



prendere afferrare prima, anticipatamente, 
I)propr.: impadronirsi anticipatamente, prima 

di un altro, di un oggetto, occupare prima 
un luogo, pontem, Tac.: locum ca stris, Sali. 
II) trasl.: a) generic, tor via anticipatamente, 
priìna = curare, procurare prima, provvedere, 

quae bello usui forent, Sali.: o provocare, ea 
omnia (famen aut sitim, ecc.) luxu, Sali.: o 
=? utilizzare prima, aioctem, Sali. h)come 1. 1. 
filos., anticipare, prevenire, antecepta animo 
rei quaedam informatio (come traduzione di 
rcpóXy)tJ>is), concetto a priori, Cic. 

anteeedens, entis, part. agg. (di ante- 
cedo), antecedente, che va innanzi, che precede, 
nel tempo: sì) in gen.: annus, Suet. b) partic, 
come t. 1. filos., causa, causa antecedente (ef- 
ficiente), Cic: così anche sost, antecedens, 
l'antecedente, come causa efficiente (contr. 
consequens), Cic. top. 88 : più spesso al plur., 
antecedentia (contr. consequentia), Cic. top. 
53. Quint. 5, 10, 45. 

ante-eèdo, cessi, cessum, ere, antecedere, 

precedere, andare innanzi, I) in gen.: A) 

propr., nello spazio: agmen, Caes.: signa vo- 
latu, volar davanti alle band, (di corvi), Curt.: 
assol., praefecti, qui cum omni equitatu ante- 
cesserant, Caes.:stellae tum antecedunt, tum 
subsequuntur , Cic. B) trasl., nel tempo: 
haec (dies) ei (cb'el) antecessit, Ter.: ant. alci 
aetate paulum, Cic: si huic reiilla antecedit, 
accade prima, Cic II) partic, ottenere un 

vantaggio SU quale, precorrere, precedere, avan- 
zare, sorpassare quale, A) propr.: legiones, 
Cic: biduo alqm, Cic: assol., magnis itineribus, 
Caes.: tino calcalo, avanzare di una pedina 
(nel giuoco degli scacchi), Sen. B) trasl.: tor 

la precedenza a quale q.C, aver la prece- 
denza, prevalenza sopra quale. q.C, superare, 

sorpassare una pers. o cosa, col dat., pecudibus 
reliquisque beluis, Cic: colVo.cc, alqm scien- 
tià atque usu nauticarum rerum, Caes.: alqm 

in doctrmÌS,Nep.: aSSOl. = distinguersi, segna- 
larsi, et auctoritate et aetate et usu rerum, Cic. 
ante-cei!o, ere, propr. avanzare,- quindi 

trasl., sovrastare a quale. q.C, segnalarsi di 
fronte a quale. q.C, superare, sorpassare 

quale, o q.c, a) di pers.: qui qua, re homines 
bestiis praestent, ea in re homini.bus ipsis an- 
tecellat, Cic: longe ceteris, Cic: ceteris elo- 
quentia, Cic.fr.: omnes fortuna (in felic),T&c: 
militari laude (in gloria militare), Cic: al pas- 
sivo, qui omnibus his rebus antecelluntur, Cor- 
nif. rhet> b) di e. inan., omnis sensus homi- 
num multo antecellit sensibus bestiarum, Cic. 
antecessio, ònis, f. (antecedo), IJ prece- 
denza, Cic. Tirn. 10, § 37 (pi). II) trasl., 
causa antecedente, efficiente, cagione, occasione 

(contr. consecutio), Cic. top. 53 e de off. 1, 11. 

anteeessftr, Oris, m. (antecedo), anteces- 
sore, precorritore, come t. t. milìt., anteces- 
sores = antecursores ( V. antecursor), Auct. 
b. Afr. e Suet. 

anteeesstìs, us, m. (antecedo), anticipa- 
zione, quindi in antecessum, in anticipazione, 
dare, accipere, solvere, Sen. ed a. 

ailtecursoiv, Oris, Ili. (ailtecurro), anticor- 
riere, come t. t. milit., antecursores, specie di 

forieri, avanguardia, consistente in Un piccolo 

drappello di soldati, che venivano mandati 



avanti per cercare e preparare un luogo per 
l'accampamento dell'esercito che seguiva, per 
aprir la strada ed anche per spiare la marcia 
del nemico, Caes. b. G. 5, 47, 1 ed altrove. 

anté-éo, ivi e li, ire, andare innanzi, pre- 
cedere, I) propr.: alci, Cic: alqm, Hor.: cur- 
rum regis, Curt.: assol., destricto gladio, Cic: 
pedibus, equo, vehiculo, Suet. II) trasl.: A) in 
gen., riguardo al tempo, precedere, a) di e. 
inan. = accadere prima, si anteissent delieta, 
Tac ann. 3, 69. b) di pers., precorrere ad un 
tempo con q.c, semper vos aetatem meam 
honoribus vestris anteistis, Liv. 38, 51, IL 

B) partic. : 1 ) precedere ale. , andare innanzi ad 
Uno, sopravvanzeire ale, togliere ad uno la pre- 
cedenza, superare, sorpassare una persona O 

cosa, alci aetate, sapientià, Cic: auctoritati 
parentis, superare l'influenza della madre 
(essere più potente della m.), Tac: aetate et 
Consilio ceteros, Sali, fr.: alqm virtutibus,Nep.: 
col sempl. acc, cursus alcjs, Ov.: al passivo, 
abs te anteiri putant, Cic: assol. = segnalarsi, 
operibus (colle azioni, nei fatti), Caes. 2) pre- 
venire, ovviare frastornando, id te oro, ut an- 
teeamus, Ter.: damnationem, Tac: damna- 
tionem veneno, Tac: o allontanando, pericu- 
lum, Tac. — Antibo, antissent, antisse = an- 
teibo, anteissent, anteisse, Tac 

ante-fero, tuli, latum, ferre, I) portare 
innanzi, imagines, Tac: gressum, muovere in- 
nanzi il passo, Verg. II) trasl.: A) anteporre, 
preferire una persona o cosa a quale, o q.c, 
longe omnibus unum Demosthenem, Cic: una 
in re anteferri alci (contr. inferiorem esse 
omnibus rebus), Cic: iniquissimam pacem j Vi- 
stissimo bello, Cic. B) prendere, dare anzi 

tratto, quod est dies allatura, id Consilio ante- 
ferre debemus, dare prima col ragionamento 
a noi medesimi ciò che ci recherà il tempo 
dappoi, Cic. ep. 5, 16, 6. 

ante-lixus, a, um (partic. di un inusit. 

antefigere), fermato davanti, attaccato davanti, 

conficcato, truncis arborum antefixa ora, Tac 
ann. 1, 61 : quindi sost., antefixa, orum, n., 
piccoli ornamenti, immagini, statue e simili 
nei tetti e nelle grondaie delle case e dei tem- 
pli, capitegoie, Liv. 26, 23,4: antefixa fictilia 
deorum Eomanorum, Dei di argilla dei Ro- 
mani sui loro pinacoli, Cato in Liv. 34, 4, 4. 
antégredior, gressus sum, gredi (ante e 

gradior), precedere, andare innanzi, I) propr., 

nello spazio (contr. subsequi), solem, Cic. de 
nat. deor. 2, 53. II) trasl., nel tempo, cum 
antegressa est honestas, Cic: causae ante- 
gressae, Cic 

anté-liabeo , ère, anteporre, preferire, 
alqd alci rei, Tac. ann. 1, 58 e 4, IL 

anté-hae, avv. (da ante e l'abl. hàc; ar- 
caico antidhac), prima di questo, prima di ciò 

—prima di questo tempo, prima, per lo in- 
nanzi, Cic ed a. 

aiiteiiicaiiiis, a, um (ante e lux), che co- 
mincia prima dello spuntar del giorno, innanzi 
dì, tempus, Cic: industria, Cic: cenae, che si 
prolungano fino alValba, Cic. 

ante-nierTdìaiius, a, um, antimeridiano, 
avanti mezzodì (contr. postmeridianus), ambu- 
latio, Cic: litterae, ricevute m-ima di mezzo- 
giorno, Cic: dies, mattina, Sen. 



189 



antemitto 



Anticyra 



190 



ante-mi Ito, misi, missum, ere, mandare 
innanzi, equitatum, Caes.: equites, Caes. 

anteluna, V. antenna. 

Anlemnae, àrum, f., Antemne, antichis- 
sima città sabina al confluente dell' 'Aniene 
nel Tevere. — Deriv.: Anlemnàtes,lum, 

m., abitanti di Ant., Antelunati. 

antenna (antemna), ae, f., antenna, anten- 
nas ad malos destinare, Caes.: antennas derait- 
tere, Sali, fr.: antennas demere, Auct. b. Alex. 

Àntcnor, oris, acc. orem e ora, m. ( ? Av- 
r^vwp), Antenore, principe Troiano, il quale 
consigliò di far pace coi Greci e di conse- 
gnare Elena : dopo la presa di Troia, venne 
in Italia e fondò Pataviura (Padova). — 
Deriv.: Anténoridcs, ae, m. ('Avxyjvo- 
pLÒyiz),Antenorìde (figlio o discendente di An- 
tenore), plur. Antènortdae, figli di Antenore. 

ante-occupàtio, ònis, f. = rcpoxaxotXY]- 
4>t£), il rimuovere anticipatamente l'obbiezione, 

preoccupazione, come fig. retor., Cic. de or. 3, 
205. Quint. 9, 1, 31. 

ailte-pc§, pedis, m., piede anteriore, CÌC. 

Arat. 452. 

antepilanus* i, m., 1. 1. milit., antepilani 
— astati e principi, i quali nell'ordine di 
battaglia dei Romani stavano davanti ai 
triarii armati di pilum, Liv. 8, 8, 7. 

aiite-p<iiio,posui, posYtum, ere, mettere, 
porre, collocare innanzi a q.C, I) propr.: equi- 

tum locos sedilibus plebis, Tac.: propugnacula 

anteposita, Tac. II) trasl., anteporre, prefe- 
rire, dar la preferenza (contr. comparare, pa- 
ragonare, eguagliare), se alci, Cic: amici tiam 
rebus omnibus, Cic: ante posposto fcper far 
risaltare maggiormente il concetto di ante), 
mala bonis ponit ante, Cic. 

ante-quain e ante quani, V. ante I, 
B, 1. 

Anteros, otis, m. ('Avxspco?, avversario 
di Eros), Antero = genio vendicatore dell'amore 

disprezzato (deus ultor, Ov. met. 14, 750). 

antcs, ìum, m., filari delle viti, Verg. gè. 
2, 417. 

antesignanus, i, m. (ante e signum), 
come t. t. milit. j antesignani, corpo speciale, 
formato dal nucleo delle legioni per la difesa 
della bandiera (signum) davanti a cui mar- 
ciava , antesignani , guardie della bandiera, 
Caes. e Liv.: trasl. , fueras in acie Pharsalica 
antesignanus, ti sei segnalato fra tutti, Cic. 
Phil. 2, 71. 

ante-sto e antisto, stiti, stare, stare in- 
nanzi, trasl. = aver la prevalenza, esser supe- 
riore, prevalere, superare, multis (dat.) corpo- 

rum viribus (abl.), Cic: in his autem cognitum 
est, quanto antestaret eloquentia innocentiae, 
Nep.: magnitudine alias (insulas), Mela: assol., 

sovrastare, meritar la preferenza, di pers., CÌC. 

de rep. 3, 28: di e. inan., Lucr. 5, 22. 

antcstor, atus sum, ari (da antetestor), 
richiedere quale, come testimonio (testis) pri- 
ma (ante) della presentazione dell'accusa, 
chiamare in testimonio (per cui s'interrogava 
così : licet antestari ? e V interpellato accon- 
sentiva col porgere V orecchio, che il richie- 
dente toccava pronunciando la parola me- 
mento), alqm, Plaut., Hor. ed a.: e come testi- 
monio, ma non in tribunale, Cic Mil. 68. 



ante-venìo, veni, ventum, ire, prevenire, 
giunger prima, I) propr.: exercitum Metelli e 
Metellum, Sali. II) trasl.: A) in gen.: ubi 
(beneficia) multum antevenere, quando vanno 
oltre questi confini (di una possibile rimune- 
razione), Tac. ann. 4, 18. B) partic.: 1) anti- 
venire, prevenire con misure, Consilia et insi- 
diashostium, Sali. 2) sorpassare q. e. o quale, 
mediante una qualità, vincere, superare quale, 
o q.c, per virtutem nobilitatem, Sali.: ple- 
rosque, Sali. 

ante-verto(antevorto), verti, versum, ere, 

precedere, avanzare, I)propr., assol. (stella 
Mercurii) tum antevertens tum subsequens, 
Cic:itaque antevertit, Cic: col dat. a chi? 

= passar innanzi a quale, arrivare prima, 

huic, Ter. eun. 738. II) trasl.: 1) precedere, 
prevenire nel fare q.c, assol., Fannius ante- 
vortit, Cic. de amie 16. 2) anteporre nelV or- 
dine, qua re nuntiata Caesar omnibus consi- 
liis antevertendum existimavit, ut Narbonem 
proficisceretur, Cesare stimò, posposti tutti 
gli altri disegni, di doversi recare a Narb., 
Caes. b. G. 7, 7, 3. 

Anthédon, onis, f. ('AvfhjSwv), Antedone, 
città e stato autonomo della lega beotica, ap- 
piè del Messapio, con un porto sulVEuripo o 
mare di Eubea (quindi Euboica) ; ora Lukisi. 

anthfas, ae, m. (àv9£ag), pesce marino a 
noi ignoto, Ov. hai. 46. 

autliypopliora, ae, f. (àvGoTcocpopa), fig. 
retor., che ha luogo allorché Voratore stesso 
riferisce e confuta le possibili obbiezioni del- 
l'avversario, Sen. contr. 1, 7, 17. 

Aiitianus, Antìàs, Antfàtinns, V. 
Antium. 

A liticato, ònis, m., Anticatone, scritto 
(in due libri) di C. Giulio Cesare contro 
V elogio di Catone Uticense fatto da Cicerone 
(intitolato Cato), Quint. 1, 5, 68 (cfr. 3, 7, 
28) e Suet. Caes. 56 (plur., perchè due libri). 

antichthones, um, m. (àvxìxQovsg) = 
antipodes, antipodi, Mela, 1, 1, 2 (= 1, § 4) 
e 1, 9, 4 (= 1, § 54). 

antieipatio, onis, f. (anticipo), idea anti- 
cipata, prenozione, prenotizia di una COSa, 
prima di aver imparato a conoscerla col- 
V esperienza, per istruzione avutane; greco 
itpóXvj<Jng, deorum, degli dei, Cic de nat. 
deor. 1, 43 e 44. 

anticipo, avi, àtum, are (ante e capio), 

I) prender prima, innanzi tempo; anticipare, 

quod ita sit informatum anticipa tumque men- 
tibus nostris, ut etc, perchè V immagine e 
Videa sono preconcette nella nostra mente, 
Cic: ant. ejus rei molestiam, tormentarsi an- 
ticipatamente, in prevenzione, per, ecc., Cic: 
viam, abbreviare, Ov.: ludos, celebrare i giuo- 
chi prima del tempo, Suet.: mortem, uccidersi 
prima, Suet. II) prevenire, Lucr. ed a. 

Anticlca e -ella, ae, f. ('AvxbtXeta), An- 
ticiea, figlia di Autolieo, moglie di Laerte, 
madre di Ulisse. 

antlcus, a, um (ante), anteriore (contr. 
posticus), pars, Cic. Tim. 10, § 36. 

AntTcyra, ae, f. ('Avxócip^a e 'Avxbcopa), 
Anticira, città sopra una penisola (non isola) 
della Focide, in una contrada fertile entro 
un'insenatura delgolfo di Crissa, conunporto 



191 



autidea 



antiquitas 



192 



sicuro e spazioso ; nota partic. per V elleboro 
4,he cresce in gran quantità sui monti circo- 
stanti, e da cui gli abitanti, aggiungendovi 
una specie di sesamo, ricavavano un'ottima 
medicina; era quindi luogo in cui si an- 
davaper fare una cura ; ora Aspro Spiti. 

antidea, aw., arcaico per antea, Liv. 
22, 10, 6. 

a n lido tu ih, L n. e antidatile, i, f. (àv- 

llÒOXOV -OC,), antidoto, contravveleno, anche 

lontra alqd, Phaedr., Quint. ed a.: trasl., an- 
tidotum adversus Caesarem, Suet. Cai. 29. 
Antigenidàs, ae, m. e -idés, ae, m. 

.('AvxtYsvi8>)g), Antigenide, nome di due famosi 
suonatori di flauto, Tuno Tebano, figlio di 
Satiro, che fiori verso il 440 av. Or., V altro 
figlio di Dionisio, verso il 338 av. Or.; spesso 
scambiati Tuno colV altro. 

Antiensis, V. Antium. 

Anti^enés, is, m. ('AvxiYévvjs), Antigene, 
J) generale di Alessandro il Grande. II) 
nome di un pastore. 

antigth'io, avv., arcaico = valde, V. 
Quint. 1, 6, 40. 

Antigone, ès, f. e Antifona, ae, f. ('Av- 
tiyóvyj), Antigone, figlia di Edipo, sorella di 
Eteocle e Polinice, molto celebrata nelV anti- 
chità, (partic. in tragedie) per T amore eroico 
da lei dimostrato verso ihpadre ed i fratelli. 

Anligonca, ae, f. ('AvxiYÓvsta o 'Avxt- 
YovCa), Antigonea, nome di parecchie città, 
di cui la più nota in Epiro sul Celiano, in 
uno stretto passo degli Acrocerauni (axsvà), 
appartenente alla Óaonia. — Deriv.: An- 
iigonensis, e, pertinente ad A., di A. 

AntYgonus. i. m. rAvxfyovos), Antigono, 
nome di parecchi re dopo Alessandro Ma- 
gno, di cui il più noto è Àntigonus I, nato 
nel 385 av. Or.; padre di Demetrio Polior- 
cete, generale di Filippo e di Alessandro 
Magno, satrape della Grande Frigia, e, 
■dopo la morte di Alessandro, anche della 
Panfilia e Licia ; generale fortunato contro 
gli altri successori di Alessandro, perdette 
finalmente trono e vita nella battaglia di 
Ipso nella Frigia (301 av. Cr.). 

Antilibsinus, i, m. ('AvttXtpavog), Anti- 
Uba.no, catena di monti nella Fenicia e Ce- 
lesiria, la quale corre quasi parallelamente 
<il Libano e ad Oriente di esso; ora Dsche- 
bel Escharki (= monti orientali). 

AntilocllllS, i, m. ('AvxtXoxos), Antiloco, 

figlio di Nestore, amico di Achille, combattè 
valorosamente sotto Troia, ove cadde ucciso 
da Memnone o da Ettore. 

Antiniachus, i, m. ('AvxCu-axosì, Anti- 
tnaco, poeta greco di Claro {a N.E. di Colo- 
fone, quindi Clarius poeta), contemporaneo 
di Platone, autore d'una Tebaide. 

antinomia, ae, f. (àvxivofjia), contrarietà, 

delle leggi, antinomia, Quint. 7, 7, 1. 

lutinoli*., i, m. ('Avxcvoos), Antinoo, 
uno dei Proci. 

Antiochensis, e, V. Antiochia e An- 
iiochus. 

Antiochene, a, uni, V. Antiochus. 

Antiochia e -éa, ae, f. ('Avxidxeia), An- 
tiochia, nome di parecchie città, di cui la più 



nota è Antiochia Epidaphnes (^ ènì Ad<p vyjs), 
capitale della Siria sulV Or onte, residenza dei 
Seleucidi e pia tardi del governatore romano 
di Siria ; vi fiorirono le arti e le scienze ; ora 
Antakia. — Deriv.: a) Antiochenses, 
ium, m., abit. di Antiochia, b) AntiocEiI- 
ii us, a, uni, di Antiochia, Antiochino. 
Antiochius, V. Antiochus. 

Antiochus, i, m. ('AvxtO)(0s), Antioco, 

I) nome di tredici re di Siria, di cui i più 
noti sono : a) Ant. Ili Magnus, noto per aver 
dato asilo ad Annibale profugo dalla patria 
e partic. per la sua guerra contro i Romani; 
vinto da L. Corn. Scipione, ucciso dagli 
Elimei Va. 187 av.Or. b) Ant. IV Epiphanes 
('Emcpavyjs), il quale, intimorito dai modi 
imperiosi e ruvidi dell 'ambasciatore romano 
L. Popilio, rinunziò al possesso dell'Egitto: 
mori nel 163 av. Cr. e) Ant. X, il cui figlio 
Antioco XIII venne a Roma (73 av. Cr.) 
co' suoi fratelli per far valere le sue pretese 
sull'Egitto, e in questa occasione visitò anche 
la Sicilia. II) Ant. di Ascalona, discepolo 
di Filone, ultimo filosofo della scuola acca- 
demica; maestro di Varrone, Cicerone ed a., 
in Atene e in Roma. — Deriv.: a) Antio- 
chensis, e, appartenente ad Antioco III, 
pecunia, ricevuta da Ant., Val. Max. b) An- 
tiochius (variante -èus), a, um ('Avxcò- 
Xeiog), appartenente ad Antioco (il filos.), del 
filos. Ant., sost, a) Antiochii, òrum, m., se- 
guaci dì Antioco, p) ista Antiochia, òrum, n., 

massime di Antioco, Cic. e) Antiochi 11 11«., a, 

um, a) appartenente ad Antioco il Grande, 
bellum, Cic. P) appartenente ad Antioco il 
filosofo, di A., partes, Cic. 

Antiopa, ae, f. e Antiope, -ès, f. ('Av- 
xtÓ7tyj), Antiope, I) figlia di Nitteo, madre 
di Anfione e Zeto, la cui sorte Pacuvio prese 
come soggetto d'una tragedia, che porta ap- 
punto questo titolo. II) moglie di Piero e 
madre delle Pieridi. 

Antipater, tri, m. ('AvxtTtaxpog), AnH- 
patro, nome mascolino greco, I) Antipatro, 
confidente di Filippo e di Alessandro Ma- 
gno, dopo la morte del quale fu governa- 
tore, e poscia re della Macedonia ; padre di 
Cassandro. II) nome di parecchi filosofi 
greci: a) Ant. Cyrenaicus, uno dei discepoli 
immediati di Aristippo il vecchio, b) Ant. 
di Tarso, stoico, seguace di Diogene di Ba- 
bilonia, e maestro di Panezio. e) Ant. di 
Tiro, parimente stoico, amico di Catone Mi- 
nore. Ili) L. Caelius Antipater, V. Caelius. 

Antiphates, ae, m. ('Avxicpdxyjg), Anti- 
fate, signore dei Lestrigoni, giganti antro- 
pò f agi (sulla costa N.O. della Sicilia), a cui 
Ulisse sfuggì con una sola nave. 

antipodes, um, m. (àvxuioSss), antipodi, 
ironicam. di persone che fanno del giorno 
notte e viceversa, Sen. ep. 122, 2. 

a n tlq II a l'ili S, ti , m ., conoscitore della lingua 
e letteratura romana antica [anteaugustea] , 
studioso dell'antico parlare, (e non già « inve» 

stigatore di cose antiche»), Tac. e Suet. 
antique, avv. con compar. (antiquus), 

anticamente, alVantica, Hor. e Tac. 

antiquitàs, atis, f. (antiquus), I) (da an- 
tiquus n° I, 2) riguardo, tantum antiquitatis 



193 



antiquitus 



Antonius 



Ite 



<curaeque majoribus prò Italica gente fuit, 
Sali. : fr. II) (da antiquus, n° IT) tempo an- 
tico, antichità,, CÌC. ed a. MetÓn.: 1) avvenimenti 
dell'antichità, storia dell'antichità, antichità, 

Cic. ed a.: quindi plur» antiquitates, a) anti- 
chità, cioè monumenti dei tempi antichi, 

Graecorum, Tac. b) uomini del passato, vecchi, 

Cic ed a. 2) coìVidea accessoria di moralità, 

antichi buoni costumi, antica probità, antica 
lealtà, schiettezza dei sentimenti, CÌC. ed a. 
3) antica data, antichità, generis, CÌC, Nep. 

e Tac. 
antiquitìis, avv. (da antiquus come hu- 

mailitus da humanus), I) anticamente, nei tempi 
antichi, tma volta, Caes. e Nep. II) da tempo 

antico, ab antico, morem servare, Liv. 

antiquo, avi, àtum, are (antiquus), lasciar 
all'antico, quindi come t. t. pubbl. = re- 
spìngere, non accettare un articolo di legge, 
legem, Cic. e Liv.: plebiscitum primus antiquo 
abrogoque, Liv. 

antiquus, a, um (altra ortografìa ver 
anticus da ante), indica ciò che precede nel- 
l'ordine e principalmente nel tempo, mentre 
anticus esprime ciò che precede nello spazio, 
quindi: I) nel compar. e superi., che va in- 
nanzi a tutto il resto, riguardo al grado o 

Valore, più importante, importantissimo, quindi 
anche ciò die piti sta a cuore, piti premu- 
roso, instante, antiquior in senatu sententiae 
dicendae locus, precedenza, Cic. : neque habui 
quidquam antiquius, quam ut, ecc., Cic. ep. : 
nihil ei fuit antiquius o neque quidquam ha- 
buit antiquius, quam, coli' infin., Cic. ep. : 
e Veli. : navalis apparatus ei semper antiquis- 
sima cura fuit, Cic: longe antiquissimum ratus 
est sacra publica facere, Liv. II) ciò che, ri- 
guardo al tempo, « precedette » antico, vec- 
chio, A) relativ. antico, prisco ■=■ pristino 
(contr. novus), a) generic: munitiones, Caes.: 
morem antiquum atque ingenium obtinere, 
Ter.: antiquior dies (data), Cic: tres epistulas 
tuas accepi; igitur antiquissimae cuique re- 
spondebo, Cic. : causa antiquior memoria tua, 
Cic: sost, antiquum obtinere, mantenere gli 
antichi costumi o usanze, Comic: nec in 
antiquius citeriusve procedere, non estendersi 
più oltre di quello spazio di tempo, né da 
una parte né dall'altra, Veli., poet. generic. 
= antico, passato, hiemes, vulnus, Ov. b) par- 
tic, coìVidea accessoria di semplicità, pu- 
rezza, innocenza, antico = di antico stampo, 
di antica lega, di antica lealtà, di sentimenti 

schietti, homo antiqua virtute ac fide, Ter.: 
antiqui homines, uomini buoni, leali, di an- 
tico stampo, Cic. B) assol., ciò che esiste 
o è in uso sin da tempo antico o almeno 

da lungo tempo, antico, antichissimo, vetusto 

(contr. recens), e con elogio = venerando, 
#acro per Vetà, hospes, Ter. : deus (statua del 
dio) antiquo opere factus, Cic. : antiquissima 
scripta, Hor. : e come epiteto di città, ecc., 
urbs, terra, Verg. : sost, a) antiqui, orum, m. 
vecchi, uomini del tempo passato, scrittori, di- 
plomatici, medici del tempo antico (contr. TQ- 

centiores), Cic ed a. p) antiqua, orum, n. 

l'antico, antichità, tempo passato, anche esempi 
del tempo antico, Sen. e Tac 

antìsujihista, ae, m. (avxtao^iax*^), an- 



tisofista, grammatico, sofista, che sosteneva 
opposti principii, Quint. e Suet. 

antistes, Stltis, e. (antisto), soprastante, 
ispettore, partìc: capo, primo sacerdote di un 

tempio e dei riti sacri analoghi, a cui egli 
pure partecipa, sommo sacerdote e generic. 
sacerdote del tempio, sacrorum, Cic: templi, 
Liv.: Jovis, Nep. : fem. direttrice del tempio, 
sacerdotessa, Liv. ed a. — trasl., sacerdote = 

iniziato in qualche scienza o arte, maestro 
in, ecc., artis dicendi, Cic: juris, Quint. 

Antisthenes, is e ae, m. ('AvxtaGévyjs), 
Antistene, discepolo di Socrate, maestro di 
Diogene e fondatore della scuola Cinica. 

antistita, ae, f. (cfr. antistes), direttrice 

del tempio, sacerdotessa, fani, CÌC : Plioebi, 

(cioè Cassandra, come profetessa), Ov. 

antisto, V. antesto. 

Autiiim, li, n. ("Avxiov, "AvGtov), antica 
città del Lazio sopra una punta di terra roc- 
ciosa che si avanza nel mare, ora Torre o 
Porto d'Anzio, soggiorno prediletto di ricchi 
Romani, quindi adornata con sontuosi pa- 
lazzi e templi (come quello delle due For- 
tunae con un oracolo diEsculapio, di Ercole 
ed a). — Ber iv. : a) Antianus, a, um, ap- 
partenente ad An., di Anzio, Hercules, vene- 
rato in Anzio, Cic fr» b) AntTas, àtis, in o di 
Anzio, Anziate, plebs, Liv.: plur. sost., Antia- 
tes, ium, m. abit. di A., Anziati, e) Antia- 
tlnus, a, um, di Anzio, Fortuna, Suet. (V. so- 
pra), d) Antiensis, e, di Anzio, templum 
(Aesculapii), Val. Max. 

antlia, ae, f. (àvxXca), tromba da cavar 
acqua, Suet. Tib. 51. 

An tónta nus, a, um, V. Antonius. 
Anton iaster, V. Antonius. 

Antonimi*, i, m. propr. forma di ado- 
zione del nome gentilizio (come secondo co- 
gnome), di uno adottato dalla gens Antonia, 
come T. Arrius Ant., avo materno dell'impe- 
ratore Antonino Pio, console nel 69 dopo 
Cr., a cui sono indirizzate molte lettere di 
Plinio il giovane. — Gli imperatori rom.: 
Antoninus Pius (col suo nome intiero T. Au- 
relius Fulvius Bojonius Ant. Pius), che regnò 
dal 138-161 dop. Cr., principe giusto, mite e 
benefico. — M. Aurelias Verus Antoninus 
(soprannominato poscia Philosophus), fic/lio 
adottivo, genero e successore di Ant. Pio; 
reg. dal 161-180 : educato da filosofi Stoici e 
dedito calorosamente alla loro filosofìa. — 
Deriv.: Anton insanii*, a, um, di Anto- 
nino, antoniniano. 

Antonius, a, um, nome di una gens 
rom. , divisa in un ramo patrizio (colVap- 
pellativo di Merenda), ed uno plebeo, di 
cui sono partic noti: M. Antonius, sopran- 
nominato Orator, nato nel Uà, morto nel- 
l'88 av. Cr., collocato da Cicerone accanto 
a Crasso come il più valente oratore in 
Roma del primo periodo (quindi da lui in-- 
trodotto come pers. principale nel libro de 
oratore). — M. Antonius (Triumvir), nato 
nelV83 av. Cr. ; acerrimo nemico di Cice- 
rone; dopo la morte di Cesare, congiunto 
prima in un triumvirato con Ottaviano e 
Lepido (43 av. Cr.), più tardi avversario 
di Ottaviano, che lo vinse nella battaglia 



Georges-C along hi, Dizionario latino-italiano 



195 



antonomasia 



Apamea 



19$ 



di Azio (31 av. Cr.J, per cui si diede egli 
stesso la morte: e Antonii, il triumviro An- 
tonio coi fratelli. — Julus Antonius, figlio 
del triumviro Antonio e di Fulvia, alle- 
vato da Ottavia (seniore); famigliare predi- 
letto nella casa dell'imperatore Augusto. — 

Agg., Antonius, a, um, Antonio, di Antonio, 

leges A., del triumv. Ant., Lentui. in Cic — 
Deriv.: 1) A iilónìaiuis, a, um, di Antonio, 

a) del tr. Ant , latrocinium, Cic: partes, Sem: 
sost., Antoniani, orum, m., partigiani di A , 
Lepid. in Cic. b) dell'oratore Ant., dicendi 
ratio, Cic. 2) A n tornaste!*, tri, m. soverchio 
imitatore dell'oratore Antonio, un Antonio 

in sedicesimo (dispreg.), Cic fr. 

a ili ónoinàsia,ae, f. (àvxovojiaota), figura 
retor.y antonomasia, scambio di un nome 
proprio con un epiteto o patronimico o ap- 
pellativo (p. es. eversor Carthaginis, inv. di 
Scipio; Peliies inv. di Achilles, ece.J, Quint. 
8, 6, 29. 

animili, i, n. (àvxpov), antro, grotta, spe- 
lonca, Verg., Suet. ed a.: trasl. exesae arboris 
antro, nella cavità di, ecc., Verg. 

1 n (ìbis bYdis, acc. bim. m. ('Avoopìg), 
divinità principale degli Egizi, adorata sotto 
forma di un cane, effigiata come un uomo 
con una testa di cane o sempl. come una testa 
di cane sopra un busto. 

a II ìli a 1*1 US, a, UHI, concernente l'anello, 

scalae, salita degli anellai, Suet. Aug. 72. — 

SOSt., anulai'illS, fabbricatore di anelli, orefice 
che fa anelli, Cic Ac. 2, 86. 

nntiliis (annulus), i, m. (1. anus), anello, 
partic. per sigillare, anello coi sigillo, signa- 
torius, Val. Max.: anulum induere, Cic. : de 
digito anulum detrahere, Ter., e sempl. anu- 
lum sibi o alci detrahere, Cic. ed a.: tabulis 
testamenti anulum imprimere, Sem: anulo 
obsignare litteras, Curt. — Portare anelli 
d'oro era al tempo della repubblica un pri 
vilegio dei cavalieri; quindi an. equestris, 
anello d'oro d'un cavaliere, Hor.: anulum 
invenire, Cic. ovv. anulo aureo douari, Suet., 
essere fatto cavaliere: jus anulorum, dignità 
equestre, Suet. 

1. àii iis (annus), i, m., propr. circolo; 
eufem. per podex, ano, Cic. ed a. 

2. ami», Is, f., donna vecchia, maritata o 

zitella, vecchia signora, con rispetto ; vecchia 

donna, vecchia, con disprezzo riguardo alla 
sua debolezza, credulità, bruttezza (cfr. ve- 
tula), Attica, Plin. ep.: quae est anus tam de- 
lira, quae timeat ista? Cic: poet. vecchia in- 
dovina, vecchia fattucchiera, Hor. ed a. — 
come apposiz. = vecchia, attempata, matronae, 
Suet.: cerva, Ov. : charta, Catull. — Genit. 
arcaico anuis, Ter. heaut. 287. 

ailVBe, avv. (anxius), ansiosamente, Sali. 
ed a. 

auxìetas, àtis. f. (anxius), I) ansietà (come 
tendenza all'inquietudine, come disposizione 
naturale del carattere; all'incontro angor == 
angoscia come disposizione momentanea, pas- 
seggiera), Cic: anx. animi, Ov. — talv. anche 

= angor, ansia, angoscia, timore, affanno mo- 
mentaneo, Ov. e Curt. II) trasl., cura affan- 
nosa, accuratezza, Quìnt ed a. 

auxilcr, fera, forum (anxius e fero), che 



reca, produce, cagiona ansietà, affanno, CUrae,. 
Cic poet.: dolorar» vertices, Cic. poet. 

a il XI (fido, dinis, f. (anxius), affanno, an- 
sia, Cic de rep. 2, 68. 

anxius, a, um (ango), I) ansio o (perma 
nentem. come momentaneam., molto spesso 

nell'ultimo senso) affannoso, inquieto, trava- 
gliato, sollecito per il futuro, talv. anche in- 
quieto, sollecito, angustiato, affannato per COSe 

già compiute o passate, senes, Cic: mentes, 
Hor.: anxius curis, Ov.: anxium habere alqm, 
tormentare, travagliare qualcuno, Hirt. e 
Tac: anxius animo o animi, Sali. fr. — col- 
l'agg. dell'oggetto, a motivo del quale si è 
ansioso o inquieto, a) in abl., gloria ejus, Liv. 
p) in genit., inopiae, Liv. y) in acc, suam jam 
vicem (per la sua persona) magis anxii quam 
ejus, cui, ecc. Liv. 6) con de e Tabi., de fama? 
ingenii, Quint. e) con prò e Z'abl., prò ejus 
salute, Plin. ep. Q con circa e Z'acc, nirais 
anxium esse circa verba et compositionem,Sen. 
yj) con ne e il cong., Sali. Jug. 6, 3; con ne 
non e il cong. Val. Max. 9, 3 in. 0) conprop.. 
interr. indir., e cioè con an...an, Tac. ann. 14,. 
13: con ne (enclit.J... an, Sali. Jug. 93, 1: con 
quonam modo, Tac ann. 11,25: con unde,. 
Hor. carm. 3, 5, 37. II) meton., attivo = che 

rende ansioso, che desta affanno, affannoso, pe- 
noso, aegritudines, Cic: curae, Liv. 

Auxiir, iiris, m. e n., I) m. Anxur (Axur) 
e Anxurus, divinità dei Volsci ritenuta iden- 
tica all'etrusco Vejovis (Giove malvagio, per- 
nicioso, cioè Plutone). II) n., antichissima 
città dei Voi sci, denominata dal dio Anxur, 
sulla costa scoscesa del mare alla foce del 
Chienti, 20000 passi da Forum Appii, coi 
templi di Giove e di Apollo e col boschetto 
di Feronia, più tardi chiamata Tarracina ; 
ora Terracina. — Deriv. Auxàfirnas,àtis, 

di in Anxur, 

Anytus, i, m. ("Avuxog), Anito, uno degli 
accusatori di Socrate; quindi Anyti reus,. 
Socrate, Hor. sat 2, 4, 3. Ov. trist. 5, 12, 12. 

.4 osi, onis, m. ("Aoov), figlio di Pqsidone, 
antico eroe beotico. Deriv.: 1 < Aoues, 
um, acc. as, m. ("Aovsgì, nome degli abitanti 
primitivi della Beozia; attribut. = beozio, 
montes, Verg. ed 6, 64. 2 ì Aoiiides,uin, f., 

Aonidi, sorelle Aonie, cioè le Muse (COme abi 

latrici dei dintorni dell' 'Elicona e di Aya 
nippe), Ov. met. 5, 333. 3 AfiiiTus, a, um 

('AÓVlOg), appartenente aWAonia (Beozia), 

aonio, beotico, vertex, dell'Elicona, Verg.: hu- 
mus, Ov.: vis, Ercole, nato in Tebe, Ov.: ju- 
veu s, Ippomene, Ov.: deus, Bacco, Ov : fons 
e aquae, Aganippe, Ov.: e Aonie ('Aovfry]) 
Aganippe, Verg. — e così come epiteto d'Ile 
Muse, ecc., sorores, Ov.: lyra, Prop.: vates, 
poeta, Ov. 

Aornos, i, m. e f. (àopvog, senza uccelli, 
perchè mortale agli uccelli per le sue esala- 
zioni mefitiche), lago d'Averno ( V. Avernus). 

àpage, interiez. (àuaye. imperat. di ànd- 
yo)), va via, via, via di qua, e sim.; od an' he : 
via, lungi, ewia: apage te, Ter. e Cornif rhet: 
apage te cum nostro Sex. Servilio.Vatin. in Cic 

Apamèa, e -Fa, ae, f. ( 'Arcàu-sia), f)c Uà 
captale dell' Apamene, contr da della Sina 
e più tardi della Siria « secunda »,suil' Orante 



197 



apathia 



apeno 



198 



od Assio, a S. di Antiochia, nel Medio Evo 
Afamiah o Famit. II) città nella grande 
Frigia, in una contrada molto fertile (partic. 
ricca di vino), irrigata dal Meandro e dai 
s noi affluenti; al tempo della dominazione 
romana, sede (forum) di un conventus ju- 
ridicus. Ili) città della Bitinia, non lungi 
da Prusa, fondata da quei di Colofone 
sotto il nome di Mirtea (MupXsia), più tardi 
ingrandita da Prusia e denominata dalla 
moglie di lui; ora rovine di Amapoli. — 
Beriv.: a) A panici, òrum, m., abit. di 
Apamea in Bitinia. b) Apàmensis, e, ap- 
partenente ad Ajjamea (nella grande Frigia), 

di Apamea. 

. apalh~a, ae, acc. an, f. (arcacela) man- 
canza assoluta di affetti, apatia, Sen. ep. 9, 2. 

apcliótcs, ae, m. (àmrjXicÓTyjs), vento di 
levante (lat. puro, subsolanus), Catull. 26, 3. 

Apella, ae, f. nome di liberti rom., e poi- 
ché i Giudei abitanti di là del Tevere, per lo 
più affrancati, erano screditati come super- 
stiziosi e creduli, così l'appellat.: credat Ju- 
daeus Apella ,= lo creda un super stiz. o cre- 
dulo Giudeo d'oltre Tevere,HLoY.sa,t. 1, 5, 100. 

;lpelles,is, m. (ATtéXX-qc), n.in Colofone 
od Efeso, il più gran pittore dei tempi an- 
tichi, contemporaneo e favorito di Alessandro 
Magno. — Deriv.: Apellcus, a, um('A7xéX- 

XsiOg), di Apelle. 

ApeniiTiiTcola, ae, e. (Apenninus e colo), 

abitante delVApennino, Verg. Aeil. 11, 700. 

JipennTiiT^ena, ae, e. (Apenninus e gi- 

gno), nato, scaturito dall' Apennino, Thybris, 

Overnet. 15, 432. 

.4 perniili us,i, m. (dal gallicoFen, vetta), 
catena di monti, continuazione delle Alpi 
Marittime, che, attraversando tutta VItalia, 
formano il dorso della penisola sino al Faro 
di Messina, con alture nella Sabina e nel 
Sannio , coperte di ghiaccio sino ad estate 
inoltrata. 

a pei*, apri, m. (xdupog), porco selvatico, 
cinghiale, Cic. ed a. — prov., liquidis immit- 
lere fontibus apros, far qualcosa a rovescio, 
inconsideratamente, Verg. ecl. 2, 59. 

aperio, perdi, pertum, ire (come operio e 
reperio dalla radice PAK, pario ; propr. ad- 
pario), recare alla luce, scoprire, aprire (contr. 
operire), I) render visibile q.c. di coperto, ve- 
lato, far vedere, scopi ire, denudare (contr. Ope- 
rire, tegere, contegere), a) propr.: ramum,Verg.: 
parti del corpo, scoprendole, corporis partes 
quasdam, Cic. : caput (anche come segno di 
rispetto verso alti magistrati), Cic. ed a.: 
eapat alci (davanti a quale), Sali, fr.: aperto 
pectore, Ov.: apertae pectora matres, nudato 
tipetto, Ov.: cose velate da nebbia, notte, ecc., 
dispulsa sole nebula aperuit diem, Liv.: rifl.: 
se aperire e medio aperiri : diventar visibile, la- 
sciarsi vedere, venire alla luce, di astri di 

locai., che ci si fanno più vicini (contr. deli- 
tescere, occultari), Cic. b) trasl., portare alia 
luce, trarre cose quasi velate, nascoste, ignote, 

produrre, recare in luce, manifestare, svelare 
{quindi anche tradire), rivelare, aprire, porre 
innanzi, far illese, trovare dar la chiave (la 

spiegazione) di q.c. (contr. occulere, occultare, 
tegere), a) coll'&cc: ambages, Tac: casus fu- 



turos, Ov.: secreta pectoris, Tac.,: sententiam 
snam, Cic: consilium snum, conjurationem, 
Sali.: socios sceleris, Sali.: rifl. se aperire e 
medio aperiri., di pers., manifestarsi (manife- 
stare il suo sentimento), e tradirsi (manife- 
starsi per quel che si è), coacti necessario se 
aperiunt, Ter.: studio aperimur in ipso, Ov.: 
di e. inan., expectandum (putabant), dum se 
ipsa res aperiret, venisse alla luce, Nep. P) con 
de e Tabi.: de clementia nostra, Cornif. rbet. 
Y) coZZ'acc. e Z'infin..: se non fortunae, sed ho- 
minibus solere esse amicum, Nep.: di e. inan.. 
cum directae in se prorae hostes appropinquare 
aperuissent, Liv. 6) seguito da prop. relat.: 
aperio qui sim, Nep.: cfr. memet ipse aperio, 
quis sim, Liv.: aperio, quid sentiam, Nep. 
II) render visìbile e aperta cosa serrata, 
riposta e quindi anche rendere accessibile, 

aprire, disserrare, schiudere (contr. operire, 

claudere), a) propr.: a) col rimuovere una 
cortina, tendina, coperchio, ostium, fores, 
Ter.: januam, Ov.: portam, Caes.: domum, 
Catull.: tabernas, Liv.: fenestrain, Caes. (e fig.; 
liane fenestrain, prendere questa via, Suet.): 
eas arcas (urne), Liv.: oculos, pupulas, Cic: 
apertas aures praebe ad nomen memoriamque 
iìlii tui, Sen.: quindi se aperire, aprirsi, schiu- 
dersi, di porte, valvae clausae repagulis subito 
se ipsae aperuerunt, Cic. p) col togliere un le- 
game, sigillo, ecc., api ire, rompere, fasciculum 
ìitterarum, epistulam, litteras, Cic: testa- 
mentum, Suet. y) zappando, tagliando, sca- 
vando, forando, bruciando, ecc., aprire q.c, 
aa) fare un'apertura in q.c, murimi ab imo 
ad summum crebris cubitalibus fere cavis, Liv. 
pp) aprire una locai. = rendere accessibile o 
praticabile, saltum caedendo, Curt.: e sempl. 
saltum, Liv.: ò) pregn.: aa) aprire = formare 
un'apertura, passaggio, sbocco, ecc., così collo 
scavare, scavare, fondamenta templi, Liv.: viam 
rectam in cuniculum, Liv.: come con altri 
mezzi, iter ferro, aprirsi il passo colla spada 
attraverso le file dei nemici, Sali, (e fig.: ap. 
viam potentiae, Veli.): di e inan., ventus 
aperuit incendio viam, Liv.: aperit os aliud 
amnis, Curt. pp) aprire = procurare un'uscita, 
sbocco, far scorrere, fontes maximos, Cornif. 
rhet.: e fig., fontes pbilosophiae, eloquentiae, 
Cic. e Quint. b) trasl.: a) aprire una cosa 

chiusa, inaccessibile, dischiudere, render pra- 
ticabile, aa) paesi, popoli, ecc. sinora inacces- 
sibili al commercio, alle armi nemiche, ad una 
qualsiasi relazione, ecc., Pontum, Cic: quod 
pace omnis Italia erat aperta, era aperta al 
libero commercio, Liv.: incognitum famae or- 
bem terrarum armis, Liv.: Asiam regi, Curt.: 
mors alcjs aperit Syriam, il sicuro ritorno 

in S., Tac. PP) aprire, agevolare condizioni, 

cose, ecc. finora impossibili a raggiungersi, 

schiudere, appianare, alci reditum ad SUOS, Cic: 

occasionem, Liv.: locum suspicioni aut crimini, 
Yy) «pi-ire un tempo sinora, per così dire, 
chiuso, ap. annum, aprire, schiudere (comin- 
ciare) Tanno, poet. della costell. del Toro 
(poiché coll'entrar del sole nel Toro, comin- 
ciava per l'agricoltore il nuovo anno), Verg.: 
e nell'epoca imperiale di coloro, i quali per 
dar il nome all'anno, assumevano il consolato 
il primo di gennaio, Plin. pan. p) aprire uno 



199 



aperte 



Apion 



200 



stabilimento, cioè renderlo accessibile alpub- 
blico, ludum (scuola), Cic. : scholam, Suet.: 
locum... asvlum (un luogo come as.), Liv.: 
Y) ap ri re ad alcuno una somma di denaro 

= mettere a disposizione dì qualcuno, quod 

DCCC (800 000 sesterzi) aperuisti, Cic. 

aperte, av v .(apertus), apertamente, a) aper- 
tamente èss davanti ai nostri occhi, davanti agli 
occhi di tutti, dinanzi al mondo, manifestamente, 
visibilmente, palesemente {contr. tecte, occulte, 

furtim, clam), desciscere, Liv.: mentiri, Cic: 
dolorem forre paulo apertius, Cic.: laetitiam 
apertissime ferre, Cic: b) apertamente, schiet- 
tamente, sinceramente, francamente, senza ri- 
tegno, quindi anche con disinvoltura {contr. 
dissimulanter),scribere,Cic: aperte palamque 
(davanti a tutti), dicere, Cic: planius atque 
apertius dicam, Cic 

apertile, a, uni, part. agg.(da aperio),re*o 

nudo, aperto [COìltr . opertlis), I) nudo, denudato, 
scoperto, aperto, libero, l)propr. (COìltr. opertus, 

tectus), caput, Plaut. e Sen. : e poet. aether, 
caelum, scoperto, chiaro, sereno, Verg.: come 
t. 1. naut., navis aperta, piccola galea provve- 
duta solt. nella parte anteriore e posteriore di 
una piccola coperta {contr. navis tecta, nave 
coperta), Cic, Liv. ed a.: e come 1. 1. milit. 
senza corazza, partic. senza scudo, scoperto, 
aperto, latus, humerus, Caes.: corpora Roma- 

noruni, Liv. 2) trasl., die giace all'aperto, che 
si mostra in chiara, manifesta luce f palese, 
aperto, chiaro, manifesto, libero, non celato, 
a) generic: {contr. occultus, obscurus, con- 
ditus et abstrusus, furtivus, dubius, suspectus). 
actio rerum illarum, Cic: simultates partim 
obscurae, partim aperte, Cic: aperti clamores 
{contr. occulta colloquia), Liv.: apertum latro- 
cinium {contr. occultae insidiae), Cic: aperta 
vi, Liv.: di pers., quis apertior in judicium ad- 
ductus est? chi più manifestamente colpe 
vole, qual delinquente più manifesto, Cic: 

apertum est, la cosa è chiara e lampante, è 

chiaro, coll'acc. e Z'infin.,^9. es. esse aliquod 
numen praestantissimae mentis, Cic: neutr. 
sing. sost, nella forinola alqd in aperto est, 

a) = q.C. appare in chiara^ manifesta luce, è 

manifesto (contr. in occulto est), Sali, e Tac: 

P) = q.c. e alla mano, è vicina = non richiede 
alcuna riflessione e alcuna grande fatica, è fa- 
cile a compiersi, vota virtusque in aperto, Tac: 
coZZ'infin. fessos hieme hostes aggredì, Tac. 

b) del discorso e dell'oratore, ecc., manifesto, 
chiaro, intelligibile, narratio, Cic: Cicero et 
jucundus incipientibus quoque et apertus est 
satis, Quint. e) del sentimento, che uno mostra 

nelV Operare, non celato, che si mostra alla luce 
del giorno, schietto, leale; in senso cattivo, senza 
ritegno, indelicato, che si manifesta grossolana- 
mente, grossolano (contr. obscurus), animus, 
Cic: homo, Cic: ut semper fuit apertissimus 
(ironie, di uno sfacciato), Cic: apertior in 
dicendo, disinvolto, Cic: ut apertus in cor- 
ripiendis pecuniis fuit, apertamente incli- 
nato (prima contr. obscurus in agendo), Cic: 

II) non serralo, aperto, libero, non impedito 
€ quindi facilmente accessibile, 1) propr.: 

a) generic. {contr. opertus, clausus), via pa- 
tens apertaque, Liv.: vastum atque aper- 
tum mare, Caes.: loca apertiora, Caes.: campi 



ad dimicandum aperti, Liv.: fig., paeninsula est 
Peloponnesus . . . nulli apertior quam navali 
bello, più aperto = più esposto, Liv.: neutr. 

SOSt. apertum, i, n., l'aperto; spazio aperto, 
libero ; campo aperto, libero ; aperta campagna, 

apertum petere, cercar Vaperto, Sen.: per 
apertum fugere, Hor.: in aperto castra locare, 
Liv.: ex aperto atque interdi u vim per angu- 
stias facere, Liv.: plur. naves disicere in aperta 
Oceani, Tac. h)pregn., come 1. 1. milit., di ciò 
che accade in campo aperto, aperto, acies, 
proelium, aperta battaglia, battaglia cam- 
pale, Liv.: id.(poet), Mars,Ov. 2) trasl.: a) ge- 
neric. aperto, accessibile, beate vivendi via, Cic: 
haec apertiora sunt ad reprehendendum,jp«Y<! 
esposte al biasimo, Cic b)di carattere, schietto, 
aperto, in qua nisi, ut dicitur, apertum pectus 
videas, possa leggere nel cuore (aperto), Cic. 
apex, pfcis, m., punta estrema (di forma 
conica), ultimo vertice, sommità, apice, I) in 

gen.: lauri, Verg.: montis, Ov.: della « fiam- 
mella » di forma quasi conica che s' in- 
nalza nell'aria (da sé o partendo da un 
fuoco più grande), Verg. e Ov. II) partic.: 

A) verghetta che si trovava sulla punta del- 
l' albus galerus (berretto bianco) del flamine, 
circondata di lana (virga oleaginea); quindi 
meton. = albus galerus, berretto del flamine 
fatto colla pelle di un agnello offerto in sa- 
crifizio, cucito insieme in forma di cono e 
ornato colla verghetta ricordata ; berretto sa- 
cerdotaie, lanigeri apices,Verg.: apicem Dialem 
alci imponere = fare alcuno flamine Diale, 
Liv.: e generic: alto copricapo di forma co- 
nica, partic. tiara (xiàpa) dei re e satrapi 
asiatici, regum apices, Hor.: apicem imponere 
alci, Cic: quindi fig. come il nostro « corona » 
=potenza e dominazione regia, Hor. carm.: 
1, 34, 14; e —altissimo ornamento, dignità, 
apex senectutis est auctoritas, Cic. de sen. 60. 

B) punta metallica dell'elmo, di forma conica, 
quindi meton. elmo, ardet apex capiti, Verg. C) 
come 1. 1. gramm. , segno della lunga posto sopra 
una voc.(&: nei gramm. Seriori a) per distin- 
guere vocaboli scritti ugualm. e di significato 
diverso {p. es. pòpulus « pioppo », e populus 
«popolo »), o casi dello stesso suono, di di- 
versa quantità, apice, Quint. ed a. Gramm. 

.4pliiireus, ei, m. ('Acpapsós), I) re dei 
Messeni, padre di Linceo e di Ida, donde : 
ApharcTus, a, um, di Afareo. II) un Cen- 
tauro. 

apliraetum, i, n. (àcppocxxov) e aplira-' 
ctus,i, f.(àcppaxxos)=navis aperta ( V. aper- 
tus, n n I, 1), Cic ad Att. 5, 13, 1 e 6, 8, 4. 

a pia riunì, li, n., alveare, Col. 

api rat il*, a, um (apex), ornato del berretto 
(sacerdotale), Ov. fast. 3, 397. 

A pici un, ti, m. (M.Gabius), famoso ghiot- 
tone e scialacquatore sotto Tiberio. 

stpicìila, ae, l.(dimin. di apis), piccola ape, 
Plin. ed a. 

JLpftlanus, i, m. ('ArciSavóg), fiume della 
Tessaglia, che nasce dall' Otri: riceve presso 
Farsalo VEnipeo e sbocca nel Peneo non 
lungi da Larissa. 

Apiolae, arum, f., città del Lazio. 

4pìóu, ònis, m. ('Arótov), I) soprannome 



201 



apis 



apparate 



202 



di Tolomeo, re di Cirene. II) celebre gramma- 
tico greco, cognominato Plistonices, contem- 
poraneo di Tiberio e da lui nomin. cymbalum 
mundi. 

1. apis, is, f. (èji7cig), ape, pecchia, apis acu- 
leus, Cic: examen apium, Cic: apum rex, Col. 
— Genit. plur. apium, dopo Livio anche apum. 

2. Apis, pis, acc. pim, m. ( r Amc), toro in 
Menfì, che godeva 'presso gli Egizi degli onori 
divini, secondo alcunisacro alla luna, secondo 
altri al sole o ad Osiride. 

JipisCOr, aptus SUin, apisci (*apo), arrivare 
ad avere, I) nello Spazio, raggiungere, toccare, 
mare, Cic. ad Att. 8, 14, 4. IT) trasl.: raggiun- 
gere, spiritualm., comprendere, appropriarsi, 

rem ratione animi, Luci*.: artem Chaldaeorum, 
Tac. b) con sforzo, raggiungere q.c. come meta 

della propria aspirazione, conseguire, ottenere, 

acquistare, deorum vitam, Ter.: aliquid,Catull.: 
linem bonorum, Cic: honorem, Liv.: col genit., 
dominationis, Tac. ann. 6, 45. — Infin. parag. 
apiscier, Ter. Andr. 332 e Pliorm. 406. 

apium, li, n. (apis), appio, partic. appio 
delie paludi, usato spesso per corone, Verg. 
ed a. 

apluslre, is, n. (acpXaaxov), comun. come 
plur. aplustria, ìum, n., e aplustra, òrum, 
n. (àcpXaoxa), parte posteriore incurvata della 
nave co' suoi ornamenti (nastri e banderuole 
sopra un bastone, che stava sopra assi con- 
giunte insieme), capitello, specchio della nave, 
Lucr., Cic. fr. ed a. 

apocleti, òrum, m. (arcoxXyjtoi), membri 

della deputazione permanente della lega etolia, 
deputazione permanente, Liv. 35, 34, 2 e altr. 

a pori ^ li* riti ni, li, n. (aTioSoxVjpcov), spo- 
gliatoio nel bagno, Cic. e Plin. ep. 

4 polllnaris, -ineiis, V. Apollo. 

Apollo, linis, m. ("AttóXXwv), I) Apollo, 
Apolline, figlio di Giove e di Latona, fratello 
di Diana ; originar, presiedeva alla selvag- 
gina e alle greggie ; inventore dell'arte degli 
arcieri, della divinazione e medicina, della 
musica e poesia e perciò capo delle Muse, 
più tardi anche identificato col dio del Sole, 
come il dio dai puri raggi, sempre giovane e 
bello, cogli epiteti di Phoebus, pulcher, for- 
mosus ed a., Verg.: come arderò, arcitenens, 
Verg. dalla sua patria Deh, Delius, Cic, e 
Delius vates, Verg.: Apollinis urbs = Apollo- 
nia, n° II, Ov.: poet., aperitur Apollo = il tem- 
pio di Apollo diventa visibile, Verg. II) trasl. 
=? liaal, dio del Sole, dei Tirii, Curt. 4, 3 (15)- 
22. — Deriv.: A) Àpollinaris, e, consa- 
crato ad Apollo, 1) agg.: laurea, Hor.: ludi, i 
aliali si celebravano ogni anno il 5 Luglio in 
onore di Apollo, Cic: sacrum, Liv. 2) sost., 
Apollinare, is, n., luogo consacrato ad Apollo, 

Apollinare, LÌV. B) 4pollllleiIS, a, Uffi, di 

Apollo, laurus, Ov.: vates, di Orfeo, Ov.: ars, 
arte prò feti n a e medica, Ov.: proles, Escula- 
pio, figlio di Apollo, Ov.: frater Byblidis, ni- 
pote di Apollo, Ov.: urbs, Delo, Ov. 

Àpollod6i*iis,i, m. ('A7toXXóSo>pos), I) ce- 
lebre retore di Pergamo; già molto vecchio 
divenne maestro del giovane Ottaviano (po- 
scia imp. Augusto) nell'arte oratoria; ebbe 
ad avversario il retore Theodorus, cosicché 
nella retorica si formarono due opposte sette 



o scuole, gli Apollodorei e i Theodorci. 

II) grammatico di Atene (verso il 140 av. 
Cr.), discepolo dello stoico Panezio e del 
gr«m ma tico Aris tarco . 

Apollonia, ae, f. ('AuoXXcovCoc), I) città 
non lungi dalla foce dell' Aoo nell'Illiria o 
Nuovo Epiro, ancora al tempo dei Bomani 
ragguardevole come sede di studi scientifici, 
ora Polonia o Polina. II) colonia di Mileto 
nella Tracia, sul Ponto, con* due porti, fab- 
bricata in parte sopra un'isola, ora Sisebolu. 

— Deriv.: a) Apollonlàs, àtis, apparte- 
nente ad Apollonia, in agro Apollonìati, Liv. 
b) .4pollÒIliateS, ae, m., di Apollonia, Dio- 

genes A. (dell' Ap. di Creta del resto scono- 
sciuta). — Più spesso plur. Apollònìatae, arum- 
m., e Apollònìates, um oium, m., abitanti di 
Apollonia (partic. del n° I). e) A poi lo- 
lite usi s, e, appartenente ad Apollonia, civitas 
A. (città sulla costa sett. della Sicilia), Cic — 
plur. sost, Apollonienses, ium, m., abitanti di 
Apollonia (n" II). 

4 pollo iiis. nidis, f. ("ATroXXcovtg), città 
della Lidia traPergamo e Sardi. — Deriv.: 

Apolloiildcnsis, ÌS, m., di Apollonide. 

apologalìo, ònis, f. (àTtóXoyos), racconto 
favoloso, alla maniera di Esopo, Quint. 5, 11, 
20.^ 

apologo, avi, are (da àTroXé^co), respin 
gere, sdegnare, Sen. ep. 47, 9. 

apttlftgtlS, i, m. (àuÓXoYOs), racconto alle- 
gorico, apologo, partic. favola esopiana, favola, 

Cic ed a» 

I ponila, i, m. (auovog, che scaccia i do- 
lori), o comun. Aponi fons o fontes, celebre 
sorgente termale solforosa presso l'odierna 
Abano, non lungi da Padova. 

apoplioreta, òrum, n. (à7iocpópYjxa), doni 
presentati alle tavole dell'ospite, doni di tavola, 
Suet. ed a. 

apoprtte»-mena, òrum, n. plur. (<xno- 
7rpoYjY|iéva), come t. 1. degli stoici, posto dopo 
indietro, respinto, rifiutato, delle COSe, che in 

sè non sono cattive, ma che però avvicinan- 
dosi a quelle, sono da respingere ; latino puro 
rejecta, remota (contr. proegmena, lat. puro 
praeposita, preferite), Cic. de fin. 3, 15. 

apospliragisma, matis, n. (àrcoaeppa- 
ytajia), imagine intagliata nell'anello a sigillo, 
Plin. ep. 10, 74 (16), 3. 

a postrophe, ès, f. (ànoaxpoyri), apostrofe, 
fìg. retor., quando l'oratore nel suo discorso 
si volge dal giudice all'avversario e gli rivolge 
la parola, Quint. ed a. gramm. 

apollinea, ae, f. (àTioG^xvj), luogo per ri- 
porre custodire q.C, fondaco, inagazzino, par- 
tic, e comun. luogo ove si tiene il vino nella parte 
superiore della casa sopra il fumarium, ove 
stavano le migliori qualità di vino in vasi 
d'argilla, esposte al fumo, per diventar chiare 
e bevìbili (div. dalla cella vinaria, V. cella), 
Cic, Hor. ed a. 

ap-p..., in composizione in luogo diadp..., 
per assimilazione del d col p seguente, come 
appareo per adpareo, ecc. 

apparate, avv. (apparatus, a, um), con 

grandi preparativi, con magnificenza, opipare et 

app. edere et bibere, Cic: apparatius cenare, 
Plin. ep.: trasl., del discorso, con soverchia eie- 



203 



apparatio 



appello 



204 



ganza, studio, nimium app. compositum esse, 
Cornif. rhet. 

apparatlO, Ònis, f. (apparo), apparato, ap- 
parecchio, preparativi d'ogni genere, I) propr.: 

popularium munerum,Cic IT) trasl.: u lavorare 

con intenzione, lo studiare intorno a q.C, appa- 
recchio, apparato visibile in q.c. da parte dei- 
Voratore, Cornif. rhet. e Cic. 

1. apparatila, a, um, part. agg.\da ap- 
paro), ben provvisto di tutto, bene apparecchiato, 
quindi magnifico, splendido, sontuoso, 2k)propr.: 

epulae, Liv.: domus apparatior, Cic.: ludi appa- 
ratissimi, Cic. b) trasl., del discorso, troppo 

elegante, ricercato, studiato, Cornif. rhet. 

2. apparatile, ùs, m. (apparo), I) astr. = 

apparecchio, preparativo, disposizione, assetto e 

sim., operis, Cic: sacrifìci, Sen. II) concr. = 

apparecchio, preparativo, assetto, apparato (= 
ordigni, congegni, utensili, macchine, ecc.), in 

gen.: tenuiculus, Cic: oppugnandarum urbium, 
Liv.: belli, Liv.: apparatum incendere, Nep.: 
di uomini, auxiliornm apparatus, Liv. B)par- 

tic.: propr., apparato magnifico, solenne, pom- 
poso, pompa, solennità, magnificenza, splendore, 

magnifìcus, regius, Cic: epularum, Cic: ma- 

Ximus ludorum, Cic 2) trasl., magnificenza, so 

lennità. di discorso, dixit causam illara nullo 

apparatu, in modo semplice, disadorno, Cic: 
minorem habere apparatum, Cic 

ap-parvo, Ili, ltum, ère, venir fuori, di- 
ventare essere visibile, apparire, mostrarsi, 

I) in gen.: A) propr.: (contr. latóre, latitare, 
occultum esse), equus mecum demersus rursus 
apparuit, Cic: anguis ille, qui Sullae apparuit 
immolanti, Cic: e così della presenza davanti 
al tribunale, in his (subselliis) me apparerò 
(apparire) nollem, Cic: e delle apparizioni 
nel cielo, stella crinita in caelo apparet, Suet.: 
numquam major arcus dimidio circulo apparet, 
Sen.: quindi apparens, visibile (contr. latens). 

Ov. e Quint. B) trasl.: 1) esse»* manifesto = 

come accaduto, esistente, vero, mostrarsi a 
qualcuno o qualcosa, farsi palese, fac sis pro- 
missa appareant, Ter. : ut videam. ubi rhetoris 
tanta merces appareat, Cic. 2) res apparet e 
comun. apparet seguito dalVacc. e Z'infin. o 

proposizione relativa, è visibile, aperto, chiaro, 
manifesto, risplende, è evidente, Comici, Cic ed 

a.: anche col dat., Nep.: col nom. e Vinfin. (come 
Sy]Xós èaxt),Cic: con aggettivo predicato, rebus 
angustis animosus atque fortis appare, Hor. 

II) partic, stare come servo ai comandi, agli 

ordini di un preposto, superiore, padrone, ser- 
virlo} anche generic: dirigersi secondo il suo vo- 
lere, a) generic: divorum iras (sacerdotes) prò vi- 
olento iisque apparento, condursi secondo essa 

(Vira), Cic b) servire, stare ai cenni, stare ai 

comandi di un magistrato romano come servo, 
partic. come scrivano pubblico, littore, con- 
sulibus, aedilibus, Liv.: quaestioni (per V inter- 
rogatorio), Cic: anche trasl., septem annos 
Philippo, servire come segretario privato, Nep. 

ap-pariO, ere, preparare per un fine, pro- 
cacciare, guadagnare, spatium, guadagnar più 
ampio spazio, Lucr. 2, 1110. 

appa ritto, ònis. f. (appareo n° II) ser- 
vizio pubblico (óZeZZ'apparitor, V.), il servizio 
dell'impiegato subalterno, Cic ed a. — Pllir., 

apparitiones meton. = apparitores, i servitori 



pubblici, impiegati subalterni, Cic ad Q. fr. 
1, 1, 4,§ 12. 

apparito!*, oris, m. ( appareo n° II), ser- 
vitore pubblico, che sta come adiutore ai co- 
mandi di un magistrato, impiegato subalterno 
(scrivano, littore, messo, ecc.), Cic ed a. 

appari tiira, ae, f. (appareo n° II), ser- 
vizio pubblico (di uno scrivano, littore, ecc.), 
Suet. gr. 9. 

ap-pai*0, avi, àtum, are, apparecchiare, 
preparare, prendere fare disposizioni per q.C, 

convivium, Cic: aggerem, Caes.: bellum, Cic: 
crimina in alqm, macchinare, Cic: colVinùn., 
Caes.: assol., dum apparatur, Ter.: in appa- 
rando, Nep. 

appelBiitlO, ònis, f, (1. appello), appella- 
zione, I) con parole, il rivolgere, indirizzare la 
parola, partic. come t. t. di atti pubblici, cita- 
zione, appello, tribunorum, ai tribuni, Cic: ad 

populum, Plin. II) COn SUOni, 1) pronuncia, 

litterarum, Cic e Quint.: meton., sostantivo, 

Quint. 9, 3, 9. 2) denominazione, meton., nome, 

titolo, appellativo, regum, Cic: inanis, Cic 
appelialor, òris, m. (1. appello), colui che 

implora un magistrato per aiuto, appellante, 

Cic Verr. 4, 146. 

appellilo, avi, àtum, are (frequent. di 
1 . appello), appellare ordinariamente, essere so- 
lito ad appellare, Tac ed a. 

1. appello, avi, atum, are (intens. di 2. ap- 
pello), muovere, eccitare qualcuno o q e. con 

un SUOnO, dunque appellare, I) COn parole, ri- 
volgere il discorso, la parola (amichevolmente 
o seriamente), rivolgersi personalmente co7i un 
discorso a qualcuno, parlare a qualcuno e 
salutare, 1) in gen.: singulos, Cic: alqm be- 
nigne, Sali: superbius, Cic: perciò chiamare 
uno col suo nome, chiamare con o senza Vag- 
qiunta nomine o nominatim, Caes. ed a.: così 
anche unumquemque nominansappellat,Sall. 
pregn., rivolgersi a qualcuno coli 'intenzione 
ch'egli conceda o faccia q e, cioè a) invitare 
qualcuno a q.c. di bene o male, stimolare, pro- 
porre, offrire, ricorrere ad alcuno per qualche- 
cosa, proporgli q.c, alqm, Cic: alqm de alqare, 
Liv.: alqm stupri causa Val. Max.: alqm, ut,etc, 
Nep. b) nel linguaggio giuridico, rivolgersi ad 
un magistrato per aiuto, praetorem, Cic: a 
praetoretribunos, Cic: de aestimatione, Caes.: 
nelV epoca imperiale, appellarsi ad alcuno, ab 
alqo, Quint.: trasl., riferirsi all'autorità di al- 
cuno. Cic. de leg. 1, 40. Cj fare intimazione 

ad ale. fspec. per un debito), alqm de pecu- 
nia Cic. e solo pecunia, Quint.: creditores in 

solidum, Tac d) richiamare al dovere, Cic 

II) con suoni: 1) pronunciare, litteras, Cic: 
nomen, dire il nome, Cic 2) notare unapers. 

O COSa con un nome, a) citare, mentovare, alqm 

hoc loco, Cic: alqm significatione, alludere a 
qualcuno, Cic b) indicare con un nome = 

dare un nome, nominare, alqm istoc nomine, 

Ter.: suo quamque rem nomine, Cic : e con ex 
e Z'abl , appellata est ex viro virtus, Cic: con 
dopp. acc. = dare questo o quel nome ad una 

peì'S. COSa, nominarla COSÌ e COSÌ, denominare, 
intitolare, dichiarare UllO, per COÌÌie, alqm 

patrem, parentem, Ter. e Liv.: alqm victorem, 
Verg.: partic. alqm regem, dare ad uno il ti- 
tolo di re, dichiarado signore, acclamarlo. 



205 appello 

riconoscere come re, Cic. : con ab e Tabi., lo- 
cupletes assiduos ab asse dando, Cic: ea regio, 
quae nunc ab ejus nomine Thessalia appella - 
tur, Veli. — appellassis = appellaveris, Ter. 
Phorm. 742. 

2. ap-pello, pilli, pulsum, pellcre, avvici- 
nare, accostare, -muovere a, recare a, I) in gen. 
A) propr.-. turres ad opera Caesaris, Caes.: 
postquam paulo appulit unda (corpus), avvici- 
nato un poco, portato vicino, Ov. B) trans., 
animum ad alqd, volgere lo spiiito, la mente a 

q.c, ad scrifcendum, Ter.: ad uxorem, Ter. 
II) pai-tic. come 1. 1. nel linguaggio di marina, 

far approdare, dirigere in qualche luogo, a) tr.: 

a) navem e simili, p. es. navoni ad ripam, Cic: 
classem ad Delum, Cic, in insulam, Liv.: fìg., 
nec tuas umquani rationes ad eos scopulos ap- 
pulisses, ad quos etc, Cic. $)poet., alqm: hinc 
me digressum vestris Deus appulit oris, Verg. 

b) pass., appelli, a) di nave, navis appellitur 
ad villani, Cic p) di naviganti, alios ex Hispa- 
niafugientes Siciliani appulsos esse, Cic. e) rifll., 
appellere, a) di naviganti, così appellere nave, 
Suet., o classe, Liv., anche semplic. appellere 
bue, Hor.: hinc vel illinc, Tac: ad eum locum, 
Caes. p) di nave, navis Chaucorum terram ap- 

~pulit, Tac. 

appeiulTcìila, ae, f. (dimin. cfo' appendix), 

piccola appendice, Cic Rab. Post. 8. 

appendi*, dìcis, f. (appendo), appendice, 
aggiunta, trasl., supplemento di q.c animi (del 
*orpo), Cic: appendices 01cadum,^'cco7e con- 
tingenti, Liv. 

ap-pendo, pendi, pensimi, ere, pesare (a), 
aurum alci, Cic: verba, Cic. 

appetens, entis, part. agg. (da appeto), 
fn-amoso, desideroso, cupido di qualcosa, seguito 

dal genit., I) in gen.: appetens gloriae atque 
avidus laudis, Cic: nihil est appetentius simi- 
lium sui, nihil rapacius quam natura, Cic: 
homo tui appetentissimus, Cic II)partic, cu- 
pido di denaro, bramoso = desideroso di avere, 
homo non cupidus neque appetens, Cic: gratus 
animus, non appetens, Cic. 

appetenter, avv. (appetens), cupid amente, 

avidamente, Cic. de off. 1, 33. 

appetentTa, ae, f. (appetens), u desiderare, 

agognare, bramare q.C, Col genit., laudis et 

honestatis, Cic: assol. effrenata appetentia 
{avidità), Cic 

appellilo, Ònis, f. (appeto), I) Pattò di af- 
ferrare qualcosa, il cercar di afferrare, Cic de 
div. 1, 46. II) trasl., desiderio, bramosia, sti- 
molo, inclinazione, voglia di q.C, et appetì tio 

(inclinazione) et declinatio (antipatia) natu- 
ralis, Cic: col genit., alieni, Cic. 

appetltìis, US, m. (appeto), appetito, desi- 
derio, brenna, cupidigia di q.C, Cic: Col genit., 

voluptatis, Cic. 

ap-petO,ÌVÌ,C li, ìtum,cre, stendere la mano 
verso qualcosa, I) in gen. cercar di aff emare 

q.c, 1) propr.: solem manibus, Cic: mammam, 
Cic: appetì (senes), che si baci loro la mano, 

X^ic 2) trasl. , desiderare, agognare, bramare q.c, 

ricercare q.c (contr. declinare, aspernari, ru- 
gere,refugere), alqm praesertim, Cic: regnum, 
Cic: alienos agros cupidissime, Cic: seguito dal- 
Z'infin.. aliquid agere semper, Cic II) partici 
A) tendere verso un luogo, andarvi, ricercarlo t 



applicatus 



206 



avviarsi verso questo, Europam, Cic: di sogg. 
inan.: mare terram appetens, che si spinge 
contro, Cic: munitionibus alia atque alia loca, 
prendere sempre più spazio, territorio (di 
una città), Liv. B) avventarsi ostilmente contro 

qualcuno, assalire, attaccare, minacciare, alqm 

lapidibus, Cic: humerum gladio, Caes.: morsu 
caput, Tac: filii vita saepe ferro atque insidiis 
appetita, Cic: trasl. fata Vejos appetebant, 
Liv.: ignominiis omnibus appetitus, Cic e) avvi- 
cinarsi, farsi vicino, appressarsi, del tempo ecc., 

dies appetebat septimus, quem constituerat, 
Caes. tempus, nox appetebat, Liv.: cum lux ap- 
peteret, allo spuntare del giorno, Caes.: fatum 
appetebat, Curt. 

1. Appìa (ApYa), ae, f., città della Frigia 
Pacaziana. Deriv.: Appianile, a, uni, di 
Appia, e sost. plur. Appiani, orum, vaigli 
abitanti di Appia. 

2. Appia, fem. di Appius (V.), 
Appiacles, um, V. Appius. 
Appìanus, a, um, V. 1. Appia e Appius. 
Appia*, adis, f., V. Appius. 
Appìetas, àtis, f., V. Appius. 
agt-pingo, pinxi, pictum, ere, dipìnger?, 

delphinum silvis, Hor. art. pò et. 30: trasl: 
appinge aliquid novi, aggiungi una bella no- 
vità, Cic ad Att. 2, 8, 2. 

AppTus, li, m. e Appia, ae, f. prenome 
romano, spcc della gens Claudia, V. Claudius. 
— D er iv.: 1 ) A ppTns, a, um, appio, via Appia 
e soli. Appia, cominciata dal censore Appio 
Claudio cieco, Vanno 312 av. Cr. (V. Liv. 9, 
29, 6): la grande strada maestra del mezzo- 
giorno, la quale cominciava alla Porta Ca- 
pcna di Berna, saliva in linea retta verso i 
colli albani, quindi attraverso alle paludi 
pontine, giungeva fino a Capita, di dove più 
tardi, sotto Vimp. Traiano, venne continuata 
fino a Brindisi, Cic ed a.: aqua, l'acquedotto 
costruito dal medesimo A., Jay.: quindi Appii 
Forum, un borgo fondato dal medesimo nel 
Lazio, sul lato sinistro della via Appia, in 
mezzo alle paludi Pontine, Cic, Hor. ed a. 

2) Appianila, a, um, appartenente ad un 

Appio, di Appio, appiano, libido, del decemviro 
App. Claudio, Liv. 3) Appìas,adis, f., a) la 
statua di una ninfa, là dove usciva lo zam- 
pillo della fontana aqua Appia, Ov. b) Appia- 
des deae, parimenti statue, presso il tempio di 
Venere, poco lungi dalla fontana della via 
Appia, Ov. e) soprannome di Minerva, datole 
da Cicerone per adulazione verso Appio, Cic. 

4) Apple taS, àtis, f., l'antica nobiltà della 

stirpe appia, vocabolo foggiato da Cicerone 
per adulare Appio, Cic 

ap-plamlo, plausi, plausum, ere, battere 
una cosa contro un'altra, corpus, Tibull.: 
corpus palmis, Ov. 

applieatio, ònis, f. (applico), V unirsi a 
q.C. quindi trasl., I) inclinazione, propensione, 
animi, Cic. de amie 27. II) l'unirai ad un pa- 
trono come cliente: quindi jus applicationis, 
diritto derivante dalla relazione di cliente, 
Cic de or. 1, 177. 

applica In*, a, um, part. agg. (da applico), 

I) congiunto, unito, applicato, adiacente, aures, 

Varr.: Leucas colli applicata, appoggiata, 



207 



applicitus 



approbo 



20S 



contiguo, Liv. II) rivolto a q.c, ad rem, Cic: 
ad se diligendum, inclinato, Cic. 

applicitus, a, um, part. agg, (da applico), 
adattato, che si congiunge, velllt applicitus rei 

cultus, Quint. 4, 2, 117. 
ap-plico, avi, àtum e (non in Cic.), ui, 

¥tum, are, I) applicare, appoggiare, congiun- 
gere, accostare, avvicinare, stringere, serrare, 

A) propr.: se ad arborem, Caes. : se ad flam- 
mam, Cic: corpus ad molem, Curt.: se ove. cor- 
pus stipiti, Curt.: se applicare o (mediale) 
applicari trunco (arboris), Justin. e Curt. : 
oscula feretro, imprimere, Ov.: ensem capulo 
tenus, cacciar dentro, Vergv.bovesilluc, con- 
durre colà, Ov. conjuges captis, associare, 
Curt.: praefectos lateri ejus, mettergli a fianco, 
Curt.: come t. 1. milit., scalas moenibus, Curt., 
sinistrum cornu ad oppidum, Liv.: castra flu- 
mini, Liv.: corpora corporibus, serrarsi Vuno 
all'altro, Liv. B) trasl.: 1) congiungere una 
cosa con uri altra, aggiungere a q.c. volupta- 
tem ad honestatem, Cic: verba verbis, Quint. 
2) se ad, etc, accostarsi (come supplicante, 
amico, ecc.) ad alcuno, unirsi a lui, se ad 
alqm quasi patron um, Cic: se ad alcjs fami- 
liaritatem o amicitiam o societatem, Cic: in 
itinere familiariter se, Cic: anche appi, alqm, 
unirsi strettamente qualcuno, Sen. ep. 21, 4. 
8) addossare q.c. a qualcuno, eidem talia cri- 
mina, Plin. ep. 10, 58 (66), 4. 4) far ser- 
vire una cosa a qualche scopo, cioè impie- 
gare per q.c, fare uso, finitionem in alqd, 
Quint. IIJ volgere, rivolgere a q.c generic, 

A) propr., navem ad, etc. (come t. 1. di ma- 
rina) rivolgere la nave verso, ad alqm, verso 
qualcuno (che nuota nel mare) dirigere 
la nave, Cic: navem ad terram, approdare, 
Caes.; quindi assol., a) applicare, approdare, 
a) di naviganti, ad terram, Auct. b. Hisp. e 
Justin. p) di navi, quocumque litore appli- 
casse naves hostium audissent, Liv. b) appli- 
cari, di naviganti, approdare, ad oras, Ov.: 
ignotis oris, Ov.: in terras, Ov. e) poet. trasl., 
Creteis regionibus applicat angues, dirige zi 
suo carro tirato dai draghi verso, ecc., Ov. 

B) trasl., volgere, rivolgere a q.c, aures modis, 

Hor.: se animus applicat et adjungit ad alqd, 
Cic: se ad eloquentiam, applicarsi (impa- 
rando) a q.c, Cic: se ad scribendam histo- 
riam, Cic. 

ap -ploro, avi, are, = 7ipoooXo:pópsa0at, 
lamentarsi di, sopra; dolersi piangendo, Sen 

nat. qu. 4 ; 2, 6 : querebar applorans tibi, Hor. 
epod. 11, 12. 

appono, posili, posttum, ere, I) porre a, 

sopra,verso, presso; collocare, mettere, A)propr.: 

1) ingen.: machinam, Cic: manus ad os, Caci. 
in Cic ep.: notam ad versum ovv. epistulis, 

Cic 2) partici Cibi, ecc., porre davanti, 

imbandire, servire, patellam, Cic: aprum in 
epulis, Plin. B) trasl., collocare qualcuno 
in qualche carica, in qualche grado (presso 

a qualcuno), porre vicino, dare, aggiungere, 

porre al fianco, accusatorem, Cic: custodes, 
Nep.: alqm alci custodem, Cic: alqm custodiae 
alcjs, Tac: magistrum consulibus, Liv. Il) ag- 
giungere, unire, porre 1) in gen.: annos alci, 
Hor.: vitiis modu n,Cic: lucro, calcolare come 
un guadagno, Hor : e così alci alq 1 gratiae, 



considerare come un favore (cortesia), Ter. 
— 2) partic comandando, aggiungere seguito 
da ut e il cong., Tac ann. 3, 38. 

apporrectus, a, um (ad e porrigo), di- 
steso accanto, draco, Ov. met. 2, 561. 

ap-portO,àvÌ, àtum, are, apportare, recare r 
trasportare, portare colà, I) propr.: lapidem, 

signa, Cic: alqd ex Hispania, Caes. Il) trasl., 
portar seco, nuntium, Ter.: damnum, cagio- 
nare, Ter. 

ap-poSCO, ere, chiedere, domandare, Ter. 

e Hor. 

apposite, avv. (appositus), acconciamente, 

convenientemente, Cic: dicere app. ad persua- 
sionem, Cic, ovv. app. ad persuadendum,Qui ni. 

appostilo, ònis, f. (appono) apposizione, 
aggiunta, similium, Quint. 5, 11, 1. 

apposi tulli, i, n. (1. appositus), aggiunta, 
I) come t. t.gramm., aggettivo, Quint. 2, 14, 3 
e 9, 4, 24, II) come t. t. retor. = epiteto,. 
Quint. 8, 2, 10 e aìtr. 

appositus, a, um. part. agg. (da appono), 
posto vicino a q.c, IJ propr.: castellum flu- 
mini, Tac. II) trasl.: 1) in gen.: audacia (fi- 
dentiae) non contrarium, sed appositum et 
propinquum, le sta vicino, Cic: judicis quo- 
que noscenda natura est, juri magis an aequo 
sit appositus, se egli segua piuttosto lo stretto 
diritto o Vequità, Quint.: sost. plur., appo- 
sita, cose prossime, Quint 5, 10, 87. 2) par- 
tic: a) posto vicino, quindi facile a raggiun- 
gersi, a conseguirsi, Sen. ep. 4, 10; 71, 4. 
b) acconcio = comodo, adatto, menses app. ad 
agendum, Cic: homo bene app. ad istius au- 
daciam , Cic. : operarius multo appositior 
ad etc, Cic 

ap-precor, àtus sum, ari, pregare qual- 
cuno, invocare qualcuno pregando, rite deOS, 
Hor. carm. 4, 15, 28. 

ap-preliendo, poet. ap-prendo, pre- 
hendi (prendi), prehensum (prensum), ere, af- 
ferrare, I) propr.: 1) in gen.: alqm pallio,. 
Ter.: claviculis adminicula tamquam manibus, 
Cic : manum osculandi causa, Suet. : alqm,. 
prendere alcuno per mano, Tac. 2) partic .- 
dJ)aff errare violentemente, arrestare, hominem, 
Fior, ed altri, b) impadronirsi di un paese, 
prendere possesso di q.c, Hispanias, Cic ad 

Att. 10, 8, 2. IIJ trasl.: a) prendere, intra- 
prendere, alqd caute et cumjudicio, Quint. 10, 
2, 3. b) profferire nel discorso, Cic. Clu. 52. 
opprime, avv. (ad e primus), prima di 

tutto, di gran lunga, preferibilmente, moltis- 
simo, frater ejus appr. nobilis, Ter.: artifices 
appr. boni, Nep. 

appr? ino, pressi, pressum, ere (ad e premo) 
stringere, dextram alcjs, stringere contro di 
se, Tac: scutum pectori appressum, serrato al 
petto, Tac. 

approbo lio, ònis, f. (approbo) I) consenso 

ad alcunché, assenso, approvazione, soddisfa- 
zione per q.c, ammissione dì una pers. o cosa 
(contr. iinprobatio), Cic : testium, accetta- 
zione dei testimoni, Cornif. rhet. II) partic, 

COme t. t. filoso f. = dimostrazione, prova, aS- 

sumptionis (della minore), Cic 

apprtibattfr, òris, m. (approbo), colui che 
approva, che giustifica, Cic. ed Att. 16, 7, 2. 

ap-'pròh'O, avi, àtum,^are, I) dareil proprio* 



209 



approniitto 



aptus 



210 



assenso, acconsentire, trovar degno di approva- 
zione, approvare, riconoscere (contr. improbo), 

consilium alcjs, Cic: sententiam, Cic: clamore 
donum, Liv.: falsa prò veris,Cic : quindi della 

divinità, far accadere q.C, dar la stia benedi- 
zione a q.c, quod actum est dii approbent, Cic.: 
dii approbent! habemus hominem, etc, noi 
abbiamo, la Dio mercè, uno, ecc., Cic. II) fare 
q.c. degna delV approvazione di un altro, 

a) fare un lavoro per accontintare qualcuno, 
opus, Phaedr. 4, 25, 11. b) rendere chiaro q.c. 
a qualcuno, provare, dimostrare, comprovare, 
far vedere, attestare, judici officium SUUm, 

Cic: talis laus genus approbet, Catull.: crimina 
prò approbatis accipere, considerare come di- 
mostrati, Tac. 

ap-prÒllliltO, Ql'e, promettere inoltre, CÌ06 
anche in nome nostro, Cic. Rose Ani. 26. 

ap-propero, avi, àtum, are, I) tr. affret- 
tare, coeptumopus, Liv.: mortem, Tac: seguito 
dall' infin , affrettarsi ad, ecc., Ov. met. 15, 
583 e segg. II) intr. affrettarsi verso unluogo 
o a far q.c, approperate! Cic : appr. ad cogi- 
tatimi facinus, Cic. 

appropinqua tìo, ònis, f. (appropinquo), 
ravvicinarsi (nel tempo), mortis, Cic. de fin. 5, 
32 e de sen. 66. 

&\ì-f>rftl%Ìni\UO,Ì\V\,%txim,?ire, avvicinarsi, 
appressarsi, venir vicino, I nello spazio: ad 

summam aquam, Cic: ad insulam, Nep.: col 
dat., januae, Liv.:finibusBellovacorum, Caes.: 
Oceano (del Beno), Caes. II) trasl.: a) del 
tempo e di circostanze di tempo : hiems ap- 
propinquat, Caes: cum dies comitiorum appro- 
pinquaret, Liv.: illi poena,nobislibertas appro- 
pinquat, Cic. b) dipers.: quijam appropinquat, 
ut videat, già è vicino a vedere, Cic: centu- 
riones qui jam primis ordinibus appropinqua- 
bant, già si avvicinavano aiprimigradi, Caes. 

ap-pilitno, are, oppugnare, assalire, clas 

sem, Tac: castra, Tac 

Ippulijus -lcjanus, V. Apulejus. 

Appulia, -lìcus, V. Apulia. 

appulsus, US, m. (2. appello), I) racco- 
starsi, avvicinamento, 1) in gcn.l appulsus SO 

lis (contr. solis abscessus), Cic de nat. deor. 

1,24. 2) par tic: efficace avvicinamento, influsso, 

deorum appulsu, Cic: nimii et frigoris et ca- 

loriS appulsus, Cic. II) V approdare, lo sbarcare, 

coZgenit.,litoris,Tac. hist. 2, 59: litorum, Liv. 
27, 3u, 7 : terrae, Justin. 18, 5, 1: e assol. Tac 
ann. 3, 1; alplur., faciles appulsus, Tac ann. 
2,6. 

Appìilus, V. Apulia. 

apricaiìo, Òni-, f. (apricor), Tessere esposto 
ai raggi del sole, il soleggiare, Cic de Sdì. 57 e 

altrove. 

àprìcitas, Stis, f. (apricus), il temperato 

calore del soie (come attributo di un luogo), 
Vaprico, regionis, Plin.: loci ejus, aeris, Justin. 

apricor, àtus sum, ari (apricus), prendere 
il soie, Cic ed a. 

apricus, a,um,agg.coZcompar. e superi. 
(da apericus da aperio), originar, aperto, 

non coperto; quindi esposto al moderato 

calore del soie, (come apertus, esposto alla luce 
del sole), soleggiato, I) propr.: di luoghi (contr. 
opacus),locus, hortus,Cie isost , apricum, i,n., 
luogo esposto al soie, proferre in apricum, por- 



tare alla luce (ftgurat.), Hor. ep. 1, 6, 24. 

II) trasl. (poet.), che anta il calore, la luce del 

sole, flores, res, Hor : arbor, Ov.: mergi, Verg. 

Apri lis, e (aperio), die schiude, Aprile, Apr. 
mensis, e sost. solt. Aprilis, is, m., il mese di 
Aprile, Cic ed a : e quindi Apr. Kalendae. 
Apr. nonae, Apr. idus, le calende ecc. di Apr 
Cic ed a. 

Aprónius, ti, m , nome romano, per es.: 
Q. Apronius, della coorte di Verre e complice 
di lui. — Deriv.: Aprónìanus, a, um, di 
Apronio. 

apte, V. reapse. 

apsis, V. absis. 

Apsus, i, m. ("A^os), fiume dell' Illiria, il 
quale nasce dai monti Candavi, e sbocca nel 
mar Ionio, ora Beratino e nel suo corso su- 
periore Uzumi. 

apte, avv, col compar. e superi, (aptus), 
I) esattamente, acconciamente, precisamente, 

Cic: ad pedem apte convenire, di calzari, 
Cic : pileum capiti apte reponere, Liv. II) ade- 
guatamente, convenientemente, apte locare equi- 
tem, Liv.: apte facere, apte dicere, Cic. 

apio, avi, atum, are (intens. di *apo), adat- 
tare, congiungere, I) ingen.: vincula collo, Ov.: 
anulum digito, Suet: mucronem sub pectus 

imum, porre, Ov. II) pregn.: render adatto, 
porre in assetto, preparare, allestire, 1) propr : 

arma capere aptareque pugnae, Liv.: e così 
solt. capere arma et aptare, Liv., e sempl aptare 
arma, Liv.: se pugnae, Verg.: armamenta, ap- 
parecchiare, Liv.: reliquias navigii ad cursum, 
Sen.: collo strumentale, ensem vagina, prov- 
vedere, Verg : se armis, apparecchiarsi a com- 
battere, Liv.: classem velis, rendere atta a far 
vela, Verg. 2) trasl., adattare a, o per q.c. ani- 
mos armis, preparare a prender le armi, Verg.: 
bella Numantiae modis citharae, Hor.: hoc ver- 
bum est ad id aptatum (a ciò adatto), quod, etc, 
Cic 

aptus, a, um (da *apo), I) partic, A)attac- 
cato, congiunto, \) propr : uteri terrae radicibns 
apti, Lucr.:gladius e lacunari seta equina aptus, 

Cic 2) trasl., dipendente, risultante da q.C, Con 

ex era&Z.,honestum ex quo aptum est officium , 
Cic: qui esttotus aptus ex sese, Cic: col solo 
abl., vita modica et apta virtute, Cic: ruden- 

tibus apta fortuna, Cic B) connesso, congiunto, 
unito, 1) propr.: a) generic: qui tam certo» 
caeli motus tamque inter se connexa et apta 
viderit, Cic: facilius est apta dissolvere, quam 
dissipata connectere, Cic. b) pregn., conve- 
nientemente unito = convenientemente compo- 
sto, congiunto, che si trova in buon ordine, alle- 
stito, aptae et instructae remigio XXXII quin- 
queremes erant, Liv.: socordius ire milites non 
aptis armis, Sali, fr.: aptus exe citus, pronto a 
combattere, Liv.: collo strum., dotato di q.c f 
ornato, caelum stellis fulgentibus aptum, Verg. 
2) trasl.: provincia, Cic: oratio, bene arroton- 
data, Cic: Thucydides verbis aptus, conciso, 
Cic : apta inter se et coharentia, Cic: natura 
nihil est aptius, nihil descriptius, non v'ha 
niente di più armonico, niente di più orga- 
nico che la natura, Cic. II) agg. col compar. 
e superi, (propr adattato ad una cosa: 

quindi) acconcio a q.C, adatto, atto, idoneo, 

utile, conveniente aduna pers, o cosa, con ad e 



-211 



apud 



aqualiculus 



212 



Tace, calce! habiles atque apti ad pedem, Cic: 
1 id pallium esse aptum ad onrne anni tempus, 
Cic: locus ad insidias aptior,Cic: con in e Tace, 
ih quod (geiius pugnae) minime apti sunt, Liv.: 
formas deus aptus in omnes, Ov.: col dat., ini- 
tia apta et accomodata naturae, Cic: liaec ge- 
nera dicendi aptiora sunt adulescentibus, Cic: 
poet. seguito dall' inftn., aptus amare, Ov.: e 
aetas apta regi, Ov.: seguito d% prop. relativa, 
nulla videbatur aptior persona, quae de illa 
aetate loqueretur, Cic: assol., nunc quid aptum 
sit, hoc est, quid maxime deceat in oratione 
videamus, Cic: lar, sostanze sufficienti, Hor.: 
tempus, il tempo opportuno, Liv. 

apud (secondo un% più antica ortografìa, 
aput), prep. coll'acc. (radice XP, donde *apo, 
aptus, quindi V attaccare a q.c, indicando la 

vicinanza), presso, appresso, nella vicinanza, 

vicino a, appo, (sempre nello stato di quiete e 
per lo più solo di per s., raramente dilocalità), 
I)per indicare la vicinanza a persone, presso, 
a) generic: apud alqm sedere, Cic: plus apud 
me antiquorum auctoritas valet, Cic: quindi 

a) apud me, te, se, e te, presso me, te, sé, ecc., cioè 

nella mia, ecc. abitazione, casa (villa), Comic, 

Cic ed a.: apud se esse, in sé (figurai.), cioè 
essere nel suo buon senso, Comic, p) apud exer- 
citum esse, essere nell'esercito (nel seguito del 
comandante, ecc.; al contrario in exercitu esse, 
== servire nell'esercito come soldato), Cic. 

b) presso la persona, nella cui presenza q.c. 
accade (generic. quando si parla di negozia- 
zioni, e il diritto di decidere appartiene alle 

altre persone), presso, davanti, in presenza, apud 

alium, Ter.: apud populum, apud judices, Cic. 
e) presso alle persone, in mezzo a cui q.c. ac- 
cade, ha luogo, presso, consequi gratiam apud 
bonos viros, Cic: o nel tempo di coloro in cui 
q.c. accade, nei tempo, apud patres nostros, 
apud majores nostros, Cic: apud antiquos, Cic 
d) per indicare Fautore di un'opera o di una 
affermazione, in, apud Xenophontem , Cic: 
apud Solonem, nelle leggi di Solone, Cic: 
anche di persone che parlano tra di loro, 
apud quosdam a erbior in conviciis narraba- 
tur, Tac e) talvolta invece del dat. , queri 
apud alqm, Cic: apud alqm profiteri, Curt. 
II) per indicazione di luoghi, a) nel terri- 
torio, nel dominio di, ecc. = presso, a, apud 
Alyziam, Cic: apud oppidum, Caes. b) (quasi 
= in) a, in (partic. spesso in Tacito), apud vil- 
lani, Cic: apud forum, Ter.: apud Asiam, apud 
urbem Nolani, apud Éhodum, Tac. 

Apulejus (Appiilèjus), i, m., nome ro- 
mano, p. es., L. Apulejus Saturninus, sedi- 
zioso tribuno della plebe (verso Va. 100 av. 
Cr.). — Agg. Apulejus, a, um, di Apuleio, 
A. lex, derivante dal tribuno Apuleio, Cic 
ed a. — Deriv.: Apulejiiiius, a, um, apu- 
leiano, di Apuleio, pecunia, di M. Apuleio (del 
resto sconosciuto), Cic: seditio, del tribuno 
della plebe, Apuleio, Fior. 

A I» Olia, ae, f., regione nell'Italia meri- 
dionale, sulle due sponde del fiume Aufidus ; 
si divideva in Daunia e Peucetia, nota per 
l'agricoltura e l'allevamento del grosso be- 
stiame, spec. cavalli, e delle pecore, ora Pu- 
glia. — Deriv.: a) Apiilicus, a, um, del- 
l' Apuiia, mare A., il mare Adriatico, Hor., 



carni. 3,24,4, 6Zw5&?o.b)Àjtulus,a,um,ager, 
bellum, Liv : gens, Hor. — Sost., Apulus, i, m. 
il Pugliese,- plur. Apuli, orum, m., gli abitanti 
dell' Apulia, Liv. ed a. 

apyrlnus, um, (à7ióp7]vos\ senza nocciolo, 
sost., apyrinum, i, n. (intendi Punicum ma- 
1 um), specie di melagrana, che ha dei granelli 
affatto teneri, plur. in Sen. ep. 85, 5. 

aqua, ae, f. (cfr. il celt. ach e il sanscr. 
apa = acqua), l'acqua, I) propr.: A) acqua, 
nel significato più generale, elemento della 
natura, acqua piovana, di fiume, del mare, 
ecc., aèr, aqua, terra, Lucr.: pluvia, Cic, o 
caelestis, Liv., pioggia: marina, Cic: viva, 
acqua corrente, Vari*. LL.: cisteruina, Sen.: 
pregn. aquae, acqua alta. — Frasi partico- 
lari, per lo più proverbiali: a) aquam prae- 

bere, convitare, invitare a pranzo, poiché ivi era 

necessaria l'acqua per lavarsi le mani,Hor. 

b) aqua et ìgnis, per i bisogni più importanti 

della vita, non aquà, non igni, ut aiunt, locis 
pluribus utimur, quam amicitià, Cic. y) aquas 
in mare fundere, portar acqua al mare (lavoro 
inutile), quindi le frasi: a) aquà et igni in- 

terdicere alci, cessare le relazioni con alcuno, 
scacciarlo dalla cittadinanza, bandirlo, Cic ed 

a.: id., aquà et igni alqm ai\ere, Tac. p) aquam 
terramque petere (ab alqo) o poscere, ordinare 
al nemico di sottomettersi (usanza persiana), 
Liv. e Curt. e) sed aqua baerei, ut aiunt, ivi si 
inciampa (= la cosa presenta difficoltà, si in- 
caglia), Cic: in hac causa, mini aqua haeret, 
Cic. B) acqua in istretto senso: 1) per acque, 
a) = mare, ad aquam, sulle coste del mare, 
Cic: paulum in aquam progredì, Caes.: labores 
quos ego sum terrà, quos ego passus aquà, Ov.: 
trasl.: naviget hinc alia jam mihi linter aquà, 
una nuova zattera (libro) deve ora solcare il 
mare, Ov. b) lago (lacus), Albanae aquae de- 
ductio, Cic. c)= fiume, in aquam caeci ruebant, 
Liv.: secundà aquà, secondo la corrente, Liv. 
2) = pioggia, cornix augur aquae, Hor.: aqua- 
rum agmen, acquazzone,Verg. 3) plur., aquae, 
acqua, acque, longae, zampilli, Ov.: magnae, 
grande quantità d'acqua, inondazione, Liv.: 
partic. — fonti, aquarum abundantia, Eutr.: 

aquae dulces,Verg.: e = sorgente minerale salu- 
tifera, terme, bagni, ad aquas venire, Cic. — 
Quindi come ncm. propr., Aquae Calidae, Cu- 
manae. V. calidus, Cumanus (sotto Cumae). 
4)per acquedotto, aqua Claudia, Crabra, e simili, 
V. Claudius,eec: aquam ducere in urbem, Liv. 

5^ V acqua nell'orologio ad acqua (clessidra). Dal- 
l' USO di questo orologio nelle quistioni pub- 
bliche, nacquero le espressioni figurate e pro- 
verbiali: a) aquam dare, concedere tempo per 
parlare, Plin. ep. 6, 2, 7. (3) aquam perdere, 
coìisumare inutilmente il tempo; Quint. 11, 
3, 52. 6) aqua intercus, idropisia, Cic: decessit 
morbo aquae intercutis, Suet. 7) lacrime, Prop. 
3, 6, 10. II) trasl., Aqua, l'Acquario, una co- 
stellazione, Cic. A rat. 179 (ove genit. Aquai). 
aquae-duetus o aquae ductus, ùs, m., 

acquedotto, Cic : generic. : == il diritto di con- 
durre l'acqua in qualche luogo, Cic 

aqualTeìilus, i, m. (dimin. di aqualis), 
propr.: « un piccolo vaso da acqua »; quindi 
lo stomaco, Sen. ep. 30, 22, dubb. (Bucheler 
acquali ejus fervore). 



•213 



aquanus 



Arabarches 



214 



aquariUS, a, UHI (aqua), appartenente al- 
l'acqua, d'acqua, I) agg.: vas, Varr.: provincia, 
la sovrintendenza sulla condotta delle acque 
(che aveva il questore d'allora ad Ostia), Cic. 
II) sost.,aquarius, ii, m. 1) acqua joio, all'epoca 
imper. 2) fontaniere, uno dei servitori pub- 
blici (apparitores), i quali come subalterni 
■dell'edile, più tardi del curator aquarum, 
avevano da curare tutto ciò che apparteneva 
alla pulizia degli acquedotti, e ali acconcia 
distribuzione dell'acqua nelle vie e nelle case 
(dove essi per denaro, spesso permettevano 
ai bettolieri (tabernarii) di ottenere, a danno 
del pubblico, una quantità d'acqua troppo 
grande), Cael. in Cic. ep. 8, 6, 4.3) Aqua- 
rius, Acquario, uno dei segni dello Zodiaco, 
tra il capricorno e i pesci, Cic. ed a. 

aq uà ficus, a, uni (aqua), I) che vive nel- 
l'acqua, (che cresce nell'acqua), acquatico, aves, 

Plin.: lotos, Ov. II) umido, auster, che reca la 
pioggia, Ov. 

aquatili*, e (aqua), che si trova, che vive 
presso V acqua nell'acqua, genilS, VaiT.: be- 

•stia, Cic. 

aquìi 1ÌO, ònis, f. (aquor), il prendere acqua, 

Caes.: hic aquatio, qui si attinge acqua, Cic. 
a quàlar, òris, m. (aquor), colui che prende, 

attinge acqua, Caes. e LÌV. 

aquatUS, a,um (aqua), mescolato con acqua, 

acquoso, allungato (contr. crassus) , aquatius 
medicamentum, Sen. nat. qu. 1, 3, 12. 

aquila, ae, f. (forse femm. di aquilus), 
aquila, I) propr.: nella mitol. il portator del 
fulmine di Giove, Cic. ed a.: aquilae senectus, 
una robusta e gagliarda vecchiaia, « sempre 
giovane forza dell'aquila », poiché l'aquila 
anche nella vecchiaia rimane robusta, Ter. 
heaut. 521. Il) trasl.: 1) aquila, l'insegna di 
ogni legione romana, Caes. ed a. 2) aquila, 
una costellazione, Cic. Arat. 372. 3) 1. 1. di 
architetti aquilae, le aquile (di Giove) scol- 
pite in bassorilievo sul frontone posteriore 
(tympanum), sulla fronte, e sulla parte po- 
steriore del tempio di Giove Capitolino, che 
pareva sostenessero il fastigium, Tac. hist. 
3, 71. 

I qui la ria, ae, f., luogo della Zeugitana, 
non lungi dal golfo di Cartagine, a mezzo- 
giorno deZpromunturium Mercurii(capo Bon), 
ora Lawhareah. 

JLquilcja, ae, f. fAxoXvjta), città nell'alta 
Italia, non lungi da Trieste, ora Aquileja 
od Aglar. — Deriv.: AquTIcjeiisis, e, di 
Aquileja; sost.plur., Aquilejenses, ium, m.,gli 
abitanti di Aquileja. 

aquilìfór, feri, m. (aquila e fero), colui che 

porta Vaquila, vessillifero, Caes. ed a. 

Iquiliànus, a, uni, V. Aquilius. 

Aquilius, a, um, nome di una gens ro- 
mana, di cui il più noto è: C. Aquilius 
Oallus, amico di Cicerone, pretore con lui 
Va. 66 av. Cr., celebre come oratore forense, 
e dotto giureconsulto della scuola di Q. Muzio 
Scevola, pontefice. — Agg.: aquiiìo, lex Aqu., 
delnomin. Aquilio Gallo, Cic. — Deriv.: 

tqillIlàllUS, a, Um, di Aquilio (Gallo), aqui- 

Uano, defensio, Cic. 

aquilo, ònis, m. (da connettersi con aqui- 
lus, propr. : « nero assalitore »), vento setten- 



trionale, aquilone, presso i Greci popsas, preci- 
samente vento di NNO., Cic.: meton., il nord, 
ad aquilonem conversus, Cic. II) personif., 
Aquilo, sposo di Orizia, padre di Calaide e 
Zete, Cic. de legg. 1, 3. Ov. met. 7, 3. 

aqUlloilàSis, e (aquilo), settentrionale, 

Cic. fr. 

Aquìioiila, ae, f., città negli Irpini, 
presso l'odierna Carbonara. 

aquilÒIIlUS, a, Um (aquilo), settentrionale, 

(contr. australis), regio, Cic. e Liv. 

aquìlus, a, um, bruno cupo, oscuro, color, 
tinta (contr. color candidus), Suet. Aug. 79. 

£ quintini, i, n., città dei Volsci nel Lazio, 
patria del poeta Giovenale, nota per le sue 
tintorie di porpora, ora Aquino. — Deriv.: 
IqilTllàs, àtis, di Aquino, aquinate; sost.plur., 

Aquinates, ium, m., gli abitanti di Aquino, 

gli Aquinati, 

aquilani, òrum, m., gli abitanti della re- 
gione o provincia dell' Aquitania (V.), Aqui- 
tani. — Deriv.: a) iqiiTtàiius, a, um, aqui- 
tanos b) Aquitania, ae, f., Aquitania, regione 
della Gaìlia meridionale dalla Garonna ai 
Pirenei, dall'Oceano alla Gallia Narbonese : 
come provincia romana (dopo Augusto) il 
paese compreso tra il Liger (Loire) e ì Pi- 
renei, l'Oceano e le Cevenne. 

SiqUOr,àtus SUm, ari (aqua), attingere acqua, 

Caes. ed a. 

aquosiis, a, um, part. agg. col compar. 
e superi, (aqua), pieno di acqua, acquoso, cam- 
pus, Liv.: ver aquosius, piovoso, Sen.: hiems, 
con frequenti pioggie, Verg.: nubes, cariche 
di pioggia, Ov.: Orion, Verg., o Eurus, Hor., 
che apporta la pioggia: crystallus, limpido, 
Prop.: Ì2in^\xor,idropisia J 'RoY.: mater,refc',Ov. 

aqu ìi la (acula), ae, f. (dimin. di aqua), un 
po' d'acqua, Cic. de or. 1, 28: figurai, ibid. 2, 
162. 

ara, ae, f. (da alga), innalzo), ogni rialzo 
di terra, pietra, zolle, ecc. ; quindi I) ara se- 
pulcri, rogo, Verg. Aen. 6, 177. II) sccgiio nel 
mare, Verg. Aen. 1, 109. Ili) monumento di 
pietra, virtutis, Cic: Lunensis, Suet. IV) al- 
tare, ara, 1) per i sacrifizi, aram consecrare 
deo, Cic: filia victima aris admota, Liv. Sif- 
fatti altari stavano non solo nei templi, ma 
anche nelle case e nel cortile, ove si sacrifi- 
cava agli dei familiari (penates);" quindi 
meton., arae focique, casa e focolare, per indi- 
care la proprietà, l'unione delle famiglie e 
dei luoghi, per il culto degli dei, Dejotari, 
Cic: in aris et focis, Cic: de aris ac focis de- 
cernere, Cic: o prò aris focisque dimicare, Liv.,, 
per la casa e il focolare (cioè per ciò che si 
possiede di più caro) combattere, pugnare. 
Figur., poiché l'altare era un luogo di rifugio 
per chi aveva bisogno di protezione, rifugio, 
protezione, riparo, tribunatus, Cic: sociorum, 
Cic: legum, Cic. 2) trasl.: Ara, aitare, costel- 
lazione nell'emisfero australe, Cic. poet.i 
pressa, a motivo del suo abbassamento, Ov. 

Arabarches (Alabarches), ae, m. ('Apa- 
pàpx?]S, 'AXapapxvjs), il magistrato supremo 
per la parte ad oriente del Nilo (verso l'A- 
rabia), probabilmente una specie di alto uf- 
ficiale delle dogane, Arabarca, sarcasticamente 



215 



Arabes 



arbitrimi! 



216 



di Pompeo, il quale si vantava dì aver mollo 
aumentato le gabelle, Cic ad Att. 2, 17, 3. 

Arabes, bum, acc. bes e (greco) bas, m. 
("Apocfìss), gli abitanti dell'Arabia, Arabi. — 
Meton. = Arabia, sive in Arabes molles gra- 
diatur, Catull.: palmiferos Arabas reliquit, Ov. 
Deriv.: 1) Arabs, rabis. arabo. 2) Arabia, 
ae, f. ('Apatìa), l'Arabia, quella penisola a 
S. 0. dell'Asia, la quale ancóra oggidì porta 
quel nome, ma presso gli antichi anche nome 
di tutte le contrade e regioni, dove abitavano 
tribù nomadi affini per lingua e costumi 
agli abitanti dell Arabia propriamente detta, 
spec. la parte merid. della Mesopotamia , 
{ancora attualmente Irak-al- Arabi). L'Arabia 
propriamente detta sì divideva presso gli an- 
tichi in Arabia Deserta (t) spyjfiog 'Apatia), 
Beata o Felix (y; sùSat|ia)v "Ap.) e Petraea (>) 
xaxà ty]v néxpav 'Ap.). 3) Arabieus, a, um, 

arabico. — Avv. Arabico, in modo arabico, 

4) (poeti) Arabili s, a, um, arabico, limen, 
provveduto di cortine arabe, Prop. 5) (poet.) 
Arabus, a, um, arabo; sost. plur., Arabi, 
orum, m gli Arabi. 

Arachnc, es, f. fApàxvv)), fanciulla della 
Lidia, figlia di Idmone di Colofone, tintore 
di porpora, la quale come esperta tessitrice 
sfidò a gareggiare seco Atena (Minerva), per 
cui Atena adirata stracciò Vinnocente tes- 
suto, e siccome Ar acne per il dolore si voleva 
impiccare, la lasciò bensì in vita, ma la con- 
dannò, come ragno, a stare sempre sospesa. 

Aracliosii, òrum, m. o Araebossi, 
òrum, m. e Arachòti, òrum, m. (^Apaxtoxoé), 
gli Aracosii, o Aracoti, gli abitanti dell' Ara- 
cosia, provincia della Persia tra la Dran- 
giana e il fiume Indo. 

Arachttis, i, m. ("Apa/Bog), fiume del- 
V Epiro, ora Arta. 

Ariicy il 111 iis, i, m. (\Apcbcov0os), monte 
sulla costa meridion. dell'Etolia, ora Zygos. 
— Poeti romani parlano erroneamente di un 
Ar. attico e lo congiungono col beotico Am- 
fione. 

Arati us, i, m. ( v Apa6os), celebre città 
insulare della Fenicia, ora Ruad. — Deriv.: 

A r atliu S, a, um, che appartiene ad Arado, di A. 

aratila, ae, f. (àpocxvy]), I) ragno, invisa 
Minervae ( V. Arachne ) , Verg. : aranearum 
telae, Plàut. e Val. Max. II) meton., ragnatela, 
Lucr. ed a. 

araneola, ae, f. (dimin. di aranea), pic- 
colo ragno, Cic. de nat. deor. 2, 123. 

araneolus, i,m. (dimin. cfo' araneus), pic- 
colo ragno, Ps. Verg. Cui. 2. 

ariinoOSUS, a, um (araneus), pieno di ra- 
gnatele, Catull. 25, 3. 

arancini!, i, n. (araneus), tela di ragno, 
Sen. e (plur.) Phaedr. 

araneus, i, m. il ragno, Lucr. e Sen. 

Arar e A rari s, is, acc. im, m., fiume 
della Gallia, ora Saòne. 

Aratene, a, um, V. Aratus, n° L 

arati», Ònis (aro), I) Varare, coltivazione 
del campo COlV aratro, aratura, Cic. TllSC. 5, 
86. II) meton., terreno lavorato, coltivato; 

partic. arationes = i terreni appartenenti 
allo Stato romano nelle prucincie, i quali 



venivano affittati per il decimo, beni dema- 
niali, Cic. 

arator, òris, m. (aro), aratore, I) ingen., 
Cic. ed a. ; molto spesso poet. per contadino 
(agricola) in genere, Lucr.,Verg. ed a.: taurus, 
toro da aratro, Ov.: bos, bue da aratro, Suet., 
II) partic, nel linguaggio finanziario, ara- 

tores = gli appaltatori dei beni dello Stato 

per il decimo del reddito (cfr. aratio n° II), 
Cic. ed a. 

ara trulli, i, n. (aro), aratro, vomere, sub- 
igere terram aratris, Cic: alqm ab aratro ar- 
cessere, Cic. 

Aratus, i, m. ("Apa-coc;), poeta greco, au- 
tore di mi poema astronomico (intitolato «fcai- 
vó|isva) che Cicerone e Cesare Germanico tra- 
dussero in latino. Deriv.: Araleus, a, uni, 
('Apctxsioc;), di Arato, nostra quaedam Aratea, 
i 3>aivó{ieva di Cicerone, Cic: II) celebre ca- 
pitano greco nativo di Sidone, fondatore 
della lega Achea. 

Araxcs, is, acc. en e em, m. ('Apa^g), 

I) fiume dell'Armenia maggiore, ora Aras, 

II) il fiume pia importante della Persia, il 
quale scorreva presso a Persepolì, ora Bend- 
Emir. 

Arbcla, òrum, n. ("App?jXa), città nel- 
l'Adiabene, regione dell'Assiria, ove Dario 
fu vinto da Alessandro, ora Arbil o Erbil. 

arbita, V. arbutum (alla fine). 

arbiter, tri, m. (da ar = ad e bitere, an- 
dare), I) testimonio presen te, testimonio auri- 
colare, oculare, spettatore, osservatore, loCUS 

ab arbitris remotus, Cic. sine arbitro o arbitris, 
Liv.: remotis arbitris, Cic. II) come 1. 1. giuri- 
dico, arbitro , mediatore , paciere, giudice se- 
condo l'equità e secondo ragione (all' incontro 

il judex, secondo le leggi), arb. litis,Cic: alqm 
arbitrum adigere, Cic. : arbitrum sumere, Cic: 
dare arbitrum, Cic: esse in alqd arbitrum, Cic: 
liti alqo arbitro, Cic: nihil ad id quidem ar- 
bitro aut judice opus est, Liv., — trasl., 1) di 

Ogni specie di COSe, arbitro, mediatore, Cic: 

formae (di Paride), Ov.: pugnae, giudice della 
lotta, Hor.: luxuriae et voluptatium, Sen.: ele- 
gantiae (in cose di gusto), Tac. 2) (in quanto 
che l'arbitro giudica secondo il silo senno) 
trasl., ingenere: colui che domina liberamente 
sopra q.c, che-comanda, che dispone, signore, 
arbitro, dominatore di q.c, imperii, Ov.: irae Ju- 
nonis, esecutore, Ov.: bibendi, colui che con 
dadi veniva eletto « re del convito », simpo- 
siarca, il quale stabiliva la grandezza e il 
numero delle coppe, la proporzione dell'acqua 
e del vino, Hor.: Adriae (del vento australe), 
che là domina sopra il mare, Hor.: rerum, 
Tac: pacis ac belli, Justin. 

arbitra, ae, f. (arbiter), I) colei che è con- 
sapevole, che è testimone, Hor. epod. 5, hO, 
II) arbitra, Sen. ep. 66, 35. 

arbitratile, ùs, m. (arbitror), parere = 

talento, proprio giudizio, libera volontà, arbitrio, 

vivere suo arbitrati!, Cic: cujus arbitratu (coi 
principii del quale) sit educatus, Cic: partic. , 

potere illimitato, Sali, e Liv. 

arbitriuui, li, n. (arbiter), sentenza dei- 
Varbitro, Cic. ed fi.: trasl., a) ogni sentenza se- 
condo il proprio senno, libera decisione, arbitrio, 

victoris, Curt.: victoriae (sopra la città), Curt.: 



217 



arbitro 



Arcesilas 



218 



ejus arbitrio, Nep. : libera arbitria o soli, ar- 
bitria, alcjs rei, o de alqo agere, decidere lìbe- 
ramente intorno a qualcosa o qualcuno, det- 
tar leggi, Liv. e Curt.: arbitrium regni agere, 
far da autocrate, Tac: arb. salis vendendo, la 
decisione arbitraria del prezzo del sale, Liv.: 
res abopinionis arbitrio sejunctae,jper le quali 
non si decide secondo mere opinioni, Cic: ar- 
bitria funeris, le spese convenienti per il fune- 
rale, Cic. b) libera disposizione, libero volere, 
arbitrio, talento, proprio parere, potere illimi- 
tato, libero potere, parentum, Curt.: arbitrio suo 
o suo arbitrio, Cic.: arbitrio matris, Ov.: ad 
arbitrium suum imperare, Caes.: vitam alieno 
arbitrio dimittere, Nep. : non vestri arbitrii 
erit, si etc, Liv. 

arbitro, are, V. arbitror (alla fine). 

arbitror, àtus sum, ari (arbiter), I) pren- 
dere in considerazione, ponderare, Ter. eun. 979. 
II) ritenere quasi Certo, credere, stimare, es- 
sere di opinione, ritenere secondo la miglior 

scienza e coscienza (contr. scire, alci persuasum 
esse), come t. t. nella deposizione dei testi- 
moni, arbitror, Cic. ed a.: e generic. di opi- 
nioni soggettive, hoc cum ceterae gentes sic 
arbitrantur, tum ipsis Siculis ita persuasum 
est, ut etc, Cic: col doppio acc. qui se natos 
ad homines jurandos, tutandos, conservandos 
arbitrantur, Cic: colìacc. e Z'infin. minimum 
in se esse arbitratur, Cic: assol. ut arbitror, 
Cic forma attiva imperai, arbitrato, Cic. de 
nat. deor. 2, 74: passiv. arbitrabantur, Caes. 
b. e 3, 6, 3: arbitrari, Cic ad Att. 1, 11, 2. 

arbor (accanto a arbòs), oris, f., albero, 
I) propr.: fìci, Cic: abietis, Liv.: Jovis, quer- 
cia, Ov.: Phoebi, lauro, Ov.: Palladis, ulivo, 
Ov. : arbor pomifera, Plaut. : arbores majo- 
res et magis ramosae, Liv.: arbores caedere 
(tagliare), Cic: excisa est arbor, non evulsa, 
Cic II) meton.: V albero = ciò che si fa con 
esso, a) albero della nave, mali, Verg.: comun. 
solo arbor, p. es. cum curvatur (s'incurva) 
arbor, gubernacula gemunt, Plin, ep. b) remo, 
Verg. Aen. 10, 207, e) nave, Pelias, la nave 
Argo, Ov., her. 12, 8. 

arboreti^ a, uni (arbor), I) appartenente 

ad un albero, arboreo, fetus, frutto di alberi, 

Verg.: folia, Plin. II) simile ad albero, cornua, 
ramose, Verg. 
arbòs, V. arbor. 

1. arbuscìila, ae, f. (dimin. db" arbor), ar- 
busto, Varr. e Col. 

2. Arbuscìila, ae, f., mima dei tempi di 
Cicerone. 

arbllStlim, i, n. (arbor), piantagione di 

«uberi, in gen., e partic. di olmi, per tirarvi 
su le viti, quindi spesso imiti, vineae et ar- 
busta, arbusta vineaeque, Cic ed a. 

arbuslus, a, uni (arbos per arbor), pian- 
tato ad alberi, ager, Cic de rep. 5, 3. 

arbìiteus, a, urti (arbutus), di corbezzolo, 
crates, Verg.: fetus, Ov. 

arbutum, i, n.(arbutus\ I) frutto del cor- 
bezzolo, corbezzolo, Lucr. e Verg. 

II) rami del corbezzolo insieme col frutto, 
germogli del corbezzolo, Verg. gè. 3, 301; 4, 

181. — Plur. forma second. arcaica, arbita, 
Lucr. 5, 938 e 962. 



a rhil I 11 S, i, f. corbezzolo, melo selvatico, Verg. 

Col. ed a. 

arca, ae, f. (radice AEC, donde anche 
arceo), I) ripostiglio per rinchiudere (oggetti), 

armadio, scrigno, cassa, 1) in gen.l ex illa olea 

arcani esse factam eoque conditas sortes, Cic: 
arca ingens variorum venenorum piena, Suet. 
2) generic: a) feretro, bara, operculum arcae, 
Liv.: arca lapidea, Liv. : cadavei a portanda lo- 
care in arca, Hor. b) grande saligno guernito 
di metallo, dove i ricchi custodivano il loro 
denaro, cassa, scrigno, forziere, multum differt 
in arcane positum sit argentum an in tabulis 
debeatur, Cic: mihi plaudo ipse domi simulac 
numeros contemplor in arca, Hor.: meton.: 
tassa = denaro nello scrigno, arcae nostrae 
confìdito, Cic II) piccola e stretta cella per i 

carcerati, Cic Mil. 61. 

Arcades, dum, acc. des e das, m. (\Ap- 
xaSes), g li abitanti dell'Arcadia, Arcadi, sing. 
Arcìis, cadis e (grec.) cados, acc. cadem e 
(grec.) cada, m. ('Apxds, dòo<;), un Arcade, 
poet. anche attributivo = arcadico* — Deriv.: 
1) Arcadia, ae, f. ('ApxaSÉa), Arcadia, la 
parte centrale del Peloponneso, 2) Arca- 

liiCUS, a, Um (\Apxa6lXÓ£) arcadico, 3) Ar- 

ciidTus, a, um ("Apudòioc,), arcadico, dea, 
cioè Car menta, la quale dall'Arcadia venne 
in Italia, Ov.: virgo, la ninfa Aretusa, Ov.: 
deus, Pane, Prop. 

arcano, avv., V. arcanus n° II, b. 

Arcanuiii, i, n. podere di Q. Cicerone, 
a mezzogiorno di Arpino, nel Lazio. 

arciin us, a, um (arca, arceo), origin. 
chiuso; trasl., I) segreto, di uomini; poet., 

110X, tacita notte, Ov. II) segreto, nascosto, 

Consilia, Liv.: quicum arcana, quicum occulta 
omnia, Cic: partic: anche nel linguaggio re- 
ligioso, segreto, misterioso, sacra, Ov. e Tac: 
foedus, Tac — Quindi: a) sost., arcanum, i, n., 
segreto, mistero, comun. al plur., arcana cre- 
dere libris, Hor.: arcana ejus elicere, Liv., ar- 
cana imperii et dominationis, i principi segreti 
del reggimento monarchico, b) avv. arcano, 
segretamente, di nascosto* hunc (librum) lege 
are convivis tuis, Cic: are cum alqo colloqui, 
Caes. 

Arcìis, cadis, m. V. Arcades. 

arceo, cui, ère (dalla radice AKC, da cui 

anche arca), I) serrare, rinchiudere, trattenere, 

1) propr.: rlumina, Cic: alvus arcet et continet 
quod recipit, Cic. 2) trasl., arceri otii fìnibus, 

Cic de har. resp. 4. Il) impedire Vadito, tenere 
lontano, Ai allontanare, tener lontano, impedire, 

stornare, costr. oc) col solo acc, copias hostium, 
aquas pluvias, Cic:, seguito dall' infìn., Ov. e 
Tac: assol., arcuit omnipotens, Ov. p) coll'acc. 
seguito da ab (= da) alqm ab injuria, Cic: 
aetatem a libidinibus, Cic. y) coll'acc. seguito 
dal solo abl. (da), hostem Gallià, Cic: alqm 
Italia, bandire dall'Italia, Tac; alqm aditu, 
Cic. d) alqd alci, tener lontano qualcuno da 
qualcosa, hunc (oestrum) arcebis pecori, Verg. 

gè. 3, 155. B) tener lontano proteggendo, pro- 
teggere contro qualcosa, difendere, alqm funesto 
veterno, Hor.: classes aquilonibus, Hor.: alqm 
periclis, Verg. 

Arcesilas, ae, m. ('ApxeatXag), filosofò 
greco, nativo di Pìtane in Eolia, discepolo 



219 



arcessitor 



arcuo 



220 



di Polentone Accademico, fondatore dell'Ac- 
cademia media ; fiorì verso il 300 av. Cr. 

arcessltor, òris, m. (arcesso), colui che 
chiama o che "prende a se, Plin. ep. 5, 6, 45. 

arcessTtìis, abl. ù, m. (arcesso), il chia- 
mare, prendere a se, richiesta, ipsius rogatu 
arcessituque, dietro la sua preghiera ed in- 
vito, Cic. de nat. deor. 1, 15. 

arcesso, Ivi, Itum, ere (causat. di accedo, 
come incesso di incedo), far sì che qualcuno 
venga a noi: quindi far venire qualcuno o q.c, 
chiamare, I) in gen.: a; propr.: alqm in pa- 
triam, Cic: alqm ex Graecia, Liv.: alqm lit- 
teris, Liv. b)trasl.: bellum, tirarsi addosso, 
sobbarcarsi a, Liv.: causam sibi mortis, Yal. 
Max.: quies molli strato arcessita, procurata, 
Liv.: gloriam ex periculo, procacciarsi, acqui- 
stare, Curt. II) partici 1) prendere, cercare 
un argomento, un pensiero da qualche luogo, 
a capite, Cic: are. orationi splendorem, Cic: 
fabulas longe, Phaedr. : quindi arcessitus, 

preso con forza, violentemente, costretto, ricer- 
cato, dictum, Cic: focus, Suet.: mors, Plin. ep. 
2) evocare qualcuno dal mondo dei morti, ma- 
nes conjugis, Verg. Aen. 6, 119, 3) come t. t. 

del linguaggio giuridico, trarre, chiamare in 
giudizio, quindi generic , accusare, incolpare, 

alqm eodem crimine in summum capitis peri- 
culum, Cic: alqm judicio capitis o soli, capitis, 
Cic: pecuniae captae, Sali. — Infin. pres. 
pass, anche arcessiri e paragog. arcessier. 

Archelaus, i, m. ('ApxéXaog), I) filosofo 
greco di Mileto, discepolo di Anassagora; se- 
condo alcuni, maestro di Socrate. II) figlio na- 
turale del re di Macedonia Pcrdicca li, re di 
Macedonia dal413 av. Cr.; amico diEuripide. 
Ili) generale di Mitridate il Grande, oriundo 
dalla Cappadocia, segnalatosi spec. nella 
guerra mitridatica contro Siila. IV) figlio 
del precedente, sposo di Berenice: nella lotto, 
contro il suo suocero cacciato, Tolomeo Au- 
lete, re di Egitto, e il suo difensore A. Ga- 
binio, proconsole della Siria, perde la vita. 

arclictypum (-on), i, n. (àpxéxouovj,w- 

chetipo, origituile, Plin. ep. 5, 10 (15), 1. 

Archias, ae, m. ('Apx^ag), I) Aulus Li- 
cinius A., poeta greco di Antiochia, celebre 
per la difesa che di lui fece Cicerone. II) noto 
falegname; donde: ArcEiiàcus, a, um, di 
Archia, lecti, una specie di sofà da pranzo, 
Hor. ep. 1, 5, 1. 

Archtlttclius, i, m. (\Apx&ox o s)> noio 
poeta greco di Paro, contemporaneo di Ro- 
molo, o piuttosto di Tullio Ostilio, fiorito 
circa Va. 688 av. Cr., pregiato dagli antichi 
come un secondo Omero, per avere inventato 
e scritto nei giambi la mordace poesia sati- 
rica. — Deriv. : Arcliilochlus, a, um, ar- 
chiiochio, e appellat.= pungente, edicta, Cic. 
ad Att. 2, 21_, 4. 

Ar chini ed cs, is, m. ("Apxip^Svjs) celebre 
matematico e meccanico, nato Va. 287 av. Cr., 
ucciso da un soldato, quando Siracusa fu 
presa da Marcello (212 av. C). 

arcllTlllTlllUS, i, m. (àpx,tpx{XO£) f archi- 
mimo, Suet. Vesp. 19. 

archipTrata, ae, m. (àpx.ircs'.pax'/js),c«2>o 
dei cor sari [lat. puro praedonum dux), Ciccia. 

architectdnTcc, ès,f. (àpy^xsxxcvixTj se. 



Téxvyj), Varte del costruire, architettura, Quint. 

2,21,8. 
architector, àtus sum, ari (architectus),. 

costruire, innalzare, edificare artisticamente, se- 
condo le regole delV architettura, Cornif. rhet- 
3, 32; trasl., procurare con arte, voluptates. 

Cic. de fin. 2, 52. 
architectura, ae, f. (architectus), teorica 

del costruire, architettura (contr. fabrica, pra- 
tica), CiC de off. 1, 151. 

architectus, i, m. (== àpxtxsxxcov), I) ar- 
chitetto, in senso elevato, Cic. ed a. II) trasl , 

fondatore, inventore, autore, creatore, promotore, 

arcli. paene verborum, Cic: inventor veritatis 
et quasi arch. beatae vitae, Cic: princeps 
atque arch. sceleris, Cic 

archluiii, i, n. (àp^eìov), archivio, Mela 
ed a. 

archou, ontis, m. (àp^wv, dominatore) r 
arconte, la più alta magistratura in Atene 
dopo Vaboliz. della dignità regia, Cic e Veli. 

Archytàs, ae, m. ('Ap/óxag), di Taranto, 
segnalato per il suo carattere personale, non 
meno che come uomo di Stato, capitano, filo- 
sofo pitagorico e matematico (dal 400-365 
av. Cr.). 

ArcTteneus(Arquit.), entis (arcuse teneo) r 

arciere, sagittario, a) epiteto di Apollo, Verg. 

e Ov. b) una costellazione, Cic Arai 182 
e 405. 

arde, V. arte. 

arcto, are, V. arto. 

Arctophjfiax, acos, m. (àpxxocpóXag), co- 
stellazione = Bootes (V.) Cic. poét. de nat. 
deor. 2, 109. 

Arctos,i, acc. on,nom.plur. oe, f.(apxxog) r 
I) l'Orsa, due costellazioni dell'emisfero bo- 
reale (quindi geminae), O, maggiore e minore, 

Vitr. e sp>esso nei poeti: a motivo della loro 
situazione settentrionale, gelidae Arctoe, 
Verg. : poiché non tramonta nel nostro emi- 
sfero, immunis o expers aequoris, Ov., e me- 
tuens aequore tingi, Verg.: j mieta aquilonibus 
Arctos, poei. = polo nord, Ov. : opacam exci- 
pere Arcton, poet. = stare a settentrione, 
Hor. II) trasl. = notte, Prop. 2, 22, 25. 

Arcturus, i, ra. (àpxxoòpog), I) la stella 
più fulgida della costellazione Bootes, vicino 
alla coda delV Orsa maggiore, secondo V opi- 
nione degli antichi, di grande influsso sul 
tempo, poiché al sorgere e al tramontare di 
essa, infuriano le più violenti tempeste, Cic 
poét. ed a.: sub ipsum Arcturum, verso il 
sorgere di A., Verg. II) trasl., l'intera costel- 
lazione di Bootes (V.) Verg. gè. 1, 204. 

1. arctus, a, um, V. artus. 

2. Arctus, i, V. Arctos. 

arcuàtus e arquàtus, a, um (arcu's), 

curvato ad arco, arcuato, provveduto di un 

arco, currus, Liv.: opus, arco, volta, Plin. ep.: 
laqueata arquataque tecta, Lucr. 

arcala, ae, f. (dimin. di arca), piccolo 
armadio, arculae muliebres, scrignetti, Cic: 
ex arcula prolata vestis, Sem: qui velut ad 
arculas (casse di munizioni) sedent et tela 
agentibus subministrant, Quint. : trasl., di 
linguaggio ornato, omnes ejus discipulorum 
arcidae (cassette di colori), Cic. 

ai'CliO, are (aiCUSJ, i>iegure ad arco, incur- 



221 



arcus 



ardesco 



222 



vare, aìV attivo solo rifl. arcuare, al passiv. in 
senso medio, arcuali, inculcarsi ad arco, 
Araxes arcuato arane descendit, Mela, 3, 5, 5 

arcus, are. arquus, us, m. 1) arco, a) per 
scoccare la freccia, arcum intendere, Cic, 
o adducere, Verg. : arcus Haemonii, il sagit- 
tario come COStellazione, Ov. b) arcobaleno, 
Cic. ed a. ; in questo senso anche arcus cae- 
lestis, Plin., pluvius, Hor., irabrifer, Tibull. 
e) volta, Ov. : anche arco trionfale, Tac. 
II) trasl. : 1) Ogni incurvatura ad arco, delle 

spire del serpente, della incurvatura dei seni 
di mare, Ov. : della incurvatura del porto, 
Verg.: della spalliera della sedia, Tac. 2) ge- 
neri e. come t t. di matematica, arco di cir- 
colo, Sen. ed a. : quinque arcus, i cinque pa- 
ralleli del globo terrestre, i quali limitano le 
zone, Ov. — Genit. sing. arcaico arqui, Lucr. 
5, 526. Cic. de nat. deor. 3, 51. 

arda Ilo, onis, m.(da ardeo), che opera con 
zelo, sollecitamente, scioperone, affaccendato, 
faccendiere, Phaedr. 2, 5, 1. 

1. ardea, ae, f. airone, Verg. gè. 1, 364. 

2. Artica, ae, f. fApSéa), città dei Mutali 
e una volta capitale del regno di Turno; 
uno dei luoghi più antichi del Lazio, sopra 
una rupe circondata da paludi, in una delle 
contrade più malsane del Lazio, colonizzata 
da Roma. — Deriv.: a) Ardcas, àtis, 

pertinente ad Ardea, di Ardea; SOSt. plur., 

Ardeates, ium, m. gli abitanti di Ardea, gli 

Ardeati, LÌV. b) ArdeàfilUS, a, UHI, perti- 
nente ad Ardea, foedus, con Ardea, Liv.: sost. 
solt. Ardeatinura, i, n. un podere presso Ar- 
dea, Sen. 

ardclìo, V. Ardalio. 

ardens, entis, part. agg. col compar. e 

superi, (da ardeo), ardente, rovente, I) propr.l 
carbones, Val. Max.: cibi, boleti, Sen. II) trasl. 
1) estens., a degli occhi, ardente, splendente, 

oculi, Verg.: ardentes crudelitate simul ac su- 
perbia oculi, Sen. rhet.: fiamma lumina ar- 
dentia, per Vira, Sen. b) del colore, splen- 
dente, lucente, (apes) ardentes auro, dal corpo 
splendente di oro, Verg. e) del vino, forte, 
generoso, Falernum, Hor. 2) intens., a) di 

moto appassionato, ardente, focoso, acceso, 

veemente, violento, odium, Liv. : virtus, Verg. : 
amores sui (per sé), Liv. : avaritia, Cic. : ar- 
dentes in alqm litterae, spiranti fuoco e 
fiamma, Cic: eam raortem ardentiore studio 
petere> Cic: ardentissimus amor, Quint.: di un 

essere Vivente, ardente, di zelo, di desiderio di 

combattere, d'ira, Verg. ed a.: pater, adirato, 
Hor.: juvenis ardentis animi, Liv.: ardentes 
equi, Verg.: ardentissimus dux, Fior, b) del 
discorso, ecc., veemente, focoso, oratio, actio, 
Cic: orator, Cic : verbum aliquod ardens, ut 
ita dicam, una espressione, per così dire, en- 
tusiastica, Cic. 

ar dealer, avv. (ardens), ardentemente, 
focosamente, cupere, Cic: ardentius sitire, Cic: 
ardentissime diligere, Plin. ep. 

ardeo, arsi, arsura, ère, essere ardente, 
ardere, bruciare, I) propr. : ardentes faces, 
Cic: vis lignorura ardens, Liv.: ardens lucerna, 
Val. Max.: largior arsit ignis, Hor.: marp nrsit 
eo anno (come prodigio), Liv. — di cose com- 



bustibili, generic. di edifizi, bruciare, avvam- 
pare, abbruciare, essere incendiato, ardet do- 

mus, Cic : ardet paries proximus, Hor. : ardet 
Carthago, Liv. : septem tabernae arsere, Liv. : 
XL milla librorum Alexandriae arserunt, Sen. 
generic, di pers., qualcuno (= la casa, le 
sostanze di qualcuno) avvampa, sedulus ho- 
spes paene arsit, Hor. : jam proximus ardet 
IJcalegon, Verg.: fulmine ictus cum domo sua 
arsit (abbruciò), Eutr. — del focolare, al- 
tare, ecc. sìa, cui arde il fuoco, ardere, ardent 
altaria, Verg.: caput arsisse Servio Tullio 
dormienti, Cic — dell'Etna, in cui arde il 
fuoco, ardere, Cic e Ov. — di sostanze in- 
combustibili, ardere, essere infocato, jam ra- 
pidus Sirius ardebat, Verg. : cum aliae terrae 
nimio fervore solis ardebant, Justin. cfr. 
ardens n° I. II) trasl.: 1) estens., a) degli 

Occhi, ardere, scintillare, splendere, Plaut. e 

Cic; cfr. ardens (ri' II, 1, a), b) di colore 

Splendente, acceso, rifulgere, splendere, sma- 
gliare, ardebat murice laena, Verg. : apes auro 
ardent. Verg. 2) intensivo, di tutto, ciò che è 
violentemente agitato dalla passione, ardere, 
consumarsi, per, ecc., a) del corpo e delle sue 
parti: podagrae doloribus, essere tormentato, 
Cic: cura omnes artus ardere (se dolore) vi- 
derentur, Cic. b) dei nostri affetti, delle nostre 
passioni, amore, dolore, furore, Cic: iracundià, 
Ter.: odio vestii, Cic. : cupiditate, Cic. : desi- 
derio, Cic : di pers., ardet et iram non capit 
ipsa suara Progne, Pr. è accesa d'ira, ecc., 
Ov.: di oratori, essere fuoco e fiamma, 

Cic: e ardere ad in COll'aCC, ardere, deside- 
rare ardentemente, ad ulciscendum, Caes. : in 
arma, in proelia, Verg.: in caedem, Tac: e 

ardeo seguito dall'infin. — io ardo dal desi- 
derio, Verg. e Ov. : parimenti animo ardeo 
coZ/'infin., Sali. — Partic. essere preso da 

passione amorosa, amare ardentemente, arde- 

bant ambo, Ov.: e ardere alqà o in alqà o alqam, 

essere acceso di amore, ardere per, ecc., Verg. 

e Ov. c) degli affetti, delle passioni d'altri, 

rivolti contro di noi, essere fortemente aggra- 
vato da, ecc., invidia, essere crudelmente 
odiato, Cic: ardebat et crudelitatis et iniqui- 
tatis infamia, l'ignominia della sua crudeltà 
e iniquità gravava su di lui, Plin. ep. d) di 
congiure, guerre e simili, quando scoppiano, 
ardono, cum arderet conjuratio, Cic: Galliam 
ardere, essere in fermento, Caes.: cum arderet 
Syria bello, come la fiamma della guerra si 
fu accesa nella Siria, Cic. 

ardesco, arsi, ere (incoat. di ardeo), es- 
sere in fiamme, avvampare, accendersi, I) propr.: 
arsit arundo, Verg. : e diventar rovente, ar- 
dere, patulam latitudinera graviore aestu 
ardescere, Tac II) trasl.: 1) estens., a) dei 

raggi di luce, risplendere, scintillare, fulminei» 

ignibus ardescunt undae, Ov. b) della punta 
lampeggiante della spada, pugionem in rau- 
cronem ardescere jussit, di afflare in punta, 
Tac e) di pers., cum per haec atque talia 
Marcellus, ut erat torvus, voce vultu oculis 
ardesceret, spirasse fiamme dalla voce, dal 
volto, dallo sguardo, Tac. 2) intensiv., essere 
acceso da una passione, caede, Ov.: libidinibus, 
Tac: tuendo (collo sguardo), Verg. : in iras, 
Oy. : in nuptias inecstas, Tac. — assol. fre- 



223 



ardor 



mitus ardescit equorum, Verg.: questus arde- 
s ebant, Tac: proelium atrox arsisset, Tac. 
ardor, òris, m. (ardeo), incendio, fuoco, 

fiamma, vampa, (l'avvampare), I) propr.'. solis, 

Cic: caeli, cielo infuocato e rosseggiante, 
Cic. : plur. nimii solis ardores, Cic. : aèris so- 
nitus et ardores, il rintronare e V avvampare 
(tuono e lampi), Cic.: trabes et globi et faces 
et ardores (V avvampare del cielo), Sen. — 
partic: clima caldo, ardore(i), Libanus iiiter 
tantos ardores opacus, Tac: e la zona torrida, 
procul ab ardoribus, Sali. II) trasl.: 1) estens., 

a) il lampeggiare, lo splendere degli occhi, 

ardor oculorum, Cic: anche del fuoco che 
spira dal volto, in genere; ardor vultuum 
atque motuum, Cic : ardor oris, Veli, b) ful- 
gore, splendore del colore, ardor stellarum, 
Cic 2) intensiv., a) di ogni genere di pas- 
sione, fuoco, ardore, desiderio vivo, ardente, 
zelo, coraggio focoso, entusiasmo, ardor ili e me 

urget, inquietudine affannosa, Cic: ardor et 
vis, vivo entusiasmo, Tac. — col genit. sogg., 
cupiditatum, Cic: animi, animorum, Liv. : 
aiiimorum et armorum, Cic: militum, Liv.: 
civium, furore, sedizione, Hor. : belli, Liv. — 
col gerund. genit., edendi, ardente bramosia 
di cibo, Ov. : pugnandi, Liv. - con ad e 
Z'acc, mentis ad gloriam, Cic : ad bellum ar- 
maque, Liv.: tantus ardor animi ad dimican- 
dum utcumque erat, ut, etc, Liv. — partic, 

ardore amoroso, passione ardente (della per- 
sona innamorata), Tibnll. e Ov. : e col genit. 
ogg., virginis, per la fanciulla, Ov. e Hor. : e 
meton., V oggetto ardentemente amato, fiamma, 

Ov. met. 14, 683. b) V essere fortemente aggra- 
vato da una cosa, in maximo infamiae suae 
ardore, per la grande ignominia che pesa 
così gravemente su di lui, Val. Max. 8, 1, 
abs. 3. 

A rd tienila, ac, f. (silva), selva nella Gallia 

Belgica, Ora selva Ardennu, 

arduus, a, um [radice AR, greco AP, da 
cui anche area e apoci [pertinente ad a'ópco]), 
erto, ripido, I) propr. : a) di luoghi (contr. 
planus, pronus): Collis, Liv.: oppidum erat 
diffìcili ascensu atque arduo, Cic. : Collis aditu 
arduus, Liv. : in ascensum ardui colles, Sen. : 

SOSt. ai'duum, ì, n. luogo O punto erto, altura 
ripida, scoscesa, al sing. (solo con prepos.), 
per arduum ducuntur, Liv. : plur., ardua et 
rectae prope rupes (opp. placide acclives ad 
quendam finem colles), Liv. : ardua terrarum 
et campi, Verg. b) (poet.) di altri oggetti: 
aether, di un' altezza vertiginosa, Ov.: cedrus, 
che si erge alto nell'aria, Ov. : sese arduus 
infert (Turnus), portando alta la cervice, 
Verg. II) trasl., diffìcile a intraprendersi, a 
raggiungersi, a superarsi, a sopportarsi, 

oltremodo difficile, altamente faticoso, somma- 
mente gravoso, pesante, magnum opus et ar- 
duum o et difficile, Cic. : res arduae ac diffi- 
ciles, Cic: imprimis arduum videtur res gestas 
scribere, Sali.: quae parare et quaerere arduum 
fuit, Liv. : quia id arduum factu erat, Liv. : 
assol., come incidente, est eriim arduum (poi- 
ché è un compito sommamente difficile), Cic: 

SOSt., arduum, i, n. ciò che è sommamente diffi- 
cile, nil mortalibus ardui est, niente è troppo 
difficile, non raggiungibile per i mortali, 



arenò 224 

Hor.: plur., ardua molimur (abbiamo davanti 
un'opera sommamente diffìcile), Ov. 

area, ae, f. (radice AR, greco AP, da cui 
anche arduus e àpat, [pertinente a aipo]). 
luogo liber%posto in alio, superficie, I) propr.: 
A) ingen.: pianissima campi area, Ov. B) par- 
tic: 1) luoghi liberi e piani nella città, sul 
genere dello square inglese, che formavano 
quasi il contcrno di templi e palazzi, ar. Ca- 
pitoni, Liv., ma poi vennero anche posti da soli 

in disparte, come luogo per i giuochi e arringo 

o passeggio della gioventù, nunc et campus et 
areae repetuntur, Hor. 2) sito, area di una 
casa, base, praeclara, Cic: domum dirui jussit, 
ut monumento area esset oppressae nefariae 
spei, Liv. 3) cortile interno della casa, implu- 
vio (V. impluvium), area domus, Phn. ep.: 
palma in area enata, Liv. 4) aia, presso gli 
antichi spazio libero nel campo, Cic. ed a. 
I 5) lo spazio del circo, ove avevano luogo le 
gare dei cocchi, arringo, Ov. ed a.: fìg. et patet 
in curas area lata meas, alle mie cure si 
apre un largo campo, Ov. : haec animo area 
facta meo est, arringo, agone, Ov. 6) area 
del podere, Cic. parad. 6, 51. II) trasl.: 1) il 
cerchio intorno al sole o alla luna, alone, 
Sen. nat. qu. 1, 2, 3. 2) ti piano, la superficie, 
in geometria (=planum), Quint. 1, 10, 43. 
Ireeleus, a, um (da TlHtt, secondo 

Genes. 10, 10, città assiro-babilonese), ba- 
bilonese, campi, Tibull. 4, 1, 142. 

aretacio, feci, factum, ere (areo e facio), 
disseccare, Lucr., Vitr. ed a. — facit are == 
arefacit, Lucr. 6, 962. — Nel passivo: 

a rei' io, factus sum, fieri (areo e fio), dis- 
seccarsi, inaridirsi, Suet.: ed a. 

.4 relate, n. città della Gallia Narbonesc, 
sul Rodano; colonia romana fondata da 
veterani della sesta legione, ora Arles. 

aréna (harèna), ae, f. arena, sabbia, 
I) propr. : cumulus arenae , Verg. : nigra, 
melma, Verg.: plur. mucchi di sabbia, arenae 
multae, Verg.: steriles, Curt. prov., arenae 
mandare semina, deporre il seme nella sabbia, 
cioè intraprendere q.c d'infruttuoso, spar- 
gere q.c. al vento, Ov. II) trasl.: A) in gen., 
luogo sabbioso, arenam aliquam aut paludes 
emere, Cic. agr. 2, 71. B) partic: 1) plur. 

arenae, ammassi di sabbia = deserti di sabbia, 

nigrae, Prop. : vix perviae, Tac. 2) spiaggia 

del mare, lido, costa, Phrjgia, Ov. : optata 

potili arena, Verg.: expositus peregrinis arenis, 

Ov. : 3) arringo dell'anfiteatro (sparso di sab- 
bia), Suet. : nel contesto, anche lotta nell'anfi- 
teatro stesso, lotta dei gladiatori, arenae 
operae, Tac: trasl., ogni Uzza, ogni campo di 
un'azione, belli, teatro della guerra, Fior.: in 
arena mea, nella mia sfera, Plin. ep. 

arenària, ae, f. (arena), renaio, cava di 

rena, Cic Clu. 37. 

arenósiis, a, um, agg. col compar. e 

superi, (arena), arenoso, sabbioso, ager, Sali. : 
litus, Mela, neutr. sost., quae humi arido 
atque arenoso gignuntur, Sali. 

isrens, entis, part. agg. (da areo), urente, 
arido, secco, I) in gen.: rjvus, Verg.: saxa, Ov.: 
cetera abrupta atque areni ia, Tac: plur. sost., 
per arentia (deserti infocati), Sen. II) partic, 



225 



areo 



Argilos 



226 



inaridito, languente di sete, faUX, Hor.: e ììieton.^ 

sitis, sete ardente, Ov. 

ari*©, ui, ère, essere arido, secco, I) in gen.: 

aret ager, nerba, Verg. : siccis humus aret 

arenis, Ov. II) partic, consumarsi, languire, 

ardere di sete, fauces siti arentes, Liv.: dipers., 
arentibus siti monstrare viam, Sen. 

a retila, ae, f. (dimin. di area), piccolo 
spazio libero, od area, Plin. ep. 5, 6, 20 e segg. 

4rco|>sìg7tès, ae, m. ('ApeionaYfrnft), 
membro del tribunale dell'Areopago, Areo- 
pagita, Cic ed a. 

,4reoj»agos (Arìopagos), o -us, i, m. 
("Apeiog wxyoc,), la collina di Marte in Atene, 
sulla quale il tribunale supremo dell'Areo- 
pago, da essa così chiamato, teneva le sue 
sedute (in una modesta casa, costrutta col 
fango j, Cic. ed a. 

a r esco, arili, cere (areo), disseccarsi, ina- 
ridirsi, herbae arescunt, Cic. fr.: partic. delle 
lacrime, cito arescit lacrima, Cic: di pers., 
arescant ipsi siccitate, Cornif. rhet. 

arcliilogus, i, m. (àpsxaXdyos), ciarla- 
tore, ciarlatano, filosofo parassita, per lo più 
cinico o stoico, Suet. Aug. 74. 

4 rolli fisa, ae, f. ('ApéGoooa), fonte di un 
quartiere di Siracusa, formante l'isola di 
Ortioia. Secondo la mitol. una Nereide del 
seguito di Artemide (Diana), che il dio 
fluviale Alfeo inseguì sotto il mare fino al- 
l'isola di Ortigia presso Siracusa, dove si 
congiunse con lei in amplesso icfr. Alpheus). 
— Deriv.: Arcthusis, sidis, acc. plur. 
sìdas, f., di Aretusa. 

4 reti uni, V. Arretium. 

1. 4rèus, (Arìus),a, uni ("Apsioc,),diAres, 
(Mai-te), juàicium, V Areopago come tribunale 
(cfr. Areopagos), Tac ann. 2, 55. 

2. 4i èus, i, m. ("Apeiog), filosofo greco, 
famigliare dell'imperatore Auqusto. 

ArganthóiiTus, li, m. ('ApyavSwvtos), 
re dei Tartessi, il quale raggiunse un'età 
molto avanzata. 

Arganthus, i, m. ('ApYavGomcv epos), 
catena di monti nella Bitinta, la quale si 
spinge sul lato settentrionale del golfo di 
Chio (ora Modania) e termina al promon- 
torio Posidium, celebre per il mito di Ila; 
ora Katirli. 

A r gei, orum. m. I) certi luoghi in Roma 
(in numero di 27) nei quali, per opera dei 
pontefici, o sotto la loro direzione, si cele- 
bravano certi riti sacri il 17 e 16 prima 
delle colende di Aprile. II) fantocci di 
giunchi, i quali ogni anno (in numero di 23) 
alle Idi di Maggio venivano dalle Vestali 
gittati dal pons sublicius nel Tevere, alla 
presenza dei sacerdoti e dei magistrati (se- 
condo V opinione degli antichi, in sostitu- 
zione di vittime umane). 

1. argentarla, ae, f. V. argentarius. 

2. Argentarla, ae, f. città dei Bauraci, 

Ora Arzeuheim. 

argentarius, a, um (argentum), I) agg.: 

A) «he appartiene all'argento, di argento, me- 

talla, miniere di argento, Plin. B) particene 

appartiene al denaro, del denaro, cura, Tei'.: 

tabernae, cambio, Liv. II) sost.: A) argen- 



tarius, lì, m. cambista, banchiere, Cic ed a. 
B) argentarla, ae, f., 1) (se. fodina), miniera 

d'argento, Liv. 34,21, 7. 2)(sc taberna), banco» 
LÌV. ed a. 3) (se. ars), professione dell'agente di 
cambio, del banchiere, banca, arg. non ignobilis, 

Cic: argentariam facere, Cic: argentana dis- 
soluta, Cic. 

argenta tus, a, um (argentum \ argentato, 

inargentato, coperto di argento, mi\ites,gliscudi 

dei quali sono ricoperti di argento, Liv. 9, 
40, 'ó. 

argenteus, a, um (argentum), argenteo, 
d'argento, I) propr.: 1) secondo la qualità 

della materia, a) argenteo = tutto d'argento, 

d'argento, aquila, Cic: vasa, Cic: poculum, Liv.: 
denarius argenteus, denario d'argento, Plin.: 
quindi anche solo argenteus, Tac. Germ. 5; 
e al plur., prò argenteis decem aureus unus 

valeret, LÌV. 38, 11, 8. b) inargentato, ricoperto 

di argento, scaena, Cic: arma (scudi), Fior.: 
Samnitium acies, che hanno gli scudi inar- 
gentati, LÌV. 2) Secondo il colore, argenteo = 
del colore d'argento, argenteo, argentino, Ov. 

e Plin.: quindi flumen Argenteum, fiume 
della Gallia, ora Argens, Lepid. in Cic ep. 

10, 34, 1. II) poet. trasl., appartenente all'età 
dell'argento, proles, Ov. met, 1, 114. 

Argentoratuui, i, n., e Argentó- 
ni tu s, i, f., città dei Vangioni nell'alta 
Germania sul Beno, ora Strasburgo. — De- 
riv. : A rgeil torà tcnsis, e, appartenente ad 
Argentoratum (Strasburgo)» 

argentimi, i, n. (&pyr t £, dorico àpyàg, 
come da Tàpas Tarentum, lo splendente), 
q uindi = metallo bianco, I) argento, 

A) come materia, generic., argenti aurique 
fulgor, Quint.: auro argentoque constare, Suet.: 
pustulatum, Suet.: factum, a. lavorato, Liv.: 
signatura, a. coniato, moneta d'argento, Cic. 

B) partic, lavorato : 1) argenteria, vasellame 

di argento, plenum artis, Cic: purum, senza 
figure, liscio, Cic: caelatum, cesellato, Cic: 
grave {pesante, massiccio), Sen.: ad vescendum 
factum, argento, servizio da tavola,Liv. 2) mo- 
neta d'argento, e (come la moneta più in corso) 
generic. denaro, argentum bigatum, creditum, 
Liv.: mutuum, Sali, fr.: multaticium, Liv.: ar- 
gentum solvere, Ter.: argentum creditum sol- 
vere, Liv.: multura diflert, iu arcane positura 
sit argentum, an in tabulis debeatur, Cic 

II) argentum vivum, argento vivo, mercurio, 

Vitr. e Plin. 

argestes, ae, m. (àpysaxìgs), il vento OSO,, 
ponente maestro, Sen.: frigidus, Ov. 

A r gè us, a, um, V. argos. 

Argi, V. Argos. 

Argilctanus, a, um, V. Argiletum. 

Argi le tiiui, i, n., quartiere di Boma, il 
quale confinava colla Suburra e si estendeva 
fino al Foro Bomano, dove gli artefici e i 
librai vendevano la loro merce, Cic ed a. — - 
Deriv. : Argilcfanus, a, um, Argiietano, 

dell' Argileto, aedificium, Cic 

ArgTIIus, a, um, V. Argilos. 
argilla, ae, f. (àpytXXos), creta bianca, 
terra da stoviglie, argilla, CaeS. ed a. 

Argilos, i, f. ("ApytkoqX città della Ma- 
cedonia ì sopra un'altura, sulla sponda destra 



Georges-Calonghi, Dizionario latino italiano. 



8 



227 



Arginusae 



dello Strimone, dirimpetto ad Amfìpoli; da 

CUÌ ti' gì II US, a, um, argilio, di Argilo. 

Argìniisae (Arginussae), àrum, f. fApYi- 
vouaat). tre isolette sulla costa dell'Eolia, di- 
rimpetto alla città di Mitilene nell'isola di 
Lesbo, ora isole di Janot. 

ArgTus od ArgTvus, a, uni, V. Argos. 

Argo, ùs, f. ( 1 Apycó), la nave su cui molti 
eroi greci, sotto la guida di Giasone, intra- 
presero un viaggio nella Colchide, alla con- 
quista del vello d'oro (verso il 1350 av. Cr.). 
— Posta da Minerva come nave Argo fra le 
costellazioni. — JDeriv.: Argous, a, um 

('ApY^Og), appartenente ad Argo, alla spedi- 
zione degli Argonauti. 

Argolicus, Argolis, V. Argos. 

Argonautae, àrum, m. ("Apyovatrcai, 

naviganti di Argo, V. Argo), Argonauti. 

Argos, n. e (partic. nei casi obliqui), 
Argi, òrum, m., la capitale dell' Argolide 
(nel Peloponneso), Argo. — Deriv. : A) Ar- 
gcus od ArgTus, a, um ('Apysìog), di Argo, 
argivo,poet. per greco in genere. B) Argivus, 
a, um ("Apysìoc;, col dig. 'ApyslFogj, di Argo 
(come contrada o città), arg ivo, ^)propr.: ora- 
tor, Cic: augur, Amfiarao, Hor.: Juno (come 
dea protettrice di Argo), Cic: plur. sost, Ar- 
givi, òrum, m., gli Argivi, Cic. ed a. b) poet. 
trasl. per greco in genere, Verg. e TLor.'.pIur. 
sost, Argivi, i greci, Verg. ed a. poeti. C) Ar- 
golis, lldis, f. ('ApyoXcg), l)agg., argolico, ar- 
givo, Alcmene,Ov.: puppis,Ov. 2) sost., ilpaese 
dell' Argolide. L>) Al'gUS, a, Hill, di Argo, ar- 
givo; plur. sost, Argi, òrum, gli Argivi, Sen. 
trag. — Deriv.: Argolicus, a, um (\A.pyo- 
Xixóg), argolico, mare, Verg. — Poet. anche 
generic. per greco, duces, i condottieri nella 
guerra trojana, Ov.: classis, Ov.: navis, la nave 
Argo, come costellazione, Cic. poet. 

Argòus, a, um, V. Argo. 

arguuieiilàlìo , ònis, f. (argumentor), 

esposizione delle prove dietro fatti reali, argo- 
mentazione, raziocinio, Cic. e Quillt. 

argumentor, àtus sum, ari (argumen- 

tnm), I) intr. addurre prove, dimostrare fon- 
datamente, argomentare, ragionare, quid porro 

argumenter, qua de re dubitare nemo possit ? 
Cic: nec jure an injurià caesi sint argumentari 
refert, Liv.: arg. de voluptate alcjs, Cic II) tv. 
addurre q.c. in prova, illa quae, etc, Cic: multa 
in eam partem probabiliter, Liv. 

argiimentosus, a, um ( argumentum ), 

ricco di mezzi, ingegnoso, Quint. 5, 10, 10. 

arguiiientuiii , i, n. (arguo), dimostra- 
zione = ciò che ha la forza di dimostrare q.c, 
I) oggetto che sta a base di una esposizione 

scritta artistica, argomento, soggetto, tema, 

contenuto (V. Quint. 5, 10, 9 e segg.), a) espo- 
sizione scritta od orale di uno scritto filoso- 
fico, arg. epistulae, Cic: pregn., il contenuto 
proprio, preciso, vero, epistulae sine arguii) ento 
et sententia, Cic: non sine argumento maledi- 
cere, non senza apparenza di verità, Cic: tabu- 
lae vero novae quid habent argumenti, nisi, etc, 
Cic: haec tota fabella veteris poètriae... quam 

est Sine argumento ! Cic. b) soggetto, argomento 

(ìmóGecKc;), favola (jxùGcc;) di un poema epico o 
drammatico, fabuìae, Ter.: tragoediae, Tac: 
argumento i'abulam serere, Liv.: pregn., l'eir- 



Argus 228' 

gomento elaborato come poema, come lavoro' 

drammatico, l'intiera esposizione, poema, lavoro 

drammatico, scena, explicari argumenti (della 
commedia, della tragedia) exitum,Cic: hoc ar- 
gumento (in questa favola), Phaedr.: e ftg. 

Come il nostro dramma, commedia, scena =- 

caso fondaco suW illusione, finzione, auctor 
argumenti, Liv.: nocturnum hoc flctum et com- 
positum arg., dramma notturno, Liv. e) del 
soggetto delle arti figurative, come della scul- 
tura (intaglio), ex ebore diligentissime per- 
fecta argumenta erant in valvis, bassorilievi, 
Cic: o della pittura, Suet : dell'arte del tessere,. 
Ov. II) prova che serve a dimostrare un'asser- 
zione, ragione convincente, argomento (sensibile), 

prova (la quale poggia precisamente più sopra 
i fatti, mentre ratio riposa maggiormente su 
baiìi logiche), multis argumentis deos esse do- 
ceie, Cic: argumento esse, Cic. 

arguo, ili, ùtum, ere (da àpyóg), porre 
in chiara luce, I) in gen., palesare chia- 
ramente, far conoscere, sostenere irrefragabil- 
mente, dimostrare, provaie, argueildi peritior, 

abile a render credibile la sua calunnia, Tac: 
seguito dall' (acc e) infin., si arguitur non li- 
cere, Cic: speculatores non legatos venisse ar- 
guit, Liv.: quindi trasl., per lo più di segni 

naturali, far conoscere ale. q.C, ritrarre, tra- 
dire, degeneres animos timor arguit, Verg. : e 
al passivo, con significato medio = farsi co- 
noscere, tradirsi , genus arguitur vultu, Ov.: 
laudibus arguitur vini vinosus Homerus, Hor. 
II) partic: A) rilevai^ come falso, cioè a) sta- 
bilire provare che una COSa è falsa, inammis- 
sibile, erronea, insostenibile; confutare, quas 

(leges) ne usus quidem longo tempore expe- 
riendo argueret, Liv.: seguito dall'acc. e l'inf. r 
primus ammalia mensis arguit imponi, Ov.: ut 
sua confessione argueretur unum esse rei pu- 

blicae Corpus, Tac b) accusare, convincere ale 

di errore, Plinium arguit ratio temporum, Suet. 
B) mostrare, dimostrare, cercare di provare 
che alcuno è colpevole, a) accusare una pers. 
con prova di fatto, di una cosa, incolliate ale, 
servos ipsos neque accuso neque arguo, Cic: 
qui arguuntur, gli accusati, Cic. qui arguunt, 
coloro che accusano, gli accusatori, Liv.: colla 
denunzia della colpa (del crimen) o del delitto 
in genit., tanti facinoris, Cic: rei capitalis,Liv.: 
oc upandae rei publicae, Tac: in abl., hoc cri- 
mine te non arguo, Cic: con de e Tabi., de cri- 
mine, Cic: in acc. ed infin , corruptuin a rege 
capere Cymen noluisse arguebat, Nep.: nel pas- 
sivo, con nom. ed infin., Koscius arguitur occi- 
disse patrem, Cic: coli' aggiunta come eh i ? 
con ut (d)g) e Z'acc. o mediante il solo acc , 
Britannicum fratrem ut subditivum, Suet.: 
falsum filium arguituri, Sali, fr.: al passivo 
coli' aggiunta come eh i ? al nom. , qui 
non rite creatus tribunus arguebatur, Quint. 

b) cercar di dimostrare che Ulta COSa è degna 
di punizione, denunziare conte colpevole, accusare 

di un fallo, culpa, quam arguo, Liv.: venenum, 
Quint. — Partic. fut. att., arguiturus, Sali, 
hist. fr. 2, 48 (57). 

Argus, i, m. C'Apyoc,), il custode, dai cento 
occhi, di Io : ucciso eia Mercurio per coniando 
di Giove; dopo di che, Giunone adornò dei 
suoi cento occhi lei codec elei pavone. 



229 



arsrutatio 



arietinus 



230 



■ argulatio, ònis, f. (arguto), scricchiolìo, 
quasi brontolìo, tremuli lecti, Catull. 6, 11. 

argute, avv. col compar. e superi, (ar- 
gutus, fl° II), spiritosamente, argutamente, in- 
gegnosamente, acutamente, sottilmente, Cic ed a. 

ari^utìae, arum, f., raro e solo tardi ar- 
gutia, ae, f. (argutus), arguzia, espressione im- 
prontata di argutezza, energica, viva, parlante, 

acuta, I) di ciò che cade sotto i sensi, digi- 
torurn, movimento rapido, Cic IIJ spirit. : 
a) in senso buono, arguzia, acume del discorso, 

espressione fine, sottile, finezza, acutezza del 

dire, Demosthenes nihil cedit argutiis et acu- 
mine Hyperidi, Cic: hujus orationes tantum 
argutiarum, tantum urbanitatis habent, ut, 

ecc., Cic. b) iìl senso cattivo, furberia, scaltrezza 

nel parlare, nihil est, quod il li (Graeci) non 
persequantur suis argutiis, Cic. 

argiilo, are (argutus), stordire colla loqua- 
cità, colle ciancie, ricantare, illa mihi argutat 
ignes, Prop. 1,6, 7. 

argiitulus, a, um (dimin. di argutus), 

alquanto arguto, faceto, Cic. ed Att. 13, 18 in. 

argtitus, a, um, part. agg. (da arguo), 
che si fa conoscere chiaramente, acutamente de- 
terminato; rimarchevole, ben delineato, sia fìia- 

terialm., che spiritualm., I) corporalm.: a) ri- 
guardo al volto, espressivo, vivo, parlante, ma- 
nus , oculi , Cic. : soleà , ben adatta , (altri 
spiega «scricchiolante»), Catull. b) alV u- 
dito, e precisamente di suoni gradevoli o no, 

acuto, sonoro, romoreggiante, sibilante, stridulo, 

rimbombante, ecc., aves, Prop.: nemus, Verg.: 
forum, rumoroso, Ov.: di musici e poeti, armo- 
nioso, melodioso, Neaera, poèta, Hor. II) spi- 
ritualm.: a) di segni = che parla chiaro, signi- 
ficante, espressivo, omen, Prop.: argutissima 
exta, Cic. b) di comunicazioni scritte =■■ 

acuto, fine, che penetra addentro, littera e ar- 

gutissimae, Cic. e) delle forze intellettuali 
nelle loro manifestazioni, a) in senso buono, 

assennato, arguto, spiritoso, profondo, acumen 

judicis, Usuo sguardo penetrativo (che coglie 
nel segno), Hor.: sententiae, Cic: ambitus, sa- 
pientemente disposti, Cic: dieta argutissima, 
Cic: dipers., argutus orator verbisque dulcis, 
Cic: quis (Catone) in sententiis argutior? Cic. 

P) in senso cattivo, acuto, ptingente, scaltro, 

dolor, scaltramente simulato, Prop.: di pers., 
furbo, maligno, meretrix, calo, Hor. 

Argyiinus, i, m. ("Apfovvo?), fanciullo 
amato da Agamennone, il quale annegò nel 
fiume Ce fiso, sulla cui sponda quegli innalzò 
a lui una tomba e a Venere (di dove le venne 
il soprannome di Argynnis) un tempio. 

ar;jyrasnis, pidis, e. (àpyópaoTus), dallo 
scudo d'argento, Liv. ed a. 

Argyrippa (e -ipa), V. Arpi. 

triadiia, ae, f., e 4 Marine, ès, f. 
('ApidSvY]), Arianna, figlia di Minosse e di 
Pasifae ; aiutò con u > filo Teseo adusare dal 
Labirinto ; fuggì coli' 'amante e fu da lui ab- 
bandonata nelV isola di Nasso ; venne amata 
da Bacco, e la sua corona posta fra le stelle. 
— T)er iv. : .4 ria dna cu*, a, um, di Arianna. 

ArTcìa, ae, f., una delle più antiche città 
del Lazio, appiè del monte Albano e sulla via 
Appia, orachiamata La Riccia, nelle cuivici- 
nanze stavano il celebre tempio e il bosco di 



Diana (ove si trovava anche la grotta e la 
fonte Egeria, e dove abitava Veroe Virbio) 
col lacus nemorensis e lo speculum Dianae e 
con un culto anticamente barbaro (con sa- 
crifizi umani) : cfr. nemus e nemorensis. — 

Deriv.: ArTcmus, a, um, appartenente ad 

Arida, Aricino, municipium, Cic : nemus, bo- 
schetto di Egeria, Cato fr. e Fior.: v'allis, valle 
e bosco di Egeria, Ov. : plur. sost, A ricini, 
orum, m., gli abitanti di Arida, gli Aricini, 
Liv. 

.-Iriilaeias, i, m. ('AppiSatog), figlio del 
j re Filippo di Macedonia e della danzatrice 
Filine (Filinne) di Larissa : dopo la morte 
di Alessandro Magno, benché scemo, fu fatto 
re di Macedonia e ammogliato con Euridice, 
ma ucciso nel 317 av. Cr. per istigazione di 
Olimpia. 

a radila*, àtis, f. (aridus), aridità, siccità, 
Plin. e Seriori. 

aridìilus, a, um (dimin. di aridus) ari- 
detto; assai, piuttosto arido, labella, un po' 

asciutti, Catull. 64, 316 (318). 

aridus, a, uni (areo), arido, secco, asciutto, 

I) propr.: a) generic. (contr. humidus, udus, 
uvidus, liquidus) : folia, Cic : solum, Verg.: 
lignum,Hor.:strainentum,Liv.:j9oe£. (meton.), 
sonus, fragor, scriccliiolìo (come quando si 
rompe il legno secco), Lucr. e Verg.: sost., 
aridum, i, n., l'arido, il secco, par tic, il suolo 
arido, asciutto, ex arido tela conicere, Caes.: na- 
ves in aridum subducere, Caes.: b) asciutto, lan- 
guente, per calore, polvere, febbre, anhelitus, 
Ov. : viator, assetato, Verg. : feóris, Verg. 
e) secco = privo di sugo e di carne, magro, 
asciutto, nates, Hor.: crura, Ov.:plur.sost.,ex$ìc- 
cati atque aridi, uomini asciutti e >ecchi, 
(contr. pituitosi et quasi redundantes), Cic 

II) trasl : a,) del modo di vivere, magro, scarso, 
victus, Cic: vita, Cic b) duro, tenace, di avari, 
pater, Tac e) spiritualm. asciutto, a) del modo 

di parlare, arido, asciutto, senza grazia nel 

porgere {contr. copiosus), genus orationis, Cic: 
libri aridissimi, Tacdial.: trasl.: diun oratore, 
rhetor, Sem: orator, Quint. (3) non ancora ricco 
di sapere, sicci omnino atque aridi pueri, di- 
giuni e privi d'ogni cognizione, Suet. 

nries, etis, m. (ocpYjV, ap^Yjv) ariete, mon- 
tone, I) propr.: Varr. ed a.: auratus ar. Col- 
chorum, Poet. in Cic: aries dux, che guida il 
gregge, Propr : montone nei tempi antichi 
come espiazione d'una uccisione involontaria, 
ex quo aries subicitur illein vestris actionibus, 
ariete (capro) espiatorio (del compenso), Cic. 
top. 64. II) trasl.: A) Varieté, costellazione 
dello Zodiaco, Cic poet. eda. B) macchinaper 
gli assedi, ariete, trave sostenuta orizzontal- 
mente per mezzo di funi, munita davanti di 
una testa d'ariete inferro, con cui si apriva 
la breccia, arietes immittere, Caes.: osw.admo- 
vere, Curt.: murum aries perculit, Cic.sublicae 
prò ariete subjectae, a guisa di ariete, Caes.: 
aries poet. talv. bisillabo, quindi a lungo,àryi- 
tis, ariete, àrjetos, nei poeti antichi e in Verg. 

arielalio, Ònis, f. (arieto), Vurtare, coz- 
zare come fanno gli arieti, niagnoruin inter se 
corporum, Seu. nat. qu. 5, 12, 5 (5, 13, 1). 

ài* J£tIltU9>, a, U1U (aries), proveniente du un 



231 



arieto 



montane, ariete; di monU, testiculì, Cornif. rliet.: 

ungula, Plin. 

arieto, avi, àtum, are (aries), cozzare come 
un montone, I) propr:. del montone stesso, 
cornibus conitier in me arietare, Acc. fr. in 
Cic. de div. 1, 44. II) trasl., generic, urtare 
fortemente, percuotere, A) intr.: quae casus in- 

citat saepe turbantur et cito arietant, Sen.: 

della cavalleria, assalire, far impeto, irrom- 
pere, in portas, Verg.: fig., longam viam in- 
gressus es ; et labaris oportet et arietes et ca- 
das, Sen. B) tr.: alqm in terram, atterrare, 
Curt.: aeies inter se arietant, si urtano vtO: 
lentamente, Sen. 

Il rimiti ii in, i, n. 1) città delT Umbria 
(oggi in Romagna), colonizzata dai Romani, 
ora Rimini. 2) fiume omonimo; oggi Ma- 
recchia. — Deriv .: ArliiiTneiisis, e, di 
Rimini, riminese-, plur. sost., Ariminenses, 
ium, m. gli abit. di Ar., BiminesL 

Arìobarzancs , is, m. ( Apio^ap^dy-qg), 
nome di un satrapa persiano, come pure di 
ale. re di Cappadocia. 

arìol , V. hariol. 

Arlón, od Ario, onis, acc. onem e ona,m. 
('Apieov), I) il noto citaredo di Metimna, nel- 
Tisola di Lesbo, salvato da un delfino; favo- 
rito di Periandro di Corinto. — Deriv.: 
A rioni us, a, um fApióviog), di AHone, II) il 
cavallo regalato da Nettuno ad Adrasto, do- 
tato della favella e dell'arte divinatoria {cfr. 
Adrastus). Ili) filosofo pitagorico, contempo- 
raneo di Platone. 

Ariopagi la, Ariopagus ecc. F.Areop.... 

Aria vis tus, i, m. (secondo alcuni == 
Ehrenvest, secondo altri = Heervest), prin- 
cipe germano, probabilmente Svevo. 

Arisba, ae, f. ('Aptopyj), città sul fiume 
Sèlleenta nella Troade, non lungi da Abido, 
ove sorge ora il villaggio di Mussa. 

arista, ae, f., arista, resta della spiga, Cic. 
ed a.: meton. la spiga stessa, Verg. e Quint.. 
del frutto del nardo, Ov. 

Aristaeus, i, m. ("Apiaxodoc,), antico eroe 
e divinità protettrice dei Greci, figlio di 
Apollo e di Cirene ; si rese benemerito colr 
V introduzione della pastorizia, dell apicol- 
tura, della produzione dell olio e simili. 

Arisfiarclieis, i, m. ('Apiaxapxog), di Sa- 
motracia, grammatico della scuola Alessan- 
drina, noto come critico severo partic. per la 
nuova recensione dei poemi omerici; appetì. 
= critico severo, mearum orationum tu A. es, 
Cic. ad Att. 1, 14, 3. 

Arislldcs,i, m. ('Aptaxetèrjs), I) Ateniese; 
figlio di Lisimaco, della tribù Antiochide e 
del demo di Alopece; noto per il suo amore 
alla giustizia; contemporaneo e rivale di Te- 
mistocle. II) poeta di Mileto, autore delle 
« Storie milesie » (Milesiaca) di contenuto ro- 
manzesco. 

A rìsti p pus, i, m. ("ApioxiKTzoz), filosofo 
di Cirene (verso il 380 av. Cr.), discepolo di 
Socrate, fondatore della setta Cirenaica. — 
Deriv.: Aristippcus, a, um, di Aristippo. 

A risii us Fuscus, poeta molto erudito, 
retore e grammatico; amico intimo di Orazio. 

Arista, ònis, m. ('Apfoxcovj, filosofo di 



arma 232 

Cliio, discepolo di Zenone, fondatore della 
scuola scettica, contemporaneo di Cesare. — 
Deriv.: Aristancus, a, um, di Aristone. 

A r istadcuuis, i, m. ('Apiaxó5yju.os), I) at- 
tore tragico in Atene. II) tiranno di Cuma 
in Campania, nel 502 av. Cr. ; presso di lui 
morì Tarquinio il Superbo cacciato da Roma. 

Aristoglto, ònis, m. ('AptaxoYetxtov), ate- 
niese, insieme coli } amico Armodio ( e Apjióètog), 
uccisore del Pisistratide Ipparco; stimato 
come promotore della democratica libertà ed 
eguaglianza. 

aristdloclila, ae, f. (àpiaxoXoxta), pianta, 
rimedio contro il morso dei serpenti, e utile 
nei parti, aristoiochia, Cic. e Plin. 

A ristornitene, es, f. ('ApioxojiocxTj), figlia 
di Ipparino di Siracusa, sorella di Dione, 
moglie di Dionisio I. 

Aristomenes , ae, m. ('ApiaxofiévYjc;), 
della stirpe degli Epitidi nella Messenia, 
duce dei Messeni nella seconda guerra messen. 

A risianoti s, a, um, V. Aristo. 

Aristaiiicus, L m., figlio illegittimo di 
Eumene II, re di Pergamo. 

ArislÒphaiics, is, m. ('ApiaxcxpavKjs), 

I) il più spiritoso ed arguto poeta della Com- 
media antica, probabil. di nascita Ateniese. 
— Deriv.: Arìsiòplianeiis (o -nlus), a, 

Um, aristo fanio, di Aristofane, II) celebre 

grammatico di Bisanzio, discepolo di Era- 
tostene, maestro del crìtico Aristarco. 

A ristate Ics, is, m. ('AptaxoxéXTjs). celebre 
filosofo diStagira, discepolo di Platone, fon- 
datore della scuola Peripatetica; maestro di 
Alessandro Magno. — Deriv.: Aristoté- 

K'IlS (o -lUS), a, um, aristotelico, di Aristotele. 

Arislaxenus, i, m. ('Aptaxó^svog), filo- 
sofo e musico, discepolo di Aristotele. 

Aristus, i, m. ("Aptaxog), filosofo accade- 
mico in Atene; amico e ospite di Cicerone, 
il quale nelV anno 51 av. Cr. si albergò 
presso di lui; maestro di Bruto. 

àrithmetìeus, a, um(àp^{iY]xiy.óg), arit- 
metico,- sost., a) arithmeticè, ès, f. e arithme- 

tica, ae, f. (api&UTJXlXTJ), aritmetica, l'arte del 

calcolo, Sen. ed a. b) arithmetica, òruni, ri., 

l'aritmetica, Cic. ad Att. 14, 12, 3. 

A rìiisTus, a, uni, del territorio di Ariusia di 

Cliio ('Apioocta yùpu., Straboné), dove si pro- 
duceva il miglior vino di Cliio, vinum, Verg. 
ecl. 5, 71. _ 

arnia, orum, n. (radice AK-o, greco AP-co, 
io dispoìigo: cfr. xà àpusva, vele e sartie 
della nave), greco svxsa e ouXa, ital. arnesi, 
strumenti e armi, I) in gen., tutto ciò che viene 
usalo per un armamento o apparecchio, ar- 
nese = attrezzo, strumento, arma equestria, 
tutti i finimenti di un cavallo, « sella e co- 
perta», Liv.: « le vele, gli attrezzi, iremi» 
di ima nave, Verg.: quindi per « ali» (come 
remi nell'aria), Ov.: arma cerealia, utensili per 
macinare il grano e far cuocere ilpane,Yerg.: 
arma venatoria, strumenti da caccia, Sen.: 
degli « attrezzi del contadino », Verg.: arma 
operis sui, Ov.: di « strumenti per costruire », 
materies, calx, caementa, arma, Cic. Mil. 74. 

II) pregn., armi, armi per la guerra, 1) in 
sensolargo, l 'intiero apparecchio per la guerra 



233 



armamaxa 



Arminius 



234 



materiale da guerra, pars utraque SUOS exer- 

citus, sua arma, suos habitura duces, Liv. : 
armis et castris tentata res est, Cic: partic, 
nella locuzione arma virique, viri armaque, e 

simili, LÌV. 2) in senso più Stretto, arma- 
mento, armi, così quelle che proteggono il 
corpo (come corazza, elmo, scudo), come anche 
quelle che si impugnano per la difesa e l'of- 
fesa (come spada, mazza, scure), contr. tela 
(dardi e armi per assalire da lontano, in ge- 
nere), quindi spesso coord. tela et arma, arma 
atque tela, armi offensive e difensive [difen- 
sive e offensive], a) propr.: arma his imperata, 
galea, clypeum, ocreae, lorica, omnia ex aere, 
Liv.: arma capere, sumere, Cic. : arma sumere 
prò alqo adversus alqm, Liv.: arma ferre contra 
alqm, Veli.: armis decertare o decernere, Cic, 
o dimicare, Nep.: in armis stare, stare sotto le 
armi (armati di tutto punto), Tac e Curt.: e 
così in armis esse, Liv.: CL milia habere in 
armis, Liv.: arma deponere, Cic. : arma dimit- 
tere, proicere, Sen. : arma tradere, Liv.: ad 
arma! «all'armi!» comandò, esortazione di 
impugnare le armi, Caes. e Liv.: armis o vi 
et armis expugnare, colla forza delle armi, 

Sali, e LÌV. h) meton.: a) potenza militare, ar- 
mata, truppe, Persarum et Spartanorum, Curt. 
3) lotta, guerra, auctor armorum, Cic: arma ci- 
vilia, Cic: Galli in ter ferrum et arma nati, Liv.: 
arma movere, V. moveo: arma inferre, V. in- 
fero : arma referre (rinnovare), Verg.: arma vi- 
rumque cano, le imprese militari,Verg.: anche 
per pugna, in arma feror, Verg. : y) — ar - 
mati, soldati, truppe, levia, Liv.: auxiliaria, Ov. 
o) parte, fazione nella guerra, neutra arma se- 
qui, star neutrale, Ov.: parim. nulla arma mo- 
vere, Ov. e) figur. arma = mezzo di prote- 
zione^ di difesa, arma senectutis, prudentiae, 
Cic: amico arma (istruzioni) dedit, Hor. 3) in 
senso stretto (come anche orcXa), scudo come 
principale arma difensiva degli antichi, par- 
tic, dei fanti, fluitantia arma, Liv.: in arma se 
colligere, coprirsi collo scudo, Verg. : arma 
Aeneae describere, Plin. ep. 

arni ani a \;ì, ae, f. (àp{iajia£a), carro da 
viaggio coperto, usato dai Persiani, partic. 
per donne e fanciulli, Curt. 3, 3 (8), 23. 

arni amen la, òrum, n. (armo), emredo, 
fornimento, fornitura partic. delle navi, vele, 

attrezzi, arm. instructa, attrezzi fissi e pronti, 
Caes.: armamenta aptare, Liv.: armamenta 
tollere, contr. demere, Liv.: jubere vela stringi, 
armamenta demitti, Sen. 

armamentarìum , li, n. (armamenta), 

armeria, arsenale, CÌC ed a. 

armarium, ìi, n. (arma), armadio, cre- 
denza, guardaroba, per i cibi, arm. promptua- 
rium, Cato: per il denaro, gioielli, abiti e 
utensili (partic. neZZ'atrium della casa) ar- 
marti fundum exsecare, Cic: armadio da libri, 
arm. parieti in bibliothecae speciem insertum, 
Plin. ep.: e certis armariis infinita volumina 
eduxit, Vitr. 

a mia tiira, a e, f. (armo), I) armatura come 
gt nere, genere delie armi, cobortes nostra ar- 
matura, Cic: Numidae levis armaturae, Caes.: 

II) meton., ti complesso delle armi = gli ar- 
mati, arm. levis (contr. qui gravium armorum 
sunt), Cic. 



1. armatile, &, um, part. agg. (da armo), 

armato, munito, preparato, I) propr. (contr. 

inermus, inermis, anche togatus), Cic. ed a.: 
multi armatissimi (armati fino ai denti), contr. 
nudi aut leviter armati, Sen.: mihi dederunt 
(dii) armato togatoque (= in abito militare e 
civile, in pace e in guerra), ut, ecc., Liv.: ar- 
matae classes, Verg. colVabl. armatus ferro, 
Verg.: sost., armati, orum, m. armati, Caes. 
ed a. II) trasl.: erat incredibili armatus au 
dacia, Cic. : parati, armati animis jam esse de- 
bemus, Cic 

2. armatus, abl. ù, m. (arma), l'armatura, 
I) propr. : haud dispari armatu, Liv.: Cretico 
maxime armatu, Liv. II) meton., gli armati, 
toto fere gravi armatu, Liv.: relieto omni gra- 
viore armatu, Liv. 

Armenia, ae, f. ('Apixsvta), Armenia, con- 
trada dell'Asia, divisa dall'Eufrate in due 
parti disuguali (quindi utraeque Armeniae), 
A. major ('ApjisvCa {isyaXY], ora le provincie 
di Erzerum, Kars, Wan e Erivan) e A. minor, 
spesso solt. Armenia ('Apjjisvta jitxpà o ppaxo- 
xépa, oltrel' Eufrate ; corrisponde pressapoco 
all'odierna Anatolia). — Deriv .: Armf- 
mus, a, um, armeno, sost, Armenius, ii, m., 

V Armeno, 

ar mentali*», e (armentum), appartenente 

ad un grande armento, equae, pascenti, Verg. 

Aen. 11,571. 

armcntarius, ìi, m. (armentum), il pa- 
store del grosso bestiame, del bestiame bovino, 
Lucr. Vari*, ed a. 

armeni imi, i, n., grosso bestiame vivente 
in armenti, partic. buoi e cavalli, a) sing. 

COlMttiv. bestiame grosso, armento (contr. pecUS 

[n.] bestiame minuto, e grex. gregge), Liv., 
Verg. ed a.: quindi anche alplur. di parecchi 
armenti, multi greges ovium, multa ibi equo- 
rum boumque armenta, Plin. ep. b) plur.: 
greges armentorum reliquique pecoris, Cic: 
trasl., armenta immanis Neptuni, Verg. 

armTfer, fera, forum (arma e fero), armi- 
gero, armato, guerresco, Ov. ed a. 

arni igtr, gora, gcrum(arma e gero), I) che 
porta armi, 1) le proprie = armato, sost., ar- 
migeri, òrum, m., armati, Curt. 2) quelle di 
un altro, solt. sost., a) armiger, gerì, m., scu- 
diere, armigero, Verg. ed a.; trasl., arm. Jovis, 
l'aquila, Verg.: arm. Catilinae, scudieri = sa- 
telliti, Cic. b) armigera, ae. f., armigera, por- 
tatrice d'armi, Ov. II) che porta armati (del 
terreno nella Colchide), humus, Prop. 

armilla, ae, f. (armus), maniglia, la quale 
constava di larghi pezzi connessi insieme 
(or din. di laverò d'incavo o di traforo), brac- 
cialetto, come ornamento delle donne e degli 
uomini, Cic fr. ed a.: più grossi, massicci, 
come ricompensa dei prodi guerrieri, equites 
omnes corniculis armillisque argenteis donat, 
Liv. 

armilla tue, a, um (armilla), ornato di 
braccialetti, Suet.: canes, adornati coi braccia- 
letti della padrona, Prop. 

Ai'iiiTliislriiin, i, n. (arma e lustro), loca- 
lità sull'Aventino, dove si celebrava ogni 
anno la festa della consecrazione delle armi 
(armi Infirmiti). 

Arminius, ii, m., Arminio, celebre prin- 



235 



armipotens 



arri de o 



236 



cipe dei Cherusci, il quale (nel 9 dopo Cr.) 
sconfìsse Quintilio Varo nella selva, di Teu- 
toburgo e liberò la Germania dal giogo dei 
Romani. 

armipotenti, entis (arma e potens), armi- 
potente, potente nell'armi, valoroso, Yei'g. ed a. 

arinisonus, a, uni (arma e sono), Hso- 

nante per le armi, Verg. ed a. 

armo, avi, àtum, are (arma), armare, ap- 
parecchiare, 1) in gen., come t. 1. naut., alle- 
stire, render pronto a far vela, naves, Caes : 
classem, Verg. II) pregn., armare per la bat- 
taglia, per la guerra, per Vuccisione, 1) in 

senso largo, generic: apparecchiare, armare, 
render pronto, atto a combattere, alqm, Cic: 

muros propugnaculis,Liv.: urbs armata muris, 
Cic: alqm in rem publicam, Cic.: regem ar- 
mare et exercere adversos Romanos,Nep. 2) in 
senso più stretto, provvedere di spada e arma- 
tura o di altf arme atta a dar la morte, ar- 
mare, &)propr.: multitudinemhominum,Cic.: 
armare se coepisse, prender le armi (della 
g uardia), Curt.: milites armari jubet, fa pren- 
der le armi, Caes.: manus, arm il braccio, la 
destra (la mano destra). Sali.: dextram patos 
in filiam, Liv : servum in o contra dominum, 
Cic.: Asiam Europamque ad funestimi bellum, 
Liv.: equum bello (per la guerra), Verg.: alqm 
telis, saxis, Liv : multitudo facibus armata, 
Liv. b) trasl., armare come di unarma,prov- 
vedere per la difesa o V offesa, multitudinem 
auctoritate publicà, Cic: se eloquentià, Cic: 
alqm ad omnia, Cic: alqm in fata parentis, Ov. 
.4rmorìcuis, a, um (dal celtico ar = a e 

mor = mare), che è posto, che abita vicino al 

mare, civitates Armor., le regioni della costa, 
cioè alcune provincie settentrionali della 
Gallia, la Bretagna con una parte della 
Normandia ; si trova in questo senso Armo- 
ricum, i, n. 

arnius, i, m v la parte superiore dell'o- 
mero negli uomini, scapola: delle gambe an- 
teriori negli animali, spalla, come parte del- 
Vintiero corpo (per d stinguerla da scapula, 
come parte dello scheletro), a) negli uomini, 
scapola (mentre humerus — la spalla) , per 
lo più pregn. ■-=* V omero stesso forte, musco- 
loso, forti pectore et arniis, Verg.: ex humeris 
medios coma dependebat in armos, Ov. h)negli 
animali, spalla (contr. suffrago, il garetio), 
armi equi, Hor. e Plin.: leporis, Hor.: ex hu- 
meris armi fìunt, Ov : quindi in senso largo, 
fianco dell'animale, Verg. Aen. 6, 881. 

AriiTcìisis, V. Àrnus. 

Arnus, i, m. C'Apvoc,), il fiume principale 
delVEtruria, il quale nasce dalT Apennino 
e sbocca al disotto di Pisa nel mar Tirreno ; 
ora Arno. — Deriv.: Arnie imi s, e, posto 

sidl'Arno* 

ìiro, avi, àtum, are (àpów), arare, I)propr.: 

a) del contadino o della bestia da lavoro, col- 
Z'acc^terram, Cic. :agrum, Cic -.assol., fodere aut 
arare, Ter.: nudus ara, sere nudus,Verg. Prov.: 
arare litus o litora, « arare il lido », cioè spre- 
care le fatiche, Ov. ber. 5, 1 16; trist. 5, 4, 48. 

b) di proprietari di terreni, par tic. di appal- 
tatori di terreni pubblici, co IVacc. == colti- 
vare, far coltivare, non opinor quemquam minus 
esse professum, quam quantum arasset, Cic: 



Falerni mille fundi jugera, Hor.: e in gen.. 
quae homines arant, navigant, aedificant, ver- 
tuti omnia parent, tutto Varare, il navigare. 
Vedifìcare degli uomini dipende dalla loro 

abilità, Sali.: e assol., coltivare i campi, vivere 

dell'agricoltura, cives Romani qui arant in Si- 
cilia, cioè gli appaltatori dei terreni pubblici 
(V. arator, «° II), Cic: pregn., quidquid arat 
impiger Apulus, ara, cioè guadagna colf agri- 
coltura, Hor. II)po fi t. trasl.: venient rugae, 
quae tibi corpus arent, solcare, Ov : (maris^ 
aequor e simil., solcare, Verg e Ov.: e così 
aquas, Ov. 

arpa<so, V. harpago. 

A.rpi,5rum, m., fiorente città commerciale 
nella fertile pianura delV Apulia, secondo la 
leggenda fondata da Diomede di Argo e da 
lui chiamata "Apyog ì'tciuov, da, cui deve essere 
provenuto V antico nom" Argyrippa (Apyo- 
ptuTia) o poet. ArgyrTpa e quindi Arpi. — 
Deriv.: Arpi mi s, a, um, arpino, di Arpi: 
plur. sost., Arpmi,orum,#?^ abitanti di Arpi . 

Arplnuni, i, n., città sul Fibreno, ori- 
ginar, volsca, quindi dei Sanniti, non lungi 
dal Liri: patria di Cicerone e di Mario. 

D er ÌV.: ArpTliaS, àtìs, di Arpino, arpinate, 

fundus, Cic: mei municipes Arpinates, i miei 
compaesani di Arpino, Cic: sost., Arpìnas, 
atis, a) m., un Arpinate; ed plur., Arpinates, 
min, gli abitanti di Arpino, Arpinati, b) n., 
podere di Cicerone presso Arpino. 

Arpinns, a, um, V. Arpi. 

arfjuatiis, V. arcuatus 

Arqiiileiicns, V. Arcitenens. 

arquus, V. arcus. 

arrabo (arrhabo), ònis, m., pegno dato 
per un contratto, caparra, costo, arra, arrabo - 
nem dare, Plaut.: puellam arraboni relinquere 
prò argento, Ter. 

arreclus, a, um, part agg. (arrigo), erto, 
ripido, pleraque Alpium ab Italia sicut bre 
viora, ita arrectiora sunt, Liv. 21, 35, 11. 

arrcpo, repsi, reptum, ere (ad e repo), 

strisciare ver SO q.C, aiwicinarsi pian piano, in- 
sinuarsi, Ijpropr.: ad colnmbaria, Varr.: fo- 
ribus, Plin. II) trasl., ad amicitiam, Cic : ani- 
mis muliercularum, Tac 

Arrctìum, ìi, n. fAppYJxt.ov), una delle 
più r >gguard*voli fra le dodici antiche città 
dell' 'Etruria, patria di Mecenate; ora Arezzo. 
— Deriv.: Arrélìnus, a, um, di Arezzo, 
aretino; plur sost, Arretlni, orum, m., gli 
abitanti di Arezzo, Aretini, 

arrliabo, V. arrabo. 

Ari litri acus, V. Aridaeus 

arrlfleo, rìsi, rlsum, ère (ad e rideo), arri- 
dere, I) ridere con alcuno, arridere ridentibus. 
Hor. e Sem: assol , riserit, arride, Ov. II) ar- 
ridere, sorridere, partic. amichevolmente (in 
segno di approvazione) o anche per motteg- 
giare, \)propr : oc) col dat. pers., notis fami- 
liariter, Liv.: col dat di cosa, ridere di q.c, sor 
ridere, probrosis in se dictis, Sen. [3)co?Z'acc. di 
relaz., video quid arriseris (schernendo), deri- 
deste, Cic. y)assoZ.,leniterarridens, «Quaeso». 

inquit, etc, Cic: cum arrisisset adulescens. 

approvò sorridendo, Cic 2) trasl., a) di ■ gg., 

sorridere adalc ,arrid ere = esser favorevole,c\\lìì 

tempestas arridet, Lucr. h)di altre relaz., ecc., 



237 



arrigo 



ars 



238 



q.C. sorride = in n on'ra, è gradita ad OÌC.(contr. 

alci dispiacere ), « inhibere » illud tuum, quod 
valde mihi arriserat, vehementer displicet, 
■Ciò.: assoi, si modo arriserit pretium, Plin. ep. 
arrido, rexi, rectum, ere (ad e rego), driz- 
zare, I) propr.: arrecti litore currus, Verg.: arr. 
comas (di leoni), Verg.: e arrectae orrore co- 
ìnae, Verg.: arr. aures, rizzare, tendere (per at- 
tenzione, dichiascolta, contr.: demittere,per 
timore), Ter., Verg. ed a.: in digitos arrectus, 
ritto sulla punta dei piedi, Verg. II) trasl.: 

a) tendere Vattimo, volgere Vattenzione, arrexere 

animos Itali, dirizzarono lo sguardo,Verg.: ar- 
rectae spes juventini, Verg.: seguito da prop. 
rei., arreda" ornai civitate, quanta fides amicis 
■Germanici, etc, stando in attenzione, Tac. 

b) destare, eccitare, animare, infiammare, alqm 

oratione sua, Sali :auimoseorum (di un canto), 
Sali.: suos hortando ad virtutem, Sali. 

arrìpTo, ripiii, reptum, ere (ad e rapiq), 

afferrare, prendere, CO)% impeto, I) ingen., pren- 
dere, stringere, impugnare, afferrare, strappare, 

ì) propr., a) generic: arma,Liv.: telum, Nep.: 
fìliara regis parvulam, Nep.: cibum partim un- 
guium tenacitate, partim tenacitate rostrorum 
(diuccelli), Cic : alqm manu,Liv.:caputcapillo, 
Suet.:scutaestrage/rac.:quemcumquepatrem 
familias ex aliquo circulo, scegliere, Cic. h)pren- 
<lere,impadronirsi,n&ves,TàC.:eqximKl cum scuto 
pedestri, Liv.: familiam, Cic. e) prendere infuria, 

■trascinare, di un condottiero, cohortes arreptas 

iti Ul'bem inducere, LÌV. d) prender pronto pos- 
sesso di un luogo, O cercare di prendere, locum, 

Verg.: terram velis, prender terra, remar con 
forza verso terra, ecc. Verg. 2) trasl.: a) par- 
tic, afferrare, cogliere con furia, prendere con 
fretta, raccogliere, sermonem aliquem, Cic: 
causam ad caedes,Cic: primam quamque occa- 
sionem recuperandi ea, quae, etc, Liv.: vocem 
et gestum aliunde, Cic. : verba de foro, Cic: 
inaledictum ex trivio, Cic. b) intell., oc) impa- 
rare, apprendere con prontezza, capire pronta- 
mente, celeriter res innumerabiles (dei fan- 
ciulli), Cic: legem ex natura ipsa, Cic (3) vol- 
gersi, applicarsi con ardore, intraprendere uno 
studio, studi uni litterarum,Nep.: litterasgrae- 

cas SIC avide, quasi, etc, Cic. y) accettare, acco- 
gliere prontamente q.c. (un consiglio, una deli- 
berazione), quod ille arripuit et ita sese factu- 
rum confirmavit, Cic. II) colVidea access. 

di violenza, assalire, afferrare con forza, strin- 
gere con forza, 1) propr.: ai generic: alqm 
medium (a mezza vita),Tcr. e Liv. b) come t. 1. 

bltrOCr., arrestare, catturare, arri pi a viatore, 

Liv.: arripi et in vincula abiuri, Liv. e) come 
t. 1. legale, prendere uno (specialmente un ma- 
gistrato appena uscito di carica) e per una 
colpa trarlo dinanzi ai giudici, e quindi 

Senz'altro, citare, chiamare in giudizio, accu- 
sare, A. Plotium, Cic : consules abeuntes ma- 
gistratu (dei trib. della plebe) Liv. d) con le 

Q,rmi in pugno, assalire, irrompere, invadere, 

arriperent integri fessos, Tac: turbata arripe 
castra, Verg.: 2) trasl.: a) di dolore, malattia, 

sonno, cogliere, prendere, is dolor, qui Simili 

arripuit, interfìcit, Cic: adversà valetudine ar- 
reptus, Jnstin.: repente Alexandrum somnus 
arripuit, Justin. b) come autore di satire, chia- 
mar uno dinanzi al proprio tribunale, 



biasimare, satireggiare, censurare, tartassare, 

primores populi populumque tributim, Hor.: 
luxuriam et Nomentanum, Hor. e) arrogarsi 
q.c.uiegaimente,usurpare, sibi imperi um,Caes.: 
sibi cognomeu ex Aeliorum imaginibus, Cic. 

arrisilo, Òllis, f. (arrideo), Vatto dell'arri- 
dere, approvazione data sorridendo, Cornif. 
rhet. 1, 10. 

arrTsìir, oris, m. (arrideo), arridente, che 

sorride, scroccone che sorride sempre, Sen. ep. 

27, 7. 

arrodo, rosi, rosum, ere (ad erodo), rodere 
all'intorno, rosicchiare (di animali), mures A 11- 
tii coronam auream arrosere, Liv.: ut illa ex 
vepreculis extracta nitedula rem publicam co- 
naretur arrodere, Cic. 

arrogans, antis, part. agg. con compar. 
e superi, [da arrogo), arrogante, pretensioso, 
presuntuoso, borioso, di per s., Cic ed a.: arro- 
gans minoribus (verso gli inferiori), inter 
pares difficilis, Tac: trasl. di e. inan., si te 
aliquod dictum arrogans ant superbum movet, 
Cic: arr. de se persuasio, Quint.: arrogans est, 
seguito dalVinfin., pare alterigia, Plin. ep. 9, 
31,2: pzrim., arrogantis est, coZZ'infin., Cic. 
de off. 1, 99.^ 

arrogante!*, avv. con compar. e superi. 

(arrogailSj, coti arroganza, superbamente, con 
presunzione, CÌC ed a. 

arroganti:*, ae, f. (arrogans), presunzione, 

arroganza, insolenza, boria {conti', humilitasj, 

Cic. ed a. 

arrogatìo, ònis, f. (arrogo), Za solenne ado- 
zione di un maggiorenne come figlio, che av- 
veniva nei comitia centuriata, coli 'autorità e 
consenso del popolo {cfr. adoptio), Aur. Vict. 
Caes. 2, 1. 

arrogo, avi, àtum, are (ad e rogo), I) da 

rogo = chiedere, domandare, A)sibi alqd, arro- 
garsi, appropriarsi, attribuirsi, ascriversi q.C, 

che non ci è propria, che non ci spetta, mihi 
non sumo tantum, judices, ncque arrogo, Cic: 
ego tantum tibi tribuo, quantum mihi fortasse 
arrogo, Cic: sibisapientiam arr., Cic B)(poet.) 
alci alqd, riconoscere q.c. come dovuta ad 
alcuno, accordare {contr. abrogo), pretium 
chartis, Hor.: nihil non arroget armis, tutto 
ascriva al diritto dell'armi, tutto attribuisca 
al brando, Hor. II) da rogo = interrogare, 

A) come t. t. burocr., adottare come figlio 
un maggiorenne libero, Aur. Vict. Caes. 13, 1. 

B) aggiungere con nuova rogazione un magi- 
Strato ad un altro, unico consuli... dictatorem, 
Liv. 7, 25, IL 

arrosor, òris, m. (arrodo), roditore, trasl., 
Sen. ep. 27, 7. 

ars, artis, f. {rad. AR, donde anche ar-mus, 
ar-tus, grec. APd, àptóco, àpsxy)), letterahn. 
il connesso, il collegato, cioè Varie 
ordinata, I) in senso stretto : A) propr. ogni 
abilità o corporale o spirituale in quanto si 

mostra attiva, opera manuale, professione, arte, 

scienza, artes liberales o ingenuae, le arti libe- 
rali, dei liberi (artificum ), arti belle {contr. ar- 
tes sordidae ovv. quaestus iiliberales et sordidi, 
le opere, i lavori degli schiavi e dei lavoratori 
m/?m?[opificum]i,Cic: artes optìmzc, le scienze, 
Cic: ars disserendi, dialettica. Cic: rethorica, 
Quint.: artes urbanae, giurisprudenza ed elo- 



239 



Arsaces 



articulus 



240' 



quenza, Liv.: artem aliquam factitare, Cic, 
exercere, Hor. B) meton.: 1) le regole che go- 
vernano ogni arte o scienza, teoria, ad artem 
et ad praecepta revocare alqd, richiamare q.c 
alla teoria ed alle regole, alle regole teo- 
riche^ Cic: res mihi videtur esse facilitate 
(in pratica) praeclara, arte (in teoria) me- 
diocris, Cic: ex arte (dicere, scribere, etc), 
conforme ai precetti deli 1 arte, Cic: si arte 
caret, di senso artistico, Hor. : per estens. 
anche come titolo del libro in cui si svolgono 

tali teorie, trattato di retorica, retorica, artes 

oratoriae, Cic: rhetorum artes, Cic: artes an- 
tiquae, gli antichi libri diretor., Cic 2) Varie 

rivolta a q.C. arte, attitudine, abilità, attività, 

destrezza, artifizio, ars medicinae (nella medi- 
cina), Tac: opus est vel arte vel diligentià, 
Cic: arte laboratae vestes, Verg.: plausus tunc 
arte carebat, era sincero, spontaneo, Ov. 3) pi. 
artes, opere d'arte, Hor , Verg. ed a. 4) Artes 
= le Muse, Phaedr. 3, prol. 19. IT) trasl.: le 
qualità morali di una persona in quanto si 
palesano nelle azioni; come vox media e 
quindi a seconda del contesto o colV ag- 
giunta e determinazione di un aggettivo, 

buona cattiva proprietà, attitudine, usanza, 
abitudine, modo di operare, virtù vizio, mea 

ars, assiduità, attività, Ter.: multae sunt 
artes eximiae, Cic: bonae artes, buone qua- 
lità, Sali. : artibus bonis malisque mixtus, 
virtù e vizi, Tac: malae artes, cattive abitu- 
dini, Sali. 2) plur. artes = mezzo, maniera dì 
fare q.c, quaesitae, Verg". : nocendi, Verg. 

3) (assol.), astuzia, furberia, scaltrezza, intrigo, 
raggiro, Ter., Sali, ed a. 

Arsaces,is, acc. en. m.(\ApaaxY)s),_pnmo 
re e fondatore della dinastia degli Arsacidi 
nei Parti (circa il 250 av. Cr.)» — Deriv. : 
Arsacfdès, ae, m. ('ApaaxiSvjs), della dina- 
stia degli Arsacidi, un Arsadde. 

Arsìnoc, Ss, f. ('Apatvóyj), I) figlia di To- 
lomeo Lagi e di Berenice, moglie del re Li- 
simaco, poi del proprio fratello Tolomeo Fi- 
ladelfo: onorata dopo la sua morte come 
Venus Zephyritis (dal promontorio [del- 
l' Africa] Zephyrium). Il) città delVEtolia. 

Arlacié, ès, f. ('Apxaxtyj), fonte nel paese 
dei Lestrigoni. 

Artavasdés, is, acc. en. m., re della 
grande Armenia, figlio di Tigrane I, con- 
temporaneo di Cleopatra ; ora alleato dei 
Parti, ora dei Romani. 

,1 ria \ ala. ae, f., e per lo più òrum, n. 
('Apxógaxct), capitale della grande Armenia, 
sulV Araste. 

Artaxerxes, is, acc. en, m.('Apxa£épgY)£), 
nome di alcuni re Persiani, I) Artaxerxes Ma- 
crochir ('Apxagépgrjs Maxpóxstp, cioè Longi- 
mano), figlio di Serse I, regnò dall'anno 
465-425 av. Cristo. II) Artaxerxes Mneraon 
('ApxagépgTjs MvVjiitov, cioè con buona memo- 
ria), figlio di Dario IT, regnò dal 405 al 361 
av. Cr. Ili) Artaxerxes Ochus ('ApxagépgTjg 
"Ox°s) figlio del precedente, regnò dal 361 
al 339 av. Cr. 

arte, avv.(artus, a, um\ strettamente, serra- 
tamente, in modo compresso, compatto, I)propr.: 
a) in opposiz. al rallentare, rilassare, stretta- 
mente, fermamente (contr. laxe), colligare ma- 



nus, Plaut.: tigna hoc (tanto) artius illigata te- 
nentur, Caes.: artius complecti alqm, Cic: e 
spesso figurai., artius astringere rationem, ar- 
tissime constringere sententiam, Cic: illud arte 
tenent (tengono fermo) accurateque defendunt, 

Cic b) in antitesia larghezza, serratamente, fit- 
tamente (contr. late), trabes singulis saxis in- 
terjectis arte continentur, Caes.: signa artius 
collocare, Sali.: pedites quam artissime ire ju 
bet, Sali.: spiritus arte meat, Curt. II) trasl. r 
a) profondamente, arte ed artius dormire, Cic : 
alqm arte (intimamente, svisceratamente), ar- 
tissime (con tutto il cuore, nel modo più ap- 
passionato) diligere, Plìn. ep. b) ristrettamente, 
limitatamente, artius appellare alqm, chiamare 
uno col nome abbreviato, Ov.: specialmente 
riguardo alla scarsezza dei piaceri della vita, 
alqm artius habere, Sali, fr.: alci arte modum 
statuere, permettere in misura limitata, SalL 

Artemisia, ae, f. ('Apxsjitota), regina: 
della Caria, che innalzò uno splendido mo- 
numento al marito Mausolo. 

Artemìsium, li, n. ('Apx3uiatov) pro- 
montorio e spiaggia delVEubea, di fronte a 
Magnesia, con un borgo di ugual nome. 

arteria, ae, f. (àpxyjpta), I) trachea, per 
la sua asprezza anche arteria aspera (xpoc^stoc 
àpxTjpta), Cic: anche al plur., poiché consta 
di due parti, Cornif. rhet. e Suet.: plur. ete- 
rocl. arteria, n., Lucr. 4, 527. II) arteria, 
(contr. vena), Cic. ed a. 

arili ri tic us, a, um (àpGptxixós), malato 
d f artritide, cocus, Cic ep. 9, 23 extr. 

artìeularis, e (articulus), die appartiene 
alle giunture, delle g,, morbus, gotta, Suet. 

Galb. 21. 

articulatim, avv. (articulus), I) propr.: 

a membro a membro, a brano a brano, membra 

dividere, Poét. trag. in Cic. de nat. deor. 

3. 67. IT) trasl., partitamente, distintamente r 

chiaramente, verba piane exaudiri discernique 
articulatim, Lucr.: articulatim distincteque 
dici, Cic 

articulo, avi, àtum, are (articulus), propr- 

smembrare, quindi trasl.: articolare ■= pronun- 
ziare distintamente, voces, Lucr.: 4, 549. 

artìculósus, a, um (articulus), pieno di 
nodi, nimium concisa et velut articulosa par- 
titio, troppo spezzata e minuziosa, Quint. 4 r 
5,24. 

articulus, i, m. (dimin. di artus), pic- 
colo membro che ne unisce altri, nodo, giun- 
tura, articolazione, I) propr.: 1) di esseri vi- 
venti, articulus, quo jungitur capiti cervix r 
articolazione cervicale, Liv.: crura sine arti- 
culis habere, Caes.: articulorum dolores, dolori 
artritici, od articolari, Cic: molli articulo tra- 
ttare alqm (prov.), trattar con mitezza, Quint. 
11, 1, 70 : plur. meton. = le membra e par tic. 
le dita, Lucr., Catull. ed a. 2) di alberai e ve- 
getali, nodo, sarmentorum, Cic II) trasl. : 

1) del discorso, membro, articuli membraque 

(xÓ[l}iaxa XOCÌ XtoXa) piccoli e più granili mem- 
bri, Cic In gramm. = articolo, Quint. 1,4, 19. 

2) del tempo, momento, punto giusto, opportu- 
nità, momento opportuno, ipso articulo temporis,. 
Cic: in ipso articulo, Ter.: in quo articulo rerum 
mearum (momento critico), Curt. 3) di altre 
COSe astratte, punio, sezione, suddivisione, grado,, 



241 



artifex 



artus 



242 



per eosdem articulos et gr&àus, per tutti gl'in- 
feriori e superiori gradi degli onori, Suet. 

artifex, fYcis, C. (ars e facìo), artefice, ar- 
tista, I) di esseri viventi o personifico ti, ar- 
tefice, maestro di un* arte, artista, perito in 
un'arte, tecnico e anche il teorico di un'arte ; 

attr b. = colui che mostra conoscenza tecnica 
di q.c, che lia perizia, abilità, in un'arte, è mae- 
stro in q.c, 1 ) in senso stretto, a) artista, come 
valente in un'arte o disciplina (contr. inscius, 
imperitus, ignorante), Cic, Nep. *d a.: arti- 
fices improbi, ciarlatani, imbrogboni, Liv.: 
artifex equus, cavallo ammaestrato, che ubbi- 
disce prontamente al freno, Ov.: natura non 
artificiosa (artificiosa) sed piane artifex (ar- 
tista verace, compiuta), Cic: artifices scaenici 
o scaenae, attori scenici, Cic. e Sen.: art. 
morbi, sonatore, wd'Co, Prop.: art. talium, 
maestra in tali arti, Tac.: artifex pingendi fin- 
gendique, Quint : art dieendi, Cic: decollandi 
art., Suet.: art. in sagittis (in trar d'arco), 
Aur. Vict.: Phidias dis qnam hominibus effin- 
gendis melior artifex creditur, Quint. 12, 10, 
9. b) di un artefice, come colui che dà forma 
a un'opera, a una materia, maestro, esecutore, 
creatore, autore, attrib. = chi forma (informa), 

crea, produce, omnis bonae malaeque materiae 
fecunda artifex, rerum natura, Val. Max: col 
genit., ejus (mundi) artifex, Cic : talium ope- 
rum artifices, Liv.: statuarum artifices, Quint.: 
artifex siniulatorque figurae (di Morfeo), Ov. 

2) in Sfnso largo: a) chi si mostra perito, pra- 
tico, maestro in q.c„ col genit. del sost.: talis 
negotii. Sali.: formae, Prop. — col genit. del 
gerundio o gerundivo, tractandi animos, Liv : 
suadendi, Quint.: conquirendae et comparandae 
voluptatis, Cic: serendae in alios invidiae, 
Tac. — con ad o in e Tace, ad currumpendum 
judicium,Cic: in seria et jocos, Justin.: con in 
e Z'abl., in ambitione, Q. Cic — quindi, pregn., 

maestro in ordire intrighi, furfante, mariuolo, 

scaltro, Ter., Verg. e Ov : scelus artificis, rag- 
giratore malvagio. Verg. Aen , 1 1, 407: autore, 
istigatore, art. caedis, necis, Ov. II) die inan., 
X) attivo = abile, destro, artifex, ut ita dicam, 
stilus, Cic: art. manus, Ov. 2) passivo, fatto 
con arte, artificioso, lavorato con arte, quattuor 

boves, Propr.: motus, Quint. — Gen. plur. 
comun. artificum, però anche artificium , 
Quint. 7 pr § 1. 

artifìci» li «S, e (artificium), artificiale, arti- 
ficioso, con arte, artistico, C' me 1. 1. ret. (cotitr. 

inartificialis), ratio, Quint.: probatio, sost. arti- 

ficialia, ium, n., regole, norme dell'arte, Quint. 

a r tifici» liler, avv. (artificialis), con arte, 
artificiosamente {contr. inartificialiter), in re 
se gerere, Quint. 2, 17, 42. 

artificióse, avv. con comp. e superi (ar- 
tificiosusì, artificiosamente, con arte, Cic ed a. 

artificio*»*, agg. con comp. e superi, 
(artificium) I) attivo = che sa l'arte, perito 
nell'arte, di per s. Cic: trasl., di c.inan.: ipsius 
mundi natura non artificiosa solum, sed piane 

artifex, Cic. II)pasSWO = fatto con arte, ar- 
tificioso, artistico, A) propr., res, Cic: opus, 
Cic. B) trasl.: conforme alle regole dell'arte, ar- 
tificioso, artificiale (contr. naturalis, « naturale, 
confo > me a natura »), sunt duae memoriae : 
una naturalis, altera artificiosa, Cornif. rhet : 



ea genera divinnndi, non naturalia, sed artifi- 
ciosa dicuntur, Cic. 

artificium, ti, n. (artifex), I) proprietà, 
attività dell' arti f ex. arte, mestiere, professione, 

tenue et leve, Cic: ancillare, servile, Cic: ope- 
rum atqne artificiorum miti&tr&àere, delle arti 
e dei mestieri, Caes. b. Gr. 6, 17, 2 (diverse 
da Cic. Verr. 4, 1 82. Cfr. n° 11,0). II) meton.: 
A) il complesso delle regole che stanno a fon- 
damento di una scienza, teoria, sistema, Cic: 
memoriae, arte della memoria, mnemonica, 
Cornif. rhet. B)sogg.: a) abilità, destrezza, cu 

pacità, perizia tecnica, arte, vis artificii, CÌC' 

artificium gubernatoris, Caes. : simulacrum 
Dianae singulari opere artificioque perfectum, 
Cic: hoc ipsum est summum artificium, una 
stupenda opera artistica, Cic b) destrezza, 

arte; in Cattivo Senso, astuzia, raggiro, inganno, 

artificio quodam consequi, Cic: vicinitas non 
erudita artificio simulationis, Cic: artifìcio 
quodam et scientia oppugnationis, Caes. : plur.: 
quorum artificiis effectum est, ut, etc, Cic 
C) opera d'arte, artifici cupidum esse, Cic: e 
plur.: haec opera atque artificia, Cic. Verr. 4, 
132 (diverso da Caes b. G. 6, 17, 2. Cfr. n" 1). 
arto, avi, àtum, are (artus, a, uni), legare, 

stringere insieme, IJpropr.l a) in Opposiz. a 
rallentare, serrare, stringere saldamente, fre- 

num,Tibull.: fascias, Cels. b)m opposiz ad al- 
largare, restringere, comprimere ycontr. laxare), 
a.) un luogo: ubi primum se artat (Oceanus), 
Hellesponitus vocatur.Propontis, ubi. expandit, 
Mela : et Syriae et Aegypti regna Romana vi- 
ciniate artata, Justin. p) altri oggetti, legare, 
serrare insieme, comprimere, quorum (primor- 
diorum rerum) condenso magis omnia conci- 
liatu artari possunt, Lucr : transversos fustes 

spisse, Col. II) trasl.: limitare, restringere, fare 

più piccolo, a) di numero : artata numero felici- 
tas,Vell. b)di tempo: a)generic: artati tempo- 
ris spatium,Vell. $) pregn., limitare q.c. o ale, 
restringere, riguardo al tempo, adeo artatum 
(quod clarum fuit) angustìis temporum, ut etc, 
Veli, e) secondo le relazioni, le circostanze: 
in praemiis, in honoribus omnia artata, Liv. 

artttlaifanus, i, m. (àpToXàyavov), fo- 
caccia (composta di farina, vino, latte, olio, 
grasso e pepe), Cic. ed a. 

1. art»*, a, um (rad. AR o, grec. AP-w, 
donde anche 2. artus, arma ed altri), con- 
nesso, collegalo, cioè ristretto, limitato, 
serrato, stretto, compatto, I) propr. a) in anti- 
tesi a rallentato, rilassato, stretto, serrato, 
molto teso ( contr. laxatus), catena, Ov. e (contr. 
laxa), Sen.: frenum, Tibull.: toga, ben serrata, 
che si adatti bene, Hor.: e sovente figur., ar- 
tiores laquei, Cic: artissimum societatis vin- 
culum, Cic: b) in opposiz. a largo, stretto 
{contr. latus), a) di luoghi: artiores silvae,/?ite, 
Caes.: vallis. via. s< mita, Liv.: coit deinde mu- 
rus ex utraque parte in artiorem velut cuneum, 

LÌV : SOSt., artum, i, n., strettezza, luogo an- 
gusto, solo con preposiz.; in artum agere spi- 
ritum, Sen., mare, M*la: e (figur.), nec desilies 
imitator in artum, ti chiuderai, ti serrerai in 
istrettezze, Hor.: montes paulatim in artius 
coéunt,Curt.: qua in artissimum cogitur regio, 

Curt.: partic. lo stringere, Vincalzare della bat- 
taglia, in artum cumpulsi, serrati, Liv.: pugna 



243 



artus 



arx 



244 



in arto, a corpo a corpo, Tac P) di altre cose, 

stretto, compatto, fìtto, serrato, turbi, Tibull.: 

nimis arta convivio, Hor. : artissimae tene- 
brae (profonde) , Suet. II) trasl. : a) non 

Virgo, stretto, saldo, intimo, profondo, artllS 

somnus, artior somnus , Suet. e Cic. : artis- 
simus somnus, Suet.: arta familiaritate alqm 

COmplecti, Plin. CJ). b) ristretto, serrato, ce) fra 

le strette, il rigore, sponte sua cadere sub 
leges artaque jura (rie/ore del diritto), Lucr. 
p) stretto dalle cure, dai dolori, animus, Hor. 
e) limitato, scarso, poco, commeatus, Liv.: an- 
nona arta, artior, artissima, Suet.: artior pe- 
titio, con poca speranza, Liv.: sost.: in arto 
(esse) commeatum, le vettovaglie sono scarse, 
Tac: alci spem ponere in arto, limitare, sce- 
mare la speranza ad alcuno, Ov. d) incerto, 
penoso, pericoloso, res (situazione), Ov. e Tac: 
sost. cum in arto res esset, essendo alle strette, 
Liv. 

2. arlìis, us, m. (rad. AR-o donde anche 
1. artus, arma) giuntura, articolazione, class, 
sempre plur. arliis, tiium, dat e abl. -tùbus, 

m., giunture COI loro membri, articolazioni, 

membra (mentre membra = le membra [capo 
e busto non compresi] come parti del corpo, 
delle quali gli artus costituiscono la parte 
esterna), magni membrorum artus, Verg.: nervi 
atque artus sapientiae (figur.), Cic : dolor ar- 
tuum, Cic: omnibus artubus contremisco, Cic: 
poet. = membra, salsus per artus sudor iit, 
Verg.^ 

arala, ae, f. (dimin. di ara), piccolo altare, 

altarino, CÌC ed a. 

annidile!*, fera, forum (arundo e fero), 

die produca canne, Ov. fast. 5, 637. 

annidiiictuiii, i, n. (arundo), canneto, 
Veli, ed a. 

annidine iis, a, um (arundo), di canna, 
faito di canne, canales, Verg. : silva, canneto, 
canniccio, Verg. : Carmen, canzone pastorale, 

bucolica, Ov. 

annidi nósus, a, um (arundoì, pieno di 

canne, ricco di canne, CnidllS, Catull. 36, 13. 

annido, (harundo), dinis, {.canna ingener. 
(mentre canna === cannuccia, giunco; ulva = 
sala [erba palustre]) I) propr. : insulae her- 
bidae arundine et junco, Plin. ep.: aper Laurens 
ulvis et arundine pinguis, Hor.: arundo Indica, 
bambou, Plin.: la canna usata come tetto o a 
rivestire intorno le case o le capanne; e spe- 
cialmente come graticcio alle baracche o tra- 
bacche, casae ex arundine textae, Liv. : erunt 
tecta arundine texta,Liv.: come attributo, fra 
i capelli delle divinità marine, crines (lei 
Tiberini ) umbrosa tegebat arundo , Verg. : 
II) meton.: per ciò che è fatto di canne, 
a) canna da pescare, mo lerator arundinis, pe- 
scatore, Ov. : captare arundine pisces, Tibull. 
1)) pania per prendere gli uccelli, arundine 
sumptà Faunus piumoso sum deus aucupio, 
T^rop. (pasticcinola della freccia (conti: mucro, 
i'^rrum), Ov. : poet. anche la freccia sl'ssn, 
Verg. e Ov. d) zampogna (obpiyfy, che consi- 
steva in una serie di canne di varia lun- 
ghezza, unite fra loro con cera, Verg. e Suet. 
e) flauto, Ov. met. 6, 384, f ) pettine formato 
di canne attraverso al quale passano i fili 
nel telaio (chiamato comun. pecten), stamen 



secernit arundo, Ov. met. 6, 55. g) bastone, 

canna prr percuoter/', Yro]). 4, 7, 25. Il) canna 

o bastone di cui s> servono i fanciulli per ca 
vilcare, Hor. e Val. Max. i'j stecca (dei ehi- 
rurg'ii), Suet. Aug. 80. 

/ir ti fmuii, fi, n., cittì dei J apodi nell'Il- 
lirico; ora Auersberg o Mungava; donde 
Ani pili II S, a, Um. arupino, 

aruspex, etc V. haruspex, etc 

Arverni, òrum, m., popilo gali co dcl- 
VAqwtania, nell'odierna Auvergne (AI- 
vernia). 

arvina, ae, f., grasso, lardo, Verg. Aen. 
7, 627. 

arvus, a, um (per aruus da aro), campo 

arabile, atto all'aratura, I) agg.: agl'i, arvi et 

arbusti et pascui. Cic. de rep. 5, 3. II) sost., 

ai'YilIllj i, n. 1) campo, suolo arativo, prata 

et arva, Cic : subigere arva, Verg.: meton., pa- 
bulo pecorismagis quam arvo (terra coltivata) 

studere, Sali. 2) trasl. a) pianura, territorio, 

piano, paese, Ov : arva laeta, Verg.: quindi 
ar tic. pascolo, pastura, Prop. 4, 9, 19: arva 
Neptunia — mare, Verg Aen. 8, 69 ò : Udo, 
spiaggia, Verg. Aen. 2, 209. h) poet, delle 
parti genitali della donna, genitale, Verg. 

arx, arcis, f. (dalla rad. ARC in arceo\ 
luogo forte o per natura o p n r opera dell'uo- 
mo, per difendere o dominare una. città oun 

territorio, altura, rocca, cittar'ella, baluardo, 

fortezza, I) propr.: A) in istretto senso: arx 
hostium, Liv.: nocte occupat collem imminen- 
tem urbi (Larissam cam arcem vocmt), Liv.: 
'iella rocca di Noma e sopra tutto dell'altura 
S, 0. del Campidoglio (oggi colle di Aracoeli), 
e quindi tutto il coli* con la rocca ed il Cam- 
pidoglio, arx et Capitolimi!, Cic: Romana, 
Liv.: Capitolina, Liv.: o Capitolii, Tac: Tar- 
peja, Campidoglio, Verg.: e come luogo donde 
si toglievano gli auspici, cum in arce augu- 
rium augures acturi essent, Cic: come in gì: 
óotpa, à%pÓ7ioXi£, la rocca, la parte più ele- 
vata C più forte di una città, acropoli, citta- 
della, fortezza, non est (hoc opus) ut in arce 
(Ac. di Atene) poni possit, Cic: arx (Ac. di 
Corinto) inter omnia in immanem altitudinem 
edita, Liv. : potitus est urbis Syracusarum, 
praeter arcem et insulam adjunctam oppido, 
Nep.: della cittadella di un regno = città più 

forte, baluardo più sicuro, cittadella principale, 

ad caput arcemque regni Pergamum ducit op- 
pugnandam, Liv.: proverò.: arcem facere e 
cloaca, di una mosca farne un cammello, Cic 
Piane 95. B) in più largo senso, del soggiorno 
celeste di Giove, summa, Ov.: siderea, Ov.: 
plur.: del cielo stesso, aetliereae, Ov.: igneae, 
Hor.: di templi, sacrae, Hor.: di città, Romanae, 
rocca di Roma — «Roma», Verg.: Diomedis 
arces, di Arpi nelV Apulia,0\:: beatae, di Co- 
rinto, Hor.: della cima, della vetta di un 
monte, Parnassi arx, Ov.: plur., Roma septem 
una sibi muro circumdedit arces (colli), Verg. 

II) trasl. A) COme il nostro baluardo, rocca, 
cittadella = difesa, scampo, rifugio; di luoghi: 

haec urbs lux orbis terrarum atque arx omnium 
gentium, Cic: ty ranni nuper eos (muros) arcem 
et munimentum sibi, non ci vitati paraverunt, 
Liv.: dipers.: ipsam arcem finitimorum, Cam- 



245 



A sera 



246 



panos, adorti,Liv.: diastr.: munite communem 
arcem honorum, obstruite perfugium improbo- 

l'iim, Cic. B = sede propria, dimora principale, 

fortezza principale, quae visa species... arcem 
e&m'(il Campidoglio), imperli atque caput re- 
rum portendebat, Liv.: di pers., ubi Hannibal 
sit, ibi caput atque arcem totius belli esse, Liv.: 
di astì\, arcem Stoicorum defendis, fonda- 
mento, punto capitale (base), Cic: C) (della 
rocca come punto più elevato) =■ apice, punto 
culminante, eloquentiae, Quint. e Tac. dial. 

as, assis, m. {da sic;, perchè i Tarentini 
forse pronunciavano àg) il tutto come unità, 
diviso in 12 unciae (12 dodicesimi), I) ingen.: 
ex asse heres, erede universale. Quint ed a. 
II) partici 1) come moneta, asse, originar, 
una libbra (as libralis), ma, dal 275 av. Cr., 
dopo varie riduzioni, fu ridotto finalmente 
ad '/ss di libbra, e ai tempi di Cicerone va- 
leva circa 5 cent.: quindi ad assem, sino al- 
l' ultimo centesimo = tutto insieme, tutto 
quanto, ad assem perdere omnia, Hor.: ad assem 
impendium recidere, Plin. ep.: unius assis aesti- 
mare o non assis facere, non stimar nulla, 
tener in nessun conto, Catull.: assem para, 
tien pronto un asse (come mercede per una 
storiella), Plin. ep.: quod non opus est, asse 
carum est, Cato, fr. 2) come peso, una libbra, 
Ov. med. fac. 60. 

1. Ascamus, ìi, m., figlio di Enea e 
Creusa o di Enea e Lavinia. 

2. Ascaiiiiis, ti, m. I) Asc. lacus, grande 
lago della Bitinia, sul cui limite orientale 
sorgeva Nicea ; oggi lago di Isnik. II) fiume 
della Bitinia che attraversa il lago Ascanio, 
ora Tschatirgha Su. 

ascendo, scendi, scensimi, ere (ad e scando, 
salire, ascendere, montare ad un luogo {contr. 
descendere), I) propr.: a) colla domanda 
verso dove? a) con in e Z'acc.: in murum, 
Cic: in tribunal, Liv.: in equum, Cic: in caelum, 
Cic: in contionem (alla tribuna), Cic. p) con ad 
e Z'acc.: adGitanos,Liv. y) col solo acc. aa)acc. 
dei nomi di città, Delphos, Liv. PP) con altre 
relazioni locali, colV acc. rispondente alla 

domanda qual luogo? = salire, ascendere, 

montare, scalare, murum, Caes.: positis scalis 
muros, Caes.: jugum montis, equum, Liv.: 
ripam equo, Cic: al pass., si mons eratascen- 
dendus, Caes.: S) coti avv. di luogo: illue, Ov.: 
quo simul ascendit,Ov. b) colla domanda p e r 
dove? con avv. di luogo: eàdem ascendens 
descendensque, Sali, e) assol.: ascendens hostis, 
Liv.: ascendentes desuper protegere, Caes. 

II) trasl.: crescere, alzarsi, innalzarsi ad un 

grado elevato (partic. di onori) a) colla do- 
manda verso dove? con in e Z'acc: in sum- 
mum.Vell.: in tantum honorem, Cic: P) con 
ad e Z'acc. a minoribus ad majora (contr. a 
majoribus ad minora delabi), Cic: ad honores, 
Cic y) con super o supra e Z'acc: in id 
evecti, super quod ascendi non potest, Veli: 
supra praeturas et tribunatus et consulatus, 
Tac. b) col solo acc: altiorem graduili, Cic: 
summum locum civitatis, Cic. s) con avv.: 
usque ad nos contemptus Samnitium pervenit, 
supra non ascendit, Liv. b) colla domanda 
come? per qual via? bine gradatim 
ascendere vocem utile etsuave est, Cic: etiamsi 



non per gradus ascendant (verbaac sententiae 
idem significantes), tamen etc Cic e) assol.: 
an consularis viri triumphalisque filius, cum 
tertio consul creatur, ascendit? si innalza 
forse ancor più? Plin. ep. 

ascensio, ònis, f. (ascenda), Patto dei sa- 
ure, salita: trasl., il salire, crescere man mano, 
progresso, oratorum, Cic Brut. 137. 

asceilSUS, US, m. (ascendo), il salire, l'ascen- 
dere, salita, IJ propr. e trasl.: V) propr : alqm 
ascensu prohibere, Caes.: alqm ab ejus templi 
aditu atque ascensu repellere, Cic: alci adi- 
timi ascensumque diffìcilem praebere, Liv. : 
plur., scalis ascensus tentare, Liv. 2) trasl., 

ascensione, il salire = pervenire a q.C, prilUUS 

ad honoris amplioris gradum,Cic II) meton.. 

il luogo, dal quale SÌ Sale, accesso, adito, passo, 
erta, altura, declivio, pendìo (in quanto lo SÌ 

sale), oppidum erat difficili ascensu atque 
arduo, Cic: alio ascensu Aequos mittit, Caes.: 
figur. : in virtute multi ascensus (gradini), 
Cic Piane 60. 

ascia, ae, f., ascia, scure del carpentiere e 
legnaiuolo, Cic. ed a. 

Asci burini in, ii, n., città della, Gallia 
Belgica, sul basso Meno, forse oggi Asburg 
presso Meurs. 

ascto (adsc), ivi, Ire, ricevere, accogliere 

scientemente e volontariamente, socios, Yerg.: 
asciri inter comites, Tac. 

ascisco (adsc), ivi, itimi, ere (ascio), pren- 
dere ale. a, come, ricevere, accogliere, assumere, 
I) propr.: plurimos cujusque generis bomines 
ascivisse sibi dicitur, Salii: asciverunt sibi illud 
oppidum piratae, primo commercio, deindo 
etiam societate, Cic: con ad e Z'acc, alqm ad 
hoc sceleris foedus, Cic: con in e Z'acc, alqm 
in numerimi civium,Cic: incivitatem,Liv.: col 
dat., superis ascitus Caesar, fra gli dei, Ov.: 
con dopp. acc. (ale. a o come), alqm patro- 
num, alqm civem. Cic II) trasl.: A) ge- 

neric, assumere, accogliere, arrogare, accettare, 
approvare, neglegere patrios ritus, peregrinos 
asciscere, Liv.. sacra a Graecis ascita et ac- 
cepta, Cic : quod natura ipsa asciscat (esige) 
et probet, Cic. B) partic: 1) accogliere q.c fa- 
vorevolmente = accettare, riconoscere, reputar 
buono, leges, Cic: ista, Cic: ne labar ad opi- 
nionem et aliquid asciscam et comprobem 
incognitum, Cic. 2) asciscere sibi alqd, attri- 
buirsi, arrogarsi q.c, sibi sapientiam , Cic: 
senza sibi, plebem parto auxilio imperium 
quoque ascituram, Liv. — Deriv.: ascitus, 

a, UHI, ricercato, chiamato di fuori, estranea. 

straniero, genitos esse vos inibì, non ascitos 
milites credite, Curt.: lepos ascitus, ricercato 
{contr. lepos nativus), Nep. 

Asclcpìades, is, m. ('AaxXvjTiidSYjs), I) fa- 
moso medico di Prusa in Bitinia. II) filo- 
sofo cieco di Fliunte, discepolo di Mene- 
demo (fondatore della scuola eretriese). 

ascopcra, ae, f. (àaxoTvyjpa), otre, tasca 
di cuoio, Suet. Ner. 45. 

Ascra, ae, f. ("Aaxpa), borgo della Beozia 
presso V Elicona, la seconda patria del poeta 
Esiodo, nato a Cime nelVEolide. — Deriv.: 
Ascracus, a, um ('Aaxpalog), a) ascreo, poeta, 
Esiodo, Prop.: detto anche senex Ascr.,Verg. 
e soltanto Aseraeus,Ov. b) esiodeo, carmen, cam- 



247 



ascribo 



Asis 



248 



pestre, bucolico, Verg.: oves, condotte al pa- 
scolo da Esiodo, Ov.: C) eliconio, deWE. fon- 

tes, Prop. 

ascribo, scripsi, ptum, ere (ad e scribo), 

I) aggiungere scrivendo, aggiungere allo scritto, 
ascrivere, aggiungere, A) generic, ascr. MA- 
GNO, Cic: illud, quod ascripsit, Cic: salutem 
plurimam alci (aggiungere i più affettuosi 
saluti), Cic: nornen suum emptioni, Cic.: motis 
senatu notas, Liv.: alqd in eandem legem, Cic: 
diem in epistula, Cic: coli 'aggiunta del predi- 
cato alla domanda : in che qualità? al- 
Z'acc., statuarum titulis se pronepotem Q. Ca- 

tuli, Sliet. b) ascrivere, aggiungere con una di- 

chiar 'azione per iscritto, per alcuno oper q.c, 
post aliquod tempus alios (legatos) ascribi 
jubent, Phaedr.: tutor hi* (intendi mxùierìbus) 
Graecorum legibus ascribendus fuit, Cic: 
partic. in un testamento, alci o sibi legatum, 
Plin. ep. e Suet.: una persona, coli aggiunta 
di un predicato alla domanda: in che qua- 
lità? alVa.cc, alqm tutorem liberis, Cic e) in 

una lista di persone, annoverare, inscrivere, 

ascrivere, alcjs nomen in albo profitentium ci- 
tharoedorum, Suet. : partic, a) come citta- 
dino, alqm in civitatem, Cic: al pass., ascri- 
ptum esse in id municipium, Cic: ascriptum 
esse foederatis civitatibus e in foederatis civi- 
tatibus, Cic. : alqm ascriptum Heracliensem 
dicere (dichiarare come iscritto, ecc.), Cic. 
P) come nuovi coloni, colonos e novos colonos, 
Liv.: colonos Venusiam (a V.), Liv.: colonos, 
eo (là) trecentos, Liv. y) arruolare come sol- 
dati, urbanae militiae ascribi, Tac B) trasl.. 

a) stabilire, assegnare, fissare, ascriptus poenae 

dies, Phaedr.: habebit quisque quantum ille 
dies primus a c cripsit, Sen. b) ad un numero, 
ad una classe, ecc., fra, sotto un numero, una 
classe, annoverare, contare, inscrivere, hunc ad 

tuum numerum (nel numero dei tuoi)\ihenter 
aHscribo, Cic: tu vero me ascribe in talem nu- 
merum, Cic: alqm ordinibus deorum, Hor.: 
alcjs sententiam suae, Cic: con dopp. acc. 
(uno a, in, come), alqm tertium ad amicitiam, 
Cic: al pass, con dopp. nom., utinam ego 
tertius vobis ascriberer ! Cic e) ascrivere = 

attribuire, apporre, imputare, hoc sibi exem- 

plum, Phaedr.: partic. ad uno come autore, 
causa, alci incommodum, Cic. II) inscrivere 

su q.c. segnare, notare, porre un 9 iscrizione, ad 

statuam ejus adscriptum est : « Pater argen- 
tario », etc, Suet.: marmori Praxitelem (il 
nome di Pr.), Phaedr. 

ascriptTcms, a, um (ascribo, n° II), 
iscritto come nuovo (nella lista dei cittadini) 
di recente iscrizione, nuovo iscritto, novi et 
ascripticii cives, Cic. de nat. deor. 3, 39. 

aSCr ì pIlO, Ònis, f. (ascribo), aggiunta a 

uno scritto, concr. = postula, Cic Caecin. 95. | 
ascriplor,òris, m.(&scribo),chisottoscrive j 
in favore di qualche proposta, sottoscrittore, j 
fautore, legis agrariae, Cic: venalis ascriptor et ; 
subscriptor tuus, Cic. 

Asculum,i, n. I) forte e importante capo- i 
luogo del Piceno; ora Ascoli. — Deriv.: 
Ascìilànus, a, um, ascolano; plur. sost. 
Asculani, orum, m. gli abitanti di Asculum, 
ascolani, II) città delV Apulia, ora Ascoli di 
Satriano. 



Ascfiris, is, f. lago della Tessaglia, oggi 
Livadàki. 
Asdrubàl, V. Hasdrubal. 
asella, ae, f. (dimin. Casina), asinelio, Ov, 

art. am. 3, 290. 

asellus, i, m. (dimin. di asinus), asinelio, 
Cic ed a. 

Asia, ae, f. CAaia), I) Asim, regione della 
Lidia sul Caistro (ora Karasu). II) trasl. : 
A) in senso largo, la nota parte della terra, 
detta più tardi Asia major (in contr. ad Asia 
minor). B) in istretto senso, la penisola, che 
oagidì comunemente chiamiamo Asia minore, 
detta solo Asia od Asia, quae cis Taurum mon- 
terà (*Aata ^ èvxdg iou Taupou) ovvero (negli 
scritt. Seriori) Asia minor Sovente in partic. 
del regno di Pergamo e della Troade. C) in 
senso stretto, e specialmente presso i Romani, 
la provìncia dell* Asia, quae proprie vocatur Asia 
('Aaóa yj ìSCcog xaXoouivvj): era chiamata sem- 
plicemente Asia e constava del regno di Per- 
gamo (ereditato dai Rom. nel 130 av. C), 
delle città greche della costa, e del territorio 
di Rodi, abbracciando, oltre le coste e le 
isole della Jonia, Eolia e Doride, le regioni 
della Frigia, Misia, Caria e Lidia. 

Deriv.: 1) A*iagencs, is, m., sopran- 
nome di L. Corn. Scipione (V sotto Asiati- 
cus).2) Asianus, a, um (\Aaiavog), a) appar- 
tenente alla prov. dell 'Asia, asiatico, miles, 
Justin. :plur. sost., Asiani, ò"rum,m. asiani, gli 
appaltatori generali della provincia, Cic ad 
att. 1, 17, 9. b) asiatico, di un oratore seguace 
della scuola asiati< a, ampollosa, sentenziosa. 
declamator, Sen. rhet.: gens (scuola oratoria), 
Quint.: plur. sost., Asiani, orum, m„ oratori 
asiatici, Sen. e Quint. e quindi avverbialm. 
asiane loqui, secondo il gusto asiatico, cioè 
con stile ampolloso e sentenzioso, Quint. 12. 
10, 18. 3) Asiaticus, a, um ('Aotaxixdg). 
asiatico, bellum, con Mitridate (re del Ponto), 
Cic: imperium, signoria dell Asia, Veli.: ora- 
tores, oratoi'i asiatici, che avevano uno stile 
ampolloso e sentenzioso, Cic: quindi Asia- 
ticum orationis genus, asiatica dictio, questo 
stile medesimo, Cic: e così more asiatico, Cic. 
— Asiaticus, soprannome diL. Corn. Scipione, 
che vinse Antioco nell'Asia, Liv. 4) (poet). 
Asis, stdis, acc. stda, f. ("Aats), asiatico* 
5) Asius, a, um, ("Aoiog), asio, palus, la pa- 
lude asia nei dintorni di Efeso, Verg.: prata. 
territorio fertile nel medesimo luogo, e Asia. 
nome di una ninfa, Verg. 

a*Tlus, i, m., assillo, tafano, Verg. ed a. 

asina r in s, ti, m , asinaio, Script, r. r. e 
Suet. 

tsimus, a, um, nome di una gens ro- 
mana, di cui il più noto è C. Asinius Pollio, 
oriundo dai Marrucini, partigiano ed amico 
di Antonio e più tardi di Augusto ; si se- 
gnalò come oratore, poeta e storico e fu il 
fondatore della prima biblioteca in Roma. 

aȓnus,i, m. asino, I)propr.: ferus, Varr.: 
asinorum grex, Varr.: mulorum utilitates et 

asinorum, Varr.: Il) trasl.: asino, sciocco, igno- 
rante, come epiteto ingiurioso, quid nunc te, 
asine, litteras doceam ? non opus est verbis, sed 
fustibus, Cic : in esclam., tantum asinum ! Ter. 
Asis, stdis, V. Asia. 



249 



Asius 



aspergo 



250 



Asìus, a, um, V. Asia. 

Asópus (Asopos), i, m. ('AawTcóg), fiume 
della Beozia, che nasce vicino a l'iatea; 
poco prima della sua foce entra nell'Attica 
e presso Delfinium sbocca nel mare dell' Eu- 
bea ; oggi Asopo. — Come Dio del fiume, 
figlio dell'Oceano e di Teti, ebbe da Metope 
le figlie Egina, Euadne, Eubea ; avo di Eaco 
(figlio di Egina e di Giove). — Deriv.: Aso- 
piadcs,, ae, m. ('AacoJuàSrjs), Asopiade (di- 
scendente di Asopo ì = Eaco, e Asópis, 
ìdis e pìdos, f. CAoumic,), Asopide, cioè la 
figlia di Asopo, detto di Egina e di Euadne. 

asolili», i, m. (àaanos), Ubertino, Cic de 
nat. deor. 3, 77, e de fin. 2, 22 e segg. 

Asparagluiu, ìi, n., località nel terri- 
torio di Durazzo nelVIlliria, sul fiume Gè- 
nusus (ora Uschkomobim); probab. V attuale 
Kerno. 

asparìigus, i, m. (àaitàpayog), asparago, 
Script, r. r., Suet. ed a. 

Aspasia, ae, f. ('AoTtaaia), 1) (seniore), 
la più famosa delle etère greche, nativa di 
Mileto, celebre e per Vingegno e per la rara 
conoscenza dell'arte oratoria ; amica di So- 
crate, amante di Pericle, sul quale esercitò 
grande influenza IIJ (iunior e), nata a Focea 
nella Jonia, amante di Ciro minore. 

aspeclabilis, e (aspecto;, visibile, Cic. 
Tira. 4, § 13 M. 

aspecto, avi, atum, àre(intens. di aspi- 
ciò), guardar sovente con attenzione e quindi 
mirure, riguardare alcuno q.C. I) propr.l 

a) generic: alqm, Cic: aiqd, Verg.: h) partici 
a) con rispetto e ammirazione = ammirare, 
guardare stupito, alqin, Lucr. 3, 76. p) di 

luoghi, stare di fronte a q.C, guardare verso 

qualche punto, Collis arcem aspectat, Verg.: 
mare, quod Hiberniain insulam aspectat, Tac. 

II) trasl., stare attento a q.C, attendere, prin- 

cipis jussa, Tac. arni. 1, 4. 

aspectus, ùs, m. (aspicio), I) attivo, il 
vedere, vista, sguardo, A)propr.: 1) generic: 
uno aspectu, Cic: hominum aspectumque lu- 
cemque vitare,Cic: oculi mobiles, ut aspectum 
quo velleut, facile converterent, Cic: 2) partici 
vista, veduta, talora anche orizzonte, orbes, qui 
aspectum nostrum definiunt, Cic: ìiam (urbs 
Syracusae) . . . portus habet prope in aedifìca- 
tione aspectuque urbis inclusos, Cic B) meton., 

vista, come facoltà visiva, senso della vista, 

vcchi(l espress. compiuta è aspectus oculorum), 
«omniaquae sub aspectum cadunt, ovvero omnes 
res quae sub aspectum veniunt, tutte le cose 
visibili, Cic: amittere omnino aspectum, per- 
dere la vista, divenir cieco, Cic. II) pass. = 

il modo di apparire, aspetto, apparenza este- 
riore, colore, vista, pò morum j ucundus aspectus, 
Cic: horridiores sunt in pugna aspectu,Caes. 
aspello, pùli, pulsura, ere (abs e pello), 

scacciar via, rimuovere, mandar lontano, alqm 

ab alqo, Ter. heaut. 261 : trasl.: longe a leto 
aspellor, Cic. poét. Tusc. 2, 25. 

Aspendos, i, f. ("AoTisvSogX città della 
Panfilia sulle due rive dell Eurimedonte 
(Kapsi-Su), secondo alcuni V odierna Mi- 
nugat. — Deriv. i Aspcndìus, a, ura, di 
-Aspendo; plur. sost, Aspendii, òrum, m., gli 
abitanti di Aspendo, Aspettati, 



«isper, a, Um, aspro, ruvido, ineguale (contr. 
lèvis e lenis), I) propr.i aspro al tatto, ine- 
guale, scabroso, (contr. lèvis), loca a spera et 
montuosa, Caes.: loci, Cic: arteria, trachea, 
Cic: nummus, mwi;o di zecca, di conio recente, 
Suet.: pocula aspera signis, cesellate in rilievo, 
Verg.: mare, procelloso, Liv.: anche ispido, 
irto, barba, Tibull.: sentes,Verg.: sost. asperum, 

i, n , asprezza, ineguaglianza, in aspero (monete 

belle e buone) accipere, Sem: al plur., aspera 
maris, procella marittima, Tac: per aspera 
(luoghi ineguali) et devia, Suet. 2) al gusto o 

ali odorato', aspro, pungente, acuto, sgradito, 

vinum,Ter.: sost., quid judicant sensus? dulce 
amarum, lene asperum, Cic o) all'udito : in- 
grato, aspro, disaggradevole, stridulo (contr . 

lenis), (plura vocum genera) lene, asperum, 
Cic: vox, Quint.: per estens. anche di un di- 
scorso, disuguale, slegato, sconnesso(contr. lèvis ), 
aspera, tristis et horrida oratio, Cic. II) trasfi.: 
di esseri viv. e del loro comportarsi cogli al- 
tri, ruvido,aspro, duro, riottoso, fiero, intrattabile, 

awersofhomo asper et durus,Cic: natura asperi 
atque omnibus iniqui,Cic: aspera est illi Venus, 
Tibull : Pholoé, Hor.: asperrimi ad condicionem 
pacis, Liv.: rebusque veni non asper egenis, 
Verg.: monitoribus asper, Hor.: e selvaggio, 
rozzo, aspro, rigido riguardo al modo di vivere 
e ai costumi, (Stoici) horridiores evadunt,aspe- 
riores,durioresetorationeet moribus,Cic: Cato 
asperi animi fuit, Liv.: e della rozzezza, della 
durezza esteriore, ruvido, feroce,indomtto, (Car- 
thago) studiis asperrima belli,Verg.: gens labo- 
ribus et bellis aspera, Justin.: e di animali, fe- 
roce, furioso, selvaggio, anguis asper si ti, Verg.: 
lupus dulcedine sanguinis asper, fieramente 
avido, Ov.: asper tactu leo, Hor. 2) di cir- 
costanze, modi di essere difficili, amaro, grave, 
difficile, gravoso, molesto, doloroso, crudele, scili- 

cet res ipsa aspera est, spinosa, difficile, Sali.: 
res asperae,Sall.: mala res, multo asnerior spes, 
assai più duro V avvenire, Sali.: fata, Verg.: 
res asperae auditu, Val. Max.: venatus asper 
victu, la caccia per vivere è gravosa, Verg.: 
generic: di guerre, di battaglie,\)e\\u.m, Sali.: 
pugna, Verg.: e di condizioni e sim., lanoso, 

gravoso, molesto, difficile, avverso, res, tempora, 

Cic: e sost, aspera, òrum, n., avversità, di- 
sgrazie, sventure, infortuni, Hor., Liv. ed a.: 

di giudizi e leggi, ecc., severo, rigido, inflessi- 
bile, sententia, Liv.: lex, Quint. 3l di discorso, 
amaro, pungente, aspro, face tiae, Cic: verba, Ov. 
aspere, avv. con comp. e superi, (asper), 
I) aspramente, duramente, ruvidamente [contr. 

leniter), loqui, Cic de or. 3, 45: litterae asper- 
rime COèuntes, Quint. 1, 1, 37. II) bruscamente, 
in modo burbero, severamente, senza ordine, in 

modo sconnesso, apud populum loqui, Cic. de 
or. 1, 227: accusare, Cic: tractare alqm. Cic: 
nihil placet aspere agi, prendere nessuna 
severa misura, Liv.: e (del discorso) amara- 
mente, in modo sarcastico, mordace, pungente, 

scribere de alqo, Cic, in alqm, Sali.: pleraque 
aspere dicere, Quint. 

1. aspergo, spersi, spersum, ere (ad e 

spargo), I) spruzzare, aspergere, spargere, a) 

spruzzare, guttsim bulbo (scherzando sui nomi 
Gutta e Bulbus), aggiungere, Cic: pigmenta 
in tabula, Cic: virus peculi, infettare, Verg.: 



251 



aspergo 



aspiro 



252 



trasl. labeculam alci, recar disonore ad al- 
cuno, Cic. b) spargere dinanzi, gettare spruz- 
zando, spargendo,- spargere, glaildem bubus, 
Plilll: sapores huc, Verg.: trasl., spruzzare, ag- 
giungere, mescolare q.c in piccola quantità, 
hoc aspersi, Cic. salesorationi,Cic: alcisextu- 
lam, lasciare in testamento, legare, Cic: alci 
molestiam, cagionare, Cic. II) spiazzare, 

aspergere, spargere, alqm alqa re, a) spruz- 
zare, aram sanguine, Cic. trasl., lordare, mac- 
chiare, vituperare, infamare, spleildorem vitae 

inaculis, Cic. : aspergi infamia, Cic: b) asper- 
gere, spruzzare, olivam sale, Plill. : trasl. : co- 
prire, spargere, moiis parvis urbibus aspersus, 
coperto, Mela : canis (di canizie, capelli bian- 
chi) aspergitur aetas, Ov.: alqd mendaciun- 
culis, ornare, condire di, con piccole bugie, 
Cic : edito gemitu regias aures, commuovere 
con lamenti, Val. Max. 

2. aspergo, ìnis, f. (aspergere), I) asper- 
sione, lo spruzzare, Verg. e Ov. : aqnae, Petr. 
II) meton., il liquido spruzzato, goccia, nim- 
borum, pioggia dirotta, Lucr.: caedis, il san- 
gue spruzzato, versato, Ov. 

asperl&as, àtis, f. (asper), asprezza, J) 

propr.: asprezza, ineguaglianza al tatto, viarum, 

vie sassose e ineguali, Cic: locorum, luoghi 
impraticabili, Sall.:j)?w.asperitates saxorum, 
Cic: omnes asperitates (le difficoltà, i passi 
difficili, le asprezze del terreno) supervadere, 

Sali.: 2) per V udito = asprezza, durezza di Uìl 

suono, vocis {contr. lèvor vocis), Lucr. : soni, 
Tac II) trasl. :.l) di uomini, della loro in- 
dole, dei COStumi, asprezza, ruvidezza, severità, 
rigore, rozzezza, fierezza, barbarie, naturae, Cic: 

avunculi, Nep.: Stoicorum, se-ycr^à divita, vita 
austera, Cic: agrestis, rustichezza esteriore, 
brutalità, villania, zoticaggine, rozzezza, 

Hor. 2) di C. inan. tristezza, rigidezzu, durezza, 

asprezza, frigoruin , Sali. : asperitatem belli 
ostendere, mostrarsi fiero, feroce in guerra, 
Sali.: in ea tanta asperitate, in tanta angustia, 
in così grave difficoltà, Sali.: in his vel aspe- 
ritatibus rerum vel angustiis temporis, in così 
difficili circostanze e afflitti tempi dello Stato , 

Cic. : partic. : durezza, mordacità, asprezza nel 

discorso, contentionis , Cic: judicialis verbo- 
rum, Cic. 

asper natio, ònis, f. (aspernor), il disprez- 
zare, disprezzo, avversione, ripugnanza, contro 
q.c, rationis, Cic: ad quosdam tactus asperna- 
tio, Sem: naturales ad utilia impetus, naturales 
a contrariis aspernationes (avversioni) sunt, 
Sem 

aspernor, àtus sum, ari (ab e sperno), re- 
spingere, ricusare, respingere da sé e quindi =■ 
non volere, non curare, disprezzare, rifiutare, 
negare, non voler saperne di Una peìS. COSa 

(contr. accipere, appetere), hominem, Cic: vir- 
tutem, Cic : talem condicionem. Nep.: pacem, 
Liv.: amicitiam alcjs, Cic: nuptias, Liv.: alcjs 
l'urorem a suis aris atque templis, seguito 

dalVinfìn., rifiutare, negare, Tac — I*asSÌVO, 

Cic fr.. Liv. ed a. 

aspero, avi, àtum, are (asper), rendere 
aspro, ineguale, I) propr : 1) alla superficie, 

rendere ruvido, aspro, disuguale, a) generic: 

fauces (gola), Cels.: undas, render procelloso, 
sollevare il mare con una procella, Verg. 



b) alla superficie, rendere acuto, aspro, aguz- 
zare, affilare, sagittas OSSibus, Tac. 2) rendere 

aspro, duro, all'udito, eompositionem, Quint. 

9, 4, 31. II) trasi.: rendere aspro, inasprire, 

esacerbare (contr. lenire), iram victoris, Tac :. 
alqm in saevitiam, Tac. 

asper sto, ònis, f. (aspergo), aspersione, 

lo spruzzare, spruzzo, spruzzatura, aquae, Cic. 
de legg. 2, 24 : e colorire, distendere i colmi, 

Cic. de div. 1, 23. 

aspieio, spexi, spectum, ore (ad e specio), 

I) guardare verso alcuno qualcosa, osser- 
vare, riguardare, mirare, scorgere, adocchiare, 

A) propr.: 1) generic : a) dipers., huc, Ter.: 
ad alqm, Cic: coWa.cc, ipsum, Cic: furtim 
nonnunquam inter se, Cic: lucem, mirar l<( 
luce del giorno, vivere, Cic. — aspice, ut 
(come), etc, Cattili, e Verg.: aspice, quo, etc, 
Prop. b) di luoghi, mirare a qualche punto, 

quindi = esser rivolto, esser posto verso, pro- 
spettare, guardare, vineas, Plim ep.: Oceanum. 
Verg. 2) pregn.: abbracciare q.c. collo sguardo, 
guardare verso q.C, esaminare, considerare, mi- 
rare, sitimi omnem regionis, Liv. : opus admi- 
rabile, Ov.: non aspicies, ubi liqueris Anchisen ? 

Verg. b) guardare con ammirazione, meraviglia, 

fiducia verso ale, eum magis, Nep. Cliabr. 4, 1. 

e) guardare uno in faccia, incontrare lo sguardo, 
di ale, sostenere lo sguardo di uno, hosteill, QÌC.I 

e contuberniis hostem, Tac: alqm in acie, Nep.: 
illuni aspice centra, qui voeat, Verg. B) trasl.: 

1) in gen. , guardare attentamente , considi - 
rare, esaminare, riflettere sopra q.C, lieqile 

tanta est in rebus obscuritas, ut eas non peniti^ 
vir ingenio cernat, si modo aspexerit, Cic : 
aspice, si quid, etc, pensa, considera, guarda, 

Hor. 2) partic: a) guardare ale. q.C, consi- 
derare q.C, quindi prendere q.c. in considera- 
zione, aiutare, soccorrere, aspice J10S, guarda a 

noi, soccorrici, Verg. : si genus aspicitur, Ov. 

b) ricercare, esaminare, indagare, informarsi di 

q.c, res sociorum, Liv. II) incoativo, a) vedere , 

mirare una persona O COSa, scorgere, scoprire. 

respexit et simulac Cn. Lentulum cos. aspexit, 
concidit in curiae paene limine, Cic. : propter 
quos hanc suavissimam lucem aspexerit (pei 
quali (genitori) potè vedere la soavissima luce, 
che ci circonda), Cic. Eosc. Am. 63. b) rive- 
dere, o ras, quando ego te aspiciain? Hor. sat. 
2, 6, 60. _ 

asp~ratio, ònis, f. (aspiro), io spirare r 
soffio, 1) generic. : aeris, Cic. : terrarum, esa- 
lazione, Cic: II) come 1. 1. gramm., pronunzia 

di una lettera con aspirazione (H), aspirazione, 

Cic e Quint. 

aspiro (ad-spìro), avi, atum, are, I) intr. 

A) soffiare, spirare, soffiare verso una parte, aspi- 
rare, \)propr.: a)generic : pulmones se contra- 
hunt aspirantes, aspirando, Cic: aspirant au- 
rae (vento favorevole) in noctem (vèrso sera), 
Verg.: tibia tenuis simplexque forammo pauco 
aspirare et adesse choris utilis erat, suonare il 
flauto e accompagnare i cori, Hor. b) come 1. 1. 

gramm., aspirare, dare V aspirazione, COllSOnail- 

tibus, Quint.: Graeci aspirare solent (s litterae). 
Quint. 2) trasl.: favorire, essere favorevole, so- 
stenere, pauliilum in rebus difficillimis, Cornif. 
rhet. : aspiravit nemo eorum, qui, etc. non fiatò 
nessuno di quelli, che, ecc., nessuno di quelli... 



253 



aspis 



assequor 



254 



mosse un dito, ecc., Cic: aspirat primo fortuna 
labori, Verg. B)pregn., detto di una pers. o 

COSa, cercare di avvicinarsi, di accostarsi, far 

sentire la propria presenza quasi col proprio 
respiro, presentarsi, Y)propi\, in curiam, Cic, 
quid enim quisquam ad meam pecuniara me 
invito aspirat? cioè, perchè ognuno contro il 
mio volere si dà briga pel mio denaro ? Cic: 

equìs Àchillis, Verg. 2) trasl., accostarsi, avvi- 
cinarsi ad ale. o a q.c, bellica laude ad Afri- 
canum aspirare nemo potest, Cic: ad eam lau- 
dem aspirare non posse, Cic II) tr., far sof- 
fiare, spirare, soffiare verso q.C, 1) propr.l 
Juno ventos spirat eunti, accompagna il volo 
con prospero vento, Verg. 2) trasl., spirare, 
ispirare, infondere, divinum amorem dictis, 
Verg.: nobis tantum ingenii, Quint. 

aspis, Tdis, acc. plur. pìdas, f. (àaiu£\ 
aspide, vipera, Cic ed a. 

asporta Ho, ònis, f. (asporto), il portar 

via, l'asportare, furto, ratto, signorum, Cic 

Verr. 4, 110. 
asporto (abs- porto), avi, atum, àie, portar 

via, asportare (in Carrozze, navi), condurre via, 

hoc simulacrum Victoriae, Cic: multa de suis 
rebus secum, Cic: vehiculis regum res, Liv.: 
pers., quoquo lune asportabitur terrarum, Ter. 

aspi'étUlll, i, n. (asper), luogo aspro, sas- 
soso, disastroso, Liv. 9, 24, 6 e altrove. 

Assaracus, i, m. ('Aaaàpa*os), figlio di 
Tros, padre di Capi, avo di Anchise e fra- 
tello di Ganimede ed Ilo; quindi, presso i 
poeti, Assaraci nurus, Venere; frater Assa- 
lgaci, G a n im e de, costellazione (Aquario) : 
Assaraci tellus, Troia: domus Assaraci, i 
Romani. 

assccla e arcuiti, ae, m. (assequor), 
coltti che seguiva, che siuniva a qualche per- 
sonaggio (special-m. a un pretore, legato e 
simili, che si recasse in una provincia) per 

averne un Utile, cieco partigiano politico di 
alcuno , corteggiatore, alplur. = codazzo, corteo 
di partigiani, ClC ed a. 

assect;ltio, ònis, f. (assector), corteggio, 
codazzo, che accompagnava un candidato ad 
una pubblica carica, Cic Mur. 70. Q. Cic. de 
pet. cons. 34. 

assectator, òris, m. (assector), corteggia- 
tore, ehi fa corteo, I) in Stretto senso, fedele 
seguace, chi si faceva partigiano, subalterno 
di un capoparte (di amici e clienti), Cic 
ed a. II) in più ampio sign., corteggiatole, 
1) cort. di donne, &) pretendente, Plin. ep. 3, 
11,7. b) di ragazze (detto di un vecchio) = 
vecchio Ganimede, Quint. 1, 5, 8. 2) di una 
cosa: a) generic: bonaruru cenarum, scroc- 
cone, parassita, Sem: assectator comesque pa- 
trimoniorum pereuntium, assediatore, Sem 

b) di UVÌ! arte scienza, seguace, discepolo, cul- 
tore, sapientiae, Sem: eloquentiae, Plin. 

assector, atus sum, ari (ad e sector), se- 
guire, accompagnare uno ad ogni passo, es- 
sergli sempre ai fianchi, farsi compagno, ac- 
compagnatore di ale. (specialmente di chi oc- 
cupa pubbliche cariche), essere del seguito di 
ale, corteggiare (di amici, clienti, ecc.), alqm, 
Cic: alqm omnibus officiis, Suet.: assol., Hor. 

assedila, V. assecla. 

asseilSÌO, ònis, f. (assentio), assentimento, 



I) generic, assenso, e, in quanto si mani- 
festa, approvazione, applauso, Cic ed a. (anche 
alplur.). II) partic, come 1. 1. filos. assenso, 
assentimento == il considerare come veri i fe- 
nomeni dei sensi, Cic Ac 2, 37 ed altr. 

assenso!*, òris, m. (assentio), chi assente 
o consente, Cic e Val. Max. 

assensiis, ùs, m. (assentio), I) assenso, 

consentimento, come manifestazione = appro- 
vazione, applauso, vulgi assensu, assemu om- 
nium, Cic: exposuit cura ingenti assensu, Liv.: 
assensibus implere, di applausi, Ov. II) partic: 
A) (come 1. 1. filoso f) assenso = il ritenere 
come veri i fenomeni dei sensi, Cic Ac. 2, 
57 ed a. B)poet. trasl., eco, la voce ripetuta 
dall'eco, conni um, nemorum, Yerg. 

assentitilo, ònis, f. (assentor), approva- 
zione continua, I) in cattivo senso, le pa- 
role dette per far piacere ad altri, adu- 
lazione, cortigianeria, piacenteria, lusingheria, 
Cic ed a.: erga principem,Tac II) in senso 

buono = l'acconsentire, consenso, assenso, Veli. 

2, 128, 3. 

assentatiunctila, ae, f. (dimin. di as- 
sentalo), adidazioncella, Cic. ep. 5, 12, 6. 

assentato!*, òris, m. (assentor), chi parla 

per piacere altrui, adulatore, lusingatore, cor- 
teggiatore, Cic ed a. 

assenlalórté. avv. (assentator). con adu- 
lazione, Cic. ad Q. fr. 2, 14 (15. litt. b) § 3. 

assentio, sensi, sensum, ìve,ecomun. nel- 
l'età classica assentior, sensus sum, ìri (ad 

e sentio), dare il proprio consenso, essere del 
medesimo avviso, assentire (COìltr. repUgnaie\ 

a) forma depon., Catoni, Cic: de Vennonianis 
rebus tibi assentior, Cic: illud in quo te Di- 
caearcho assentiri negas, Cic: col dat. di cosa, 
sententiae, orationi, Cic: con ogg. gener. in 
acc, illud Theophrasto, Cic: cetera Crasso, 
Cic ass. alci, seguito daWa.cc. e Z'infin., Cic o 
con ut e il cong., Cic: assol., ass. vultu, Cic, 
verbo (con poche parole), Cic b) forma att.: 
assentire Volcatio, Cic: con ut e il cong , as- 
sentio tibi, ut in Formiano potissimum com- 
morer, Cic: part. perf. pass., sapiens multa 
sequitur probabilia neque comprehensa neque 
percept i neque assensa, tenute per vere, Cic 
Ac 2, 99 : impers., Bibulo assensum est de 
tribus legatis, Cic e) indet nel gerundio e nel 
partic. pres., temeritas in asseiitiendo, Cic : 
a^sentiente populo, Cic 

assentor, àtus sum, ari (intens. di as- 
sentior^, 1) dar ragione in tutto, parlare per 
piacere ad alcuno e quindi adulare (COìltr. ad- 

versari), adversando saepe ass., Cic: qui ipse 
sibi assentatur, Cic: Bajae tibi assentantur, 
cerca di guadagnarti colla sua virtù salu- 
tare, Cic: colVogg. gener. in acc. mini nobis, 

Cic II) in Senso buono = compiacere, accor- 
dare, assentire (contr. adversari), aki, Veli : 
assol., caesim manus lemor promitiit et as- 
sentatili-, citatior hortatur, Quint. 

assequor (ad-sequor), sccùtus (sequùtus) 
sum, sequi, tener dietro a qualche oggetto. 

Che è innanzi, Cioè venir dietro, raggiungere 

I)propr., assol., assequere et retine, raggiun- 
gili (cioè, mettiti dietro per raggiungerli), 
Ter.: ass. emù levi armatura, Liv.: e co/Tace, 
jam me a&sequi non potet, Cic. II) trasl.: 



255 



asser 



assideo 



256 



a) tener dietro a un qualche oggetto, che ebbe 

COn noi qualche rapporto, raggiungere, ugua- 
gliare, ottenere, conseguire, alqm, Cic. : merita 

alcjs non ass., Cic. b) specialm. q.c. che esige 

Sollecitudine, raggiungere = conseguire, otte- 
nere, a) colVa.cc. alqd precibus, Cic: eosdeni 
honorum gradus, Cic: magistratus omnes sive 
repulsa, Cic: immortalitatem, Cic:istam diem 
(termine), Cic p) colVut o ne e il cong.: qua 
in re nihìl aliud assequeris, nisi ut, etc Cic: 
assecutus virtute, ne, etc Justin. e) giungere 
colV intelletto a comprendere, capire, inten- 
dere, nihil eorum assequi potuisse, Cic: alqd 
cogitatione, Cic: alqd suspicione, conjecfcurà, 

sospettare, congetturare, riuscire a q.C, per con- 
gettura, Cic 
asser, eris, m. (rad. ASS., donde anche 

fissis od axsis) grossa stanga, asse, tavolato, 

pancone, a) generic, Caes. ed a. b) partic, 
jtanga della lettiga, Suet. ed a. 

1. assero, sevi, situm, ere (ad e 1. sero), 

piantare vicino, seminare accosto, vites, Vari'.: 

populus assita limitibus, Hor. 

2. assiro, soriii, sertum, ere (ad e 2. sero), 

aggiungere, far venire a sé, arrogare, far proprio, 

quindi I) come t. 1. legale, A) uno (uno schiavo) 
col tocco o coli imposizione della mano, di- 
chiararlo Ubero (cfr. assertor), manu alqm libe- 
rali causa, Ter., o soltanto alqm in libertatem 
o in ingenuitatem, Liv. e Suet., ovvero alqm 
in liberali causa, Cic: e sempl. alqm, p. es. 
alqm tamquam suum fìlium, Quint.: me as- 
cerai, mi ridussi in libertà, Ov. B) colVimpo- 

SÌZÌOne della mano, dichiarare, proclamare tino 

come (proprio) schiavo, alqm in servitutem, Liv. 
e Suet. II) trasl.: A) liberare uno o q.c. da al- 
cuno (o da q.c), prendere la difesa di uno % 

sostenere, difendere, proteggere, se a mortali tate, 

Plin. ep.: in asserenda libertate, nella restau- 
razione della libertà, Quint. B, attribuire q.c. 

a uno (o a se), 1) dichiarar come proprio, ar- 
rogarsi, reclamare, pretendere, sibi nomen sa- 

pientis, Quint. : se studiis, consacrarsi, de- 
dicarsi agli studi, Plin. ep.: alqm caelo, pro- 
clamare uno di origine celeste, Ov.: con dopp. 
acc, Jovem sili patrem, Curt. 2) affermare q.c. 

come vera, asserire, sostenere, COmun. CoZZ'acc. 

e Z'infin., Sen. rhet. ed a. 

asserito, Ònis, f. (2.assero), dichiarazione 
formale che uno è uomo libero o schiavo, 
Quint. ed a. 

assertor, òris, m. (2. assero), il patroci- 
natore innanzi al tribunale, quando si tratta 
della libertà di una persona (se sia libera o 
schiava), I) propr.: A) come oratore di una 
persona, in favore della sua libertà, quasi 

Come patrocinatore, difensore della libertà, Suet. 

Caes. 80: e, con espressione compiuta, as- 
sertor libertatis, Sen. ep. 13, 14. B) come 
oratore per la schiavitù, per chi ha preten- 
iioni, o vanta diritti su qualcuno (come 
schiavo) puellae, virginia, Liv. II) trasl.: libe- 
ratore, difensore, sostenitore, protettofre, Ov., 
Quint. ed a. 

asservìo (ad-servfo), Ire, accorrere ancora 
in aiuto, concorrere, Cic. TUSC 2, 56. 

asservo (ad-servo), avi, atum, are, pren- 
dere in custodia, proteggere, custodire, guar- 
dare, difendere, a) come custode, protettore. 



difensore o guardiano : tabulas neglegentius, 
Cic alqm domi suae, Cic: Vitruvium in carce- 
rem asservari iussit, Liv. b) come vigile, osser- 
vatore, sentinella, guardia, guardare, custodire, 
non perdere d'occhio, portas murosque, Caes.: 
jus neglegentius, Cic: alqm assidua opera, Liv. 

asSeSSIO, Ònis, f. (assideo), lo stare seduto 

presso alcuno, quae tua fuerit assessio, il tuo 
star seduto vicino (come consolatore), il tuo 
conforto, Cic ep. 11, 27, 4. 

assesstfr, Òris, m. (assideo), assistente, as- 
sessore, aiutante in una carica, ai re a Sparta, 
Cic: del pretore e dei giudici a Roma, Sen. 
ed a. 

asscssìis, abl. ù, m. (assideo), il sedere 
presso uno, assessu meo, pel sedere vicino a me, 
Prop. 4, 11, 50. . 

asseverati ler, avv. con compar. (asse- 
Verans), con asseverazione, Cic e Val. Max. 

asseveralfo (adsevèràtto), ònis, f. (asse- 
vero), serietà, gravità in azione, a) nel trattai 'e, 

serietà (solennità), fermezza, tenacità, perseve- 
ranza, asseverati me eàdem peragere accusa tio- 
nem,Tac: quindi anche enfasi, impeto, espres- 
sione, della voce e del tono di voce, quae as- 
severatio in voce, quae affirmatio in vultu, 
Plin pan.: ass. dicentis, Quint. b) nelVasseve- 

rare, serietà, gravità, fierezza, fermezza neW af- 
fermare, asseveranza, a) propr.l CUUl qUOlUn- 

dam probatio sola sit in asseveratione et per- 
severantia, Quint.: omni asseveratione (con 
'piena coscienza, solennemente) libi adfirmo, 
con //acc. e Z'inf., Cic: hac asseveratione in- 
citati Galli, Justin.: assol. coZZ'acc. e Z'inf., 
Val. Max. e Tac. (3) meton., asseverazione = 
particella asseverativa, Quint. 1, 4, 20. 

assevero, avi, àtum, are (ad e severus), 

affermare con solennità, I) in geli.: Cjliae est 

ista defensio ? utrum asseveratur in hoc, an 
tentatur? Cic: bella ironia si jocaremur; sin 
asseverarci us, vide ne et»;., Cic II) partic: 
asseverare, assicurare, mantenere, conservare, 

ordinem agminis, Tac: coZZ'acc. e Z'inf., idque 
se facturum, Cic: con de e Z'abl., nemo de ulla 
re potest contendere neque asseverare, Cic: 
di C. inan., dimostrare, mostrare col fatto, magni 

artus Germanicam originem asseverane Tac. 
Agr. 11. 

assideo, sèdi, sessum, ère (ad e sedeo), 
sedere vicino ad uno od a q.c I) generic, 

I) propr.: agresti in scamno assidens foco, 
Val. Max.: is qui nobis assidet, Cic 2) trasl., 
parcus assidet insano, si avvicina molto, si 
assomiglia ad un pazzo, Hor. ep. 1, 5, 14. 

II) partic: A) sedere, stare presso alcuno 
come consolatore, consigliere, visitatore, aiu- 
tante, ecc., star vicino ad uno, 1) propr.: presso 
infelici, huic, Cic: in carcere noctes diesque, 
Cic: ammalati (del visitatore), ibi, sedere al 
letto, Liv.: aegro collegae (del console), Liv.: 
e di assistente, curante, Juniae, Plin. ep.: assi- 
dentes curantesque eàdem vi morbi repleti, 
Liv.: negli uffìzi e nelle cariche, di consiglieri 
e amici, cum Lentulo frequens assiderei, Cic: 
di senatori che tengon consiglio, qui assidetis, 
Liv.: di giudici in consesso, assistere, assola 
Tac: judiciis, Tac. 2) trasl.: gubernaculis, se- 
dere al timone dello Stato, Plin. pan.: tota vita 
litteris, attendere, occuparsi delle lettere, Plin. 



■257 



assido 



assuefacio 



258 



a 

P 

Si 



ep.: assidet (illa majestas) Jovi, è in Giove, 

Ov. B) COme t. t milìt., accamparsi dinanzi a 

un luogo, stare in un luogo, o tranquilli = 

avere il proprio quartiere, essere accampato, po- 
li lis ferocissimis, presso, ecc., Tac : iisdem ca- 
tris (nel medesimo accamp.), Tac: o attivi = 

stare a campo, assediare, stringere d' assedio, 

i»rope moenia Romana, Liv.: col dat., Casilino, 
Liv.: moenibus,Verg.: coZ/'acc, castellum,Tac: 
muros, Verg.: quindi al pass.: urbs assidetur, 
Sali.: stare in un luogo come a guardia, far 
la guardia, theatro, ludis, Tac. 

assido, (ad-sìdo), sèdi, sessura, ere, sedersi, 

mettersi a sedere, sdraiarsi [contr. surgere), in 

bibliotheca, Cic.: super aspidern, Cic.: numi, 
Suet.: coll'acc, dexterà Adherbalem, Sali.: 
assol., simul assidamus, si videtur, Cic: pero- 
ravit aliquando, assedit; surrexi ego, Cic: su- 
bito assedit, tacque d'un tratto, Cic 

assidue, avv. con superi, (assiduus), senza 
interruzione, continuamente, assiduamente, Cic 
ed a. 

assiduìtas,àtis, f. (assiduus), I)esser conti- 
nuamente vicino aduno, specialmente per assi- 
sterlo, aiutarlo, curarlo, ecc., medici, cura 
diligente, Cic: cotidiana amicorum assiduitas 
et frequentia, Cic II) trasl.: A) di pers. — 

perseveranza, in q.C, costanza, fermezzu, id assi- 

duitate et virtute consequi, Cic B) di cose, du- 
rata continua, frequenza, ripetizione frequente 
di q.c, bellorurn, Cic: epistularum, carteggio 
non interrotto, Cic 

assiduus, a, um (assideo), I) che (ri- 
siede continuamente in un luog o== 

domiciliato, residente, e Come t. t., assiduus, 
ì, m., cittadino domiciliato e quindi benestante 

e contribuente, per lo più plur., assidui — 
i cittadini delle classi superiori, abbienti, 
in antitesi alla classe dei poveri, proletarii, 
Cic ed a. II) citi sta continuamente attivo in 

un luogo, diligente, attivo, operoso, a) di pers.: 
oc) che sì mostra diligente, che sta continuamente 
in qualche luogo, per un determinato fine, zelante, 

Romae assiduum fuisse,Cic: assiduum in prae- 
diis esse, Cic boni assiduique domini, che atten- 
dono con cura ailoro poderi, Cic: flamen Jovi 
ass., Liv. : par tic, di chi faceva il solito corteo 
ai candidati alle cariche, Q. Cic de pet. cons. 
37; e ad un magistrato fai pretore, ecc.), Cic 
Cael. 10. P) chi mostra attività in qualche oc- 
cupazione od ufficio, assiduo, ostinato, costante, 
agricola, Cic: hortator, flagitator, Cic: Vejens 
hostis, assiduus magis quam gravis, Liv. b) die 
inan., continuo,non interrotto, imbres, Cic: deo- 
rum cura, Liv.: bella, Cic. 

assì<»lialìo, Ònis, f. (assigno), assegna- 
mento, assegnazione, agrorum, Cic: popularis, 
Val. Max.: plur., Sullanae venditiones et assi- 
gnationes, Cic. 

assi»no (ad-signo), avi, àtum, are, asse- 
gnare, I) assegnare, dividere, coloilis militibus 

agros, Cic: alci ordinem, un posto di centu- 
rione, Liv.: juvenibus deportandam Romam 
reginam Junonem, Liv.: trasl.: a) dividere, fis- 
sare, sors assignat judicem fisco, Plin. pan. 
b) ascrivere, attribuire, culpae fortunam, ascri- 
vere a colpa di una persona ciò che è colpa 
della sorte, Cic: alci gloriam, Veli : alqd Deo, 

Cic II) affidare, assegnare formalmente alla 



| tutela, alla custodia di alcuno, alqm custo- 
dibus, Justin.: trasl.: alqm famae, Plin. ep. 

assillo, stilli, sultum, ire (ad e salio) ,,««««»• 
contro, assalire, I)propr.: a) di esseri viv.:moe- 
nibus, Ov.: assol., montibus (dai m.), inter viam 
Mosellamque, Tac b) di e anim., irrompere, 
straripare, di sorgenti, di fumi, ecc., Ov. 

II) trasl.: nel discorso: passar dhm tratto a q.C, 

neque assiliendum statini est ad genus iliud 
orationis, non si deve d'un tratto saltare ad 
un genere di dire, Cic. de or. 2, 213. 

assìmilis, e (ad e similis), che si avvicina 

in somiglianza a q.C, consimile, pressapoco 

simile, assimili ratione, Lucr. : col genit., sui, 
Ov.: col dat., spongiis, Cic: aeri, Suet. 

assimilo, V. assimulo. 

assunti la tio, ònis, f. (assimulo), comet. t. 

retor., il fingere di accedere alV 'opinione degli 
uditori, simidazione, Cornif. rhet. 4, 50. 

a «.siili ti lo, avi, àtum, are (ad e simulo), 
fare, rendere q.c. simile ad nn altra, I) in 
gen.: a) nel fatto, deos in Immani oris speciem, 
Tac: litterae lituraeque omnes assimulatae, 
Cic. b) in parole, in pensieri, paragonare q.c 

ad un'altra, dare, tenere per simile, formatti 

totius Britanniae oblongae scutulae, Tac: as- 
simulanda natura, Cic : II) pregn., prender 

imagine, sembianza, fingere, simidare, COlVacc, 

nuptias, Ter.: anum, Ov.: se amicum, se lae- 
tum, Ter.: coll'acc. e Z'infin., venire me assi- 
mulabo, Ter.: con quasi, assimulabo quasi 
nunc exeam. Ter.: assol., quid si assimulo? Ter.: 
e spesso partic, assimulatus = finto, simulato, 
(contr. verus), Cic. ed a. 

assis, V. 2. axis. 

assisto, stìti, ere (ad e sisto), stare, porsi, 
collocarsi in un luogo, I)propr.: a) generic: 
super, Verg.: hic propter hunc, Ter.: ad fores, 
Cic: extra regiam, Curt. : propter aquam, 
Sali.: alci supra humerum et deinde in ca- 
pite, Suet.: in latus obliquura, obliquo, di tra- 
verso, Ov.: contra omnes hostium copias in 
ponte, Cic: inter ceteros, Justin.: consulum 
tribunalibus, presentarsi, Tac. b) (come com- 
pimento del presentarsi) stare accanto, vicino, 
fermo, essere presente a q.C, talus rectus as- 

sistit, si ferma, Cic: judice aut (se. in ju- 
dicio) assistentes, i circostanti, gli assistenti 
(parti, ecc.), Quint.: col dat., lecto, Ov.: di- 
vinis, Hoi\: II) trasl., assistere uno, aiutare, 

scribenti, Quint.: in tribunale (come difen- 
sore), Vareno, Plin. ep. 

asso, Evi, àtum, are (assus), cuocere, arro- 
stire, Scritt. Ser. 

assolco, ère (ad e soleo), solere presso, in 
q.c far(si) od avvenire, solere, solo nella 3* 
pers. sing. e plur., cum multa assoleat pra ebere 
vestigia sui, Liv.: deinde quae assolent (se. 
scribi), Cic: ubi (comitia) assolent (se. fieri), 
Liv.: comun. imperson., ut assolet, come or- 
dinariamente (in tali circostanze) suole av- 
venire, secondo il solito ; secondo l'uso, il co- 
stume, Cic. ed a. 

assolto, are (ad e sono), rispondere a un 

suono, a una voce, dell'eco, alci, Ov. met., 3, 
507. 

assuefacio, feci, factum, ere (assuetus e 

facio), assuefare a q.C, avvezzare, appropriare, 

per mezzo dell'abitudine, q.c, con ad e Z'acc, 



George s-C al onghi, Dizionario latinoitaliano 



259 



assuesco 



assumo 



260 



ad supplicia patrum plebem, Liv.: colVabl., 
alqra genere quodam pugnae, Caes.: col dat., 
alqm operi, Liv.: coZZ'infin., imperio parere, 
Cic. 
assuesco, evi, suètum,ere (*assueo), I) tr. 

avvezzare, abituare, assuefare a q.C , pluribus 

mentem corpusque superbum, Hor.: militem 
navalibus certaminibus. Veli.: Armenios in 
hoc unum servi tutis genus ut etc, Fior. II) 

intr., assuefarsi, avvezzarsi a q C, divenire av- 
vezzo, appropriarsi q.c. coli 'abitudine ; perf., 
assuevi = mi sono avvezzato a q.C, sono abi- 
tuato a q.c ; part. perf. pass., assuetus = av- 
vezzo a q.c, solito a q.c. A) in gen., con ad e 
Tace, male assuetus ad omnes vis controver- 
si aruni, Sali, fr : con in e Tace , jam inde a 
puero in omnia familiaria jura assuetus, Liv.: 
colVabl., homines labore assiduo et cotidiano 
assueti, Cic: col dat., militiae, Liv.: gens hu- 
mori ac frigo:! assueta, Liv.: e partic. al 
compar., ea (Hispanorum legio)assuetior mon- 
tibus, Liv.: con inter se, assueti inter se ho- 
stes, Civ : colYa.cc., ne tanta animis assuescite 
bella, Verg.: coZZ'infin., fremitum voce vin- 
cere, Cic: assueti vinci, Liv.: assol., sic enim 
assuevi (come parentesi), Cic B) partic , av- 
vezzarsi con qualcuno, guadagnarsi la dime- 
stichezza, contrarre pratica, amicis, Curt.: ad 

homines (di animali), Caes. 

assu.ctGdo(ads.), dmis,f. (assuesco), I) abi- 
tudine a q.c , consuetudine, assuetudine mali 
animurn efferare, Liv.: II) in partic, com- 
mercio, relazione carnale, Actes, Tac ann. 
1:3,46. 

assuf'tlIS, a, um (assuesco), abituato, av- 
vezzo, quindi anche noto, a) di e inan., por- 
tuia, Liv.: assueta oculis regio, Liv.: longius 
assueto, più dell'ordinario, Ov. b) di pers.: 
duces assueti militibus, Liv. 

assilla (astrila), ae, f. fdimin. di assis — 
2 axis), scheggia, Sen. ed a.: plur. assulae = 
baracca, Bibac in Suet. gr. 11. 

assulto, avi, atum, are (intens. ^'assilio), 

balzare incontro, saltare verso, I) in gen.: fe- 

minae assultabant ut sacrificantes aut insani- 
entes Bacchae, Tac. II) partic, assalire ostil- 
mente, scagliarsi contro e sim., telis (con 
dardi), Tac: col dat., castris, Tac: coli' acc, 
assalire, investire, latera et frontem (agminis), 
Tac. 

assuitìis, us, m. (assilio), Vatto dell'assa- 
lire, assalto ; plur. in Verg. e Tac. 

1. assunti, (ad-siim), affiii (ad-fiii), adesse e 
inoltre afforem = affutùrus essem, aftore — 

affutùrum esse, essere presente, essere vicino, 

(contr. abesse), talora, anche divenir presente 
= apparire, mostrarsi, I) in gen.: a) di per s.: 
a) in persona, assol., Sosia, adesdum, sii li- 
sta lì, Ter.: neri, cum non adessetis, Cic: 
omnes, quiaderant, tutti i presenti, Caes.: cum 
hostes adessent, avanzarsi, Liv.: adest prae- 
sens, Cic: praesto adest, Ter.: coram adesse, 
Cic: cum illis una aderat frequens, Ter : jam 
hic adero, Ter.: adesse domi, Ter.: mane ad 
-uortam, Cic: in foro, Liv.: ante oculos, Verg.: 
postis (dat), Verg.: hi ex Africa jam afFuturi 
videntur, Cic: Galli per dumos aderant, Verg.: 
huc ades vieni qua, Verg. P) collo spirito, 
nella frase adesse animo, ovvero (di pia pers.) 



animis, prestar attenzione, ed anche non perdersi 
d'animo, rimaner tranquillo, calmo, CÌC b) di C 

inan.,partic di circostanze e condizioni mate- 
riali, morali e temporali, esser presente, stare 
innanzi, essere alla mano, essere agli ordini, 
talora anche soprastare, essere imminente, mo- 
strarsi, apparire, frumentum conferri, compor 
tari, adesse dicere, Caes : ubi vis, dona tib; 
adsunt a Phaedria, ti vengono, Ter.: tanti ade 
rant vesicae et viscerum (al. torminum) morbi, 
ut etc, Cic: isto bono utare, dum adsit, cum 
absit ne requiras, Cic: adest ingens seditio. 
ingens certamen, Liv : aderat judicio dies, Liv.:. 
adesse Romanis ultimum diem, Liv. II) con 

Uno SCOpo determinato, esser presente, appa- 
rire, mostrarsi, esser pronto, disposto, esser vi- 
cino, comparire, presentarsi per un dato SCOpo r 
a) generic : a) di pers.: primum me ipsum 
vigilare, adesse, Cic: ipse dux hostium suis 
aderat, Caes.: adversus hostes, Sali.: in semi- 
somnos barbaros, Tac : Masinissa dies noctes- 
que infestus aderat, Liv.: nunc ades ad paren- 
dum vel ad iniperandum potius, disponiti a 
ricevere, o, meglio, ad impartire ordini, Cic. 
(3) di divinità: adsis placidusque juves, Verg.: 
sui sceleris ultores adesse Deos, Cart.: rebus 
Romanis, mostrarsi benigno, propizio, assi- 
stere, Liv.: querelis nostris, accogliere le no- 
stre lagnanze, Liv. b) come parte ipe, testi- 
monio, spettatore, essere presente, comparire,, 
assistere aq.C, partecipare aq.C , prender parte? 

aver parte a q.c, ad suffragium, Cic: in Se- 
natu, Cic: in magnis rebus, Nep.: comitiis,. 
Cic: pugnae, Liv.: colloquio, Liv.: assol, ut 
paene liberum sit senatori non adesse, non ve- 
nire (in Senato), Cic: e nella formola uffi- 
ciale: adesse scrivendo senatus consulto o de- 
creto (alla compilazione di un decreto del 
Senato), Cic: e soli adesse scribendo, SC. 
in Cic. e) come consigliere, difensore diunar 

persona COSa, stare accanto, assistere, appro- 
vare, favorire q e, semper absenti Dejotaro, 
Cic: alcjs rebus, Cic : intercessioni, Liv.: alci (a 
un giudice o principe) adesse in Consilio, Cic 

— COSÌ partic. presentarsi, comparire CO me 

patrono, come difensore, rappresentante, di- 
fendere, patrocinare, quale o q e, amicis, Cic: 
tali causae, Quint.: ad liane rem, Ter.: in judi- 
cio, Cic: in foro, Liv.: in hac causa, Cic: e 
(figur.), in sua causa omnium libertati, Liv.: 
contra Satrium, Cic : adversus alqm , Suet. 
d) comparire come accusatore o accusato di- 
nanzi ai giudici, a) come accusato, presen- 
tarsi, a lesse j uberi, Cic: adesse Amphipoli, 
Liv.: ad judicium, Cic (3ì come accusatore, 
adesse in judicio, Cic. Verr. 4, 1 13 (cfr. »° e): 
citatus accusator non adfuit, Cic Verr. 2, 98. 

— Cong pres. arcaico, assiet, assient, Ter., 
adelph. 619 ePhorm.3!3. 

2 assuin, i, n., V. assus, a, um. 

assumi» (ad-sùmo), sumpsi, sumptum, ere, 
prendere a sé, su di sé, prendere per USO r 
I) propr. prendere in mano q.c, caestus, Tac; 
prendersi, assumersi q.c nel COrpO, ll"Vas hu- 

merisalas, Ov.: colorem novum, Sen.: prender* 

q.c. nel corpo, prendersi OW. ricevere, pììiré, sibi 

assumuntquam de se corpora mittunt, Lucr.: 
nam cibus atque humor membris assumitur 
intus passa nel corpo, Lucr. ut solet a ventis 



261 



assumptio 



Astaeus 



262 



alimenta assumere (favilla), ricevere nuovo ali- 
mento, Ov. II) trasl.: \)per comunanza, aiuto, 
partecipazione, e sim., prendere, scegliere, to- 
gliere, prendere in aiuto, a) ptrS., legiones in 

Italia, Cic: novos socios, Liv. : amicos, Hor.: 
comitem, Justin.: conjugem, Tac. — Colla de- 
term.: a che? con in e Tace, alqm in so- 
cietatem armorum, Liv.: alqm in socie tatem 
consilii, Liv.: alqm ad id bellum, Veli.: alqm 
in nomen, adottare, in nomen familiamque, 
Flin. ep. e Tac.: alqm in matrimonium, Justin. 
— Golia domanda : in che qualità? col- 
/Tace, alqm ducem, Justin.: alqm filium e 
sibi filium, adottare, Plin. pan.: alqm socium 
coeptis, Justin. — Al pass, colla dom.: in 
che qualità? col nom., socius et admi- 
nister omnium consiliorum assumitur Scaurus, 
Sali, p) e. inan. (contr. repudiare), aliquan- 
tum noctis, spendervi intorno, Cic: uxoris 
consilium, Tac: assumpta verba, prese in pre- 
stito da altro, Cic: tanta veiborum etiam 
quae assumpta bunt (che servono soltanto al- 
l'ornamento) proprietas, Quint.: n. pi., sost., 
assumpta et adventicia, ciò che è preso e deri- 
vato di fuori (contr. innata atque insita), Cic. 
top. 69. — Colla domanda: donde? alqd 
ibris, Cic: locos ovv, auxilia extrinsecus, Cic. 
e Quint. — Colla domanda: a che ? con in 
oade Z'acc, judicia deorum in consilium, Plin. 
pan.: alqd ad ornatura, Quint.: reliqua non re- 
prehendo, sed mihi ad id,quod sentio, assumo, 
metto a profitto, Cic. 2) (con o senza sibi), ap- 
propriarsi q.c. da qualche parte, assumersi, 
attribuirsi, a) in gener. (contr. alteri detra- 
ìierej: conservatoris sibi nomen, Tac: vires 
avitas, Ov.: regni insignia, Tac: mores Persa- 
rum, Justin.: robur, acquistar vigore, Tac: ed 
alla domanda: donde ? con de o ex e Tabi., 
Cereris sacra de Graecia, Cic: laudem sibi ex 
Asiae nomine, Cic. b) partic. : a) arrogarsi, 

ascriversi, pretendere, riservarsi, attribuirsi il- 
legalmente, in eo (bello) sibi praecipuam lau- 
dem, Liv.: ei id mihi assumo, vidtor id meo 
jure quodammodo vindicare, Cic. £) come t. t. 

filosof. = atpsiv, accogliere, abbracciare (contr. 

depellere), Cic. de fin. 1, 33 e 3, 18. 3) pren- 
dere, aggiungere (accrescendo), a) in gener.: 

qui nihil opinione affingat assumatque ad 
aegritudinem, Cic: ego apud improbos meain 
retinuissem invidiam, alienam assumpsissem. 
Cic. b) in partic. come 1. 1. logico, porre come 

minore in un sillogismo, CÌC de ÌUV. 1 , 63 ; de 

div. 2, 106 e lu9. 

assimililo, òllis, f. (assumo), I, V'accogliere 

favorevolmente, scelta, Cic. de fin. 3, 18. 
II) nella logica, la minore tprupositio minor), 
Cic de inv. 1, 64. de div. 2, li. 8. Quint. 5, 14, 5. 
assuntoti* us, a, um (assumo), come 1. 1. 
ret. = proprio di quella parte dell'orazione, 
in cui Voratore deriva gli argomenti per la 
sua causa, non dalla causa stessa (argomenti 
intrinseci), ma dal di fuori (arg. estrinseci), 

assuntivo, incompiuto di per sé (tOìltr. abso- 

lutus), pars, Cic: causa, Quint. 

assùo (sui), sutura, ore *ad e suo), cucire a, 
insieme con, assuitur pannus, Hor.: cui (fasciae) 
uno loco pila as.suta est, Cels. 

assurgo (ad-surgo), surrexi, surrectuin, 

ere, levarsi in alto, sorgere, alzarsi, sollevarsi» 



I) di pers. A) in gener.: a) di caduti o gia- 
centi a terra, assurgentem regem umbone re- 
supinat, Liv.: pectore in adverso totum cui 
comminus ensem condidit assurgenti, Verg. 
b) di seduti, quae dum recitatur, vos quaeso, 
qui eam detulistis, assurgite, Cic: iti segno di 
onore, ass. alicui, alzarsi dinanzi ad ale, in 
curiam venienti, Cic: ut majoribus natu as- 
surgatur, Cic: firmissima vina, Tmolius as- 
surgit, quibus et rex ipse Phanaeus, innanzi 
a cui debbono alzarsi (noi diciamo « inchi- 
narsi ») in segno di onore = a cui devono 
cedere, devono far largo, Verg., senza dat., 
neque assurgere, neque salutare se dignans, 
Suet.: al pass., haec ipsasunt honorabilia, salu- 
tari,appeti, decedi, assurgiate, Cic. B)partic: 
ì)propr., a) di ammalati {obbligati al lettoj, 

alzarsi, levarsi, ristabilirsi, rimettersi in Salute, 

ex morbo, Liv.: e gravi corporis morbo, Tac 

b) a un COlpO, a un urto, sollevarsi, rialzarsi, 

in clipeum,Verg.:assurgensdextra plagamque 

ferens, Verg.: C) levarsi, alzarsi, sollevarsi in 

alto nelle regioni dell'aria, in auras, Verg. 
gè. 3, 108 e segg. 2) trasl.: a) sollevarsi, nmo- 
versi, prorompere in qualche azione, attività, 
querelis haud justis, prorompere in, ecc., Verg.: 
ass. in ultionem, Fior, b) di impeto poetico od 

Oratorio, elevarsi, innalzarsi, assorgere, raro 

assurgit Hesiodus, Quint. II) di e. inan , 

a pOCO, a POCO, sollevarsi, sorgere, alzarsi, A) in 

yen. di luoghi: paulo latior patescit campus; 
inde colles assurgunt, Liv.: jugum montis 
asperi ac praerupti a mari assurgit, Curt.: mo- 
dicus Collis assurgit, Plin.ep. Bj in partic, ele- 
varsi crescendo, nascendo, sorgere, innalzarsi, 
crescere, ecc., 1) propr.: non coeptae assur- 
gunt turres, Verg. : nix septem assurgit in 
ulnas, vien alta sette braccia, Verg : fluctu as- 
surgens Orion, Verg. 2) trasl., tum vero as- 
surgunt irae, cresce, si gonfia l'ira, Verg. Aen. 
12, 494. 
assus, a,um (da areo, come cassus da careo), 

secco, riarso, preparato col fuoco solo, a) COìUe 
t. t. di Culinaria, arrostito, abbrustolito, cai'o. 

Varr. L. L.: bubula, arrosto di manzo, Plaut.: 

SOSt., assum, i, n., arrosto, carne, vivanda arro- 
stita, vitulinum, di vitello, Cic: plur., as^a 
(contr. elixa), Hor. e Cels. b) come t. t. bai- 
neurio, sol, il sole, a cui uno si esponeva, 
prima di essersi unto nei bagni, il semplice 
calore solare sulla pelle non unta, Cic: su- 
datio, stufa, bagno secco, sudata fatta nel su- 
datorio, bagno a vapore, Cels.:balnearia assa, 
apparecchi pel bagno secco, Cic. 

Assyria, ae, f. V. Assyrii. 

AssyrTi, òrura, m. (\Aaaopiot,), Assira, gli 
abitanti dell' 'Assiria (come regione o regno). 
— Der tv. : A) AssyrTa, ae, f. (\Aaaupia), 
Assiria, cioè : 1 > paese dell'Asia, fra la Media, 
la Mesopotamia e la Babilonia, colla capitai e 
Ninive, detta pài tardi Adiabene; ora Kur- 
distan. 2) in SeilSO lato, il regno Assiro, detto 
dai Romani per lo più Syria. B) Assjtius, 
a, um ('Aaaópioc;), assiro, spesso poet. per medo, 

fenicio, frigio, indiano, palestino, stagllUm, lago 

di Genezareth in Palestina, Justin.: ebur, del- 
l' India, Ov. 

ast, cong. V. at. 

Aslacus, i, m. ("Aaxaxog)» padre di Me- 



263 



Astarte 



astroloffus 



264 



lanippo, che quindi si chiama Aslaeidès, 

ae, m., Astacide, 

Astartè, ès, f. ('Aaxòcpxy]), nome della di- 
vinità lunare sirio- fenicia; la quarta Te- 
nere, secondo Cic uat. deor. 3, 59. 

asteria, ae, f., e -le, ès, f. ('Aoxspty]), 

I) figlia del Titano Ceo e di Febe, madre del 
quarto Ercole (Tirio); avendo cercato di sot- 
trarsi agli amplessi di Giove, cambiata in 
quaglia, si gettò da sé nel mare e fu cam- 
biata nell'isola chiamata prima Asteria, poi 
Ortygia (isola delle quaglie) e più tardi Delos 
(chiara, splendente). II) quasi « figlia delle 
stelle », nome di una fanciulla in Hor. carni. 
3, 7, 1. 

asterno (ad-stemo), ere, stendere « o su,- 
quindi mediale, astemi, prostrarsi presso q.c, 
sepulcro (dai.), Ov. met. 2, 343. 

asteroplectos, on (*àoxspÓ7cXY]xxog), col- 
pito dai lampo (sine fulmine ictus), tecta, Sen. 
nat. qu. 1, 15, 3. 

astieilS, a, Hill (àaxcxóg), appartenente alla 

città, cittadino, urbano, ludi, che si celebravano 
nella città in onore di Bacco, Suet. Cai. 20. 
asti pulii lio, ònis, f. (astipulor), propr.: 
lo stipidare insieme, stipulazione, quindi trasl., 
accordo compiuto, Quillt. 11,3, 175. 

astìpulator,òris, ni. (astipulor), come t.t. 
leg., IJ colui che in una stipulatio, cioè inuna 
formale convenzione (malleveria, contratto), 
veniva presentato dallo stipulator, che si fa- 
ceva dare la promessa, perchè ripetesse la 
promessa medesima, e perciò, se ne veniva 
negata V esecuzione, poteva stare innanzi al 
giudice come prova o difesa dello stipulator, 
o, dopo la morte di costui, de' suoi eredi, se 
venivano in lite, Cic. Pis. 18; Quinct. 58. 

II) trasl. : chi approva in tutto l'opinione, il 
detto altrui, seguace assoluto, Stoici et eorum 

stipulator Antiochus, Cic: vanae opinionis, 
Val. Max. 

astipulor (ad-stipulor), atus sum, ari, 
I) stipulare insieme, con(cfr. astipulator, n° IJ, 
Gaj. inst. 3, 112. IT) trasl.: accordarsi pie- 
namente con ale, secondare uno, alci, Liv. 
39, 5, 3. v 

a su tuo, tiii, tutum,ere (ad e statuo), porre, 
collocare q.c. vicino, reum ad lectum (aegroti), 
Cornif. rhet. 3, 33.^ 

asto (ad-sto), stiti, are, I) stare vicino a 
q.c. od a quale, liic, Ter.: ad id, Liv.: mensae, 
Suet.: supra caput, Verg. : astante atque au- 
diente Italia tota, Cic : trasl., finis vitae mor- 
talibus astat, è imminente, Lucr. II) stare, te- 
nersi ritto, squamae astantes, irte, Verg. 

Astraca, ae, f. ('Aaxpoda, « vergme delle 
stelle »), figlia di Giove e di Temi, dea della 
giustizia. 

Astraeus, i, m. ('Aaxpaìog), uno dei Ti- 
tani, che colV aurora generò i venti, i quali 
perciò si chiamano fratres Astraei, « fratelli 
Astrei ». 

astrepo,(ad-strepo),strepui,strcpttum,cre, 

I) intr.: A) strepitare a rispondere allo stre- 
pito, far eco, astrepebat vulgus, Tac. ami. 1, 18. 

B) applaudire, rispondere con acclamazioni, alci, 

Tac: vulgus clamore et vocibus astrepebat, 

lo acclamava, Tac. II) tr. A ) accogliere con 

applausi q,c, applaudire q.c, eadem, ripete?^ 



le acclamazioni, Tac B) assordare, tediare, 

stancare con rumore, irritis precibus surdas 
principisaures, Plin. pan. 26, 2. (Keil « obstre- 
pebant »). 

astricte, avv. con compar. (astrictus), 

strettamente, stringatamente, recisamente, Cic 

ed a. 

astrictus, a, uni, part. agg. (da astringo), 

stretto, serrato, legato, I) propr :limen, chiusa, 

Ov.: non astrictus soccus, vacillante, slegato, 
poet. per stile disadorno, trascurato, Hor.: 
corpora astricta, robusti, Quint.: ilia astricta 
equi, fianchi asciutti, Quint : astrictae aquae 
(se. gelu), gelate, Ov. II) trasl.: a) rigido, se- 
vero, avaro, pater, Prop.: mos, modo di vivere 
da tirato, avaro, Tac. 2) come t. t. ret., a) le- 
gato, vincolato (contr. liber, libero) t est enim 
fìnitimus oratori poèta, numeris astrictior 
paulo, verborum autem licentià liberior, Cic 

b) conciso, serrato, breve, verborum astricta 

comprehensio, Cic 

astringo (ad-stringo), strinxi, strictum. 

ere, legare con forza, stringere, I) propr.: ser- 
rare, stringere, legare, premere, unire fortemente 

(contr. relaxare), a) insenso stretto, un vincolo 
e un oggetto (dei vincoli stessi t di pers., che 
legano mediante un vincolo), vincula motu, 
Ov. laqueos, Sen.: quae (vinculum) astringit, 
Cic: alqm ad statuali), Cic. b) in senso lato, le 
parti del corpo e oggetti simili, labra (contr. 
diducere labra), Quint.: frontem, corrugare, 
Sen.: astrictae fauces, Tac: venas iterrae), 
hiantes, rinchiudere, far serrare,^ erg. :limen 
astrictum, chiusa, serrata, Ov.: cortex astri- 
ctus pice, Hor.: ahasfil ventricolo) tuin astrin- 
gitur, tum relaxatur, Cic. e) del freddo, render 
rigido, gelare, corpora vis frigoris ita astrinxerat, 
utetc, Curt.: nivibus quoque astrictae aquae, 
Ov.: quindi astringi, rinfrescarsi, Plin. ep.: 
5, 6, 25. II) trasl.: a) generic, tendere, tirare, 

a) nel senso diraffermare, consolidare (contr. 
laxare, relaxare i, pater nimis indulgens quid- 
quid ego astrinxi relaxat, rallenta le redini, 
che io ho tirato, Cic: haec magis astringunt, 
raffermano ancor più, Quint. [3) nel senso di 
serrare insieme, oca) in uno scritto o discorso. 

serrare, condensare, restringere, luxuriailtia, 
Quint. pp) restringere, comprendere in breve 

una dimostrazione, un ragionamento, bre- 
viter argumento (contr. vagari), Cic: artius 
rationem, Cic. b) intelleitualm. , politic, 

mordi., legare, stringere, a) intell., illi studio 

suorum astricti, Sali.: Jugurtha majoribus 
astrictus (occupato), Sali. (3) politic, vel ar- 
mis vel legibus totam Galliam sempiternis vin- 

CUlis, Cic. y) mordi., legare, obbligare, unire 
strettamente, vincolare indissolubilmente, disci- 

plinam legibus, Cic: e legare, moralm. = vin- 
colare, mettere in obbligo, in dovere, alqm legi- 
bus, Cic: ejus iC. Marcelli judicis) religione 
devinctus atque astrictus, stretto e obbligato 
dal giuramento, Cic: se scelere, rendersi col- 
pevole, Cic: se verbis alterius in jura sacra, 
Ov.: astringi ad temperantiam, Plin. ep.: se 
jurejurando prò salute alcjs, Suet 

astrologia, ae, f. (àaxpoXoyca), astrologia, 
astronomia, Cic ed a. 

astrologiis, i, m. <àaxpóXoyoc), I) astro- 
nomo, Cic ed a. II) astrologo, Cic. ed a. 



265 



astronomia 



Atalanta 



266 



astronomia, ae, f. (àcxpovojita), astrono- 
mìa, Sen. ed a. 

astrum, i, n. (aaxpov), ogni corpo celeste 
luminoso, astro, stella. I)propr.: cursus astro- 
rum dispares, Cic: turris educta ad astra, Ve rg. 
II) trasl.: tollere in astra, Cic, ovv. ad astra, 
Verg., ovv. educere in astra, Hor.: portare alle 
stelle (lodare eccessivamente): ex astris deci- 
dere, precipitare dalle stelle = perdere una 
grande gloria, Cic: sic itur ad astra, così si 
acquista fama, si sale alle stelle, Verg. 

astrilo (ad-struo), struxi, structum, ere, 
edificare, costruire, I)propr.: gradus, Liv.: alqd 
laterculo, Caes.: utrique (villae) quae desunt, 
Plin. ep. II) trasl.: aggiungere, 1) in gen.: for- 
mae animum, Ov.: ad necem utriusque parentis 
caedem fratris, Justin. 2)partic: ^annoverare, 
alqm priorum aetati, Veli. 1, 17, 2. b) aggiun- 
gere una persona a una COSa = apprestare, su- 
bornare, alqm falsis criminibus, Curt. 10, 1 (4), 

27. e) osservare, notar e, assicurare, sostenere, se- 
guito dalVacc. e Z'inf. Aur. Vict. Caes. 20, 6. 

astìi, n. indecl. (àaxo), città, « Atene », 
la città per eccellenza, parlandosi dei Greci, 
Cic ed a. 

attilla, V. assula. 

astìlpcO (ad-st.), ère, stupire grandemente 
per q.C, meravigliarsi per q.C, sibi, Ov.: divi- 

tiis, Sen. 

Àstìira,ae, m. ("Aaxopa), fiume delLazio, 
che dai monti Albani va a sboccare verso 
mezzodì fra Anzio e Circa nel mar Tirreno, 
ancora oggidì Astura ; innanzi alla sua foce 
forma uri isoletta di tufo di ugual nome (f.) 
con una cittaduzza chiamata pur essa Astura 
(ora torre d' Astura) nelle cui vicinanze Cice- 
rone aveva una villa. 

Asturco (asturco), V. Astures. 

Astìires, um, m. ("Aaxopsg), Asturi, po- 
polo della Spagna, abitanti V Asturia (V.). — 
Deriv.: a) Ast uria, ae, f., regione della 
Spagna, V attuale « Asturia, Leon e Valla- 
dolici, sino al Duero » . b) Asturco (asturco), 

Ònis, cavallo d> Asturia, chinea, famOSO per la 

movenza delle gambe, Cornif. rhet. ed a. 

astìi s, us, m., astuzia come azione, progetto 
scaltro, finzione, [cfr. astutia), nel latino puro 
solo alVabl. aw.,più tardi anche negli altri 
casi. I) in gen.: astu incipit haec, Verg.: per- 
plexum Punico astu responsum, Liv.: major 
usu armorum et astu, Liv. II)partic. = oxpa- 
xYjyY]|i.a, stratagemma, hostium, militaris, Tac: 
plur. astus oppugnationum, Tac. 

astute, avv. con compar. e superi, (astu- 
tus), astutamente, scaltramente, Cic. ed a. 

astlitìa, ae, f. (astutus), astuzia, scaltrezza, 

furberia come dote naturale, Cic ed a. (anche 
al plur.). 

astutus, a, um, agg. con compar. e superi. 
(astus), astuto, furbo, scaltro, sia per ingannare 
altri, come per fare un guadagno , come anche 
per evitare un danno, sagace, avveduto, dipers., 
Cic ed a.: die. inan.: ratio astuta, Cic 

Asty'a$j;es,is, m. ('Aoxoàyyjg), re dei Medi, 
avo di Ciro maggiore. 

Asty ìinax, nactis, acc. nacta, m. ('Aaxoa- 
va£), I) figlio di Ettore ed Andromaca; dopo 
la presa di Troia, precipitato dai Greci dcdle 
mura. II) attore tragico dei tempi diCicerone. 



Astypìilaea, ae, f. ("AotoniXeia), una 
delle Sporadi vicino a Creta, con una città 
di ugual nome, oggi Stampalia, ì cui abitanti 
veneravano Achille come Dio. — Deriv.: 

1) As(ypaIacCIlSÌS, e, astipaleese, 2) Ast> r - 
palciUS, a, um, astipai eo, 

asiimholus, V. asymbolus. 

ii sy 5 il ili, i, n. (àauXov), asilo, luogo di ri- 
fugio, asylum aperire, Liv.: in illud asylum 
confugere, Cic. 

asymbolus (asumbolus), a, um (àaóji- 
(3oXoc;), chi non portò la sua parte (aojiftoXVj) 
al banchetto comune, scroccone, Ter. Phorm. 
339. 

at, arcaico ast, cong. (= àxctp), (origin.— 
ad, quindi presso gli antichi scritto ad, come, 
viceversa, anche at per ad), ma, I) per in- 
trodurre un'idea diversa, ma non perfetta- 
mente contraria, ma, solo, anzi, bensì, A) in 

gen.: una (navis) cum Nasidianis profugit 

at ex reliquis una praemissa Massiliam, Caes., 
e così pure in Cic ed a. ~B)partic: 1) nelle 
enumerazioni, p. e. Verg. gè. 1, 401; Aen. 7, 
691. 2) nei passaggi, p. e. Verg. Aen. 4, 1; 
Caes. b. G. 2, 23, 4; 4, 12, 1: quindi a) per 
passare ad avvenimenti e circostanze inaspet- 
tate, meravigliose, dolorose, interessanti, p. e. 
Verg. Aen. 2, 225. b) passando ad uri esclama- 
zione piena d'affetto, come: a,) nelle esortaz. 
e nelle preghiere, at tu nauta ne parce, Hor.: 
at videte hominis intolerabilem audaciam , 
Cic. p) nei desideri affettuosi, at tu candidior 
semper candidiorque veni, Tibull.: e nella pre- 
ghiera, at vos, o superi, quaeso, patrias audite 
preces, Verg. y) nelle imprecazioni, at tibi dii 
dign um factis exitium duint! Ter. 8) nelle in- 
timazioni, nei sentimenti di dolore, di ira, di 
sdegno, exi foras sceleste! at etiam restitas? 
Ter.: at per deos immortales quid est quod dici 
possit ? Cic II) per introdurre uri idea del 

tutto contraria, ma, al contrario, ma bensì, ma 

pure, ma tuttavia, A) in gen.: non cognosce- 
bantur foris, at domi ; non ab alienis, at a suis, 
Cic: rinforz. at contra, Cic: at e contrario, 
Nep.: at etiam, at vero, Cic B) partic. 1) nelle 
obbiezioni, specialm. in quelle che Voratore 
(e lo scrittore) espone comepensiero di un altro, 
quid porro quaerendum est ? factumne sit ? at 
constat: a quo? at patet? Cic: -ài (ma, può 
dire alcuno) mo:es commodi. Quis contuma- 
cior? quis inhumanior? Cic: sovente rinforz. 
at hercule, Liv.: e at enim, ma certo, Cic: e at 
vero, ma pure, Serv. in Cic. ep.: e at enim vero, 
Liv. 2) dopo proposizioni concessive, ma pure, 
ma bensì, ma almeno, non est, inquit, in parie- 
tibus respublica, at in aris et focis, Cic: si pars 
aliqua circum venta ceciderit, at reliquos ser- 
var! posse confidunt, Caes.: coord. si at 

certe, Cic: at saltem, Liv. 3) dopo proposiz. 
causali o conclizion., si victoriam duis, ast 
ego templum tibi voveo, Liv. 

Atiilmlus, i, m., presso gli Apuli il vento 
caldo e secco di S.E., scirocco, che in Italia 
soffia regolarmente in primavera e in au- 
tunno, per alcune settimane ; oggi nell'Italia 
meridionale è chiamato Aitino. 

/4fac~mis, a, um, V. Atax. 

a ta^èii, V. attagen. 

Atalanta, ae, ed -e, ès, f. ('AxaXdvxyj), 



267 



Atanagrum 



Athracis 



268 



secondo la favola, una Beota, figlia dì Sce- 
neo, moglie d'Ippomene, secondo alivi. un'Ar- 
cade (quindi Nonacrina, Nonacria, Maenalia), 
figlia di Iaso, dapprima eacciatrice, compa- 
gna della caccia calidonica; più tardi mo- 
glie di Milanione, quando la vinse alla corsa 
gettando nella lizza tre mele d'oro, che egli 
aveva avuto da Afrodite. 

Atanagruni, i, n., capoluogo degli Iler- 
geti nella Spagna tarragonese. 
■ atti! o aliai , aw., più volte ripetut. ata- 
tatae, attatatat, attatae, atattate etc, inter. 
(=(XTTaTod), ahi ali! ih! ih! old! ohi!, Comici. 

alava*, i, m. (per attae avus), il padre 
del bisavolo e della bisavola (abavi et aba- 
viae), trisavolo, Cic. ed a.: trasl. atavi = / 
maggiori antenati, proavi, Verg. e Hor. 

tlax. tacis, m., fiumicello costiero della 
Gallia narbonese, che si getta nel lago Ru 
breso; oggi Aude. — Deriv.: Alai Tini*. 

a, lim, del finirne Atace. 

Atejus, i, m., nome proprio romano, 
I) C. Àtejus Capito, tribuno della plebe nel- 
Vanno 55 av. Cr. II) C. Atejus Capito, figlio 
del precedente, e famoso giurista, noto come 
avversario del non meno famoso Q. Antistio 
Labeone. Ili) Atejus Praetextatus, col sopra- 
nome di philologus, famoso grammatico di 
Roma, dotto amico di Sallustio e di Asinio 
Pollione. 

A Iella, ae, f. ("AxeXXoc), antica città degli 
Osci nella Campania, nelle vicinanze dell'o- 
dierna Aversa ; più tardi municipio e colonia 
romana, che pagò a caro prezzola sua ribel- 
lione ad Annibale. — Deriv . : A lellanus, 
a, um, ateiiano; plur. sost, Atellani, orum, m., 
gli abitanti di Atella, Atellani, — partic. so- 
vente fabula o fabella Atellana od anche solo 
Atellana, ae, f., originar, scherzo sulla pro- 
vincialità di Atella, quindi partic. rappresen- 
tazione scenica gioviale coi pungenti frizzi 
propri del mordace carattere italico; rappre- 
sentata dalla gioventù romana stessa (non da 
istrioni stranieri), Liv. ed a. — Deriv.: 

a) AteliailUS, i, m., attore di Atellane, Cic. e 

Suet. b) AleHanicus, a, um, ateiiano, exo- 
dium, Suet. e) Atellaiiiu*, a, um, ateiiano, 
versus, Cic. 

atei*, atra, atrum, come Tital. sento, per 
indicare le gradazioni della luce (contr. lu- 

cidus) OVV. i colori '== privo di luce, nero, senza 

colore (contr. albus, bianco, senza splendore), 
I) propr.: reddam tam atram quam carbo est, 
Ter.: alba et atra ignorare, alba et atra discer- 
nere non posse, Cic: fìlius, negro, Ov.: lapilli 
(pietruzze pel voto), contr. nivei, Ov.: color, 
Ov.: sanguis, Liv.: nemus, speluncae, scuro, 
nero, Verg.: odor (denso vapore), Verg.: mare, 
procelloso, Hor.: poet. = atYàtus,vestitodi nero 
(come indizio dilutto), lictores, Hor. II) trasl.: 
A) come indizio di mestizia derivante da ogni 
infelicità, sventura o turbamento, nero, funesto, 
lugubre, misero, infelice, dies, Verg.: mors, Hor.: 
acies, Verg. Nella vita politica romana dies 
atri (giorni malaugurati), erano quelli in cui 
era accaduta qualche sventura allo Stato, 
V. V antica forinola in Liv. 22, 10, 6. B) acerbo, 

molesto, brutto, maligno, velenoso, versus, Hoi\: 

atro dente petere alqm, Hor. 



A Umiliane*, um, acc. as, m. fAGafiavsg), 
Atamani, abitanti $e??'Athamania (V.), re- 
gione della Tessaglia. — D e r iv.: a) A ili a - 
insilila, ae, f. fAOajiavca), regione nella 
parte merìd. delV Epiro, air ovest del Pindo, 
tratto montagnoso, in cui nasce l'Acheloo; 
città capitale Argithea. b) Àthamanus, a, 

um, atamanio, 

Atliamaiiteus, -liades, V. Athamas. 

4 diamanti*, tidos, V. Athamas. 
A $ Slamami*, V. Athamanes. 

Albania*, mantis, acc. manta, m. fAGa- 
|ias), figlio di Eolo, generò con Nefele (dea 
delle nubi) Frisso ed Elle; con Ino, Melicerta 
e Dearco. Ino perseguitò in ogni modo i figli 
di Nefele e ottenne da un or acolo, che, per far 
cessare una carestia, Frisso dovesse essere uc- 
ciso. Nefele salvò Frisso ed Elle sull'ariete dal 
vello d'oro ( V. Phrixus). Per Vira di Giunone, 
Atamante perdette anche gli altri figli; egli 
stesso in un accesso di furore uccise Dearco ; 
ed Ino, impazzita, si gettò col figlio Melicerta 
in mare, per cui furono venerati come divi- 
nità benigne del mare; Ino come Deucotea 
(dai Romani identificata con Matuta); Meli- 
certa come Palemon e (dai Romani identificato 
con Portunus, cioè dio dei porti). — Deriv.: 
a)Atliamanteus, a,um( , A0ajj.avTc!os),^*a- 
mantico. b) Alliamanliadr-s, ae, m. ('AGa- 
{lavuaSvjs), Atamantiade (cioè figlio di Ata- 
mante) = Palemone. e) A III a manti*, tidos, 
f. ('AGap-avicg), Atamantide (cioè figlia di Ata- 
mante) = Elle ; quindi presso i poeti Atha- 
mantidos undae, aequora, Ellesponto. 

Allienae,àrum, f. (' AGyjv ut), nome divarie 
città del mondo antico, delle quali la più 
famosa : Atene, città principale delVA ttica, a 
tre miglia inglesi dal mare, un miglio circa 
dal Pireo, sulla riva seiientr. dell Ilisso, in 
ima regione adatta all'agricoltura e partic. 
all'ulivo, celebre come centro delle arti, delle 
scienze, della filosofia e dell'eloquenza, fre- 
quentata quindi dai giovani romani per 
istruirsi. — Deriv.: &)(poet.), Atlienaeus, 

a, UmfAGvjVacoc;), ateniese, di Atene, b) Alhe- 
I1ICI1*ÌS, e, da, di Atene., Ateniese; plur. SOSt., 

Athenienses, ium, m. Ateniesi. 

Atlicnio, ònis, m. pastore di Sicilia che 
(a. 102 av. C.) nella seconda guerra ser- 
vile di Sicilia, si pose alla testa degli schiavi 
sollevati e si fece temere dai Romani. Epiteto 
sarcastico di Sesto Clodio, che fu parimenti 
della Sicilia e sollevatore degli schiavi ribelli. 

Atheiiodr»rus,i, m. fAGyjvóSwpog), figlio 
di Sandone (ó SavSwviog), filosofo stoico di 
Tarso, discepolo di Posidonio a Rodi. 

AlhT-sis (Atesis), acc. im, abl. i, m. ("AGs- 
aig), fiume della Rezia, oggi Adige. 

alllleta, ae, m. (àGXYJTYJc;), lottatore, atleta 

(lat. puro luctator), Cic. ed a. 

atlilclTeii*, a, um (àGXyjTixós), atletico,' da, 
di atleta, victus, Cels.: ars, Geli. 

Athos, gen. e dat. o, acc. o ed on, abl. o, m. 
(ó "AGoos) £ Alilo, ònis, m., monte Ato, la più 
alta e più orientale delle vette della catena, 
con cui la penisola calcidica (della Macedo- 
nia), si spìnge nel mare Egeo, oggi Monte 
Santo. 

Attiraci*, V. Atracis (sotto A trai). 



269 



Atia 



atque 



270 



ÀI in, V. Atius. 

AiTITiis, a, um, nome di ima gens ro- 
mana* di cui i più famosi furono : I) M. Ati 
Jius Regulus, V. Regulus: C. Atilius Serranus 
Gavianu% questore nel consolato di Cicerone, 
più tardi tribuno della plebe e come tale ne- 
mico di Cicerone, comprato dagli avversarii di 
lui: II) M. Atilius, poeta romano dei primi 
tempi, che, come Ennio. Nevio ed altri, ri 
dusse drammi greci per le scene romane. — 
Deriv.: Ìli Slami*, a, utn, dì ahuo, Att- 
uano, praedia, del trio. Atilio, Cic: virtus, 
di M. Att. Regolo, Val. Max. 

4l7na, ae, f. ("AxLva), città, del Lazio, 
ancora oggi Atina. — Deriv.: tlTnas, 
atis, Atinate, praefectura. Cic: in Atinati,neZ- 
V Atinate. Cic : plur. sost., Atìnàtes, ium, m., 
gli abitanti di Atina, Atinati, Cic. 

Àtimus, V. Attinius. 

Ilìiis, a, um, nome di una gens romana, 
di cui i più noti furono M Atius Balbus, 
nonno di Ottaviano Augusto, e sua figlia 
Atia. 

AtCaiis, V. Atlas. 

Atlantciis,-tiadcs,-tTc us,etc, F. Atlas. 

Alla*. (Atlans), antis, acc. antem e anta, 
voc. Atlà, m. ("AxXac;), Atlante, I)alto monte 
della Mauritania, nella parte iV. 0. della 
Libia, sul quale, secondo il mito, si appog- 
giava il cielo. II) re della Mauritania, figlio 
di Giapeto e di Climene, cultore delVastro- 
nomia e da Perseo, perchè oli negò ospita- 
lità, cambiato, p^r mezzo del capo di Me- 
dusa, nel monte Atlante. Egli generò con 
Pleione le sette Pleiadi e con Ètra le sette 
ladi. — Deriv.: 1) Atlantcu«, a, um, 

appartenente ad Atlante, a) del monte A., 
cioè dell'Africa occidentale, libico, b^ del re 

Atlante. 2) AtlantTarics, ae, m., Atiantiade 

(= discendente maschio di Atlante), cioè 
Mercurio, nipote di Atlante per Maia, ed 
Ermafrodito, pronipote di Atlante per Mer- 
curio. 3) /tllantlcus, a, um ( 'AxXavttxóg), 
che appartiene al monte Atlante, Atlantico = 
Ubico, deli 9 Africa occid., mare, oceano Atlan- 
tico, Cic. 4) Aflantis.tfdis e tYdos.acc.tidem 
€ ttda, f. fAxXavxcg), discendente femminino 
di Atlante, Atlantide, epiteto di Elettra, una 
delle Pleiadi, e di Calipso. — Al plur.: A tlan- 
tides, Pleiadi e indi, collettivamente prese 
come costellazioni celesti e dette Vergiliae. 
atomo*, i, f. (y\ àxojios), ogni corpuscolo 

indivisibile, atomo, monade, CÌC ed, a. 

atipie e à> (l'ultimo nella ling. class, solo 
dinanzi a consonante), cong. (da, ad-que), 
particella, copulativa, e, inoltre, anche. Esso 
coordina strettam. e confronta, singoli voca- 
boli ovv. intere proposizioni (mentre et lega 
soltanto fra loro esternamente gli oggetti, 
senza speciale raffronto). I) Coordinaz. di 
s ing oli vocaboli, e precis.: 1) generic: 
parce ac dnriter,Ter.: genushominnm liberum 
atque solutum, Sali.: spargere ac disseminare, 
€ic — Quindi a) talora = et... et, ut... ita, 
aeque ac: hodie sero ac nequiquam voles,Ter.: 
•copiam sententiarum atque verborum perspe- 
xistis. Cic: nobiles atque ignobiles. Sali, 
b) nella coordinazione di due sostantivi, per 
endiadi, isto animo ac virtute, con questo 



generoso sentimento, Cic: fama atque invidia, 
odiosa rinomanza, Sali.: clamore atque as- 
sensu, grida di plauso, Liv. e) al concetto 
del vocabolo precedente ne aggiunge un altro 

di più pieno significato, e, tanto più, e special- 
mente, e soprattitto, e proprio, rem diftìcilem 
(dii immortales) atque omnium difficillimam, 
Cic: alii intra moenia atque in sinu urbis sunt 
hostes, Sali.: e così col pron. dim. hic,is,idem, 
p. es. negotium magnum est navigare atque id 
mense Quintili, e specialmente, ecc., Cic: pa- 
rimenti atque adeo, anzi, e meglio, Cic ed a.: 

atque etiam, e OVV. o ancora, e altresì, anzi, 

Cic. 2) nelle comparazioni — come, a) dopo 
vocaboli che indicano o un'uguaglianza, o 
■ una differenza,, e quindi aeque, aequus, idem, 
item, juxta, par. proxime, similis, similiter, 
talis, totidem e aliter, aliorsum, alius, contra, 
contrarius, dissimilis, secus, p. es. me colit 
aeque atque illum, Cic : septem planetae ver- 
santur contrario motu atque coelum, Cic: non 
aliter ac si, solo Cic ad Att. 13, 51, 1 {del 
resto in Cicerone dopo aliter si ha regolar- 
mente atque ut). Talora, V avverbio compa- 
rativo (aeque, tantopere e simili) si deve de- 
durre dal contesto, digne ac mereor commen- 
datus, Cass. in Cic b)dopo comparativi per 
quam.p.e. artius atque hederà procera astrin- 
giti ilex, Hor. e) ad indicare due momenti 
del tempo, simul atque ovv. ac, tosto che, 
Cic. 3) per introdurre una negazione, che 
spiega e rettifica, quanto precede, e non, e 
non piuttosto (quindi anche con potius), si hoc 
dissuadere est, ac non disturbare atque per- 
vertere, Cic: quamobrem enim scriba deducat 
ac non potius mulio, qui advexit, Cic, dubbio 
{Mailer ed a. et non potius). 

Il) Coordinaz. di intere proposiz.: 
e, e così, e parim., 1) in gen.: Africanus indi- 
gens mei? Minime hercle.Ac ne egoquidem il- 
lius, ma neppure io di lui, Cic: quindi talom 
con sic e similiter, Quint. 2)per introdurre 
un nuovo argomento di ugual valore per una 
qualche affermazione, Cic de legg. 1, 43. 
3) nel racconto, p. e. Liv. 5, 21, 17. Tac 
hist. 3, 30. 4) per introdurre comparazioni, 
atque ut... si, Cic ovv. ac velut .. si, Verg. ed a., 
e come.,, così, e sim. b)per introdurre due mo- 
menti del tempo che si susseguono immediata- 
mente, e tosto, e quindi, e allora, hic Quinctium... 

incautum hastà transfigit atque ille praeceps 
cum armis procìclit ante proram, Liv.: summa 
omnium exspectatioquidnam sententiaeferrent 
levesacnummariijudices: atque illiomnes sine 
ulla dubitatione condemnant, Cic. 6) (come 
sopra n° I), a) per introdurre un pensiero più 

importante, e. cioè, e perfino, e specialm., quid 

me oportet Tulli um prò Tullio facere? Ac mihi 
magis illum laborandum videtur, ut, ecc., Cic: 
atque hic tantus vir, tantisque bellis districtus 
non nihiltemporis tribuit litteris, Nep.: quindi 
anche nelle risposte, per confermare quello 
eh' è stato domandato o sostenuto, egon formi- 
dolosus ? nemo est hominum qui vivat, minus. 
TH. Atque ita opust, Ter. 7) per introdurre 
una propos. avvers., sebbene, eppure, Cyrsilum 
quendam suadentem ut in urbe remanerentXer- 
xenque reciperent, lapidibus cooperuerunt. At- 
que ille utilitatem sequi videbatur, Cic: spesso 



271 



atqui 



atrium 



272 



eoord. con tamen, Cic. 8) per introdurre la 
proposiz. minore (assumptio o proposito 
minor nel linguaggio filosofico) nel sillogismo, 
ora (cfr. atqui n° II), Scaptius quaternas po- 
stulabat. Metui, si impetrasset, ne tu ipse me 
amare desineres... Atque hoc tempore, ecc., 
Cic. 9) per introdurre un'obbiezione che uno 
fa a sé stesso, atque aliquis dicat, nihil promo- 
veris, ora mi si potrebbe dire, ecc., Ter. — 
Quindi molto spesso in forinole negative, colle 
quali si previene un'obbiezione, ac ne sine 
eausa videretur edixisse, Cic. — Più di rado 
in una frase affermativa, atque ut omnes in- 
telligant, me, etc..., dico, Cic. 10) per conti- 
nuare in gen. il pensiero, quando si sostiene 

O SÌ racconta q.C, ora gli è ben vero che, 
semplic. ora, orbene, e così, adunque, atque ii, 

quos nominavi, Cic. : ac si, sublato ilio, depelli 
a vobis omne periculum judicarem, etc, or- 
bene, quando io sostenessi, ecc., Cic. — Così 
a) nelle prop. incidenti, vulgo credere, Poenino 
(atque inde nomen ei jugo Alpium inditum) 
transgressum, Liv. b) alla fine del discorso, 
ac de primo quidem offìcii fonte diximus, Cic. 
Ili) Locuzioni e frasi speciali: 

1) alius atque alius, or questo, or quello; di- 
versi, Liv. 2) atque eccum ovv. eccam, quando 
si vede alcuno che non si aspettava o che si 
desiderava, ed ecco, eccolo, eccola, Ter. 3) atque 
omnia od omnes, quando si generalizza un 
asserto, e così in generale, Cic. 4) con altre 
congiunz., a) dopo et, p. e. non minis et vi 
ac metu, Cic. b) dopo que, come nel greco 
ts... V.OLÌ, submoverique atque in castra redigi, 
liv. e) dopo nec (neque), Tac e Suet. 5) (nei 
poeti) ripetuto, nelle enumerazioni, haec atque 
illa dies, atque alia, atque alia, Catull. : atque 
Ephyre atque Opis et Asia, Verg.: ma atque... 
atque nella gradazione, Verg. ecl. 5, 23, Ti- 
bull. 2, 5, 73. 

atqui, congiunz. [da at e qui [deriv. da 
quoi = quo]), serve a connettere enfaticam. a 

quel che precede un asserto avversativo, al con- 
trario, ma, sebbene, piuttosto, eppure, I)in gen.: 
CL. satis scite promittit tibi. S Y. Atqui tu hanc 
jocari credis? Ter.: atqui mini quoque videor, 
inquam, venisse, ut dicis, opportune, Cic. Ta- 
lora serve ad aggiungere un nuovo pensiero 
in conferma del precedente, gii è ben vero che, 
Cic. de rep. 3, 8 (è vero purtroppo) ; de legg. 
1, 4 (senza dubbio, certamente): talvolta 
coordinato ad altre particelle, come atqui sic, 
Ter. eun. 953. Così ancora atqui si, orbene se, 

se precisam,, ebbene, se : OVV. in senso avversa- 
tivo, ma se ora, atqui si quaeres, ego quid 
exspectem, Cic. : atqui si noles sanus, curres 
hydropicus, Hor.: atqui si tempus est ullum, 
ma, ecc. Cic. Quando precede una negazione 
od una proposiz. negativa, il cui contenuto 
non sia negato, ma indebolito o diminuito 
mediante un altro pensiero, sebbene precisam,, 

precisam, al contrario, invece di ciò, rem, in- 

quis, diffìcilem et inexplicabilem. Atqui expli- 
canda est, Cic. Talora trovasi coord. a certe, 
p. es. : Cic. ad Att. 7, 7, 1. — II) Serve poi 
specialm. ad introdurre una assumptio, una 
propositio minor (nel linguaggio fìlos.) in 
un Sillogismo, orbene, ma ora, quodsi virtutes 

pares sunt inter se, paria esse vitia etiam 



necesse est. Atqui pares esse virtutes... facil- 
Hmepotest perspici, Cic. Talvolta atqui certe 

Significa ma almeno, ma ora certamente, Cic. 

Atracìdcs, Alracis ed Atracius, V, 

Atrax. 
atramentum, i, n. (ater), ogni liquido o 

fluido nero, liquido nero, Cic. de nat. deor.. 

2, 127. Preparato artificialm. a seconda del 

vario SUO USO : a) inchiostro nero dà scrivere, 

calamo et atramento temperato, Cic. b) solfato 

di rame, vetriolo, acqua cuprea, cupe/rosa, nero 

da calzolaio, sutorio atramento absolutus pu- 
tatur, detto di Carbone, il quale si suicidò con 
una pozione di vetriolo, Cic. 

1. a tra tu s, a, um (ater), vestito di nero, per 
lutto, in abito da lutto (contr. albatus), plebs, 
Tac: cedo, quis unquam cenarit atratus ? Cic: 
poet. atrati equi, al caribo del sole che si oscura, 
Prop. 

2. Atratus, i, m., fiumicello nelle vici- 
nanze di Poma, forse così chiamato dal colore 
oscuro o nero delle sue acque. 

Atrax, acis ("Axpag), I)m., fiume dell' E- 
tolia. — Deriv.: A traci us, a, um, dì Atrace 
II) f., città dell' Estiotide (Tessaglia) tra il 
fiume Titarsio ed il Peneo (super.). — De- 
riv.: a) Atriicidcs, ae, m., l'Atracide,poet. 
= il Tessalo, diCeneo. b) Alracis, cìdis, f., 
la donna d' Atrace, poet. = la Tessala. 

Atrcbatcs, um, m., popolo della Gallia 
Belgica, nell'odierno Artois o Dép. du Pas 
de Calais — Nel sing. Atrebas, batis, m.,. 
un Airebate. 

Alrcus, ei, acc. eum e (presso i poeti) talv. 
ea, voc. Atreu, m. ('A-cpsóc;), figlio di Pelope 
e di Ippodamia, fratello di Tieste, padre di 
Agamennone e Menelao, re di Argo e Mi- 
cene. — Der.: Alrldcs ed Atrìda, ae, m. 
('Axps^Yjs), discendente (mascolino) di Atreo r 
TAtride, spesso usato per Agamemnone, più 
di rado per significare Menelao ; nel plur. 
Atridae, gli Atridi, cioè Agam. e Menelao. 

alrìcnsis, is, m. (atrium), guardiano del- 
l'atrio e della casa in genere, maestro di casa, 
Cic ed a. 

alrioluiti, i, n. (dimin. di atrium, V.),. 
piccolo atrio, Cic ed a. 

al riunì, ti, n., atrio, la prima ed insieme 
la più vasta sala coperta nella parte ante- 
riore della casa, atrio» Nell'atrio trovavasi il 
letto coniugale (lectus genialis od adversus, 
cioè januae); quivi erano esposti i quadri 
degli antenati (imagines od expressi cera vul- 
tus), quivi ancora i clienti aspettavano il pa- 
trono ed il giureconsulto. — Anche negli 
edifizi pubblici trovavansi degli atrii, come 
gli atria auctionaria: di tal fatta potevano es- 
sere gli Atria Licinia. — I templi in partic. 
avevano un atrio, come Z'atrium Libertatis 
(nel Foro), e quivi era l'archivio dei Cen- 
sori, quivi s'iniziavano i processi criminali, 
si facevano le vendite e gl'incanti, si appen- 
devano le leggi; ivi era anche situata la bi- 
blioteca di Asinio Politone. — atrium Vestac 
soggiorno delle Vestali, nel lato S. 0. del 
foro, appiè del mons Palatinus ; il med. tra 
detto atrium regium. Presso i poeti il plur. 
atria = spesso al sing. atrium, che a cagione 
della sua grandezza e splendidezza era detto 



273 



atrocitas 



attentus 



274 



ampia, longa, alta, regalia, marmore tecta. — 
Parimente il jplur. meton. per = « abitazioni 
dei ricchi, palazzi », plebis aedificiis obse- 
ratis, patentibus atriis principum, Liv. 5, 41, 
7: epoet.per « abitazione, casa», Ov. her. 15 
(16), 184; met. 13, 968 : e detto degli «atrii» 
degli dei, Ov. met. 1, 172. 

alrÓCltaS, àtis, f. (atl'OX), 1) atrocità, l'or- 
rìbile, il ributtante, V uggioso, V abbominevole, lo 
spaventevole, il mostruoso, V atroce, rei, ipsillS 

facti, Cic: facinoris, Liv.: poenae, Liv.: tem- 
poris, il governo, il regime del terrore, Cic. 

II) trasl., ferocia, rozzezza, crudeltà,, barbarie, 
severità irremovibile ( opposto a clementia ) , 

animi, Cic: animi in exigendis poenis, Sem: 
morum, Tac: forni ularum, Quint. 

atró-cìtt'r, avv. col comp. e superi, 
(atrox), duramente, rozzamente, inflessibilmente 

(contr. leniter), Cic. ed a. 

A tropos, i, f. (axpoTzoc,, fatale, inevitabile) 
una delle tre Parche. 

atrox, òcis {da ater, come ferox da ferus), 
« che si mostra nero, cioè minaccioso, truce », 

=== orribile, abbominevole, uggioso, terribile, spa- 
ventevole, funesto, fatale, che porta disgrazia. 
I) propr.: res, Cic: facinus, caedes, Liv.: bel- 
lum, Sali.: pugna, certamen, Liv.: periculum, 
Liv.: imperium, responsum, Liv.: vehemens 
atque atrox orationis genus (contr. alterum 
genus lenitatis et mansuetudinis), Cic: atrocis- 
simae litterae, Cic. — Neutr. plur. sost., haec 
vulgus, proceres atrociora, proferirono pa- 
role ancor più minacciose, Tac. hist. 5, 25. 

TI) trasl., dipers. ecc., selvaggio, fiero, orribile, 
uggioso, arrogante, insolente, tenebroso, spietato, 
irremovibile, inesorabile, animus Catonis, Hor.: 

contio, Liv.: col genit., atrox odii (nell'odio), 
Tac. 

Atta, ae, m. (C. Quintius Atta), poeta sce- 
nico rom., che scrisse commedie popolari 
(fabulae togatae) e morì il 102 av. Or. 

attactus, Ù, m. (attingo), tocco, toccamento, 
il palpare, contatto, volvi attactu nullo, Verg. 

Aen.7,350. 

miagoli, gènis, m. (àrrayYJv), sorta di 
gallina selvatica, Jonicus o Jonius, secondo 

alcuni la gallinella terrestre, sec. altri il fran- 
colino, Hor. e Plin. 

Attsilenses, ìum, m., gli AUaiesi, cioè 
gli abitanti della città di Attalia ('AtTdXsta), 
in Panfilia, nella parte più interna del 
golfo panfil., detta ancor oggi Adalia. 

Altalim, i, m. ("AxxaXog), nome di 
parecchi re di Pergamo, fra i quali è il 
più celebre, tanto per le sue ricchezze e 
per la sua splendida suppellettile, quanto 
per la invenzione dell'arte d* intessere del- 
l' oro negli abiti, Attalus III. Philometor, 
il quale fece i Romani eredi dei suoi te- 
sori e del suo regno. — Beriv.: a) At- 
talìeus. a, um, fATTaXixóg), attaiico, agri, 
nel Chersoneso, Cic: urbes, di Pergamo, 
Hor.: vestes, Prop., ovv. peripetasmata, Cic, 
cortine ed abiti intessuti d'oro, ecc., con- 
diciones, le più splendide, Hor. b) Aliali*. 
lldis, acc. lida, f. ('AxxaXts), la file attaiica 
in A tene, così denominata in onore del re 
Aitalo, Liv. 



at-laillClì, cong., ma p&rò, ma tuttavia, 

Cic ed a. 

aitammo, avi, are (da ad e tagmino [da 

tango]), toccare, pregn. = disonorare, violare, 

virginem, Justin. 21, 3, 4: trasl., Aur. Vict. 
Caes. 16, 2. 

aliai, ed aliate, V. atat. 

attemperate, avv. (attemperatus da at- 
tempero), £» modo che ben si addice, oppor- 
tunamente, Ter. Andr. 916. 

at-tempero, avi, atum, are, adattare, gla- 
dium sibi, dirigere su di sé, Sen. ep. 30, 8. 

attempto, V. attento. 

at-tendo, di, tum, ere, tendere lo spirito 

= tendere lo Spirito a q.C, dirigere la sua at- 
tenzione su q.c, osservare una cosa, a; per af- 
ferrare qualcosa, a) compiutam. att. animum, 
p. es. quo tempore igitur aures judex erigeret 
animumque attenderet ? Cic. e colla domanda 
a che? aa) con ad e Tace: att. animos ad ea 
quae onsequantur, Cic. pp) seguito da prop. 
relativa: mine quid velini, animum attendite. 
Ter. p) semplic. attendere, p. es. audire atque 
attendere, Cic: bene att., diligenter att., Cic, 
colla domanda a che? aa) coli acc: primum 
versum legis, Cic: alqm magno opere, Cic: 
alqm diligenter in hoc novo genere dicendi, 
Cic: erigite mentes auresque vestras et me de 
insidiosis rebus dicentem attendite, Cic: pass., 
attenditur versus pars, Cic. pp) coll'acc. e 
Tinfin.: leon attendere superius illud ea re a se 
esse concessum, Cic. yy) seguito da prop. relat., 
si paulo diligentius, quid de his rebus dicat, at- 
tenderis, Cic: attende cur, etc Phaedr. 88) col 
dat.: sermonibus malignis, Plin. ep.: Caesari, 
Plin. pan. b) per trovare o raggiungere qual- 
cosa, a) compiut., att. animum, colla domanda 
a che cosa? aa) con ad e Z'acc: att. animum 
ad cavendum, Nep. pp) seguito da prop. relat.: 
jubet peritos linguae attendere animum, pa- 
storum sermo agresti an urbano propior esset, 
Liv. p) attendere, con la domanda a che cosa ? 
aa) con un acc. gener.: immo id hercule, in- 
quit, ipsum attendo, Cic. pp) col dativo = 
prestare la propria attenzione ad una cosa, 
minimum eruditioni, eloquentiae plurimum, 
Suet.: juri, Suet.: con de e Vab\., cum de ne- 
cessitate attendemus, Cic. 

attente, avv. col compar. e superi, (at- 
tentus), in modo teso = attentamente, con at- 
tenzione, Cic. ed a. 

allenilo, ònis, f. (attendo), tensione, trasl., 
animi, tensione dello spirito ad uno scopo 
determinato, attenzione, Cic. de or. 2, 150: e 
semplic. attentio, Quint. 4, 1, 34. 

at-tenlo (attempto), avi, atum, are, toc- 
care, tastare, T)propr.: ruinam alcjs manu sua, 
Val. Max. 5, 3, 5. II) trasl.: tentare, approvare 
q.c, tentare, provarsi in q,c, attélltatum deseri, 

Cic: argumentorum locos singulos, Quint. 
b) cercare di riuscire con uno colla suborna- 
zione, colla Seduzione, cercare di sedurre, di 
far cadere alcuno nell'infedeltà, di corromperlo, 

Cic: classem, Cic: Capuani, Cic 2) ostilm., 

mettere mano a = attaccare, assalire, aggredire, 

alqm vi, Tac: alqd lingua, Cic: jura, Hor. 

attentus, a, uni, I) partic. di attendo ed 
attineo, V. Il) agg. (attendo), 1) teso == at- 
tento, animus, Cic: attentissima cogitatio, Cic: 



275 



attenuate 



attingo 



276 



dipersone, auditor, judex, Cic. 2) attento, scru- 
poloso per riguardo a q.C, che ha gran cura 
diq.c, continentiae, Val. Max.: partic per V ac- 
crescimento del patrimonio, attentior ovv. ni- 
mium attentus ad rem, Ter.: asper et attentus 
quaesitis (dat.), Hor.: assol., paterfamilias, Cic: 
attenta vita et rusticana, Cic. 

attenuate, avv. (attenuatus), semplice- 
mente, schiettamente, con semplicità, attenuate 
presseque dicere (contr. sublate ampleque), 
Cic, Brut. 201. _ 

attenualio, ònis, f. (attenuo), indeboli- 
mento, a) generic. = diminuzione, suspicionis, 
Cornif. rhet. 2, 3. b) tono semplice dell'espo- 
sizione, facetissima verborum attenuatio, Cor- 
nif. rhet. 4, 16. 

attenuatile, a, um, partic. agg. [da at- 
tenuo), indebolito, a) generic: indebolito, di- 
minuito, sminuito, fortunae familiares atte- 
nuatissimae, Cornif. rhet. 4. 53. b) partic: 

Oc) della VOCe, ecc., che passa al soprano, fine, 

non pieno, vox paululum attenuata, Cornif 
rhet. p) d'I parlare, come a dire tessuto sot- 
tilmente, cioè semplice, schietto; in senso cat- 
tivo, magro, estenuato, fiacco, snervato, oratio 

(contr. gravis oratio), Cornif. rhet.: ipsa illa 
prò Eoscio juvenilis abundantia multa habet 
attenuata, Cic 

attenuo, avi, atm„, are (ad e tenuo), atte- 
nuare, assottigliare, indebolire, scemare, abbas- 
sare [nel passivo andar giù), I) propr.: a) ge- 
neric: a) riguardo all'estensione, ubi sortes 
sua sponte attenuatae erant, Liv.: corpus, Ov. 
j3) riguardo alla forza numerica, legio proeliis 
attenuata, Caes. y) riguardo alle forze, vires 
diutino morbo attenuatae, Liv.: quod bellum 
expectatione ejus (Cn. Pompeji) attenuatimi 
atque imminutum est, moralm. indebolito, 
Cic b) partic. : far passare la voce nel so- 
prano, tenere acuta, vocem, parlare in falsetto 
(di Clodio in veste da donna), Cic. in Clod. 
fr. 22 (V, 1). II) trasl.: curas, Ov.: insignem, 
indebolire, abbassare la dignità e la potenza, 
Hor.: virtutem (nel discorso) rimpicciolire, de- 
trarre (contr. amplificare), Cornif. rhet. 

at-tero, trivi, trìtum, ere, 1) fregare contro 
q.c, strofinare, leniter caudam, scodinzolare, 
Hor. II) logorare, A) — consumare sfre- 
gando, colVattrito, logorarsi coll'uso, dentes, 
Plin.: ovv. ferirsi, scorticarsi sfregando, ren- 
der rosso, insuetas opere manus, Tibull.: trasl., 

indebolire, esaurire, spossare, maltrattare, Opes, 

alqm, Sali, ed a.: atteri (nell'opinione pub- 
blica), subire un urto, uno scacco, Tac. Agr. 9. 

B) triturare, pestare, schiacciare, trasl., a) pe- 
stare, calcare, Vei'g. gè. 4, 12. b) distruggere, 

Eutr. 5, 1. — Inf. perf. anche atteruisse, Ti- 
bull. 1, 4, 48. 

at-ten*aneUS, a, Um, proveniente dalla 
terra, uscente dalla terra, Sen. nat. qu. 2, 49, 2. 

at-testOI', àtus SUm, ari, testimoniare, at- 
tentare, confermare, Phaedr. 1, 10, 3. 

at-texo, texiù, textum, ere, aggiungere in- 
tsssendo, tessere insieme, I) propr.: loi'icas ex 

cratibus, Caes. b. G. 5, 40, 6. II) trasl., con- 
giungere tessendo = unire strettami, adattare 
strettam., ita barbarorum agris quasi attexta 
quaedam videtur ora esse Graeciae, Cic: vos 



ad id, quod erit immortale, partem attexitote 
mortalem, Cic 

AttllIS (Attis), thldis, f. ('AtoHs), Attica. 

AttTanus, V. Attius. 

Attica, ae, f. ('AraxTj), anche terra Attica 
e Attica terra, Attica, la provincia più ce- 
lebre della Grecia, colla capitale Atene. 

Attfce, aw. (Atticus), atticamente, dicere r 
Cic:loqui, Quint. 

AttiCUS, a, um ('AxxiY.óc), attico, ateniese 
I) generic. , civis, Plaut. : anus (vecchia), 
Quint.: virgo, cioè canephoros (V.), Hor.: fides, 
proverbialm. = sincera e salda, Veli.: sost. 

plur., Attici, Orum, m., gli Attici od Ateniesi, 

Cic. — Come soprann.: T. Pomponius Atticus 
(perchè Pomp. aveva vissuto lungo tempo in 
Atene). II) partic, in riguardo alV espres- 
sione, alVarte, alla scienza, e massimam. al- 
V eloquenza, stilus, semplice (in opposizione 
allo stile asiatico, ampolloso), Cic: aures, fini, 
Cic. : sost., quid sit atticum (V espressione 
attica), discant, Cic: e nel piar.: Attici, orum, 
m., oratori attici (contr . Asiani), Cic. e Quint. 

attico = attingo, Comici. 

AttTlìanus, AttTlTus, V. Atilius. 

atti neo, tìnui, tentum, ère (ad e teneo), 

I) v. tr. tenere, trattenere, ritardare, tenere in, 

1) propr.: prensam dextram vi, Tac: alqm 
carcere, Tac: 2) trasl : a) trattenere, mantenere, 
nos in sollicitudine, (continuare a tenere) in 
agitazione, Sali, fr.: simul Romanos et Nu- 
midam spe pacis, intrattenere, Sali, b) con- 
servare come possesso , pretendere, sostenere, 
magnos dominatus, Poeta in Cic: ripam Da 
nuvii , Tac, II) v. intr. tendere, estendersi 
verso un punto, 1) in senso locale, qui in Eu- 
ropa sunt (Scythae) a laevo Thraciae latere ad 
Borysthenem atque inde ad Tanaim . . . rectà 
plaga attinent, Curt. 2) trasl. estendersi a 
quale, concernere, riguardare quale, SOlt. nella 

3 a pers., oc) alqd attinet ad alqm ovv. ad alqd, 

qualcosa si estende ad un oggetto, concerne una 
pers. od tma e, tocca, spetta a, appartiene a, ha 

influenza sopra essa, id quod ad te attinet, Ter.: 
cetera, quae ad colendam vitem attinebunt, 
Cic: spesso nell'espressione quod attinet ad 

alqm od alqd , per quello che concerne, che 

spetta a questa od a quella cosa, a questa o 
a quella persona, p. es. quod ad me attinet 
(in quanto a me), Cic: id quod ad me nihil 
attinet, mi è indifferente, non m'importa per 
nulla, Cic. p) assol., alqd attinet, ovv. attinet 
seguito dall'ini, o daWa.cc. e Z'inf., dipende, 
importa, conviene, giova, sempre preceduto 

dalla negazione (nihil, non, neque) ovv. in 
proposizioni interrogai, negative, ea re nor ( 
venit, quia nihil attinuit, Cic: neque enim at- 
tinet, non concerne, non si tratta di ciò, 
Quint.: sin autem eos non probabat, quid atti 
nuit cum iis, quibus re concinebat, verbis dis- 
crepare ? Cic: nihil attinet me plura scribere, 
Cic 

attingo, tigi, tactum, ere (ad e tango), 
toccare, I) propr.: A) in gen.: a) generic: 
mento summam aquam, Cic. poet.: prioribus 
pedibus terram, Nep.: digito, extremis digitis, 
V. digitus. b) partic, toccare un luogo, cioè 

oc) di pers., raggiungerlo, giungervi, arrivare, 

pervenirvi, Asiani, Cic: Britanniam, Caes. (3) di 



277 



Attinius 



attonitus 



278 



luoghi, confinare, esser confinante, toccare, Cap- 

padociae regio ea,quae Ciliciara attingiti Cic: 
eorum lines Nervii attingebant, Caes.: assol., 
cujus modi loci attingant, Cornif. rliet. B) con 
varii significati accessorii, a) toccare q.c. = 

prender di quale, toccando, appropriarsi, te- 

tigin tui quidquam? C. si attigisses, ferres in- 
fjrtunium,Ter.:depraedamea ..necteruncium 
attigit nec tacturus est quisquam, Cic. quindi 

b) (come ócTCTSaSoa), toccare q.C. = assaggiare, 

gustare, tantum seelus, Cic: graminis herbam, 
Verg. Cfr. labrum, e) come 1. 1. medico, toc- 
care, tastare, pulsum venarum, il polso, Tac: 
venam, Geli, d) toccare urtando, percuotere, 

urtare, si illum digito attigeris uno, Ter.: ed in 

qenere = toccare ostilmente, afferrare, porre le 

mani sopra, cubicularios ej us, Suet.: si Vestinus 
attingeretur, Liv. e) toccare una donna per 

amore od impuram., avere commercio amoroso 
<con essa, alqam,Ter. ed a. II) itasi.: a)generic. 
toccare, cogliere, prendere, detto di passioni, 
sentimenti (pass, essere preso da), voluptas aut 
dolor alqm attingit, Cic: invidia alqm attingit, 

Cic b) trovarsi a contatto od in rapporto, in 
relazione con qualcuno, avere a che fare con, ap- 
partenere a, concernere, raggiungere, corporis 

similitudo attingit naturarci animi, il corpo 
ha somiglianza con l'anima, Cic: labor non 
attingit deum, Cic: alqd ne suspicione qui- 
dem att, non averne il menomo sospetto, Cic: 
quindi att. alqm cognatione, essere impa- 
rentato con alcuno, att alqm sanguine, es- 
tere consanguineo, Suet.: att. alqm necessitu- 
dine, trovarsi in istretta rélaz. con uno, Cic 
e) 2><w mano a q.c, intraprendere q.c, forum, 
rem publicam, darsi al governo dello Stato, 
Cic: rem militarem, Caes.: poeticen, Ncp. : 
<raudia, gustare i piaceri, Prop. d) toccare par- 
lando scrivendo = venire a parlare di, men- 
tovare, accennare, toccare di, illam injuriam UOU 

att.,quae etc,Cic tantummodo summas (res), 
Nep.: singillatim unamquamque rem, Cic: alqd 
breviter att., contr. oratione complecti, Cic 
ow., contr. exsequi, Suet.: alqd leviter in tran- 
sita att., Quint. 

AltTiiìus, a, um, nome d'una famiglia ro- 
mana, di cuiìlpiù noto è C. Att. LabeoMacerio, 
tribuno della plebe Va. 624 diB. (130 a. C), 
nemico di Q. Cecilio Metello Macedonico. — 
agg. attinico, di Attinio. 

Altis, tidis, acc tin, m. ed Attili, ìnis, m. 
("Axxcg), giovane pastore frigio, cui Cibele 
amò e fece suo sacerdote, a patto che conser- 
tasse perpetua castità ; ma essendo egli ve- 
nuto meno a questo patto, impazzì e si evirò. 

AUTu!», a, um, nome d'una gens rom. della 
quale i più noti sono : I) Attius (più preci- 
sam. Accius), celebre poeta del periodo pre- 
classico (n. verso il 170 a. C.,m. dopo V87), 
figlio di un liberto, rivale di Pacuvio, ma più 
giovane di lui. I? uno e V altro adattarono, 
liberamente, per la scena romana i capolavori 
della tragedia greca. II) P. Attius Varus, 
pretore in Africa, al tempo della guerra ci- 
tile fra Cesare e Pompeo ; zelante partigiano 
di questuiamo. Deriv.: Attianus, a, 
um, azziano, di Azio; eprecis., a) del poeta A., 
versus, Cic b) del pretore A ., milites, Caes. : 
legiones, Cic. — Cfr. Atius ed Attus. 



attollo, ere (ad e tollo), innalzare, levare in 
alto, alzare, erigere, sollevare, tirar su (contr. 

demittere, summittere, premere, deprimere), 
J) propr.: 1 ) in senso ristretto : pueros, Quint.: 
fracto crure planum (giocoliere, buffone), Hor.: 
pallium, Ter.: caput, Ov. e (fig.), Liv.: pedem, 
Quint.: frontem (contr. demiitere), Quint.: 
manus (contr. summittere), Qaint. : iras, col 
capo levato in alto, prendere un atteggia- 
mento da adirato (del serpente), Yerg.: alqm 
humeris, Verg.: manus ad caelum, Liv.: ocellos 
contra solem, Prop.; cfr. (fig.) adversus dicta- 
toriam vim attollere oculos non audere, di al- 
zare lo sguardo, Liv.: rifl. attollere e mediale 

attolli, levarsi, sollevarsi, levarsi in alto, sor- 
gere, ter sese, Yerg.: subito navis coepit et 
regere se et attollere, Sen. rhet.: miscent se 
maria etnigrae attolluntur arenae, Verg.: att. 
se recto trunco, levarsi dritto in alto, Ov.: se 
a gravi casu, Liv.: se in femur, Verg.: se in 
auras, Verg. 2) in senso largo = far alzare, 

levare q.C. in alto, innalzare, elevare q.c, far 
salire, sollevare in alto, erigere, drizzare, molem, 

Verg.: arcem tectis, Verg.: malos, Verg.: glo- 
bos flammarum (dell E ina), Yerg.: rifl. attol- 
lere se e mediale attolli, innalzarsi, salire, 
gonfiare, Euphratem nulla imbrium vi sponte 
et in immensum attolli, Tac: turres in LX 
pedes attollebantur, Tac II) trasl., levare, 
innalzare =. far salire, a) estensiv., vocem 
(contr. vocem summittere), Quint.: vox attol- 
litur (contr. descendit), Quint.: dell'oratore, 
supra modum sermonis attolli, elevarsi al eli 
sopra del tono della conversaz. (parlare più 
forte che nella conversazione), Quint. b) in- 

iensivam., a) innalzare, levare, sollevare COI'pO- 

ralm. e spiritualm. vires in milite (rinfrancare 
il soldato (contr. frangere), Prop.: animos ci- 
vium (contr. deprimere), Plin. pan : att. ani- 
mos ad spem consulatus, Liv. : rifl. Punica se 
quantis attollet gloria rebus, Verg. : partic, 
orationem att., elevare il discorso, dargli un 
tono più elevato (contr. orationem summit- 
tere), Quint.: e rifl. se attollere, mediale attolli, 
detto dell'oratore e del poeta — prendei'e uno 

slancio, innalzarsi, modo nimis se attollit, modo 

nimis deprimit, Sen. rhet. : nunc attollebatur. 
nuncresidebat,Plin.ep. (3) innalzare politicavi., 

contraddistinguere, segnalare, onoì'are, rem pu- 

blicam bello armisque, Tac. : alqm insignibus 
triumphi, Tac y) elevare, nobilitare oratoriam., 
res per similitudinem, Quint.: cuncta in majus, 
Tac: una persona, alqm adulationibus, Tac. 

at-tOIldcO, tondi, tonsum, ere, tagliare, to- 
sare, radere, I) propr.: caput, Cels. : vitem, 
Verg.: di capre, pascolare, brucare, tenera vir- 
gulta, Verg. II) trasl. consiliis nostris laus est 
attonsa Laconum, è scemata, diminuita, Cic 
poet. Tusc. 5, 49. — Are attotonse = atton- 
disse, Verg. cat. 8, 9 (ediz. Ribbeck attodisse). 

attonitus. a. um, part. agg. (da attono), 

COììlC tOCCO dal tuono, sbalordito, stordito, 

a) corporalm. : aures, Curt. : attonitos subitus 
tremor occupat artus, Ov. b) spiritualm., 
a) come tocco dal tuono, come col- 
pito dal fulmine == sbigottito, stordito, 
attonito, magna pars integris corporibus atto- 
niti concidunt, Liv. : attonitis liaesere animis, 
Verg.: domus att., Verg.: novitate ac miraculo 



279 



attono 



auceps 



280 



attoniti, LÌV.: (3) entusiasmato, ispirato, furioso, 

attonitae Baccho matres, Verg.: vates, Hor. 
ai-tono, tonili, tonìtum, are, scuotere col 

fragor del fulmine, del tuono, 1) propr. : ipsa 

altitudo attonat summa, espone le sue som- 
mità al tuono, Maecen. in Sen. ep. 19, 9. 

II) trasl. sbalordire, sbigottire, rendere attonito, 

alqm, 0v.: quis faror vestras attonuit mentes ? 
Ov.: genitor attonitus est, coZZ'acc. e Z'inf., Ov. 

al-tor<]UeO, ère, muovere q.c. in giro, 
girare intorno, vibrare verso UU punto, Verg. 

Aen. 9, 52. 

altra cfto, V. attrecto. 

attractus, a, um, part. agg. nel compar. 

(da attraho), attratto, contratto, aggrinzato = 

tenebroso, corrugato, frons attractior, Sen. 
ben. 4, 31, 4. 

attrailo, traxi, tractum, ere, tirare a sé, 
attrarre, tirar su, I) propr.: a) ogg. inan.: 
pinguem salivam, Sen.: crus, Cels.: magnes 
lapis, qui ferrum ad se alliciat et attrahat, 

Cic: partic, tendere, tirare fortem., lora, Ov.: 

contentum arcum fortius, Ov.: vultus tuus col- 
ligit rugas et attrahit frontem, Sen. b) trasci- 
nare una persona, alqm vinctum, Liv.: addu- 
citur a Veneriis atque adeo attrahitur, Cic. : 
tribunos attraili ad se jussit, Liv. II) trasl.: 
1) in gen.: nihil esse quod ad se rem ullam tain 
alliciat et attrahat (sì potentem. attragga a sé), 
quam ad amicitiam similitudo, Cic. 2) tirare 
(a sé) = fare arrivare con un ciato scopo, 
a) una pers.: te ipsum, Cic: alqm Eomam, Cic: 
alqm ad hoc negotium, Cic: b) una cosa : alqd 
ultro arcessere et attrahere, cercar di attrarre 
a tutta possa, Brut, in Cic. ep. ad Brut. 1, 17, 4. 
attrectalus, ahi. ù, m. (attrecto), il toc- 
care, tocco, palpamento, PacUV. tr. fr. in Cic 

Tusc 2, 50. 

attrecto, avi, atum, are (ad etracto), pal- 
pare, toccare, I) propr.: 1) in gen. : blanditia 
popularis aspicitur, non attrectatur, non la si 
sente, Cic. Piane 29. 2) partic. : a) toccare, 
palpare sconvenevolm., lascivam., impudicam., 
libros (Sibyllinos) contaminatis manibus, Cic: 
id signum, Liv. b) pregn., palpeggiare q.c, 
stendere la mano per prendere q.c. = cercare 
di appropriarsi q.c. contro il dovere, contro 
la convenienza, regias gazas, Liv.: insignia 
summi imperii, Liv. : II) trasl. occuparsi di 
q.c, feralia, Tac 

al-tribìio, tribiii, tribùtum, eie, attribuire, 

assegnare, distribuire, I) propr. : A) in gen. : 

us equos, farli salire a cavallo, Caes.: duas 
naves familiaribus suis , Caes. B ) partic. : 
1) assegnare ad uno un luogo come soggiorno, 
dimora o possesso, alteram (partenti ejus vici) 
eohortibus ad hibernandum, Caes. : sibi agros, 
Caes.: ed il posto nella battaglia, dextra pars 
(dia) Massiliensibus attribuitur, sinistra Nasi- 
dio, Caes. 2) come t. t. della lingua dei tri- 
bunali, attribuere pecuniam, assegnare, dar 
denaro — accordare, a) da una cassa privata, 
tantum, quantum debetur, Cic: quindi trasl., 
attribuere alqm, dare assegnamento su qual- 
cuno, attributos (gli indicati), quod appellas, 
valde probo, Cic: quibus equos alerent, viduae 
attributae, quae bina milia aeris in annos sin- 
gulos penderent, Liv. b) dalla cassa dello 
Stato, daW erario, a spese dello Stato : alci 



pecuniam, pecuniae summam, Cic: sestertium 
centies octogies ex aerario tibi, Cic. 3) ascri- 
vere, affidare ad alcuno la direz., la cura di 
q.c, pecus omne equitibus auxiliariis agendum, 
Sali.: nos trucidandos Cethego, Cic: partic: 
dare ad ale. un comando militare, porre una, 
città, dei soldati, delle navi, ecc. sotto la direz. 
(il comando), di ale , solco a f suoi ordini, oppi- 
dum civibus Eomanis, Caes.: naves singulas 
equitibus Bomanis, Caes. : alci IV legiones, 
Caes.: parimenti una provincia, ecc., alci Apu- 
liam, Cic: regnum filio ejus, Curt. 4) come 1. 1. 
ufficiale, assoggettare una popolaz.,odun prin- 
cipe ad un altro popolo o principe e render- 
glielo tributario, incorporare, insulas Bhodiis, 
Cic: Suessiones Bemis, Caes. : ipsi (Commio) 
Morinos, Caes. 5) assegnare ad uno una pers., 
perchè gli serva, V aiuti o gli sia subordinata, 
pueros attribue ei, quot et quos videbitur, Cic: 
Juventus, quae praesidio ejus loci attributa erat, 
Liv.: huic (Labieno) M. Sempromum Butilum, 
Caes. : Centuriones ei classi, Caes. 6) asse- 
gnare ad una cosa, tale e taT altra somma 

come tassa, come imposta, imporre, infliggere, 

bis rebus omnibus terni in milia aeris attribue- 
rentur, Liv. 39, 44, 3. II) trasl. : A) in gen. 

assegnare, distribuire, prestare, ne Cupido aucto- 

ritas attributa esse videatur, Cic: si legi, loco, 
urbi attribueretur oratio, si introducessero a 
parlare, Cic. : non attribuere ad amissionem 
amicorum miseriam nostrani, Cic: senae horae 
in orbem operi attributae sunt, furono asse- 
gnate, Liv. B) partic: 1) come t. t. retor. e 
gramm., alci (rei) attributum esse, toccare 

(come predicato od attributo), appartenere 
completami ad una persona COSa, essere com- 
preso in q.c, Cic. de inv. 1, 34 e sgg. 2) ascri- 
vere ad alcuno q.c come colpa od effetto^ 
bonos exitus diis immortalibus, Cic. : alqd sibi 
soli, Cic: aliis causam calamitatis, Cic. seguito 
da quod (che, ecc.), quod Sicyonii te laedunt, 
Catoni et ejus aemulatori attribues Servilio, 
Cic. 

attribuito, onis, f. (attribuo), I) (da at- 
tribuo n° I, B, 2) come t. t. del linguaggio 
commerc = assegnazione d'un debito, de at- 
tributione confìcies, Cic. II) (da attribuo, 
n° II, B, 1) come t. t. retor. = la proprietà 

die accessoriam. tocca ad una pers. C, circo- 
stanza accessoria, incidente, Cic de Ì11V. 1, 38 e 

2, 42 (plur.). 

1. atlritus, a, um, partic. agg. con com- 
par. (da attero), trito, usato, logoro, I) propr.: 
ansa, Verg.: mentum attritius, Cic. II) trasl.: 
dell'oratore, indebolito, fiacco neir esporre, Cal- 
vus exsanguis et attritus, Tac. dial. 18. 

2. attrltus,ìls,m. (attero), strofinio, attrito, 
sfregamento a q.c, Sen. ed a. 

Atlus Ravìus, celebre augure dei tempi 
di Tarquinic Prisco. 

Àtjf'S (Attys), yos, m. ("Atos, "Atto^, 
I) figlio di Ercole e di Onfale, padre di Tir- 
reno e Lido, capostipite dei re di Lidia, i 
quali perciò sono chiamati Atyadae. II) ca- 
postipite della gens Atia. 

au! od hatl! inter. oh! deh! oibò, nella 
Commedia. 

atice|»!», ciipis, m. (accorc da aviceps, 
da avis e capio), uccellatore, Ter. ed a.: trasl., 



•281 



auctifer 



auctor 



282 



jaìac. syllabarum, critico d'inezie, sofistico 
(detto di avvocati), Cic. 

auctifer, fera, forum (auctus e fero), die 

accresce, che apporta abbondanza, fertile, ter- 

rae, Cic. poet. fr. 

auctificus, a, um (auctus e facio), che 

porta accrescimento, motus, che fa crescere, 

Lucr. 2, 571. 

anello, onis, f. (augeo), incanto, auctionem 
proscribere, Cic: auctionem facere, Cic: Ro- 
scii bona vendere auctione constitutà, Cic: 
auctiones liastae, incanti giudiziari (perchè 
vi era un'asta), subastazioni, Suet.: metou., 
beni all'incanto, auctionem vendere, Cic. 

auctìònàrius, a, um (auctio), che appar- 
tiene all'incanto, spettante alla vendita pub- 
blica, tabulae, Usta delle cose da vendersi al- 
l'incanto (dei beni dei debitori da vendersi 
all'ine), Cic: atria, atrio per l'incanto, cor- 
tile ove si facevano le pubbliche vendite. 

auctiónor, atus sum, ari, (auctio), ven- 
dere all'incanto, mettere all'incanto, in atriis 
auctionariis , Cic: difficultates auctionandi 
proponere, Caes. 

auctito, are (freq. di augeo), aumentare 
fortem., pecunias fenore (il proprio denaro 
con interessi elevati), Tac ami. 6, 16 in. 

aucto, are (freq. di augeo), aumentare = 
accrescere via via, Luci". 1, 56; quindi alloc- 
chire vieppiù, Catull. 67, 2. 

auctor, òris, e. (augeo; quindi a torto 
scrivesi talv. autor od author), letteralm. il 
prò m o tor e, il fattore, colui che 
fa avanzare, colui che fa, produce, ef- 
fettua mediatamente od immediatam. q.c. che 
non esisteva ancora, ovvero che porta alla 
piena sua forza una cosa già esistente, che 
le dà sussistenza, accrescimento, riconosci- 
mento e durata, I) ingen.: 1) creatore e pro- 
duttore di oggetti materiali, di ordinamenti 

e Stati mater., colui die è causa di q.C, crea- 
tore, fondatore, chi istituisce, inventore, autore, 

perfezionatore, frugum,V erg.: muneris, datore, 
datrice, Ov.: vulneris, Verg.: necis, Suet. — 
Partici coautore d'un edifizio o d'altra opera 

d'arte, fabbricatola, fondatore, restauratore, ar- 
tista, amplissimoruui operum, Suet.: templi, 
LÌV. P) il capostipite d'una famiglia, fonda- 
tore, antenato, L Brutus, praeclarus auctor no- 
bilitatis tuae, Cic: auctor gentis, Suet.: mihi 
Tantalus auctor, Ov. y) autore d'uno scritto, 
scrittore, versus sine auctore, anonimi, Suet.: 
ista lectio multorum auctorum. Sem: auctor 
carminis, Hor. Diverso s tto il n° 2, b, p. 

S) inventore, fondatore, protettore, auctor Apollo, 

Verg : carminis, Tibull.: ìucis, di Apollo, Ov. 

2) Chi è autore e promotore d'una proposta, 

d'una decisione, d'un' impresa, d'un affare, 

Ora promotore, ora protettore, patrono, ora con- 
sigliere, ora ancora chi dà il suo assenso, chi 
dirige, guida, rappresenta, difende, a) in gen.: 

a) assol.: nec auctor quamvis audaci facinori 
deerat Liv. partic. spess > auctore alqo, ad 

istigaz, di tino, sotto la responsabilità, per ordine 

di, auctore me, te, Cic. ed a.: auctoribus vobis 
(contr. sua sponte), Liv.: auctore atque agente 
eo, Caes.: consiliario et auctore Vestono, Cic: 
auctoribus a ibus, Pie;: ingenio sibi auctore, 
Cic: auctoribus diis, Liv. P) costr. col genìt. ; 



Cadmeae occupandae, Nep.: interficiendi alcjs, 
Cic belli, Liv.: injuriae (contr. vindex injuriae), 
Cic. deditionis auctor et suasor, Cic. : auctor 
i-ei'um (contr. scriptor rerum), Sali.: dux auctor, 
auctor rerum illarum, Cic: profeetionis, Caes.: 
col dat., auctor liis rebus quis est ? Ter. : ille 
legibus Caecilii Metelli contra auspicia ferendis 
auctor, Cic: con ad e l'acc, lue tibi gravissi- 
ma auctor ad instituendam rem fuit, Cic: con 
in e Z'abl., in restituendo auctorem fuisse ascri- 
ptoremque, Cic. : hunc in omni procuratione 
reipublicae actorem autoreinque habebat, egli 
l'appoggiava col consiglio e con la mano, Nep. 
b) partic, alci auctorem esse, consigliare al- 
cuno in q.c, consigliare q.c a qualcuno, aiu- 
tare, indurre unoin qualche impresa col consiglio, 
propoi-re ad imo q.C, far fare ad ale q.C, 

consigliare, a) assol., ut auctores alii fuerunt, 
I Cic. p) costr. col genit., semper senatui pacis 
I auctor (consigliere di) fui, Cic: con ad e l'acc, 
eo tempore non modo ipse fautor dignitatis 
tuae fui, veruni etiam ceteris auctor ad te 
adjuvandum, Cic: col semplice acc. direlaz., 
(in risposta alla domanda in riguardo di 
che? a che?), idne estis auctores mihi ? 
Ter.: a me consilium petis, quid sim tibi auctor, 
in Siciliane subsidas, an ut proMscare ad etc, 
Cic: con ut o ne ed il cong., miliique ut absim 
vehementer auctor est, Cic. : illi magnopere 
auctor fui, ne differret tempus petitionis suae, 
Brut, in Cic. ep. : seguito dati 'acc. e l'ini, o 
dal semplice inf., ego quidem tibi non sum 
auctor, si Pompejus Italiani relinquit, te quo- 
que profugere, Attic. in Cic. ep. 

3) Il promotore, il propugnatore d'una 
idea, d' un' opinione, d' un' asserzione, d' un 

racconto, d'una diceria, ecc., rappresentante, 
garante, colili che accredita, che dà valore ad 

una e, a) in gen. : a) assol., fama nuntiabat 
te esse in Syria ; auctor erat nemo, Cic. : boni 
nuntii, non optimis tamen auctoribus, Cic : 
auctore certo e certis auctoribus comperisse, 
da fonte certa, Suet. e Cic. p) col genit., cujus 
(Cethegi) eloquentiae est auctor, et idoneus 
quidem, Ennius, Cic: auctor gravis rei magnae, 
Liv.: di uccelli, ecc., auctor aquae pluviae gra- 
culus , annunziatore sicuro, Ov. : lucis au- 
ctores aves (dei galli), Verg. : y) coll'acc. e 
l'inf., auctores concilia Etruriae populorum de 
petenda pace liaberi, Liv. b) partic : a) il 
rappresentante d'una dottrina o d 'un 'opinione 

Scientifica, colui che le dà credito, autorità, OVV. 
ancora modello, imagine, OVV. precursore, mae- 
stro, direttore, habere auctorem (autorità) ido- 
neum, Cic: auctoribus optimis uti, Cic: malus 
auctor latinitatis, Cic: detto d'un maestro, 
Cratippo auctore (coli' autorità di C), Cic: 
d'un investigatore, non sordidus auctor na- 
turae verique, Hor. p) garante di qualche 
scritto, insigne, ora = autorità, ora = rela- 
tore, scrittore degno di fede, bonus, valde bonus, 

optimus, Cic: locuples, Cic: haudquaquam 
spernendus, Liv. detto partic. degli storici, 
rerum Romanarum, Cic: discrepat inter aucto- 
res, Liv.: auctorem esse coll'acc. e l'inf., atte- 
stare, garantire, che, ecc., sunt qui male pu- 
gnatum ab liis consulibus in Algido auctores 
sint, Liv. — Diverso da n° 1, y (V. sopra). ^ 
II) particolarm. come t. t. civil, e cioè: 



283 



auctoramentum 



auctoro 



284 



a) come 1. 1. ufficiale, auctor legis ovv. senatus 
consulti, nei contesto anche semplic. auctor, a) 

chi promulga, chi dà, chi eseguisce lilla legge od 

un decreto, legum auctor {contr. suasor), Liv.: 
J auctore Fabio consule, Liv. p) consigliere, chi 

appoggia (con SUO voto e credito), il manteni- 

, tore, il sostenitore di una legge, ecc. [contr. 
dissuasor), multarum legum aut auctor aut 
dissuasor, Cic: auctor senatus consulti, Tac. 
y) colui che conferma, che verifica, nella frase 

■■ auctores fiunt patres, • padri lo confermano 
(cioè quello eh' è stato decretato, votato dal 
popolo), Cic. ed a. b) come t. t. giuridico, che 
procaccia valore, validità ad una cosa, o che 
cerca di dargliene, la rappresenta, la difende, 

rappresentante, difensore, protettore, garante, 
autorità, campione, testimone, SUae civitatis, 

Cic: maximarum societatum, Cic: quaerela- 
rum, Cic: auctor et cognitor sententiae, Cic 

— ■ In partici a) rappresentante, garante d'un 

possesso , al quale si rivolge T accusatore , 
actio est in auctorem praesentem, Cic Caecin. 
54: e partic. il rappresentante d'un possesso, 
il quale nella vendita eli egli fa, garantisce 
al compratore il diritto di proprietà (vendi- 
, tore dunque soltanto in apparenza), fundi, 
Cic, a malo auctore emere, Cic 0) tutore, cura- 
tore (tutor) di una donna, il cui pieno assenso 
rende valevole il volere di questa persona, 
quod mulier sine tutore auctore promiserit, 
Cic : deberi viro dotem, quam (mulier) nullo 
auctore dixisset, Cic: nuptiarum auctores, i 
pia prossimi parenti e congiunti (il cui con- 
corso è richiesto per la validità del matri- 
monio), Cic 

auctor H menimi», i, n. (auctoro), I) paga, 
mercede, prezzo per V opera prestataceli, ed a.: 
trasl., est illis ipsa merces auctoramentum ser- 

vitutis, Cic II) contratto, contratto di servizio, 

turpissimum, dei gladiatori, Sen. ep., 37, 1. 
auctoritas, àtis, f. (auctor), I) in senso 
ristretto: 1) legittimità, validità, a) di un pos- 
sesso, adversus hostem aeterna auctoritas 
(esto), contro lo straniero dev'essere eterno il 
diritto di possesso, non esiste prescrizione, 
XII tabb. fr.: quindi usus et auctoritas e usus 
auctoritas e semplicemente auctoritas, l'usu- 
capione e il diritto di pì'oprietà che ne de- 
riva, ossia il legittimo possesso in seguito a 
prescrizione, usus et auctoritas fundi, usus au- 
ctoritas fundi, Cic: jure auctoritatis (possedere 
q.c.per diritto di acquisto), Cic b) validità, 

legittimità di una pretesa, ecc., garanzia, cau- 
zione, credito, peso, autenticità, publicarum ta- 

bularum, Cic: testimoni! tui, Cic: auctoritas 
est in eo testimonio, Cic: auctoritatem habere 
(p. es. di scritti, di registri dei conti, di pub- 
bliche carte, ecc.), Cic: auctoritatem testi at- 
tribuere (contr. auferre), Cic: auctoritas verbis 

deest, Quint. : meton., attestazione, legidizza- 
zione, certificato, garanzia, firma, auctoritate 

prescriptae, firma, sottoscrizione del decreto 
del Senato (da parte dei Senatori personalm. 
presenti), Cic e) la prima mozione di una 

COSa, priorità in una C, esempio, modello, che 

serve di regola, di base, majorum, Cic: aucto- 
ritatis ejus et inventionis comprobatores, Cic: 
alcjs auctoritatem sequi, Cic: in auctoritatibus 
versari, Cic. 



2) proposta d'un decreto, d'un' impresa, ecc., 

garanzia che fa avanzare, Che promuove, coo- 
perazione che Spinge avanti, appoggio, in- 
fluenza, autorità, credito, raccomandazione dì 
una persona autorevole, consiglio, incoraggia- 
mento, spinta, consolatus mei, Cic: cujus aucto- 
ritas multum apud me valet, Cic: auctoritate 
Orgetorigis permoti,Caes.: auctoritates rerum 
gerendarum (degli auguri), Cic meton., au- 
ctoritates principimi conjurationis colligere , 
autorità, persone di molta influenza o cre- 
dito, Cic Sull. 37. 

3) autorità, dichiarazione di volontà, che SÌ 
fa Valere, dichiurazione, sentenza, volontà^ modo 
di vedere autentico, decreto, a) generic. : vo- 
luntas scriptoris et auct., Cic: illius sententi* 
atque auct., Cic. : hominum Consilia et aucto- 
ritates, Cic. meton., sentenza dichiarata per 
iscritto, cfr. Cic. Cael. 55. b) di una singola 
pers. nel Senato, Q. Catuli auct. et sententia r 
Cic: e dei giudici, auctoritate vestrà viam pa- 
tefaciatis illustrem atque latam, Cic. e) volere 
del popolo, della moltitudine, populi Romani. 
Cic: publica, Veli, meton., volontà espressa, 
commissione, ordine, incarico per iscritto, civi- 
tatum auctoritates ac litterae, Cic: publicae 
auctoritates testimoniaque (pubbl. patenti), 
Cic d) dei collegi e poteri governativi, auto- 
rità, collegii (pontifìcum), Liv.: censoria, Cic 
e) dichiaraz. del modo di vedere 
del Senato romano, autorità, avente forza di 
legge, cum potestas in populo, auctoritas in 
Senatu sit, Cic. Partic: a) volontà del Senato, 

espressa per votazione, decreto del Senato in 

gen. (Senatus consultuin all'incontro è ildecr.. 
del Sen. sancito coli' intervento dei tribuni 
della plebe), sine auctoritate Senatus foedu,- 
facere, Cic: ex auctoritate Senatus respondere. 
Cic: compiut. Senatus consulti auctoritas, ab- 
brev. S. C. A., Cic. fi) il modo ai vedere del Se- 
nato, la elevaz. del quale allo stato di decreto 
formale poteva essere impedita dall'oppos. 
d'un trib. della plebe, si quis buie Senatus 
consulto intercessisset , auctoritas prescribe- 
retur, Cic. 

4) autorizzazione, autorità, pieni poteri, le- 

gum dandarum, Cic: legatos cum auctoritate 

mittere, Cic: quindi potere, forza, comando, 

ordine, se conferre ad alcjs auctoritatem, Cic: 
persequi (seguire) alcjs auctoritatem, Cic: 
esse ovv. manère in alcjs auctoritate (essere 
ai cenni, ai comandi altrui), Liv. 

II) in Senso largo, peso, credito, influenza, 
(per sonale), autorità, a.)diuna pers.: a)propr.: 
auct. et gratia, Cic: summa auctoritas et doc- 
toris et urbis, Cic: quorum auctoritas apud 
plebem plurimum valet, Caes.: auctoritate 
multuin apud alqm posse, ISTep.: auctoritatem 
habere apud alqm, Cic: facere auctoritatem. 
Cic: auctoritatem alcjs imminuere, Cic: au- 
ctoritatem levare, Cic; auctoritatem perdere, 
Quint.: P) meton., un'autorità = una per- 
sona rispettabile, considerata, influente, de. 
Dejot. 30; Marc 10. b) di un ordine stabi- 
lito, di una proprietà, istituzione, ecc., le 
gum, Cic: loci, Cic: veteris Academiae* Cic. 

auctoro, avi, atum , are (auctor), obbligare 
alcuno, vincolarsi alcuno per q.c, con denaro 
mercede, quid refert, uri virgis ferroque ne 



285 



auctumnalis 



audio 



286 



cari auctoratus eas, t'impegni, Hor.: proximo 
munere inter novos auctoratos (assoldati) fe- 
rulis vapulare placet, Sen. : quindi trasl., 

a) generic.: obbligare, stringere, eo pignore 

velut auctoratum sibi proditorem ratus est, 
LÌY. b) alci alqd preparare, Veli. 2, 30, 1. 
auctumnalis, e, V. autumnalis. 

1. auetuimius, i, m., V. 1. autumnus. 

2. auctuinnus, a, um, V. 2. autumnus. 
1. anelli*, a, um, partic. agg. (da augeo), 

SOlo nel compar. auctior, più grande, più 
ricco, accresciuto, ampliato, majestas auctior, 

Liv.: socii honore auctiores, Caes. 

2. aitClUS, ÙS, m. (augeo), aumento, ingran- 
dimento, accrescimento, pienezza, COrpoi'lS, ar- 

boris, Lucr.: vos (dii deaeque) bonis auctibus 
auxitis (V. augeo alla fine), Liv.: fluminum, 
il gonfiare, Tac. 

aUCUpiUlll, lì, n. (auceps), uccellagione, 

cacciadegii uccelli, I)propr. e meton.: \)propr.: 
piscatus, aucupium, venatio, Cic: vitam pro- 
pagare aucupio, Cic. 2) metOll., caccia agli uc- 
celli, uccelli presi, aucupia omne genus, piscis, 
prata, Catull. II) trasl., caccia a quale, lo 
spiare, hoc novum est aucupium, nuovo modo 
diprocacciarsi il vitto, Ter.: delectationis auc, 
studio di dar diletto, brama di plauso, Cic: 
aucupia verborum, sottigliezze, giuochi di pa- 
role, cavilli, Cic. 

aucìipoi*, àtus sum, ari (auceps), I) uc- 
cellare, cacciare uccelli, Varr. r. r. 1, 23, 5. 

II) cercare con diligenza, spiare, andare in cerca, 
in caccia di, ricercare avidamente , ecc., verba, 

Cic: gratiam, Cic. 

audacia, ae, f. (audax), audacia, I) in 

Senso buono, coraggio, ardire, ardimento , au- 
dacia in bello, Sali. : mirabundi unde tanta 
audacia, tanta fiducia sui victis ac fugatis, Liv.: 
si verbis audacia detur, fosse permessa un'e- 
spressione franca, Ov. II) in senso cattivo, 

audacia, arroganza, impudenza, temerità, im- 
prudenza, a) generic: audacia et impudentia, 
Cic: stultorum et improborum tementas et 

audacia, Cic. Plur. COncr. = azioni temerarie, 
imprese arroganti, Cic e Tac b) in SenSO pia 

mite, libertà, arditezza, licentia... vel potius 
audacia, Cic: vitare audaciam in translatio- 
nibus, Suet. 

audacìici* e audacter, aw. (audax), 

arditamente, in SenSO bltOìlO e catt, coraggio- 
samente, arrogantemente, temerariamente, im- 
pudentemente (contr. timide), aaidaciter ferre 
de, ecc., Liv.: audaciter dicere, Sen.: audacter 
dicere, Cic: respondere alci, Cic: audacius 
exsultare, Cic: audacissime perrumpere, Caes. 
audax, dacis (audeo), colui che osa, in 

SertSO buono e (pia Spesso) Catt, audace, ani- 
moso, imperterrito, arrogante, impudente, sfac- 
ciato, coraggioso {contr. timidus, ignarus), a) di 
pers. e del loro carattere, homo, mulier, Cic; 
audaces et protervi, Cic: animus, Sali.: poeta 
(un p. che osa adoprare costrutti insoliti), 
Hor. audacissima ego ex omnibus, Cic: viri- 
bus audax, audace, superbo, Verg.: paulo ad 
facinus audacior, Cic: alqm audaciorem facere 
in omnes conatus, Sen.: colVinf., audax omnia 
perpeti, Hor. b) clic, inan.: facinus, Ter.: con- 
silium, Liv.: verba, Quint. 

audeiis, entis, partic. agg con compar. 



e superi, (da audeo), che osa (per lo 'più) 

in SenSO buono, ardito, coraggioso, animoso, 

Verg., Tac ed a. 

audcilttr, avv. (audensì, arditamente, 
animosamente, coraggiosamente, Giureconsulti: 
compar. audentius, Tac. ed a. 

audenlia, ae. f. (audens), animosità, ardi- 
tezza, coraggio, Tac e Quint.: partlC, libertà, 

ardimento nelTuso delle parole, Plin. ep. 8, 4, 4. 
audeo, ausus sum, ère, osare (di fare) q.c, 

cimentarsi, arrischiarsi, COStr. : a) COÌV inf.: 

vide quaeso, ut, qui de meo facto non du- 
bitem dicere, de Ligarii non audeam confi- 
teri, Cic: audeo dicere, oso dirlo (sostenerlo), 
Cic. b) coira.ee, facinus, Ter.: ultima, Liv.: 
extrema, Verg.: aciem, proelium, Tac: multa 
dolo, pleraque per vim audebantur, Liv.: quindi 
partic. pass., omnia et conanda et audenda 
Magnetibus esse, Liv.: ausis ad Caesarem co- 
dicillis , Tac e) assol.: hos novos magistros 
nihil posse docere, nisi ut auderent (se non 
di essere arroganti), Cic: audere in proelia, 
gettarsi baldanzosi nella mischia, Verg.: ad- 
versus Neronem ausus, del partito avverso a 
Nerone, Tac: longius audere, continuare ad 
arrischiarsi, Tac: unde rursus ausi, donde 
avendo osato di balzar fuori, ecc., Tac. — 
Antico perf. ausi , perciò nella prosa elevata 
(perfino in Cic. Brut. 18) e spesso nei poeti, 
congiunt. sincop. ausim, is, it. 

audiens, entis (audio), I) partic. V. audio. 
II) sost., uditore, audientis animum movere, 
Cic: cornuti, nel plur., animos audientium per- 
movere, Cic. ovv. infiammare, Cic. 

audienlia, ae, f. (audio), attenzione pre- 
stata ad alcuno che parli, udienza, ascolto che 
gli si presta, audientiam facere (procacciare) 
sibi ovv. orationi, Cic. 

audio, Ivi e ti, ftum, Ire (connesso col greco 
are. <xò; = ou£ e ad auris), udire (contr. sur- 
dum esse), I) udire, sentire, a) avere V udito e 
poter farne uso : auribus parum audire, Cato: 
gravius audire coepisse, Cels.: apertis atque in- 
tegris et oculis et auribus nec videre nec au- 
dire, Cic: audiendi sensu carere, di per s., Cic. 
h)ascoltare, fare attenzione, PH Dorio,audi, 
obsecro. Do. Non audio, Ter.: loquere, audio, 
Ter.: audisne ovv. audin? odi tu? Ter. 

II) udire, sentire quale. = afferrare q.c. COl- 

V udito o (in senso pia largo) per averlo udito 
o per averlo letto, A) in gen.: a) colla dom. 
che cosa? o chi? o di chi? si ode, a) col- 
Z'acc: sapientiae vocem, Cic: neque enim novi 
quidquain audieram, Cic: quem ego hic audio V 
Ter.: audità pugna, Caes.: con doppio acc, te, 
ut spero, propediem censorem audiemus, Cic: 
nel pass, con doppio nomin., tantum Cainillus 
auditus imperator terroris intulerat, Liv.: cui 
non sunt auditae Demosthenis vigiìiae? Cic. 
part perf. sost., auditum, i, n., udita, voce, , 
fama, nihil habeo praeter auditum, Cic: audito \ 
fuit eruditior, Veli, p) coir acc. e V inf.: saepe i 
hoc majores natu dicere audivi, Cic: e così \ 
(negli Storici) cibi, assol., audito, ricevuta la \ 

notizia che, sentito a dire che, ecc., p. e. audito 

Machanidam refugisse Lacedaemonem, Liv.: 
nel pass, col nemin. e Z'inf., Bibulus nondum 
audiebatur esse in Syria, Cic. f) con Voce, e 
il partic : non eum quaerentem quisquam audi- 



287 



auditio 



aufero 



288 



vit, Nep.: idque Socratem audio dicentem, Cic. 
5) con una prop. relativa, p. e., volo tamen 
audire (sono però curioso di sentire), quid sit, 
propter quod etc, Liv.: e così quid igitur est? 
inquit ; audire enim cupio, quid nou probes, Cic. 
s) con una circonlocuz. con cum o dum, p. e., 
saepe soleo audire Eoscium, cum ita dicat etc, 
Cic: auditus est certe, dum ex eo quaerit, Suet. 
b) colla doni, di che? ' — su di che?, con de 
e Z'abl., illos, de quibus audivi et legi, Cic: hic 
niliil dum de reditu Caesaris audiebatur, Cic 
e) colla dom. da chi? o donde? con av- 
verbi, is, unde te audisse dicis, Cic: ovv. colle 
prepos. ab, ex, de e Z'abl., audivi a ovv. ex 
majoribus natu, seguito dalVàcc. e l'ini., Cic: 
quando hoc quisquam ex te (dalla tua bocca), 
Caesar, audivit ? Cic. : non hoc nunc primum 
audit privatus de amico, reus ab accusatore, 
Cic: cum de te ex te ipso audiebam (per comu- 
nicai, epistol.), Cic: noctu audita (est) ex de- 
lubro vox, abstinerent manus, Liv. d) colla 
dom. contro chi? con in e Z'acc, quod se 
in eum audisse dixisset, perchè egli aveva so- 
stenuto di avere udito alcuna cosa contro di 
lui, Cic. e) assol.: se non audivisse (che egli 
non ha udito), sed vidisse dicit, Cic: audi vi 
(Vho udito) et credo, Ter.: ut audio, ut audi- 
mus (incicl.), Cic e Liv.: ades, audi paucis 
(in poche parole), Ter.: audi (per iscritto) nunc 
ad omnes (epistulas), Cic. 

B) partici a) udire, dar retta, dare ascolto, 

ascoltare, a) una pers. che recita, una comu- 
nicazione recitata , alqm facile , Cic. : alqm 
lubenter studioseque, Cic: alqm attentissime, 
Cic: audivi magno silentio (di pers.), Cic: di 

giudici, sentire, interrogare, far subire un inter- 
rogatorio, aliis audientibus j udicibus, aliis sen- 
tentiam ferentibus, Caes.: audire de ambitu, 
Cic: servum, Suet.: ào\os,Y erg.: del discepolo 

od uditore, ascoltare UUO, andare alla confe- 
renza, alla lezione di alcuno, essere uditore, 
discepolo di alcuno, sentir esporre qualcuno, 
Zenonem, Cic: alqm Eomae, Quint.: annum 
jam Cratippum, Cic: ponere jubebam, de quo 
quis audire vellet, Cic: ponere alqd, ad quod 
audiam, volo, Cic: di principi, dare udienza 
ad uno, legationes, Suet. p) una preghiera e 
sim., una pers. che prega, fa proposte, ecc., 

ascoltare, dar retta, stare a sentire, prestare at- 
tenzione, esaudire, par tic. della divinità, alcjs 
preces, Cic: alcjs vota, Hor.: orantem, Ov. y)di 
una pers. o e, che presenta o contiene un'as- 
serzione, un'obbiez., prestare fede, approvare, 

nec Homerum audio, qui ait etc, Cic: si fabulas 
audire volumus, Cic: ed assol. nella forinola 

audio, concedo (questo), ammetto (questo), Cic: 

non audio, non concedo, non ammetto, Cic: 
nil audio, non voglio sentire ragioni, pretesti, 
Ter. 5) ad una pers. che avverte, od ammo- 
nisce, ecc., dar retta, dar ascolto a, sottomet- 
tersi, coU'slcc. , alqm amicissime monentem, 
Cic: sapientiam, Cic: te audi, tibi obtempera, 
Cic : di e. inan.. neque audit currus habenas, 
Vecg.: necquae(sagitta) magis audiat arcum, 
Ov.: nellaprosa class, col dat. soli, nella for- 
mula dicto audientem esse, ubbidire all'ordine, 

alia parola, Caes.: in tanta re, Cic: e dicto au- 
dientem esse alci, b) sentirsi a chiamare, a) col 
nomm. e /'inf., essere chiamato COSÌ e COSÌ, valere 



per questo e quello, avere una data fama, rex 

paterque audisti, Hor.: si curas esse quod audis, 
Hor. p) con avverbi, bene audire, venire lodato, 

essere in buona fama, contr. male audire, venire 
biasimato, avere cattiva riputasi*, Cic ed a.: COSÌ 

anche se illorum culpa minus commode audire, 
Cic e) trasl., come t. t. gramm.: a) prendere 
una cosa in questo o in quel senso, capire, 
interpretare, ut Vulcanum prò igne vulgus 
audimus, Quint.: sic enim auditur ut depu- 
gnares, Quint. p) sentire q.c. = completare nel 
pensiero, simul enim auditur coepit, Quint. 
Forme sincop., audibat, audibant, audisti, au- 
distis, audisse; audin (= audisne), Comici. 

aildltlO, Ònis, f. (audio), l'audizione, l'ascol- 
tare, I) attiv. = ascolto, fabularum, Cic: assol, 
subactio (ingenii) autem est usus, auditio, lectio, 
litterae, Cic II) pass. — udita e meton. = voce 
pubblica, hoc solum auditione expetere coepit, 
cum id ipse non vidisset ? Cic: si accepissent 
fama et auditione esse quoddam numen et vim 
deorum, Cic: plur., fictae auditiones, Cic: his 
rebus atque auditionibus permoti, Caes. 

auditor, òris, m. (audio), uditore, ascolta- 
tore, Cic ed a. — Partic: uditore d'un mae- 
stro, d'una scuola, discepolo, Zenonis, Cic: au- 
ditor et discipulus Platonis, Cic 

audTtÓriUlU, li, n. (audio), I) sala ove si 

ode, Quint. : auditorium extruere (costruire), 
Tac dial.: quindi scuola in opposiz. alla vita 
pubblica (forum), Quint. 10, 1, 36 e (plur.) 79. 

II) meton.: tiditori radunati, uditorio, Plin. ep. 

ed altri. 
audlttis, ùs, m. (audio), udito, I) in gen.; 

quindi meton. = senso dell'udito, udito, organo 

dell' u», Cornif. rhet.: auditus semper patet, Cic. 
II) partic: udito, ascolto, l)propr.: consultant, 
quonam modo ea plurium auditu acciperentur, 
Tac 2) meton.: voce pubblica, Tac. hist. 1, 76. 
a li t'ero, abstuli, ablatum, auferre (ab e fero), 

1) portar via, togliere, allontanare portando, 

sgombrare, 1) propr.: a) di pers., ab janua 
stercus, Plaut.: multa domum, Cic: auferre se, 
togliersi via =: allontanarsi, andar via t hinc, 
Ter.: domum, Ter. b) di fiumi, di onde, di 

venti ecc. Che trascinano via un corpo, travol- 
gere, sommergere, ingoiare, auferet Undas rates, 

Prop.: auferor in scopulos, Ov.: quindi auferri 
(senza pennis), volare, in ortus, di Perseo, Ov. 

2) trasl.: a) allontanare uno dalla meta, strap- 
pare, trascinare, adescare, sedurre, allettare, stor- 
nare, ne te auferant aliorum Consilia, Cic: abs- 
tulerunt me velut de spatio Graeciae res im- 
mixtae Eomanis, m' hanno distolto dal tema, 
Liv.: auferimur cultu, veniamo ingannati, Ov. 
b) tralasciare q.c, cessare, aufer abhinc lacru- 
mas, Lucr.: aufer mihi oportet, lascia il « si 
deve » da parte, Ter.: e seguito dall'ini., aufer 
me vultu tenere, Hor. II) torre via portando, 
prendere con sé, tanto in senso buono quanto 

(commi.) in senso catt., prendere, portar via, 
sottrarre, strappare, rapire, rubare, A) in gen.: 

Vjpropr.: a) dipers.: pecuniam, Cic: commen- 
tarios quosdam Aristoteli*;, portare seco a casa, 
Cic: pecuniam de aerario, Cic: pecuniam in 
ventre, dissipare, Cic: vasa ab alqo, Ciò.: auri- 
culam mordicus, portar via con un morso, Cic: 
alci caput, decapitare, Liv.: alci oculos, ingan- 
nare qualcuno davanti a' suoi occhi, Liv.: hi 



-289 



Aufidena 



augeo 



290 



ludi dies XV auferent, Cic: ne cum sensu do- 
loris alqo aut cruciatu spiritus auferatur, Cic. 
b) di e. inan.: portar via con violenza annien- 
tando, strappare, niors Achillem abstulit, Hor. 
'2) trasl.: aufèrri periculo, essere sottratto dal 
pericolo, Plin. ep.: auferre curas, Hor.: fugam, 
impedire, Fior. B) par tic: 1) riportare, otte- 
nere, q.c. come frutto della propria attività, 
dei propri sforzi, delle preghiere, delle esi- 
genze, errori, ecc., caput ore nostro incolume, 
Phaedr.: id inultum numquam auferent, ovv. 
soli, non sic auferent, non la passeranno im- 
punita, Ter.: tantum abstulit, quantum petiit, 
Cic: paucos dies ab alqo, ottenere o ricevere 
da alcuno una dilazione di pochi giorni, 
Cic: responsum ab alqo, Cic: seguito da ut e 

il COng. = Colla violenza , portare la cosa al 
punto che, ecc., estorcere, quindi obbligare ale, 
ut in foro statuerent (statuas) abstulisti, Cic 
2) riconoscere, capire q.c, da quale, quis est 
in populo Eomano qui hoc non ex priore actione 
abstulerit, non abbia ricavato ciò dal proce- 
dimento anteriore? Cic 

Ali t ideila, ae, f., città delSannio sul fiume 
Sagro al confine dei Peligni, oggi Alfidena 
(Abruzzo citer.). 

Aufidius, a, um, nome d'una gens rom., 
di cui \piu noti furono a) Cn. Aufidius , tri- 
buno della plebe il 640 di M. (114 a. C), pre- 
tore nel 646 di JR. (108 a. C); sebbene fosse 
cieco, nella vecchiaia, tuttavia attivo nella po- 
litica e nella scienza, b) T. Aufidius, oratore 
rom. e) Sex. Aufidius, cavai, rom. d) Aufidius 
Luscus, celebre crapulone, e) Aufidius Bassus, 
storico rom. sotto Augusto e Tiberio, autore 
d'una stor. delle guerre civ. rom., come pure 
d'una stor. delle guerre rom. in Germania. 
— Deriv.: Aiilìdianus, a, um, Aufidiano, 

di (Sesto) Aufidio. 

Aufidus, i, m. (AucptSog), fiume princip. 
dell' Apulia, che scaturisce presso gV Irpini 
nel Sannio, sulV Apennino ; dapprima impe- 
tuoso torrente (quindi longe sonans, violens, 
acer, in Kor.), poi fiume dal corso lento (stagna 
Aufìda); diviso, verso la fine del suo corso, in 
due rami (quindi tauriformis in Hor.), sbocca 
nell'Adriatico; oggi Ofanto. 

aulìi&io, fùgi, ére{inv. di ab -fugio), fuggire 

<da, fuggire via, scampare, sfuggire, Cic: jam 
aliquantum spatii ex eo loco ubi pugnatum est, 
aufugerat, Liv.: auf. aspectum parentis, Cic 
poèt. 

Augcas ( Augìas), ae, m. (Aòystas), 
figlio di Elio e di Naupidame, re degli Epei 
neW Elide, uno degli Argonauti, la cui stalla 
(contenente 3000 buoi), che non era più stata 
da 30 anni ripulita dal letame, fu pulita da 
Ercole in un sol giorno, per comando di 
Euristeo. Proverò'., cloacas Augeae purgare, 
purgare una stalla di Augia, compiere un 
lavoro faticoso e disaggradevole, Sen. apoc 
7,5. 

augeo, auxi, auctum, ere (tema AXJG, gr. 

Air, Onde ausavo)), far crescere, I) far lasciar 
crescere, fare o lasciar prosperare, promuovere 
la crescenza, fertilizzare, quodeumqutò alias ex 

se res auget alitque, Lucr.: aè'r bumorem col- 
ligens terram auget imbribus, Cic: aucta (cre- 
sciuta) silex in altitudinem, Sali. II) in senso 



lato, ingrandire q.c a) in estensione, in lar- 
ghezza, in spessore, in altezza, a) allargare 
edifizii, inalzare, fortificare, Esquilias, Liv.: 
pomerium urbis, Tac: has munitiones, Caes.: 
naves turribus auctae, Tac. p) ingrossare corsi 
d'acqua, far salire, ordinar, passivo augeri = 
salire, gonfiare (contr. decrescere, minui), Ace- 
sines Indum auget, sbocca nell'Indo, Curt.: 
aucto mari et vento gliscente, Sali, fr.: amnis 

nimbis hiemalibus auctus, Óv. y) allargare 

una ferita, secando vulnus, Curt. 6) rendere 
le membra, ecc. più sporgenti per grassezza, 
auxerat articulo.s macies, li aveva fatti parere 
più grossi, Ov.: formam cultu augebat, Ov. 
e) allungare una parola nella pronunzia, co- 
gnomentum in barbarum, Tac. b) nel numero, 
nella moltitudine, nel contenuto, ingrandire, 

aumentare, rafforzare (contr. minuere), nume- 

rum dierum, Cic: caelestium numerum, Liv.: 
annos, Ov.: exercitum, copias ejus, Sali.: volu- 
crum turbam, Ov.: Cycladas, Ov.: alcjs censum 
(contr. extenuare), Cic: summam pecuniae. 
Liv.: vectigalia, Caes.: patrimonium, Cic: pos- 
sessiones suas, Nep. : rem (sostanze, averi). 
Cic. e Nep.: rem bene, Ter.: linguam, arric- 
chire la lingua, Cic: dona suis venatibus, ag- 
giungere nuovi doni, V erg.: eae urbes brevi 
inultum auctae, Sali.: copiis auctus, rafforzato, 

Curt. e) ingrandire, forti ficare nel grado (contr. 

minuere), a) fìsicam.: flammam, Ov. : vires, 
Lucr. e Ov.: vocem, Suet.: clamorem, Sali.: ora- 
tionem, alzare il tono del discorso (contr. sum- 
mittere, abbassare), Quint.: vitium ventris et 
gutturis, Cic: vim morbi, Liv. p) politic: rin- 
forzare, innalzare, promuovere, pass, augèri = 
crescere, rinforzarsi, opes, Cic v Sali, ed a.: po- 

puliKomani imperium, Cic: res (Stato) eorum 
civibus, moribus (in ordinamenti), agris aucta, 
Sali.: novis ex rebus aucti, cresciutiper le nuove 
condizioni di cose, Tac: defectionem Aeduo- 
rum cognita bellum augetur, cresce in esten- 
sione, Caes. d) moralm. e spiritualm.: ingran- 
dire, aumentare , innalzare, promuovere, pro- 
durre, accrescere (contr. minuere), a) in senso 
buono, auctoritatem alcjs, Cic: eloquentiam, 
Quint.: benevolentiam, Cic: gloriam, Cic: glo- 
riam a patre acceptam virtutibus, Nep.: indu- 
striam poetae ad scribendum, Ter.: spem, Cic. 
e Caes.: animum alcjs (il coraggio diale), Cic: 
e così suis animum, Sali.: aucto animo, rin- 
francato, Tac: auctus (rincorato) ornine, Tac. 
p) in senso catt. (contr. minuere, levare), ejus 
amentiam, Sali.: crimen, Cic: alcjs dolorem 
(contr. consolando levare), Cic: luctum (contr. 
levare), Cic: periculum, Caes.: terrorem alcjs, 
Caes.: timorem alcjs, Cic: e alci timorem (contr. 
minuere), Liv.: suspicionem, Cic: e) ingran- 
dire, esagerare q.c. colle p irole, amplificare con 
parole (rettor.), a) generic: esporre, rappre- 
sentare ingrandito, esagerare, falsa per metum, 

Curt.: aucta est apud hostes ejus rei l'ama, Tac. 

$) dell' oratore, ingrandire colle parole, mettere 
in risalto, caricare di colori, esagerare, eccedere 

i confitti del vero, (contr. extenuare, minuere), 
augere amplifìcareque res, Cic: aug. alterum 
aut minuere se, Cic: aug. hostium vim et co- 
pias et felicitatem, Cic: aug. verbis munus 
suum (contr. extenuare), Cic f ) aumentare con. 

q.c. = Oc) provvedere rlccum, , uObonduntcm,f- 



Georges- C along hi, Dizionario latino-italiano. 



10 



291 



augesco 



augustus 



292 



sopraccaricare, rendere felice, colmare di beni, 
di ricchezze, glorificare, celebrare, esaltare, arric- 
chire, cives suos copia rerum , Cic. : alqm divi- 
tiis, Cic: alqm scientià, Cic: augeri filiolo.Cic, 
ovv. fìliolà, Tac: augeri honore, gratulatione, 
Cic: urbs antiqua et omnibus rebus aucta et 
ornata, Cic: anche senza abl., accrescere ad 

uno gli averi, il credito, l'onore, procacciare ad 
alcuno potere, considerazione, ecc., promuovere 
ale, metterlo in vista, renderlo illustre, spesso 

coord. ad altri verbi, alqm augere atque 
ornare, Cic, ovv. augere adjuvareque, Cic 
(3) augeri alqa re, esser affitto da quale, 
augeri damno, Ter. heaut. 628. — Lat. are. 
auxitis = auxeritis, in Liv. 29, 27, 3. 

augesco, auxi, ere (meoat. di augeo), 

cominciare a crescere, ingrandirsi, ampliarsi, 

(contr. mi'nui, imminui), I)propr.: semina 
temperatione caloris et oririetaugescere,Cic: 
augescente flumine, ingrossando il fiume, Tac 
II) trasl.: augescunt vitia, Plin. ep.: ignoscendo 
populi Eomani magnitudinem auxisse, Sali. 
AugTàs, V. Augeas. 

auglll en,mìnis, n. (augeo), aumento, accre- 
scimento, crescenza, Lucr. (anche nel plur. e 
presso gli scrittori seriori). 

angui*, gliris, I) m., augure, interprete del 
volo degli uccelli, nel piar, augures, Auguri, 

collegio di sacerdoti rispettato ed influente 
in Roma, i quali, dal volo, dal modo di ci- 
barsi e dal grido degli uccelli ecc., predice- 
vano il futuro, Cic. ed a. II) e, nei poeti 
(cfr. però Cic. de legg. 2, 32) generic. = vate, 
indovino(a), veggente, aug. Apollo, come dio del- 
l'arte divinatoria, Hor.: aug. Argivus, Amfia- 
rao, Ov.: aug. Thestorides, Calcante, Ov.: aug. 
nocturnae imaginis, interprete di apparizioni, 
di fenomeni notturni, Ov.: aquae augur annosa 
cornix, Hor. 

augura lis, e (augur), appartenente all' au- 
gure, che concerne l'augure, I) agg. : cena, 

pranzo dato dall'augure al suo entrare in 
carica, Cic: libri, Cic: iìisignia, Liv. II) sost.: 
augurale, is, n., 1) luogo a destra del padi- 
glione del generale neW esercito rom. accam- 
pato, ove si osservavano gli uccelli, o si 
tenevano gli auspicia, Tac. ann. 2, 13 ed al- 
trove: quindi generic. la tenda od il padi- 
glione del generale, secondo Quint. 8,2,8. 

2) bastone deW augure {ordinar, lituus), Sen. 

tranqu. 11, 9. 

augura Ito, 5nÌS, f. (auguro), auspicio, di- 
vinazione, Cic. de div. 2, 65. 
augurato, V. auguro. 

auguratila, US, m. (auguro), augurato, 
carica dell'augure, Cic. e Plin. ep. 

augurìuin, li, n. (augur), osservazione e 
spiegazione dei segni (spec. del volo degli uc- 
celli , cfr. auspicium), augurio, I) propr. e 
trasl.: 1) propr.: aug. capere, Liv. e Suet.: 
aug. salutis, augurio che si prendeva in tempo 
di pace per sapere se si poteva pregare la di- 
vinità pel benessere dello Stato (de salute), Cic. 

2 i trasl : a) ogni indicazione profetica, predi- 
zione, presagio, verissima auguria rerum futu- 
rarum, Cic: conjugis augurio, Ov. b) presen- 
timento, quasi saeculorum quoddam augurium 
ruturorum,Cic: augurium animorum suorum, 
làv. II) meton.: A) SOggettivam. arte divina- 



toria, augurium citharamque dare, Verg.: non 
augurio posse depellere pestem, Verg. B) og- 
gettivavi, segno, presagio, che si mostra all' 'au- 
gure, spec. un uccello, 1) propr.: auguria au- 
spiciaque, Liv.: augurium accipere, prendere 
il presagio come favorevole, Liv. : augurium 
alci fit (si mostra) Suet.: augurius latus, Suet. 

2) trasl., segno, segnale, presagio in gen., Ov. e 

Plin. 

a llgììl*l US, a, um (augur), augurale, del- 
l'augure, jus, Cic de sen 12 e ep. 3, 9, 3. 

auguro, avi, àtuai, are (augur), I) eserci- 
tare, compiere l'uffizio di augure; osservare i se- 
gni e spiegarli, indovinare, vaticinare, CoZZ'acc. 

della cosa per cui si prendono gli auguri, vi- 
neta virgetaque etsalutem populi, Cic. de legg. 
2, 21: pass., res o locus auguratur,vìen consa- 
crato cogli auguri, Cic. e Liv. : ed augurato 

(abl. a, ss.), con buoni auguri, coi debiti auguri, 
Liv. e Suet. II) trasl.: 1) profetizzare, predire, 

cui quidam utinam vere, fi deliter, abunde ante 
auguraverim, Cic. fr. 2) presentire q.c, aver 
un presentimento di alcunché, si quid mens 
veri augurat, Verg.: praesentit animus et au- 
gurat quodam modo, quae futura sit suavitas, 
Cic. fr. 
augììror, àtus sum, ari (augur), esercitar» 

la carica di augure, osservare i presagi, interpre- 
tarci), profetizzare, vaticinare, COlla.cc. della 

cosa presagita, ex passerum numero belli 
Trojani annos, Cic: alci ex alitis involatu, Cic. 
II) trasl.: 1) generic : predire q.c. di futuro, 
profetizzare, alci mortem, Cic. 2) presentire q.c, 
avere un presentimento diq.C, congetturare q.c.,. 
inferire da q.C. una conseguenza, certaill spem 

victoriae, Curt.: quantum auguror conjectura 
ovv. opinione, Cic: seguito daWa.cc. e Z'inf., 
Caes. in Cic. ep.: seguito da una proposizione 
relativa (con quid, quantum e simili), Cic. ed a. 

Augusta, ae, f., I) nel periodo imperiale, 
titolo della moglie, anche della figlia, della 
madre e della sorella dell'imperatore, Tac. e 
Suet. II) nome di varie città fabbricate da 
Augusto o da altro imperatore, ovv. nuovam. 
popolate, p. e. Aug. Taurinorum, oggi Torino, 
Aug. Treverorum, oggi Treviri. 

Augiistalis, e (Augustus), concernente 
l'imperat» Augusto, augustale, spettante ad Au- 
gusto, ludi, che si facevano in onore di Aug., 
Tac: sodales ovv. sacerdotes, anche semplicem. 
Augustales, collegio di 25 sacerdoti, istituito 
da Tiberio in onore d'Augusto, Tac 

auguste avv. col compar. (augustus), ri- 
spettosamente, religiosamente, piamente, anche 

coord. con sanctej auguste et sancte ovv. 
sancteque, Cic. 

AugustTàni, òrum, m. (Augustus), cava- 
lieri rom. istituiti da Nerone, Tac e Suet. 

Augiìstodunuiu, i, n., città degli Edui 
nella Gallia, oggi Autun. 

1. augustus, a, um (augeo), I) santificato, 
sacro, detto partic. di località, locus, Cic: 
templum, Liv.: Eleusis sancta illa et augusta, 
Cic: aug. sedes (degli alveari), Y erg. II) trasl.: 

venerabile, maestoso, augusto, sublime, habitus 

formaque viri aliquantum amplior augustior- 
que h umana, Liv.: vestis augustissima, Liv.: 
di per s., species viri majoris, quam prò humano 
habitu, augustiorisque, Liv. 



293 



Augustus 



Aurelius 



294 



2. Augustus, i, m., soprannome di Ottavio 
(Ottaviano) Cesare, dopoché ebbe ottenuto il 
potere supremo: dopo di lui divenne il titolo 
di tutti gl'imperatori rom., come noi diciamo 
Maestà, Hor. e Ov. Più tardi anche Perpetuus 
Augustus, Eutr. praef. — Di qui il nuovo 
agg.: 

3. AllgllStllS, a, um, a) augusteo, che ri- 
guarda Augusto, di Augusto, pax, Ov.: mensis, 

il mese di Agosto, così chiamato in onore ad 
Augusto (detto prima mensis Sextilis), Juven.: 

domus, Ov. b) imperiale, del o degli impera- 

to'rè(i), historia, degli imperai., Scritt. seriori. 

1. aula, ae, f. (aòXVj), I) cortile anteriore, 

atrio degli edifizi greci, janitor aulae, Hor.: 
e siccome quivi si teneva il bestiame, fu detto 

anche cortile pel bestiame stalla, ovile, Prop.: 
poet. = atrium ( V.), Verg.: lectus genialis in 
aula est, Hor. II) palazzo, castello dei principi 
e famiglie altolocate, Corte, 1) propr.: illa se 
jactat in aula Aeolus, nella sua residenza, 
Verg.: in aula, Sen.: poet. trasl. della cella 
della regina delle api, Verg. 2) meton.: a) la 
Corte, i cortigiani, Tac. e Suet. b) soggiorno 

alla Corte, vita di Corte, Val. Max. eCurt. e) po- 
tere principesco, dignità principesca, auctoritate 

aulae communita , Cic. ep. 15, 4, 6. — Ant. 
genit. sing. aulai, Verg. Aen. 3, 354. 

2. aula, ae, f. (aùXó?) = tibia, Quint. 7, 9, 4. 

aulaeilIU, i, n. (aùXaìa Y]), coperta di por- 
pora ricamata, tappeto di porpora, a) coperta 
da letto e divano,Yerg. e Curt. b) sorta di « bal- 
dacchino », perchè gli antichi nelle sale che 
non avevano palchi pì-eziosi (lacunaria), per 
■pulizia (cioè per impedire che vi cadesse della 
polvere) e per magnificenza, stendevano tap- 
peti di porpora sul pavimento, Hor. e Prop. 
e) cortina del teatro, sipario, che in antico 
era fissato nella parte inferiore, onde al prin- 
cipio della rappresentazione, o degli atti, ca- 
lavasi, lasciavasi cadere, aulaeum premitur, 
Hor. ovv. mittitur, Phaedr.; all'incontro alla 
fine della rappresentazione si tirava su il si- 
pario, aulaeum tollitur, Cic. e Ov. Ordinariam. 
tali cortine erano ornate di figure di dei, di 
persone, di eroi specialm., che parevano tirare 
su da essi stessi il sipario; quindi utque pur- 
purea intexti tollant aulaea Britanni, come sol- 
levino il purpureo sipario i Britanni che vi 
sono figurati, Verg. 

Auierei, òrum, m.,popolaz. della Gallia 
Celtica, divisa in tre rami, a) Aul. Eburovìces 
ovv. Eburones, collacapitale Mediolanum,o##£ 
Dép. de l'Eure nella Normandia, b) Aul. Ce- 
nomani, oggi Dép. de la Sarthe. e) Aul.Bran- 
novìces, oggi le Briennais. 

aullCUS, a, um (aula), concernente la Corte, 
aulico, principesco, apparatus, Suet.: quindi 
sost., aulici, orum, m., servidorame di Corte, 
cortigiani. 

Aulis, lldis, f. (AùXtc;), città mariti, della 
Beozia, oggi Vathi o Karababa. 

auloeduS, i, m. (ocÒX(p5Ó£), cantore con ac- 
compagnamento del flauto, Cic. Mur. 29. 

Aulon, ònis, m., terra eccellente pel vino 
non lungi da Taranto, Hor. carm. 2, 6, 18. 

Aulus, i, m. (da aula, cortile, cioè nato 
all'aperto), prenome rom., ordinariam. ab- 
breviato A. 



aura, ae, f. (aupa), soffio, I) in senso 
ristretto, soffio d'aria corrente, 1) in gen.: 

a) propr.: lo spirare, colorente d'aria, aria spi- 
rante, sussurro, mormorio, fluminìs, LÌV.: ma- 

tutina, Vitr.: nocturnà aura uti (di navi che le- 
vano le vele, che salpano), Caes.: venti et aurae 
cient mare, Liv.: nei poeti, ogni sorta di vento 
(anche impetuoso), rapida, Ov.: aurae vela vo- 
cant,Verg.: ed aria corrente, in gen., aurae aèris, 
Lucr., ovv. aurae aèriae, Lucr. e Verg. b) meton.: 
plur. aurae, <x)peraito (sost.), cielo, cursum per 
auras dirigere, Verg.: stat ferrea turris ad au- 
ras, s'innalza nell'aria, Verg. p) per il mondo 
superno, venire superas ad auras, Verg.: seque 
ipsum pondus in auras expulit (di neonati), 
alla luce del giorno, Ov. y) per la luce del 
giorno, pubblicità, ferre sub auras, pubblicare, 
Verg.: fugere auras, evitare la Incedei giorno, 

Verg. C) trasl.: soffio leggiero, favorevole in 
realtà od in apparenza, soffio seducente, allet- 
tante, segno leggiero, aura honoris, il dolce, il 
soave soffio dell'onore (contr. periculi tem- 
pestasi Cic: rumoris, Cic: favoris popularis, 
Liv.: le vis aura spei obicitur, Liv.: quindi 
partic. spesso aura popularis, il favore inco- 
stante della moltitudine, favore, sulla durata 
del quale non si può fare assegnamento, Cic. 
ed a. (vulgi aura, Ov.): anche nel plur. aurae 
populares, Verg. : e semplicem. aura, Liv. 6, 
11, 7. 2) partic, aria atmosferica che noi re- 
spiriamo, auris vitalibus vesci, Verg.: baurire 
auram communem, Quint.: captare naribus 
auras, respirare a nari aperte, Verg.: trasl.: 
libertatis auram captare, aspirare anche il 
menomo soffio di libertà, Liv. II) in senso 

lato: 1) odore, profumo, esalazione, V erg. ed a. 
2) splendor della luce, abbaglio, auri, Verg. Aetl. 

6, 204. 3) eco, Prop. 1, 20, 50 ed altrove. — 
Antico genit. sing. aurai, Verg. Aen. 6, 747. 

aurarlus, a, um (aurum), attinente all'oro, 
d'oro, aureo, J)agg.: staterà, Varr. fr.: metalla, 
miniera d'oro, Plin. II) sost.: auraria, ae, f. 
(se. fodina), miniera d'oro, Tac. ann. 6, 19. 

auratura, ae, f. (*auro), doratura, Quint. 
8, 6, 28_. 

auratUS, a, um (aurum), fornito d'oro, ri- 
coperto, ornato d'oro, dorato, tecta, Cic: COrnua 

bovis, Liv.: tempora, coperte d'un elmo do- 
rato, Verg.: sinus, ornato d'un aureo spillo 
o gioiello, Ov. : milites, cogli scudi dorati, 
Liv. 

Aur clius, a, um, nome di una gens plebea 
rom. (coi cognomi Cotta, Orestes, Sca virus), di 
cui voglionsi specialm. mentovare: C. Aurelius 
Cotta, che Cicerone introduce a parlare nei 
libri « de oratore » ed al quale dà la parte 
di filosofo accademico nei libri« de nat. deor. » . 
L. Aurelius Cotta, fratello del preced., pretore 
nel 684 di B. (70 av. Cr.). — Agg.: aureiio, 
a) Aurelia via, dalla Porta Janiculensis (oggi 
Porta di S. Pancrazio) lungo il litorale fino a 
Pisa ; più tardi fino ad Arelate. b) Aurelia lex, 
a) judiciaria, del pretore L. Aurelius Cotta, 
secondo la quale, senatori, cavalieri e tribuni 
aerarii, dovevano avere egual parte nell'am- 
ministrazione della giustizia, Cic Phil. 1, 20. 
j3) de ambitu, d'origine ignota, Cic. ad Q. fr. 
1, 3, § 8. e) Aurelium forum, città dell' Etruria 
sull'Auieiia, via, nelle vicinanze dell'odierno 



295 



aureolus 



aurum 



296 



villaggio di Castellaccio. d) Aurelium tribu- 
nal, detto anche gradus Aurelii, sul foro. 
aureolus, a, um (dimin. di aureus), fatto 

bellamente d'oro, malum, Catull.: trasl. d'oro = 

bello, magnifico, stupendo, libellus, oratiun- 
cula, Cic: pedes, Catull. (piedi leggiadri). 

aureus, a, um (aurum), aureo, d'oro, I)pel 
contenuto, 1) = d'oro, a) propr.: imber, Ter.: 
fìbula, Verg.: corona, ricompensa dei guerrieri 
valorosi, Liv.: nummus aureus, Cic. e semplic. 
aureus, Liv., moneta d' oro (— lire it. 26,75, 
contr. argenteus, moneta d'arg. = 85 cent.). 
Poet, vis aurea, capacità, forza di cambiar 
tatto in oro, Ov. b) fig., aureo = oltremodo 
bello, incantevole, leggiadro, vaghissimo, pre- 
zioso, copia, Hor.: saeculum, Sen. rhet., saecula, 
Verg.: cfr. gens, Verg.: mediocritas, Hor. 2) or- 
nato d'oro, lavorato d'oro, intessuto d'oro, coperto 
d'oro, indorato, Pactolus, che porta pagliuzze 
d' oro assieme alV arena, Ov. : vestis, Verg. : 
sella, Cic: currus (di carri trionfali), Cic. 
II) per V aspetto ed il colore, aureo = di color 
oro, che brilla come oro, sidus, Verg.: caesaries 
(chiome bionde, dorate), Verg.: mala, mele co- 
togne, Verg. 

aurieilla (òricilla), ae, f. = auricula (V.), 
imula, estremità dell'orecchio, lobulo del- 
l'orecchio, Catull. 25, 2. 

aurìcoinus, a, um (aurum e coma), dai 
capelli color d'oro, dai capelli biondi, dal 
crine d'oro, dalie chiome bionde, trasl., fron- 
doso, fronzuto, con foglie d'oro, Verg. Aen. 6, 
141. 

auricìila, ae, f. (dimin. efo' auris), I) parte 
esteriore cartilaginosa dell'orecchio, cartila- 
gine dell'orecchio, infima, Cic: alci auriculam 
mordicus auferre , Cic. II) trasl. , orecchio 
esterno ed interno, ut omnes genus humanum 
est avidum auricularum, l'orecchio è avido di 
favole e di storielle, Lucr.: alci ad auriculas ver- 
sari, essere sempre negli orecchi, Cornif. rhet. 

aurifer, fera, lerum (aurum e fero), 

I) che produce oro, arbor (del giardino delle 
Esperidi), che produce auree mele, Cic. poet.: 
natura regionis circa se omnis aur. , Fior. 

II) che trascina seco dell'oro, amnis, Tibull. 

aurìfex, icis, m. (aurum e facio), orefice, 

orafo, lavoratore dell'oro, CÌC. ed a. 

auriga, ae, m. (dall'ant. aurea, briglia e 

ago), auriga, cocchiere, palafreniere, I) propv ., 

non auriga piger, Hor.: nel fem., auriga soror, 
Verg.: partic. conduttore di carri nei giuochi 
circensi, Cic. fr. e Suet. II) trasl.: 1) pilota, 
Ov. trist. 1, 4, 16. 2) come costellaz., l'auriga, 
Cic. (Arat.) ed a. 

auriga ri iis, tì, m. (auriga), conduttore 
di carri, nei giuochi circensi, Suet. Ner. 5. 

aur i gii ti O, Ònis, f. (aurigo), il correre a 
gara, il correre col cocchio nella lizza, corse, 
Suet. Ner. 35. 

aurigeua, ae, m. (aurum e gigno), nato 
dall'oro, soprannome poet. di Perseo, come 
figlio di Danae e di Giove, che le si accostò 
in forma di aurea pioggia, Ov. met. 5, 250. 

auriger, gora, gerum (aurum e gero), che 
porta dell'oro, taurus, dalle corna dorate, Cic. 
poet. de div. 2, 63. 

aurigo, avi, àtum, are (auriga), essere gui- 



dator di cocchio, correre a gara, far le corse, 

nell'arena, Suet. ed a. 

auris, is, f. (come audio dallarad. AF, greco 

AY, onde anche cx.bc,, lacon. = oog), orecchio, 
I) propr. e meton.: 1) propr.: aures erigere, 
Cic. ovv. arrigere, stare a orecchie tese, Ter. : 
alci aurem praebere, Liv., ovv. aures dare ovv. 
dedere, Cic: dar retta ad alcuno, porgere orec- 
chio ad uno (ascoltare uno, dargli ascolto): 
claudere aures alci rei, contr. reserare aures, 
Liv.: dare aliquid auribus alcjs, Trebon. in 
Cic. ep., ovv. servire auribus, Caes., parlare 
come piace ad uno, adulare ale, secundis au- 
ribus mudili, propenso, ben disposto verso, Liv.: 
così anche auribus secundis accipere, contr. 
auribus adversis accipere, Liv.: alcjs aequis- 
simis auribus uti, Cic: aurem veliere, Verg., 
tirare le orecchie ad uno, ovv. pervellere == 
ricordare: in aurem dicere ovv. ad aurem ad- 
monere, Cic, dire all'orecchio (= silenziosa- 
mente, in segreto): in aurem utramvis otiose 
dormire, dormire col capo, o tenere il capo tra 
due guanciali, cioè vivere tranquillo e quieto. 
Ter.: così ancora in dextram aurem dormire, 
Plin. ep. 2) meton.: a) udito, in quanto giu- 
dica dell'armonia di un discorso, aures te- 
retes (fine, squisite, esperte), elegantes, agre- 
stes, inhumanae, Cic: offendere aures, Cic: 
descendere in aures alcjs, venire agli orecchi 
di un critico, Hor. b) poet. = uditore, Hor. 
ep. 1, 20, 19. II) trasl.. orecchio, l'orecchio 
dell'aratro, Verg. gè. 1, 172. 

aurlttìlus, i, m. (dimin. di auritus), orec- 
chiuteiio — l'asino, Phaedr. 1, 11, 6. 

auritus, a, um (auris), fornito di orecchie 
(lunghe inpartic), I) propr. orecchiuto, asellus, 
Ov.: lepus, Verg. II) meton., attento, quercus, 
Hor. carm. 1, 12, 11. 

aurora, ae, f. (aùcóg, àcóg, 7ja)g\ aurora, 
alba, I) propr.: A) ingerì.: jamquerubescebat 
stellis aurora fugatis, Verg.: Hercules ad pri- 
mam auroram somno excitus, Liv. ~B)person., 
Aurora, dea dell'alba, gr. 'Hojg, figlia di Ipe- 
rione, moglie di T itone, madre di Memnone, 

lutea, purpurea, V. II) meton. , l'Oriente, terra 
d'Oriente, Ov. met. 1, 61. 

aurum, i. n. (sabino ausum, nella lingua 
popolare orum), oro, I) propr. e meton. : 
A) propr.: auri argentique reconditae venae, 
Cic: fert Britannia aurum et argentum et alia 
metalla, Tac Proverb., montes auri polliceri, 
promettere montagne d'oro, mari e monti,Ter. 
Phorm 68. B) meton., tutto ciò ch'è fatto 

d'oro, ornamento d'oro, utensili d'oro, ecc. 1) in 

gen.: auro et argento abundare, Cic 2) partic: 

a) vaso d'oro, coppa d'oro, Verg. ed a. b) freno 
d'oro dei cavalli, Verg. Aen., 1, 279 : e giogo 
d'oro, Verg. Aen. 5, 817. e) catena d'oro, spillo 
d'oro, fermagli, gioielli d'oro, oneratae vestes 

auro, Ter.: fatale aurum, Ov. d) il vello d'oro, 

Ov met. 7, 155. e) reticella d'oro pei capelli, 
Verg. Aen. 4, 138. f) diadema d'oro, Verg. 
Aen. 4, 148. g) fili d'oro, Verg. Aen. 3, 483, 
ed anche in Verg. Aen. 3, 467, ovv. lamina 
d'oro, piastra d'oro, Verg. Aen. 5, 366. 

h) specialm. spesso moneta d'oro, oro coniato, 

danaro, vide quaeso, ne qua lacuna sit in auro, 
Cic: auri sacra fames, l'esecranda sete del- 
l'oro, Verg. II) poet. trasl.: A) colore d'oro, 



297 



Aur linci 



ansteritas 



298 



splendor dell'oro, lucentezza dell'oro, spicae ni- 
tido flaventes auro, Ov. B) età dell'oro, redeant 
in aurum tempora priscum, Hor. = aurea aetas: 
subiit argentea proles, auro deterior, Ov. 

Aurunci, òrum, m. (= Àusones, V.), 
Auruncù — D e r iv.: Auruncus, a, uni, atti- 
nente agli Aurunci. 

Ausa, ae, f. V. Ausetani. 

aUSCUItatlO, Ònis, f. (ausculto), V ascoltare, 
il dare ascolto, delazione, sicofantismo , Sen. 

tranq. 12, 7. 

auscultato!*, oris, m. (ausculto), uditore, 
Cic. part. or. 10. 

ausculto, avi, atum, are (inv. di ausicu- 

lito, da ausicula = auricula), ascoltare at- 
tentamente, udire, (gr. àttpoàafrai), jam scies; 
ausculta, Ter.: col dat., ausculta paucis, 
nisi molestum est, Ter.: con Tace, nimis 
eum ausculto lubens, Ter. : populum, Catull. 

II) partici A) stare ascoltando, spiare, jam 

dudum ausculto, Hor. sat. 2, 7, 1. B) dar 

retta ad UìlO, porgere orecchio ad uno, magis 

audiendum quam auscultandum censeo, Pacuv. 
ir.: col dat., mihi ausculta ; vide ne tibi desis, 
Cic. 

Ausetani, òrum, m., Ausetani, popolaz . 
della Spagna nell'odierna Catalogna, la cui 
cap. era Ausa, oggi Vique. — Deriv.: Au- 

setaUUS, a, lim, ausetanico, degli Ausetani. 

ausim, is, it, V. audeo alla fine. 
Àusones, um, m. (Aoaovss), Ausanti, gli 

abit. primitivi dell'Italia centrale e meridion. 
( nelle montagne ad occidente di Benevento e 
Calvi, nella Campania sino al Tevere, forse 
anche nell'Apulia). — Deriv.: A).4usona, 
ae, f., antichiss. città degli Ausonii, nei din- 
torni di Minturne. B) Ausonia, ae, f. (Aù- 
oovto), il paese degli Ausonii, V Ausonia, 
l'Italia Meridionale: e poet. in gen. per 
l'Italia. C) Ausonidae, arum, m., Ausonidi, 
gli abitanti dell'Ausonia e (poet.) dell'Italia 
in gen. D) Ausonis, idis, f. ausonico, poet. 
in gen. per italico, romano. E) JLusonìiis, a, 
um, 1) ausonio, poet. in gen. per italico, latino, 
romano, plur. sost. , Ausonii, orum, m., gli 
Ausonii = gli abitanti d'Italia, ( V. Ausonis). 
2) Ausonius* i, m. (Decimus M.&gnu.s), poeta 
romano del 4° secolo dopo Gr. 

auspex, spicis, m., anche f. (inv. di avi- 
spex), indovino, auspice, colui che dal volo, dal 
grido, o dal modo di cibarsi degli uccelli 
traeva presagi, osservatore degli uccelli, deno- 
minai, più antica e speciale dell'augure, 
I) pi°opr.: prò vidus, Hor.: latores et auspices 
legis curiatae, gli auspici della legge curiata, 
detto di Cesare, che console l'aveva proposta, 
e di Pompeo, che nella sua qualità di augure 
aveva fatto appello agliauspicii, Cic. II) trasl., 

guida, patrono, protettore, favoreggiatore, di 

un'impresa, 1) in gen.: auspicibus diis, au- 
spici gli dei, col favore degli dei, Verg. : 
Teucro duce et auspice (nil desperandum), 
niuna impresa è disperata, auspice Teucro, 
Hor. 2) partic, colui che si adopera nel fer- 
mare il contratto di matrimonio, nel ricevere 
la dote, nell' organizzare la cerimonia nu- 
ziale, ecc., autore d'un matrimonio, Cic. ed a. 
auspicato, avv. (propr. abl. assol. di 
auspicor), dopo aver preso gli auspica, urbem 



condere , Cic. : nec auspicato nec litato in- 
struunt aciem, Liv. II) trasl., con buoni 

auspicii, con buoni presagi, sotto una buona 
stella, con circostanze favorevoli, haud ausp. 

•huc me attuli, Ter. 

auspìcatus, a, um (auspicor), I) consa- 
crato dopo presi gli auspidi, inaugurato so- 
lennemente, focus, Cic: comitia, Liv. II) (col 
compar. e superi.), felicemente iniziato, inco- 
minciato, intrapreso sotto auspicii favorevoli, 
Catull., Veli, ed a.: bellum male auspicatum, 
cominciato male, Justin. 

auspicium, ìi, n. (inv. di avispicium), 

osservazione degli uccelli di augurio, auspicio, 

augurio, I) propr. e fig.: A) propr.: in au- 
spicio esse, Cic: pullarium in auspicium mit- 
tere, Liv.: auspicio uti, Cic: partic: il diritto 
di prendere gii auspica, propraetores auspicia 
non habent, Cic: auspicia ponere, deporre gli 
auspicii, dare le dimissioni da magistrato, 
uscire dalla carica di magistrati, i quali 
avevano il diritto degli auspicii, Cic. Siccome 
poi sul campo di battaglia solo il generale in 
capo aveva il diritto di prendere gli auspici, 
così trovasi spesso la locuzione alcjs imperio 
auspicioque ovv. ductu auspicioque suo, Liv. 
ed a.: ductu Germanici, auspiciis Tiberii, Tac 

B) trasL: 1) comando supremo, direzione, tllis 

auspiciis, Hor.: paribus auspiciis regere popu- 
lum, Verg., governare il popolo con pari au- 
torità, 2) siccome si prendevano gli auspicii 
solo quando si voleva incominciare q.c d'im- 
portanza, auspicium = anche il principio, co- 
minciamento, auspicia belli ovv. regni incipere, 
ovv. coepisse a parricidio, dar principio al 
regno, al governo, alla guerra con, ecc., Justin. 

II) meton., auspicio, segno, cenno divino, pre- 
sagio, bonum, optimum, Cic. : auspicium fa- 
cere, dare un augurio, auspicio (degli uc- 
celli, ecc.), p. es. circum summum culmen ho- 
minis, Liv.: parimenti ratum auspicium facere, 
Cic: e fig., alci ausp. fac, dare a qualcuno il 
segno (del cambiamento) = spingere uno ad 
un nuovo partito, Hor.: idem (dii immortales) 
auguriis auspiciisque omnia laeta ac prospera 
portendunt, Liv. 

auspicor, atus sum, ari (auspex), prendere 

gli auspicii, osservare gli uccelli, I) propr.: au- 

spicari oblitus est, Cic. : tripudio ausp., Cic. : 
Fabio auspicanti aves non addixere, A Fabio, 
che prendeva gli auspicii, gli uccelli non fu- 
rono propizii,Jji\. II) trasl.: A) cominciare, 
iniziare q.C SOttO buoni presagi, auspicandi 

gratià tribunal ingressus, Tac: eoZZ'acc, juris- 
dictionem, Suet.: coli' inf., anno novo elicere 
aliquid ausp., consecrare (cominciare) Tanno 
nuovo con un savio detto, Sen. B) in gen. : 
dare principio a, et ingenium et adulescentiam 
praeclaro opere, Val. Max. : caedes civium ab 
Alcibiade, Justin.: col sempl. acc, militiam, 
Suet.: colVinf., cantare, Suet.: — auspicato^ 
auspicatus, a, um, V. 

ailSter, Stri, m. il vento di mezzodì, austro, 

ostro, Cic ed a. 

austere, avv. (austerus, n° II, 1), seria- 
mente, severamente, austeramente, austere et 

Stoice agere cum alqo, Cic. Mur. 74. 

austcritas, àtis, f. (austerus), I) asprezza, 

sapore brusco, vini, Plin. II) trasl., austerità. 



299 



austerus 



auteni 



300 



severità, condotta severa, seria, rigida di UYIO ', 

contr. dissoluta comitas, Quint., ovv. contr. 
frontis remissio, Plin. ep. 

austerus, a, um (aòax-yjpó?), aspro, severo, 
(contr. mitis), I) propr.: aspro, brusco (al gu- 
sto), vinum, Cels. : musta, Quint. II) trasl. : 

1) serio, severo, che si presenta con vigore, ilio 

austero more ac modo, Cic. : austerior et gra- 
vior esse potuisset, Cic. : del parlare, vigoroso, 
energico, suavitatem habere austeram et soli- 
dam, non dulcem atque decoctam (dell'ora- 
tore), Cic. 2) tenebroso, cupo, senes, Quint. : 
labor, Hor.: homo austerior et gravior, Cic. 

australi^, e (auster), meridionale, australe 

(opposto ad aquìlonius), cingulus ovv. ora, 
ssona torrida, Cic: parimenti regio, Cic. 

ansimili, V. haustrum. 

ausimi, i, n. (ausus da audeo), attentato, 
impresa, Verg., Tac. ed a. 

ailSIlS, US, m. (audeo), impresa arrischiata, 
ardimento, Val. Max. ed a. 

ani, cong. disgiunt., ovvero, o (divide pen- 
sieri essenzialm. diversi), e aut... aut, ovvero.,, 
ovvero (escludendo Vun caso T altro), I) solo. 

1) dopo un primo pensiero espresso semplice)» . 

a) generic: ovvero, a) una volta: quod esl 
verum aut falsura, Cic: hic vincendum ani 
moriendum est, Liv.: colVenunc. della negaz 
che precede, neque vero qui non iisdem rebus 
movetur naturàque consentit fìdus aut stabilis 
potest esse, Cic. : nemo tribunos aut plebejos 
timebat, Liv. : nella domanda, erit, inquit 
Brutus, ant jam est iste, quem expectas ? Cic. 
jS) due e più volte, ovvero.» ovvero, e così via, 
si (animus) deus ant anima aut ignis est, Cic. 

b) scendendo dal più forte al meno forte, od 

anche, od anche soltanto, oppure, od almeno, 

cuncti ant magna pars, Sali. : quaero num in- 
juste aut improbe fecerit, Cic: si (alces) erigere 
sese aut sublevare non possunt, Caes. e) assor- 
gendo al generale, ed in generale, quid? huic 
calix mulsi impingendus est, ut plorare desinat? 
aut aliquid ejusmodi? Cic. d) rettificando, 
dichiarando meglio, spiegando, o in altri ter- 
mini, piuttosto, o piii esattamente, de hominum 
genere aut omnino de animalium loquar, Cic: 
quid enim ultra differri aut teri tempus ? Liv.: 
al principio d'una proposiz., p. es. Cic Ac 
2, 21 ; de nat. deor. 1,1. e) esprimendo una 

condizione, ow. == altrimenti, in caso contrario, 

reduce uxorem, aut quam ob rem non opus sit 
cedo, Ter.: nunc manet insontem gravis exitus, 
aut ego veri vana feror, Verg. : e così Cic de 
or. 2, 5; Ov. met. 10, 52. Quint. 2, 17, 9. 

2) in corrispondenza: a) con un aut anteced., 
e precis.: a) aut... aut, ovvero», o, sine ullo aut 
labore aut contentione, Cic : cum aut suis fi- 
nibus eos prohibent aut ipsi in eorum fìnibus 
bellum gerunt, Caes.: due volte, aut... aut in 
rapporti diversi V uno accanto all' altro, ne 
aut de C. Laelii soceri mei aut de hujus generi 
aut arte aut gloria detrabam, Cic, coli 'enun- 
ciato d'una negaz. che precede, neque enim 
sunt aut obscura aut non multa commissa po- 
stea, Cic: nella domanda, num aut ille lanista 
omnino, jam a gladio recessisse videtur aut is 
discipulus magistro tantulum de arte conce- 
dere? Cic. p) aut... aut... aut, ovvero», o... o, 
alii autem aut natura corporis aut consuetu- 



dine dolendi aut metu supplicii ac mortis vini 
tormentorum pertulerunt, Cic. b) con un 
neque (nec)... neque (nec) anteced., nei poeti, 
per iscambio, cfr. Verg. Aen. 4, 337-339, Hor. 
carm. 3, 12, 1 e segg. e sat. 1, 9, 31 e segg. 
Nella prosa si ha bensì spesso aut davanti a 
neque... neque, ma non corrisponde a questi, 
cfr. Cic. ep. 2, 19, 1. Sali. Jug. 18, 2. II) di- 
chiarato più precisam. da un'altra parti- 
cella : aut certe, od almeno, Cic. : così ancora 
aut... aut certe, Cic: aut saltem, od almeno, o 

per lo meno, Cic: aut potius, o piuttosto, o me- 
glio, Cic. : aut etiam, od anche, o persino, Cic: 

così eziandio aut... aut etiam, Cic: aut vero, 
o forse, o probabiim., per lo più in domanda 
ironica, Cic: aut denique, aut... denique, od 

infine, od in una parola, o per farla breve, Ter. 

e Cic: aut quidem, o sicuramente, o certo, Suet. 

Aulàrii, òrum, m., popolazione illirica, 

donde Au tarili s (altri Aiitarieus), a, um, 

autarico, poet. = illirico. 

a il te ili, cong. avversat. (auxs), ina, al- 
l'incontro, d'altra parte, esprime nelmodo meno 
sentito il contrasto tra un pensiero ed un 
altro. I) appoggiandosi primieram. al pen- 
siero cui viene a contrapporsi, all' incontro, 
dall'altro lato, a) in una semplice narraz. od 
esposizione, vehit hic clitellas, vehit hic autem 
alter senex, Plaut. b) nelle domande, cur non 
de integro autem datum ? Cic : sed quid ego 
haec autem nequiquam ingrata revolvo ? Verg. 
II) dopo una più parole riunite per for- 
mare un solo pensiero, al principio di una 
proposizione di una frase, a) in una espo- 
sizione semplice, invece, ora, al contrario, e 
principio oriuntur omnia ; ipsum autem nulla 
ex re nasci potest, Cic: ripetuto più volte, V. 
Cic Tusc 4, 13 e sgg. Par tic. : a) volendo 
maggiorm. precisare una cosa, ma, nel rac- 
conto, oppidum oppugnare instituit. Est autem 
oppidum et loci natura et colle munitum, 
Caes.: per introdurre un concetto incidentale 
(una parentesi), si qua praeterea sunt (credo 
autem esse multa), ab iis, si videbitur, qui 
ista disputant, quaeritote, Cic. : nel ripetere 
una espressione già adoprata e nel partico- 
lareggiata meglio, admoneri me satis est. 
Admonebit autem nemo alius nisi rei publicae 
tempus, Cic §)per introdurre la minore in un 
sillogismo, ma, aut hoc aut illud ; non autem 
hoc, illud igitur, Cic. y) per porre in antitesi 
i pronomi, ma, ego autem, nos autem e simili, 
Cic. ed a. b) per introdurre una domanda, 
che trovasi in contrapposto a quale, ma, quid 
tu ais, Gnatho?... quid tu autem, Thraso? 
Ter.: cedo tandem, qui sit ordo, aut quae con- 
cursatio somniorum? quo modo autem distingui 
possunt veras omnia a falsis, cum etc. ? Cic 
Partic. : oc) nel precisare meglio una cosa, 
Arsinoén, Stratum... fateris ab hostibus esse 
captas. Quibus autem hostibus ? Cic P) nel 
ripetere una locuzione già innanzi adoprata, 
per significare che essa non è appropriata, 
ma, num quis testis Postumum appellavit? Te- 
stis autem? Num accusator? Cic: insultando, 
riprendendo, nel dialogo : Thr. Quid tu tibi 
vis ? ego non tangam meam ? Ch. Tuam au- 
tem, furcifer ? Ter. e) nelle esclamazioni per 
indicare il contrasto, quam brevi tempore 



301 



authep;a 



avello 



302 



-quot et quanti poétae, qui autem oratores ex- 
-stiterunt! Cic. partic. con le interiez., ecce 
autem subitum divortium! Cic. — autem si 
trova anche unito con altre particelle, come 
ast autem. ma invece, Cic. fr.: sed autem ov- 
vero sed... autem, ma invece, Comici e Verg.: 
■et... autem, e daccapo, Sen. : et autem... et, 

ma altrettanto.,, quanto eziandio, Quint. ed a.: 

-nec (neque)... neque autem, né... né all'opposto, 
Cic. ed a.: neque autem... neque, ma né... né, 

Seii. ed a.: autem etiam, ma anche, al contrario 
■eziandio, Cic. 

authepsa, ae, f. (aòxós e S^^)? cuoco di 
■sé stesso, macchina, a cuocere a due fondi, di 
cui l'inferiore contiene il fuoco, il supcriore 
il cibo che cuoce (a un dipi-esso come le nostre 
macchine pel caffè o thè), Cic. Rose. Am. 133. 

authograplius, a, um (aòxófpacpos), 

scritto di proprio pugno, di propria mano, auto- 
grafo, originale, epistula, litterae, Suet. Aug. 
71 e 87. 

Aulolycus, i, m. (AòxóXoxos), figlio di 
Mercurio, padre di Anticlea, avo di Ulisse, 
ladrone celebre per le sue frodi ed insidie. 

AutoniatTa, Yas, f. (Aòxojiaxta, lece,), dea 
biella Fortuna, (lat. Fortuna), Nep. 

aiitoiiiatiini (-on), i, n. (aùxóu-axov), mac- 
china che si muove da sé stessa, automa, Suet. 
Cìaud. 39. 

Au toni ^dóii, dontis, m. (AòxouiSiov), 
figlio di Biorete, guidatore del cocchio di 
Achille ; quindi appetì., un Automedonte, un 
abile cocchiere, Cic. Eosc. Am. 98. 

Aiitonoe, ès, f. (Aòxovóyj), figlia di Cadmo, 
madre di Atteone. — Deriv.: Autonttéius, 
a, um, di Autonoe, heros, Atteone, Ov. met. 3, 
198. 

autor, autorità s, V. auctor, ecc. 

Autrìgones, um, acc. as, m. ; popolo della 
Spagna. 

autumnalis, e (autumnus), d'autunno, 
autunnale, anni tempus, Cels.: lumen (contr. 
lumen verum), Cic. poet.: aequinoctium, Liv. 

1. autumnus, i, m., autunno, I) propr.: 
^autunno (i tre mesi dall' 'equinozio d'autunno 
al solstizio d'inverno, perciò dal 22 Sett. al 
22 Die; ma secondo il calendario rurale è il 
tempo dalVS o 13 Agosto sino al 9 o 14 Nov.), 
Qìc.eda. II) me ton.: un autunno = «un anno», 
septem autumni, Ov. met. 3, 326 e segg. 

2. autumnus, a, um (1. autumnus), d'au- 
tunno, autunnale, Plin. ed a. — Ov. met. 3, 729, 
t>ra autumni frigore. 

a uhmio, avi, àtum, are (da aio, come ne- 

gumo da nego), opinare, essere di avviso, cioè 
I) pensare, giudicare, credere, stimare, ecc., 

Poèta trag. fr. in Cic. or. 166 e top. 55: con 
doppio acc, Hor. sat. 2, 3, 44 e segg. II) (contr. 

nego), dire, sostenere, nominare, spesso nei 

jooeti preclass., di rado nei classici, e in Veli., 
1, 6, 4. ^ 

auxYliaris, e (auxilium), che serve a por- 
tare SOCCOrsO od aiuto, ausiliare, ausiliario, 

come t. t. militare, auxiliarii milites, truppe 
ausiliarie (contr. legiones), Liv.: e così aux. 
cohors, Cic: aux. miles, As. Poli, in Cic. ep. 
auxTllator, òris, m. (auxilior), soccorritore, 

aiutatore, ausiliatore , soccorso, alcjs, Quint. : 

alci, Tac. 



auxìliàtìis, us, m. (auxilior), soccorso, 
Lue. 5, 1038. 

auxilior, àtus sum, ari (auxilium), recar 

soccorso, aiutare, proteggere, soccorrere, assol. 

Caes.: alci, Ter., Cic. ed a.: del soccorso dei 
medici, formidatis aquis (con, ecc.), Ov. — 
Inf. parag., auxiliarier, Ter. heaut. 923. 
auxìltum, ti, n. (augeo), soccorso, I) in 

gen. : aiuto, soccorso, appoggio, riparo, prote~ 

zione, salvamento, alci auxilio esse, Nep.: alci 
auxilio in paterna injuria esse, Ter. : consuli 
adversus intercessionem collegae auxilio esse, 
Liv.: parimenti in auxilium esse, Eutr.: auxi- 
lium ferre alci e alci contra alqm, Cic: alci ve- 
nire auxilio, Nep.: mittere alqm auxilio, Caes.: 
juvare alqm auxilio, Cic: auxilium expectare, 
Cic: auxilium Vejentibus negare, Liv.: trasl., 
auxilio noctis, col soccorso, col favore della 
notte, Sali.: nel pi, auxilia portare sociis, Sali.: 
auxilia liberorum, Quint.: spesso === « mezzo di 
soccorso, fonte di soccorso, mezzo di salva- 
mento », duo magna auxilia, ultima auxilia. 
Liv. II) partic: come t. t. militare, ausilio, 
truppe ausiliari, dirado nélsing., Ov.,Tac ed 
a.: ordinariati, nel plur., magna equitum ac 
peditum auxilia, Cic: auxilia in mediani aciem 
conicere, Caes., porre gli ausiliari nel centro. 

Auxìmum, i, n. (ASjjijiov), città impor- 
tante dei Vicentini, più tardi colonia rom., 
oggi Osimo. — Deriv.: Auxìmates, um', 
m., gli abitanti di Auximum, gli Osimati. 

avare, avv. con compar. e superi, (ava 
rus), avaramente, avidamente, ingordamente, per 
lucro, per avarizia, CÌC. ed a. 

AvarTeum, i, n., capitale dei Bituri- 
ges Cubi nell Aquitania, oggi Bourges. — 
Deriv.: jftvàricensis, e, avaricense, di A. 

avàritìa, ae, f. ( avarus \ I) avanzia, 

avidità, ingordigia, brama di denaro, di lucro, 

(contr. innocentia, liberalitas) , Cic ed a.: 
plur., omnes avaritiae, ogni sorta di pitoc- 
cherie, Cic. 11) trasl., ogni desiderio smodato, 
brama, gloriae, ambizione, Curt.: tempori*, 
avarizia del tempo (buon uso), Sen. 

avarìties, èi, f., forma secondaria di ava- 
ritia, Lucr. 3, 59. 

avarus, a, um (rad. AV, donde anche ave > 
ed avidus), avido, I) avido di denaro e del bene 
altrui, ingordo, homo avarus, avarissimus, Cic: 
col genit., pecuniae suae parcus, publicae ava- 
rus, Tac: poet. di e. inan., litus, ove abitano 
uomini avidi di denaro, Verg.: spes, Hor. 

II) poet. trasl., cupido di q.C, insaziabile (nei 

desiderìi), mare, Hor.: venter, affamato, Hor.: 
col genit , nulliuspraeterlaudem avarus, Hor.: 
con ab e Tabi, (in riguardo a), ipse enim ava- 
rissimus ab istis prodigiis non sum, Sen. 

A- vello, vexi, vectum, Qre,condur via, por- 
tar via (contr. advehere), alqm lectica sua, 
Suet : alqm secum ex Samo, Plaut : equite.s 
Aegyptum, Liv.: dona domos, Liv : sacra in h- 
nitimas urbes, Liv.: poet.: alias oras, in, ecc., 
Verg. Pass, avehi mediale = condursi via, an 
dar vìa (a cavallo) (contr. advehi), avecti(sc. na 
vibus) hostes, Verg.: domum e castris est 
avectus (contr. plaustro in castra advectus), 
Liv.: avectus (se. equo) ab suis, Liv. 

avella, IveElànus, V. Abella. 

a- vello, velli e vulsi, vulsum, ere, strappare^ 



303 



avena 



svellere, I) in gen.: poma ex arboribus cruda si 
siiit, vi avelluntur (C. F. W. Miiller in Cic. 
de senect § 71 legge evelluntnrì; si matura et 
cocta, decidunt, Cic.: avulsum humeris caput, 
Verg.: sibi avelli jubet spiculum, levare, Cic.: 
trasl., inhaeret in visceribus illud malam exsis- 
titque morbus et aegrotatio, quae avelli inve- 
terata non possunt (essere strappate], Cic. 

II) pregfl., strappar via, separare violente- 
mente, allontanare violentemente, A) prop.: 
alqm de matris complexu avellere atque ab- 
strahere, Cic : avulsus a meis, strappato dalla 
cerchia delle mie occupazioni (contr. in se- 
des meas restitutus), Cic: tempio Palladium, 
sottrarre, Verg. B) trasl., a) una pers.: a) al- 
lontanare uno da una fanciulla, cioè dalle 

relazioni con Una ragazza, separare, strap- 
pare, alqm a puella, Ter: ab ea (puella) 
sese derepcnte, Ter. 3) trar fuori uno da uno 
stato, convicio alqm ab errore, Cic. b) un pos- 
sesso == togliere q.c. ad ale, rus ab alqo, Ter.: 
avulsum est enim praeter spem, quoderat spe 
devoratum lucrum, Cic. 

avéna, a e, f., I) avena, biada, a) come 
sorta di biada, avena comune, Hor., Plin. ed a. 
b) come erba cattiva, avena selvatica, Cic. 
ed a.: avenae steriles, vanae, Verg. Il) trasl., 
il gambo dell'avena, anche dell'orzo e della 
canna, che poteva servire come zufolo al pa- 
store, 1) propr. :sic rustica quondam fìstuladis- 
paribus paulatim surgit avenis, Ov. 2) meton., 
a) nel sing. = tibia, il flauto dei pastori; 
serve anche e specialm. a designare la 
forma più semplice del canto idillico, Verg. e 
Tibull. h) alplur., junctae pi ce avenae, ovv. 
semplicem. structae avenae == fistula (V.), 

zampogna (oOpiyS)» Ov. 

AveiltillUS, i, m., e -UDÌ, i, n., l 'Aven- 
tino, uno dei sette colli di Poma, tra il Pa- 
latino ed il Celio, che deve essere stato po- 
polato in origine sotto Anco Marzio. — 
Beriv.: A) Avcillllieiisis, e, aventinese, 
Diana (V. sotto), Val Max. B) Aveiitiiius, 
a, um, deii'aoentino, humus, Ov.: jugum, il 
monte aventino, Ov.: Diana, perchè essa sin 
dai tempi più antichi ebbe ivi un tempio 
asmi celebre, Propr. 

1 . aveo (haveo), ère (da ao> od auto . àsa), 
spiro, soffio), propr., aspirare avidamente a 
q.c; quindi bramare q.c. con impazienza od 

ansietà — essere molto desideroso, aveo gen US 

legationis, Cic: colVinf., valde aveo scire, quid 
agas, Cic : seg. da prop. relativa, avere te 
certo scio, quid hic agatur, Cic 

2. aveo ovv. Iiaveo, ère (àFéco, « sii 
prosperoso », donde àFéxco, aFxoo od auyw, 
augeo, cioè « far prosperare »), prosperare, 

essere sano, sentirsi bene, nella lingua classica 
soli. alVimperat. edalVinf., nella forinola di 
saluto fquan'lo uno arriva o parte) ave (have), 

buona salute! salute a te ! addio; (all' arrivo) 

= ti saluto, nella partenza = addio, Caesar 
simul atque Have mihi dixit, statini expo- 
suit, etc, Cael in Cic. ep : cuin proclaman- 
tibusnaumachiariis: Ave imperatori... respon- 
■lisset: Avete vos, etc, Suet : anche haveto, 
Sali : come saluto ai defunti, in perpetuuni, 
frater, bave atque vale! Catull. 
Ave/ uà 3 is, e, V. 2. Avernus, alla fine. 



aversus 3G4 

1. Aver n ns, a, um (&opvos «= senza uc- 
celli; cfr. Aornos), designazione gener. di 
quelle località ove le esalazioni mefitiche 
rendono pericoloso e perfino fatale il sog- 
giorno, e ove un uccello non oserebbe di vo- 
lare, deiVavemo, Averna loca, Lucr.: trasl.: 
aestus Averni, esalazioni delVAverno, Lucr. 
— Partic: 

2. Avernus, i,m. ("Aopvog), compiut. lacus 
Avernus ovv. lacus Averni, lago profondo, che 
riempie un cratere vulcanico di esalazioni 
mefitiche, presso Clima nella Campania, non 
lungi da Acherusia, nelle cui vicinanze la 
leggenda poneva il bosco di Ecate, la caverna 
della Sibilla Cumana e Ventrata all'In- 
ferno, detto ancor oggi Lago d'Averno, 
Cic. ed a.: portus Averni, il porto di Cuma, 
Verg. Aen. 5, 813: quindi Avernus, poet.pcr 
il tartaro, Ov. eda. — Deriv. : A) Avernus, 

a, um, agg., a) d'averno, infernale, lacus, freta, 
il lago a" Aver no, V erg. b) sost., Averna, orum, 
n., VAvemO, Verg. C) appartenente, attinente 
al mondo sotterraneo, stagna, Verg. : Juno, 

Proserpina, Ov.: Averna loca, Ov., e semplic. 
Averna, Verg., VAverno (Vinferno dei Gen- 
tili). B) A vernali*, e, appartenente allago 
d'Averno, aquae, delVAverno, Hor.: nymphae, 
Ov.: Sibylla (V. sopra), Prop. 

a-verro, ri, ere, scopar via, trasl., mensa 
pisces cara, della cara tavola del mercato (del 
pescatore) = portar via, levar via = acqui- 
stare a qualunque prezzo, Hor. sat. 2, 4, 37. 

a-verruneo, are, t. t. del linguaggio 

relig., allontanare, rimuovere una COSa Cattiva, 

deùm irato, Liv.: assol., dii averruncent, Cic, 
tolgano gli dei. 

aversallììis, e (aversor), orribile, abomi- 
nevole, detestabile, esecrando, Lucr. 6, 390. 

a versai io, ònis, f. (aversor), avversione, 

ripugnanza, antipatia, ribresso, tacita, Quint : : 

col genit. oggett., alienorum processuum, Sen. 

àversìo, ònis, f. (averto), I) io stornare, 

rimozione, solo in locuz. avverb.: ex aversione, 

al rovescio, dal di dietro, alqm jugulare, Auct. 

b. Hisp. 22, 3, strozzare alcuno prendendolo 
alle spalle. II) trasl.: fig. ret., il distrarre 
gli animi degli uditori dalla questione pro- 
posta, secondo Quint. 9, 2, 39 ; specie di apo- 
strofe (apostrophei. 

1. aversor (avorsor),àtussum,àri (averto), 
voltarsi altrove, volgerelo sguardo altrove (per 
dispetto, sprezzo, disgusto, nausea, schifo, ver- 
gogna, eccj, I) propr. colVacc, filium, stor- 
nare lo sguardo dal figlio (che gli stava da- 
vanti), Liv : aspectum alcjs, fuggire lo sguardo 

di quale, Tac II) trasl., distogliersi, allonta- 
narsi da alcuno oda q.C. = respingere alcuno 
q.C, evitare, aborrire, afflictum amicum, Ov.: 

preces, Liv.: coli 'inf., Auct b. Hisp. 

2. aversor, Òl'is, m. (averto), dissipatore, di- 
lapidatore, pecuniae publicae, Cic. Veri*. 5, 152. 

aversus, a, um, partic. agg. (da averto), 
voltato altrove, I) propr., col lato anteriore, 

col Volto, volto altrove, indietro (contr. Siàv 61'- 

sus) adversus et aversus impudicus es, davanti 
e di dietro, Cic: caedebantur aversi, Liv.:: 
aversos boves in speluncam traxit per la coda, 
Liv.: sost., aversum. i, n., commi. plur., aversa, 

Ol'Lim, n., lato posteriore, parte opposta, ìlh 



305 



averto 



avoco 



30$ 



averso esse (contr. ante nos esse), Sen.: aversa 
urbis insulae, Liv. II) (con compar. e superi.) 
trasl., ripugnante, avverso, sfavorevole, a Musis, 

Cic: a vero, Cic.: aversissimo animo esse ab 
alqo, Cic: col dat., mercaturis, Hor.: aversior 
defensioni, Quint.: assol., amici, Hor.: animus, 
Tac: aversi animis, di cuore, di animo av- 
verso, nemico, Tac. 

a-verlo (àvorto), verti (vorti), versum (vor- 

sum), ere, volgere da, altrove, via, voltare da 
altra parte, piegare, dirigere, allontanare vol- 
gendo, I) propr.: A) ingen., proram, Yerg.: 
se, Cic: flumina, distornare dal loro corso at- 
tuale (retto), Cic e Caes.: alqd ab oculis, Cic: 
iter ab Arari, Caes., naves in altum, Liv.: sese 
eo itinere, prendere un'altra via, Caes.: ab 
alqo omnium in se oculos, Liv.: ab homi- 
nibus ad deos preces, Liv.: poet. coll'acc, quo 
regnum Italiae Libycas averterat oras, Verg.: 
parim. (medio pass.) : equus fontes avertitur, 
Verg.: B) partic: 1) allontanare colla forza, 

distogliere, cacciare, respingere, barbai'OS a por- 

tis castrorum, Caes.: classem in fagam, Liv.: 

e col sempl. acc. = far piegare, volgere in 

fuga, primo impeti! hostem, Liv.: homines 
inermes armis, viris, Cic. 2) allontanare 

Segretamente = rubare, sottrarre, trarre a sé, 

pecuniam publicam, hereditatem, Cic. : prae- 
dam domum suam, Cic: quatuor tauros a sta- 
bulis, Yerg. II) trasl. : A) in gen. : a) to- 
gliere, stornare, allontanare q.c (pericoloso, 

dannoso, ecc.), pestem ab Aegyptiis, Cic: 
quod omen dii avertant, Cic: causam in alqm, 
gettare addosso, addossare, Cic. b) tener qual- 
cuno lontano da q.c. (dannosa, ecc.), austro 
gratias miras, qui me a tanta infamia aver- 

terit, Cic. B)partÌC.: 1) distogliere, rivolgere, 

allontanare l'inclinazione, il pensiero di qual- 
cuno da q.c, populi opinionem a spe adipi- 
scendi, Cic: alcjs mentem o animum ab alqa 
re, Cic. e Liv.: alqm ab incepto, Liv. 2) ri- 
guardo alla disposizione d'animo, distogliere 

da qualcuno, cioè rendere avverso, ripugnante, 
allontanare, alienare, alqm se ab alcjs ami- 

citia, Caes.: alcjs animum a se, Cic. 

avia, ae, f. (avus), nonna, Cic. ed a. 

àvìariiiiu, ÌÌ, n. (avis), luogo ove si ten- 
gono gli uccelli, a) casa degli uccelli, uccei- 
ìiera,Cic. ed a. b) luoghi ove si radunano gli 
uccelli selvatici nei boschi, Verg. gè. 2, 430. 

avide, avv. con compar. e superi, (avi- 
dus\ avidamente, ardentemente, Cic ed a. 

avidi tas, atis, f. (avidus), cupidìgia istin- 
tiva, impetuosa, impaziente, desiderio impa- 
ziente, impetuoso, in senso cattivo avidità, 

voglia, ingordigia, I) col genit., cioè Col genit. 

ogg. (per, di), cibi, gioriae, pecuniae, Cic: le- 
gendi, Cic: col genit. sogg., animi tui (delle 
tue trame), Curt. II) assol., avidità, ava- 
risia, hujus mendicitas aviditati conjuncta in 
fortunas nostras imminebat, Cic 

iivTdllS, a, lim (1. aveo), avido, cupido, bra- 
moso di q.c, voglioso di q.c I) coli 'aggiunta 
di che cosa? o per che cosa? nel 
genit. o con in o ad e Tace: a) col genit. , 
cibi, Ter.: laudis, Cic: avidissimus gioriae, 
Cic: novarum rerum, bramoso di novità, Sali.: 
belli gerundi, Sali.: poet. coZZ'infin., conjun- 
gere dextras, Verg. j3) con in o ad e Tace,: 



in omne fas nefasque avidi, Tac: aliquantum 
avidior ad rem est, tutto dedito ad aumentare 
i suoi averi, Ter.: gens ferox et ingenii avidi 
ad pugnam, Liv.: trasl., di e. inan., in di- 
reptiones manus, rapaci, Liv.: in novas res in- 
genia, bramosi di novità, Liv. II) assol., 
A) propr., bramoso, avido, 1) riguardo al 
possesso, avido, avaro, divitias conduplicant 
avidi, Lucr.: grati animi, non appetentis, non 
avidi signa, Cic: trasl., di e inan., avida 
manus heredis, Hor. 2) riguardo al godi- 
mento, cupido, insaziabile, smoderato, aegri, 
convivae, Hot.: partic. trasl. di sensi, desideri 
e passioni, ita sunt avidae (aures meae), Cic: 
libidines, Cic: e di altri sogg. inan., mare, 
Lucr. e Hor.: ignis, flammae, divoratrici, Ov.: 
morsus, avidi m., Ov. 3) riguardo a lotta 
o guerra, avido di combattere, Vulcanus, Hor.: 
legiones, Tac. 4) riguardo alla dominazione, 
avido di comando, ingenium, Sali.: B) meton., 
che prende intorno a sé da ogni parte = che 

abbraccia ampiamente molto, che si estende 

molto in là nello spazio, pars complexus, Lucr. 

avis, ÌS, f., uccello COllett. volatili, uccelli, 

I) ingen.: examina avium, Liv.: cantus avium r 
Cic: concentus avium, Cic: aves rapto vi- 

ventes, Sen. II) par tic, divinazione mediante 
gli uccelli, arte augurale, e meton. per omen, 
segno, augurio, avibus bonis, Ov., seCUlldis, 

Liv., con buon augurio, all'ora propizia : al- 
Tincontro avi mala, Hor., o adversà, Poeta in 
Cic o sinistris avibus, Ov. con cattivo augurio, 
sotto sfavorevoli auspizi. 

àvTtus, a, um (avus), pervenuto, ereditato 
dal nonno o dalla nonna o generic dagli an- 
tenati, da parte dell'avo, della nonna, ereditato, 
legittimo, avito, talv. anche = antichissimo, 

bona paterna et avita, Cic: regnum, Cic: ager 
Suet.: Troja, Hor.: malum, male ereditario, 
Liv. 

a Vili S, a, um (a e via). I) distante dalla via, 
dalla strada, fuor di via, lontano, remoto, poca 

frequentato, saltus montesque, Sali. : nocturna 
et aviaitinera, marcie di notte in luoghi fuor 
di mano, Sali.: sost., avium, ii, n., cammino 

indiretto, remoto; luogo poco frequentato, soli- 
tario, deserto, hunc avfum dulcedo ducit in 
àvìum, Cornif. rhet.: al plur., avia dum sequor, 
Verg.: avia itinerum, Veli. II) (poet) che si 

allontana dalla via, sviato, traviato, smarrito, 

in montes sese avius abdidit altos, Verg.: trasl., 
avius errat animus, senza via, Lucr. 

avtfcàuientuiii, i, n. (avoco), mezzo di 

ricreazione, svago, distrazione, plur., in Plin. 

ep. 8, 5, 3 e altr. 

àvttcatlO, Ònis, f. (avoco), il distogliersi, 

I) in gen.: a cogitanda molestia, dal pen- 
siero, ecc., Cic. Tusc. 3, 33. IX) partic. a) di- 
strazione che turba, Sen. ep. 56, 4. b) distra- 
zione che ricrea, plur., avocationes (contr, 
exercitationes), Justin. 37, 4, 1. 

a-vfte©, avi, àtum, are, richiamare, chia- 

mareaitrove, I) propr.: milites a signis, Trajan. 
in Plin. ep.: pubem Albanam in arcem, Liv.: 
partem exercitus ad bellum, Liv. TI) trasl.: 
1) rimuovere, distornare, arma, fare una fìnta, 
Quint. 9, 1, 20. 2) richiamare da q.c. (cioè 
da una occupazione, sentimento o inclina- 
zione per q.C.) = ritrarre, distogliere, allonta- 



307 



avolo 



baccar 



808 



nare, a^generic: quos aetas a proeliis avocat, 
tiene lontano, Cic: av. ad Antiochum multi- 
tudinis animos, rivolgere, Liv. b) stornare 
dall'attenzione, distrarre, a) distogliere tur- 
bando, distornare, distrarre, disturbare, nulla 
res nos avocabit, Sen.: quia ipse multum dis- 
tringebar frigidis negotiis, quae simul et avo- 
cant animum et comminuunt, Plin. ep. fi) dis- 
togliere ricreando = distrarre, ricreare, di- 
vertire, ab iis, quae avocant, abductus et liber 
et mihi relictus, Plin. ep. : luctum lusibus, 
Sen. 

a-volo, avi, àtum, are, volar vìa, I)propr.; 
auspicanti pullos avolasse, Suet.: isque (ales 
equus) per aethereas me tollens avolat umbras, 

Catull. II) trasl. , volar via = affrettarsi, fuggir 

via, hinc, Cic.: citatis equis Komam, Liv.: hinc 
av., affrettarsi a partire di qui, separarsi, vo- 
lare al cielo (dei morenti), Cic: voluptas 
avolat, sparisce presto, Cic. 

avunculus (avoncuìus), i, m. (dimin. di 
avus), zio, e cioè : I) zio come fratello della 
madre (ali 'incontro patruus, zio come fratello 
del padre), Cic. ed a. — Quindi a) niagnus 
av. = aviae frater, fratello della nonna, Cic. 
ed a. b) major av. = aviae frater, zio del 
padre o della madre, prozio, Veli, e Suet. 

II) trasl, , A) zio, quale marito della sorella 
della madre, Sen. cons. ad Helv. 19, 4 (17, 3). 
B) prozio come fratello della bisavola, Tac. 
a.nn. 2, 43 e altr. 

avus,i, m., avo, l)propr., nonno, Cic. ed a. 



II) trasl., A) = proavus, bisnonno, bisavolo, 

Cic. Scaur. 32 (Tac. ann. 14, 55 ora abavus). 

B) generic. = avo, maggiore, antenato, Hor. 

sat. 1, 6, 3: spesso al plur., avi veteres, Verg.: 
intonsi, Ov.: triumphales, Tac: trasl. di api, 
Verg. gè. 4, 209. 

Àxcnus (agevo?) (inospitale), Pontus Axe- 
nus, nome che aveva prima il Pontus Euxinus, 
Ov. trist. 4, 4, 55 e sfgg. Mela 1, 19, 6 (= 1, 
§ 102): altra forma Axlnus (agetvog), Tauri 
in Axino {intendi Ponto), Cic. de rep. 3, 15. 

axilla, ae, f. (dimin. di ala), ascella, Cic. 
or. 153. ^ 

1. axis, ÌS, m., asse, perno, I) propr. C 

meton.: 1) propr., asse del carro, faginus, 
Verg.: axes rotarum, Liv.: paene curru excus- 
sus est axe difiracto, Suet. 2) (poet.) meton., 
carro, sing. e plur., Verg. e Ov. II) trasl., 
asse del mondo, di un corpo celeste, mundi, 
Lucr.: terra circum axem se convertit, Cic. 
meton. a) polo, inocciduus, Lucr.: nei poeti 
partic.poio boreaie,Yerg. ed a. b) (poet.) V in- 
tiero cielo, Verg. e Ov.: sub (nudo) axe, a cielo 

aperto, Verg. e) regione del cielo, zona, borèus, 

settentrione, Ov.: hesperius, occidente, Ov. 
2. axis (assis), is, m. {radice AC, donde 

in greco àyvojJU, àyfia), asse, tavola, pancone 

(cioè ancor greggio), mentre tabula = asse 
lavorato colla pialla, Caes. ed a. 

4xttna, ae, m., fiume della Gallia Bel- 
gica, ora Aisne. 

.4xiir, V. Anxur. 



B 



B, l>, seconda lettera dell'alfabeto latino, 
corrispondente al greco beta (B, jS), ma chia- 
mata brevemente be. 

Babaio, ònis, m., Babilonese, appell. = 
uomo di ricchezze e lusso orientali, Ter. 
adelph. 915. 

Babylon,ònis, acc. comun. òna, f. (BajSo- 
Xcóv), capitale della Babilonia, sulle due rive 
dell'Eufrate in un quadrato, nella cui parte 
orientale si trovava il palazzo dei re Caldei 
(Nebucadnezar, ecc.) coi famosi giardini pen- 
sili (ora el Kasr, cioè il palazzo); rovine se- 
parate della città si trovano ancora attual- 
mente in Ard Babel presso St. Hille nell'Irak 
Arabi. — Deriv.: A) Baby Ionia, ae, f. 
(BajSoXcovÉa), l)il paese della Babilonia, vasta 
pianura, non interrotta da monti, a S. della 
Mesopotamia, dove si avvicinano Tuno all'al- 
tro l'Eufrate e il Tigri, fino alla loro comune 
foce nel golfo Persico : sede primitiva del- 
l'astronomia ed astrologia e dell'arte di tes- 
sere stoffe preziose: l'odierno Irak Arabi, ed 
in senso più ampio anche = tutto l'impero 
Assiro-Babilonese. 1) la città di Babilonia. 
B) Babylògiìcns, a, uni, babilonese; comun. 
al plur. Babilonica, orum, n., coperte, tappeti 
babilonesi, Lue ed a. C) Babyionius, a, 
um, Babilonese, arx, Curt.: numeri, calcoli cal- 



dei e astrologici = predizione cogli astri, 
Hor.: quindi Horos, versato nell'astronomia, 
Prop.: sost, Babylonii, òrum, m. = abitanti 
della Babilonia, Babilonesi e Babylonia, ae, 

f. = donna babilonese, 

baca (bacca) ae, f., bacca, coccola, I) propr. 
A) in gen.: lauri bacae, Verg.: piperis bacae, 
bacche, granelli di pepe, Vitr. B) partic. : 
bacca dell'olivo, oliva, agricola cum florem oleae 
videt, bacam quoque se visurum putat, Cic: 
così Venafranae baca olivae, Hor.: bicolor baca 
Minervae (perchè l'olivo era sacro a Minerva), 
Ov. II) trasl.: A) ogni frutto rotondo degli 
alberi, arborum bacae {contr. fruges terrae), 
Cic B) perla, insignis, Hor.: aure leves bacae 
pendent, Ov. 

bacati! s, a, um (baca n° II, B), ornato di 
perle, di perle, monile, Verg. ed a. 

Bacouclae, àrum, m. (= rebelles), conta- 
dini nella Gallia, che si sollevarono sotto 
Diocleziano e Massimiano e cagionarono 
molti tumulti, Aur. Vict. Caes. 39, 17. Eutr. 
9,20. 

bacca, V. baca. 

baerai* (bacchar), aris, n. o baccaris, 
(bacchàris), is, f. pianta con radice odorifera, 
da cui si ricavava un olio; secondo Sprengel 

valeriana celtica, Verg., Curt. ed a. 



309 



baccatus 



Baebius 



310 



bacca tu s, V. bacatus. 

Baccha, ae, f. (Baxx?)), baccante, sacerdo- 
tessa (compagna) di Bacco eccitata fino al 
furore, Cic. ed a.: Bacchis initiare alqm, ini- 
ziare al culto bacchico, Liv. 

bacchàhundus, a, nm (bacchor), che si 

da all'entusiasmo bacchico, all'orgia bacchica, 

agmen, Curt. 9, 10 (42), 27. 

Bacchànal, àlis, n. (Bacchus), I) luogo 
consacrato a Bacco, luogo ove si celebrano le 
feste di Bacco, luogo del culto di Bacco, Liv. 
39, 18, 7. II)plur. Bacchanalia, ium (talv. -io- 
rum), n . , festa, solennità di Bacco, baccanali, ogni 
tre anni, avevano luogo di notte, molto tu- 
multuosam. e sfrenatami., quindi proibiti in 
Roma Va. di Roma 568 (186 av. Ór.) con un 
decreto del Senato, Cic. de legg. 2, 37. Sali, 
hist. fr. 3, 79 [97). Liv. 39, 9 e segg. 

Ka celi anali*, e (Bacchus), baccanale, di 
Bacco, sacra, festa di Bacco (V. Bacchanal 
n° II), Val. Max.: chorus, Aur. Vict. 
barellar e bacchàris, V. baccar. 
bacchàtio, ònis, f. (bacchor), gozzovìglia, 
orgia, stravizzi, nocturnae ejus bacchationes ac 
vigiliae, Cic. IL Yerr. 1, 33. 

Bacche, èS, f. (BctXXVj), Baccante, Qv. km. 
1, 14,21 «strisi 4, 1, 41. 

Bacchetti §, a, um (Bacchus), di Bacco, 
dona, vino, Verg. : sacra, Ov. 

Bacchcus, a, um (Baxxeìos), bacchico, 
delle baccanti, ululatus, Ov.: vineta, Ov. 

Bacchiàdae, àrum, m. (Baxx.iocÒai), di- 
scendenti delVEraclide Bacchide (signore di 
Corinto dal 924 av. Cr.), BaccMadi, antichis- 
sima famiglia dominante in Corinto, rove- 
sciata nel 657 av. Cr. da Cipselo 

Bacchìcus, a, um (Baxxixós), bacchico, 
serta, Ov. trisi 1, 7, 2. 

1. Bacchili s, a, um (Bacchus), bacchico, 
sacra, Ov. met. 3, 518. 

2. BacchTus, a, um (Bocx^efog), bacchio, 
pes, di due lunghe e una breve, - - « per 
■es. Kòmànus), opp. ^ -- (p. es. saltiti), Quint. 
9, 4, 82. 

bacchor, àtus sum, ari (Bacchus), I) intr.: 

A) propr., celebrare la festa di Bacco, CUm 
alqo, Plin. : quindi bacchantes, le Baccanti, 
Ov. e Curt. B) trasl. : a) generic. di uomini, 

a guisa di Baccanti, vagare, schiamazzare, 
infuriare, smaniare, Cic. ed a. : anche andar 
errando intorno schiamazzando, smaniando, in- 
furiando, per urbem, Verg. : in antro, Verg. 
b) di un oratore focoso o del suo discorso, 
rarere et bacchari, Cic: inanibus locis bac- 
chari, comportarsi da baccante, Quint. e) di 

SOgg. inan. = infuriare, imperversare, del 

vento, Hor. e Ov. di voci, per urbem, Verg. 

IT) tr. far risuonare il grido di Bacco, bac- 
iari euhoé, Catull. 64, 61 e 255 : di luoghi, 
passivo = echeggiare del grido, delle danze o 
della festa di Bacco, bacchata jugis Naxos, 

Verg. 

Bacchus, i, m. (Bobc^og), I) Bacco, presso 
ì greci il giovine bello, molle dio del vino: 
come tale identificato dai Romani col loro 
dio della natura, Liber. Giove lo generò colla 
Tebana Semele. Semele ingannata dall'a- 
stuzia di Era, che venne a lei col volto 
della sua nutrice o di un'amica, domandò a I 



Giove, poiché egli le aveva promesso l'adem 
pimento di ogni desiderio, di apparirle nel 
medesimo splendore, con cui si avvicinava 
ad Era. Giove apparve con lampi e tuoni, e 
Semele, atterrita, sorpresa dalla fiamma, par- 
torì abortendo {quindi B. ignigena): ma Giove 
salvò il neonato dall'incendio e lo cucì nella 
sua coscia. Dopoché il dio a tempo debito 
ebbe disgiunta la cucitura e fu nato il bam- 
bino {quindi bis genitus, satus iterum e bi- 
mater), lo affidò ad Ermete. Questi portò il 
fanciullo ad Ino (sorella di Semele) e al ma- 
rito Atamante e raccomandò loro dì educarlo 
come una ragazza. Ma avendo Era adirata 
resi pazzi furiosi marito e moglie, Giove 
mutò il ragazzo in un capro ed Ermete lo 
recò alle ninfe, che abitavano sul monte Nisa 
{quindi Bacchus Nyseus e Nysius). Cresciuto, 
viene Bacco stesso reso furente da Era e 
va errando frenetico. II) meton.: A) grido di 
Bacco (Io Bacche!), Baccho audito, Verg. 
Aen. 4, 302. B) vite, Verg. gè. 2. 113 ed a. 
C) = vino, Verg. ecl. 5, 69 ed a. 

bacciler, V. bacifer. 

baccula, V. bacula. 

Baccnis, is, f. vasta foresta della Gei- 
mania, la quale formava un muro naturale 
di confine tra i Cherusci e gli Svevi, senza 

dubbio la parte occidentale della Selva di Tu- 
ringia, nel Medio Evo Buconia, Buchenau, 

bacco I us, i, m. baggeo, stolido, diceva 
Augusto invece di stultus, secondo Suet. 
Aug. 87.^ 

bàcifer, fera, forum (baca e fero), che 

porta bacche (olive), Pallas, Ov. am. 2, 16, 8. 

bacillum, i, n. (dimin. di baculum), pic- 
colo bastone, bastoncello, bastoncino, Cic. ed a.: 
par tic, bacchetta del littore, verga del littore* 

Baclra,5rum, n. (Baxxpa,), capitale della 
Battriana sul fiume Battro, l'odierna Balk 
(poet. meton. — abitanti di Battra o = im- 
pero della Battriana). — Deriv.: a) Ba- 
cici, òrum, m. abitanti della città di Battra 
o della Battriana. b) Bactrianus, a, uni 
(Baxxpiavóg), Battriano, regio o terra (== Ba- 
xxptavyj), paese della Battriana (una delle 
Provincie orientali dell'impero persiano, lo- 
dierna Balk) : e sost. Bactrianus, i, m., Bat- 
triano e partic. Bactriani, orum, m. abitanti 
di Battra o della Battriana, Battrianù 

bacula, ae, f. (dimin. di baca), piccola 

bacca, coccolina, Plin. ed a. 

bàculum, i, n. e (probab. forma poste- 
riore), hacuius, i, m. (da connettersi con 
^axxpov, da Paco, pa£a>, andare), bastone 
(propr. come appoggio nel camminare, quindi 
anche = Scipio, bastone per ornamento, e = 
fustis, bastone per percuotere, verga), summa 
papaverum capita baculo decutere, Liv.: come 
bastone da pastore, pastor baculo innixus, 
Ov.: come bastone dell'augure (lituus), bacu- 
lum sine modo aduncum, Liv.: come scettro, 
argenteum, Fior.: elapsum baculum, Suet. 

Badia, ae, f. città deZZ'Hispania Baetica, 
ancora attualm. M. S. de Botua. 

Baebius, a, um, denominazione di una 
gens romana plebea, coi cognomi Dives, Sulca, 
Tamphilus. — agg. Bebio, lex Baebia (de 
praetoribus creandis). 



ili 



Baetis 



barathrum 



312 



Baetis, is, acc. in, m. (Bamc;), fiume 
principale delV Hispania Baetica, ora Gua- 
dalquivir. — Deriv.: BaetTeus, a, um 
Betieo, che si trova sul fiume Beti, provincia 
luetica (Barala)), provincia (Spagn.) Betica, 
una parte della Spagna S. 0., ora Andalusia 
e parte di Granata, celebre per la sua lana. 
— plur. sost., Baetici, orum, m., abitanti 
della B etica, Betici, 

Bagau<lae,£H?> es«££ame«i<?Bacaudae. V. 

B%ou§, i, m. e Bagòas, ae, m. (Ba- 
ytòag, vocabolo persiano), nome persiano = 
« eunuco », sotto cui è partic. noto V uccisore 
di Artaserse III (Geo) e di Arse, Quint. 5, 
12, 21: quindi appetì. = ogni custode di 

donne, eunuco, Ov. am. 2, 2, 1. 

Bìigeada, ae, m. (BaypdSac;), il fiume 
più notevole nel territorio di Cartagine, che 
sbocca nel mare tra Utica e Cartagine, ora 
Medsjerda. 

Bajae, àrum, f. I) città e bagni caldi 
sulla costa della Campania (tra Cuma e 
Pozzuoli) ugualmente rinomata per le bel- 
lezze della natura, la virtù medica delle sue 
fonti, e la piacevolezza della vita ch'ivi si 
conduceva, naia, Cic. ep. 9, 2, 5; in Clod. fr. 
20 (4, 1). Hor. carni. 2, 18, 20. Sen. ep. 51, 
1 e segg.: come stazione di bagni anche Bajae 
aquae, in Prop. 1, 11, 30. II) meton., ogni 

stazione balneare, Cic. Cael. 35 e 38. — De- 

riv.: Bàjànus, a, um, di o a Baja, negotia, 
Cic: lacus, lago Lucrino, Tac. 

bajiilo, (bàjòìo), are (bajulus), fare u fac- 
chino ,' portar sid dorso un peso, q.c. di pe- 
sante, asinus bajulans sarcinas, Phaedr.: alqm, 
portar sul dorso, Quint. 

bajulus, (bàjolus), i, m. = àx^oepópoe,, 

portatore di pesi (per guadagno), facchino, 

Cic. ed a. 

bàlaena, ae, f. (cpcfcXaiva), balena, Ov. 
Plin. ed a. 

balanus, i, f. (pdXavoc;) = myrobalanus, 
mirobaiano, dal cui nocciolo si estrae un olio 
che non ha odore e che riceve facilmente e 
conserva altri odori graditi, Hor. e Plin. 

bill atro, Òìlis, m v buffone, giullare, Hor. 

sat. 1, 2, 2. 

bàlatìis, us, m. (baio), belato delle pecore, 
delle capre, Verg. ed a. 

balbe, avv. (balbus), balbettando, Lucr. 5, 
1020. 

balbus, a, um (da connettersi con baiare), 
balbo, balbuziente (contr. planus, che parla 
senza impedimenti, scioltamente), di pers., 
Cic: verba, Hor. 

balbutito, Ivi, ìtum, Ire (balbus), I) intr. 
balbettare, balbutire, Cels. ed a.: trasl., balbet- 
tare, balbutire intorno a q.c. = non essere 
chiaro nelle proprie vedute, idee, inten- 
zioni, ecc., non esprimersi chiaramente, de 
natura deorum, Cic. : desinant balbutire, Cic 
II) tr. balbettare, illum balbutit scaurum, lo 
chiama balbettando, vezzeggiando (poiché 
egli par'a a modo dì fanciullo) piccolo 
zoppo, Hor. sat. 1, 3, 48: trasl., Stoicus per- 
pauca balbutiens, a cui fa solo talvolta di- 
fetto la necessaria chiarezza, Cic. Ac 2, 137. 

Baleares (Baltàres) insulae o sempLBa- 
leàres, ìum, f. (BaXtapeìg), isole Baleari, 



Baleari, ora Majorca (major) e Minorca 
(minor), i cui abit erano assai rinomati 
come frombolieri. — Deriv.: A) Baleàris 
(Baliaris), e, Baieare,- plur. sost., Baleares, 
ium, m. (BaXiapsìg), abit. delle isole Bai, 
Baleari» B) Balearìeus (Baliar.), a, um, 
Baieare ; e Balearicus, soprannome di Q. Cae- 
cil. Metellus, come vincitore delle Baleari. 

balineum, contr. balneum, i, n., ba- 
li» ea o baine», òrum, n., ma comun. ete- 
roclit. baimene, contr. balneae, àrum, f. 
(PaXavsìov), bagno, bagni (di bagni pubblici, 
come consistenti di più camere, solt. il plur., 
parimenti anche di grandi bagni privati), 

I) propr.: balineum calefieri jubebo, Cic: cum 
a balneo exissem, accepi litteras tuas, Cic: 
balneae publicae, Cic : in balneas venire, Cor- 
nif. rhet. : in balneis fuisse cum filio, Cic 

II) meton. : A) bagno = tinozza coli' acqua 
per il bagno, praefervidum, Tac. : balneo in- 
ferri, Tac. B) bagno =s= il bagnarsi, balneum 
prodest, Cels.: balneo raro utendum, Cels. 

balista, V. ballista. 

Ballio, ònis, m. nome di un mezzano 
spregevole nel Pseudolo di Plauto; quindi 
appellat., un Ballio — uomo spregevole, Cic 
Phil. 2, 15. 

ballista, ae, f. ((fàXXu)), grande macchina 
da guerra, foggiata ad arco, tesa con funi e 
nervi, con cui si scagliavano pietre ed altri 

proiettili, macchina da scagliare, balestra, bal- 
lista, Caes. ed a. 

ballnx, V. balux. 

balneae, V. balineum. 

balnearìus , a, um (balneum), apparte- 
nente ai bagno, da bagno, fur, che dimora nei 
bagni, Catull. 33, 1: sost., balneari», òrum, 

n. bagni, camere pei' i bagni, Cic ed a. 

balneator, òris, m. (balneum), bagnino, 
bagnaiuoio, custode dei bagni, Cic ed a. 

balneolae, V. balneolum. 

balneolum, i, n. (dimin. di balneum), 
pìccolo bagno, Sen. ed a.: plur. eteroclit. bal- 
neolae, àrum, f. (dimin. <fó balneae), Cic. fr. 

balneum, V. balineum. 

bàio, avi, àtum, are, belare, di pecore, 
Quint. ed a.: poet., assol. balantes = oves, 
Verg. ed a. 

balsamum, i, n. (j3dXaa|iov), I) gomma 
odorosa delV albero del balsamo , balsamo, 

Verg. ed a. 11) albero, arbusto del balsamo, 

balsami silvae, Fior. 

balteus, i, m. e balteum, i, ni, baiteo, 

cinturino della spada, cintola, Caes. ed a. 

balux, lùcis, f. fvocab. spagn.) = XP^- 

a<X|A|-tOC;, sabbiad'oro, gl'anelli d'oro, Justill. ed a ^ 
Baili balio, ùnis. m. (da pa|ipdXsiv), (balbu- 
ziente), come soprannome ; M. Fulvius Bamb v 
padre di Fulvia, moglie di Antonio. 

B»ndìisi», ae, f. fonte deliziosa nel po- 
dere di Orazio nella Sabina. 

Bautta, ae, f. città dell' Apulia non lungi 
da Venosa, in una regione selvosa presso al 
monte Vulture, ora S. Maria di Vanze. — 
Deriv.: BaiitTniis, a, um, appartenente « 

Banzia, bantino. 

bapti stéeìu in, ti, n. (Pa7iTt,axy)ptov), ba- 
cino per bagnarsi e nuotare, Plin. ep. ed a. 
bariti brusii, i, n. ((3dpa9pov), I) baratro, 



313 



barathrus 



barrus 



314 



abisso, voragine, inferno, Lucr. ed a.: barathro 
donare, gittar nel baratro, cioè scialacquare, 
Hor. sat. 2, 3, 166. II) trasl., scherz. o sar- 
cast, di pers. insaziabile, bar. macelli, abisso, 
voragine, Hor. ep. 1, 15, 31. 

barathrus, i, m. ((fàpaGpos), uomo degno 
di morte, uomo abbietto, Lucr. 3, 964. 

barba, ae, f., barba, a) degli uomini, barba 
promissa, Nep.: promittere barbam, Liv.: bar- 
barli tondere, Cic. b) degli animali, birci, ca- 
prae, Plin.: lupi, Hor. 

barbare, avv. (barbarus), ^» modo stra- 
niero, come uno straniero =. incoltamente, roz- 
zamente, nelle cognizioni, lingua e modi, 

quindi anche sgarbatamente, scortesemente, 

loqui, Cic: exclamare, Quint.: laedere oscula, 
Hor. 

barbarla, ae (forma second. barbàrie», 
acc. -em, obi. -e), f. (barbarus), I) paese fore- 
stiero, straniero, in oppos. alla Grecia e Roma, 

Cic. ed a. II) meton.: A) barbarie, ignoranza, 

rozzezza spirituale, haec turba et barbaria fo- 
rensis, Cic: nunc barbaries grandis, Ov.: di 
« espressioni barbare (erronee), barbarismi » 
nel discorso, aliqua barbaries domestica, Cic. 

Brut. 258. B) barbarie morale, crudeltà, fie- 
rezza, inveterata quaedam barbaria, Cic. 

Imrbà l'Te US, a, um, barbarico, barbaro, da 
parte dei Homani = non romano, non greco, 
straniero, forestiero, Verg., Liv. ed a.: frigio, 

Verg. ed a.: germanico, Suet. : sost, barba- 

ricum, i, n., paese straniero, Eutr. 

barbaries, V. barbaria. 

barbàrismus, i, m. (pappaptojióg), ilpar- 
lare in modo straniero, cioè erroneo, il par- 

iaytì erroneo, errore di lingua, barbarismo, 

Cornif. rhet. e Quint. 

barbarus, a, um (pap(3apos), I) straniero, 

forestiero, e SOSt., uno straniero, forestiera, bar- 
baro, estraneo ai costumi greci e romani, 
a) ingen.: servi agrestes et barbari, Cic: reges, 
Hor.: barbara (puella) sermone est Sparla essa 
in gergo ? Ov.: sost., barbari quidam et imma- 
nes (contr. Graeci homines), Cic: quindi in 
barbar um == secondo il costarne, il modo degli 
stranieri, forestieri, barbari, Tac \>) par tic, 
di un popolo determinato : oc) in bocca di un 
Greco o in opposiz. a co che è greco, barbaro 
= italico, romano, latino, tantum barbaris ca- 
sibus Graecam litterain (<£) adhibere, Cic: e 
così in bocca d'un Macedone, cura barbaris 
aeternum omnibus Graecis bellura est eritque, 
Liv.: e in contrapp. al Ponto, barbarus hic 
<3go sum, quia non intellegor ulti, Ov. p) per 
frigio, carmen, Hor. y) per persiano, Nep. e 
Curt. : e per eccellenza barbarus delre diPersia , 
Nep.Them.4, 5, e altr.: di un alto personaggio 
pers., Nep. Ag. 3, 1. 8) infine generic. per 
ogni popolo nemico non greco e non romano : 
una volta persino di un popolo greco (i Das- 
sareti), Liv. 31, 33, 5. II) meton., barbaro, 
A) spiritualm., rozzo, incolto, inhumanus ac 
barbarus, Cic: homines barbari atque imperiti, 
Caes.: non sunt alla (scripta) suo barbariora loco, 

Ov. B) = moralmente, rozzo, selvuggio, duro, 

crudele, homines feri ac barbari, Caes.: immanis 
ac barbara consuetudo hominum immolando- 
rum, Ci •.: barbariora sacra, Ov. 

barbatulus, a, um (dimin» <#/ barbatus), 



un po' barbuto, di primo pelo, con piccole ba- 
sette, juvenis, Cic: mulli, Cic 

barbatus, a, um (barba), barbato, barbuto, 

I) di divinità e Uomini, 1) in gen.: (contr. 
imberbis), Juppiter, Cic: aut imberbes aut 
bene barbati, Cic: equitare in arundine, si 
quem delectat barbatum (adulto), Hor. 2) par- 
tic: di Romani del tempo antico (in CUÌ non 
si radevano ancora la barba), p. es.: unus ali- 
quis ex barbatis illis, Cic. Sest. 19. II) di ani- 
mali, hirculus, Catull.: sost. semplic barbatus, 
dalla lunga barba — capro, becco, Phaedr. 
barbiger, gora, gerum (barba e gero), che 

porta la barba, barbato, barbuto, capellae, pe- 

cudes, Lucr. 

barbi tos, i, e. (pccpptxoc;, -ov), cetra (ori- 
ginar, distinta dalla lira per i toni più gravi 
e il maggior numero di corde, ma spesso scam- 
biata con essa), age die Latinum, barbite, 
carmen, Hor. ; meton. = canto (suonato sulla 
cetra), Ov. her. 15, 8. 

barbala, ae, f. (dimin. Sbarba), barbetta, 
piccole basette, lanuggine, Cic Cael. 33. 

Itarea, ae, m. (Bapxag, da p*T3> lampo, 

o spada lampeggiante), capo stipite della fa- 
miglia dei Barca, tanto celebre posteriorm. 
in Cartagine, a cui appartenevano Amilcare 
ed Annibale: quindi soprannome di Amil- 
care, Nep. Ham. 1, in. — Deriv.: Oar- 

elllUS, a, UHI, di Barca dei Barca, familia, 

factio, Liv.: sost., Barcini, orum, m. ==i Barca, 

la casa dei Barca, la famiglia dei Barca, Liv. 

Inarcaci, V. Bar ce. 

Bareè, ès, f. (Bccp^aj), città della Cire- 
naica, col porto di Ptolemais (dopo la rovina 
della città, chiamata Barca), dal nome della 
quale la provincia si chiama ancora adesso 
Barca : ora rovine di Merdsjeh. — Deriv.: 
Bareaei, òrum, m. (Bapxcclot), abitanti del 
paese di Barca, tribù nomade, nell'epoca ro- 
mana terribile per estese piraterie. 

Barelnus, a, um, V. Barca. 

bardltus, V. barritus. 

bardus, a, um (da ppocSóg), sttipido, tardo 

d'ingegno, sciocco, Cic de fato, 10. 

Bargìisìi, òrum, m. (Bapyoóatot), tribù 
della Spagna Tarrac , nell'odierna Cata- 
logna. 

lEargyliae, arum, f. e l&argylia, Òrum, 
n. (BapyóyUoc, toc), città della Caria nell'an- 
golo più interno del sinus Bargylieticus limi- 
tato dal Proni. Posidium e dalla città di 
Mindo. — Der.: A) BargyHetae, arum, 
m., abit. di B. B) IBargy liéticus, a, um, 

di Bargilia, 

baris, idos, f. (pàpeg), navicella egizia, 
specie di zattera, Prop. 3, 11, 44. 

biir7tus, V. barritus. 

Bariuiti, ìi, n. (Bocpcov), porto non senza 
importanza nell'Apulia, sul mare Adriatico, 
ora Bari. 

baro, ònis, m. (varo, varrò, stupido), sem- 
plicione, zoticone, goffo, balordo, Cic ed a. 

barritus (barìtus o bardìtus) , ùs, m., grido 

di guerra, canto di guerra dei Germani, Tac 

ed a. 

barrus, i, m. (parola indiana), elefante, 
Hor. epod. 12, 1. 



315 



òasiatio 



Bebryces 



316 



basta tifo, ònis, f. (basio), il baciare e meton. 
bado, comun. al plur., Catull. ed a. 

basilica, ae, f. (pocaiXoaj, se. oly.la o oxocc), 
basilica, nome di grandi edifizii sontuosi 
ornati con doppio porticato nel Foro (in 
Boma ed altre città), che erano destinati alle 
sedute dei tribunali e agli affari dei mercanti 
(lat. puro regia, V.), Cic. ed a.: bas. Porcia, 
Liv.: bas. Julia, Quint. ed a. 

baslo, avi, atum, are, baciare, baciucchiare, 

alqm, Catull. ed a.: multa basia, Catull. 

basi*, is e eos, acc. im, ahi. i, f. (Piaig), 
tutto ciò su cui riposa q.c. I) come 1. 1. di 

architettura: a) base, sostegno, piedestallo, zoc- 
colo, statuae, Cic: sepulcri, Cic.: prov. alqni 
cum basi sua metiri, misurare uno insieme 
colla sua base = misurarlo con una misura 
troppo alta, stimarlo troppo, Sen. ep. 76,31. 
b) fondamenta, villae, Cic. ad Q. fr. 3, 1, 2, § 5. 
II) come 1. 1. matem.: trianguli, base, Cic. de 
nat. deor. 2, 125. 

basìlini, li, n., bacio d'amore, baciamano, 

alci basium dare, Petr.: basium surripere alci, 
Catull.: basia jactare, Phaedr. 

Bassareus, ci, m. (Bocacapeóc; da p<xa- 
aòcpa, cioè volpe, pelle di volpe, come orna- 
mento delle Baccanti), soprannome di Bacco, 
Hor. carm. 1, 18, 11. — Deriv.: Bassa- 
ricus, a, um (Bacaaptxóg), bacchico, comae, 
Prop. 3, 17, 30. 

Bastarnae (Basternae), aruni, m., popo- 
lazione germanica, le cui sedi si estendevano 
dalle sorgenti della Vistola sino alle con- 
trade poste a S. delle foci del Danubio (Po- 
dolia, Galizia, Ucrania). 

Siala vi, òrum, m., natavi, tribù d'origine 
celtica, la quale in seguito a divisioni interne 
abbandonò le sue sedi e occupò un'isola alla 
foce del Beno e della Mosa, chiamata quindi 
Batavorum insula (in senso stretto T isola di 
Olanda, la quale viene formata dal Beno 
propr. detto, dal Wahal in unione colla 
Mosa e dall'Oceano). — Deriv.: Bata- 

VUS, a, um, Baiavo* 

BathyBlus,i, m.(Bd0oXXoc;), I) fanciullo 
di Samo amato da Anacreonte. II) Alessan- 
drino, liberto di Mecenate in Boma, famoso 
insieme con Pilade di Cilicia, suo rivale, 
come fondatore della pantomima propr. ro- 
mana, e ancora pregiato nella tarda età im- 
periale. 

balilltlllì, i, n., braciere, Hor. sat. 1, 5, 36. 

Battiadcs, ae, m., V. Battus, n° I. 

Batti s, ttdis, f., V. Bittis. 

battito, V. batuo. 

Battus, i, m. (Bdzzog), soprannome di 
Aristotele figlio di.Polimnestore (o Grino) e 
di Fronima, di Tera, uno dei Minii, fon- 
datore di Cirene nella Libia, Batto* — 
Deriv.: BattTadcs, ae, m. (BaruaSYjs), 
Battiade (cioè discendente di Batto) = Cire- 
neo, del poeta Callimaco. 

BatìiSum, i, n., città della Campania; 
secondo il Beich ora fiaja. 

battio (battilo), ui, ere, frane, battre, di 
esercizi di scherma, battere, battersi, Cic: pu- 
gnatore armis, Suet.: rudibus cum alqo, Suet. 

baubor, ari, di cani, abbaiare, latrare (c/r. 
latro, Lucr. 5, 1069. 



Baucis, cldis, f. (Baoxtg), vecchia moglie 
del vecchio Filemone nella Frigia. 

Bauli, òrum, m. (BaOXoi), luogo tra Mi- 
seno e Baia nella Campania, ove sorge- 
vano parecchie ville (fra cui è comun. no- 
minata quella di Ortensio); ora villaggio di 
Bacolo. 

Bàvìus, tì, m., cattivo poeta del tempo di 
Virgilio. 

beate, avv. (beatus), felicemente, beatane, 

I) propr.: bene et beate vivere, Cic: beatius. 
beatissime vivere, Cic II) trasl., felicemente 
= completamente, locum beate implebat, Sen, 
cont. 7 (3), proem. § 3. 

beatitas, atis, f. e beatitudo, dtnis, f. 
(beatus), beatitudine, felicità, Cic. de nat. deor. 
1,95. 

beatus, a, um, part. agg. (da beo), beato, 
felice, fortunato, I) in gen., di colui, al quale 
per la sua esistenza non manca alcun bene 
fisico e morale, a) di pers.: qui beatus est, 
non intellego,quid requirat,ut sit beatior, Cic: 
nemo non potest non beatissimus esse, qui etc, 
Cic: nihil est tam miserabile quam ex beato 
miser, Cic: agricolae parvo beati, che si sti- 
mano beati, che si accontentano del poco , 
Hor.: plur. sost, beati, Cic. ed a. b) di condi- 
zioni, ecc.: vita, Cic: beatior spiritus (felice 
ispirazione), Quint.: beatissimus animi status,. 
Sen.: neutr. sost.. in qua (virtute) sit ipsum 
etiam beatum (xò u-axctpiov), felicità, Cic. 

II) partic: A) di ciò, a cui niente manca 
per la felicità materiale, generic, fortunato, 
colmato di beni, di beni di fortuna; agiato, be- 
nestante, ricco, a) di pers.: mulier beata ac no- 
bilis, Cic. : homo non beatissimus, Nep.: satis 
beatus unicis Sabinis, Hor.: Thynà merce bea- 
tus, arricchito, Hot.', plur. sost., beati, ricchi, 
Prop. ed a. b) di Stati e delle loro condizioni: 
beata, beatissima civitas, Cic: fiorente ac beata 
re publicà, Liv.: nullius civitatis fortunatiorem 
ac beatiorem statum fore, Liv. e) di possedi- 
menti e simili, benedetto, ricco, dotato, fertile, 
gazae Arabum, Hor.: rus, Hor.: auriferi ripa 
beata Tagi, Ov.: vox beata, voce riccamente 
dotata, Quint. d) di condizioni d'ogni genere, 

benedetto, pò et. = magnifico, splendido, coni- 

moda, Catull. e) di beni intellettuali, bene- 
detto, esuberante, ingenii beatissima ubertas, 
Quint.: beatissima rerum verborumque copia, 
Quint. B) poiché gli dei non concedevano ai 
mortali alcuna felicità compiuta, si chiama- 
vano a preferenza i morti presso i Greci 
u-obiapeg e dietro a loro presso i Bomani beati, 
i beati, quindi beatorum insulae (|iaxdpu>v 
vYjaot), « isole dei beati », le quali l'antica 
credenza dei Greci poneva sul limite occi- 
dentale della terra nell'Oceano, dove sotto la 
mite dominazione di Kronos gli eroi caduti 
in battaglia, i semidei della quarta genera- 
zione, godevano di una vita senza cure e 
senza morte, Cic. fr. 

Bcbi'ìacum, V. Bedriacum. 

Bebrjces, cum, m. (BéppOxec;), popola- 
zione nella contrada chiamata più tardi Bi- 

tinia nell'Asia Minore Deriv.: A) Be- 

br^cTa, ae, f. (Bs[3poxia), Bebricia, paese 
abitato daiBebrici,più tardi bìUiùu. B) Be- 



317 



beccus 



Dellum 



318 



bl'ìpcYus, a, um (BefìpOxiot), appartenente alla 
Bebricia, Bebricio» 

beccus, i, m., becco, partic. del gallo, Suet. 
Vit. 18. 

Bcdriacum (Bebrtacum e Betrìacum), i, 
n. borgo nell'Italia tra Cremona e Verona 
(secondo Mannert ora villaggio di S. Lo- 
renzo Guazzona, secondo Beich Beverara). 
— Deriv.: BcdrTaccnsis, e, di BedHaco, 

Belgae, àrum, m. Beigi, mescolanza di 
tribù germaniche e celtiche, che formavano 
la terza parte della Gallia. — Deriv.: 
A) Belgi cu s, a, um, belga, esseda, Verg.: 
Gallia Belgica e sempì. Belgica, parte setten- 
trionale della Gallia abitata dai Belgi, tra 
la Marna, la Senna, il Beno e il Mar del 
Nord, Plin. e Tac. B) Belgìuiu, ti, n. parte 
della Gallia Belgica, ora Beauvais, Artois, 
Amiens 

BélTdes e Belis, V. Belus. 

licitarla, orum, n. (bellus), tdttma parte 
del pranzo (come noci, frutta dolci, vino dolce, 
posposto, ecc.), Plaut. Suet. ed a. 

bcllàloi', Òris, m. (bello), guerriero, uomo 

di guerra (colV idea accessoria di forza , 
capacità a combattere, mentre miles, sol- 
dato della classe, Stato, ufficio), Cic. ed a.: 

agg. (poet.) == guerriero, bellicoso, battagliero, 

deus, dio della guerra, Marte, Verg.: di ani- 
mali, equus, cavallo di battaglia, destriero, 
Verg. 

bellatòrìus, a, um (bello), bellicoso, guer- 
riero, trasl., stilus, polemico, Plin. ep. 7, 9, 7. 
beBlalrix, trìcis, f. (fem. di bellator), 

guerriera, bellicosa, atta a far guerra, Roma, 

Ov.: diva, Pallade, Ov.: trasl , iracundia, Cic. 

beile, avv. (bellus), bellamente, graziosa- 
mente, con eleganza, gentilmente, vagamente, 
con leggiadria, gradevolmente, piacevolmente, 

squisitamente, e simili, I) in gen. : scribere, 
Cic: negare, Cic. : belle adhuc, ciò va sinora 
gradevolmente (molto bene), Cic: bellissime 
navigare, Cic: alqd ferre fronte et vultu bel- 
lissime, colla massima serenità, Cic. : con 
partic. ed agg.: praediola belle aedificata, 
Cic. : sumus ambo belle curiosi (graziosa- 
mente curiosi), Cic: come risposta, dices: 
Tu ergo haec quomodo fers? Belle mehercule 
et in eo me valde amo, Cic II) partic: 
A) come segno di approvazione = bravo, 

bene, ottimamente, V. Cic de or. 3, 101. B) di 

disposizioni, modo di essere, belle se habere 
e sempl. belle habere o esse, star bene, star 
bene di salute, se belle, piane belle se habere, 
Cic: se non belle habere, Cic: non belle fuisse 
(essere stato indisposto), Cic. 

BellerÒplion, ontis, acc. onta, m. (BeX- 
Xspocpwv), o Belleroplionlcs, ae, m. (BeX- 
ÀepocpóvxYjg), figlio di Glauco, nipote di Sisifo, 
uccise la Chimera colV aiuto di Pegaso. — 
Deriv.: Belleropliontcus, a, um, di 
Beiierofonte, equus, Pegaso, Prop. 

bellicosus, a, um (bellicus), bellicoso, 
guerriero (contr. imbellis), gentes, Cic: belli- 
cosiores eà tempestate erant ( Gallograeci), 
Liv. : provinciae bellicosissimae, Cic : trasl., 
bellicosior annus, anno ricco di guerre (contr. 
imbellis annus), Liv. : quod multo bellicosius 
(valoroso) erat, Liv. 



belliCUS, a, um (bellum), I) appartenente 
alla guerra, bellico, guerresco, militare, tor- 
menta operaquo, Liv.: res bellicas majores esse 
quam urbanas, Cic: res bellica, milizia, Cic : 
disciplina, disciplina militare, tattica, Cic: 
mors, Cic: virtus, Cic : laus, Cic : sost., bel- 
licum, i, n., suon di' tromba per chiamare al- 
l'armi, per combattere, bellicum canere, dar 
fiato alle trombe, Cic ; e trasl. = eccitare, 
aizzare, Cic : e di un oratore focoso, de bel- 
licis rebus canit